TERRAINCOGNITA Imago visibilis et invisibilis SANT’AGATA DE’ GOTI, MUSEO MILA dal 22/12/2024 al 23/02/2025
Sabato 22 dicembre 2024, alle ore 12,00, presso il Museo Mila di SAnt’agata de’ Goti, all’inaugurazione la mostra TERRAINCOGNITA. Imago visibilis et invisibilis, a cura di Ferdinando Creta, promossa dal Museo Mila di Sant’Agata de’ Goti. La mostra "Terraincognita. Imago visibilis et invisibilis" di Ugo Levita si propone come un viaggio tra il visibile e l'invisibile, un'esperienza che invita lo spettatore a esplorare le sfumature dell'arte antica e contemporanea. In un contesto museale che abbraccia secoli di storia, Levita crea un dialogo profondo tra sacro e profano, tra il passato e una visione innovativa del presente. Attraverso un linguaggio artistico che si nutre di simbolismi e narrazioni oniriche, l'artista invita a riflettere su temi esistenziali e spirituali, stimolando un'interazione intima con le sue opere. La mostra non è solo un’esposizione visiva, ma un invito a interrogarsi sulla natura della realtà e sull'essenza dell'immagine, facendo emergere una sacralità che risuona nei luoghi di Sant’Agata de’ Goti. "Terraincognita" diventa così un palcoscenico per esplorare il complesso rapporto tra l'arte e la vita, tra visibilità e invisibilità, tra sogno e realtà. La mostra, allestita nei luoghi del MILA - Museo itinerante dei luoghi alfonsiani, arricchisce ulteriormente le esposizioni con un'esperienza che trascende il tempo e lo spazio. Qui, ogni opera non è solo un oggetto da osservare, ma un portale che conduce a riflessioni profonde e personali, invitando il pubblico a lasciarsi coinvolgere in un dialogo che oltrepassa i confini della percezione. In un mondo in cui il frastuono quotidiano spesso oscura la bellezza dell'introspezione, "Terraincognita" si erge come un rifugio per l'anima, un invito a riscoprire la meraviglia dell'arte e la sua capacità di rivelare ciò che è nascosto, trasformando il visitatore in un esploratore di mondi inesplorati. UGO LEVITA “Manovale della Pittura, che lavora nel Campo dell'Immaginario” – così si definisce - Ugo Antonio Levita nasce ad Acerra nella provincia napoletana nel 1958 e frequenta gli studi artistici prima a Napoli, in seguito a Firenze. Si interessa ben presto all'arte fantastica e alla figurazione, cui si avvicina dopo essere rimasto affascinato dalle opere e dai testi surrealisti. Negli anni ottanta, a Napoli, in una situazione dominata dalle tendenze, con altri giovani come Dante Manchisi, Giuliano Lo Priore, Franco Matano, Peppe Barile, Giorgio Simeoli dà vita ad un gruppo che andrà sotto il nome di Ascendente & Discendente, nel quale le varie esperienze portate si incontrano per proporre un nuovo tributo al mondo dell'immaginario. Successivamente elabora una sua poetica che si muove in modo trasversale e autonomo all'interno delle culture e del tempo, acquisendo la consapevolezza del dinamismo e della complessità storica. Verso la fine degli anni novanta lo storico dell'arte Vittorio Sgarbi, lo presenta al critico mantovano Renzo Margonari, studioso delle tematiche legate alla ricerca surrealista e docente di Storia dell'Arte all'Accademia di Verona, il quale sarà curatore della sua prima mostra personale nel 1998, nel Castello di Acerra. In seguito a questo evento il critico e giornalista d'arte del quotidiano La Repubblica, Vitaliano Corbi, lo inserisce nel suo volume: Quale avanguardia? L'arte a Napoli nella seconda metà del Novecento. Attualmente Levita collabora con Libellule LTD. Magic Realism, che ha sede ad Hong Kong, San Francisco e Parigi, la quale raccoglie artisti mondiali di ispirazione surrealista, con il Centre for Art of International Imaginary Realism in Danimarca. E' stato inserito da Alfried Kostrewa, critico d'arte di Hannover in Germania, nell'Euro-Bilder-Projekt, come rappresentante dell'Italia tra i paesi che hanno aderito alla moneta unica. In seguito sarà scelto per la realizzazione di un'opera che rappresenti l'unione dei suddetti paesi. In Umbria partecipa, invitato dal critico d'arte perugino Antonio Carlo Ponti, all'edizione conclusiva di Terra di Maestri, il processo di storicizzazione dell'arte umbra del novecento, all'Umbria del Cuore del Festival di Corciano, Mevania in Chartis a Bevagna, al Festival Segni Barocchi a Foligno, al TodiFestival di Todi. Nel 2011 espone cinque opere alla 54a Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia della sezione umbra del Museo d'Arte Contemporanea di Spoleto. Nel 2014 le Poste Italiane, da un'opera di Levita, emettono una cartolina per le celebrazioni del cinquecentenario della morte dell'architetto Donato Bramante, con successivo annullo filatelico nel Tempio della Consolazione, all'interno del quale sarà esposta l'opera in questione. Sempre nel 2014 espone al Grand Palais di Parigi nella mostra Comparaisons 2014. Nell'aprile 2015, Vittorio Sgarbi presenta su Rai2 un'opera di Levita, durante la trasmissione televisiva Virus. Nello stesso anno è presente alla Expo Arte Contemporanea di Milano 2015, su progetto della Regione Lombardia e a cura di Vittorio Sgarbi. Nel 2016 espone ad ARCOS - Museo d'arte contemporanea del Sannio, in gemellaggio con la Galleria ETRA di Firenze, con catalogo a cura di Ferdinando Creta e Francesca Sacchi Tommasi. Ultimamente, nei mesi di aprile e maggio 2024 sempre a cura mia, ha realizzato una straordinaria mostra, su committenza di Fondazione Ente Ville Vesuviane, dal titolo Ondaperpetua, nella rinata Villa Favorita. Ondaperpetua è il progetto che identifica la sua poetica e che lo rappresenta culturalmente. Dal 2000 vive in Umbria in una ex casa colonica nei dintorni di Todi, a Canonica, dove ha realizzato il suo studio e uno spazio espositivo permanente.
Sabato 21 dicembre 2024, alle ore 12,00, presso il Museo Arcos di Benevento, all’inaugurazione la mostra DOMINA, a cura di Ferdinando Creta e Francesco Creta, promossa dalla Provincia di Benevento e dal Museo ARCOS. Un titolo DOMINA che affonda le sue radici nell’etimologia stessa della parola Donna e che rimanda al suo ruolo di signora della casa, ma che, nella realtà contemporanea, tende ad appropriarsi di quegli spazi che troppo spesso sono stati appannaggio del mondo maschile. La mostra, nel porsi come indagine di alcune interessanti produzioni al femminile in territorio Nazionale, espone i lavori di un gruppo eterogeneo di artiste (Sara Cancellieri, Anna Caruso, Daniela Conte, Ilaria del Monte, Elisa Filomena, Debora Garritani, Milena Sgambato) che, ognuna con il proprio linguaggio, spazierà nei principali medium del contemporaneo in un rapporto armonico con gli spazi ipogei del museo. Un’indagine che si ricollega al percorso dell’ultimo decennio del museo, dalla mostra Iside Contemporanea del dicembre 2013, con l’apertura a tutte le istanze del dato femminile nella storia dell’arte, inserendosi, così, nel filone italiano già avviato con “L'altra metà dell'avanguardia 1910-1940. Pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche”, la mostra milanese, curata da Lea Vergine nel 1980. È così che il museo beneventano ritorna sulla questione artistica di genere, riproponendo, a distanza di 11 anni, tre artiste già presenti in Iside Contemporanea per creare rapporti di relazione con altre ricerche del nostro paese. Non a caso la scelta della direzione artistica in questi anni si è mossa sempre su un’investigazione della produzione territoriale che, superando le questioni di genere, ha prodotto mostre caratterizzate dalla ricerca degli autori selezionati. Certo è che DOMINA nasce dalla voglia di ribadire gli stessi principi che nel 1971 in Perché non esistono grandi artiste donne? Linda Nochlin segnalava: “Le donne devono pensare a loro stesse quali soggetti potenzialmente, se non effettivamente, paritari, che guardano agli aspetti concreti della loro situazione come a un problema oggettivo e istituzionale, anziché soggettivo e personale; a viso aperto, senza autocommiserazione e senza scuse. E, allo stesso tempo, devono impegnarsi al massimo, sia sul piano emotivo sia intellettuale, per la creazione di un mondo in cui la pari opportunità di realizzazione di uomini e donne non sia solo possibile, ma attivamente incoraggiata dalle istituzioni sociali”. _____________________________ LE ARTISTE Sara Cancellieri nasce a Benevento nel 1976. Il suo primo incontro con la ceramica avviene a San Lorenzello, Benevento, con l’artista Salvatore Cipolla; in seguito, frequenta la bottega del ceramista Antonino Maddonni a Cerreto Sannita, città della ceramica nel Sannio beneventano. . Nel 2021 è vincitrice del Premio Beverly Pepper. Nel 2022 è finalista al Premio Nazionale delle Arti Visive XVI edizione. Riceve la Menzione d’onore e il Premio del Pubblico Franco Fabbri alla 62° Edizione del Premio Faenza, 2023; la sua opera è ora in collezione permanente al MIC di Faenza. È libera docente presso l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia del corso di Anatomia artistica. Anna Caruso è nata a Cernusco sul Naviglio (MI) nel 1980. Ha studiato pittura e restauro presso l’Accademia di belle Arti di Bergamo, dove si è laureata nel 2004. Vive e lavora a Milano. Il suo lavoro è trattato da Gilda Contemporary Art di Milano e Thomas Masters Gallery di Chicago. Tra le principali mostre si segnalano “Paesaggi Liquidi”, Casa degli Artisti (Milano)n2024; "La segreta attesa", Gilda Contemporary Art, Milano, 2024; “Innesti” a cura di Luigi Codemo , galleria d’arte Sacra dei Contemporanei (Milano) 2023; “Torna il sole non il tempo” nel 2022, Gilda Contemporary Art; “E’ passato il testimone “ nel 2022 curata da Giuseppe Frangi, Milano; “La casa intorno al vaso” nel 2019, a cura di Davide Dall’Ombra, Casa Testori (Novate Milanese – MI). Il suo lavoro è stato pubblicato su diverse riviste di settore e quotidiani, tra i quali Le Monde, Arte Mondatori e altri. DANIELA CONTE nasce a Milano nel 1979. Laureata in Scienze della comunicazione presso l’Università Cattolica di Milano e in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Vive e lavora a Milano. Il recupero della memoria personale, attraverso la stratificazione e l'accumulo, ha caratterizzato la sua ricerca artistica. Inizialmente nella materia pittorica, fino ad arrivare ai collages, sedimentazioni di materiali recuperati in ambienti familiari, di brandelli di lavori, carte usurate, stampe di icone, segnati dal tempo e dalla propria storia. In una continua distruzione e ricostruzione attraverso strappi e sovrapposizioni. Elementi di vanitas e resurrezione in cui riconoscere la “vera icona”. Un'inesauribile ricerca dell'oltre, oltre il tangibile, guidata da nutrienti fantasmi interiori. Ilaria Del Monte Pugliese di nascita ma di origini lucane, frequenta il liceo artistico di Matera e si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2020 la televisione francese Med in Arte le dedica un documentario ambientato a Milano. I dipinti di Ilaria Del Monte sono delle narrazioni raccontate con mano sapiente e un’intelligenza concettuale, matura e trasversale; rappresentano mondi costruiti con un’apparente classicità mutuata dalla tradizione pittorica novecentesca che desiderano aprire una finestra mentale rivolta alla fantasia e alla speranza. Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le mostre personali si ricordano: Spazio Vitale, Momart Gallery, Matera, 2019; Out of this world, Antonio Colombo Arte, Milano; La Compagnia del Sogno, MC2 Gallery, Milano, 2023, Mondi fantastici, Museo MuPa, Taranto, 2024. Elisa Filomena (Torino, 1976). La ricerca, produzione e sperimentazione si manifesta attraverso il disegno e la pittura. La figura umana e la natura sono vissute come perenni e delicate forze in contrasto ed armonia con la transitorietà dell’esistenza. Le è stato recentemente assegnato il grant della Pollock-Krasner Foundation di New York e a partire dal 1997, le sue opere sono state esposte anche a livello internazionale (Germania, Francia, Belgio, Regno Unito, Stati Uniti) sia in gallerie private che in spazi pubblici, culturali ed istituzionali. Vincitrice di diversi premi, i suoi lavori sono stati pubblicati sulle copertine e pagine di riviste di arte contemporanea. Alcune delle sue opere sono presentiin musei, fondazioni, collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all’estero. Debora Garritani. Nata a Crotone nel 1983, studia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera dove consegue la laurea prima in pittura e poi in fotografia. Vive e lavora a Milano. Nel 2014 è tra i finalisti del Premio Cairo e nel 2024 vince il premio VAF Stiftung. Il suo lavoro è stato esposto in numerosi musei e gallerie, tra cui il MART di Rovereto, la Stadtgalerie di Kiel (Germania), il Museo Santa Giulia di Brescia, il Palazzo della Permanente di Milano, la Fabbrica del Vapore, l’Acquario Civico di Milano, la Galleria Nazionale di Cosenza, il Museo Riso di Palermo, il Museo ARCoS di Benevento e lo Studio d'Arte Cannaviello di Milano. Milena Sgambato vive e lavora a Milano. Nel 2008 si diploma in Pittura all’Accademia di Brera. Dal 2011 espone in musei e gallerie, tra cui E23 Gallery (Napoli), Art’s Events (Benevento), Costantini Art Gallery, Circoloquadro, Isorropia Homegallery, Spazio Oberdan, Bianchi Zardin (Milano), Gare 82 Gallery (Brescia), Torre di Markellos (Grecia), Centomentriquadri (Caserta), Fondazione Videoinsight (Torino), Museo Arcos (Benevento), San Sebastiano Contemporary (Siracusa), Museo delle Tradizioni Nobiliari (Siracusa), Museo Irpino (Avellino), Castello Ursino (Catania) e Museo Luigi Varoli (Ravenna). Dal 2018 un’opera è esposta in permanenza al Museo Vanvitelli (Caserta). Partecipa alla 54ª Biennale di Venezia (2011). Nel 2019 realizza un’opera pubblica per il Comune di Milano.
Presso la Sezione “San Tommaso d’Aquino” della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale è stata inaugurata la Mostra Avvento-Natale, che espone, per questo mese e per il prossimo, alcuni pezzi della collezione d’arte di autori moderni e contemporanei donata a metà degli anni ’90 da Isabella Meoni Ferrara. La collezione, per la quantità e soprattutto per la qualità degli autori, rappresenta un vero unicum nel panorama culturale di una città pur così ricca d’arte come è Napoli.
Da giovedì 10 ottobre è in conclusione, domenica 8 dicembre 2024, a Palazzo Merulana “Roma nel Cinema a pennello”. Via Merulana 121. Roma.
Donne che portano pesi sulla testa e una donna che si è spogliata. Le prime sono donne “libere”, che però portano il peso delle aspettative sociali mentre, accanto a loro, c’è una donna che si spoglia del “peso” dei vestiti in segno di protesta contro la mancanza di libertà.
Dal 30 ottobre 2024, presso Spazio5 a Roma, si terrà la mostra fotografica collettiva "A noi gli occhi, Please!" dedicata a Gigi Proietti. L'esposizione, organizzata da Identità Fotografiche, celebra l'indimenticabile attore attraverso oltre 80 scatti di 40 fotografi italiani, raccontando la sua carriera e il suo spirito inimitabile. Un viaggio visivo che restituisce tutta l'intensità e la forza espressiva di Proietti, mettendo in luce anche l'importanza del fotoreporter come narratore della storia del teatro, del cinema e della nostra quotidianità, riflettendo sulla cultura e le emozioni che definiscono la nostra epoca.
Dopo tanti anni, trascorsi nel vivace Oltrarno fiorentino, alcuni anni fa Franca Pisani decise di trasferirsi e lavorare a Pietrasanta, in Versilia. Ed è qui, nel suggestivo Complesso monumentale di Sant’Agostino di Piazza del Duomo, che il prossimo 26 ottobre, alle ore 18, si inaugurerà Il balcone del cielo, mostra personale antologica con cui l’Artista intende festeggiare il proprio mezzo secolo d’attività artistica.
che ospitiamo in città – ricorda il sindaco e assessore alla cultura di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti – e, parlando con Franca, ho scoperto che avrebbe presto festeggiato i suoi primi 50 anni di attività artistica e che mai, finora, aveva esposto a Pietrasanta. Quale migliore occasione, quindi, per allestire la sua prima mostra: Franca si è resa subito disponibile, abbiamo visionato insieme i suoi lavori e non vedo l’ora che anche il pubblico possa apprezzarli, raccolti in questa antologia frutto di un percorso artistico di grande pregio, passato dai più grandi poli espositivi nazionali e internazionali».
E poi ci sono le figure femminili, che appartengono alla storia artistica di Franca Pisani e che sui teleri si presentano con un nuovo appeal: «Le donne rappresentate da Franca Pisani in questi grandi teleri – dice Alberto Dambruoso, curatore della mostra - sono le eroine silenziose di tutti i giorni. Sono le nostre madri che ci hanno cresciuto, quelle che hanno rinunciato alla carriera per amore dei figli e dei propri compagni, quelle che hanno combattuto per i propri sacrosanti diritti all’interno di una società che tuttavia non le considera ancora pari all’uomo».
Un laboratorio sulle onomatopee giapponesi, dedicato ai bambini dai 6 ai 10 anni, e una speciale visita guidata con degustazione di sake ci aspettano questo fine settimana nelle sale di Yōkai. Mostri, Spiriti e altre Inquietudini nelle Stampe Giapponesi, la mostra in corso fino al 3 novembre al Museo degli Innocenti di Firenze.