dall'Europa

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen incontrerà oggi a Bruxelles il consultivo della presidenza per la gioventù al fine di discutere delle future priorità politiche dell'UE per i giovani. A questa seconda riunione parteciperanno oltre 30 membri, tra cui giovani rappresentanti dei consigli nazionali della gioventù dell'UE, del Forum europeo della gioventù e – in veste di osservatori - di organizzazioni giovanili dei paesi candidati e potenziali candidati. 

La discussione contribuirà al più ampio sforzo della Commissione volto a individuare le questioni più importanti per i giovani europei durante la preparazione della strategia dell'UE per la gioventù per il periodo successivo al 2027. 

Istituito nel 2025, nell'ambito degli orientamenti politici per il periodo 2024-2029, il comitato consultivo della presidenza per la gioventù fornisce consulenza alla presidente della Commissione europea sulle questioni più importanti per i giovani, facendo sentire le voci dei giovani e apportando i loro punti di vista giovanili nel processo di elaborazione delle politiche dell'UE. Inoltre, il comitato rafforza la voce dei rappresentanti dei giovani nel plasmare il futuro dell'UE. 

Il comitato si è riunito per la prima volta nel dicembre 2025, fornendo la propria consulenza sull'uso dei social media da parte di bambini e giovani e sulle relative politiche dell'UE. Le informazioni fornite dal comitato hanno fatto parte dei lavori sulla relazione del panel speciale sulla sicurezza dei minori online ("proteggere e responsabilizzare i minori nel mondo digitale"), presentata di recente alla presidente. 

 

Nel quadro del suo ampio impegno con i giovani, la Commissione organizza regolarmente dialoghi con i giovani, ad esempio i dialoghi con i giovani sulle iniziative politiche, ed effettua una speciale verifica delle proprie politiche nell'ottica dei giovani ("youth check"), che mira a rafforzare il contributo dei giovani all'elaborazione delle politiche dell'UE e a garantire che le nuove politiche rispondano alle loro esigenze.

 

I commissari Šuica e Brunner discutono di migrazione e gestione delle frontiere con i paesi mediterranei dell’UE

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Lunedì 18 maggio la Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, e il Commissario per gli Affari interni e la migrazione, Magnus Brunner, parteciperanno alla conferenza dei ministri dell’Interno MED9 a Rovigno. Al centro dei lavori ci saranno la migrazione, la gestione delle frontiere esterne e la lotta al traffico di droga.

Il gruppo MED9, che riunisce Cipro, Francia, Grecia, Croazia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna e Slovenia, è stato istituito nel 2013 con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE sulle questioni legate al Mediterraneo. Le discussioni di lunedì si concentreranno in particolare sul contrasto alla migrazione illegale e sul rafforzamento della protezione delle frontiere esterne dell’UE nella regione mediterranea.

I partecipanti procederanno inoltre a uno scambio di opinioni sull’attuazione del patto sulla migrazione e l'asilo, compresa la riserva di solidarietà, nonché sulla proposta della Commissione relativa a un sistema europeo comune per i rimpatri e a una cooperazione più stretta con i paesi partner nell’ambito del terzo pilastro del patto per il Mediterraneo, dedicato alla sicurezza e alla preparazione. Sul tavolo anche la cooperazione in materia di riammissione e il rafforzamento della gestione delle frontiere esterne, con una revisione del mandato di Frontex.

La Giornata dell'Europa illumina Roma:
 migliaia di giovanicon Metsola al Campidoglio

 

 Piazza del Campidoglio, Roma

8 maggio, dalle 18:30

 

Foto Parlamento europeo 250Migliaia di giovani sono attesi per “Luci d’Europa”, l’evento in programma venerdì 8 maggio a partire dalle ore 18:30 in piazza del Campidoglio, alla presenza della Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Ci saranno, inoltre, gli interventi istituzionali del Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, delle Vicepresidenti del Parlamento europeo Pina Picierno e Antonella Sberna e del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. 

Il programma artistico prenderà il via con il Coro Vivona, che eseguirà l’Inno alla Gioia e l’Inno di Mameli. La conduzione sarà affidata a Vittorio Pettinato e Aurora Ramazzotti nella prima parte, e al giornalista RAI Alberto Matano nella seconda. In programma anche le performance della cantautrice Francesca Michielin e del compositore Nicola Piovani, mentre il nuotatore Manuel Bortuzzo porterà una sua testimonianza. 

Sul palco si esibirà il Maestro Andrea Bocelli, che per l’occasione ha voluto con sé una rappresentanza di giovani talenti del programma globale ABF Voices, promosso dalla Andrea Bocelli Foundation per offrire opportunità e dare voce a persone e comunità in contesti vulnerabili e di conflitto.

Nel corso della serata, spazio anche a contributi e proposte di giovani sul futuro dell’Europa, con la partecipazione di rappresentanti del Consiglio Nazionale dei Giovani, dell’Agenzia Italiana per la Gioventù e di Erasmus Student Network. 

La Presidente Metsola ha dichiarato: “Non vedo l'ora di unirmi a migliaia di giovani a Roma per 'Luci d'Europa' e di ascoltare le loro idee, le loro speranze e la loro visione per il futuro dell'Europa. La nostra Europa ha trasformato i Paesi e aperto orizzonti che una generazione fa potevano sembrare impossibili da raggiungere. La storia dell'Europa è ancora da scrivere, e spetta a noi avere la fiducia e il coraggio di darle forma. Perché l'Europa rimane la più grande delle opportunità.”

L’evento, organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia, in collaborazione con Roma Capitale, rientra nel calendario delle celebrazioni della Giornata dell’Europa a Roma. 

L’ingresso è su invito e rivolto a una platea di giovani.

 

 

 

“L’Europa, l’Ucraina e la libertà di pensiero”

23 marzo 2026, Sala Pirelli, Corso Magenta 59, Milano

 

Foto Parlamento europeo 250L’Europa, l’Ucraina e la libertà di pensiero sono i temi dell’incontro pubblico promosso dall’Ufficio del Parlamento europeo a Milano e dalla Rappresentanza della Commissione europea a Milano nell’ambito delle iniziative delle istituzioni europee in difesa delle democrazie. L’incontro si terrà giovedì 26 marzo dalle 9:30 alle 13:30 nella Sala Pirelli in Corso Magenta 59, a Milano, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni europee e locali. Sono previsti gli interventi della Vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, del Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto (videomessaggio) e di alcuni europarlamentari.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali di: Maurizio Molinari, Capo dell’Ufficio del Parlamento europeo a Milano, Claudia Colla, Direttrice della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, Anastasia Negoda, Console Generale dell'Ucraina a Milano, Elena Buscemi, Presidente del Consiglio comunale di Milano, e Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia ​​con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee. I lavori continueranno quindi con un intervento dell’Ambasciatore ucraino in Italia, Ihor Brusylo - già Vice Capo di gabinetto del Presidente ucraino Volodimir Zelensky - e con le testimonianze di diverse associazioni ucraine attive a Milano.

Nella seconda parte della mattina, il focus si sposterà sul Premio Sakharov del Parlamento europeo per la libertà di pensiero e sul ruolo dell’UE nella promozione dei diritti umani e della democrazia. Interverranno attivisti bielorussi, georgiani, russi e iraniani, tra cui la campionessa di basket Yelena Leuchanka, la rappresentante dell’Ambasciata popolare bielorussa e del centro della comunità democratica bielorussa a Firenze Yulia Yukhno, il cantautore e attore georgiano Luca Chikovani, la rappresentante della comunità dei “russi liberi” Maria Mikaelyan e le attiviste iraniane Rayhane Tabrizi e Pegah Moshir Pour. Modera Christian Rocca, direttore de Linkiesta.

La Commissione presenta la proposta per EU Inc. per sfruttare appieno il potenziale del mercato unico per gli imprenditori europei

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Oggi la Commissione europea ha presentato la sua proposta per EU Inc., un nuovo insieme unico di norme societarie destinato a costituire la pietra angolare e il punto di partenza per il 28° regime dell’UE. EU Inc. si configura come un quadro societario europeo opzionale e digitale per definizione. L’obiettivo è rendere più semplice per le imprese avviare le proprie attività, operare e crescere in tutta l’Unione, incentivandole a restare in Europa e incoraggiando il rientro di quelle che in passato hanno guardato altrove.

 Oggi, per troppi imprenditori e aziende innovative, espandersi oltre i confini nazionali dell’UE significa confrontarsi con un panorama giuridico societario frammentato. Le imprese innovative europee si trovano infatti ad affrontare 27 sistemi giuridici nazionali e oltre 60 forme societarie diverse. Una complessità che può ritardare la costituzione di un’impresa di settimane, se non mesi, frenando la crescita, aumentando i costi e scoraggiando l’espansione.

EU Inc. rappresenta il cuore della risposta della Commissione a queste sfide: sotto forma di regolamento, offrirà un insieme unico e armonizzato di norme societarie, che le imprese potranno scegliere in alternativa ai diversi regimi nazionali, liberando così il vero potenziale del mercato unico.

La Presidente von der Leyen ha dichiarato: “L’Europa ha il talento, le idee e l’ambizione per diventare il miglior luogo per gli innovatori. Eppure oggi gli imprenditori europei che vogliono crescere devono confrontarsi con 27 sistemi giuridici e oltre 60 forme societarie nazionali. Con EU Inc. rendiamo decisamente più semplice avviare e sviluppare un’impresa in tutta Europa. Qualsiasi imprenditore potrà creare una società entro 48 ore, da qualsiasi luogo dell’Unione e completamente online. Questo passo cruciale è solo l’inizio. Il nostro obiettivo è chiaro: un’Europa – un mercato – entro il 2028.

Al via la nuova generazione della rete EUROPE DIRECT 2026–2030: A Roma la prima riunione nazionale dei 46 centri italiani

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Roma, 23-24 febbraio 2026 – Si terrà a Roma, presso Europa Experience – Piazza Venezia, la prima riunione nazionale della nuova rete EUROPE DIRECT 2026–2030, organizzata congiuntamente dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia e dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia.

L’incontro segna ufficialmente l’avvio della nuova generazione della rete EUROPE DIRECT per il periodo 2026–2030, confermandone e rafforzandone il ruolo strategico quale ponte tra le istituzioni europee e i cittadini.

In Italia la rete conta 46 centri presenti in tutte le regioni, garantendo una presenza capillare sul territorio e un punto di accesso diretto all’Unione europea per cittadini, scuole, enti locali, associazioni e media.

La nuova rete 2026–2030, gestita e coordinata da Roma dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia, rappresenta continuità e rinnovamento, con ben 10 nuovi centri rispetto alla precedente generazione 2021-2025 e un numero maggiore di antenne locali per coprire anche zone rurali e più remote.

A livello europeo, la rete comprende oltre 400 centri in tutti gli Stati membri e rappresenta uno dei principali strumenti dell’Unione europea per promuovere informazione, dialogo e partecipazione democratica.

È una rete al servizio dei cittadini. I centri EUROPE DIRECT forniscono, infatti, informazioni gratuite, chiare e ufficiali sulle politiche, le priorità e i programmi dell’Unione europea. Organizzano eventi pubblici, dibattiti, incontri nelle scuole e iniziative di sensibilizzazione, contribuendo a rafforzare la conoscenza dell’UE e a contrastare la disinformazione attraverso fonti istituzionali verificate.

La nuova generazione 2026–2030 opererà in un contesto caratterizzato da importanti trasformazioni geopolitiche, economiche e sociali, rafforzando ulteriormente il proprio ruolo di presidio territoriale della comunicazione europea.

“In una fase storica in cui le nostre democrazie e i valori fondanti dell’Unione sono messi alla prova su più fronti, la nuova rete EUROPE DIRECT assume un ruolo ancora più strategico: avvicinare ai cittadini l’azione dell’UE, rafforzarne la funzione di baluardo a tutela delle nostre società e, al contempo, raccogliere direttamente dai territori istanze e bisogni, così da rendere le istituzioni europee più efficaci e realmente attente alle esigenze di tutti”, il commento di Carlo Corazza, Direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia.

La nuova rete EUROPE DIRECT 2026–2030 rappresenta un investimento strategico nella qualità e nella tenuta della democrazia europea. Informare con chiarezza, ascoltare con attenzione le preoccupazioni dei cittadini e promuovere un dialogo costante nei territori è una responsabilità istituzionale della Commissione europea. Rafforzare la fiducia nell’Unione europea significa costruire relazioni solide con le comunità locali, trasformando la partecipazione in un elemento strutturale delle politiche europee.” sottolinea Claudio Casini, Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia.

Massimo Pronio, Responsabile Comunicazione della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, infine, evidenzia il valore del lavoro quotidiano dei centri: “I centri EUROPE DIRECT non sono soltanto punti informativi: sono presidi di partecipazione democratica. Rendono l’Europa più accessibile, più comprensibile e più vicina alle persone”.

Interverranno con i saluti istituzionali e un messaggio inaugurale per l’avvio dei cinque anni di attività della nuova rete EUROPE DIRECT il Sindaco di Roma Gualtieri, la Vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, le Vicepresidenti del Parlamento Europeo Pina Picierno e Antonella Sberna e il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto.

A dialogare con i 46 manager dei centri EUROPE DIRECT ci saranno i rappresentanti dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, del Centro Comune di Ricerca (JRC, Ispra), della Fondazione Europea per la Formazione (ETF, Torino), dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA, Parma), dell’Istituto Universitario Europeo (EUI, Fiesole) e di diverse Direzioni Generali da Bruxelles (DG CLIMA e DG ENER).

Per maggiori informazioni

Per individuare il centro EUROPE DIRECT più vicino è possibile consultare il servizio ufficiale “Trova un centro UE vicino a te in Italia” sul sito della Rappresentanza della Commissione europea in Italia al seguente link: https://italy.representation.ec.europa.eu/contatta-lunione-europea/contatta-lunione-europea-italia/trova-un-centro-ue-vicino-te-italia_it.

Due anni di regolamento sui servizi digitali consentono l’annullamento di 50 milioni di decisioni di moderazione dei contenuti da parte delle piattaforme

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250In soli due anni le piattaforme online hanno annullato quasi 50 milioni di decisioni riguardanti i contenuti o gli account degli utenti, aiutando questi ultimi a esercitare online i loro diritti previsti dal regolamento sui servizi digitali online nell'UE. Grazie al regolamento, gli utenti dell'UE sono più tutelati online, le piattaforme sono soggette a una maggiore responsabilità e l’ambiente digitale è più trasparente.

Questo strumento, il primo del suo genere al mondo, ha conferito agli utenti il diritto di contestare le decisioni di moderazione dei contenuti adottate dalle piattaforme che incidono sui loro contenuti o account, sospendendoli, eliminandoli o limitandone la visibilità (shadow ban). Dalla sua entrata in applicazione, il 30% dei 165 milioni di decisioni di moderazione dei contenuti impugnate dagli utenti attraverso i meccanismi interni delle piattaforme è stato annullato.

 In particolare, nel primo semestre del 2025, il 99% delle decisioni di moderazione dei contenuti è stato adottato dalle piattaforme per far rispettare i propri termini e condizioni, piuttosto che per rimuovere contenuti segnalati come illegali ai sensi del diritto dell’UE o nazionale.

Nel primo semestre del 2025, gli organismi di risoluzione extragiudiziale hanno esaminato oltre 1 800 controversie relative ai contenuti su Facebook, Instagram e TikTok nell’UE, annullando le decisioni delle piattaforme nel 52% dei casi conclusi e ripristinando contenuti e account in modo più rapido ed economico rispetto al ricorso ai tribunali.

Il regolamento sui servizi digitali ha inoltre determinato cambiamenti concreti in termini di sicurezza e benessere degli utenti. Grazie a questa normativa, dal 2024 la pubblicità mirata ai minori sulle piattaforme online è vietata nell’UE. Il regolamento impone inoltre ai mercati online di contrastare la diffusione di merci illegali, migliorare la tracciabilità degli operatori commerciali e informare rapidamente i clienti che abbiano acquistato prodotti illegali sui propri marketplace, offrendo opzioni di risarcimento.

Un ulteriore merito di questa normativa è che ricercatori e società civile hanno ora un accesso senza precedenti alle informazioni sui processi delle piattaforme e sulle pratiche di moderazione dei contenuti nell’UE. Inoltre, possono chiedere conto alle piattaforme delle loro decisioni.

 

La Commissione avvia un'indagine su Shein a norma del regolamento sui servizi digitali

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione europea ha avviato oggi un procedimento formale nei confronti di Shein, a norma del regolamento sui servizi digitali, in relazione alla sua progettazione che crea dipendenza, alla mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e alla vendita di prodotti illegali, compreso materiale pedopornografico.

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: "Nell'UE sono vietati i prodotti illegali, che si trovino su uno scaffale o su un mercato online. Il regolamento sui servizi digitali mantiene gli acquirenti al sicuro, protegge il loro benessere e fornisce loro informazioni sugli algoritmi con cui stanno interagendo. Valuteremo se Shein rispetta tali norme e le loro responsabilità."

La Commissione procederà ora, in via prioritaria, a un'indagine approfondita. L'avvio del procedimento formale non pregiudica l'esito.

Sondaggio UE: la crescente preoccupazione rafforza la domanda di azione UE

            

  • La maggioranza dei cittadini europei è preoccupata per i conflitti in atto (72%), il terrorismo (67%), le calamità naturali aggravate dai cambiamenti climatici (66%), gli attacchi informatici (66%) e la migrazione incontrollata (65%)
  • Secondo l'89% degli intervistati, gli Stati membri dovrebbero essere più uniti nel contrasto a queste minacce globali
  • L'86% auspica un ruolo dell'UE più decisivo e il 73% ritiene che servano più risorse europee per affrontare le minacce a livello internazionale

Foto Parlamento europeo 250In un momento di crescenti tensioni geopolitiche, i cittadini sono sempre più preoccupati per il loro futuro e chiedono un'azione comune e ambiziosa da parte dell'UE.

Dai risultati dell'ultima indagine Eurobarometro del Parlamento europeo, pubblicati mercoledì, emerge che la situazione internazionale sta causando preoccupazione tra i cittadini. Le instabilità geopolitiche influiscono sulle opinioni degli europei: la maggioranza si dice pessimista quanto al futuro del mondo (52%), ma anche dell'Unione europea (39%) e del proprio paese (41%). Il quadro sembra meno fosco a livello personale: oltre tre quarti degli europei (76%) sono ottimisti riguardo al proprio futuro e quello delle loro famiglie.

I risultati dell'indagine confermano che le sfide da affrontare non sono poche. In tutti gli ambiti sondati, la preoccupazione riguardo alla sicurezza si rivela molto alta. Generano inquietudine soprattutto i conflitti in atto nel vicinato dell'UE (72%), il terrorismo (67%), gli attacchi informatici provenienti da paesi non appartenenti all'Unione (66%), le calamità naturali aggravate dai cambiamenti climatici (66%) e i flussi migratori incontrollati (65%). Anche i rischi associati alla comunicazione sono un motivo di preoccupazione molto diffuso. Tra questi rientrano la disinformazione (69%), l'istigazione all'odio online e dal vivo (68%), i contenuti falsi generati dall'intelligenza artificiale (68%), le politiche insufficienti di protezione dei dati (68%) e le minacce alla libertà di espressione (67%).

Gli italiani esprimono maggiore preoccupazione della media degli intervistati europei per ognuna delle problematiche relative alla sicurezza proposte nel sondaggio, ma si dicono tuttavia più ottimisti dei concittadini europei rispetto al futuro del mondo, dell’UE, dell’Italia e anche a livello .

L'appello a un'Europa unita

Di fronte alle numerose difficoltà del momento, i cittadini si aspettano azioni più concrete da parte dell'Unione. Il 66% dei cittadini desidera che l'UE contribuisca alla loro sicurezza e ne sottolinea il ruolo protettivo nell'attuale contesto politico. Gli europei riconoscono anche l'importanza cruciale dell'unità: l'89% degli intervistati pensa che gli Stati membri dovrebbero essere più uniti e il 73% è convinto che servano maggiori risorse europee per affrontare le attuali sfide globali. Secondo i cittadini, per rafforzare la sua posizione nel mondo, l'UE dovrebbe concentrare i suoi sforzi soprattutto su difesa e sicurezza (40%), competitività, economia e industria (32%) nonché indipendenza energetica (29%).

Anche gli intervistati italiani sostengono con forza la richiesta di una maggiore unità (91%) e di garantire maggiori risorse all’azione europea, così come sono in favore che l’UE contribuisca alla loro sicurezza (67% in favore).

«Le tensioni geopolitiche influenzano il senso di sicurezza quotidiano degli europei. I cittadini si aspettano che l’Unione europea protegga, sia preparata e agisca insieme. È esattamente questo che una Europa più forte e più assertiva deve garantire. L’Europa è il nostro scudo più forte», ha dichiarato la Presidente del Parlamento europeo Metsola.

Il costo della vita: una priorità

I prezzi elevati continuano a incidere sul tenore di vita dei cittadini. Quanto alla situazione interna, le priorità che il Parlamento dovrebbe affrontare restano l'inflazione, l'aumento dei prezzi e il costo della vita (41% degli intervistati). Seguono a ruota l'economia e la creazione di posti di lavoro (35%), che registrano un aumento di cinque punti percentuali rispetto a maggio 2025. La maggioranza dei partecipanti ritiene che il proprio tenore di vita rimarrà stabile nei prossimi cinque anni, ma una percentuale significativa (28%) teme un peggioramento, specialmente nei paesi economicamente più instabili. Il timore è più diffuso tra gli intervistati francesi (45%), belgi (40%) e slovacchi (40%). A livello europeo, i cittadini si aspettano che l’UE si concentri sul rafforzamento della propria posizione nel mondo, in particolare puntando su difesa e sicurezza (40%, in aumento di 3 punti percentuali rispetto all’ultima indagine).

In cima alle priorità degli italiani di cui il Parlamento dovrebbe occuparsi, ci sono l’economia e i posti di lavoro (41%), in aumento di 6 punti percentuali rispetto a maggio 2025, e l’inflazione e il carovita 40% (-6 pp); da segnalare il forte incremento della sanità pubblica, che risulta una priorità per il Parlamento per 37% degli italiani, 16 punti percentuali in più rispetto a maggio scorso.

Ancora una volta, i cittadini confermano l'importanza dei valori fondamentali. Secondo l'indagine, la pace è il primo valore che il Parlamento europeo dovrebbe difendere (52%) - un dato che rispecchia le tensioni geopolitiche attuali. Seguono democrazia (35%), libertà di parola (23%), diritti umani (22%) e Stato di diritto (21%), che restano aspettative centrali.

In questo campo, i risultati italiani sono più o meno allineati con quelli europei, anche se con varie eccezioni (ad esempio solidarietà fra paesi e regioni UE e libertà di movimenti, più importanti per gli italiani rispetto alla media UE).

Crescente sostegno per l'appartenenza all'UE

La posizione nei confronti dell'UE e delle sue istituzioni rimane positiva nonostante il lieve calo registrato da maggio 2025. Una maggioranza relativa ha un'opinione favorevole dell'UE (49%, -3pp), a fronte di solo il 17% che ne ha una negativa. Il 38% (-3pp) conserva un'immagine positiva del Parlamento (mentre il 20% ne ha una negativa). Sempre più cittadini ritengono che l'adesione del proprio paese all'UE sia la scelta giusta (62%), con un incremento di due punti percentuali rispetto alla precedente indagine di febbraio/marzo 2024.

Il 51% deli italiani ha un’immagine positiva dell’UE (meno 2 pp rispetto a maggio 2025), risultato simile alla media europea, con il 12% che ne ha una negativa (meno 3 pp). Il 43% degli italiani ha un’immagine positiva del Parlamento europeo (meno 2 rispetto a maggio 2025), e il 16% ne ha invece una negativa (meno 1). L’adesione dell’Italia all’UE è un bene per il 52% degli italiani, con un aumento di 7 punti percentuali rispetto a maggio, è invece un male per il 12% (2 in meno).

Da un punto di vista sociodemografico, i giovani si riconfermano tra i più convinti sostenitori dell'UE e nutrono grandi aspettative sul suo ruolo. Le persone di età compresa tra i 15 e i 30 anni tendono ad avere un'opinione più favorevole dell'Unione e del Parlamento europeo: il 58% dei giovani vede l'UE in maniera positiva (rispetto al 49%-43% tra le fasce d'età più avanzata) e il 68% vorrebbe un ruolo più incisivo per il Parlamento (rispetto al 58%-54%). Inoltre, i giovani europei sono fortemente convinti che, nel contesto attuale, serva più unità tra gli Stati membri (90%), più risorse per l'UE (78%) e un peso più decisivo dell'Europa a livello internazionale (87%).

In Italia la tendenza è simile. Per gli intervistati fra i 15 e i 24 anni, l’immagine dell’UE è positiva per il 64% (che scende al 44 per i più 55 anni); l’immagine del Parlamento europeo è invece positiva per 56% dei 15-24, e per il 38% dei più 55.

I risultati integrali dell'indagine sono disponibili sul sito web dell’Eurobarometro.

Contesto

Il sondaggio Eurobarometro del Parlamento europeo dell'autunno 2025 è stato condotto dall'agenzia di ricerca Verian tra il 6 e il 30 novembre 2025 in tutti i 27 Stati membri dell'UE. Le interviste sono state realizzate di persona, con l'aggiunta di interviste video in alcuni Stati membri (Cipro, Danimarca, Finlandia, Malta, Paesi Bassi e Svezia). In totale sono state condotte 26.453 interviste. I risultati complessivi sono ponderati sulla base della popolazione di ciascun Paese.

Altri articoli...

Off Canvas sidebar is empty