Mi ritrovo seduta sulle tue radici
dove la terra
ne ha intrecciato
groviglio
Stanziale ascolto
ogni mio sussuro
Annuiscono le fronde,
par che mi invitino
a restare
Socchiudo gli occhi
per immaginare
Guglielmina Agnoli
Mi ritrovo seduta sulle tue radici
dove la terra
ne ha intrecciato
groviglio
Stanziale ascolto
ogni mio sussuro
Annuiscono le fronde,
par che mi invitino
a restare
Socchiudo gli occhi
per immaginare
Guglielmina Agnoli
Oh preghiera che fermarti non sai
Vola in alto più in alto che puoi
Torna indietro con le tue ali dorate
ed asciuga le fronti sudate
Togli il ghiaccio dai cuori induriti
e la nebbia dalle men offuscate
Dalle labbra pronunciate parole,
siano nettare
Dagli orecchi
di note più dolci ascoltate
Corri nelle vie negli anfratti e per le strade
Fragranza soave ne salga col piè calpestata la terra
Sia carezza ogni man che si muove
Un sapore di manna rimanga a gustare
lo stupore
Sol sorriso a guardare l' altrove!
Guglielmina Agnoli
Silenzio eloquente. Raccolte di poesie di Antonella Fusco, edizioni RPlibri

Antonella Fusco è docente ordinaria di Lingua e Letteratura italiana presso il Liceo Statale “G. Guacci” di Benevento. Laureata in Lettere, in Pedagogia e in Scienze Motorie, giornalista pubblicista, è profondamente impegnata nel mondo della scuola, in cui riveste vari incarichi professionali, inerenti in particolare alla didattica e alla ricerca, avendo altresì operato soprattutto nei raccordi tra scuola di secondo grado e università. Si dedica da qualche anno alla poesia, partecipando con successo a significativi premi letterari e rientrando in antologie della poesia italiana presente.
ANTONELLA FUSCO
Silenzio eloquente
Raccolte di poesie
Stampato nel mese di luglio 2020
dall’Associazione Arte e Saperi – San Giorgio del Sannio (BN)
www.rplibri.it
Pubblicate anche in francese nel settembre 2022
Si legge una sensibilità finissima in queste poesie di Antonella Fusco, sublime e quasi religiosa, aperta ad un universo intuitivo che si lega al sensibile nel profondo dell’esistenza. I versi sono soffici, ritmati da una cadenza interna, con ampie pause, con respiri d’anima. Tutto sembra provenire dallo sguardo avvolgente, caldo e calmo nel suo dispiegarsi quasi tattile sulle cose, sulla natura, sul creato. C’è nei versi una registrazione intensissima di gesti, segni, emozioni. E se per un verso la poesia si dispiega in un contesto dialogico, rivolta ad un tu, reale ed ideale, per l’altro non c’è separazione tra lo sguardo esteriore e quello interiore. Anzi vi è quasi, a tal riguardo, una identificazione.
dalla prefazione di Giorgio Agnisola
Semplici pensieri d’anima, nel silenzio lo sguardo del cuore. Un andare oltre la siepe. La poesia non solo come testo letterario, ma la vita stessa nel suo intimo essere, nel suo sentire. Sentire, come il vedere interiorizzato, che apre la porta dell’oltre che è presente in noi. È il cammino dell’anima, in cui si attua quella intenza corrispondenza interiore tra il visibile e l’invisibile. La poesia, luogo dell’infinito. Ricerca appassionata e appassionante che non si esaurisce nell’opera, la vitalità è nella luce ispiratrice in divenire. La poesia, allora, rivelazione dell’io più profondo, viaggio reale e simbolico in cui si sperimenta la bellezza. Bellezza come respiro, pienezza, limpida meraviglia.
Antonella Fusco
Giovinezza
La vecchia
atteggiamento.
Invecchiamo
quando
speranza
stupore
svaniscono.
Quando
non sappiamo
ascoltare
sorridere.
Quando
lo sguardo
non va
oltre.
Dinamismo
d’anima
è giovinezza.
Dialogo maturo
Le mie
paure
la tua
pazienza.
il mio
fuggire
la tua
costanza
il mio
entusiasmo
la tua
pacatezza.
In noi
La meraviglia.
Silenzio eloquente
Sguardo
d'anima.
Nasce a Salerno il 24/09/1953.
Docente di Lettere, Psicologia e Religione nelle Scuole secondarie di secondo grado. Organizzatrice di eventi culturali a livello cittadino e nazionale. Condirettore del giornale “L’Attualità” con sede a Roma e già pubblicista del periodico “Agire” di Salerno. Impegnata in attività di volontariato. Ha lavorato come esperta del C.I.C. nell’Istituto “G. Amendola” di Salerno.
Laureata in Pedagogia presso l’Università di Salerno. Diploma di Laurea di Assistente Sociale. Laurea in Scienze Religiose conseguita a Salerno. Abilitazione all’insegnamento di Italiano, Storia, Educazione civica, Geografia nelle Scuole secondarie di primo grado. Abilitazione all’insegnamento di Materie Letterarie nelle Scuole secondarie di secondo grado. Abilitazione all’insegnamento di Psicologia e Filosofia nelle Scuole secondarie di secondo grado. Corso annuale di specializzazione post-laurea in Didattica dell’Integrazione e dei processi di socializzazione presso il FORCOM di Roma. Corso annuale di perfezionamento post-laurea in Tecnologie della Comunicazione Formativa (Università degli studi di Salerno) .Corso di Dizione organizzato dall’E.N.A.L. di Salerno. Corso di Ceramica e Disegno presso la Ditta Solimene di Vietri.
Presidente dell’Associazione Culturale
“Il Caffè dell’Artista” di Salerno, fondata nel 1996. Membro del Consiglio Direttivo dell’ UN.I.A.C. (Unione Italiana Associazioni Culturali). Fondatrice del Movimento Giovanile Missionario e
rappresentante nazionale delle Pontificie Opere Missionarie.
Organizzatrice di Manifestazioni con macchine d’epoca con il Club di Napoli.
Referente per dieci anni, presso il liceo “Da Procida” di Salerno, di progetti P.O.F
del Cinema e del Teatro, con annessi premi nazionali per le sceneggiature e i testi.
Già R.S.U nel Liceo Da Procida. Già revisore dei conti nella C.I.S.L. di Salerno.
Volontaria nella Pastorale diocesana, nei gruppi giovanili ed esperta nel C.I.C.
Corso annuale post-laurea sulla Didattica dell’integrazione e dei processi di socializzazione. Corso di Alfabetizzazione informatica presso l’Università di Salerno. Competenze psicologiche e formative. Mediatrice della Cultura per la Città di Salerno. Competenze socio-religiose nell’ambito della Curia di Salerno.
Conferenze sulle devianze giovanili presso il Tribunale di Torre del Greco, la Provincia di Salerno (con il giudice Andria) e presso il IV Municipio di Roma (con il giudice Vassalli).
Ha realizzato numerose
Mostre d’arte presso il palazzo Genovese (Salerno), Roma, Rimini e Palermo. Esperta nel settore Teatro e Cinema (scenografia, costumi, corporeità) per la video comunicazione.
GABBIANI
La marea fluttuante sale
sfiorando la tua essenza
nel ritmo della vita.
Il vento frusciante
danza il tuo desiderio
colmo nei battiti del cuore.
La dolcezza attende il tuo ritorno
come i gabbiani nel sospirato tramonto
per vivere il canto libero insieme.
Dedicata a Cosmo
Sei andato via all’improvviso,
senza una parola di addio
così com’era tua consuetudine esser discreto,
nel pieno dell’entusiasmo
di poter realizzare sorridente
progetti di vita,
qualcosa di terribile ti ha strappato a noi
lasciando un vuoto senza risposte.
Ecco, guardando le nuvole
avverto la tua presenza,
vedo le tue braccia allungarsi
fin qui sulla Terra
e un vento leggero mi sussurra parole
accarezza i miei capelli
come facevi tu
per allontanare ombre di pensieri tristi.
Grazie a chi ha creduto in un sogno
Il vento soffia dentro e fuori il cuore
invisibili pensieri
seguono la scia dell’animo terso
in un mondo così effimero.
Esplosioni di tormenti
nella ricerca di giustizia e libertà
per uomini che regalano il tempo ad un’idea.
Immensi progetti conducono
all’evoluzionismo dell’uomo
chiuso nella folle quotidianità
grazie all’utopia di pochi
scopro il senso della felicità di molti.
Superato il confine dell’omogeneità
ora emerge il divenire umano
grazie a chi ha creduto in un sogno
realizzato poi con la volontà di molti.
Quel ponte di Lubiana
Quel ponte di Lubiana
che mio padre ha attraversato tante volte
ha visto combattere italiani e stranieri
quel ponte che porta a strade piene di camini
simili alle strade del cuore accese
dalla speranza di ritornare a casa vittoriosi.
Un ponte dove ancora aleggiano anime
di tanti giovani che hanno perso la vita
tra forti stridii di carrozze e di armi.
Fumanti le postazioni di guerra
ancora chiedono giustizia.
Oggi erranti uomini
senza volto e senza storia
si aggirano inconsapevoli di tante sofferenze.
Ritorno a Fiume
lì dove si è consumata la nostra storia
ancora oggi altri uomini attendono al confine
chiedono un mondo migliore
in questa calca di indifferenza
e in nome di uno pseudo benessere.
Lì dove tutto è stato cancellato
anche i nomi delle strade e dei nostri italiani
che per amor di Patria andarono a morire.
Inconsolabili furono le lacrime delle madri
per una vita attesero invano il ritorno dei loro figli
ormai dispersi in nome di un ideale.
Grande riscontro per “
” di Filomena Baratto, Graus editore, presentato per la prima volta a Sorrento martedì 2 febbraio presso la Libreria Tasso in piazza Angelina Lauro. Il romanzo affronta, con la grazia ed eleganza proprie dell’autrice vicana, un argomento di scottante attualità, il dramma della perdita del lavoro da parte di una persona di cinquant’anni, un uomo costretto a rimettersi in gioco in un momento della vita in cui si ritiene di aver conseguito oramai una meritata tranquillità. “In questi tempi di crisi- ha commentato l’appassionato relatore, l’ispettore del lavoro Franco Gallo- in molti si trovano a fare i conti con il problema della inoccupazione, cioè la perdita del lavoro, anche in età matura o avanzata, anche quando si credevano ormai arrivati. Il romanzo affronta la drammatica esperienza della perdita del lavoro guardandolo da un punto di vista insolito, quello di un’opportunità, il pretesto per una ricostruzione dell'Io, di riflessione su se stessi e, dunque, di rinascita”. Precisa Carlo Alfaro, che ha orchestrato l’incontro con la consueta disinvoltura: “il romanzo spazia a trattare di tutti i nodi del vivere, amore, adolescenza, famiglia, emigrazione, società, crescita interiore, interrogativi esistenziali, tempo, vecchiaia, religione,valori. Un romanzo psicologico e introspettivo, che mette l’accento su aspetti cruciali dell’esistenza e della società, che pone domande e fa riflettere”. “Ho affrontato questo tema – spiega Filomena Baratto – perchè il lavoro è un punto fermo nella vita dell’uomo e che gli conferisce dignità, e perderlo significa scardinare le basi della propria sicurezza. Nel romanzo esamino tutti gli aspetti che ruotano intorno a un uomo che perde il lavoro. Il lavoro per certi aspetti è un universo e nella sua orbita ruotano tante altre cose. La perdita del lavoro rende l’uomo un essere inutile, che perde il suo centro di gravità, la sua voglia di vivere. Il protagonista non accetta di perdere il ruolo sociale cui era stato assegnato e non accetta di doverne assumere uno diverso dal precedente. Questo lo deprime, pensando di perdere la stima degli altri, la famiglia, gli amici, le persone che ama. Questa caduta lo porta ad esaminare con profondità la sua vita dove trova vuoti esistenziali, vacuità e quasi non si riconosce più. Il travaglio sarà lungo, ma alla fine troverà un uomo nuovo”. Scrittrice, pittrice, poetessa, l’eclettica Filomena Baratto è arrivata con “Just Job” alla sua quarta pubblicazione, dopo le liriche “Ritorno nei prati di Avigliano” (Alberti Editore, 2009), seguite dal romanzo “Rosella” (Sangel Edizioni, 2012) e ai racconti “Sotto le stelle d’agosto”(2013), Graus Editore.
SAN GENNARO VESUVIANO – Centodieci anni di pura passione calcistica, con un pallone che ha regalato tante gioie ed accompagnato intere generazioni.
Il libro “Dagli Audaci ai Millennials – Sangennarese, una storia lunga 110 anni” (Michelangelo 1915 Editore), scritto da Francesco Iervolino, Sabatino Nunziata e Antonio Claudio Catapano, con la preziosa collaborazione dello storico del calcio campano Chrystian Calvelli, rappresenta un “unicum” di grande rilevanza sociale e culturale per il territorio di San Gennaro Vesuviano.
Difatti, la squadra di calcio del paese – che quest’anno taglia il ragguardevole traguardo dei 110 anni di esistenza – mai era stata celebrata in passato con una pubblicazione che ne raccontasse le gesta e le varie fasi di rinascita.
Questo libro – la cui prefazione è stata curata da un altro “sangennarese doc”, l’ex calciatore Michele Nappi (Campione d’Italia nella stagione 1982/83 con la Roma) – acquisisce dunque un valore che va ben oltre il semplice prezzo di copertina (€. 20,00), tenuto conto che le vicende calcistiche della Sangennarese si sono spesso accompagnate all’evoluzione sociale, civile e culturale di un’intera comunità.
L’opera gode del patrocinio del Comune di San Gennaro Vesuviano e viene presentata nel prestigioso programma della 413ª edizione della Fiera di San Gennaro Vesuviano dal 1613: l’appuntamento per tutti gli appassionati dei colori biancorossi è fissato presso la sala consiliare di piazza Regina Margherita, alle ore 20:00 di venerdì 18 settembre 2026.
A moderare l’incontro, ci sarà il giornalista e scrittore Angelo Amato de Serpis.
All’evento parteciperanno innumerevoli personaggi (presidenti, dirigenti, allenatori, calciatori e tifosi) che nel corso di questi 110 anni hanno contribuito a scrivere pagine indelebili della storia di questa ultracentenaria squadra di calcio.
Dolce&Salato, la scuola dei due maestri autori del libro ha ospitato la presentazione
Con notevole partecipazione di pubblico lo chef Giuseppe Daddio ed il maestro pasticciere Aniello Di Caprio, hanno presentato l’ultimo loro libro “Mangiare Campano”. Teatro dell’evento, i nuovi ampi spazi creati nella nuova e moderna struttura della scuola di alta formazione “Dolce&Salato” che solo da qualche anno (22-11-23) era stata inaugurata dopo i successi ottenuti nella vecchia struttura, con sede sempre a Maddaloni, dove nel 1998 vide la sua nascita seguita da una considerevole affermazione ottenuta negli anni. La scuola che rappresenta una importante e significativa realtà per tutto il Sud Italia, ha ottenuto sin dai primi anni il riconoscimento dalla Regione Campania come Ente per il rilascio di qualifiche E.Q.F. come "Cuoco", "Pasticciere", "Pizzaiolo", "Operatore di sala e bar" e "Panificatore", valide in ambito Europeo permettendo, ai numerosi allievi che la frequentano ogni anno, di raggiungere importanti obiettivi occupazionali sia in Italia che all’estero, anche attraverso stage trimestrali di approfondimento della professione concordati con note scuole alberghiere, ristoranti stellati ed altro. Il libro appena presentato, terza opera scientifica dei titolari di Dolce&Salato Giuseppe e Aniello, che propone “le nostre radici, i nostri sapori ed il nostro futuro”, trova grande riscontro e rispondenza di interessi culinari ed enologici, anche perché parte da una regione come la Campania che vanta uno dei patrimoni agroalimentari più ricchi e prestigiosi d’Italia (ben 614 specialità tradizionali) sulle circa 5500 PAT specialità alimentari tradizioni che complessivamente vanta l’intera Italia che è leader mondiale nel patrimonio agroalimentare. “Mangiare Campano” racchiude in sé un viaggio nei sapori autentici della Campania, raccontando un mondo di cultura, di gusto e di innovazione, elementi che sono frutto di storia, tradizioni tramandate nei secoli, sapienza degli avi trasmessa alle nuove leve della cucina, con l’utilizzo di prodotti primari territoriali e stagionali. Quei prodotti che hanno portato al riconoscimento della Dieta Mediterranea come patrimonio immateriale dell’Unesco, quella dieta che il fisiologo statunitense Ancel Keys veniva a studiare a Pioppi nel Cilento sviluppando poi, nell’Università del Minnesota che dirigeva, gli effetti benefici che detti prodotti apportavano nelle patologie cardiovascolari. Quei prodotti che contribuiscono a proporre quella Cucina Italiana che ha ottenuto il riconoscimento come migliore al mondo, che vanta poter essere Patrimonio immateriale dell’Unesco e che racchiude in se storia, convivialità, conoscenza del bello e del buono in un paese che come l’Italia ti porta da una regione all’atra a poter gustare una cucina diversa e non uguagliabile perché ogni prodotto utilizzato rappresenta il vanto di quel territorio con il suo terreno particolare, il suo clima, le sue condizioni di eccellenza che ci rendono una nazione unica al mondo. Non a caso il turismo enogastronomico si incrementa sempre più raggiungendo altissimi numeri, ma anche coloro che giungono in Italia per solo per visitare musei, o solo per conoscere la storia di un paese che ha da raccontarne più di tanti altri, o ancora solo per godere gli affascinanti paesaggi naturalistici, restano attratti dagli odori che i nostri ristoranti e pizzerie trasmettono ed allora una degustazione ed un apprezzamento alle pietanze proposte non può mancare, anzi diventa d’obbligo. Alla presentazione del volume sono intervenuti Laura Valente, Andrea De Filippo, Luigi Riccio, Floriana Schiano Moriello, l’assessore all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca, Enzo Patierno per il Ministero della Cultura ed ovviamente gli autori e l’editore. Fra i tanti presenti anche Sandra Lonardo, Rosario Lopa portavoce Consulta Nazionale per l’Agricoltura e Turismo e Dario Duro fiduciario della sezione Napoli dell’A.M.I.R.A. con alcuni soci del sodalizio.
Giuseppe De Girolamo
Roccarainola – “Cominciamo con una serata che sia poesia musica e cuore !”
Roccarainola – “Cominciamo con una serata che sia poesia musica e cuore !”
È con queste parole, e con le prime volute del flauto di Mario Menichini, che prende vita ieri pomeriggio al Museo Multimediale Ex Chiesa di Santa Maria delle Grazie la presentazione di “Di cielo, di nuvole e di vento” di Monia Gaita. Sulle note di un flauto che abbraccia tutti i presenti e soprattutto sulle note di Nuovo Cinema Paradiso di Nicola Piovani e di Astor Piazzolla, la sala si fa subito intima, quasi un salotto.
“Benvenuti a Microcosmi”, apre Carmine Centrella, presidente del Polo Museale, ricordando come l’incontro si inserisca nella terza edizione della mostra internazionale di Mail Art. Al suo fianco i saluti istituzionali del Sindaco Giuseppe Russo e del Presidente del Consiglio Giovanni Sirignano: “La cultura deve coinvolgere le scuole, la comunità. Il culmine sarà la Damigella del Re”.
“E questo è proprio un salotto culturale”, rincara Mena Sirignano, presidente della Pro Loco, mentre la curatrice Lina D’Avanzo sottolinea l’importanza di fare rete tra le realtà del territorio.
Poi la poesia entra nel vivo. Maria De Risi, attrice della Compagnia “Clessidra”, presta la sua voce ai versi di Monia: letture sentite, che scavano tra le “nuvole” e le “macerie” di cui parla la poetessa.
“Non volevo sciogliere l’enigma dell’esistenza – spiega Monia – ma offrire uno spiraglio. La poesia è salvezza, è consapevolezza, è coraggio per immaginare una nuova alba”.
A dialogare con lei la giornalista Floriana Guerriero: “I tuoi titoli richiamano una natura in tempesta, specchio della sofferenza dell’io. Eppure c’è sempre una possibilità di rinascita”.
Adelina Mauro aggiunge: “È poesia terapeutica. Parla di dolore, emigrazione, di ciò che sentiamo dentro”.
Il prof. Sabato De Luca la definisce “onirica, un flusso di coscienza tra sogno e realtà”, mentre l’artista Prisco De Vivo insiste: “La poesia è raccoglimento, è silenzio che scava nella pietra”.
E in mezzo a tutto questo, un intervento che commuove la sala: quello di Filomena Carrella. “La cultura è libertà, è l’unico antidoto alla violenza. Dobbiamo unire le forze, fare sinergia tra associazioni e comunità”. Poi guardando Monia con un filo di voce commenta:’Quando si è poeti non solo nello scrivere ma nell’animo ! ‘ Parole accolte da un lungo applauso. Sentito e caloroso il saluto di Felice Peluso presidente dell associazione AIDO sez. Nola Cimitle e quello di Alessandra Bosone presidente dell associazione artistica SeminArte per i piccoli genietti .
Tra il pubblico, ad ascoltare con attenzione, le professoresse Filomena Casoria, Lina Vangone, Anna Gioacchino e Lucia Napolitano, insieme a Tony Soviero, presidente di Ipazia.
“Chiudiamo come abbiamo aperto: con la musica”.
Mario Menichini torna al flauto, e mentre le ultime note si perdono tra le volte della chiesa, resta l’idea che ha attraversato tutto il pomeriggio: non c’è conflitto tra progresso e poesia. “L’evoluzione del nostro io – dice Monia – è la vera garanzia di progresso”.
E ieri, a Roccarainola, quell’evoluzione si è sentita. Tra un verso, una nota, un dialogo. Una serata che ha abbracciato tutti i presenti facendoli sentire avvolti da un luogo sacro che rende ancora più mistico e speciale ogni incontro soprattutto quando si unisce arte, poesia e musica. Ha moderato l’incontro la dottoressa Celeste Sirignano con la sua innata dolcezza e il suo grande senso di ospitalità facendo sentire il Museo un accogliente salotto letterario dove il tempo sembra non passare mai e lasciare il passo ai sentimenti che fanno bene al cuore.
Cimitile – È stata una serata che ha toccato le corde più profonde dell’anima. Ieri sera, nella Sala Consiliare del Comune di Cimitile, il progetto “Raccontami di TE” ha fatto registrare un successo che va oltre i numeri: è stato il trionfo dell’amore per la vita, della forza di una coppia che nonostante tutto va avanti, della memoria che si trasforma in impegno.
Protagonista dell’incontro il libro “Sulle mie spalle, dentro il mio cuore. Rinascere lungo il Cammino di Santiago” di Michele Bisceglia, edito da Franco Di Mauro Editore. Era presente l’avvocato Michele, accompagnato dalla sua bellissima moglie Rossella, mamma della piccola Diana, che oggi continua a vivere negli Unicorni di Diana. Con loro una forte spiritualità ed una immensa luce si percepiva da ogni sguardo e da ogni parola, e’ stata una presenza significativa a sostegno di una storia che può appartenere a tutti.
La musica ha reso l’atmosfera magica: i flauti di Barone Alessio e Menichini Mario hanno accompagnato gli interventi, e quando è risuonata la colonna sonora de Il Signore degli Anelli eseguita dai due eccelsi flautisti tutta la sala è esplosa in un applauso lungo, che sembrava arrivare da oltre, proprio dal sentiero di Santiago.
Si è percepita una spiritualità forte, un dono immenso d’amore che ha avvolto tutti i presenti. Tra il pubblico c’erano la professoressa Lina Vangone, il professore Sabatino De Luca, Felice Granata, insieme ai rappresentanti delle realtà che hanno reso possibile l’evento: Aned Campania, Genitori del Sud Cimitile, Gli Unicorni di Diana Napoli, Gruppo Aido Nola-Cimitile, Ipazia – Associazione Culturale Visciano, Nuovi Orizzonti Cimitile, Terra Mia Cimitile. Un mosaico di persone e associazioni unite dallo stesso intento: dare voce a chi ha trasformato il dolore in cammino.
Ad aprire i lavori i saluti istituzionali dell’Avv.ocato Filomena Balletta, Sindaco di Cimitile, che ha parlato da mamma per questa serata come l avvocato Anna Mercogliano, Assessore alla Cultura hanno aperto il loro cuore da donne . La professoressa Filomena Carrella, giornalista, scrittrice e musicista innamorata del
Profondo
Messaggio di amore che si eleva dal testo . A rendere vivo il dibattito l intervento e il caro saluto della Dott.ssa Celeste Sirignano del Polo Museale di Roccarainola, della professoressa Alessandra Bosone, Presidente dell’associazione artistica SeminArte, e della professoressa Adelina Mauro, scrittrice e giornalista, donne che hanno dato voce al cuore, ai sentimenti che hanno avuto gli occhi che brillavano di emozioni .
Dopo l’intervallo musicale, il dialogo con l’autore è stato condotto con delicatezza dalla Dott.ssa Manuela Morra, psicologa e psicoterapeuta, mentre a moderare l’incontro è stato Felice Peluso, Presidente del Gruppo Aido Nola-Cimitile che fortemente è con grande dedizione ha curato ogni particolare e dettaglio di questa magica serata . Ogni intervento è stato un colpo al cuore, un invito a guardare oltre il muro dei beni materiali per riscoprire il bene più prezioso: la nostra vita, l’autenticità dei rapporti, l’amore con cui osservare l’esistenza.
Il successo di questo libro è tutto qui: nell’amore per la vita, nell’amore di una coppia che continua a camminare nonostante tutto, nella scelta di trasformare l’assenza in presenza. Diana è tra di noi, e continueremo a sostenerla facendo nostra l’associazione Gli Unicorni di Diana, portandola soprattutto nelle scuole per informare il mondo sulla donazione del midollo osseo, ancora troppo poco conosciuta.
Una serata che dovrebbe diventare monito di saggezza per i giovani: il vero tesoro non è ciò che si conquista, ma ciò che si è, ciò che si ama, ciò che si sceglie di ricordare.
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