in Mostra

Locandina Mostra Ville Vesuviane 250La Fondazione Ente Ville Vesuviane promuove la mostra personale del pittore Ugo Levita dal titolo Ondaperpetua. - “E’ difficile esprimere in poche parole l’orgoglio e la soddisfazione del sottoscritto e dell’intero Consiglio di Gestione della Fondazione Ente Ville Vesuviane per avere la possibilità di ospitare, nella nostra meravigliosa Casina dei Mosaici, la mostra Ondaperpetua del maestro Ugo Levita”- così parla dell’evento il presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane dr. Gennaro Miranda. La mostra è a cura del dr. Ferdinando Creta e si svolgerà all’interno delle Sale espositive della Casina dei Mosaici del Parco sul Mare di Villa Favorita a Ercolano.                                                                                                                      La Casina è un suggestivo scrigno, impreziosito con mosaici di madreperla, scaglie di vetro e porcellana provenienti dalla Real Fabbrica di Capodimonte, all’interno di un parco da cui si accede direttamente al mare. In questo spazio di Villa Favorita c'è una fascinazione, quella del "genius loci", il Senso del luogo, un arcaico abbraccio fra la Sirena Partenope e lo Sterminator Vesevo di leopardiana memoria, che non a caso vide il poeta soggiornare in una delle ville ora gestita dalla fondazione.

L'inaugurazione avverrà il giorno 27 aprile h 17.00 alla presenza del curatore, del Presidente e dei Consiglieri di gestione della Fondazione e del direttore generale dr. Roberto Chianese.                      

Saranno in esposizione circa 40 opere pittoriche e un'istallazione.

È desiderio dell'artista di origini campane, nato ad Acerra ma che vive a Todi in Umbria da diversi anni, di poter tornare con questo progetto alle sue autentiche radici e celebrare la peculiare unicità della Campania Felix, che vede il ritorno in zona Napoli dell’artista dopo un’assenza in città più che ventennale dalla sua ultima mostra personale; con una parentesi beneventana nel 2016 ad ARCOS- Museo d’arte contemporanea del Sannio, diretto dallo stesso Ferdinando Creta e presentata in gemellaggio con la Galleria ETRA di Firenze da Francesca Sacchi Tommasi e Vittorio Sgarbi.

Il titolo della mostra, come le mostre precedenti, è Ondaperpetua. Levita in occasione della mostra presenterà un'opera inedita di notevoli dimensioni realizzata appositamente ed ispirata a Villa Campolieto, a Villa Favorita, una Danza dei Pianeti sulle acque del Miglio d’Oro.

Tale ispirazione nasce dall'Onda eterna che accoglie l'immensità leggendaria e mitologica del Golfo di Napoli. Un'Onda che piano piano si rigenera dai fiumi e dalle sorgenti della Terraferma per unirsi al mare. Un'Onda che racconta, raccoglie e sancisce il rapporto con le acque e il Vesuvio e i suoi abitanti. Un'Onda che ci riporta al Tempo Circolare dove ogni sentiero è una metafora che ripercorre il viaggio dell'esistenza, il legame che tiene insieme una terra bagnata dal mare ma sospesa sul Fuoco.

L'artista è stato definito “pittore di altari laici". Coinvolge nella sua ricerca figurativa, surreale e onirica, una certa visione “sacrale” dove come in un rito propiziatorio, inconscio e collettivo, ciascun spettatore trova nel confronto con l'opera la sua personale determinazione.

[…] Vicino e lontano da un quotidiano frenetico e caotico, attraverso un processo liberatorio, Levita si muove verso dimensioni felicemente armoniche, spinto da una necessità dell’esserci. La magia surreale rappresenta in qualche modo la sublimazione del suo immaginario. Così ci racconta il curatore Creta.    

La sua ricerca artistica non è trasognata esecuzione, struggimento dell´anima, nostalgia, non è afflitta separazione: essa è l´espressione metaforica collettiva del “fare artistico”, al fine di attraversare le tensioni che generano la creatività, ricercando nell'arte non solo la Bellezza, ma nuove possibilità. Le opere diventano pregnanti nello spettatore, come una sorta di specchio dove si possono indagare i misteri della psiche, del sogno, della propria biografia, affacciandosi al mondo attraverso le finestre degli occhi. L'autore non ci fornisce risposte, restando egli stesso sorpreso e umile, i suoi dipinti raccontano senza parole, sono maschere contemporanee, storie di denuncia, di ultimi istanti, partenze e ritorni, di incontri, di occasioni mancate, di pianeti vicini, di veglie e di addii... Il visitatore diventa la storia attiva, il traghettatore che trova nei quadri motivazioni inedite, in un viaggio in cui si scopre magicamente parte integrante. Una ricerca del “senso” all’interno del non-sense, come ci suggerisce lo stesso Levita.

Alla mostra si accederà con ingresso libero dal 28 aprile 2024 al 26 maggio 2024 con i seguenti orari: Martedì - Sabato 10-18. Domenica 10-13. Lunedì chiuso.

Per informazioni +393397581914.

Sito web: www.ugolevita.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 T0A3742 250Il Parco Archeologico di Pompei e il Museo di Palazzo Grimani di Venezia presentano la mostra personale (anteprima museale internazionale) Wael Shawky I Am Hymns of the New Temples أنا تراتیل المعابد الجدیدة di Wael Shawky 17 aprile-30 giugno 2024 Museo di Palazzo Grimani, Ala Tribuna Castello, Rugagiuffa 4858, Venezia Inaugurazione su invito e in presenza dell’artista e dei curatori martedì 16 aprile 2024 | dalle ore 17.00 alle ore 20.00

Apre al pubblico mercoledì 17 aprile 2024, nella sede del Museo di Palazzo Grimani (“Ala Tribuna”) a Venezia, la mostra personale (anteprima museale internazionale) dell’artista egiziano Wael Shawky (Alessandria d’Egitto, 1971) intitolata I Am Hymns of the New Temples- الجدیدة المعابد تراتیل أنا. A cura di Massimo Osanna (Direttore Generale Musei del Ministero della Cultura), Andrea Viliani (Coocuratore del programma Pompeii Commitment. Materie archeologiche) e Gabriel Zuchtriegel (Direttore del Parco Archeologico di Pompei), la mostra è organizzata in collaborazione fra il Museo di Palazzo Grimani e il Parco Archeologico di Pompei. La mostra riunisce l’opera filmica I Am Hymns of the New Temples - الجدیدة المعابد تراتیل أنا – realizzata dall’artista nel 2023 e che, dopo la sua anteprima al Parco Archeologico di Pompei, viene presentata a Venezia in anteprima museale internazionale – e una selezione di opere scultoree multi-materiche e disegni realizzati dall’artista fra il 2022 e il 2024. Il progetto espositivo è concepito come un dialogo ideale fra spazi e tempi differenti, in cui le opere contemporanee coesistono con le opere archeologiche e i saloni storici di Palazzo Grimani, delineando un percorso che dal Camaron d’Oro conduce prospetticamente alla cosiddetta Tribuna, nota anche come Antiquarium o Camerino delle Antichità, vero e proprio fulcro del palazzo e delle sue narrazioni. Le quattro sale dell’ala Tribuna del Museo di Palazzo Grimani sono riconfigurate dall’artista Wael Shawky (Alessandria d’Egitto, 1971) come un racconto in cui evocare la coesistenza di una molteplicità di spazi e tempi differenti, di fatti storici e narrazioni mitiche, di creature che sono insieme animali, minerali e vegetali, reali e fittizie. Come all’epoca di Giovanni Grimani, patriarca d’Aquileia – che, prendendo a suo modello lo zio cardinale Domenico Grimani, fece della loro dimora patrizia il palcoscenico in cui l’antichità greca e romana si incontrava con le istanze del rinascimento – Shawky predispone queste sale a divenire una macchina del tempo e le connette fra loro per coinvolgerci in un viaggio nella memoria e nella fantasia. Costituita lungo il corso del XVI secolo, la collezione di sculture, rilievi in marmo, vasi, bronzetti e gemme riunita dal Patriarca Giovanni Grimani rese il palazzo, e in particolare la Tribuna, una delle più straordinarie testimonianze del rapporto fra l’antichità classica e la cultura rinascimentale e umanistica, celebre in tutta Europa e già allora oggetto di visita di eruditi, principi e alti prelati. Dopo la donazione del Patriarca alla Serenissima Repubblica e il trasferimento in area marciana della raccolta nel 1594, tra il 2019 e il 2021 questa è tornata a riunirsi con le sale del Palazzo. Il progetto espositivo – in cui sono riunite l’opera filmica I Am Hymns of the New Temples - e una selezione di disegni e opere multi-materiche in bronzo, ceramica e vetro – è concepito come un dialogo con gli affreschi e le decorazioni del Palazzo, in cui le opere contemporanee si confrontano con le opere archeologiche per delineare un percorso che dal Camaron d’Oro conduce alla cosiddetta Tribuna, nota in passato come Antiquarium o Camerino delle Antichità. Vero e proprio fulcro del Palazzo e delle sue narrazioni storiche e simboliche, essa è posta prospetticamente in asse con l’opera filmica di Shawky: come se la Tribuna Grimani e I Am Hymns of the New Temples potessero essere la mimesi l’una dell’altra due versioni della stessa storia. Se la narrazione a Palazzo Grimani articola infatti il tema della giustizia divina e dell’ascesa dell’anima verso il Dio cristiano, in quella di Shawky la giustizia si afferma nell’avvicendarsi di distruzioni e ricreazioni, fra il volere delle divinità e le reazioni degli esseri umani delle antiche leggende mediterranee da cui ha avuto origine la moderna civiltà europea. Narratore di processi conoscitivi ed espressivi sospesi fra il documentabile e l’immaginabile, Shawky evoca una dimensione al contempo fattuale e immaginifica della cultura e della natura, come se esse non fossero mai definibili una volta e per sempre o da un solo punto di vista, e ci predispone a una posizione di consapevolezza e, insieme, di meraviglia nei confronti dei meccanismi, antichi e contemporanei, con cui i fatti storici, sociali e culturali sono stati interpretati e si sono trasmessi fino noi. I Am Hymns of the New Temples – girata fra le rovine di un’antica città apparentemente distrutta nel 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio, divenuta un sito leggendario ma poi riemersa dalle sue stesse rovine nel 1748 – ci racconta ciò che rende Pompei un vero e proprio multiverso in cui realtà e immaginazione non sono più distinguibili, un ecosistema multispecie, un magnificente teatro in cui tutte le culture mediterranee si sono inevitabilmente connesse. L’opera diviene così il racconto epico – incarnato nell’insieme poroso di templi, sculture, affreschi, mosaici ma anche nei fertili e fluidi paesaggi naturali vulcanici che li circondano – del bisogno di inventare, raccontare e tramandare sempre nuove storie, attraverso cui gli esseri umani hanno dato e continuano a dare un senso a ciò che desiderano, temono, ignorano, e alla loro pulsione di rapportare fra loro materiale e spirituale, giustizia e ingiustizia, fine e inizio. Un bisogno che proprio la dimensione del mito riesce a restituirci, ancor più di qualunque cronaca storica, nella sua contraddittoria e irredimibile umanità. Nel flusso delle tante lingue e versioni con cui gli antichi miti sono stati scritti o raffigurati a Pompei, nelle peripezie delle loro divinità, personaggi, rituali e simulacri, Shawky comprende che queste storie millenarie sono quindi nuovi inni (componimenti, canti, fabulae… storie) perché siamo tornati appunto a raccontarli di nuovo, radicandovi le nostre sempre nuove, possibili, molteplici interpretazioni. In questa sua storia pompeiana – che l’artista racconta sulla scorta di storie precedenti di altri autori – non solo torniamo a ricordarci di esserci già estinti e di essere già rinati – dopo le inondazioni dei diluvi primordiali, come dopo l’eruzione del Vesuvio – ma scopriamo anche che colei che, in questa storia, i greci chiamavano Io, divenne in Egitto Iside, come il figlio-compagno Epafo divenne Osiride: le storie infatti si richiamano l’un l’altra e si sovrascrivono fra loro, sono come dei nuovi templi in cui continuare a raccontare le nostre storie. La mostra è organizzata in collaborazione fra la Direzione regionale Musei Veneto – Museo di Palazzo Grimani e il Parco Archeologico di Pompei, e accompagna la partecipazione dell’artista alla 60. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, in cui Shawky rappresentare la Repubblica Araba d’Egitto al Padiglione Egitto. Il progetto dell’opera I Am Hymns of the New Temples è vincitore dell’avviso pubblico PAC2020-Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e costituisce la prima opera prodotta, nel 2023, nel contesto del programma Pompeii Commitment. Materie archeologiche promosso dal Parco Archeologico di Pompei, il primo sito archeologico al mondo a dotarsi di un programma di lungo termine e di una collezione permanente dedicati alle arti contemporanee, con l’obiettivo di ricercare e valorizzare la contemporaneità dei temi e dei valori espressi dal patrimonio archeologico italiano e internazionale. Istituzione partner per la valorizzazione internazionale dell’opera filmica è il LaM-Lille Métropole Musée d’art moderne, d’art contemporain, d’art brut. Hanno inoltre collaborato alla realizzazione dell’opera anche Fondazione Teatro di San Carlo e Accademia di Belle Arti di Napoli, con il supporto di Galleria Lia Rumma, Milano-Napoli. QUOTE DEI CURATORI Gabriel Zuchtriegel: “L’opera di Shawky, straordinaria e ispirata a Pompei, oggi presentata nell’ambito di una prestigiosa rassegna d’arte e frutto di una collaborazione tra istituzioni, è un esempio di come le nostre radici possano continuamente essere raccontate attraverso lo sguardo e il sentire attuale. L’arte contemporanea è il filtro del presente sulla storia. Shawky entra nel novero degli artisti che si avvicinano a Pompei riconoscendo nella città il luogo di mille storie: quelle antiche e magiche, che in essa spesso devono ricercare un’origine; quelle contemporanee all’eruzione, che documentano la fatica del vivere; quelle moderne che si trovano a dover riconoscere nella città antica un imprescindibile punto di riferimento per le aree urbane e le periferie che oggi la circondano. Una molteplicità di storie, che corrisponde ad una molteplicità di punti di vista”. Massimo Osanna: "Il patrimonio culturale che ereditiamo dal passato comporta l'assunzione di precise responsabilità: abbiamo il compito di continuare a tutelarlo e a promuoverlo, ma anche quello di mantenerlo vivo fornendo e supportando interpretazioni che lo rendano sempre più accessibile e più coinvolgente per i pubblici contemporanei. L'archeologia è del resto non solo scavo del passato ma progettazione del e nel nostro presente. La commissione e l'opera filmica dell’artista Wael Shawky hanno interpretato in modo straordinario questa prospettiva molteplice, rivelando come Pompei sia ancora oggi un sito dinamico di studio e ricerca e un grandissimo attore della cultura mondiale, oltre che una città a suo modo ancora vitale e contemporanea, immersa come era — e come è appunto ancora – nei flussi e negli scambi culturali che attraversano tutto il Mediterraneo, e molto oltre". Andrea Viliani: "La mostra di Wael Shawky rappresenta l'apice della programmazione pluriennale di Pompeii Commitment. Materie archeologiche, il programma dedicato alle arti e culture contemporanee del Parco Archeologico di Pompei concepito e sostenuto con una visione al contempo responsabile e sperimentale da Massimo Osanna e Gabriel Zuchtriegel, a entrambi i quali va non solo il mio ringraziamento, come curatore del programma, ma anche quello delle decine di artiste e artisti che vi stanno partecipando da tutto il mondo, a partire da Wael Shawky. Il quale ha interpretato Pompei come il palinsesto e l'ecosistema in cui si intrecciano fra loro tutte le culture e le nature mediterranee, realtà storica e leggende mitiche, passato, presente e futuro: un simbolo universale di coesistenza e rigenerazione, che diviene esemplare anche per il nostro presente". Il progetto è vincitore dell’avviso pubblico "PAC2020 - Piano per l’Arte Contemporanea", promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura

IL MIO INFERNO – VIAGGIO MULTIMEDIALE NEI GIRONI DANTESCHI

A Napoli, dal 4 aprile al 19 aprile, nella Basilica di San Francesco di Paola in Piazza del Plebiscito,

apre al pubblico la mostra multimediale sull’Inferno dantesco.

 

Dante profeta di Speranza provoca i giovani e ne interroga l’esistenza.

TESTATA LOCANDINA DANTE 250Dante, profeta disarmato per eccellenza, parla ancora oggi al cuore dell’uomo. Il Poeta che mai risparmia, nella sua Commedia, la condanna verso la corruzione mondana, colui che vuole cambiare il mondo, intrecciando la catena di endecasillabi con l’utopia e l’anacronismo, garanzia di eterno presente, porta al mondo un messaggio di salvezza per un’umanità deviata e corrotta, di riscatto dalla degenerazione del suo tempo, di cui l’esilio immeritato è manifestazione esemplare.

«Dante profeta di speranza non vuole essere l’ennesima mostra dotta o divulgativa su Dante Alighieri. Quando l’abbiamo immaginata avevamo ben chiaro lo scopo: fare in modo che i giovani si accostassero con passione alla lettura della Divina Commedia, trovando in essa un contributo fondamentale alla loro crescita umana e spirituale». La mostra multimediale, come afferma l’Associazione Rivela di Verona, che l’ha ideata, ripercorre il viaggio di Dante nell’Inferno con il commento del prof. Franco Nembrini e le straordinarie illustrazioni realizzate da Gabriele dell’Otto, fumettista della Marvel edito da Mondadori. Sono 34 le tappe, scandite da altrettante tavole accompagnate da approfondimenti e riflessioni. Emerge per esempio il “vagare per la selva oscura” nella quale Dante incontra Virgilio, poi il passaggio della Porta dell’inferno; lungo i gironi si susseguono gli incontri con Paolo e Francesca, Farinata degli Uberti, Cerbero e Lucifero, non solo attraverso le illustrazioni, ma anche grazie ad un itinerario multisensoriale fatto di proiezioni d’immagini, video e suoni. E la definizione di Dante quale “profeta di speranza” annuncia subito che, qualsiasi sia l’Inferno che si attraversa, è sempre possibile uscire “a riveder le stelle”.

Per iniziativa dell’Associazione Giovanni Marco Calzone APS, la mostra è ospitata a Napoli dal 4 al 19 aprile nella Basilica di San Francesco di Paola in piazza del Plebiscito. Sarà aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00 (info e prenotazioni su https://danteprofetadisperanza.it/tutti-gli-eventi/il-mio-inferno-napoli/ ).

«Vale la pena fare la fatica di leggere Dante? - si chiede Nembrini - Vale la pena se si parla con Dante, cioè se si entra nella letteratura con le proprie domande, i propri drammi, ilAllestimento mostra 250 proprio interesse per la vita. Allora, improvvisamente, Dante parlerà. Parlerà al nostro cuore, alla nostra intelligenza, al nostro desiderio; ed è un dialogo che una volta cominciato non finirà più» La domanda e la risposta del saggista Franco Nembrini trovano riscontro nella modalità di organizzazione della mostra. Si tratta infatti di un percorso guidato, in cui a fare da ciceroni saranno circa 100 ragazzi e ragazze del triennio delle scuole superiori napoletane. Hanno aderito alla proposta molte studentesse e studenti dai licei Margherita di Savoia, Sacro Cuore e Vittorio Emanuele II – Garibaldi, altri ancora attraverso associazioni, parrocchie e centri culturali: i giovani assumeranno dunque il ruolo di guida culturale durante la mostra. Preparati attraverso un percorso formativo, inserito a pieno titolo nei Percorsi di Competenze Trasversali per l’Orientamento (PCTO) delle scuole superiori, i ragazzi hanno seguito lezioni tenute in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, Dipartimento di studi Umanistici e gruppo di ricerca di Naples Dante Project (info: www.dante.unina.it).

Patrocinano l’iniziativa: Regione Campania, Comune di Napoli, Comune di Battipaglia, Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Ufficio Scolastico Regionale della Campania, Arcidiocesi di Napoli, Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, Diesse Campania, UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), CONSVIP, Love studio, Forum per le Associazioni Familiari della Campania e Forum dei giovani di Battipaglia.

Concluso il percorso napoletano, la Mostra farà tappa a Battipaglia dal 23 aprile al 3 maggio.

 

SHINHANGA

La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi

Mostra a cura di Paola Scrolavezza

 

Proseguono con un nuovo appuntamento

gli eventi collaterali organizzati in occasione di Shinhanga

 

Sabato 6 aprile l’esposizione ospita

Il linguaggio nascosto del kimono,

un incontro dedicato all’iconico abito tradizionale

del Sol Levante

 

Allestimento Foto di Andrea Cordero MIG2287 bassa 250Prosegue questo weekend, con un nuovo appuntamento, il calendario degli eventi collaterali dedicati all’arte e alla cultura del Sol Levante organizzati in occasione di Shinhanga. La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi, in corso nelle sale di Palazzo Barolo a Torino. L’esposizione, che presenta per la prima volta al pubblico italiano la straordinaria corrente artistica degli shinhanga, sabato 6 aprile ci porta alla scoperta del kimono, l’abito tradizionale giapponese, ormai un’icona della moda e della cultura nipponica, e dei significati nascosti dietro alle sue forme e ai suoi colori.

A parlarcene, nell’incontro Il linguaggio nascosto del kimono, alle 11.30, sarà la ricercatrice tessile Chiara Bottelli, che ci illustrerà il processo di produzione di questo particolarissimo indumento, per poi passare agli aspetti più estetici e simbolici. Il kimono, termine che letteralmente significa “cosa da indossare”, non è infatti solo un abito, ma l’emblema immediato di una cultura, di uno stile, della sensualità e della grazia femminile. Equivale a una dichiarazione di identità e ci parla, attraverso un complesso sistema di riferimenti simbolici, della personalità di chi lo indossa.

Il kimono, almeno in apparenza, si è mantenuto lo stesso nel corso dei secoli, ma in realtà le caratteristiche dei suoi elementi costitutivi sono cambiate nel tempo, e per questo ogni capo può raccontarci molto di sé: osservandolo si può risalire al periodo storico in cui è stato prodotto, alla stagione dell’anno, al livello di formalità e persino alla natura dell’evento in cui viene indossato. Chiara non mancherà di spiegarci come il kimono incarni alla perfezione l’ideale estetico giapponese, che predilige il nascosto all’ostentazione, e come questo raffinato abito sia divenuto lo strumento di una vera e propria “arte della seduzione”.

Gli eventi collaterali di “Shinhanga. La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi" sono gratuiti per i visitatori della mostra con il biglietto valido per il giorno dell’evento.

Per parteciparvi occorre comunque prenotarsi scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Dopo aver ricevuto la conferma della disponibilità del posto, è necessario confermare la prenotazione acquistando il biglietto della mostra online sul sito www.shinhanga.it.

Tutte le informazioni alla pagina degli eventi collaterali del sito www.shinhanga.it.

A partire da questa settimana, il pubblico che ha già visitato “Shinhanga. La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi" ma desidera tornare a vedere la mostra può farlo, al costo di 5 , acquistando il “Biglietto Ritorno” direttamente in cassa. Per averlo basterà presentare il titolo di ingresso utilizzato la prima volta. Chi acquista il “Biglietto Ritorno” ha il diritto, con esso, di partecipare gratuitamente anche all’evento collaterale del giorno corrente.

Realizzata con il patrocinio del Comune di Torino e del Consolato Generale del Giappone a Milano, “Shinhanga. La Nuova Onda delle Stampe Giapponesi", a cura di Paola Scrolavezza, è aperta al pubblico fino al 30 giugno 2024. La mostra vanta oltre 80 opere originali di alcuni dei più celebri maestri shinhanga, tra cui Itō Shinsui, Kawase Hasui e Hashiguchi Goyō, mai viste in Italia e provenienti da collezioni private e dalla Japanese Gallery Kensington di Londra, ma espone anche preziosi kimono, fotografie storiche, riviste d’epoca e oggetti d’arredo, per ricreare l’atmosfera densa di aspettativa e nostalgia del Giappone tra le due guerre.

INFORMAZIONI

Shinhanga

Torino, Palazzo Barolo (via delle Orfane 7/A)

8 marzo – 30 giugno 2024

Orari

Martedì - mercoledì - giovedì – venerdì: 10:00 – 19:00

Sabato - domenica: 10:00 – 20:00

Aperture straordinarie

Domenica 31 marzo 2024

Lunedì 1° aprile 2024

Giovedì 25 aprile 2024

Mercoledì 1° maggio 2024

Domenica 2 Giugno 2024

Biglietti

Acquistabili online o in biglietteria

Intero: 14,50 €

Ridotto (minori di 18 anni, over 65, accompagnatori di persone disabili con certificazione di disabilità pari o superiore al 75%): 13,00 €

Ridotto per possessori di Torino + Piemonte Card, Abbonamento Musei e Card Cultura: 12,00 €

Ridotto SPECIALE bambini (dai 6 ai 12 anni): 5,00 €

Ridotto OPEN: 16,00 €

Acquistabili solo in biglietteria

Ridotto Scuole: 5,00 € - prenotazione obbligatoria a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ridotto Gruppi (min. 15 persone): 13,00 € - prenotazione obbligatoria a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biglietto Ritorno: 5,00 € (biglietto per chi torna a visitare la mostra; necessario presentare un biglietto passato in cassa)

Omaggio (bambini sino a 6 anni, persone con disabilità con certificato superiore al 75%, soci ICOM, guide turistiche abilitate, giornalisti accreditati presso l’ufficio stampa Davis & Co.)

Informazioni e prevendita sul sito www.shinhanga.it 

Catalogo mostra: Skira (skira.net)

La Galleria dell’Accademia di Firenze

aperta per Pasqua e straordinariamente lunedì 1 aprile

nuove aperture anche in occasione del 25 aprile e dell’1 maggio,

mentre il 7 aprile torna la Domenica al Museo

 

Galleria Accademia Firenze 250Tante saranno le occasioni per ammirare i capolavori della Galleria durante le prossime festività, a partire dalla settimana santa. Il museo, infatti, sarà aperto regolarmente domenica 31 marzo in occasione della Pasqua dalle 8.15 alle 18.50 (ultimo ingresso 18.20) e straordinariamente aperto Lunedì dell'Angelo 1 aprile (Pasquetta), sempre dalle 8.15 alle 18.50 (ultimo ingresso 18.20). In occasione della domenica al museo o delle aperture pasquali sarà possibile visitare, fino al 14 aprile, la mostra Pier Francesco Foschi (1502-1567). Pittore fiorentino che presenta dipinti dimenticati e propone confronti inediti con le opere di Andrea del Sarto come l’accostamento tra il Sacrificio di Isacco del Cleveland Museum of Art, realizzato dal maestro, e la copia su tela dello stesso soggetto eseguita da Foschi, oggi conservata nella Villa di Poggio Imperiale a Firenze.

L’esposizione con prestiti che vanno dalla Galleria Borghese al Rijksmuseum, dalla Morgan Library al Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, inoltre, ha il merito di riunire insieme elementi di polittici smembrati, come ad esempio la Pala della Madonna del Piano, realizzata nel 1539 per il convento di San Benedetto a Settimo (Cascina, Pisa), ricongiunta con le sue predelle.

Altre giornate di festa in cui la Galleria dell'Accademia di Firenze sarà regolarmente aperta e visitabile dalle 8.15 alle 18.50 (ultimo ingresso 18.20) saranno: giovedì 25 aprile, con ingresso gratuito, in occasione della Festa della Liberazione e mercoledì 1 maggio per la Festa del Lavoro. Come ogni prima domenica del mese, invece, il 7 aprile tornerà la “domenica al museo” – l’iniziativa introdotta dal MiC-Ministero della Cultura che interessa i musei e i parchi archeologici statali – e la Galleria dell’Accademia di Firenze sarà aperta gratuitamente al pubblico. L’orario di apertura è il consueto, dalle 8.15 alle 18.50 (ultimo ingresso 18.20), non è consentita la prenotazione.

Ad esclusione di domenica 7 e giovedì 25 aprile, per tutti gli altri giorni è previsto il regolare pagamento del biglietto di ingresso ed è consigliata la prenotazione (al costo di 4 euro) disponibile tramite call center al numero di telefono +39 055 294883 oppure online sul sito ufficiale del Museo al seguente link: https://www.galleriaaccademiafirenze.it/visita/#.

LA GEOMETRIA E IL SOFFIO

Ricordando Crescenzo Del Vecchio

a cura di Ferdinando Creta

Palazzo Lembo - Via Porta da Capo - 82020 Baselice

Benevento, 28 marzo 2024 > 30 giugno 2024

Opening 28 marzo 2024 ore 17:00 > 20:00

franco marrocco leco del bosco 05 sempione news 350x250 250La mostra LA GEOMETRIA E IL SOFFIO. Ricordando Crescenzo Del Vecchio dell’artista Franco Marrocco riprende la trama e la tradizione che Baselice ha segnato con la sua storica Biennale d’arte contemporanea. Nel 1987 l’artista baselicese scriveva: “Siamo così, arrivati ai venti anni della mostra, io mi auguro che resti questa iniziativa per sempre, come esempio di impegno culturale in una zona che per molti versi viene tenuta in disparte e come segno di volontà di cambiamento, senza violentare quella che è l’identità storica e culturale del nostro piccolo, ma grande e generoso Paese”. Con la mostra di Franco Marrocco, collega ed amico di Crescenzo Del Vecchio, Baselice nel ricordare il suo illustre cittadino, ripropone la sua attenzione all’arte contemporanea, proponendo un interessante spaccato di opere, in parte oppositamente realizzato per questa occasione, di uno degli artisti italiani, oggi, maggiormente impegnato in prima fila nel dibattito dedicato alla pittura e ai suoi processi di rinnovamento. Una mostra ariosa, di grandi dipinti ma che conservano il rigore di atmosfere sospese, di silenzi, di lunghe pause di riflessione. Marrocco negli spazi di Palazzo Lembo mette in scena le pagine più significative di un ciclo pittorico di raffinata bellezza e, in particolare di profonda carica etica. Un momento magico nel quale l’artista proietta stati emotivi, traducendoli in quei lunghi sguardi che la pittura riesce ad elaborare, e spinge l’animo oltre l’intreccio dei fitti rami del bosco, cioè di quell’ansia che il quotidiano detta al nostro essere. Anche se è nato solo nell’ultimo centro della Campania che si affaccia sulle terre del basso Lazio, Marrocco lo sentiamo un’artista nostro, potremmo dire uno di casa, potremmo dire uno di casa, pensando a quanto di questo clima lui trasporta nella solarità della sua tavolozza. Gli anni di formazione nel frusinate, la lunga esperienza condotta tra la fine degli anni Settanta e la prima metà degli Ottanta a Roma, poi il trasferimento a Milano dove per lungo tempo ha diretto l’Accademia di Brera, non ha disperso quel patrimonio di libertà espressiva che alberga nel suo immaginario. La pittura di Marrocco è caratterizzata da una immaterialità che sostanzialmente evoca, e non rappresenta più, il reale con tutte le sue emozioni e complessità: la figurazione a cui tende non richiama una mimesi della figura umana, ma si risolve nei termini di una sintesi formale fondata sul dialogo libero tra dense pennellate di materia cromatica che, attraverso bagliori di luce, definiscono il rapporto figura/sfondo.

Giovedì 28 marzo alle ore 17,00 Palazzo Lembo riapre le porte all’arte contemporanea. Il sindaco di Baselice Lucio Ferella insieme all’assessore al turismo della Regione Campania Felice Casucci apriranno non solo la mostra di Franco Marrocco, ma, nel ricordo di Crescenzo Del Vecchio, daranno il via ad una nuova stagione dell’arte contemporanea a Baselice.

Franco Marrocco, nato a Rocca di Evandro (CE) nel 1956, si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone. È docente di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Brera Milano, dove è stato direttore per due mandati consecutivi dal 2012 al 2018 e Presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori della Accademia di BB.AA. Vive e lavora Saronno.

Delle numerose mostre personali tenute dal 2000, si segnalano: 2000 – Caserta, Palazzo Reale; Como, San Pietro in Atrio “Contemporanea Como 5”; 2001 – Ravello (SA), Villa Rufolo; 2002 – Maratea (PZ), Studio Memoli “Il filo di Arianna”; 2003 – Latina, Galleria Romberg; 2004 – Saronno (VA), Galleria Il Chiostro; 2005 – Cassino (FR), Museo Archeologico, Biblioteca Comunale e Palazzo Comunale; Frosinone, Villa Comunale; 2006 – Sora (FR), Museo Civico; 2007 – Matera, Galleria Memoli; 2008 – Potenza, Galleria Memoli; Busto Arsizio, Galleria Memoli; 2009 – Vienna, Palazzo Sternberg – Istituto Italiano di Cultura; Priverno (LT), Abazia di Fossanova “Evocazione ed Ascolto. Un’opera in quattro tempi”; Piacenza, Cripta del VComplesso Abbaziale di San Sisto e Palazzo Vescovile “Alito e Costato”; Castello di Vigoleno (PC) “Bagliori”; Palermo, Oratorio di Santa Cita “Braci, Tracce, Traettorie”; 2010 – Milano, Complesso di San Simpliciano – Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale; Milano, Chiesa di San Cristoforo “Logos-Sarx”; 2011 – Milano, Museo Diocesano “Trittico”; Sartirana Lomellina (PV), Castello e Pila; 2012 – Capua (CE) Museo Civico d’Arte Contemporanea “Terra di lavoro”; Baronissi (SA), Museo FRaC; Vicenza, Galleria Valmore “Il corpo della pittura”; Alatri (FR), Chiostro di San Francesco “La foresta pietrificata”; Maloja, Bregaglia (Svizzera), Chiesa Bianca “Das geistige in der nature”; Nova Milanese (MI), Villa Brivio “Lo spirituale nel naturale” con Alessandro Savelli; 2013 – Milano, Santa Maria delle Grazie - Sacrestia del Bramante – “Ascesa”; 2014 Francavilla a Mare (CH), Museo della Fondazione Michetti “Call for paper”; Milano, Santa Maria dell’Incoronata “Alito”; Los Angeles (USA), Building Bridges - Art Foundation “Work on paper”; 2015 - Los Angeles (USA), Building Bridges - Art Foundation “Franco Marrocco. The red studios & other works”; Ensenada (MEXICO) CEARTE Centro Estatal de las Artes “Espozos y planos en la pintura de Franco Marrocco”; 2016 – Spoleto (PG), Palazzo Collicola - Arti Visive “L’eco del bosco”; 2017 – Legnano (MI), Palazzo Leone da Perego “L’eco del bosco”; Ferrara, Fabula Fineart – Galleria d’arte “Il suono dei luoghi. Il suono del silenzio”; 2018 – Pietrasanta (Lucca), Galleria d’Arte Radium Artis “Il desiderio della pittura”; Monza, Reggia Reale “Franco Marrocco, Concerto da camera”; 2019 – Matera, Fondazione Sassi “Terra” con Arcangelo; Saronno (VA), Galleria Il Chiostro Arte Contemporanea“Franco Marrocco. L’eco del Bosco, H2O, Reperti”; Cassino, Museo Abbazia di Montecassino“Franco Marrocco - L'eco del Bosco, 15 febbraio, Reperti”; Milano, Galleria Michela Cattai “Franco Marrocco. L’eco del Bosco, H2O, Reperti”; Latina, Galleria Romberg “Franco Marrocco - L'eco del Bosco, H2O, Reperti”; Venezia, Dorsoduro – Palazzo Zenobio “Franco Marrocco - L'eco del Bosco, H2O, Reperti”; Cassino (FR), CAMUSAC “Concerto per tre voci, Marrocco, Savelli, Velocci”; 2020 – Vercelli, Confraternita di San Vittore “Franco Marrocco – Sedimenti dello speirito. Echi di San Benedetto”; Benevento, Museo Arcos “Le stanze di Iside”; 2022 – Rieti, Museo Civico “Evocazione e Ascolto. Un’opera in quattro tempi”; 2023 – Colepardo (FR), Certosa di Trisulti “Franco Marrocco. Sosta – Il Silenzio e la Voragine”; Mantova, Casa del Mantegna “Stanze americane. Bressan Marrocco Savelli”.

Inoltre ed è stato presente alla Biennale di Venezia sia nel 2011 nel Padiglione Italiano diretto da Vittorio Sgarbi, sia all’edizione ospite 2019 del Padiglione della Repubblica Popolare del Bangladesh, occasione quest’ultima nella quale ha esposto alcune grandi tele ed una installazione sul tema dell’acqua come ‘materia’ della rigenerazione.

Questo weekend la mostra

ospita

La strega antica, la strega inquisita e la strega moderna.

Visione storico astrologica,

un incontro dedicato alla figura della strega tra passato e presente

con la naturopata e astrologa Alessandra Barbieri

 

Alessandra Barbieri 17 marzo 2024 250Prosegue senza sosta il ricco calendario di eventi collaterali organizzati in occasione di Stregherie. Iconografia, fatti e scandali delle sovversive della storia, la mostra in corso nelle sale di Palazzo Pallavicini, a Bologna, che attraverso stampe, sculture, trattati antichi e incredibili oggetti di magia offre ai visitatori una prospettiva unica sulle streghe e la loro storia. E proprio a loro, le streghe, uniche protagoniste dell’esposizione, è dedicato l’appuntamento di questo weekend.

Domenica 17 marzo, alle 16, la naturopata e astrologa Alessandra Barbieri ci parlerà de La strega antica, la strega inquisita e la strega moderna. Visione storico astrologica, conducendoci in un vero e proprio viaggio all’origine di queste figure un tempo rispettate – e persino temute – come potenti guaritrici o per le loro infinite conoscenze e abilità, poi perseguitate, relegate ai margini della società e demonizzate, soprattutto nel periodo dell’Inquisizione.

La strega e il cibo, la strega e il corpo, la strega e il suo rapporto con la natura e con gli ambienti: Alessandra Barbieri, che da tempo si dedica anche alla ricerca dell’antica saggezza femminile attraverso lo studio della cultura precristiana e dei sistemi religiosi e filosofici, ci illustrerà i vari aspetti che nel corso dei secoli hanno caratterizzato l’operato di moltissime donne incredibilmente sapienti, parlandoci anche della possibilità che le “streghe” di oggi hanno di ritrovare il proprio valore ed esprimersi nelle attività quotidiane.

A partire da questa settimana, il biglietto per partecipare a ciascun evento collaterale di Stregherie. Iconografia, fatti e scandali delle sovversive della storia ha il costo di € 8,00.

Per partecipare agli eventi collaterali occorre prenotarsi scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Dopo aver ricevuto la conferma della disponibilità del posto, è necessario acquistare il biglietto dell’evento online, sul sito www.stregherie.it, per confermare la prenotazione.

Se invece desiderate visitare anche la mostra e ne acquistate il biglietto, questo vi permette di accedere gratuitamente all’evento del giorno corrente. Anche in questo caso è comunque necessario prenotarsi all’evento scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

È inoltre possibile acquistare un abbonamento che permette di partecipare a tutti gli eventi collaterali della mostra, acquistabile online o direttamente in biglietteria, al costo di 60.

 

Tutte le informazioni alla pagina degli eventi collaterali del sito www.stregherie.it.

Stregherie, visitabile a Palazzo Pallavicini, a Bologna, fino al 16 giugno 2024, è ideata e prodotta da Vertigo Syndrome e curata dal drammaturgo, performer ed esperto di esoterismo Luca Scarlini. Espone circa 300 stampe, sculture e quadri dedicati al mondo delle Streghe e della magia, appartenenti alle collezioni di Guglielmo Invernizzi, Emanuele Bardazzi, Edoardo Fontana e Luca Locati Luciani, ma anche manuali di esorcismo e alcuni trattati storici, come la preziosa seconda edizione del Malleus Maleficarum, il manuale sulla caccia alle streghe più utilizzato dalla chiesa. La mostra propone poi una serie di oggetti originali legati al mondo della stregoneria quali antichi calderoni, feticci, amuleti, talismani e bacchette magiche, tutti provenienti dal Museum of Witchcraft and Magic di Boscastle, in Cornovaglia, e un’incredibile collezione di amuleti, non esposti al pubblico dal 1911, concessi dal Museo delle Civiltà di Roma.

 

 INFORMAZIONI

STREGHERIE

Iconografia, fatti e scandali sulle sovversive della storia

Bologna, Palazzo Pallavicini (via San Felice 24)

17 febbraio – 16 giugno 2024

Orari

Da giovedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

Chiuso da lunedì a mercoledì

Aperture straordinarie

Domenica 31 marzo e lunedì 1 aprile 2024

Giovedì 25 aprile 2024

Mercoledì 1 maggio 2024

Domenica 2 giugno 2024

Mostre, domani 16 marzo a Napoli inaugurazione “TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore” con il Ministro Sangiuliano

Logo MiC social default 250Sabato 16 marzo 2024 (ore 10.30), a Napoli (Palazzo Reale - Piazza del Plebiscito, 1), avrà luogo l’anteprima per la stampa della mostra “TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore” che sarà inaugurata nella stessa giornata (ore 11.30) nelle Sale Belvedere.

Con il curatore Oronzo Cilli e il co-curatore e organizzatore Alessandro Nicosia, interverranno, tra gli altri, il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano; il Direttore generale Musei, Massimo Osanna; il Direttore generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Luigi La Rocca; il Direttore di Palazzo Reale, Mario Epifani.

CENTENARI FRANCESCANI: PRESENTATA LA MOSTRA DELLA GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA SUL MAESTRO DI SAN FRANCESCO

La collaborazione tra Sacro Convento e Galleria Nazionale verrà rinnovata

Assisi Presentazione 250ASSISI (PG), 8 MAR – È stata presentata oggi alla stampa la mostra della Galleria Nazionale dell’Umbria realizzata in collaborazione con il Sacro Convento di San Francesco in Assisi dal titolo “L’enigma del Maestro di San Francesco”. Nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario delle stimmate di san Francesco, sessanta opere raccontano l’attività del pittore anonimo che nella seconda metà del Duecento ha rappresentato san Francesco e il cuore della sua esperienza spirituale e umana ad Assisi e in Umbria, in particolare nel ciclo di affreschi della navata della chiesa inferiore della Basilica di San Francesco. La mostra si muove nel contesto di una convenzione stipulata nel 2021 tra la Galleria Nazionale dell’Umbria e la Custodia Generale del Sacro Convento «per la valorizzazione del patrimonio artistico custodito e promosso dal Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco. Questa collaborazione – ha dichiarato durante la conferenza stampa fra Giulio Cesareo, OFMConv, Direttore dell’Ufficio Comunicazione del Sacro Convento – ha come ambiti la consulenza scientifica, la progettazione delle attività di cura, di promozione e di comunicazione, nonché di ricerca riguardanti questo immenso patrimonio artistico». L’auspicio di un rinnovo della convenzione quasi in scadenza da parte della comunità francescana del Sacro Convento è stato confermato dal Direttore della Galleria Nazionale Costantino D’Orazio. «Ci auguriamo che tutti gli eventi legati a questo tempo – come sottolineato dal Custode del Sacro Convento fra Marco Moroni, OFMConv, nel catalogo della mostra – possano riportare l’attenzione sull’enorme valore della figura di Francesco d’Assisi, uomo semplice, mite creativo, capace di oltrepassare, con il suo esempio di conformità al Cristo fatto uomo, il tempo e lo spazio, per giungere sino a noi nella sua immutata forza di testimonianza. In questo senso trovo particolarmente significativo che risalga proprio al Maestro di San Francesco una delle più antiche rappresentazioni dell’evento delle stimmate in cui, secondo san Bonaventura “il verace amore di Cristo aveva trasformato l’amante nell’immagine stessa dell’amato” (Legenda Maior 13,5), evento nel quale, in questo 2024, stiamo celebrando gli 800 anni»

Off Canvas sidebar is empty