Il MUDD riunisce Donnaregina Nuova e Donnaregina Vecchia e inaugura una nuova stagione con “Metamorfosi – Ciò che resta diventa musica”
Napoli - Il Complesso di Donnaregina riapre le sue porte, riunendo le Chiese di Donnaregina Nuova e Donnaregina Vecchia in un unico racconto. A segnare questo passaggio è stata l’inaugurazione di “Metamorfosi – Ciò che resta diventa musica”, la mostra diffusa nata dal progetto nazionale “Metamorfosi”, ideato dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, che a Napoli prende forma in un percorso espositivo a cura di Maria Savarese e Marina Gargiulo.
La cerimonia ufficiale si è tenuta alla presenza dell’Arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia, Ninni Cutaia, Assessore alla Cultura della Regione Campania; Teresa Armato, Assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli; Arnoldo Mosca Mondadori, Presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti; e Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina – MADRE e Vincenzo Porzio, Direttore della Fondazione Napoli C’entro.
Questa riapertura segna una nuova tappa del “MUDD – Museo Diocesano Diffuso”, il progetto con cui la Chiesa di Napoli, attraverso la Fondazione Napoli C’entro, restituisce alla città il proprio patrimonio artistico e religioso, affidando alle nuove generazioni un ruolo attivo nell’accoglienza, nella gestione e nel racconto dei luoghi e creando opportunità di formazione e lavoro. Da quando il progetto del MUDD è partito nel novembre del 2024 sono stati 60 i giovani formati, 19 quelli assunti e 13 in tirocinio. Per quanto riguarda i numeri dell’accoglienza sono stati registrati 180mila visitatori, dato aggiornato a luglio di quest’anno. Dopo il Duomo, la chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli, San Giovanni a Carbonara si restituiscono, dunque, alla piena fruizione e all’accoglienza anche le chiese di Donnaregina nuova e vecchia, proseguendo il cammino indicato da don Mimmo Battaglia all’inizio di questa esperienza.
«La bellezza che oggi torna a vivere in questo Complesso non è un punto di arrivo, ma un segno che continua a parlarci- sottolinea don Mimmo Battaglia- Questo patrimonio di arte, storia e fede appartiene all’intera città. Affidarlo ai giovani e coinvolgerli nella sua cura significa generare speranza e comunità, facendo delle nostre chiese luoghi vivi, abitati da chi le custodisce e da chi le scopre per la prima volta. Quello che inauguriamo oggi è un altro passo di un cammino che guarda al prossimo Giubileo come a un tempo di rinnovamento per la nostra Chiesa e per l’intera città di Napoli».
La giornata dedicata alla riapertura del Complesso di Donnaregina ha avuto inizio sul sagrato di Donnaregina Nuova, ai piedi della monumentale scalinata, dove i simboli di pace di OBEY – Shepard Fairey accompagnano l’ingresso e introducono ai temi dell’accoglienza, della speranza e della trasformazione che attraversano Metamorfosi.
Ad accogliere il pubblico, “Sheltering – Rifugio” di Timothy Schmalz, opera benedetta da Papa Francesco nel 2022, che raffigura un uomo senza dimora riparato da una coperta sorretta dal volo di una colomba, richiamo biblico allo Spirito Santo. Donata all’Arcidiocesi di Napoli da Padre Tomaž Mavrič, Superiore Generale della Congregazione della Missione e Presidente del Comitato Esecutivo della Famiglia Vincenziana, la scultura afferma il valore dell’accoglienza e la dignità di ogni persona. Dal sagrato di Donnaregina Nuova, il percorso è proseguito nella Chiesa di Donnaregina Vecchia, dove le navate gotiche accolgono il cuore del racconto di Metamorfosi. Il reportage fotografico di Barbara Cardini e Leandro Ianniello documenta il viaggio dei legni recuperati dalle imbarcazioni approdate a Lampedusa, dallo smantellamento dei barconi al trasferimento nel laboratorio di liuteria del carcere di Secondigliano. Qui, attraverso il lavoro dei detenuti, il legno segnato dal viaggio e dal dramma cambia forma e significato, trasformandosi in chitarre e mandolini e facendo del lavoro artigianale un’occasione di dignità e riscatto. Le fotografie dialogano con “Il Violino” di Jannis Kounellis, racchiuso in una cassa attraversata da corde di filo spinato. La durezza del ferro e del legno incontra la memoria del trauma, evocando la tensione tra reclusione e libertà che attraversa il percorso.
Durante l’inaugurazione, l’Orchestra Tornaccantà ha fatto risuonare negli spazi di Donnaregina Vecchia gli strumenti nati nei laboratori del carcere di Secondigliano, mentre la Cooperativa La Sorte, protagonista delle attività di accoglienza e valorizzazione del MUDD, ha accompagnato il pubblico alla scoperta del Complesso. Musica e giovani hanno così segnato l’inizio di un nuovo capitolo per Donnaregina, nel segno di un patrimonio che torna a vivere e genera nuove possibilità.
Da Donnaregina, Metamorfosi si diffonde nel Duomo di Napoli, dove le “Anime del Purgatorio” di Emanuele Scuotto dialogano con Luca Giordano; a Sant’Aniello a Caponapoli, dove “Integrazione” di Jago incontra l’altare maggiore di Girolamo Santacroce; nel Rione Sanità, dove gli interventi di Mono González, Tono Cruz e Giuliana Conte si intrecciano con l’altare realizzato nel carcere di Secondigliano con il legno di un’imbarcazione approdata a Lampedusa e con gli arredi liturgici sviluppati insieme al DIARC.
A San Giovanni a Carbonara, una sala del Chiostro Rinascimentale ospita una sezione dedicata ai Maestri del Novecento, con opere di Baj, Burri, de Chirico, Guttuso, Matisse, Matta e Carlo Levi appartenenti alla Collezione Isabella Meoni Ferrara della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sez. San Tommaso. All’esterno, il grande murale di González e Cruz, ispirato al segno grafico delle storiche serigrafie, chiude un lato del Chiostro e diventa una barriera d’arte a protezione dello spazio dedicato ai giovani.
La mostra, in programma dal 17 settembre al 30 novembre 2026, è realizzata nell’ambito del Progetto XXI della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, in collaborazione con la Fondazione Napoli C’entro ETS, nel quadro dell’intervento “MUSEO MADRE” – Programmazione FSC 2021-2027 della Regione Campania.
L’iniziativa inaugura per Donnaregina una nuova stagione, destinata a proseguire oltre la mostra. Il Complesso torna a essere un luogo vivo, aperto alla città e capace di accogliere linguaggi e pubblici diversi. Dal 5 al 10 ottobre, Donnaregina Nuova ospiterà il “SàFF 2026 – Sanità Film Festival, Festival del Cinema e del Terzo Settore”, dedicato alle storie di impegno sociale e accoglienza raccontate attraverso il cinema.
«La riapertura di questo straordinario spazio rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso del MUDD- dice Vincenzo Porzio, Direttore della Fondazione Napoli C’entro- Dal 2027, Donnaregina diventerà un polo culturale dedicato ai giovani e, già nei primi mesi dell’anno, il Coro e i matronei di Donnaregina Nuova saranno rifunzionalizzati per accogliere il Museo del Novecento e del Contemporaneo. È questa la visione che guida il nostro lavoro: custodire il patrimonio della Chiesa di Napoli e generare nuove opportunità di formazione e lavoro».
A partire da domani, 18 settembre 2026, le Chiese di Donnaregina Nuova e Donnaregina Vecchia saranno visitabili gratuitamente dal lunedì alla domenica, dalle 10.00 alle 17.00. L’esperienza è prenotabile sul sito ufficiale muddnapoli.it.
Il MUDD è sostenuto da una pluralità di istituzioni pubbliche e private grazie alle quali è stato possibile realizzare azioni straordinarie di recupero e tutela, valorizzazione e formazione: Fondazione CON IL SUD, Fondazione di Comunità San Gennaro EF, Fondazione Peppino Vismara, Fondazione Alberto e Franca Riva, Fondazione Grimaldi, con il supporto di Comune di Napoli, Regione Campania, Capitolo Metropolitano, Galleria d’Italia, Intesa Sanpaolo, Reale Foundation, Unione Industriali Napoli Gruppo Giovani Imprenditori
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