ABISSI
Arianna Fioratti Loreto
Crumb Gallery - Firenze | 10 aprile – 30 maggio 2026
Inaugurazione | venerdì 10 aprile | ore 18.00
Crumb Gallery presenta ABISSI, personale di Arianna Fioratti Loreto, aperta al pubblico dal 10 aprile al 30 maggio 2026. In mostra
una serie di opere a china su carta che danno vita a un universo animale il cui riferimento reale viene progressivamente trasformato in visione, attraverso il disegno. Al centro di questo progetto, troviamo pesci e creature marine, sempre riconoscibili ma sottoposte a un processo di metamorfosi. Il metodo minuzioso su superfici, texture e dettagli porta le forme a perdere la loro immediatezza naturalistica, aprendo a una dimensione ambigua, sospesa, fino ad assumere una qualità fantastica.
«Mi piace la ripetizione, il pattern, la decorazione…Mi affascina vedere i motivi dentro le cose» racconta l’artista. Da questa tensione tra osservazione, esplorazione e immaginazione prende forma la ricerca di Arianna Fioratti Loreto, che affonda le sue radici tanto negli studi di storia medievale quanto in un duraturo interesse per il mondo naturale e la biologia marina. Ne nasce un immaginario in cui riferimenti colti e suggestioni scientifiche si intrecciano, dando origine a un linguaggio visivo coerente e profondamente personale.
Le opere nascono da una pratica lenta e rigorosa: i grandi campi neri, ad esempio, sono costruiti interamente a mano, attraverso una fitta stratificazione di segni, da cui emergono le figure in bianco. «Il fondo nero non è cartoncino: lo faccio io, tutto a mano» prosegue Fioratti Loreto nell’intervista di Rory Cappelli, pubblicata nel volume che accompagna la mostra (edizioni Crumb Gallery, collana NoLines). «È un lavoro lunghissimo, ma è quello che dà profondità al bianco». Il tratto si configura così come un processo di accumulo e immersione, in cui il tempo - a volte anche nove, undici mesi per la realizzazione di un grande disegno - è elemento costitutivo dell’immagine.
In questo contesto, l’interesse per il mondo animale si intreccia con suggestioni provenienti dai bestiari medievali e da un immaginario scientifico rielaborato. Ne emerge un sistema visivo coerente, in cui ogni elemento sembra appartenere a una possibile, ma inesistente, classificazione del vivente.
Con ABISSI, Arianna Fioratti Loreto presenta un nucleo di lavori che approfondiscono questa ricerca, invitando il pubblico a confrontarsi con un mondo naturale che, attraverso il segno, si rivela instabile, stratificato e aperto a continui mutamenti, un regno immaginifico che intriga e affascina per la sua complessità e inquietudine.
Arianna Fioratti Loreto. Nata a New York, ha frequentato l’Harvard College laureandosi in Storia Medievale. Nel 1992 consegue un master in Storia dell’Arte alla Princeton University. Dopo aver iniziato a disegnare tessuti per importanti aziende di New York, e aver avviato un’attività di designer di mobili per l’infanzia, ha anche illustrato un Memory e altri giochi. Ha realizza diverse mostre tra New York e Atlanta affinando l’antica tecnica del disegno a inchiostro su carta a tema zoologico. Ha esposto a New York, Berlino, Maastricht, Londra, Firenze (due volte a La Specola: Biophilia in 2017 e Terra Incognita nel 2025), Atlanta, Capalbio. A Sansepolcro ha realizzato una grande esposizione al Museo Civico: Zoomorphica, un dialogo con Piero della Francesca su rinascita e la resurrezione.
Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto ed Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea.
CRUMB GALLERY
Via San Gallo, 191 rosso | 50129 Firenze
tel. 347 3681894 |
orari: giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 19.00, o su appuntamento 347 3681894.
Promosso su iniziativa degli artisti Costabile Guariglia, Enzo Cursaro e Gianni Grattacaso, il Collettivo si propone come una risposta consapevole alle trasformazioni del sistema dell’arte e alle nuove esigenze che caratterizzano il ruolo dell’artista nel rapporto con il pubblico e le istituzioni.
Scafati — Grande partecipazione e vivo entusiasmo hanno accompagnato l’inaugurazione della mostra IO SONO IO – ALFONSO SACCO
2015/2025, ospitata presso la Galleria Arte Barbato. Il vernissage ha registrato una presenza ampia e partecipe di artisti, critici, operatori culturali e appassionati d’arte contemporanea, confermando il crescente interesse verso il percorso creativo del maestro Alfonso Sacco.
Numerosa anche la presenza di artisti, tra cui Angelo Casciello, Franco Iuliano, Paolo Grimaldi, Elfrida Gubbini, Antonio Carotenuto e Saverio Galdo, a testimonianza di un clima di
partecipazione e dialogo che ha caratterizzato l’intera serata.
La Via Crucis di Luigi Pagano sarà in esposizione da domani, mercoledì 25 marzo, negli spazi della Curia vescovile di Nocera Inferiore. La mostra sarà inaugurata alle 11.00 e sarà seguita da un momento di presentazione che si terrà nell’aula magna alla presenza del vescovo monsignor Giuseppe Giudice, del direttore del Museo San Prisco, Salvatore Alfano, e dell’artista Luigi Pagano. Pensate per la cappella della fonte miracolosa di Bagni, le opere quasi consentono a chi le ammira di immergere nelle figure e nei segni che l’artista ha impresso sulla lamina di ferro. Le stazioni della Via Crucis sono «un atto di fede e di affidamento alla Madonna di Bagni», racconta l’artista, che il committente serbava nel cuore. Per la realizzazione è stata scelta una tecnica particolare: «Ho lavorato su una lastra di ferro zincato, che resiste di più al tempo e all’umidità, con morsure, solo che invece di imprimere con fogli di carta ho dipinto con inchiostro da incisore utilizzando pitture grasse», ha spiegato Pagano. Le immagini delle opere sono state utilizzate anche per il libretto della Via Crucis diocesana “L’amore più grande”. Biografia dell’artista Luigi Pagano è nativo di Scafati e si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1984. Attualmente è titolare della cattedra di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico Statale di Napoli. Il suo linguaggio stilistico fonde pittura e multi-materia. È una figura di riferimento per la nuova iconografia del sacro. Infatti, ha collaborato con la CEI per i Lezionari Liturgici e con il Museo Staurós. Nel 2005 ha partecipato alla 51ª Biennale di Venezia, realizzando arredi liturgici per la chiesa di San Lio. Nel 2011 è stato tra i protagonisti del progetto “Seguendo il cammino di Marco Polo”, con esposizioni simultanee a Venezia e Hangzhou (Cina). Le sue opere sono esposte tra l’altro al: Museo del Novecento (Castel Sant’Elmo, Napoli); Museo FRaC (Baronissi); Musei di Arte Sacra di Venezia, Potenza e Figline sull’Arno.
Di origine partenopea ha portato nella capitale dove è nata e vive tutta l’energia del Vesuvio.


Un viaggio nell’identità, nella memoria e nelle contraddizioni del nostro tempo, raccontato attraverso il linguaggio potente e profondamente
evocativo dell’arte contemporanea. È questo il cuore di “IO SONO IO – Alfonso Sacco 2015/2025”, la mostra personale del maestro Alfonso Sacco che sarà inaugurata sabato 28 marzo alle ore 19.00 a Scafati (SA), in via Nazionale 327, nei rinnovati spazi della Galleria Arte Barbato.
Il progetto “Hearth: Art Starts Here”, ideato da Fabio Maietta, torna a dialogare con uno dei luoghi più significativi della città di Caserta: il Museo Diocesano. In questo spazio carico di memoria e stratificazioni simboliche, sabato 28 marzo alle ore 18 verrà inaugurata Ex‑Sistere, la mostra personale di Massimo Lagrotteria, artista emiliano classe ‘72 la cui ricerca attraversa la soglia fragile tra materia e presenza, tra ciò che resta nascosto e ciò che sceglie di emergere.
Un’occasione unica per scoprire la storia del cibo e dei piaceri della tavola nell’antica Roma: la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano” accompagna i visitatori in un viaggio affascinante tra storia, gusto e paesaggi senza tempo.
“Scatti e ritratti" 40 anni di blues, jazz e rock in mostra al Castello di Benevento descritta da Aristotele come "medicina dell’anima”, sin dall’antichità, la musica era considerata regina di tutte le arti per la capacità unica di enfatizzare e trasmettere emozioni. Un perenne afflato umano che, di generazione in generazione, ha ispirato artisti e studiosi, non solo attraverso canzoni entrate nel nostro patrimonio culturale, ma anche attraverso documenti fotografici e pittorici che raccontano un’epoca. Ed è questo l'esprit che guida “Scatti e ritratti. Le facce del blues, del jazz e del Rock”, mostra fotografica e pittorica che si concluderà il prossimo 4 gennaio 2026 presso la Rocca dei Rettori di Benevento. In questa eccezionale cornice storica e identitaria del capoluogo sannita, aperta e fruibile dallo scorso 23 gennaio, sono esposte le istantanee, immortalate dal bassista e produttore internazionale Claudio Citarella che, nella sua terra natia, insieme ai dipinti realizzati con il solo ausilio di una penna bic dall’artista francese Jacky Ananou, ha voluto celebrare, 40 anni di carriera e non solo. Ed invero, a corredare la narrazione temporale, trasportandoci in uno straordinario viaggio a ritroso nel tempo, gli iconici scatti degli anni 80’ ritraenti la comitiva del musicista sannita, di cui faceva e fa parte l’avvocato Marina Collarile, autrice degli stessi, con cui Citarella, sin dall’adolescenza condivide la passione per la fotografia, come dichiarato ai microfoni de L’Identità a margine del vernissage “Era da tempo che volevamo realizzare una mostra fotografica sugli artisti del blues del jazz e del rock, tra cui i Rolling Stones, ZZ Top, James Brown, Quincy Jones, Patty Smith, Oscar Peterson e tanti altri. Faccio il musicista da più di 30 anni e oltre a suonare mi diletto a fare foto durante i festival credendo nel forte potere creativo della musica e delle immagini ed allora ho pensato perchè non inserire un artista francese come Jaki Ananoue e Marina con cui ci conosciamo sin da adolescenti. Lei era la nostra fotografa e con lei mi accomuna da sempre questa passione che non è una professione" come sottolinea la stessa Collarile “Ecco perchè ho voluto fortemente darle uno spazio che descrivesse i momenti di aggregazione di noi giovani degli anni ‘80. Eravamo e siamo un gruppo compatto con cui ci riuniamo spesso e spesso si suona. La musica è un collante tra presente e passato”. Fortemente voluta dal presidente del conservatorio di Benevento, l’ing. Nazareno Orlando, in sinergia con la Provincia ed il Comune di Benevento, questa mostra che riproduce immagini leggendarie immortalate in un arco temporale 40ennale tra Francia, Inghilterra ed Italia ed organizzata da un gruppo di amici, nasce dunque per celebrare la musica ed il senso di aggregazione della stessa, come ha sottolineato l’assessore alla Cultura Antonella Tartaglia Polcini intervenuta alla conferenza stampa di apertura “Sono immagini che nascono dall’esperienza, questa mostra si apre soprattutto ai più giovani che oggi possono capire cosa significa vivere la musica, acquisirne notorietà sul piano internazionale e ritornare nella propria città, dando spazio ad un momento confidenziale, perchè qui non c’e distanza, ma il desiderio di condividere la propria visione della cultura dell’arte della bellezza che diviene inevitabilmente cultura delle relazioni umane e fondamento di comunità. Attraverso gli scatti la musica è sempre presente nella nostra vita promuovendo un messaggio di crescita e sviluppo”. Un messaggio tradotto nel linguaggio universale della musica utile per diffondere l’identità del patrimonio musicale di Benevento, una provincia che è “Culla di storia e cultura” come ha sottolineato Nino Lombardi, Presidente della Provincia, anch’egli intervenuto al Vernissage.