dall'Europa

I deputati chiedono la repressione della "flotta ombra" russa da parte dell'UE 

 

  • Il Parlamento chiede che l'UE si attivi contro le petroliere “ombra” che esportano petrolio russo ovviando le sanzioni
  • Intensificare il monitoraggio e le ispezioni
  • Vietare tutte le importazioni di combustibili fossili russi

Foto Parlamento europeo 250I deputati vogliono sanzioni dell'UE più mirate contro la cosiddetta "flotta ombra" della Russia, che fornisce introiti essenziali per la guerra di Mosca in Ucraina.

In una risoluzione non legislativa approvata giovedì per alzata di mano, il Parlamento chiede misure mirate contro questo tipo di navi nei prossimi pacchetti di sanzioni dell'UE, anche contro i loro proprietari, operatori, gestori, conti, banche e compagnie di assicurazione.

La Russia utilizza vecchie petroliere, spesso non assicurate e di proprietà poco chiara, per esportare il suo petrolio greggio e i suoi prodotti petroliferi all'estero, nonostante l'UE, il G7 e le sanzioni internazionali. Queste attività hanno anche sollevato timori sul rischio di disastri ambientali, con possibili gravi fuoriuscite di petrolio.

Nell'ambito degli sforzi volti a compromettere le misure restrittive dell'UE, la "flotta ombra" fornisce un'ancora di salvezza finanziaria fondamentale alla Russia nella sua guerra di aggressione illegale e ingiustificabile contro l'Ucraina.

Si chiede inoltre di sanzionare sistematicamente le navi che attraversano le acque dell'UE senza un'assicurazione nota ed si esorta l'UE a rafforzare le sue capacità di sorveglianza, in particolare il monitoraggio mediante droni e satelliti, e a condurre ispezioni mirate in mare. I deputati chiedono infine agli Stati membri dell'UE di designare strutture portuali in grado di gestire navi sanzionate che trasportano petrolio greggio e gas naturale liquefatto e di sequestrare i carichi illegali senza compensazione.

Porre fine alle importazioni dell'UE di combustibili fossili russi

La risoluzione invita inoltre i paesi del G7 ad applicare meglio il tetto sui prezzi imposto al petrolio russo trasportato via mare, a ridurre sostanzialmente il tetto sui prezzi del petrolio e a chiudere le scappatoie utilizzate dalla Russia per riconfezionare e vendere il petrolio e i prodotti petroliferi ai prezzi di mercato.

Sottolineando che l'impatto delle sanzioni esistenti e del sostegno finanziario e militare all'Ucraina continuerà a essere compromesso finché l'UE importa combustibili fossili russi, i deputati esortano l'UE e i suoi Stati membri a vietare tutte le importazioni di combustibili fossili russi, compreso il GNL. Evidenziando la necessità di un'applicazione molto più rigorosa delle attuali sanzioni dell'UE, nel testo si afferma inoltre che l'UE dovrebbe rivalutare seriamente la sua cooperazione bilaterale con i paesi terzi che stanno aiutando la Russia a eludere le misure restrittive dell'UE in vigore, se gli sforzi diplomatici non hanno successo.

Impianti di stoccaggio del gas dell'UE pieni al 95% prima del 1° novembre: superato l'obiettivo del 90% previsto dal regolamento sullo stoccaggio del gas

 

LAPILLI LOGO Comm. EU 300Durante la crisi energetica, gli Stati membri dell'UE hanno deciso di fissare un obiettivo giuridicamente vincolante per riempire gli impianti di stoccaggio del gas al 90% della capacità entro il 1° novembre di ogni anno, allo scopo di garantire una sicurezza sufficiente dell'approvvigionamento e la stabilità del mercato nei mesi invernali. Secondo gli ultimi dati ora pubblicati da Gas Infrastructure Europe, in vista della scadenza di domani, l'attuale livello di stoccaggio del gas dell'UE è superiore al 95%. In questo momento nell'UE sono infatti stoccati circa 100 miliardi di metri cubi di gas, pari a quasi un terzo del nostro consumo annuo.

Kadri Simson, Commissaria per l'Energia, ha dichiarato:” Quando la Russia ha invaso l'Ucraina e ha cercato di ricattare l'Europa tramite le sue forniture energetiche, siamo prontamente intervenuti per proteggerci da futuri shock di approvvigionamento. L’intervento sta dando i suoi frutti e questo inverno disporremo di un livello ottimale di gas in stoccaggio in tutta Europa, di forniture energetiche diversificate e di una percentuale più elevata di energie rinnovabili, rinnovando così il nostro impegno per l'efficienza energetica e il risparmio energetico. Questo ci pone in una posizione ideale per mantenere le forniture e i prezzi stabili durante l'inverno e continuare a ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni russe di combustibili fossili."

Il regolamento sullo stoccaggio del gas (UE/2022/1032) del giugno 2022 stabilisce l’obiettivo vincolante dell'UE di riempire al 90% gli impianti di stoccaggio entro il 1° novembre di ogni anno, con obiettivi intermedi per i paesi dell'UE al fine di garantire un riempimento costante durante tutti i 12 mesi. Il regolamento rientra in un'ampia gamma di misure adottate dall'UE a seguito della crisi energetica innescata dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, miranti a preparare meglio il sistema energetico europeo alla stagione invernale. Negli ultimi due anni, con l'attuazione del piano REPowerEU, l'UE si è affrancata drasticamente dai combustibili fossili russi.

Grazie alla notevolissima crescita delle energie rinnovabili le emissioni di gas a effetto serra dell'UE sono diminuite di oltre l’8% nel 2023

 

LAPILLI LOGO Comm. EU 300La Commissione europea ha pubblicato oggi la relazione 2024 sui progressi dell'azione per il clima, da cui emerge che le emissioni nette di gas a effetto serra dell'UE sono diminuite dell'8,3% nel 2023 rispetto all'anno precedente. Si tratta del più marcato calo annuo degli ultimi decenni, con l’eccezione del 2020, quando la pandemia di COVID-19 comportò riduzioni delle emissioni del 9,8 %. Le emissioni nette di gas a effetto serra sono oggi inferiori del 37% rispetto ai livelli del 1990, mentre nello stesso periodo il PIL è cresciuto del 68%, a dimostrazione della sempre crescente disassociazione delle emissioni dalla crescita economica. L'UE rimane dunque sulla buona strada per mantenere l'impegno di ridurre le emissioni di almeno il 55 % entro il 2030.

Wopke Hoekstra, Commissario responsabile per l'Azione per il clima, ha dichiarato: "L'UE è all'avanguardia nella transizione pulita, e nel 2023 ha registrato ulteriori forti riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra. Attualmente responsabile per il 6 % delle emissioni globali. Con la prossima COP 29 dimostriamo ancora una volta ai nostri partner internazionali che è possibile intraprendere azioni per il clima e investire nello stesso tempo nella crescita della nostra economia. Purtroppo, la relazione mostra anche che il nostro lavoro deve proseguire, sia all'interno che all'esterno, visti i danni che i cambiamenti climatici stanno causando ai nostri cittadini."

Mentre la relazione contiene notizie incoraggianti sulle riduzioni delle emissioni dell'UE, bisogna sottolineare anche che durante l'anno scorso a causa dei cambiamenti climatici si sono verificati più eventi catastrofici e più perdite di vite umane e di mezzi di sussistenza, mentre le emissioni globali non hanno ancora raggiunto il loro picco. È quindi necessaria un'azione costante per garantire che l'UE raggiunga i suoi obiettivi per il 2030 e si avvii sulla strada giusta per conseguire l’obiettivo prefissato per il 2040 e il traguardo di azzerare le emissioni nette entro il 2050. L'UE deve inoltre proseguire il suo impegno internazionale, a partire dalla COP29 del mese prossimo, per fare sì che anche i nostri partner internazionali adottino le misure necessarie.

La relazione sui progressi dell'azione per il clima, che integra la relazione annuale sullo stato dell'Unione dell'energia, illustra i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni dell'UE, come richiesto dal regolamento sulla governance.

La Commissione propone 116 milioni di € a titolo del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per aiutare la Germania e l'Italia nella ripresa da catastrofi naturali

 
LAPILLI LOGO Comm. EU 300Oggi la Commissione propone 116 milioni di € di assistenza finanziaria a titolo del Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE) per aiutare la Germania e l'Italia a far fronte alle conseguenze delle gravi inondazioni di maggio e giugno 2024. 
 
La proposta di finanziamento fa seguito alle domande di assistenza del FSUE presentate dai paesi interessati, che hanno fornito alla Commissione valutazioni dei danni comprensive di stime. La proposta di finanziamento della Commissione si basa su tali valutazioni e sulle soglie specifiche stabilite nel regolamento. Il sostegno ammonterebbe pertanto a 112,07 milioni di € per la Germania per i danni causati dalle inondazioni in Baviera e Baden-Württemberg alla fine di maggio 2024 e a 3,96 milioni di € per l'Italia a sostegno degli sforzi di ripresa dopo le inondazioni che hanno colpito la Valle d'Aosta nel giugno 2024.
Il sostegno del FSUE coprirà una parte dei costi delle operazioni di emergenza e di recupero, comprese la riparazione delle infrastrutture danneggiate e la messa in sicurezza delle infrastrutture di prevenzione, la salvaguardia del patrimonio culturale e le operazioni di pulizia. 
 
Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme, ha dichiarato: "Il Fondo di solidarietà dell'UE è un esempio concreto di solidarietà europea in azione, che dà priorità alle persone e alle regioni, aiutandole nella ripresa da catastrofi naturali devastanti. È un potente strumento per sostenere le comunità nella ripresa, offrendo soccorso post-catastrofe e rafforzando la resilienza degli Stati membri a future catastrofi legate al clima."
 
Una volta che la proposta della Commissione sarà approvata dal Parlamento e dal Consiglio, l’aiuto finanziario potrà essere erogato in un'unica rata. Gli interventi di emergenza e di recupero possono essere finanziati retroattivamente dal primo giorno della catastrofe.
 
La proposta fa seguito a un'altra proposta di finanziamento presentata dalla Commissione nell'agosto 2024 volta a mobilitare oltre un miliardo di € per aiutare l'Italia, la Slovenia, l'Austria, la Grecia e la Francia a riprendersi dalle recenti catastrofi naturali. La proposta è stata adottata dal Parlamento e dal Consiglio nell'ottobre 2024 e la Commissione sta ora preparando le relative decisioni di esecuzione.
 
 

Aumenta nel 2023 il dialogo della Commissione con i parlamenti nazionali

 

LAPILLI LOGO Comm. EU 300Oggi la Commissione ha adottato la relazione annuale 2023 sui rapporti con i parlamenti nazionali e sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. La relazione evidenzia un incremento della partecipazione dei parlamenti nazionali al dialogo politico con la Commissione: i 402 pareri scritti dei parlamenti alla Commissione segnano un aumento di oltre il 10% rispetto al 2022.

Emerge che i parlamenti nazionali hanno continuato a dialogare con la Commissione sulle sue priorità politiche, in particolare in relazione al Green Deal europeo, a un nuovo slancio per la democrazia europea e alla promozione dello stile di vita europeo. I parlamenti nazionali si sono concentrati anche sul programma di lavoro della Commissione per il 2023, che è stato il documento più commentato, sulla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina, sul conflitto in Medio Oriente, sulle riflessioni sul futuro dell'Unione, sull'allargamento, sulla migrazione e sulla sicurezza.

Ventidue pareri motivati dei parlamenti nazionali hanno ravvisato casi di mancato rispetto o di violazione del principio di sussidiarietà nelle proposte della Commissione, il che segna una riduzione di quasi un terzo rispetto ai 32 ricevuti nel 2022, coerentemente con la tendenza al ribasso a lungo termine.

La relazione indica che i membri del collegio hanno tenuto 127 riunioni con i parlamenti nazionali e spiega le modifiche che diversi parlamenti nazionali hanno attuato per essere informati meglio e più tempestivamente sul processo di elaborazione delle politiche dell'UE e per esprimere le loro opinioni in maniera più efficace. Si sottolinea inoltre che alcuni parlamenti nazionali hanno iniziato a usare il dialogo politico in modo innovativo. Ad esempio, una Camera ha formulato diversi pareri sulla stessa proposta in diverse fasi del processo legislativo, mentre altri parlamenti si sono avvalsi di pareri congiunti per influenzare collettivamente i negoziati nella fase finale. Ciò illustra il potenziale strategico e la flessibilità offerti dal dialogo tra i parlamenti nazionali e la Commissione.

La relazione del 2023 e le edizioni precedenti sono disponibili online.

Il Premio per il giornalismo 2024 all'inchiesta sui minori stranieri scomparsi 

Lost in Europe vince il Premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo 2024 grazie alla sua inchiesta sulla scomparsa di oltre 50 000 minori stranieri non accompagnati.

 

Foto Parlamento europeo 250L'inchiesta è stata condotta da media con sede in Germania, Italia, Grecia, Paesi Bassi, Belgio, Irlanda e Regno Unito. Ne è emerso che sono almeno 51 433 i minori stranieri non accompagnati scomparsi dopo essere arrivati in Europa tra il 2021 e il 2023.

Alla cerimonia di premiazione a Strasburgo di mercoledì, tenutasi nella sala stampa del Parlamento europeo intitolata a Daphne Caruana Galizia, hanno partecipato Roberta Metsola, Presidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, vicepresidente responsabile del premio, e i rappresentanti della giuria indipendente che ha decretato il vincitore.

La Presidente Metsola ha dichiarato: "L'eredità di Daphne Caruana Galizia viene portata avanti dal lavoro dei giornalisti che vivono per raccontare la verità e non accettano di essere messi a tacere. La loro lotta per la giustizia prevale sulle minacce che cercano di minare il loro importante lavoro. La libertà di stampa non è negoziabile. Sette anni dopo l'assassinio di Daphne, continuiamo a onorarne la memoria con un premio che testimonia il costante impegno di questo Parlamento nei confronti di questi valori fondamentali".

Tra il 3 maggio e il 31 luglio 2024, centinaia di giornalisti provenienti dai 27 paesi dell'Unione europea hanno presentato 318 storie, fra le quali la giuria ne ha selezionate 13, prima di decretare il vincitore.

A proposito della storia vincente

Lost in Europe ha portato alla luce una realtà sconcertante: dal 2021, in media, quasi 47 minori sono scomparsi ogni giorno dopo essere arrivati in Europa. I dati raccolti da Lost in Europe su 31 paesi europei, tra cui Austria, Germania e Italia, mostrano che all'appello mancano decine di migliaia di bambini.

Dall'inchiesta, durata alcuni mesi, emerge anche che il numero effettivo di minori scomparsi potrebbe essere ancora più alto: sono state infatti rilevate importanti lacune nelle segnalazioni, dovute alla scarsa disponibilità di dati e alla documentazione incoerente riscontrate in alcuni paesi. L'inchiesta è stata avviata in seguito a una ricerca condotta da Lost in Europe nel 2021, secondo cui tra il 2018 e il 2020 in Europa sono scomparsi più di 18 000 bambini stranieri.

Come sottolinea Aagje Leven, segretaria generale di Missing Children Europe, questa non sarebbe che la "punta dell'iceberg". Infatti, il numero di minori stranieri scomparsi in Europa continua a crescere a ritmi allarmanti, e si teme che molti di loro siano diventati vittime della tratta di esseri umani e della schiavitù moderna.

I partner editoriali che hanno collaborato all'inchiesta sono De Standaard (Belgio), Small Stream Media (Paesi Bassi), RBB (Germania), Knack (Belgio), ANSA (Italia), CNN (Regno Unito/Stati Uniti), VRT (Belgio), Εfimerida ton Syntakton (Grecia), Domani (Italia), The Journal (Irlanda), Tagesschau (Germania) e NRC (Paesi Bassi).

A proposito del Premio

Il Premio Daphne Caruana Galizia è stato istituito con una decisione dell'Ufficio di presidenza del Parlamento europeo nel dicembre 2019 per rendere omaggio a Daphne Caruana Galizia, giornalista investigativa e blogger maltese impegnata nella lotta alla corruzione, assassinata in un attentato con autobomba nel 2017.

Il premio è assegnato ogni anno (in occasione dell'anniversario dell'assassinio di Daphne Caruana Galizia) per riconoscere i meriti eccezionali di un giornalismo che promuove o difende i principi e i valori fondamentali dell'Unione europea, come la dignità umana, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza, lo Stato di diritto e i diritti umani.

Giornalisti professionisti o gruppi di giornalisti professionisti di qualsiasi nazionalità possono presentare articoli di approfondimento pubblicati o trasmessi da media con sede in uno dei 27 Stati membri dell'Unione europea. L'obiettivo è promuovere e sottolineare l'importanza del giornalismo professionale nella salvaguardia della libertà, dell'uguaglianza e delle opportunità.

La giuria indipendente è composta da rappresentanti della stampa e della società civile dei 27 paesi membri dell'Unione e da rappresentanti delle principali associazioni europee di giornalismo.

Il premio e il suo importo di 20 000 EUR sono una testimonianza del sostegno del Parlamento europeo al giornalismo investigativo e alla libertà di stampa.

Vincitori delle edizioni precedenti

2021: progetto Pegasus, coordinato dal consorzio Forbidden Stories

2022: documentario "La Repubblica centrafricana sotto l'influenza russa", di Clément Di Roma e Carol Valade (ARTE/France24/Le Monde)

2023: indagine congiunta sul naufragio dell'imbarcazione che trasportava migranti Pylos (Solomon, in collaborazione con Forensis, StrgF/ARD e The Guardian)

Chi era Daphne Caruana Galizia?

Daphne Caruana Galizia era una giornalista, blogger e attivista anticorruzione maltese. È stata autrice di numerose inchieste sulla corruzione, il riciclaggio di denaro, la criminalità organizzata, la vendita della cittadinanza e i legami del governo maltese con i Panama Papers. In seguito a molestie e minacce, è stata uccisa nell'esplosione di un'autobomba il 16 ottobre 2017. Le proteste per il modo in cui le autorità hanno gestito l'indagine sul suo omicidio hanno portato alle dimissioni del primo ministro Joseph Muscat. Critici di fronte alle lacune nelle indagini, nel dicembre 2019 i deputati hanno chiesto l'intervento della Commissione europea.

Gli ErasmusDays 2024 celebrano il ruolo di Erasmus+ con migliaia di eventi in tutta Europa

 

LAPILLI LOGO Comm. EU 300Dal 14 al 19 ottobre gli #ErasmusDays 2024 metteranno in evidenza gli effetti positivi del programma Erasmus+ su istruzione, formazione, giovani e sport. Sono previsti oltre 10 000 eventi in tutto il mondo, in presenza e online, per celebrare i risultati del programma, presentarne i successi e sensibilizzare alle opportunità che offre ai discenti. Parteciperanno migliaia di studenti, tirocinanti, discenti adulti e allenatori sportivi.

Con oltre 15 milioni di partecipanti fino ad oggi, il programma Erasmus+ è una delle iniziative europee più popolari e pilastro dello spazio europeo dell'istruzione.

Iliana Ivanova, Commissaria per l'Innovazione, la ricerca, la cultura, l'istruzione e i giovani, ha dichiarato: "Erasmus+ continua a ispirare, aprire porte e trasformare la vita di milioni di persone. Gli ErasmusDays 2024 celebrano l'enorme successo di questo programma faro dell'UE e mettono in evidenza lo spirito di unità e collaborazione che definisce l'Europa. Incoraggio tutti a partecipare a queste migliaia di eventi, che valorizzano il potere di aggregazione dell'istruzione, dello sport e della cultura."

Istituiti nel 2017, oggi gli ErasmusDays celebrano il programma Erasmus+ in tutto il mondo. Dopo i Giochi olimpici e paraolimpici di Parigi il tema di quest'anno è il ruolo dello sport nella promozione della cooperazione internazionale e degli scambi culturali. Nel 2023 si sono svolti oltre 9 600 eventi in 53 paesi, e l'edizione 2024 mira a perpetuare questo successo. 

A norma del regolamento sui servizi digitali la Commissione chiede a Temu informazioni sugli operatori commerciali che vendono prodotti illegali sul suo mercato

LAPILLI LOGO Comm. EU 300Oggi la Commissione ha inviato a Temu una richiesta di informazioni a norma del regolamento sui servizi digitali, chiedendo alla piattaforma di fornire informazioni dettagliate e documenti interni sulle misure di attenuazione adottate contro la presenza e la ricomparsa di operatori commerciali che vendono prodotti illegali sul suo mercato online. La richiesta impone inoltre a Temu di fornire dati e informazioni supplementari sulle misure adottate per attenuare il rischio di diffusione di prodotti illegali e i rischi relativi a protezione dei consumatori, salute pubblica e benessere degli utenti. La Commissione chiede anche dettagli sui sistemi di raccomandazione di Temu e sul rischio per la protezione dei dati personali degli utenti.

Temu è tenuta a fornire le informazioni richieste entro il 21 ottobre 2024. Sulla base della valutazione delle risposte di Temu la Commissione determinerà le prossime tappe, che potrebbero includere l'avvio formale di un procedimento a norma dell'articolo 66 del regolamento sui servizi digitali. A norma dell'articolo 74, paragrafo 2, dello stesso regolamento, la Commissione può infliggere sanzioni pecuniarie qualora vengano fornite informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti in risposta a una richiesta di informazioni. In caso di mancata risposta la Commissione può presentare una richiesta formale mediante decisione. In tal caso la mancata risposta entro il termine potrebbe comportare l'imposizione di penalità di mora.

Temu è stata designata quale piattaforma online di dimensioni molto grandi (VLOP) a norma del regolamento sui servizi digitali il 31 maggio 2024. Se da un lato Temu ha dovuto conformarsi alle norme generali del regolamento sui servizi digitali dal febbraio 2024, il mercato online ha dovuto conformarsi anche alle norme più rigorose applicabili alle piattaforme online di dimensioni molto grandi e preparare una relazione di valutazione dei rischi a partire dal 3 ottobre 2024. Il 28 giugno 2024 la Commissione ha già inviato a Temu una richiesta di informazioni sulle misure adottate dalla piattaforma per conformarsi agli obblighi del regolamento sui servizi digitali relativi al cosiddetto "meccanismo di notifica e azione" che consente di notificare prodotti illegali, ai "dark pattern" sulle interfacce online, alla protezione dei minori, alla trasparenza dei sistemi di raccomandazione, alla tracciabilità degli operatori commerciali e alla conformità dal momento della progettazione.

 

Al via la prossima settimana la 22a Settimana europea delle regioni e delle città per fare il punto sui risultati della politica di coesione

 

LAPILLI LOGO Comm. EU 300La prossima settimana prenderà il via a Bruxelles la 22a Settimana europea delle regioni e delle città, il più grande evento annuale dedicato alla politica di coesione. Sarà l'occasione per fare il punto sul successo della politica di coesione durante l'attuale mandato della Commissione e valutarne il futuro.

L'evento durerà quattro giorni e ospiterà quasi 200 sessioni che riuniranno circa 5 000 partecipanti tra cui funzionari dell'UE, nazionali, regionali e locali, promotori di progetti e professionisti, accademici, ricercatori e giornalisti.

Con il motto "Responsabilizzare le comunità", il programma di quest'anno si concentrerà sul contributo della politica di coesione al rafforzamento della competitività e della convergenza nelle regioni e città europee, al miglioramento della crescita intelligente e sostenibile e al rafforzamento della democrazia europea.

Altri momenti salienti della settimana includono la cerimonia di assegnazione dei premi Regiostars a progetti finanziati dall'UE che evidenziano gli effetti e l'inclusività dello sviluppo regionale, e la cerimonia di assegnazione dei premi Megalizzi-Niedzelski a giornalisti in erba, che premierà tre giornalisti per la loro dedizione al giornalismo di qualità e per il loro impegno a favore dei valori dell'UE.

La settimana si aprirà il 7 ottobre alle 11:00 con una conferenza stampa della Commissaria per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira, e del Presidente del Comitato delle regioni, Vasco Alves Cordeiro. La conferenza stampa sarà trasmessa in diretta su EbS. La Commissaria Ferreira e il Presidente Cordeiro chiuderanno inoltre la settimana giovedì 10 ottobre alle 14:30.

Il programma completo dell'evento è consultabile qui.

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