in Mostra

SHINHANGA

La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi

Mostra a cura di Paola Scrolavezza

Sadayakko, “la Duse del Giappone”

 

Sadayakko 250Domenica 9 giugno, nelle sale di Shinhanga  un incontro per conoscere la straordinaria vicenda di Sadayakko, la prima attrice giapponese ad esibirsi in Italia agli albori del ‘900

Proseguono questo weekend, con un nuovo appuntamento, gli eventi collaterali organizzati in occasione della mostra Shinhanga. La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi, ideati per approfondire insieme a studiosi ed esperti temi legati all’arte, alla storia e alla cultura del Giappone. Domenica 9 giugno, alle 17.30, arriva nelle sale di Palazzo Barolo, a Torino, Carmen Covito, scrittrice e traduttrice italiana di molti capolavori tra cui “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorne, che ci racconterà la straordinaria vicenda di Sadayakko, la prima attrice nipponica ad esibirsi in Italia, passata alla storia come “la Duse del Giappone”.

Sadayakko, nata a Tokyo nel 1871, fu avviata in giovanissima età all’addestramento come geisha, ma dopo il matrimonio con l’attore Kawakami Otojirō entrò nella compagnia teatrale fondata dal marito e con essa, nel 1899, partì per una lunga tourneé che toccò l’America e l’Europa. Fu in quest’occasione che, il 7 aprile 1902, al teatro Valle di Roma, il pubblico italiano potette assistere al primo spettacolo di teatro giapponese che si fosse mai visto nel nostro Paese. Sadayakko, primadonna della troupe, suscitò grande curiosità: giornalisti, intellettuali e personalità influenti del tempo, tra cui Gabriele d’Annunzio, assistettero allo spettacolo, entusiasti di avere davanti ai propri occhi ciò che, fino a quel momento, avevano potuto ammirare soltanto sulle stampe d’arte che si erano diffuse in Europa con la febbre del giapponismo.

Molti credettero che quell’attrice dal fascino esotico fosse l’incarnazione di un mondo ormai destinato a scomparire, ma la sua carriera successiva di Sadayakko in Giappone ci rivela che fu invece un’innovatrice, protagonista e pioniera dell’affermazione delle donne sui palcoscenici tradizionalmente riservati agli uomini. Una figura emblematica della transizione dallo spirito di ricerca dell’epoca Meiji alla modernità dell’epoca Taishō, con la sua effervescenza culturale. Anche di questo aspetto parleremo con Carmen Covito, che a Sadayakko ha recentemente dedicato il libro Sadayakko, la Duse del Giappone. Cronache della prima tournée di teatro giapponese in Italia (1902), edito da Clueb nel 2023.

 

Gli eventi collaterali di “Shinhanga. La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi" sono gratuiti per i visitatori della mostra con il biglietto valido per il giorno dell’evento. Per parteciparvi occorre comunque prenotarsi scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Dopo aver ricevuto la conferma della disponibilità del posto, è necessario confermare la prenotazione acquistando il biglietto della mostra online sul sito www.shinhanga.it. Tutte le informazioni alla pagina degli eventi collaterali del sito www.shinhanga.it.

Il pubblico che ha già visitato “Shinhanga. La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi" ma desidera tornare a vedere la mostra può farlo, al costo di 5 €, acquistando il “Biglietto Ritorno” direttamente in cassa. Per averlo basterà presentare il titolo di ingresso utilizzato la prima volta. Chi acquista il “Biglietto Ritorno” ha il diritto, con esso, di partecipare gratuitamente anche all’evento collaterale del giorno corrente.

 

Realizzata con il patrocinio del Comune di Torino e del Consolato Generale del Giappone a Milano, “Shinhanga. La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi" è aperta tutte le settimane dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19 nei giorni lavorativi e dalle 10 alle 20 nel weekend. La mostra presenta per la prima volta al pubblico italiano l’arte degli shinhanga, le “nuove xilografie” dell’arte giapponese che all’inizio del XX secolo rivoluzionarono le tradizionali stampe ukiyoe, attraverso oltre 80 opere originali provenienti da collezioni private e dalla Japanese Gallery Kensington di Londra, ma anche preziosi kimono, fotografie storiche e oggetti d’arredo.

INFORMAZIONI

Shinhanga

Torino, Palazzo Barolo (via delle Orfane 7/A)

8 marzo – 30 giugno 2024

Orari

Martedì - mercoledì - giovedì – venerdì: 10:00 – 19:00

Sabato - domenica: 10:00 – 20:00

Aperture straordinarie

Domenica 2 Giugno 2024

Biglietti

Acquistabili online o in biglietteria

Intero: 14,50 €

Ridotto (minori di 18 anni, over 65, accompagnatori di persone disabili con certificazione di disabilità pari o superiore al 75%): 13,00 €

Ridotto per possessori di Torino + Piemonte Card, Abbonamento Musei e Card Cultura: 12,00 €

Ridotto SPECIALE bambini (dai 6 ai 12 anni): 5,00 €

Ridotto OPEN: 16,00 €

Acquistabili solo in biglietteria

Ridotto Scuole: 5,00 € - prenotazione obbligatoria a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ridotto Gruppi (min. 15 persone): 13,00 € - prenotazione obbligatoria a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biglietto Ritorno: 5,00 € (biglietto per chi torna a visitare la mostra; necessario presentare un biglietto passato in cassa)

Omaggio (bambini sino a 6 anni, persone con disabilità con certificato superiore al 75%, soci ICOM, guide turistiche abilitate, giornalisti accreditati presso l’ufficio stampa Davis & Co.)

“L’ULTIMO RITRATTO: MAZZINI E LEGA, STORIE PARALLELE DEL RISORGIMENTO”

“Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini”: il capolavoro di Silvestro Lega in mostra al Vittoriano, fra arte e memoria pubblica

 

VIVE Mostre Carducci 250Il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, diretto da Edith Gabrielli, inaugura la mostra “L’ultimo ritratto: Mazzini e Lega, storie parallele del Risorgimento”, in corso fino al prossimo 8 settembre a Roma, presso la Sala Zanardelli del Vittoriano.

Al centro del progetto espositivo Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini di Silvestro Lega, un dipinto di straordinaria intensità, oltre che di assoluto rilievo artistico, in cui il Padre della Patria viene ritratto qualche ora prima della morte in tutta la sua fragile e composta umanità, ribadendo il ruolo centrale della pittura nel processo di trasmissione della memoria storica.

Ad oggi conservata nel Museum of Art, Rhode Island School of Design di Providence (USA), grazie alla volontà del Ministero della Cultura ed all’impegno diplomatico degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro Gennaro Sangiuliano, l’opera – una delle icone del nostro Risorgimento – viene esposta al Vittoriano, simbolo per eccellenza del Risorgimento, della Repubblica e dell’identità storica, artistica e culturale italiana.

L’esposizione, a cura di Edith Gabrielli, con la consulenza storica di Giuseppe Monsagrati, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è promossa e organizzata dal Ministero della Cultura e dal VIVE, in collaborazione con la Direzione Generale Musei del MiC, guidata da Massimo Osanna, e d’intesa con l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, diretto da Alessandro Campi.

“Il Vittoriano, la Casa del Risorgimento Italiano, è il luogo naturale per ospitare la mostra dedicata a Giuseppe Mazzini, che di quel processo Storico fondativo della Nazione è colui che meglio ha incarnato i valori e personificato le gesta. La dimensione del suo impegno e la sua statura politica hanno travalicato i confini della storia italiana per farne un esponente di peso del pensiero occidentale, come dimostra il fatto che Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini di Silvestro Lega, simbolo iconico di questa mostra, provenga dal Museum of Art, Rhode Island School of Design di Providence dove è custodito negli Stati Uniti. Il Ministero della Cultura si è adoperato per ottenerne il prestito e, fino all’8 settembre, insieme a oltre sessanta opere, sarà esposto a beneficio del pubblico che potrà così riavvicinarsi a questa grande figura della nostra Patria”, dichiara il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

Silvestro Lega, fervente mazziniano e seguace degli ideali repubblicani, concepì Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini il 12 marzo del 1872 a Pisa, nella casa di Pellegrino Rosselli e di sua moglie Janeth Nathan, direttamente al cospetto del corpo di Giuseppe Mazzini – morto lì due giorni prima sotto lo pseudonimo di George Brown – restituendone un’immagine del tutto inedita e lontana da quella ufficiale di eroe severo e imperturbabile che Mazzini stesso aveva contribuito a creare.

Il capolavoro di Lega dimostra la capacità della pittura, strumento interpretativo e critico di eccellenza, di competere con altre forme di conservazione della memoria pubblica dei grandi del Risorgimento, in primis con la litografia e la fotografia.

“Il Vittoriano, sede dell’Altare della Patria, rappresenta il più importante monumento che lo Stato Italiano ha dedicato al Risorgimento e dunque anche a Giuseppe Mazzini. L’eredità dei valori mazziniani si rintraccia in molte parti del complesso, quali i gruppi scultorei in bronzo raffiguranti Il Pensiero e L’Azione. È inoltre sempre qui, nel Vittoriano, che si trovano il Museo Centrale del Risorgimento e l’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano: l’uno e l’altro custodiscono reliquie e documenti mazziniani di grande importanza. La scelta del nostro Istituto da parte del Ministero della Cultura per l’organizzazione di una mostra di così alto rilievo è del tutto naturale e ha innescato una rete straordinaria di collaborazioni con ben quindici istituti museali ed enti, fra i principali custodi dell’eredità dei due protagonisti, Giuseppe Mazzini e Silvestro Lega. Lega conobbe fin da giovane il pensiero di Mazzini: l’artista divenne un seguace degli ideali repubblicani e contribuì alla causa sul campo di battaglia e con la propria arte. Lega nell’ideare e poi dipingere questa tela così innovativa percorse una strada difficile e solitaria, come in fondo ogni grande artista. In Italia, da principio furono in pochi a comprenderla, mentre all’estero fu subito accettata. Solo con il tempo è divenuta un’icona di Mazzini e del nostro Risorgimento”, afferma Edith Gabrielli, Direttrice del VIVE- Vittoriano e Palazzo Venezia.

La mostra, organizzata su due piani, è suddivisa in quattro sezioni e si completa con una sala immersiva che, attraverso la tecnologia digitale, consente al visitatore di sperimentare con un linguaggio nuovo quanto già osservato nelle sezioni analogiche.

Dedicato alla figura di Giuseppe Mazzini, il percorso espositivo del primo piano si apre con un’importante e recente acquisizione da parte dell’Istituto VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia: il Busto di Giuseppe Mazzini eseguito dallo scultore pavese Giovanni Spertini nel 1878, lo stesso anno in cui, alla morte di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, lo Stato concepì l’idea di realizzare un monumento in sua memoria, il Vittoriano appunto. L’opera di Spertini, che rappresenta Mazzini con la fascia recante uno dei suoi motti più celebri “DIO E IL POPOLO”, è stata acquistata dal VIVE sul mercato londinese e andrà ad arricchire il percorso di visita sulla storia e il mito del Vittoriano, ora in corso di realizzazione.

La seconda sezione del I piano, in particolare, approfondisce uno dei temi-chiave della mostra: il ruolo che Mazzini attribuì alla comunicazione tradizionale e di massa nonché all'elaborazione e alla diffusione della propria immagine pubblica; dalla corrispondenza alla stampa - fra cui il celebre giornale da lui stesso creato “La Giovine Italia” - fino ai maestri che riteneva precursori della pittura nazionale, quali Francesco Hayez, Giovanni Migliara e Massimo D’Azeglio. In quest’ottica il pensatore genovese esercitò un controllo serrato della propria immagine attraverso gli strumenti delle repliche in gesso, in marmo e in bronzo, della litografia e della fotografia, conscio del loro valore propagandistico.

Al secondo piano, l’esposizione si sviluppa intorno al profilo di Silvestro Lega e al ruolo centrale ricoperto da Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini, non solo nell’ambito dell’immaginario iconografico del Padre della Patria ma anche nel percorso creativo dello stesso Lega. Lega partì dal suo linguaggio, radicato nel movimento dei Macchiaioli, e tenendo presenti alcune novità della scena artistica internazionale (da Édouard Manet a Edgar Degas), maturò una cifra stilistica originale e personalissima: ne venne fuori un’immagine di Mazzini inedita, molto lontana dall’iconografia ufficiale proposta dai suoi seguaci.

La mostra annovera oltre sessanta oggetti, suddivisi fra sculture, dipinti, incisioni, fotografie, manoscritti, documenti inediti e cimeli mazziniani: fra i cimeli rientrano gli occhiali, la spada e lo scialle, già appartenuto a Carlo Cattaneo. Nel complesso, questi oggetti restituiscono al visitatore un contesto storico fedele e avvincente, permettendogli di comprendere meglio Mazzini, Lega e insieme l’intero processo risorgimentale.

A conclusione del percorso espositivo, lo spazio immersivo consente al pubblico di riflettere sui contenuti della mostra per riviverli ed assimilarli emotivamente, entrare letteralmente nell’opera d’arte così da poterne apprezzare i dettagli, nonché di verificare attraverso i monumenti quanto oggi la memoria di Giuseppe Mazzini sia viva ed attuale nel nostro Paese e nel mondo.

La mostra si avvale dell’intesa con alcuni importanti istituti che conservano la memoria di Giuseppe Mazzini e di Silvestro Lega, come la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma, la Domus Mazziniana di Pisa, l’Istituto Mazziniano-Museo del Risorgimento di Genova, il Museo del Risorgimento di Milano, il Museo del Risorgimento di Pavia, il Comune di Modigliana, la Diocesi di Faenza-Modigliana e l’Istituto Matteucci di Viareggio.

In linea con la volontà dell’Istituto VIVE di mantenere un dialogo costante con il proprio pubblico, la mostra propone un programma didattico rivolto a tutte le fasce d’età: dalle visite guidate dedicate agli adulti ai laboratori per bambini e famiglie volti ad approfondire la conoscenza della figura di Giuseppe Mazzini e del periodo del Risorgimento, dall’altro di Silvestro Lega e della pittura dell’800.

Il catalogo della mostra, edito da Electa in duplice lingua - italiano e inglese - è contenuto all’interno di un cofanetto in edizione speciale insieme al volume “Giovanni Spertini e un inedito busto di Giuseppe Mazzini del 1878”.

“Carpe Diem”

Retrospettiva dell’artista Rino Telaro

alla Training House di Caserta

 

Gennaro Telaro 3 250Rino Telaro torna a esporre a Caserta e lo fa con un’ampia retrospettiva. L’inaugurazione è per venerdì 31 maggio alle 18,30. Sede della mostra la Training House, una ex palestra in via Ferrarecce 102 a Caserta. Titolo dell’esposizione “Carpe Diem”, un invito a cogliere l’attimo, a vivere pienamente la propria esperienza di vita.

La mostra è patrocinata dal Comune di Caserta. All’inaugurazione interverrà l’assessore comunale alla cultura, il critico d’arte Enzo Battarra.

Scrive Rino Telaro: “Dopo il mio rientro in Italia nel 2015, ho partecipato a varie mostre collettive, di cui quattro organizzate da me per il Manifesto Brut (ritorno alle origini), movimento artistico fuori sistema nato in Belgio nel 2011, da me creato insieme all’amico artista belga Michäel Beauvent. La prima mostra del Movimento fu realizzata nel 2013 al Museo Magma di Roccamonfina, cittadina che rappresentava il luogo ideale per le sue caratteristiche geologiche. Scelsi Roccamonfina perché sorge alle pendici di un cratere dove sono state rinvenute delle impronte denominate “Le ciampate del Diavolo”, appartenenti all'Homo heidelbergensis, ominide che viveva nella zona circa 350.000 anni fa. Oggi ho ritenuto opportuno presentare i lavori del mio percorso artistico dal 1998 al 2024, trascorso tra Belgio e Italia, tralasciando i periodi precedenti. Spero di dare una chiara lettura del mio impegno”.

Impegno è la parola che può caratterizzare tutto il lavoro di Rino Telaro, nato a Caserta nel 1950. I suoi esordi sono negli anni Settanta, tra ricerche visive innovative e performance in strada, con una forte attenzione ai temi sociali. Ha vissuto e condotto le sue ricerche artistiche in varie città europee, soprattutto a Londra. Oggi il suo nome ha una forte valenza internazionale. Ne sono dimostrazione le ampie pagine che gli sono state dedicate nel ponderoso volume "Atlante dell’arte contemporanea 2024”, Giunti Editore, presentato il 15 maggio a Firenze e il 25 a New York.

“La ricerca artistica di Rino Telaro – dichiara Enzo Battarra – è andata sempre ben oltre la pittura, l’immagine. La stessa sagoma umana, che l’ha reso famoso, è una figura che invita chi l’osserva ad attraversarla con lo sguardo, per andare a scoprire cosa ci sia oltre i limiti dell’opera. È la traccia di un pensiero contemporaneo che deve andare necessariamente nell’altrove. La scelta di una ex palestra per l'esposizione non è casuale. Rino Telaro ama la ricerca, svolge un lavoro incessante di allenamento all’immagine, di proposta visiva che sia anche proposta sociale. Ma è la vita stessa che richiede un allenamento senza pause, una preparazione e una formazione continue. Il luogo dell’esposizione diviene così Training House. L’arte è palestra di vita”.

La mostra si concluderà il 30 giugno e resterà aperta tutti i sabati e le domeniche del mese di giugno, nei giorni feriali su appuntamento contattando il numero +39 331 730 8878.

Info:

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www.rinotelaro.it

Nico Paladini omaggia Leonardo

e il suo capolavoro perduto

con

La Battaglia di Anghiari, un’altra versione

VINCI – SPAZIO MUSEALE

via Montalbano, n.6

inaugurazione giovedì 30 maggio, ore 18

 

Foto Battaglia di AnghiariÈ un omaggio al genio universale di Leonardo la grande opera “La Battaglia di Anghiari, un’altra versione”, ultimo progetto di Nico Paladini, che sarà inaugurata il 30 maggio nel cuore storico di Vinci, presso lo spazio museale del Comune. Una tela di dimensioni eccezionali – raggiunge infatti gli undici metri di larghezza per quasi tre di altezza – con cui l’artista toscano propone una personale rivisitazione del celebre dipinto leonardiano che, andato perduto, ha dato origine ad uno degli enigmi più affascinanti della storia dell’arte. Realizzato appositamente per il Comune di Vinci, in collaborazione con l’Associazione MUD, accompagnato da una pubblicazione a cura del critico Nicola Nuti, il quadro contribuisce ad arricchire il patrimonio culturale della città, inserendosi nel percorso urbano di sculture e installazioni già dedicate al maestro del Rinascimento e ai suoi capolavori da artisti di tutto il mondo, di cui costituisce il primo contributo pittorico.

“La Battaglia di Anghiari rappresenta un capitolo fondamentale, seppur incompleto, della storia dell'arte. La sua ricerca e il suo eventuale recupero sarebbero un evento straordinario per la cultura italiana e mondiale” dichiara Giuseppe Torchia, Sindaco del Comune di Vinci.” La Città di Vinci ha deciso di reinterpretarla con un’espressione artistica contemporanea, affidata a Nico Paladini, che va ad arricchire il già consistente patrimonio artistico della Città. Dopo molti secoli, l'opera di Leonardo continua ad ispirarci e a ricordarci il potere dell'arte di trascendere il tempo e di suscitare emozioni profonde. Quest’opera di Nico Paladini rappresenta un invito a guardare oltre, a sfidare le convenzioni e a riflettere criticamente sul mondo che ci circonda.”

“È la prima volta che un'opera in olio su tela e di tali dimensioni entra a fare parte del Museo Leonardiano” prosegue Sara Iallorenzi, Vicesindaca con delega alla cultura del Comune di Vinci. “Questa Amministrazione accresce così il patrimonio artistico comunale con un’opera d’arte da collocare nella Città di Vinci e mantiene come filo conduttore fra le varie opere d’arte di proprietà pubblica il nesso con le suggestioni che ancora oggi l’eredità leonardiana esercita sul mondo della creatività contemporanea. È grazie a opere come questa che Vinci conferma la propria vitalità artistica.”

Nico Paladini, artista dalla personalità poliedrica, instancabile esploratore, speleologo, alpinista e scrittore, il cui studio si trova – curiosa coincidenza – a poca distanza dalla casa natale di Leonardo, celebra con la propria arte l’illustre concittadino. Ha scelto di farlo riconsegnando alla contemporaneità la celeberrima Battaglia di Anghiari, che il vinciano avrebbe dovuto rappresentare nella Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Vecchio, a Firenze, l’attuale Salone dei Cinquecento, ma che, mai trasposta sulla parete o forse deteriorata, fu sostituita nel 1563 dagli affreschi di Giorgio Vasari.

L’anima del capolavoro leonardiano, tuttavia, è fortunatamente sopravvissuta fino a noi grazie ad alcuni disegni preparatori originali e a diverse copie del nucleo centrale, la cosiddetta “Lotta per lo stendardo” con cavalieri e fanti, tra le quali spicca quella conservata al Louvre e attribuita a Pieter Paul Rubens (Siegen 1577 – Anversa 1640). E proprio dallo studio di questo gruppo, definito da Paladini “una composizione straordinaria, complessa, di grande fascino grafico, che nel movimento

entropico delle figure esprime sia un possibile equilibrio che un grande dinamismo”, ha avuto origine l’omaggio dell’artista. Paladini ha scelto infatti di rispettare l’idea di da Vinci e collocare la disputa per il vessillo nel cuore della sua opera. La Battaglia di Anghiari, un’altra versione ripropone la concitazione e la veemenza dell’episodio, descritto nei dettagli anche dalle fonti storiche dell’epoca, ma l’autore immagina e costruisce tutto intorno una scena più ampia, tratteggiata con colori tenui e brillanti. Lo spettatore, di fronte alla tela monumentale, ha quasi l’impressione di trovarsi nel mezzo del campo di battaglia, trasportato in un passato storico ma, allo stesso tempo, immerso in una dimensione quasi mitica, fiabesca. In alto a destra troneggia il castrum di Anghiari, che fece da sfondo al memorabile scontro tra Firenze e Milano, combattuto il 29 giugno del 1440.

Fondatore negli anni ’80 del Metropolismo, movimento seguito con interesse dai più grandi critici d’arte italiani e teorizzato da Achille Bonito Oliva, Nico Paladini spiega: “Il Metropolismo è stato un tentativo di riconfermare la pittura figurativa attraverso la sua funzione tradizionale in un momento in cui la figurazione sembrava non avere più ragione di essere. Quello che andavamo affermando era che le tematiche dei quadri dovessero avere un rapporto diretto con il sociale, che dovessero raccontare le trasformazioni provocate dalla produzione industriale, dal consumismo e dai mass media, che fossero testimoni della storia. Per queste ragioni quando ho immaginato di provare a dare un volto al dipinto perduto di Leonardo ho avvertito quasi una continuità con il mio vissuto: anche la sua pittura era figurativa e aveva raccontato la storia, con una potenza evocativa ed una maestria tale da sembrare quasi il fermo immagine di un conflitto reale. Io avrei cercato di prenderla per mano per portarla fino a noi”.

L’artista

Nico Paladini nasce ad Empoli nel 1949. Si diploma all’Istituto d’Arte di Siena e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Alla carriera professionale ed artistica affianca un’energica vocazione di viaggiatore ed esploratore, oltre che di speleologo e fotografo, che lo ha portato ad effettuare spedizioni sulle vette più alte del mondo, talvolta persino inesplorate, e a vivere esperienze estreme.

Alla fine degli anni Sessanta conosce lo scrittore Peter Kolosimo. Fonda un gruppo speleologico iniziando una intensa attività di esplorazione sotterranea. Si deve a Nico la scoperta, nel 1971, del secondo ingresso dell'Antro del Corchia, sulle Alpi Apuane, la Buca del Serpente, allora la grotta più profonda d’Italia. Organizza diverse spedizioni nelle grotte italiane, durante una di queste resta nelle cavità della terra per undici giorni. Alla fine degli anni Settanta pianifica e conduce una spedizione archeologica nella fortezza di Sacsayhuaman di Cuzco, in Perù. Nella foresta amazzonica è poi ospite del famoso esploratore Celestino Kalinowskj.

Negli anni Ottanta organizza con l’alpinista veneto Francesco Santon una lunga serie di spedizioni esplorative nell’America del Sud. Sale il Kilimangiaro, il Chimborazo, l’Aconcagua, su cui scampa la morte per un edema polmonare. Raggiunge la vetta di tre montagne senza nome nella catena Andina. Assieme ad una equipe della R.A.I. è uno dei primi europei ad arrivare ai resti dell’aereo dei “Sopravvissuti delle Ande”.

Sempre negli anni Ottanta Paladini, dopo aver lavorato molti anni come educatore in un centro per disabili, inizia l’attività di grafico e fotografo di moda, pubblicando sulle maggiori riviste del settore. Continua tuttavia a coltivare la sua passione per il disegno e la pittura, e nel 1987, grazie all’incontro e al successivo sodalizio con il gallerista Antonio Russo, realizza la sua prima mostra alla Galleria La Barcaccia di Roma, cui fanno seguito numerose esposizioni sia personali che collettive. Nello stesso periodo inizia ad elaborare i temi e i concetti che si tradurranno, di lì a poco, nella fondazione del movimento pittorico del Metropolismo, presentato ufficialmente nel giugno del 1993 a Roma, in una grande mostra allo Spazio Flaminio, inaugurata da Alberto Sughi e curata da Omar Calabrese, Renato Minore, Alberto Abruzzese e Valerio Dehò. Seguono altri eventi del movimento fino alla esposizione all’Istituto di Cultura di Madrid nel 1995 a cura di Achille Bonito Oliva.Alla fine degli anni Novanta le mostre sono intervallate da alcuni viaggi nelle zone di guerra della Bosnia, esperienza che Paladini narrerà in un racconto vincitore del premio letterario Fiorino. Seguono viaggi in Mali, Egitto e nelle zone preistoriche del Sahara libico. Proseguono le mostre personali e del Metropolismo in U.S.A., Portogallo/Spagna/ Francia (nel 2010 viene premiato al Carrousel du Louvre) Belgio/Lussemburgo, dove espone varie volte al Parlamento Europeo/Svizzera/ Olanda/ Germania e Italia, fino alla antologica del Metropolismo presentata alle Scuderie di Palazzo Ruspoli da Achille Bonito Oliva nel 2012. Recentemente ha realizzato mostre tra Francia e Italia, trattando tematiche legate all’attualità in continuità con i concetti del Metropolismo. Nel 2023 pubblica il libro “Partenze”, edito da Della Meridiana, dove racconta le sue avventure sudamericane.

 

La Battaglia di Anghiari, un’altra versione

opera di Nico Paladini

VINCI – SPAZIO MUSEALE

via Montalbano, n.6

orario: tutti i giorni dalle 10 alle 19.00

Ingresso libero

 

SHINHANGA

La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi

Mostra a cura di Paola Scrolavezza

Moyoco Anno e l’eredità del bijinga

 

Sabato 25 maggio

nelle sale di Shinhanga

un incontro dedicato alla mangaka di fama internazionale

 

Sakuran Copertina 250La mangaka Moyoco Anno, amata in tutto il mondo per i suoi shoujo manga, dedicati alle donne e alle tematiche femminili, è la protagonista dell’evento collaterale che si tiene questo weekend nelle sale di Shinhanga. La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi. Sabato 25 maggio, alle 11.30, la professoressa Anna Specchio, docente di Lingue e letterature del Giappone e della Corea all’Università di Torino, ci parlerà di lei nell’incontro Moyoco Anno e l’eredità del bijinga.

I bijinga, i ritratti di belle fanciulle, sono tra i soggetti più ricorrenti nell’arte giapponese. Sebbene il termine sia usato in riferimento alle xilografie di epoca moderna, questa forma d’arte non ha mai smesso di influenzare anche la contemporaneità, ed oggi sono i manga a veicolare tali raffigurazioni, grazie ad artiste e artisti che rappresentano donne avvenenti in chiave pop. Moyoco Anno è una di loro.

Insieme ad Anna Specchio conosceremo meglio quest’artista di fama internazionale, che ha firmato successi come “Sakuran”, “Sugar Sugar” e “Memorie di un gentiluomo”, e analizzeremo in particolare la rappresentazione della donna nei suoi fumetti e le tematiche che essi affrontano, estremamente delicate ed attuali. Tra queste, il tema dei disturbi alimentari cui è dedicato “Questo non è il mio corpo”, e il difficile rapporto tra carriera e vita sentimentale con cui deve fare i conti la giovane protagonista di “Hataraki Man”.

 

Gli eventi collaterali di “Shinhanga. La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi" sono gratuiti per i visitatori della mostra con il biglietto valido per il giorno dell’evento.

Per parteciparvi occorre comunque prenotarsi scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Dopo aver ricevuto la conferma della disponibilità del posto, è necessario confermare la prenotazione acquistando il biglietto della mostra online sul sito www.shinhanga.it.

Tutte le informazioni alla pagina degli eventi collaterali del sito www.shinhanga.it.

Il pubblico che ha già visitato “Shinhanga. La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi" ma desidera tornare a vedere la mostra può farlo, al costo di 5 €, acquistando il “Biglietto Ritorno” direttamente in cassa. Per averlo basterà presentare il titolo di ingresso utilizzato la prima volta. Chi acquista il “Biglietto Ritorno” ha il diritto, con esso, di partecipare gratuitamente anche all’evento collaterale del giorno corrente.

“Shinhanga. La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi", in corso fino al 30 giugno 2024 a Palazzo Barolo a Torino, è la prima mostra in Italia dedicata all’arte degli shinhanga, le “nuove xilografie” che nei primi decenni del Novecento rivoluzionarono la tradizionale stampa giapponese ukiyoe. Vanta oltre 80 opere originali di alcuni dei più celebri maestri shinhanga, tra cui Itō Shinsui, Kawase Hasui e Hashiguchi Goyō, mai viste in Italia e provenienti da collezioni private e dalla Japanese Gallery Kensington di Londra, ma anche preziosi kimono, fotografie storiche, riviste d’epoca e oggetti d’arredo, per ricreare l’atmosfera densa di aspettativa e nostalgia del Giappone tra le due guerre.

INFORMAZIONI

Shinhanga

Torino, Palazzo Barolo (via delle Orfane 7/A)

8 marzo – 30 giugno 2024

Orari

Martedì - mercoledì - giovedì – venerdì: 10:00 – 19:00

Sabato - domenica: 10:00 – 20:00

Aperture straordinarie

Mercoledì 1° maggio 2024

Domenica 2 Giugno 2024

Biglietti

Acquistabili online o in biglietteria

Intero: 14,50 €

Ridotto (minori di 18 anni, over 65, accompagnatori di persone disabili con certificazione di disabilità pari o superiore al 75%): 13,00 €

Ridotto per possessori di Torino + Piemonte Card, Abbonamento Musei e Card Cultura: 12,00 €

Ridotto SPECIALE bambini (dai 6 ai 12 anni): 5,00 €

Ridotto OPEN: 16,00 €

Acquistabili solo in biglietteria

Ridotto Scuole: 5,00 € - prenotazione obbligatoria a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ridotto Gruppi (min. 15 persone): 13,00 € - prenotazione obbligatoria a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biglietto Ritorno: 5,00 € (biglietto per chi torna a visitare la mostra; necessario presentare un biglietto passato in cassa)

Omaggio (bambini sino a 6 anni, persone con disabilità con certificato superiore al 75%, soci ICOM, guide turistiche abilitate, giornalisti accreditati presso l’ufficio stampa Davis & Co.)

Per l’intera giornata dell’8 marzo le donne entreranno gratuitamente

Per chi acquisterà il biglietto entro il 15 marzo, in biglietteria o online (+ commissioni di prevendita) il costo sarà di €12

A partire dal 16 marzo entrerà in vigore il tariffario standard.

Informazioni e prevendita sul sito www.shinhanga.it

Catalogo mostra: Skira (skira.net)

Doppio appuntamento questo weekend

nelle sale di Stregherie

 

Sabato 25 maggio la mostra ospita

Oracolerie. Streghe, sibille e incantamenti, una conferenza

dedicata all’arte della divinazione e al suo linguaggio

 

Domenica 26 una visita guidata per bambini

alla scoperta degli animali e delle creature

che popolano il magico mondo delle streghe

 

23 Cloth witch doll 250Sibille, profezie e creature della notte ci aspettano questo weekend nelle sale di Stregherie. Iconografia, fatti e scandali delle sovversive della storia. L’arte della divinazione e il suo linguaggio sono al centro dell’incontro Oracolerie. Streghe, sibille e incantamenti, che si tiene sabato 25 maggio alle 16, mentre domenica 26 maggio sempre alle 16, per i più piccoli, ecco una visita guidata all’esposizione con laboratorio, per scoprire insieme tutti gli animali e le figure misteriose che aleggiano attorno al magico mondo della stregoneria.

Nella pratica della divinazione, streghe, indovine, sibille e profetesse sono accomunate dal dono della parola magica. Le loro “oracolerie” e il linguaggio con cui vengono formulate sono una connessione diretta tra la visione che hanno ricevuto intimamente e il mondo esterno, e si fanno così tramite tra l’umano e il sovrannaturale. A parlarcene, nella conferenza Oracolerie, a cura dell’Accademia Studi Critici, sarà la storica dell’arte e del costume Paola Goretti, che ci guiderà attraverso un avvincente itinerario tra miti, fonti e iconografie. Alla fine ognuno potrà “pescare” il proprio oracolo della tradizione afro-brasiliana, tra sibille, rune e buzios, da tenere sempre con sé.

Domenica 26, nell’evento Animali e creature della notte, una guida esperta accompagnerà i bambini dai 6 agli 11 anni tra le sale di Stregherie, e li aiuterà a scovare, nascosti tra le opere, corvi, serpenti, civette, pipistrelli e molte altre creature amiche delle streghe. Dopo la visita, i piccoli partecipanti saranno coinvolti in un divertente laboratorio, durante il quale potranno realizzare il proprio personale animale della notte.

Gli eventi collaterali, gratuiti per i visitatori della mostra con il biglietto valido per il giorno dell’evento, sono aperti anche al pubblico esterno, ad un costo di € 8,00.

Per parteciparvi occorre sempre prenotarsi scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Dopo aver ricevuto la conferma della disponibilità del posto, è necessario acquistare il biglietto online (per la mostra o per il singolo evento), sul sito www.stregherie.it. Questo confermerà la prenotazione.

È inoltre possibile acquistare un abbonamento che permette di partecipare a tutti gli eventi collaterali della mostra, acquistabile online o direttamente in biglietteria, al costo di € 35.

 

Tutte le informazioni alla pagina degli eventi collaterali del sito www.stregherie.it.

 

Stregherie è aperta tutte le settimane dal martedì alla domenica, con orario dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00). La mostra espone una vastissima collezione di stampe e incisioni, trattati di magia occulta, feticci e amuleti, per raccontare ed evocare i riti, le storie e il folclore delle streghe.

 

 

INFORMAZIONI

STREGHERIE

Iconografia, fatti e scandali delle sovversive della storia

Bologna, Palazzo Pallavicini (via San Felice 24)

17 febbraio – 16 giugno 2024

Orari

Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

Chiuso lunedì

Aperture straordinarie

Domenica 2 giugno 2024

Biglietti

Intero € 17,00 | Ridotto € 15,00 (fino a 18 anni non compiuti, over 65 con documento, accompagnatori di disabili) | Gruppi € 14,00 (mon. 15 – max 25 persone + 1 accompagnatore gratuito) | Scuole € 6,00 (2 docenti gratuito)*

*per gruppi e scuole obbligo di prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Bologna Welcome Card e Card Cultura € 14,00

Giovedì Universitario € 13,00 (con tesserino)

Bambini da 6 a 12 anni € 6,00

Gratuito per bambini sino a 6 anni| disabili con certificato superiore al 75%| guide turistiche abilitate | giornalisti con accredito | soci I.C.O.M.

Sito internet www.stregherie.it

Catalogo mostra: Skira (skira.net)

Giornata celebrazioni “museo Michelangelo: vent’anni di esperienze”

Caserta, Museo Michelangelo / venerdì 24 maggio 2024

 

Foto VIC 20 Commodore donazione Bonetti 250Il 24 maggio 2004 fu inaugurato e aperto al pubblico il museo Michelangelo, nella sede dell’Istituto Tecnico “Buonarroti” che ne è proprietario ed ente sovraordinato.

Il Venerdì 24 maggio 2024 in Caserta, Museo Michelangelo è prevista la giornata di celebrazioni per il ventennale del museo con diversi momenti di riflessione.

Partecipazione gratuita.

“Con grande emozione avrò il piacere di entrare per la prima volta nel mondo dei musei” afferma Margherita Diana, dirigente scolastica dell’ITS “Buonarroti” da appena tre mesi e quindi direttrice del museo Michelangelo. “Da neo-direttrice del museo Michelangelo sarà lieta di accogliere le autorità e di ascoltare le relazioni dei tanti prestigiosi esperti che interverranno con l’orgoglio di rappresentare il museo e la responsabilità conseguente il mio ruolo. In questi mesi ho iniziato a conoscere la reputazione culturale raggiunta nei vent’anni di incessante attività nell’offerta di servizi educativi e divulgativi nella storia della scienza e della tecnologia e nella ricostruzione della identità storica della città e del territorio e mi impegnerò per garantire per il futuro le maggiori efficacia ed efficienza nella realizzazione della missione del museo”.

I lavori inizieranno alle ore 10.00 con i saluti istituzionali.

Alle ore 10.30 inizierà una riflessione a più voci su musei, scuole e turismo (in particolare quello scolastico) “Formare con la memoria per suscitare appartenenza” aperta a docenti, guide turistiche, agenzie di viaggio e operatori museali cui contribuiranno con relazioni il sindaco di Caserta Carlo Marino, l’assessore alla cultura di Caserta Enzo Battarra (anche in rappresentanza del Sistema Museale Terra di Lavoro, la dirigente Anita Florio e il funzionario Federico Lomolino (Regione Campania UOD musei e biblioteche), la prof.ssa Nadia Barrella (ordinaria di museologia, Università degli studi della Campania “L. Vanvitelli”), il dott. Giuseppe Scanu (presidente Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo / FIAVET Campania Basilicata), la prof.ssa Antonia Di Pippo (già direttrice museo Michelangelo).

Alle ore 12.45 alle ore 13.30 sarà inaugurata la mostra documentaria “Museo Michelangelo 2004 > 2024: 20 anni di esperienze” e sarà presentata la donazione Bonetti (macchine di calcolo e computer dal 1990 al 2010).

Dalle ore 16.00 le riflessioni saranno centrate sul tema “Musei locali: identità, esperienze creative e sviluppo territoriale” con relazioni di Anita Florio e Federico Lomolino (Regione Campania UOD musei e biblioteche), prof.ssa Antonia Di Pippo (già direttrice museo Michelangelo), dei professori Pasquale Argenziano - Alessandra Avella - Nicola Pisacane

docenti associati disegno, Università degli studi della Campania  “L. Vanvitelli”), di Maria Rosaria Iacono (già funzionario Ministero Cultura, resp. servizio educativo Reggia di Caserta)

di Marco Chemello (Wikimedia Italia) e con testimonianze di buone pratiche di Sergio Galasso (Itinerari paralleli), Giancarlo Covino (vignettista, disegnatore, architetto), Carla Bassarrello (Planetario di Caserta)  e Nives Chiavarone (responsabile dei servizi educativi museo Michelangelo).

Alle ore 17.45 si terrà la visita guidata Museo “Michelangelo”.

 

Chiuderà la giornata celebrativa (dalle ore 18.30 alle ore 19.30) Museo Michelangelo nelle testimonianze di donne e uomini del passato e del presente” un incontro con chi ha accompagnato e sostenuto la vita del museo in questi 20 anni: direttori, responsabili del servizio educativo, educatori, associazioni culturali e personalità della cultura, con testimonianze e ricordi in presenza e in remoto.

Le "Sfide" sportive diventano capolavori d'arte. In mostra le originalissime opere del Maestro Mario Russo dedicate a varie discipline. Madrina l'attrice Adriana Russo.
Dal 31 maggio al 9 giugno presso la Galleria Area Contesa, via Margutta a  Roma


Locandina Vernissage mostra Mario RussoIl senso dello sport come valore di crescita personale e come strumento educativo. Sono alcune delle tematiche al centro di “Sfide”, l’originale mostra d’arte che, dal 31 maggio al 9 giugno presso la Galleria Internazionale Area Contesa, mostrerà alcune opere del celebre pittore Mario Russo dedicate proprio alle discipline sportive che amava tantissimo. L’idea di organizzare una personale con opere incentrate su un tema insolito per l’arte contemporanea è stata proposta dalla figlia, l’attrice Adriana Russo, che ha recuperato le tele del padre grazie ad un lavoro attento e scrupoloso svolto in collaborazione con i critici Alfio Borghese e Mario Salvo e le galleriste Teresa e Tina Zurlo. L’artista di origini napoletane, la cui popolarità ha varcato in confini italiani, ha sempre ricercato strade nuove nel suo percorso artistico e come lui stesso diceva: “Spero che scatti sempre dentro di me quella molla che sappia darmi l'entusiasmo necessario per lavorare”. Proprio in una delle sue numerose esposizioni in giro per il mondo, precisamente in Canada, il Maestro Mario Russo rimase colpito dalle partite di football Canadese e più avanti rugby americano. Affascinato dalle performance dei giocatori decise di riprodurre i momenti più salienti di alcune discipline per riportare sulla tela espressioni ed emozioni di quelle “Sfide”. La mostra ad ingresso gratuito sarà inaugurata il 31 maggio ore 18.00 in via Margutta 90 a Roma con la madrina Adriana Russo e personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, dell'arte, del giornalismo.

 

LUCA GIORDANO, FILIPPO VITALE, MICCO SPADARO E GIUSEPPE SIMONELLI

IN MOSTRA AL MUSEO DIOCESANO DI NOLA

Il 18 maggio 2024, alle 18:30, presso il Museo diocesano di Nola, in occasione della Notte europea dei Musei, si inaugurerà la mostra «Non vi sarà più notte», organizzata dall’associazione culturale Meridies, in collaborazione con l’Ufficio per Beni culturali della diocesi di Nola e la Fondazione De Chiara De Maio.

Non vi sarà più notte Mostra al museo diocesano di Nola 250Sabato 18 maggio 2024, alle 18:30, si inaugurerà «Non vi sarà più notte», mostra temporanea di opere d’arte di Luca Giordano, Filippo Vitale, Giuseppe Simonelli e Micco Spadaro, organizzata dall’associazione culturale Meridies in collaborazione con l’Ufficio per i Beni culturali della diocesi di Nola e la Fondazione De Chiara De Maio. L’iniziativa si inserisce nell'edizione 2024 del “Maggio dei monumenti e della cultura nolana”, con l’obiettivo di celebrare la Notte europea dei Musei.

«Quello che proponiamo è un viaggio alla scoperta di quattro artisti napoletani che hanno saputo interpretare con straordinaria originalità la dinamica luce/ombra che caratterizza la pittura del XVII secolo. E lo faremo attraverso sei dipinti, cinque dei quali dedicati a figure bibliche e a santi cristiani, uno all’ultima cena del Signore. Come suggerisce il titolo della mostra, ispirato al versetto 5 del capitolo 22 dell’Apocalisse di San Giovanni apostolo, attraverso l’arte vogliamo provare a raccontare la fede quale cammino di continuo discernimento che, vissuto in profonda relazione con il Signore, porta a risplendere della sua salvifica luce. Si tratta di un tema che abbiamo scelto anche in relazione alla celebrazione, sabato, in Cattedrale, alle 20, della Veglia di Pentecoste, presieduta dal nostro vescovo Francesco», spiegano Antonia Solpietro, direttrice dell’Ufficio per i Beni culturali della diocesi di Nola, e Michele Napolitano, presidente dell’associazione culturale Meridies.

Due le tele esposte di proprietà della Fondazione De Chiara De Maio, a firma di Luca Giordano e Filippo Vitale. Le altre fanno invece parte della ricca e singolare collezione del Museo diocesano di Nola. La mostra durerà fino al 25 maggio 2024 e sarà visitabile dalle 18 alle 20.

«Siamo grati alla Fondazione De Chiara De Maio per averci consentito di impreziosire la nostra mostra con due opere di spessore che sicuramente provocheranno stupore in quanti verranno a farci visita», aggiungono Solpietro e Napolitano.

L’inaugurazione del 18 maggio si accompagnerà al primo turno di visita. Il Museo diocesano resterà aperto fino alle 22: volontari di Meridies saranno presenti per guidare i visitatori alla scoperta delle opere esposte. È possibile prenotarsi per sabato 18 e per i giorni successivi scrivendo al numero WhatsApp 3475461957.

Allo stesso numero sarà possibile prenotarsi anche per l’ultimo appuntamento in programma per il “Maggio dei monumenti e della cultura nolana”, previsto per domenica 26 maggio quando ad essere aperta ai visitatori sarà l’elegante Villa Romana di Lauro, situata a confine con il limitrofo comune di Taurano. Tutti gli eventi sono gratuiti.

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