Percezioni
Piccoli
desideri attendono
Sospiri
fragilmente instancabili
Attorno
Oltre,
il mio guardo
distendo
Piccola,
lontana da me
Ermetica
Umidamente
distoglie la bocca
Arroccata sovente
la mente
Guglielmina Agnoli
Percezioni
Piccoli
desideri attendono
Sospiri
fragilmente instancabili
Attorno
Oltre,
il mio guardo
distendo
Piccola,
lontana da me
Ermetica
Umidamente
distoglie la bocca
Arroccata sovente
la mente
Guglielmina Agnoli
Come ci aspettano gli alberi
Sembra ti chiamano
con le loro chiome
danzando
... dicendoti un sì, un no
un forse ...
Insieme andiamo incontro al nuovo giorno
Scegliendo il ritmo della nostra danza
Guglielmina Agnoli
Il cielo che urla

Lui ameno e infinito mantello agghindato di stelle, e fra queste di sole cocente.
Il solo che sempre ci osserva, insieme alla luna calante o quella crescente Pianeta la terra oramai assai irriverente.
Le nubi, soavi disegni moventi, vuoi tu forse uomo distruggere con fuochi e lampi dementi?!
Bellezza mai più tu rivedrai .... ...o uomo impazzito nel tempo.
Guglielmina Agnoli
Ladispoli celebra la Giornata mondiale della poesia: un omaggio in versi del professor Elio Parascandolo al Sindaco Grando
Ladispoli si conferma crocevia di cultura e sensibilità artistica in occasione della Giornata mondiale della poesia del 21 marzo. Presso la sede comunale, si è svolto un incontro dal forte valore simbolico che ha visto protagonista il professor Elio Parascandolo, docente dell’Istituto “Di Vittorio”, ricevuto dal Sindaco Alessandro Grando.
Nel corso dell’incontro, il docente ha voluto rendere omaggio alla città con un componimento poetico inedito, consegnato direttamente al primo cittadino. Un gesto carico di significato, in cui la parola poetica diventa strumento di narrazione e valorizzazione del territorio, capace di restituire l’essenza più autentica di Ladispoli.
Alla cerimonia ha preso parte anche l’Assessore alla Cultura, Margherita Frappa, che ha sottolineato come iniziative di questo tipo rappresentino un’importante occasione di dialogo tra istituzioni e produzione artistica.
Il Sindaco Alessandro Grando ha espresso un sentito apprezzamento per il gesto del professor Parascandolo, evidenziando il valore di un contributo che rafforza il legame tra scuola, cultura e amministrazione pubblica.
Tra la ferrovia e il mare
Un sussulto dell’anima
al calar del giorno
regala scorci che superano
i confini dello spazio e del tempo,
in attesa del domani.
A volte basta un tramonto
disteso verso il mare
per dare forma alla felicità.
Città di sabbia scura e di spade,
che abbraccia dalla torre alla palude,
accogliente verso nuovi volti,
capace di restare nella memoria.
Città di mercato, di fiori e carciofi,
di barche e serenate sul mare,
che gioca con il suo accento
e incanta la costa laziale.
È tra le strade che si scopre la vita,
negli sguardi di chi ritrova quiete dopo il lavoro.
Un’eco di libertà si fonde con il reale,
mentre una luce, come faro,
proietta nel mondo il ricordo
del grande cinema italiano.
Un aereo attraversa il cielo,
sfiorando l’aria di due innamorati
in cerca di rose senza spine.
E la sera, con il suo orizzonte timido,
intreccia una luna che prepara al domani.
Io, che non so più quanto sia lontana casa,
ti porto addosso come una seconda pelle:
ti distendi generosa tra mare e stazione,
a curare, come puoi,
ciò che resta del nostro amore.
— Elio Parascandolo
Non solo guerra
Or su guardate pur con alterigia
La fiera che avanti a voi si pone
Trafitta inerme
la terra su quel logo si scompone
Fregiatovi di tanto or
deponè la spada
Non si ode un battito di cor
ma sol di ala
Non piansero mai
occhi ove io raccolsi l’unica lagrima
Lagrima a rigare le gote mie
Guglielmina Agnoli
Guglielmina Agnoli, docente del metodo Montessori
Di origine partenopea ha portato nella capitale dove è nata e vive tutta l’energia del Vesuvio.
Spinta dalla forza dei lapilli cresce energica e creativa.
Già da adolescente e come autodidatta dipinge su tela, presenta una pittura figurativo - concettuale arrivando con la maturità ad abbracciare le varie forme di pittura. Raggiunge riconoscimenti e vari premi in molte città italiane.
Passo dopo passo è il caso di dire, idea e realizza Armonia Visuale il simbolismo nella danza per sordi e audiolesi.
Gli allievi possono danzare su brani di musica classica ascoltati solo con la vista.
Armonia Visuale il simbolismo nella danza metodo pregno di studio e impegno che viene presentato per la prima volta all' IS. S R .2° in Europa.
Ma non si ferma.
Scrive stati di animo, riflessioni poetiche in romanesco e in napoletano. Temi contro la violenza sulle donne e le varie discriminazione del nostro tempo.
Scrive e disegna favole e fiabe che manda all’ Ospedale Bambino Gesù di Roma “Le storie di Teo".
Passione, entusiasmo e capacità sono gli ingredienti di Guglielmina Agnoli, artista generosa attenta alle dinamiche della nostra società.
In ogni espressione artistica di Guglielmina si trovano sempre leggerezza e profondità ironia e riflessione tristezza ed allegria e tutto ciò che il fruitore sente.
Giorno
L' albeggiare del giorno che viene,
va incontrando il chiarore d' aurora
La rugiada posata sul pero tratteggia il profilo del ramo
Una brezza sfiora leggera, ogni filo di erba sul prato
Nella terra il lombrico comincia pian piano una nuova salita
Un morbido becco spertugia pian piano il suo uovo
Poi nel cielo e nell' aria si ascolta un concerto che canta alla vita
Il ruscello continua il suo corso,
incosciente cammino
la sua acqua lo sazia di già
Poi l’abbraccio del mare infinito...
... infinitamente lo cullerà
Trasformata è ogni cosa che resta
Nei suoi moti continui
Coi suoi ritmi
Nei suoi giri di giostra
nelle pause e nel via
La terra è il Fiato è inno alla Vita
Guglielmina Agnoli
14 febbraio
Sono aria,
col suo vento, che disegna fra i capelli ghirigori evanescenti
Sono fuoco, che riscalda mente e corpo a poco a poco
Sono acqua,
che discende sui tuoi occhi,
senza mai appannar la tua dolce meraviglia
Sono terra!
Dove fissare l’impronta del nostro abbraccio d' amore
Guglielmina Agnoli
“Trasparenza dello sguardo”
“Trasparenza dello sguardo” Kinetès Edizioni: la raccolta di poesie di Antonella Fusco. “Non solo la vita di chi ama, ma anche quella di chi si ama può essere un sogno” scrive nella prefazione Felice Casucci professore ordinario di Diritto Privato Comparato presso l’Università degli Studi del Sannio (Bn). Ed ancora “Si avvicina al lettore portandolo per mano nella luce della sua penombra. Tutto accade, nella meraviglia del silenzio, nell’infinito che palpita come un cuore a cielo aperto. Raffinato è il tocco della Poesia, eppure semplice, sfuma, ricama, stupefatto nell’allusione a un’armonia sorgiva, perenne, rigenerante”. “Trasparenza dello sguardo” mette in rilievo la luminosità dell’anima, quella parte che illumina, non oscura. Lo sguardo, il protagonista delle liriche, è vissuto come sentire interiorizzato. È aprirsi all’altro per donare ed accogliere. È arricchimento. “Non l’Io, ma il Noi vi abita” illustra sempre il professore Casucci. All’interno del libro si possono ammirare anche delle opere dell’artista Mario Lanzione: Velature di finestra, 1981, carte veline e acrilici su tavola, 70x50cm e Trasparenze, 1977, carte veline e acrilici su tavola, 100x70 cm. Così l’opera della copertina “La soglia dell’infinito”, 1985, carte veline e acrilici su tavola, 70x100 cm, che rappresenta il manifesto della raccolta di poesie di Antonella Fusco.
Forza dell’amore
Due sguardi
si incontrano
sorriso
e silenzio
dialogano.
Ci scopriamo
due esseri
consonanti
sulla soglia
dell’infinito.
ANTONELLA FUSCO
Antonella Fusco è docente ordinaria di Lingua e Letteratura italiana presso il Liceo Statale “G. Guacci” di Benevento. Laureata in Lettere, in Pedagogia e in Scienze Motorie, giornalista pubblicista, è profondamente impegnata nel mondo della scuola, in cui riveste vari incarichi professionali, inerenti in particolare alla didattica e alla ricerca, avendo altresì operato soprattutto nei raccordi tra scuola di secondo grado e università. Si dedica da qualche anno alla poesia, partecipando con successo a significativi premi letterari e rientrando in antologie della poesia italiana presente.
INCANTO NEL DISINCANTO
Frammenti lirici di Suzana Glavaš
di Antonio Cardellicchio
Luce meridiana, spuma del mare, bagliori di coscienza, frecce d'amore, uccelli nel vento, nei versi di Suzana Glavaš, poetessa, scrittrice, docente universitaria, ebrea croata, bilingue, mia amica.
Parole che incantano, estratte dalle proprie viscere e rese lucenti da riflessi metafisici. Ma questa luminosità metafisica, questa essenzialità per concentrazione non diluisce ma dipana la sfera sensoriale del dire poco, sentire molto. Intermittenze di un'anima segreta. Incanto nel disincanto.
Immersi e sommersi come siamo in una meccanica tecno-universale, invasi dalla miseria e standardizzazione di un dire che più non dice ma è un già detto, prefabbricato, in una coazione di frasi fatte. La parola poetica invece, ora tanto ai margini, in questa condizione accresce il suo valore umano, artistico, di libertà.
Brilla di luce, è la lingua di un sogno, dona un occhio nuovo sulla realtà consueta. Svela barlumi del mistero della creazione divina del mondo e dell'uomo.
Frammenti lirici mediterranei, liquidi per immediatezza, solidi per selettività e intarsio della parola scritta nello spazio bianco, affiorata dal pianeta sconosciuto dell'inconscio.
L'attimo di una sensazione fugace viene fissato, eternato nella luce stilistica della parola emersa.
Accade nel mondo lirico della Glavaš quel che accadde nei celebri, folgoranti per bellezza struggente estrema, versi giovanili di Dante
Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch' ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio...
Dove il vento del desiderio spinge la barca con i tre poeti innamorati e le loro donne, affinché "di stare insieme crescesse 'l disio". Un viaggio per mare, sognato su una nave incantata che trasporti senza meta e per un tempo indefinito.
Il fascinoso sonetto unisce il pathos della distanza, da un mondo lontanissimo e diverso, con un sogno atemporale, che canta le esistenze giovanili di ogni tempo e di ogni luogo. Di chi nuovo al mondo vive il suo sogno e ha uno sguardo nuovo sul mondo, con stupore e meraviglia.
Non sto dicendo niente di nuovo ma dirlo qui ha un suo senso. Mi vengono in mente parole del grande poeta portoghese Fernando Pessoa: "Tutte le frasi d'amore sono stupide, ma è più stupido chi non le ha mai dette". La Glavaš appunto dà un abito nuovo alle voci elementari degli innamorati della vita. Un esempio:
mari di occhi
in mari di mari
come bolle
di sogni
naufragati
amari
L'ultima sua raccolta poetica "Come stormi colmi di giorni di ritorni" Carthago edizioni 2021 è stata presentata nella Sinagoga di Napoli. Preceduta dalla illustrazione di una sua bella traduzione dal croato del romanzo di Jasminka Domaš "Rebecca. Nel profondo dell'anima" Carthago edizioni, che si svolge nel solco delle narrazioni sull'infinito orrore della Shoah, sospesa tra testimonianza e capacità narrativa, come Elie Wiesel e Primo Levi.
Il rabbino di Napoli Cesare Moscati ha illuminato il valore fondante della vita nella realtà ebraica come etica, libertà, verità.
Cordiale presentazione della narratrice Miriam Rebhun. Letture di versi insieme a esecuzioni musicali attrattive. Sarabanda e Preludio della Suite per violoncello solo di Bach, interprete Giulia Massa, brillante allieva del maestro Luca Signorini, e brani struggenti dalla chitarra di Claudio Cecere, dal tema di Schindler's List ad una favolosa Bachiana Brasileira di Villa Lobos, dove si uniscono la grande tradizione di Bach con la musica folclorica brasiliana. Il compositore osava dire di Bach: " la sua musica proviene dall'infinito australe e si diffonde sulla terra sottoforma di musica folclorica".
Piacevolmente, dunque, un legame tra il canto verbale in pianissimo della Glavaš, diciamo in sol minore, e le note di violoncello e chitarra.
Applausi, partecipazione emotiva del pubblico.
Sono Maria
di Gennaro Di Donna
Correvo, inciampavo, tornavo a correre su questa via stretta della vita.
Pioveva. L’acqua quasi inondava questo paesaggio del pensiero.
Poi, un attimo, solo un attimo, ho fermato la mia corsa, la pioggia ha fermato la mia coscienza e la mia anima.
Era notte.
Tutto era buio.
I miei occhi erano accecati e la via del silenzio appariva più lunga e faticosa.
Poi, l’alba sull’orizzonte e la luce soave.
Una donna, vestita di sole, si avvicinava verso di me e la via stretta divenne larga.
Ero frastornato.
Ero felice.
Ero riposato.
Avevo voglia di vivere.
Le chiesi, quando era a un passo da me, chi fosse.
Sorrise, mi guardava con l’intensità che non posso descrivere.
Sono Maria! E fui salvato.
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