dall'Europa

Il Parlamento condanna la brutale repressione dei manifestanti in Iran

 

 

  • Piena solidarietà ai manifestanti iraniani
  • Fine delle esecuzioni, la liberazione dei detenuti e responsabilità per i crimini del regime
  • Estendere le misure restrittive dell’UE e subordinare le relazioni con l’Iran a democrazia e diritti

Foto Parlamento europeo 250In una risoluzione adottata giovedì, gli eurodeputati esprimono la loro indignazione per la repressione e le uccisioni di massa perpetrate dal regime iraniano contro i manifestanti in Iran.

Nella risoluzione non vincolante, adottata con 562 voti a favore, 9 contrari e 57 astensioni, il Parlamento chiede alle autorità iraniane sotto il controllo di Ali Khamenei di porre immediatamente fine alla violenza contro i manifestanti pacifici, fermare tutte le esecuzioni e cessare l’uccisione e la repressione dei civili. Esprimendo piena solidarietà al popolo iraniano e al suo coraggioso e legittimo movimento di protesta, condanna fermamente l’uso diffuso, intenzionale e sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza.

Un inquietante passaggio dalla deterrenza all’eliminazione strategica

I deputati esprimono forte preoccupazione per l’uccisione di migliaia di manifestanti, che segnala un inquietante passaggio nella repressione del regime iraniano dalla deterrenza all’eliminazione strategica. Chiedono quindi il rilascio immediato e incondizionato di tutti i manifestanti, i difensori dei diritti umani e i giornalisti attualmente detenuti.

Il Parlamento invita il Consiglio a procedere senza indugio alla designazione completa del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, compresi i Basij e la Forza Quds, come organizzazioni terroristiche. Chiede l’estensione e la rigorosa applicazione delle misure restrittive dell’UE, comprese il congelamento dei beni e i divieti di visto, accoglie con favore le recenti sanzioni statunitensi e sollecita un’azione rapida dell’UE contro tutti i funzionari ed enti responsabili della repressione.

Nella risoluzione, i deputati condannano inoltre i tentativi del regime di censurare le proteste attraverso l’oscuramento di internet e invitano l’UE e gli Stati membri ad aumentare il sostegno tecnico e finanziario agli strumenti per aggirare la censura e alla protezione contro la manipolazione informatica e informativa.

Accesso senza ostacoli alla missione d’inchiesta delle Nazioni Unite

Il Parlamento sottolinea il modello decennale di repressione sistematica del regime iraniano, che colpisce in particolare donne, attivisti per i diritti umani e dissidenti politici, e ribadisce l’invito all’Iran a garantire un accesso immediato e senza ostacoli alla missione d’inchiesta istituita dalle Nazioni Unite per indagare su gravi crimini ai sensi del diritto internazionale, tra cui omicidi, torture, stupri e sparizioni forzate utilizzati per soffocare il dissenso.

I deputati chiedono un’intensificazione dell’impegno diplomatico, anche attraverso una presenza rafforzata dell’UE, per fornire protezione, assistenza umanitaria e sostegno alle persone a rischio. Condannano fermamente le attività destabilizzanti e le ingerenze dell’Iran nella regione, sottolineando che Teheran continua a rappresentare la minaccia più grande e significativa per la sicurezza e la stabilità regionali e il principale ostacolo alla pace.

Infine, il Parlamento sottolinea che qualsiasi normalizzazione delle relazioni con l’Iran potrà avvenire solo dopo il rilascio incondizionato dei prigionieri politici e progressi concreti verso la democrazia e lo Stato di diritto, accogliendo con favore la decisione della presidente Roberta Metsola di vietare l’accesso ai locali del Parlamento europeo ai rappresentanti del regime iraniano e invitando gli Stati membri a fare altrettanto.

 

Il Parlamento vuole maggiore spesa UE nella difesa e più autonomia strategica

 

  • La Groenlandia non deve essere usata come strumento per dividere l’Unione europea.
  • L’influenza politica globale dell’UE non rispecchia la sua potenza economica
  • L’allargamento è un investimento geostrategico nella sicurezza e nella stabilità regionali
  • Aumentare e migliorare il coordinamento della spesa per la difesa
  • Risposta unitaria dell’UE alle minacce USA alla sovranità della Groenlandia

 

Foto Parlamento europeo 250L’UE deve rafforzare i partenariati globali e migliorare la capacità di deterrenza delle minacce, afferma il PE nelle relazioni sulle politiche comuni di affari esteri, sicurezza e difesa. 

 

In una risoluzione sulla politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell’UE, adottata mercoledì con 392 voti a favore, 179 contrari e astensioni, il Parlamento denuncia l’uso di minacce commerciali unilaterali e di intimidazioni economiche contro la Danimarca e altri Stati membri dell’UE come una forma di coercizione. Definendo tali azioni incompatibili con il diritto internazionale e con i principi fondamentali della cooperazione tra alleati della NATO, gli eurodeputati affermano che la Groenlandia non deve essere utilizzata come strumento per dividere l’Unione europea. Invitano quindi l’UE a rispondere in modo fermo, collettivo e deciso e a contrastare qualsiasi tentativo di coercizione.

Il Parlamento deplora inoltre l’approccio più transazionale del governo statunitense in materia di politica estera, caratterizzato da un ridotto impegno nei confronti del multilateralismo e della sicurezza europea. I deputati affermano che l’UE deve trarre insegnamenti dalle proprie vulnerabilità ed evitare di trovarsi in futuro in una posizione esposta a pressioni coercitive.

 

“Un’arco di instabilità” intorno all’Europa

Dall’Ucraina al Caucaso, dal Medio Oriente al Sahel, fino all’Artico e oltre, attorno all’Europa si è formato un arco di instabilità, avvertono i deputati. L’UE non può permettersi di ripiegarsi su sé stessa e deve restare aperta e impegnata a livello globale, sottolineano, evidenziando come la sua visibilità e influenza politica siano spesso inferiori al suo peso economico, finanziario e diplomatico.

Pur sostenendo una soluzione diplomatica alla guerra in Ucraina, i deputati avvertono che qualsiasi accordo imposto dalla Russia o che premi l’aggressione russa minerebbe la sicurezza europea. L’aggressione della Russia sta destabilizzando gravemente il vicinato orientale dell’UE, con effetti di ricaduta nei Balcani occidentali che rischiano di rallentare le riforme e alimentare narrazioni antieuropee. L’allargamento dell’UE rappresenta quindi, secondo i deputati, un investimento geostrategico nella sicurezza e nella stabilità regionali.

 

Gli Stati membri devono essere pronti ad agire autonomamente in materia di difesa

Nella relazione annuale del Parlamento sulla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), adottata con 395 voti a favore, 197 contrari e 70 astensioni, i deputati avvertono che le ripetute aggressioni della Russia hanno minato l’ordine di sicurezza europeo ed evidenziato «il fallimento dei relativi processi istituzionali e politici». Sostengono inoltre che solo una cooperazione basata su regole concordate congiuntamente può salvaguardare dalla guerra e garantire una sicurezza comune, e chiedono una rinnovata architettura di sicurezza europea che rafforzi la cooperazione dell’UE con la NATO. Allo stesso tempo, il Parlamento afferma che gli Stati membri dell’UE devono essere pronti ad agire autonomamente sulla base della clausola di assistenza reciproca dell’Unione europea, l’articolo 42, paragrafo 7, TUE.

 

Le minacce statunitensi alla sovranità della Groenlandia: grave rischio per gli interessi strategici dell’UE

Il Parlamento esprime inoltre serie preoccupazioni per le interferenze di attori stranieri in Groenlandia, comprese azioni ibride e minacce esplicite da parte degli Stati Uniti alla sovranità della Groenlandia, definite come una grave minaccia per gli interessi strategici dell’UE, all’alleanza atlantica e all’ordine basato su regole. Nel testo, i deputati sollecitano una risposta unitaria dell’UE e sostengono la dichiarazione congiunta rilasciata da diversi Stati membri dell’UE il 6 gennaio 2026, che afferma che il futuro della Groenlandia può essere deciso unicamente dalla Danimarca e dalla Groenlandia. Esprimono inoltre preoccupazione per la strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti del dicembre 2025 che, secondo i deputati, «formalizza una politica statunitense infondata che considera l’UE, compresi i suoi valori fondamentali, i principi di governance democratica e diversi dei suoi obiettivi essenziali in materia di sicurezza, come contrari agli interessi degli Stati Uniti».

Pur riconoscendo il ruolo vitale della NATO e gli Stati Uniti come principale alleato dell’Europa, il Parlamento evidenzia anche la crescente imprevedibilità e l’isolazionismo della politica estera statunitense, compreso il rischio di un ritiro delle truppe dall’Europa. Chiede pertanto una pianificazione di contingenza dell’UE, un aumento e un migliore coordinamento della spesa per la difesa negli Stati membri, un rafforzamento delle capacità di difesa europee e una maggiore autonomia strategica, mantenendo al contempo un partenariato transatlantico equilibrato.

 

Dichiarazioni

«Il più ampio compito strategico dell’UE consiste nel rafforzare i nostri partenariati globali, migliorare la nostra capacità di deterrenza e garantire che l’allargamento, la politica di vicinato e la cooperazione con le democrazie affini servano la nostra sicurezza a lungo termine. Allo stesso tempo, l’UE deve aumentare la propria visibilità, affinare la rappresentanza esterna e assicurare che i suoi strumenti – dalle sanzioni alla comunicazione strategica e al Global Gateway – siano utilizzati in modo efficace e coerente» ha dichiarato David McAllister (PPE, Germania), relatore della relazione che valuta la politica estera e di sicurezza comune (PESC).

«La relazione sulla PSDC di questa legislatura sottolinea che le circostanze attuali non lasciano spazio a dubbi: l’Europa ha bisogno di una capacità di difesa forte, autonoma e operativa. Ciò significa superare gli interessi nazionali di breve periodo e non solo completare un mercato unico della difesa, ma anche dare un reale significato alla clausola di assistenza reciproca dell’UE. Per quasi vent’anni, la politica di sicurezza e di difesa comune dell’UE è esistita in gran parte solo sulla carta: è tempo di trasformarla in realtà. E la realtà odierna richiede urgenza, unità e volontà di agire. L’articolo 42.7 deve diventare operativo, non cerimoniale. Non si tratta di competere con la NATO, ma di garantire che l’Europa possa stare in piedi da sola ed essere un attore credibile in materia di sicurezza, per i suoi cittadini e per i suoi partner. Oltre all’aumento della spesa, il rafforzamento della nostra base industriale deve procedere di pari passo con una rinnovata dottrina di sicurezza, con fiducia e con un’ambizione strategica all’altezza delle sfide attuali» ha dichiarato Thijs Reuten (S&D, Olanda), relatore della relazione sulla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC).

 

Dichiarazione comune della presidente von der Leyen e del presidente Costa sulla Groenlandia

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250L'integrità territoriale e la sovranità sono principi fondamentali del diritto internazionale. Si tratta di principi essenziali per l'Europa e per la comunità internazionale nel suo complesso.

Abbiamo posto ripetutamente l'accento sul nostro comune interesse transatlantico per la pace e la sicurezza nell'Artico, anche tramite la NATO. L'esercitazione danese preordinata, condotta insieme agli alleati, risponde alla necessità di rafforzare la sicurezza nell'Artico e non rappresenta una minaccia per nessuno.

 L'UE è pienamente solidale con la Danimarca e con la popolazione della Groenlandia. Il dialogo rimane essenziale e ci impegniamo a sviluppare il processo avviato già la scorsa settimana tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti.

L’imposizione di dazi comprometterebbe le relazioni transatlantiche e rischierebbe di innescare una pericolosa spirale negativa. L'Europa resterà unita, coordinata e impegnata a difendere la propria sovranità.

 

Dichiarazione della presidente von der Leyen in occasione della conferenza stampa del Consiglio europeo

 

Foto Ursula Von der Leyen 300Buona sera. Tutti noi condividiamo un obiettivo chiaro.

Una pace giusta e duratura per l'Ucraina.

Ci siamo quindi riuniti con un chiaro obiettivo: 

fare fronte alle pressanti esigenze di finanziamento dell'Ucraina per i prossimi due anni. 

E sono estremamente lieta di poter dire: ci siamo riusciti.

Abbiamo raggiunto un accordo per soddisfare il fabbisogno di finanziamenti dell'Ucraina per i prossimi due anni.

Come sapete, la Commissione aveva proposto due soluzioni.
Entrambe valide dal punto di vista giuridico. 
Entrambe fattibili dal punto di vista tecnico. 

La prima proposta prevedeva l'assunzione di prestiti sul mercato da parte dell'UE.

La seconda prevedeva la messa a punto di un prestito per le riparazioni.

Già la settimana scorsa abbiamo inviato un messaggio politico chiaro e forte bloccando a lungo termine i beni russi nell'UE.

Su tale base, abbiamo convenuto di trovare una soluzione per il finanziamento dell'Ucraina durante i prossimi due anni.

Gli Stati membri hanno convenuto di finanziare l'Ucraina mediante l'assunzione di prestiti dell'UE sui mercati dei capitali.
Per un importo di 90 miliardi di € nei prossimi due anni.  

Lo faremo attraverso una cooperazione rafforzata, sostenuta dal margine di manovra del bilancio dell'UE.
E sulla base di un accordo unanime per modificare il QFP.

È importante specificare che, analogamente a quanto avviene per le riparazioni, l'Ucraina dovrà rimborsare il prestito solo una volta ricevuti i risarcimenti.

Fino a quel momento i beni rimarranno congelati.
E l'Unione si riserva il diritto di utilizzare le disponibilità liquide per finanziare il prestito.

Questa è la soluzione che abbiamo trovato insieme. 

Inoltre, come discusso nelle ultime settimane, il finanziamento dell'Ucraina oltre il 2027 farà parte della discussione sul prossimo QFP. 

All'ordine del giorno figurava anche il prossimo bilancio dell'UE.

La Presidenza danese ha svolto un lavoro notevole.

Oggi si è discusso solo dell’architettura generale e del ruolino di marcia. 

Abbiamo bisogno di un bilancio più rapido, semplice e flessibile.

Un bilancio che garantisca la capacità dell'Europa di soddisfare le esigenze di un mondo afflitto dalle crisi, come testimonia l’odierna decisione sul finanziamento dell'Ucraina. 

Infine, abbiamo convenuto sul senso di urgenza e sull'intenso lavoro che ci attende sotto la presidenza cipriota. 

Abbiamo poi proseguito la discussione sulla geoeconomia, compreso l'accordo con il Mercosur.

Questa sera abbiamo compiuto un passo avanti per spianare la strada a un positivo completamento dell'accordo a gennaio. 

Servirà qualche settimana in più per affrontare alcune questioni con gli Stati membri.

Abbiamo contattato i nostri partner del Mercosur e deciso di comune accordo un lieve rinvio della firma. 

Questo accordo è di fondamentale importanza per l'Europa dal punto di vista economico, diplomatico e geopolitico.

Esso spalanca nuove opportunità commerciali ed economiche per tutti i nostri Stati membri. 

Grazie a controlli e garanzie supplementari abbiamo integrato tutte le tutele necessarie per i nostri agricoltori e consumatori.

In un anno dominato dalla notizia dell'aumento dei dazi e di nuove restrizioni commerciali, l'impatto positivo di questo patto è importante non solo per le nostre due regioni, ma anche per l'economia globale. 

Infine, Mette, desidero elogiare la presidenza danese.

In soli sei mesi avete ottenuto risultati impressionanti.

Sono stati conclusi 41 fascicoli e garantiti mandati negoziali per altri 17 fascicoli. 

Avete garantito il fermo sostegno dell'UE all'Ucraina con l'adozione del 18° e del 19° pacchetto di sanzioni.

Senza dimenticare il rapido accordo raggiunto la scorsa settimana sul blocco dei beni russi.

Insieme abbiamo fatto la storia con l'accordo su REPowerEU, la nostra tabella di marcia per la piena indipendenza energetica dalla Russia. Oltre che con l'obiettivo climatico per il 2040.

Grazie al vostro lavoro sulla migrazione, siamo riusciti ad avviare efficacemente l'attuazione del patto sulla migrazione e l'asilo.

In particolare con i progressi sulla legislazione in materia di rimpatri e paesi di origine sicuri, frutto di un accordo recentissimo.

Inoltre avete rafforzato la difesa dell'Europa garantendo un accordo molto atteso sul programma per l'industria europea della difesa e sul pacchetto omnibus in materia di difesa.

E avete compiuto progressi significativi in materia di semplificazione, con l'accordo su diversi omnibus, rendendo la vita più facile alle imprese in tutta Europa.

Da ultimo, ma non meno importante, avete guidato con successo i lavori preparatori sul prossimo bilancio dell'UE.

Avete quindi gettato basi molto solide per le future presidenze. 

Questi risultati parlano chiaro sulla vostra leadership e sul vostro impegno a favore del progetto europeo. 

Ve ne sono grata.

ReArm Europe: più fondi UE per gli investimenti nella difesa               

  • Modificati alcuni fondi UE per facilitare la spesa in progetti di difesa
  • L’industria della difesa ucraina potrà beneficiare del Fondo europeo per la difesa
  • Proposta “mini-omnibus” parte del piano “Difesa europea – Prontezza 2030”

Foto Parlamento europeo 250Le nuove misure, approvate in via definitiva, mirano a rafforzare la base tecnologica e industriale della difesa europea convogliando finanziamenti provenienti da fondi UE esistenti.

La legislazione adottata in via definitiva martedì con 519 voti a favore, 119 contrari e 25 astensioni e già concordata con il Consiglio, consentirà di destinare maggiori fondi dell’UE agli investimenti legati alla difesa, modificando i criteri di finanziamento di programmi UE esistenti, fra i quali la Piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (STEP), Horizon Europe, il Fondo europeo per la difesa, il programma Europa digitale e il Meccanismo per collegare l’Europa (CEF).

Nel corso dei negoziati con il Consiglio sul testo legislativo, il Parlamento ha ampliato il campo di applicazione delle misure includendo l’obiettivo di rafforzare la resilienza di fronte agli attacchi ibridi in corso e alle ingerenze straniere. I deputati hanno inoltre ottenuto un maggiore supporto per l’industria della difesa ucraina, assicurando la partecipazione del paese al Fondo europeo per la difesa.

Le modifiche principali

Il programma di ricerca Horizon Europe sosterrà applicazioni civili con potenziali applicazioni militari (dual use). Le “tecnologie della difesa” saranno aggiunte come quarto settore strategico della Piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (STEP), con il sostegno che sarà esteso alle piccole e medie imprese, comprese le start-up e le piccole imprese a media capitalizzazione (small mid-cap entreprise, in inglese), che altrimenti faticherebbero ad accedere ai finanziamenti.

La legislazione consentirà inoltre il finanziamento UE di infrastrutture di trasporto a duplice uso nell’ambito del Meccanismo per collegare l’Europa, compresi i corridoi per la mobilità militare, per i quali la Commissione potrà stabilire condizioni relative al paese di origine delle attrezzature, dei beni, delle forniture o dei servizi utilizzati.

Citazione

"L’UE sta finalmente adattando i suoi strumenti alla realtà della sicurezza odierna. Non si tratta di nuovi bilanci, ma di usare in modo più intelligente e strategico i programmi esistenti. Il Parlamento ha ottenuto priorità chiave – tra cui la partecipazione dell’Ucraina al Fondo Europeo per la Difesa e un maggiore sostegno all’innovazione rilevante per la difesa – salvaguardando al contempo i principi fondamentali. Questo costituisce un precedente importante su come l’Europa dovrebbe gestire gli investimenti nella difesa in futuro. Gli strumenti ci sono; ora occorre passare alla fase di attuazione" ha dichiarato il relatore Rihard Kols (ECR, Lettonia).

Prossime tappe

La legislazione dovrà ora essere formalmente adottata dal Consiglio, prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale e l’entrata in vigore.

Contesto

La proposta della Commissione europea, presentata il 22 aprile 2025 e qualificata come “mini-omnibus”, mira a rafforzare gli investimenti legati alla difesa all’interno del bilancio dell’UE. In risposta all’aggravarsi delle minacce geopolitiche, il testo puntava a rafforzare la base tecnologica e industriale della difesa europea attraverso finanziamenti provenienti dai bilanci esistenti. La proposta faceva seguito al libro bianco “Difesa europea – Prontezza 2030”, incentrato sul rafforzamento dell’autonomia strategica e della competitività dell’UE nel settore della difesa.

Rapporto Draghi 2024. Innovazione, cultura e opportunità dei fondi europei
1° dicembre 2025, ore 11.00 - Associazione Civita, Piazza Venezia 11, Roma

 

Foto Parlamento europeo 250L’evento, organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia in collaborazione con Associazione Civita, promuove il ruolo dei fondi europei nel settore culturale come motore di crescita e innovazione tecnologica. Partecipano, tra gli altri, gli eurodeputati Princi e Zingaretti, il Commissario europeo Fitto e il Sindaco di Roma Gualtieri.

L’incontro, che riunisce rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, manager ed esponenti delle associazioni del settore, analizza le prospettive di crescita generabili grazie ai fondi dell’UE, un tema strategico per l’Italia della cultura. Il Programma Nazionale Cultura, dal valore complessivo di 648 milioni di euro, ha infatti ottenuto 389 milioni di euro provenienti dal FESR – Fondo europeo di sviluppo regionale.

Dopo i saluti introduttivi di Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e di Simonetta Giordani, segretaria generale di Associazione Civita, gli interventi saranno affidati al sindaco di Roma Roberto Gualtieri e agli europarlamentari Giusi Princi (PPE-FI) e Nicola Zingaretti (S&D-PD), membri della Commissione per la cultura e l’istruzione (CULT)

L’evento proseguirà con una tavola rotonda alla quale parteciperanno Barbara Carfagna, giornalista Rai, Alessandro Dagnino, Assessore per l’Economia della Regione Sicilia, Andrea Missori, Presidente e AD Ericsson Telecomunicazioni, e Ugo Picarelli, fondatore della Borsa mediterranea del turismo archeologico.

A chiudere l’incontro, il Presidente di Associazione Civita Gianni Letta e il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la coesione e le riforme Raffaele Fitto.

Per accreditarsi: contattare Emidio Piccione, ufficio stampa Associazione Civita, Esclapon & Co. al +393666283807 

 

 

 

La Commissione delinea le priorità per rafforzare la competitività dell'UE nel suo pacchetto d'autunno del semestre europeo 2026

 

LAPILLI LOGO Comm. EU 300La Commissione europea ha adottato oggi il pacchetto d'autunno del semestre europeo 2026, che stabilisce le priorità di politica economica e occupazionale per stimolare la competitività. In un contesto geopolitico sempre più complesso, la Commissione chiede un'azione coordinata per rafforzare la produttività, l'innovazione e gli investimenti, in linea con la bussola per la competitività. Il pacchetto d'autunno avvia il ciclo del semestre europeo 2026, che migliorerà la sua base analitica, rafforzerà il dialogo tra gli Stati membri e i portatori di interessi e porrà maggiormente l'accento sull'attuazione.

Il pacchetto si basa sulle previsioni economiche d'autunno 2025, secondo le quali l'economia dell'UE rimane resiliente con una crescita moderata trainata principalmente dalla robusta domanda interna e dagli investimenti, da un solido mercato del lavoro e dall'allentamento dell'inflazione. Al tempo stesso, l'UE si trova a fare i conti con diverse vulnerabilità strategiche e continua ad affrontare sfide strutturali, tra cui una bassa produttività, pressioni demografiche e crescenti pressioni sulle finanze pubbliche legate alla difesa e alla transizione verso un'economia decarbonizzata e digitale. Il rafforzamento della competitività e il mantenimento di finanze pubbliche sane saranno pertanto essenziali per sbloccare il potenziale di crescita dell'Europa e salvaguardare la stabilità.

Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne - Focus sui reati online

​Lunedì 24 novembre, 10.30-13.00

Ufficio del Parlamento europeo a Milano, Sala Pirelli, Corso Magenta 59

 

Foto Parlamento europeo 250Si è svolto a Milano l’evento “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne - Focus sui reati online: sexting, revenge porn, stalking, deepfake AI”. L'iniziativa, organizzata dall’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano e dall'Associazione Stop-Cyberviolenze si è rivolta principalmente a un centinaio di studenti e studentesse degli istituti di secondo grado del territorio lombardo.

L'incontro, introdotto e moderato dalla Presidente dell'Associazione Stop-Cyberviolenze Federica Zanella, già parlamentare e Presidente del Corecom Lombardia, che da molti anni si occupa di queste tematiche e da Maurizio Molinari, Capo dell'Ufficio del Parlamento europeo a Milano, ha visto i saluti delle Vicepresidenti del Parlamento Europeo Pina Picierno (S&D) e Antonella Sberna (ECR) di una nutrita platea istituzionale e di addetti ai lavori, con Massimiliano Capitanio, commissario AGCOM, Rocco Nardulli, vicedirettore della Polizia Postale di Milano Martina Colasante di Google, Claudia Trivilino di Meta. Ma anche di personaggi noti del mondo dello Sport, del giornalismo, della tv e del Cinema, che hanno portato la loro testimonianza a un pubblico di circa 100 ragazzi di scuole superiori lombarde. Tra loro l'ex portiere della nazionale Francesco Toldo ora Responsabile Inter Legend, Amedeo Dalla Valle, Capitano della Germani Pallacanestro Brescia, Lisa Alborghetti, Legend Inter Femminile, Francesca Barra e Roberta Ferrari, conduttrici, giornaliste televisive e scrittrici, Federica Cacciola, content creator e attrice, e Federico Palmaroli – Osho.

“In occasione della Giornata dedicata al contrasto alla violenza di genere, abbiamo voluto rivolgere l’attenzione a una fattispecie di cui si parla usualmente meno, purtroppo soprattutto quando si accendono i riflettori su drammatici, e sempre più frequenti, fatti di cronaca, ovvero ai reati online. Forme di violenza gravissime e sempre più pervasive nella nostra società, che pur non essendo “fisiche” ledono profondamente la dignità di una persona e possono portare anche all’atto estremo - ha spiegato Federica Zanella, grazie al cui emendamento al Codice Rosso sono stati introdotti nel nostro ordinamento i reati di Sexting e Revenge porn –oltre a quelli già esistenti, appunto Sexting Revenge porn, stalking, da ottobre scorso è in vigore il nuovo reato introdotto nel codice penale con l'art. 612-quater, di “Illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificale” importante per contrastare quegli AI deepfake che possono essere ulteriori armi invisibili e devastanti nelle mani di haters senza scrupoli, pronti a colpire persone conosciute come personaggi famosi, ma anche di ragazzi che rischiano di sottovalutarne la portata. Con l’associazione Stop Cyberviolenze continuiamo a promuovere, soprattutto tra i giovani con eventi come quello odierno, consapevolezza, prevenzione ma anche strumenti tecnologici per tutelare davvero ragazze e donne da queste forme di violenza digitale. Consci del fatto che, in ogni ambito, offline o online, la risposta più forte resta la sensibilizzazione e l’educazione, anche digitale, fondamentali per scardinare quella cultura tossica che continua a rappresentare la donna come un oggetto, qualcosa da usare, giudicare o controllare. E una nuova cultura può e deve partire proprio da questi ragazzi”.

“La violenza contro le donne in tutte le sue forme sia online che offline - ha sottolineato Maurizio Molinari - rappresenta una violazione dei diritti fondamentali che l’Unione europea ha il dovere di prevenire e contrastare, nonché una delle sfide più urgenti per la nostra società. Oggi, una parte crescente di questa violenza si consuma nello spazio digitale: le dinamiche del sexting non consensuale, del revenge porn e dello stalking digitale ci ricordano quanto l’ambiente virtuale sia diventato parte integrante della vita reale, e quanto profonde possano essere le ferite inflitte attraverso abusi che avvengono da dietro uno schermo. L’Unione Europea sta intervenendo con determinazione: la Direttiva 2024/1385 dello scorso anno introduce per la prima volta un quadro giuridico comune per prevenire e contrastare la violenza contro le donne e la violenza domestica. Parallelamente, il Digital Service Act impone nuove responsabilità alle piattaforme digitali, affinché adottino misure più efficaci di prevenzione, rimozione e tracciabilità dei contenuti illegali che ledono la dignità delle persone. Ma le norme non bastano: è nelle scuole, tra i giovani, che possiamo costruire una cultura del rispetto e della tutela della dignità online. È fondamentale parlare di questi temi, spiegarne i rischi, comprenderne le dinamiche, costruire competenze digitali e relazionali che aiutino ragazze e ragazzi a muoversi in rete in modo responsabile e sicuro. Per questo iniziative come quella di oggi sono così importanti, perché’ uniscono prevenzione, educazione e testimonianze personali, offrendo strumenti concreti affinché la libertà online sia accompagnata dal rispetto e dalla sicurezza di tutti e tutte.”

Ha concluso i lavori la società specializzata in Cyber Security IMQ Intuity con un workshop sulla sicurezza online, coinvolgendo gli studenti e dando utili consigli pratici.

I mille volti della violenza di genere

25 novembre 2025, 10.00 - 13.00

Esperienza Europa – David Sassoli, Piazza Venezia 6c, Roma

 

Foto Parlamento europeo 250In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Ufficio del Parlamento europeo organizza un evento di sensibilizzazione sulle diverse forme di violenza che colpiscono le donne in Italia e nel mondo.

L’incontro di domani, realizzato tra Roma e Strasburgo, in cui è in corso la sessione plenaria del Parlamento europeo, vedrà la partecipazione di eurodeputate, esperte, attiviste e content creator.

I lavori si apriranno da Strasburgo con i saluti istituzionali e le riflessioni delle vicepresidenti del Parlamento europeo Pina Picierno (S&D-PD) e Antonella Sberna (ECR-FdI) e delle deputate della commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere (FEMM) Alessandra Moretti (S&D-PD), Benedetta Scuderi (Verdi/ALE-AVS) e Carolina Morace (The Left-M5S).

I content creator Gaia Contu, Sara De Santis, Lorenzo Luporini e Pietro Narduzzi interverranno anche loro da Strasburgo mentre da Roma l’attrice Daniela Poggi, insieme alla cantante Mariella Nava, racconteranno lo spettacolo teatrale “Figlio, non sei più giglio”, che esplora il dolore di una madre di un femminicida.

L’evento continuerà a Roma con un confronto sulla violenza economica e controllo finanziario a cui partecipano Mariella Triolo, Presidente CNA Impresa Donna, e Rossella Calabrò, imprenditrice e testimonial. Seguirà la proiezione del cortometraggio “La trappola di Venere” e l’intervento di Sediqa Mushtaq sulla condizione delle donne in Afghanistan.

Sempre in tema di conflitti, si parlerà di corridoi umanitari con Benedetta Fragomeni (FCEI Federazione delle chiese evangeliche in Italia), di donne e fede con Mirella Manocchio (Federazione delle donne evangeliche in Italia) e di schiave sessuali con Farida Khalaf, attivista per i diritti umani e coautrice di “The Girl Who Beat ISIS”. Infine, il drammatico fenomeno della mutilazione genitale femminile con professoresse Maria Pia Anna Corrado e Aurora Almadori dell’associazione ANGELS.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Ufficio del Parlamento europeo organizza un evento di sensibilizzazione sulle diverse forme di violenza che colpiscono le donne in Italia e nel mondo.

L’incontro di domani, realizzato tra Roma e Strasburgo, in cui è in corso la sessione plenaria del Parlamento europeo, vedrà la partecipazione di eurodeputate, esperte, attiviste e content creator.

I lavori si apriranno da Strasburgo con i saluti istituzionali e le riflessioni delle vicepresidenti del Parlamento europeo Pina Picierno (S&D-PD) e Antonella Sberna (ECR-FdI) e delle deputate della commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere (FEMM) Alessandra Moretti (S&D-PD), Benedetta Scuderi (Verdi/ALE-AVS) e Carolina Morace (The Left-M5S).

I content creator Gaia Contu, Sara De Santis, Lorenzo Luporini e Pietro Narduzzi interverranno anche loro da Strasburgo mentre da Roma l’attrice Daniela Poggi, insieme alla cantante Mariella Nava, racconteranno lo spettacolo teatrale “Figlio, non sei più giglio”, che esplora il dolore di una madre di un femminicida.

L’evento continuerà a Roma con un confronto sulla violenza economica e controllo finanziario a cui partecipano Mariella Triolo, Presidente CNA Impresa Donna, e Rossella Calabrò, imprenditrice e testimonial. Seguirà la proiezione del cortometraggio “La trappola di Venere” e l’intervento di Sediqa Mushtaq sulla condizione delle donne in Afghanistan.

Sempre in tema di conflitti, si parlerà di corridoi umanitari con Benedetta Fragomeni (FCEI Federazione delle chiese evangeliche in Italia), di donne e fede con Mirella Manocchio (Federazione delle donne evangeliche in Italia) e di schiave sessuali con Farida Khalaf, attivista per i diritti umani e coautrice di “The Girl Who Beat ISIS”. Infine, il drammatico fenomeno della mutilazione genitale femminile con professoresse Maria Pia Anna Corrado e Aurora Almadori dell’associazione ANGELS.

A chiusura “Il boato di un no”, tratto dal libro “La mia parola contro la sua” di Paola Di Nicola e interpretato da Barbara Amodio, autrice teatrale, e dalle musiciste Leila e Sara Shirvani, al violoncello e pianoforte, e l’intervento sull’identità di genere e libertà di espressione di Michela Andreozzi, sceneggiatrice e regista del film “Unicorni”

 

Altri articoli...

Off Canvas sidebar is empty