in Mostra

ABISSI

Arianna Fioratti Loreto

Crumb Gallery - Firenze | 10 aprile – 30 maggio 2026

Inaugurazione | venerdì 10 aprile | ore 18.00

 

Arianna Fioratti Loreto ritratto bassa 250Crumb Gallery presenta ABISSI, personale di Arianna Fioratti Loreto, aperta al pubblico dal 10 aprile al 30 maggio 2026. In mostraArianna Fioratti Loreto Totano su fondo nero 75x110 cm circa 250 una serie di opere a china su carta che danno vita a un universo animale il cui riferimento reale viene progressivamente trasformato in visione, attraverso il disegno. Al centro di questo progetto, troviamo pesci e creature marine, sempre riconoscibili ma sottoposte a un processo di metamorfosi. Il metodo minuzioso su superfici, texture e dettagli porta le forme a perdere la loro immediatezza naturalistica, aprendo a una dimensione ambigua, sospesa, fino ad assumere una qualità fantastica.

«Mi piace la ripetizione, il pattern, la decorazione…Mi affascina vedere i motivi dentro le cose» racconta l’artista. Da questa tensione tra osservazione, esplorazione e immaginazione prende forma la ricerca di Arianna Fioratti Loreto, che affonda le sue radici tanto negli studi di storia medievale quanto in un duraturo interesse per il mondo naturale e la biologia marina. Ne nasce un immaginario in cui riferimenti colti e suggestioni scientifiche si intrecciano, dando origine a un linguaggio visivo coerente e profondamente personale.

Le opere nascono da una pratica lenta e rigorosa: i grandi campi neri, ad esempio, sono costruiti interamente a mano, attraverso una fitta stratificazione di segni, da cui emergono le figure in bianco. «Il fondo nero non è cartoncino: lo faccio io, tutto a mano» prosegue Fioratti Loreto nell’intervista di Rory Cappelli, pubblicata nel volume che accompagna la mostra (edizioni Crumb Gallery, collana NoLines). «È un lavoro lunghissimo, ma è quello che dà profondità al bianco». Il tratto si configura così come un processo di accumulo e immersione, in cui il tempo - a volte anche nove, undici mesi per la realizzazione di un grande disegno - è elemento costitutivo dell’immagine.

In questo contesto, l’interesse per il mondo animale si intreccia con suggestioni provenienti dai bestiari medievali e da un immaginario scientifico rielaborato. Ne emerge un sistema visivo coerente, in cui ogni elemento sembra appartenere a una possibile, ma inesistente, classificazione del vivente.

Con ABISSI, Arianna Fioratti Loreto presenta un nucleo di lavori che approfondiscono questa ricerca, invitando il pubblico a confrontarsi con un mondo naturale che, attraverso il segno, si rivela instabile, stratificato e aperto a continui mutamenti, un regno immaginifico che intriga e affascina per la sua complessità e inquietudine.

Arianna Fioratti Loreto. Nata a New York, ha frequentato l’Harvard College laureandosi in Storia Medievale. Nel 1992 consegue un master in Storia dell’Arte alla Princeton University. Dopo aver iniziato a disegnare tessuti per importanti aziende di New York, e aver avviato un’attività di designer di mobili per l’infanzia, ha anche illustrato un Memory e altri giochi. Ha realizza diverse mostre tra New York e Atlanta affinando l’antica tecnica del disegno a inchiostro su carta a tema zoologico. Ha esposto a New York, Berlino, Maastricht, Londra, Firenze (due volte a La Specola: Biophilia in 2017 e Terra Incognita nel 2025), Atlanta, Capalbio. A Sansepolcro ha realizzato una grande esposizione al Museo Civico: Zoomorphica, un dialogo con Piero della Francesca su rinascita e la resurrezione.

Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto ed Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea.

 

CRUMB GALLERY

Via San Gallo, 191 rosso | 50129 Firenze

tel. 347 3681894 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. |www.crumbgallery.com

orari: giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 19.00, o su appuntamento 347 3681894.

 

Nasce a Napoli il Collettivo O.R.A. : un osservatorio per la ricerca artistica indipendente

Mercoledì 15 aprile 2026 alle ore 11,00

Comune di Napoli: Presso l’Aula Consiliare Sala Nugnes, (Napoli)

L’Associazione Aequamente presenta il Collettivo O.R.A. – Osservatorio di Ricerca Artistica, nato nel gennaio 2026 come artisti italiani associati.

 

Foto collettivo 250Promosso su iniziativa degli artisti Costabile Guariglia, Enzo Cursaro e Gianni Grattacaso, il Collettivo si propone come una risposta consapevole alle trasformazioni del sistema dell’arte e alle nuove esigenze che caratterizzano il ruolo dell’artista nel rapporto con il pubblico e le istituzioni.

Il progetto è condiviso e sostenuto da un nucleo di artisti — Raffaele Boemio, Anna Crescenzi, Diana D’Ambrosio, Claudia Del Giudice, Francesca Di Martino, Giorgia Madonno, Anna Maria Mirabella, Mina Di Nardo, Tonia Erbino, Mariana Sofia González, Renata Petti, Maria Sara Pistilli, Anna Maria Saviano, Nella Tarantino e Renzo Vassalluzzo — che, insieme ai fondatori, contribuiscono a definire l’Osservatorio come un’esperienza al contempo critica e fondativa.

L’organizzazione si articola in una duplice dimensione:

  • l’Osservatorio, inteso come dispositivo teorico e motore della ricerca;
  • il Collettivo, quale espressione operativa e dinamica della comunità artistica.

In questo contesto, l’Osservatorio riapre lo spazio del “comune”, inteso come ambito in cui l’artista supera la dimensione individuale per affermarsi come soggetto relazionale, capace di trasformare la pratica artistica in un punto di intersezione tra singolarità e dimensione pubblica. L’identità si configura così come costruzione dinamica, generata dal confronto e dal dialogo.

L’indipendenza artistica, al centro della visione del Collettivo O.R.A., non viene intesa come isolamento, bensì come pratica consapevole di libertà progettuale e critica. Essere indipendenti oggi significa sviluppare linguaggi e percorsi di ricerca svincolati da logiche esclusivamente commerciali o istituzionali, mantenendo al contempo una capacità attiva di relazione con il contesto sociale e culturale. In questa prospettiva, l’indipendenza si configura come uno spazio dinamico di autodeterminazione, fondato su reti orizzontali e pratiche condivise: non una condizione di marginalità, ma una responsabilità orientata alla produzione di visioni, contenuti e relazioni capaci di incidere nel presente.

In un contesto caratterizzato dalla crescente spettacolarizzazione e dalla prevalenza dell’immagine sul contenuto, il Collettivo riafferma la centralità del processo creativo. La scelta associativa riconfigura il concetto di autorialità: ogni artista mantiene la propria autonomia espressiva, inserendo tuttavia il proprio lavoro in un sistema di scambio attivo in cui la differenza diventa risorsa generativa.

L’Osservatorio si propone inoltre come pratica di resistenza rispetto alla riduzione dell’arte a merce e dell’artista a mero produttore di contenuti. In un’epoca segnata dalla sovraesposizione digitale e dall’emergere dell’intelligenza artificiale, l’azione collettiva restituisce valore al tempo della creazione e alla profondità della ricerca.

La costituzione del Collettivo avviene in seno all’Associazione Aequamente di Lucca, realtà attiva da oltre venticinque anni, favorendo un dialogo virtuoso tra memoria e innovazione.

Pur mantenendo la propria sede a Lucca, il Collettivo O.R.A. si configura come una realtà aperta e itinerante, capace di attivare connessioni in contesti differenti e di coinvolgere artisti, critici, galleristi e collezionisti in un confronto continuo, restituendo all’artista una rinnovata funzione pubblica.

Il gesto fondativo del 2026 si configura, in definitiva, come un atto teorico e politico: una riaffermazione dell’arte quale spazio di interrogazione critica, esperienza condivisa e costruzione di senso.

Interverranno:

  • Dott.ssa Vincenza Amato, Presidente del Consiglio Comunale di Napoli
  • Avv. Gennaro Saiello, Capogruppo M5S Regione Campania
  • Prof. Costabile Guariglia, Presidente’Associazione Aequamente
  • Dott.ssa Filomena Carrella, giornalista e scrittrice
  • Arch. Raimondo Pinna, Responsabile Culturale Associazione Aequamente

IO SONO IO — ALFONSO SACCO INAUGURA ALLA GALLERIA ARTE BARBATO

 

Foto Sacco 250Scafati — Grande partecipazione e vivo entusiasmo hanno accompagnato l’inaugurazione della mostra IO SONO IO – ALFONSO SACCOFoto Sacco 1 250 2015/2025, ospitata presso la Galleria Arte Barbato. Il vernissage ha registrato una presenza ampia e partecipe di artisti, critici, operatori culturali e appassionati d’arte contemporanea, confermando il crescente interesse verso il percorso creativo del maestro Alfonso Sacco.

La mostra, inaugurata sabato 28 marzo, raccoglie e sintetizza un decennio di ricerca artistica, restituendo al visitatore un percorso coerente e profondamente personale; un periodo che segna la piena maturità artistica del maestro che si distingue per un linguaggio espressivo originale, intenso e immediatamente riconoscibile.

Nel corso della serata inaugurale, le opere del maestro Sacco sono state raccontate e interpretate attraverso gli interventi dei galleristi Franco Barbato e Marisa Nastro che hanno fortemente voluto la mostra come evento artistico inaugurale dei nuovi spazi espositivi.

L’incontro è stato moderato dal giornalista Peppe Iannicelli. Letture critiche e approfondimenti sono stati offerti dalle giornaliste Stefania Falco e Maria Pia Nocerino.

Sacco 3 250Numerosa anche la presenza di artisti, tra cui Angelo Casciello, Franco Iuliano, Paolo Grimaldi, Elfrida Gubbini, Antonio Carotenuto e Saverio Galdo, a testimonianza di un clima diSacco 2 250 partecipazione e dialogo che ha caratterizzato l’intera serata.

A rendere ancora più accogliente la serata, un ricchissimo buffet curato dalla Erboristeria Paluna che ha contribuito a trasformare il vernissage in un autentico momento di condivisione culturale e sociale.

Un incontro che conferma ancora una volta la centralità della Galleria Arte Barbato come spazio vivo di produzione culturale e luogo di dialogo tra artisti, critica e comunità.

Info:

La mostra IO SONO IO – ALFONSO SACCO 2015/2025 è visitabile negli spazi della Galleria Arte Barbato alla Via Nazionale 421 – 8418 Scafati (SA).

Le opere resteranno in esposizione fino al 28 maggio 2026.

“L’amore più grande”

La mostra della Via Crucis di Luigi Pagano

 

Mostra Luigi Pagano Via Crucis 250La Via Crucis di Luigi Pagano sarà in esposizione da domani, mercoledì 25 marzo, negli spazi della Curia vescovile di Nocera Inferiore. La mostra sarà inaugurata alle 11.00 e sarà seguita da un momento di presentazione che si terrà nell’aula magna alla presenza del vescovo monsignor Giuseppe Giudice, del direttore del Museo San Prisco, Salvatore Alfano, e dell’artista Luigi Pagano. Pensate per la cappella della fonte miracolosa di Bagni, le opere quasi consentono a chi le ammira di immergere nelle figure e nei segni che l’artista ha impresso sulla lamina di ferro. Le stazioni della Via Crucis sono «un atto di fede e di affidamento alla Madonna di Bagni», racconta l’artista, che il committente serbava nel cuore. Per la realizzazione è stata scelta una tecnica particolare: «Ho lavorato su una lastra di ferro zincato, che resiste di più al tempo e all’umidità, con morsure, solo che invece di imprimere con fogli di carta ho dipinto con inchiostro da incisore utilizzando pitture grasse», ha spiegato Pagano. Le immagini delle opere sono state utilizzate anche per il libretto della Via Crucis diocesana “L’amore più grande”. Biografia dell’artista Luigi Pagano è nativo di Scafati e si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1984. Attualmente è titolare della cattedra di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico Statale di Napoli. Il suo linguaggio stilistico fonde pittura e multi-materia. È una figura di riferimento per la nuova iconografia del sacro. Infatti, ha collaborato con la CEI per i Lezionari Liturgici e con il Museo Staurós. Nel 2005 ha partecipato alla 51ª Biennale di Venezia, realizzando arredi liturgici per la chiesa di San Lio. Nel 2011 è stato tra i protagonisti del progetto “Seguendo il cammino di Marco Polo”, con esposizioni simultanee a Venezia e Hangzhou (Cina). Le sue opere sono esposte tra l’altro al: Museo del Novecento (Castel Sant’Elmo, Napoli); Museo FRaC (Baronissi); Musei di Arte Sacra di Venezia, Potenza e Figline sull’Arno.

Guglielmina Agnoli, docente del metodo Montessori e artista

 

Immagine1v250Di origine partenopea ha portato nella capitale dove è nata e vive tutta l’energia del Vesuvio.

Spinta dalla forza dei lapilli cresce energica e creativa.

Già da adolescente e come autodidatta dipinge su tela, presenta una pittura figurativo - concettuale arrivando con la maturità ad abbracciare le varie forme di pittura. Raggiunge riconoscimenti e vari premi in molte città italiane.

Passo dopo passo è il caso di dire, idea e realizza Armonia Visuale il simbolismo nella danza per sordi e audiolesi.

Gli allievi possono danzare su brani di musica classica ascoltati solo con la vista.

Armonia Visuale il simbolismo nella danza metodo pregno di studio e impegno che viene presentato per la prima volta all' IS. S R .2° in Europa

 Ma non si ferma.

 Scrive stati di animo, riflessioni poetiche in romanesco e in napoletano. Temi contro la violenza sulle donne e le varie discriminazione del nostro tempo. 1) Tela Coppia nel mare  "Comunione".

Scrive e disegna favole e fiabe che manda all’ Ospedale Bambino Gesù di Roma “Le storie di Teo"

Passione, entusiasmo e capacità sono gli ingredienti di Guglielmina Agnoli, artista generosa attenta alle dinamiche della nostra società.

In ogni espressione artistica di Guglielmina si trovano sempre leggerezza e profondità ironia e riflessione tristezza ed allegria e tutto ciò che il fruitore sente.

Tecnica: mistaolio tempera a ridicolo acquarello.

 

Tela "Desolazione"                                                    Tela "Empatia"                                                                           Tela "Gioia"         

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                            Immagine2                                  Immagine3 250

 

Tela "Cammino"                                                                  Tela "Libertà"

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“IO SONO IO”: ALFONSO SACCO IN MOSTRA ALLA GALLERIA ARTE BARBATO

 

Locandina Finssage 250Un viaggio nell’identità, nella memoria e nelle contraddizioni del nostro tempo, raccontato attraverso il linguaggio potente e profondamenteFoto Mostra 1 250 evocativo dell’arte contemporanea. È questo il cuore di “IO SONO IO – Alfonso Sacco 2015/2025”, la mostra personale del maestro Alfonso Sacco che sarà inaugurata sabato 28 marzo alle ore 19.00 a Scafati (SA), in via Nazionale 327, nei rinnovati spazi della Galleria Arte Barbato.

Il percorso espositivo attraversa alcune delle opere più significative realizzate dal pluripremiato artista vesuviano nel decennio compreso tra il 2015 e il 2025, offrendo al pubblico uno sguardo privilegiato su una stagione particolarmente fertile della sua produzione. Un periodo che segna la piena maturità artistica del maestro e che si distingue per un linguaggio espressivo originale, intenso e immediatamente riconoscibile.

Non a caso il grande critico d’arte Gillo Dorfles ha sottolineato:

“I suoi lavori permettono di identificare l’artista al primo colpo d’occhio”, evidenziando la forte riconoscibilità e la coerenza della sua ricerca.

Nel corso della sua carriera, Alfonso Sacco ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero, consolidando una presenza sempre più significativa nel panorama dell’arte contemporanea. La recente partecipazione alla mostra internazionale “Disquiet vs Harmony”, ospitata a Los Angeles, ha ulteriormente confermato la capacità della sua arte di dialogare con contesti culturali differenti e con un pubblico internazionale.

Artista poliedrico e sperimentatore instancabile, Sacco affida ai tessuti un ruolo centrale nella costruzione della sua poetica. Tali materiali diventano materia espressiva e simbolica, trasformandosi in segni capaci di evocare memoria, identità e vissuto umano.

Ancora Dorfles osserva:

Guardi un fazzoletto annodato, oppure una serie di nodi in cuoio o con spago, corde e le sue impronte e il tutto conduce ad Alfonso Sacco”.

Le sue opere nascono spesso dall’urgenza di raccontare e denunciare le tensioni del mondo contemporaneo – dalle disuguaglianze sociali allo smarrimento dell’individuo nella società globalizzata – ma allo stesso tempo sono attraversate da grande speranza.

Le intense gamme cromatiche che caratterizzano i suoi lavori restituiscono, infatti, uno sguardo che, pur consapevole delle fragilità del presente, continua a credere nella forza dell’umanità, nella memoria e nelle tradizioni.

A sottolineare la vitalità della sua ricerca è anche il giudizio del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi che ha affermato:

“Colpisce in questo artista la sua voglia di sperimentare e mettere a frutto l’eredità delle varie avanguardie che lo hanno portato a realizzare vari cicli pittorici; da ultimo il ciclo ‘Impronte’ che, insieme ai ‘Nodi’, sono pensati per denunciare e non dimenticare, memorie di vita.”

Il titolo della mostra, “IO SONO IO”, si presenta come un vero e proprio manifesto identitario. In un tempo che tende ad appiattire le differenze e a uniformare le coscienze, Sacco rivendica la necessità di affermare la propria individualità e di non rinunciare alla continua ricerca di sé. L’arte diventa così spazio di libertà, di consapevolezza e di resistenza culturale, un luogo in cui l’individuo può riaffermare la propria voce e la propria storia.

“Egli con la sua poetica e il suo linguaggio e l’utilizzo di materiali vari e del colore, realizza la sua opera affermano il valore dell’IO contro quello del NOI, mettendo da parte le cose futili al servizio della fantasia., dell’immaginazione e del ricordo per viaggiare dal ventesimo secolo al prossimo magari spinto da un vento tutto nuovo.”- rimarcano i famosi critici d’arte LuCa (Luigi Castellano Gruppo 58) e ABO (Achille Bonito Oliva).

 

INFO:

IO SONO IO – Alfonso Sacco 2015/2025

Vernissage: 28 marzo, ore 19.00

Galleria Arte Barbato

Via Nazionale 327 – Scafati (SA)

galleriaartebarbato.it

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 328 392 4202

Ingresso libero

                                                                                                                                             EX-SISTERE

Mostra personale di Massimo Lagrotteria

 

Museo Diocesano di Caserta

Vernissage: sabato 28 marzo, ore 18. Mostra visitabile fino al 19 aprile

A cura di Fabio Maietta

 

Locandina 250Il progetto “Hearth: Art Starts Here”, ideato da Fabio Maietta, torna a dialogare con uno dei luoghi più significativi della città di Caserta: il Museo Diocesano. In questo spazio carico di memoria e stratificazioni simboliche, sabato 28 marzo alle ore 18 verrà inaugurata Ex‑Sistere, la mostra personale di Massimo Lagrotteria, artista emiliano classe ‘72 la cui ricerca attraversa la soglia fragile tra materia e presenza, tra ciò che resta nascosto e ciò che sceglie di emergere.

L’esposizione, curata da Fabio Maietta, presenta un insieme di opere pittoriche e scultoree che si innestano con sorprendente naturalezza nell’architettura del Museo Diocesano, trasformandolo in un luogo di affioramento, di rivelazione lenta, di ascolto profondo. Lagrotteria lavora per accumulo e sottrazione: strati che si depositano, incisioni che aprono varchi, superfici che trattengono e poi cedono. Le sue figure non sono mai pienamente definite; sono presenze in divenire, corpi che cercano equilibrio mentre si misurano con la propria vulnerabilità. Nascono da una materia che resiste, che trattiene, che oppone peso, e proprio per questo il loro venire alla luce assume il carattere di un gesto necessario, quasi un atto di coraggio.

Ex‑Sistere – dal latino “uscire fuori”, “manifestarsi” – non descrive una condizione, ma un movimento. È il passaggio in cui la materia smette di essere massa e diventa corpo, in cui il gesto smette di essere tecnica e diventa rivelazione. Le superfici incise, le cavità, le crepe, le ossature esposte raccontano un’umanità che tenta di stare nel mondo pur nella sua vulnerabilità, che cerca equilibrio pur sapendo di poter cedere. In questo contesto, il Museo Diocesano diventa parte integrante del processo di emersione: la dimensione spirituale del luogo amplifica la tensione delle opere, invitando il pubblico a rallentare, a sostare, a riconoscere in quelle forme in bilico una condizione condivisa.

Con Ex‑Sistere, il progetto Hearth prosegue nel suo intento di costruire esperienze vive, capaci di attivare dialoghi e risonanze tra artisti, luoghi e comunità. La mostra, visitabile fino a domenica 19 aprile, è un invito a riconoscere la forza dell’instabile, a osservare la materia mentre prende forma, a lasciarsi attraversare da quel fragile ma ostinato tentativo di venire fuori che ci riguarda tutti.

“Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”
Un viaggio nella storia del cibo nell’antica Roma

 

mostra cibo 4 250Un’occasione unica per scoprire la storia del cibo e dei piaceri della tavola nell’antica Roma: la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano” accompagna i visitatori in un viaggio affascinante tra storia, gusto e paesaggi senza tempo.

Promossa dal Parco Archeologico di Ercolano e dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane, l’esposizione è ospitata negli spazi monumentali di Villa Campolieto, splendida dimora settecentesca del Miglio d’Oro.

La mostra sarà aperta fino al 4 maggio 2026, con chiusura temporanea il 31 gennaio dalle 15.00 fino a chiusura.

 

Allestita nel raffinato contesto della villa, capolavoro dell’architettura vanvitelliana, l’esposizione propone un percorso immersivo dedicato alla cultura alimentare dell’antica Ercolano, mettendo in dialogo reperti archeologici unici, suggestioni visive contemporanee e l’eleganza degli ambienti storici che li accolgono.

Il cibo, inteso come elemento identitario, sociale e culturale, diventa il filo conduttore di un racconto che unisce passato e presente: alle testimonianze della quotidianità romana si affiancano infatti immagini della moderna Ercolano, in un continuo rimando tra la vita antica e quella contemporanea.

L’allestimento, concepito nel pieno rispetto degli ambienti decorati del piano nobile, utilizza la formula della “stanza nella stanza”, valorizzando al tempo stesso la collezione archeologica e gli spazi storici. Il percorso espositivo permette di ammirare reperti organici di eccezionale conservazione pane, cereali, legumi, frutta, uova, frutti di mare – restituiti in forma carbonizzata dall’eruzione del 79 d.C., insieme a utensili, vasellame e oggetti di uso quotidiano. Un patrimonio straordinario che documenta con precisione l’intero ciclo del cibo nell’antica Ercolano, dalla produzione al consumo, fino allo smaltimento.

Un’esperienza imperdibile per regalarsi un tuffo nella storia, tra cultura del cibo, archeologia e scorci paesaggistici mozzafiato.

 

INFORMAZIONI PER LA VISITA

Luogo: Villa Campolieto, Corso Resina 283, Ercolano (NA)
Date: 28 marzo – 4 maggio 2026
Orari: 09:00 – 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00)
Chiusura straordinaria: 31 gennaio

 

BIGLIETTI

Biglietto combinato Parco Archeologico di Ercolano + Mostra

  • € 19 intero
  • € 4 ridotto (minori 6–18 anni e aventi diritto secondo normativa statale)
  • Gratuità: minori fino a 6 anni; persone con disabilità e un accompagnatore

Biglietto combinato Villa Campolieto + Mostra

  • € 7 intero
  • Gratuità: minori fino a 6 anni; persone con disabilità e un accompagnatore

Parcheggio: interno gratuito fino a esaurimento posti

 

INFO

Siti istituzionali:
https://www.villevesuviane.net/le-ville/villa-campolieto/
https://ercolano.cultura.gov.it/dalluovoallemele/

Acquisto online:
https://www.coopculture.it/it/eventi/evento/dalluovo-alle-mele.-la-civilta-del-cibo-e-i-piaceri-della-tavola-ad-ercolano/

Prosegue con gran successo “Scatti e ritratti. Le facce del blues, del jazz e del Rock”

La mostra fotografica e pittorica resterà aperta, fino al 4 gennaio, a la Rocca dei Rettori di Benevento

 

PHOTO 2025 12 24 19 36 49 250“Scatti e ritratti" 40 anni di blues, jazz e rock in mostra al Castello di Benevento descritta da Aristotele come "medicina dell’anima”, sin dall’antichità, la musica era considerata regina di tutte le arti per la capacità unica di enfatizzare e trasmettere emozioni. Un perenne afflato umano che, di generazione in generazione, ha ispirato artisti e studiosi, non solo attraverso canzoni entrate nel nostro patrimonio culturale, ma anche attraverso documenti fotografici e pittorici che raccontano un’epoca. Ed è questo l'esprit che guida “Scatti e ritratti. Le facce del blues, del jazz e del Rock”, mostra fotografica e pittorica che si concluderà il prossimo 4 gennaio 2026 presso la Rocca dei Rettori di Benevento. In questa eccezionale cornice storica e identitaria del capoluogo sannita, aperta e fruibile dallo scorso 23 gennaio, sono esposte le istantanee, immortalate dal bassista e produttore internazionale Claudio Citarella che, nella sua terra natia, insieme ai dipinti realizzati con il solo ausilio di una penna bic dall’artista francese Jacky Ananou, ha voluto celebrare, 40 anni di carriera e non solo. Ed invero, a corredare la narrazione temporale, trasportandoci in uno straordinario viaggio a ritroso nel tempo, gli iconici scatti degli anni 80’ ritraenti la comitiva del musicista sannita, di cui faceva e fa parte l’avvocato Marina Collarile, autrice degli stessi, con cui Citarella, sin dall’adolescenza condivide la passione per la fotografia, come dichiarato ai microfoni de L’Identità a margine del vernissage “Era da tempo che volevamo realizzare una mostra fotografica sugli artisti del blues del jazz e del rock, tra cui i Rolling Stones, ZZ Top, James Brown, Quincy Jones, Patty Smith, Oscar Peterson e tanti altri. Faccio il musicista da più di 30 anni e oltre a suonare mi diletto a fare foto durante i festival credendo nel forte potere creativo della musica e delle immagini ed allora ho pensato perchè non inserire un artista francese come Jaki Ananoue e Marina con cui ci conosciamo sin da adolescenti. Lei era la nostra fotografa e con lei mi accomuna da sempre questa passione che non è una professione" come sottolinea la stessa Collarile “Ecco perchè ho voluto fortemente darle uno spazio che descrivesse i momenti di aggregazione di noi giovani degli anni ‘80. Eravamo e siamo un gruppo compatto con cui ci riuniamo spesso e spesso si suona. La musica è un collante tra presente e passato”. Fortemente voluta dal presidente del conservatorio di Benevento, l’ing. Nazareno Orlando, in sinergia con la Provincia ed il Comune di Benevento, questa mostra che riproduce immagini leggendarie immortalate in un arco temporale 40ennale tra Francia, Inghilterra ed Italia ed organizzata da un gruppo di amici, nasce dunque per celebrare la musica ed il senso di aggregazione della stessa, come ha sottolineato l’assessore alla Cultura Antonella Tartaglia Polcini intervenuta alla conferenza stampa di apertura “Sono immagini che nascono dall’esperienza, questa mostra si apre soprattutto ai più giovani che oggi possono capire cosa significa vivere la musica, acquisirne notorietà sul piano internazionale e ritornare nella propria città, dando spazio ad un momento confidenziale, perchè qui non c’e distanza, ma il desiderio di condividere la propria visione della cultura dell’arte della bellezza che diviene inevitabilmente cultura delle relazioni umane e fondamento di comunità. Attraverso gli scatti la musica è sempre presente nella nostra vita promuovendo un messaggio di crescita e sviluppo”. Un messaggio tradotto nel linguaggio universale della musica utile per diffondere l’identità del patrimonio musicale di Benevento, una provincia che è “Culla di storia e cultura” come ha sottolineato Nino Lombardi, Presidente della Provincia, anch’egli intervenuto al Vernissage.

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