Torre Annunziata. Al Liceo Artistico "G. de Chirico " presentazione del libro “MALE CAPITALE" di Catello Maresca

Liceo Artistico “Giorgio de Chirico” - Torre Annunziata

“FIAT Iustitia…- Testimoni di legalità”

Presentazione del libro 

“MALE  CAPITALE"

di

Catello Maresca

La misera ricchezza del clan dei Casalesi

con interventi di Franco Roberti, Sandro Ruotolo e Nicola Graziano

Lunedì 29 Febbraio 2016

ore 10:00

Intervengono, insieme all’autore,

  • Michele Riggi, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata
  • Raffaele Schettino, direttore di Metropolis Napoli
  • Felicio Izzo, preside del Liceo Artistico “Giorgio de Chirico”

READING di Giuseppe Giordano.

LAPILLI maresca DEF"Continua, nell’ambito della rassegna “Fiat Iustitia…” l’esercizio di cittadinanza attiva, attraverso la testimonianza di personaggi protagonisti, per scelta o per destino, di legalità. Così, dopo la celebrazione della memoria delle vittime innocenti di camorra di sabato 27, è la volta del magistrato Catello Maresca. Il pm della DDA di Napoli protagonista di arresti eccellenti, in primis Michele Zagaria, incontra gli studenti del “de Chirico” e delle altre scuole della città. Ad essi, da conoscitore profondo delle dinamiche criminali dei Casalesi e delle loro collusioni con la politica e dell’imprenditoria, ne divulga la storia in un reportage caratterizzato dalla preponderanza delle foto – di Nicola Baldieri – inserite in un plot narrativo che mescola realtà e fantasia, ricorrendo ad un linguaggio ironico, dissacrante, dal forte timbro parodistico, se non apertamente caricaturale. Un escamotage compositivo, a suo dire dettato dalla necessità di rendere avvincente il racconto al figlio di 12 anni nel rispondere alla sua legittima curiosità sul lavoro del padre, sui rischi che comporta e sull’opportunità di continuarlo.

  Così il clan dei Casalesi diventa “il clan dei Caponesi”, il suo fondatore Antonio Bardellino, “Antonio Porcellino”, il boss Francesco Schiavone detto Sandokan, Francesco “Liberone detto la Perla di Labuan”, Michele Zagaria è “Bagaria”, la città di Marcianise è “Puccianise”, Casapesenna è “Casapennata”. Nomi falsi, volutamente distorti e in qualche caso sbeffeggiati, per presentare la mafia campana per quello che, nella sostanza, veramente è: inganno e mistificazione, potere costruito su simboli fallaci, su un lusso volgare e falso, simbolo di una grandezza inesistente e inutile. Una camorra pacchiana e miserabile, capace di condizionare un intero territorio, ma anche pronta a crollare davanti all’avanzare delle indagini, agli arresti, ai sequestri patrimoniali.

  Ma qui il titolo del libro (“Male capitale”) trova la sua ragione. Purtroppo. Troppe volte le proprietà confiscate, infatti, diventano sterili beni quando non addirittura trasformano floride aziende, in grado di dare lavoro, in immobili devastati e vandalizzati per vendetta. Ecco, allora, che il male diventa “capitale”, nel senso che determina povertà e sopraffazione, in antitesi  al “bene capitale” della teoria economica, quel bene, cioè, che produce altro bene, altra ricchezza. Ma, al di là della polemica sulle carenze della legge sull’utilizzo dei beni confiscati, resta la fondatezza della speranza del cambiamento nella nota finale che testimonia, attraverso eloquenti foto, la vittoria assoluta, in molte realtà, dello Stato, in particolare, là dove la coscienza civile dei cittadini se ne fa partecipe. E grazie anche all’impegno di persone come la dottoressa Teresa Mallocca, figura centrale del libro, anche lei, naturalmente un nom de plume.

  E’ l’anagramma di Catello Maresca, che avrebbe potuto scegliere anche i più improbabili Mara Cescatello o – conservando almeno il genere – Carlo Telemasca.

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