in Mostra

SMALL SIZE

second edition

Roberta Conigliaro · Cecilia Cosci · Sophie Dickens · Lucy Jochamowitz · Laura Lezza · Adriana Luperto · Federica Ricotti · Regan Wheat

1 – 30 dicembre 2023

Inaugurazione: venerdì 1° dicembre 2023, ore 18.00

Aperitivo in galleria: 2, 15 e 16 dicembre, ore 18.00

 

crumb gallery esterno 250Second edition per SMALL SIZE alla Crumb Gallery in Via San Gallo, 191 a Firenze. Otto le artiste scelte per questa esposizione che si terrà dall’1 al 30 dicembre 2023: Roberta Conigliaro, Cecilia Cosci, Sophie Dickens, Lucy Jochamowitz, Laura Lezza, Adriana Luperto, Federica Ricotti e Regan Wheat.

SMALL SIZE si chiama così perché raccoglie opere dal piccolo formato: piccoli dipinti, piccole foto, piccole sculture. Sono voci diverse di donne con storie diverse, che provengono da varie parti del mondo, ognuna con il proprio linguaggio, con la propria poetica che affonda la pratica del fare in terreni e radici culturalmente differenti. Singole tonalità e vibrazioni che insieme si uniscono in unico coro, una narrazione tutta al femminile del contemporaneo, un ritratto a volte più crudo, a volte lasciato alla cronaca, a volte più intimistico e delicato dell’attualità.

SMALL SIZE anche perché è stato deciso insieme, politicamente, di mantenere un prezzo contenuto delle singole opere, perché l’arte non è tale se non è per tutti.

Della serie Sogni del 2023, in mostra, Cecilia Cosci presenta alcuni dei suoi montage, con personaggi e immagini, ritagliati da dipinti acquisiti dalla storia dell’arte, dal Trecento al Novecento, e riformulati in nuove composizioni. La dimensione onirica pervade questa personale riscrittura, in parte autobiografica. Cosci gioca con queste immagini, le decontestualizza, ne prende in prestito i simboli per creare significati altri, accompagnandoli con titoli volutamente ironici, che sono imprescindibili dall’opera stessa. E così in Patriarcato, i personaggi tratti dalle Storie di San Silvestro e Costantino di Maso di Banco, affrescati nella chiesa di Santa Croce a Firenze, di cui si vede solo i calzari e le nobili vesti, pestano la Venere nuda di Alexandre Cabanel; oppure in Spred your wings, uno degli angeli di Lorenzo Lotto, dischiude le sue ali, come una neonata farfalla, uscendo con forza e grazia, allo stesso tempo, da una delle metafisiche bottiglie di Carlo Carrà.

Regan Wheat, artista americana, propone Edge State, un progetto sul quale lavora da tempo, un progetto che purtroppo non si interrompe mai perché le zone di guerra non hanno fine. Evanescenti, realizzati con inchiostro su carta, Regan ritrae i bambini vittime di queste atrocità, destinati a spostamenti obbligati. In questo caso sono i volti degli innocenti coinvolti dai conflitti che si consumano in questi giorni a Gaza, ripresi dalle immagini di cronaca dei quotidiani e dei media televisivi. Sono ritratti delicati e forti allo stesso tempo, che ti colpiscono, letteralmente, impossibile rimanere indifferenti a quegli sguardi, a quelle espressioni attonite e disperate!

Sempre legate alla cronaca sono gli scatti di Laura Lezza. Nata a Nola ma livornese di adozione, fotografa e fotogiornalista, mette in quello che fa una grande passione ed energia, come si evince dalla sua capacità di raffigurare la realtà, di cogliere dettagli e gesti del quotidiano. Le sue foto sono state pubblicate dai principali quotidiani e magazine italiani e internazionali. Per Crumb Gallery, ha scelto una selezione di due recentissimi lavori (realizzati per le News di Getty Images). Il primo dedicato a Queen Elisabeth ||, Floral Tribute, Londra 2022, dove, durante i recenti funerali della Regina d’Inghilterra, a Londra, ha documentato il tributo e la devozione degli inglesi, e non solo, verso la loro sovrana, un’icona di questo secolo. Usando le parole di Lezza “guardare ai dettagli dell’immenso Floral per capire quel legame tra inglesi e Regina”. Il secondo, dal titolo Il popolo di Vasco, Roma 2022, si concentra sui fan di Vasco Rossi, sul trasporto delle emozioni che si scatenano in concerti come questi dove si balla, si piange, si ride e ci si abbraccia, rapiti dalla musica: Lezza con i suoi scatti indaga “i meccanismi di questo particolare legame tra Vasco e il suo pubblico, che è un popolo”.

Con Adriana Luperto torniamo alla pittura. Paesaggi Urbani è il titolo di questi olii su carta: scorci di città, scatti quasi fotografici, anche se definiti da colpi di pennello, fermoimmagine come fossero piccole sequenze di un film, che ricordano vagamente “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders. Potremmo essere appunto a Berlino oppure a Milano, a New York, in una grande metropoli, ma poco importa. Ci sono strade, palazzi, grattacieli, accarezzati dalla luce, elemento fondamentale in questi paesaggi urbani, dove i raggi del sole cambiano come cambiano le stagioni, a volte radenti, a volte ovattati, a volte diretti, oppure si spengono lasciando il posto alla notte ma non perdono mai quell’atmosfera un po’ magica.

In Perdere la testa o Perder la cabeza, Lucy Jochamowitz ci fa entrare nel suo universo femminile attraverso una teoria di bamboline di carta, figurine che ci catturano con la loro grazia, l’attenzione posta ai dettagli, ai monili che indossano, all’abbigliamento, vestitini contraddistinti da quei rami rossi, tipici della Jochamowitz, disegnati sulle vesti, che sembrano coralli, ramificazioni sanguigne. Ma a guardarle bene, queste bamboline, ti accorgi che mancano della testa, oppure la testa non è al posto giusto, sopra al collo. Il titolo è ovviamente una provocazione, come dice l’artista stessa “Siamo abituati a credere nella ragione come unica verità. E, oltre alle ragioni della testa, ci sono le ragioni del cuore. Sono le ragioni del cuore che aprono la porta al mondo dell'arte. Se vogliamo che il nostro io del cuore si faccia strada, dovremo permetterci di perdere o almeno di far tacere la nostra testa.”

Le piccole sculture di Sophie Dickens, artista britannica, trisnipote di Charles Dickens, sono realizzate in metallo e legno, accompagnate da alcuni disegni. Sophie, aiutata da un meticoloso studio dell’anatomia, appreso in dissezioni cliniche reali (per artisti), costruisce armature con barre di metallo, come fossero degli scheletri, su cui poi applica pezzi di materiale appositamente lavorato. I suoi soggetti riflettono un primitivismo moderno, sono immagini fantastiche che fanno riferimento alla natura, alla mitologia - a cui è arrivata grazie alla Storia dell’Arte, attraverso pittori come Tiziano - ma anche agli elementi umani. Crea movimenti muscolari, fatti di ossa, muscoli e tendini che ricordano gli studi classici di Eadweard Muybridge che, come racconta, l’hanno influenzata nel suo percorso.

Federica Ricotti è artista e performer, esponente della Paper Art. Crea sculture in fibre naturali, lavora la cellulosa con rilievi e trasparenze, utilizzando la luce come parte fondamentale delle sue opere che, a volte, presenta con performances in forma di spettacolo e installazioni in chiese, castelli, spazi di archeologia industriale. Qui, alla Crumb Gallery, avremo piccoli bassorilievi contenuti in scatole trasparenti di vetro che rappresentano l’archetipo numero tre, GIMEL, il principio della Vita e anche la connessione tra il Cielo e la Terra. I bassorilievi luminosi, come gli altri suoi lavori, hanno un ché, non tanto di sacro, ma piuttosto di spirituale, intimo, dove “la luce calda della carta, rappresenta l’espansione dell’umano evoluto” per dirlo con le parole della Ricotti stessa.

Last but not least, i gioielli/scultura di Roberta Conigliaro chiudono questa carrellata sulle artiste presenti in questa seconda edizione di SMALL SIZE. Un’arte antica, quella della lavorazione del bronzo per ottenere anelli, monili, una lavorazione intrisa di fascino, che perdura nel tempo. La Conigliaro che in genere usa la pietra - marmo, pietra calcarea, pietra saponaria – per le sue sculture di altro formato, si cimenta con una tecnica artigiana preziosa dove il materiale viene plasmato con la fusione a cera persa e ogni gioiello creato rimane un unico, un’unica opera d’arte.

Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto e Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea.

 

CRUMB GALLERY

Via San Gallo, 191 rosso | 50129 Firenze

giovedì, venerdì e sabato: dalle 16.00 alle 19.00

gli altri giorni su appuntamento – tel. + 39 347 3681894

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.crumbgallery.com

all my dreams

la Collezione Renato Alpegiani

Antonio Marras "compare spare"

VENERDì 1° DICEMBRE 2023, ore 18.30

fOn Art Gallery

via Antonello da Messina 45, Aci Castello (Catania)

 

intervengono

Ornella Laneri, Presidente Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS

Renato AlpegianiCollezionista

Antonio MarrasStilista

Carmelo NicosiaDirettore Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS

modera

Cesare Biasini Selvaggi, Direttore editoriale exibart

saranno presenti

Andrea Bustodirettore MEF - Museo Ettore Fico

Luigi Fassidirettore Artissima

 

LE MOSTRE

Logo Fond. OELLE Catania Fb 250La Fondazione OELLE Mediterraneo Antico propone, per la seconda edizione, il progetto “Collezione in Fondazione”: un format circolare che coinvolge un collezionista, invitato a raccontare con le proprie opere e la propria storia, le ragioni di una collezione, dei suoi sviluppi etici ed estetici e della prorompente azione dell’arte. Renato Alpegiani ha accettato con entusiasmo l’invito di Fondazione OELLE a esporsi, a raccontarsi, in qualità di collezionista e di figura di spicco nel sistema dell’arte italiana e internazionale.Torinese, ricercatore infaticabile e frequentatore attento di gallerie e fiere internazionali, Alpegiani ha scandagliato, fin dai primi anni Ottanta, tutte quelle correnti nazionali e internazionali che hanno determinato una svolta nella concezione odierna dell’arte contemporanea.

In mostra sono oltre 50 le opere della collezione Alpegiani, con opere di Paola Angelini, Stefano Arienti, Vanessa Beecroft, Nicolò Bruno, Zaza Calzia, Srijon Chowdhury, Jo Coda, Sylvie Fleury, Louis Fratino, Roberto Goffi, Roni Horn, Karen Kilimnik, Maria Lai, Bice Lazzari, Lalla Lussu, Jonathan Monk, Ruben Montini, Scott Myles, Catherine Opie, Mattia Ozzy B., Carol Rama, Rosanna Rossi, Matt Stokes, Annika Strom, Vibeke Tandberg, Sue Williams.

Di Antonio Marras, invece, è in esposizione COMPARE SPARE (2021), stoffe recuperate, trovate, riprese da scartati e rifiuti e poi assemblate, ricamate, cucite come fossero strati di colori e materiali diversi, per una serie di 10 paraventi di dimensioni ambientali.

Designer italiano dalle radici sarde che ha conquistato il mondo della moda grazie alla sua creatività senza confini e alla sua capacità di trasformare i tessuti in opere d’arte, Antonio Marras ha iniziato a lavorare nel campo della moda nel 1987. Debutta come stilista nell’alta moda nel 1996. La sua prima collezione di prêt-à-porter è del 1999. È stato responsabile della maison Kenzo.

La Galleria dell’Accademia di Firenze

presenta la mostra

PIER FRANCESCO FOSCHI (1502-1567) PITTORE FIORENTINO
28 Novembre 2023 – 10 Marzo 2024

 

Mostra Pier Foschi 250La Galleria dell’Accademia di Firenze apre al pubblico martedì 28 novembre 2023 la prima mostra monografica in Europa dedicata a Pier Francesco Foschi (1502-1567) pittore fiorentino, allievo di Andrea del Sarto, che ha collaborato anche con Pontormo, la cui lunga e fortunata carriera si svolse durante i decenni centrali del Cinquecento.

L’esposizione è a cura di Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, Elvira Altiero, Funzionario Storico dell'arte, responsabile del dipartimento storico-artistico della Galleria dell’Accademia di Firenze, di Nelda Damiano, che ha curato la mostra Wealth and Beauty dedicata all’artista al Georgia Museum of Art, University of Georgia (Athens, USA), e di Simone Giordani, docente di storia dell'arte, studioso della pittura fiorentina rinascimentale e tardo rinascimentale e specialista del pittore Pier Francesco Foschi.

L’obiettivo di una rassegna così ampia e accurata - racconta Cecilie Hollberg, direttore della Galleria - è quello di fornire per la prima volta in Europa gli strumenti per comprendere la personalità artistica di un maestro come il Foschi e il suo ruolo nel contesto della pittura fiorentina del Cinquecento. Un artista da riscoprire, caduto nell’oblio dopo la sua morte. Grazie a questa nostra esposizione, oltre a mostrare opere dimenticate, sono state attivate importanti azioni di restauro di dipinti collocati in vari luoghi del territorio, come ad esempio una delle pale nella Chiesa di Santo Spirito a Firenze.

L’artista

Pier Francesco Foschi nacque a Firenze da una famiglia di pittori. Il padre, dal quale apprese presumibilmente i primi rudimenti, era membro della bottega di Sandro Botticelli. Così come racconta il Vasari, si formò con Andrea del Sarto e le sue prime opere, infatti, sono stilisticamente influenzate dal classicismo del suo maestro: ne riflettono la grazia del disegno, l'uso raffinato di luci e ombre e l’audacia del colore.

La sua carriera autonoma ebbe inizio già negli anni Venti del Cinquecento. Foschi ricevette numerose commissioni da famiglie di spicco di Firenze, come i Medici, i Pucci e i Torrigiani. Tra 1536 e 1537 fece parte, col Bronzino e Jacone, degli aiuti scelti dal Pontormo per la decorazione della loggia della villa di Careggi, voluta dal Duca Alessandro de’ Medici, e per quella della villa di Castello, commissionata da Cosimo I. Fu coinvolto, nel 1539, nella realizzazione degli apparati effimeri allestiti per le nozze del giovane duca con Eleonora di Toledo. Il suo successo raggiunse l’apice nel corso degli anni Quaranta del Cinquecento, quando si aggiudicò la commissione di ben tre pale d’altare per l’importante chiesa di Santo Spirito, le sue sole opere menzionate da Vasari, nella Vita di Andrea del Sarto. Insieme a Vasari, Bronzino, Michele di Ridolfo, Francesco da Sangallo e Giovann’Angelo Montorsoli, fu tra i maestri incaricati di riformare l’antica Compagnia di San Luca nell’Accademia del Disegno, tra il 1562 e il 1563. Negli ultimi anni della sua vita, ancora molto attivo, partecipò alle principali imprese collettive promosse dalla neonata Accademia: gli apparati effimeri per i funerali solenni di Michelangelo e quelli per le nozze di Francesco I con Giovanna d’Austria. Il pittore morì nel 1567 e fu sepolto a Santo Spirito alla presenza degli Accademici.

Nonostante il successo riscosso in vita, dopo la sua morte, Pier Francesco Foschi cadde nella completa oscurità. Il Vasari non gli dedica una biografia ma ci tramanda poche note legate alla sua partecipazione a imprese collettive. Tale “dimenticanza” - come scrive Cecilie Hollberg nel saggio in catalogo - “…fu uno dei motivi del precoce oblio del Foschi”. Solo nel Novecento con la riscoperta del Manierismo e dei suoi protagonisti, il suo nome riaffiora più frequentemente negli studi, dapprima con qualche contributo filologico e, poi alla metà del secolo, con un breve studio seminale di Roberto Longhi (1952). Ad oggi gli interventi critici di maggior rilevanza rimangono gli articoli monografici di Antonio Pinelli (1967), imprescindibile per comprendere lo sviluppo artistico del Foschi, come possiamo percepire dal suo testo nel volume di questa mostra, e quello di Louis A. Waldman (2001), che ha aggiunto preziose informazioni e punti di riferimento cronologici per la ricostruzione della sua carriera. Non ultimo, il contributo di Simone Giordani, che si è occupato di Foschi dal 2007, e di Nelda Damiano, preziosi collaboratori nell’esposizione alla Galleria dell’Accademia di Firenze.

La mostra

La mostra riunisce circa quaranta opere autografe del Foschi, tra dipinti e disegni, tra cui la pala d’altare, la Sacra Famiglia con San Giovannino (1526-1530), appartenente alle collezioni della Galleria dell’Accademia di Firenze, un dipinto cruciale per capire la sua produzione giovanile e come ha fatto propri gli insegnamenti di Andrea del Sarto.

È suddivisa in cinque sezioni che approfondiranno i principali aspetti della sua prolifica attività, a partire proprio dalla formazione presso Andrea del Sarto fino alle commissioni di grandi pale d’altare e ai numerosi ritratti, genere in cui ottenne notevole successo.

Troviamo un importante nucleo di studi giovanili tratti da modelli del maestro, insieme ad accostamenti tra alcuni originali di Andrea del Sarto e le repliche che Foschi realizzò, confronti che serviranno per comprendere meglio la sua personalissima declinazione della maniera sartesca. In particolare, si offre per la prima volta il confronto tra il Sacrificio di Isacco di Andrea del Sarto del Cleveland Museum of Art, e la copia su tela dello stesso soggetto eseguita da Foschi, oggi conservata nella Villa di Poggio Imperiale a Firenze, e restaurata in occasione di questa mostra.

Nella sezione dedicata alle pale d’altare, si espongono insieme elementi di polittici smembrati, come ad esempio la Pala della Madonna del Piano, realizzata nel 1539 per il convento di San Benedetto a Settimo (Cascina, Pisa), riunita con le sue predelle. Si presenta inoltre la straordinaria Resurrezione della basilica di Santo Spirito.

L’esposizione propone una selezione di dipinti destinati alla devozione privata di soggetto mariano, insieme a rari e preziosi quadri legati ai temi dell'Antico Testamento.

Si conclude con un cospicuo numero di ritratti, genere in cui Foschi ottenne notevole successo. Il pittore affronta tipologie diverse, dalle effigi a mezzo busto, di tono intimo e penetrativo, a quelle di formato ampio e solenne, ricche di elementi simbolici o allusivi allo status sociale dei personaggi raffigurati e dei loro interessi. 

Le opere esposte provengono da musei pubblici e privati, enti ecclesiastici, gallerie d’arte e collezionisti privati tra i più famosi in Italia e nel mondo: Galleria Borghese, Palazzo Spinola, Accademia Carrara di Bergamo, Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid, Morgan Library & Museum, New York, Rijksmuseum, Amsterdam, Cleveland Museum of Art.

Restauri

Per l’occasione, grazie all’impegno della Galleria dell’Accademia di Firenze, in accordo con il Ministero della Cultura, sono stati finanziati importanti restauri di alcuni dipinti del pittore fiorentino non necessariamente per averli in prestito ma per valorizzarli e renderli nuovamente visibili. Tra questi, il più impegnativo, la pala con la Trasfigurazione, commissionata per la basilica di Santo Spirito a Firenze nel 1545-1550, attualmente nella cappella Capponi d’Altopascio, situata nel transetto destro della chiesa. Sono state restaurate inoltre, grazie a Fabrizio Moretti, due tavole con San Rocco e San Sebastiano ubicate nella Propositura dei SS. Antonio e Jacopo a Fivizzano (Massa-Carrara), insieme alle due predelle con Il martirio di San Sebastiano e San Rocco soccorso da cane, della Fondazione Longhi. Altro importante intervento è stato quello sulla tavola raffigurante Il Sacrificio di Isacco, derivato dal modello di Andrea del Sarto, conservato nella collezione di Villa di Poggio Imperiale a Firenze.

Pier Francesco Foschi (1502-1567) pittore fiorentino, aperta fino al 10 marzo 2024, è accompagnata da un catalogo scientifico ampiamente illustrato, pubblicato da Silvana editoriale, che comprende: saggi di Cecilie Hollberg, con Carlo Falciani, Elvira Altiero, Nelda Damiano, Simone Giordani e Antonio Pinelli; schede critiche dei dipinti esposti e un repertorio con tutte le opere dell'artista. Uno strumento prezioso per conoscere un grande maestro del Cinquecento.

Una nuova App

La Galleria dell’Accademia di Firenze ha realizzato un App per questa speciale occasione che consentirà al visitatore di avere informazioni sulla mostra e sull'autore, contatti e prenotazioni, un’audioguida ufficiale in italiano e inglese. Sarà scaricabile ai seguenti link

Android: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.audioguide.foschiexhibition&gl=IT

iOS: https://apps.apple.com/it/app/pier-francesco-foschi/id6471837756

A breve (con successivi aggiornamenti) saranno disponibili anche il Virtual Tour, per seguire la mostra ovunque,  e il Gioco, adatto anche ai più piccoli!

 

Arte e tradizione: Cristoforo Russo porta “Un Presepe Pop” in mostra alla Galleria Arte Barbato

cristoforo russo 250Giovedì 23 novembre  ha preso il via la personale di pittura "Un presepe Pop" di Cristoforo Russo presso la Galleria Arte Barbato (Corso Nazionale, 327 – Scafati). Al vernissage della mostra, che sarà visitabile per tutte le festività natalizie, è intervenuto il docente universitario Rosario Pinto.

Cristoforo Russo riapproda così in Campania, sua terra natia, dopo il successo della tappa primaverile di Roma, tenutasi presso il prestigioso museo Venanzo Crocetti, ed il tour estivo. “Abbiamo iniziato tre anni fa con Manhattan Transfer a Piazza del Popolo – racconta l’artista -, poi il progetto ha preso piede ed è diventato glocal - ovvero globale e locale – sempre con una forte attenzione alla nostra storia. La società di oggi è fluida e gli scambi sono veloci: in soccorso arriva l’arte capace di riportarci immediatamente su dei piani emotivi condivisi, restituendo alle persone la loro naturale dimensione umana. Anche questa mostra non sarebbe stata possibile senza delle relazioni vere come quella con il professor Rosario Pinto, e quelle con Franco Barbato e Marisa Nastro”.

Nei dipinti esposti, l'autore analizza le opere dei grandi Maestri, attraverso il caleidoscopio della commedia dell'arte (Rugantino, Meo Patacca, Pulcinella, Arlecchino, Pantalone) e delle maschere da tutto il mondo (i supereroi, le maschere asiatiche, quelle africane).

Nella nostra galleria accogliamo la bellezza, non solo quella fine a se stessa, ma anche e soprattutto quella che viene espressa dal diverso – dichiarano i curatori Marisa Nastro e Francorosario marisa franco cristoforo 250 Barbato -. Ne comunichiamo le sfumature, che poi sottoponiamo ai giovanissimi (infatti accogliamo molte scuole) per alimentare il loro senso critico e agli intenditori, infatti al vernissage della mostra “Un Presepe Pop” hanno partecipato gli artisti Angelo Casciello, Franco Iuliano e Antonio Carotenuto”.

La mostra “Un presepe Pop”, condivisa dalla Onlus Paolo Salvati e dal Museo di Pulcinella, ha raccolto le energie di numerosi partner da tutto il mondo, capaci di condividerne l'emozione e lo spirito benefico a favore di “Mente e Coscienza” (ODV-ETS Associazione di Volontariato per le disabilità). Tra essi la testimonianza della giornalista Maria Consiglia Izzo, Ciro Califano con le sue poesie, Paluna Erboristeria con le sue suggestioni, ed il regista Michele Monetta con le immagini gentilmente concesse per progetto ICRA.

Questa mostra di Cristoforo Russo è un esempio di interazione tra dimensione critica, dimensione espositiva e dimensione creativa, che insieme possono costituire una prospettiva di visione complessiva all’interno della quale si giustifica la creatività nell’età contemporanea e dove chiaramente il percorso artistico non può essere spalmato sull’orizzonte né del mercato in quanto tale né di una creatività che sia completamente avulsa dai processi di comunicazione. Quindi diventa fondamentale avere un punto di riferimento, che può essere per certi aspetti connesso alle considerazioni della cultura americana degli anni ’20 e ’30, e vedere come queste cose oggi è possibile leggerle andando a recuperare motivi che fanno parte della nostra cultura, i significati locali. E, quindi, scoprire che il locale si fa globale e viceversa, in un’interazione estremamente produttiva che viene resa possibile da aspetti di contaminazione e grande fertilità”, afferma il Professor Rosario Pinto.

Un presepe Pop: un appuntamento da non perdere, rivolto a tutti gli appassionati di arte e, soprattutto, ai più piccoli da sempre destinatari della promozione delle tradizioni.

Michele Liparesi e Sara Vasini

1personalex2

 a cura di Federica Tiripelli

Montevarchi, Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento

26 novembre 2023 – 25 febbraio 2024

inaugurazione sabato 25 novembre 2023, ore 17.00

 

Michele Liparesi Bestiary Gufo reale 250Dal 26 novembre 2023, con l'obiettivo di favorire i talenti emergenti ed incentivare nuove opportunità di crescita culturale e professionale, il Cassero per la scultura italiana dell'Ottocento e del Novecento - Museo Civico di Montevarchi, propone la mostra 1personalex2 di Michele Liparesi e Sara Vasini. Curata da Federica Tiribelli, direttrice del Museo, l’esposizione presenta due personalità artistiche e due differenti linguaggi che si confrontano e dialogano con la collezione permanente. Il colloquio diretto con la scultura otto-novecentesca, infatti, sollecita negli artisti suggestioni nuove e inattese. 

L’evento fa parte di un ciclo di mostre, avviato nel 2012, che ha l’obiettivo di compiere una ricognizione e un’indagine critica sulla plastica contemporanea sondandone i materiali, le problematiche, i linguaggi e le poetiche.

Michele Liparesi, bolognese, classe 1986, si dedica alla lavorazione e alla sperimentazione di tecniche e materiali sia tradizionali che moderni, come resine, oggetti tecnologici e metalli riciclati e di scarto. La sua ricerca indaga la relazione tra l’ambiente, il tempo e l’essere umano e propone un rapporto emotivo e profondo tra l’opera ed il suo fruitore.

Le sculture animalier - gorilla, coccodrilli, impala, scimmie - evocano luoghi selvaggi e lontani e invitano a riflettere sul legame che l’uomo ha instaurato con il mondo animale. Misterioso e al contempo straniante è il dialogo tra le sculture della collezione permanente e gli animali in rete metallica dell’artista che si arrampicano sulle mensole, tentano di mimetizzarsi tra i gessi, presidiano imponenti le sale. 

Con le figure della serie Bestiary, che diventano parte integrante del luogo in cui sono ospitate, Liparesi gioca sul contrasto tra la leggerezza della trama metallica e la forza della plasticità impressa con il modellato, sulla dialettica di pieni e di vuoti, sull’atmosfera che si sostituisce alla materia.

 

Essenziale è la ricerca sugli effetti di luce, di ombra e di colore sulle figure, sulle percezioni visive ed emotive che lo spazio genera sulla scultura e che la scultura determina sullo spazio.

 

Sara Vasini, nata a Cesena nel 1986, sperimenta tecniche legate alla tradizione musiva, calligrafica, pittorica e plastica. L’istallazione site-specific Voglio una pelle splendida, compostaSara Vasini Voglio una pelle splendida gesso in oggetti già fatti dimensioni variabili 2023 1 250 da oltre mille ditali da cucito contenenti gesso, è una riflessione anatomica ispirata alla gipsoteca del Museo. Nei ditali, oggetti già fatti, l’artista intende custodire la pelle delle sculture, una pelle intesa come delicata superficie su cui affiora l’interiorità dell’essere umano.

Come le chiese bizantine dai sobri esterni sono contenitori di preziosi e vibranti mosaici, così i ditali, semplici, rigorosi e rassicuranti accolgono il gesso, materiale che più di ogni altro porta con sé l’impronta della creatività dello scultore e che per Vasini simboleggia l’anima, elemento invisibile, immateriale e unificante situato nel nucleo profondo dell’individuo.

L’installazione “diffusa” nelle sale espositive è intimamente custodita in teche e campane di vetro, veri propri scrigni a loro volta gelosamente protetti dai busti, dai ritratti e dalle figurine in terracotta, bronzo, marmo e gesso della collezione permanente.

L’artista medita e induce l’osservatore a compiere una riflessione sul dualismo perfezione-imperfezione: la forma regolare dei ditali da cucito delle nostre nonne e la purezza del gesso bianco e levigato possono essere corrotte da ammaccature, ossidazioni, macchie, ma proprio in queste imperfezioni abita l’autentica e vera bellezza della pelle splendida di ciascuno di noi.

L'evento espositivo sarà anche l'occasione per riflettere e confrontarsi sui diversi linguaggi del contemporaneo: le opere dei due artisti sono infatti state fotografate da Lorenzo Tani dell’Associazione Fotoamatori Mochi che, con uno sguardo curioso e sensibile, ha raccontato la poetica dei due scultori. Le immagini andranno a fare parte del catalogo, edito da Aska Edizioni, che verrà presentato al pubblico il 20 gennaio alle ore 17.00 alla presenza degli artisti, e nell’occasione saranno anche esposte, in una mostra nella mostra, che proseguirà sino alla conclusione di 1personalex2.

Michele Liparesi e Sara Vasini

1personalex2

 a cura di Federica Tiripelli

 

Montevarchi, Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento

26 novembre 2023 – 25 febbraio 2024

Orario
da giovedì a domenica: 10.00/13.00 e 15.00/18.00
Chiuso 25, 26 dicembre, 1 gennaio

 

Biglietti (Cassero + Mostra)
Intero: € 4,00
Ridotto: € 2,00 (under 18 anni, soci COOP, CTS, ISIC, ITIC, Touring Club, titolari Mondadori Card, FAI, ARTSUPP, Selecard, tessera ICOM, tessera Studente della Toscana)
Gratuito: over 65 anni, under 6, disabili e possessori di Edumusei Card.

 

Sabato 25 alle 11 nella sede della Fondazione Valenzi al Maschio Angioino

vernissage della mostra fotografica

"Ultras Napoli. Questione sentimentale" di Sabrina Del Gaudio

nell'anniversario della scomparsa di Diego Maradona, in cinquanta scatti le feste dell'ultimo scudetto del Napoli

 

LAPILLI LOGO Fondazione Valenzi"Ultras Napoli. Questione sentimentale" questo il titolo dell'esposizione di foto che si inaugura sabato mattina nella sede della Fondazione Valenzi, con il giornalista Gigi Di Fiore, autore del libro "Storia del Napoli".

La festa dello scudetto del Napoli di quest'anno è stata vissuta come un miracolo da tutta la città con tanta passione da essere una vera e propria "questione sentimentale" che ha unito nei vicoli e nelle piazze napoletani di ogni ambiente culturale e sociale. Ultras "civili", entusiasti ma senza violenza.

La mostra consiste in circa 50 foto di interesse socio-antropologico, realizzate da Sabrina Del Gaudio, ventiseienne laureata all'Accademia di Belle Arti di Napoli, sarà visitabile dal 25 novembre al 19 dicembre con apertura dalle ore 10 alle 17, tutti i giorni esclusi i festivi, le Domeniche e il giorno sabato 9 dicembre.

SAVE THE DATE:

Nell'ambito della mostra sono inoltre previsti due eventi, sempre al Maschio Angioino:
Il 2 dicembre alle 11 un dibattito sul tifo a Napoli.
Il 16 dicembre alle 11 presentazione del catalogo "Questione sentimentale", ed. La Valle del Tempo.

MONZA | MUSEI CIVICI

DAL 10 NOVEMBRE 2023 AL 28 GENNAIO 2024

ISIA ACADEMY

1922 – 1943. Quando i Designer Portavano la Cravatta

 

Ai Musei Civici di Monza la mostra che rievoca l’esperimento didattico innovativo dell’Istituto Superiore di Industrie Artistiche di Monza, una delle più importanti scuole di arte e design

nell’Europa del primo Dopoguerra Tra immagini d’epoca, opere d’arte e installazioni video, l’esposizione racconta la storia e i protagonisti di questa straordinaria vicenda artistica,

dimostrando alle nuove generazioni di creativi che i giovani di allora esprimevano, con mezzi diversi, la stessa fiamma

 

Giseppe Ursi Progetto di fontana 1933 Tecnica mista cm 35x50 Archivio Storico della Società Umanitaria Milano bassa 250Dal 10 novembre 2023 al 28 gennaio 2024 i Musei Civici di Monza ospitano “ISIA ACADEMY 1922-1943. Quando i Designer Portavano la Cravatta”, una mostra che rievoca la breve ma cruciale vicenda dell’Istituto Superiore di Industrie Artistiche di Monza, tra le più importanti scuole di arte e design attive nell’Europa del primo Dopoguerra.

La mostra ai Musei Civici di Monza, in collaborazione con Vertigo Syndrome, è a cura di Alberto Crespi.

DA COSA È ISPIRATA LA MOSTRA ISIA ACADEMY

Nel Fuoco dell’Arte

Attiva nel secondo ventennio del Novecento alla Villa Reale di Monza, l’ISIA è stata una parentesi innovativa nel panorama della formazione artistica italiana. Sulla scia del tedesco Bauhaus da cui trasse ispirazione, la scuola accolse come docenti artisti di fama internazionale e formò pittori, scultori e grafici. Dalle sue aule uscirono personalità come Costantino Nivola – che emigrò poi negli Stati Uniti dove divenne scultore affermato – e Giovanni Pintori, art director per Olivetti dal 1938 al 1968, che per la celebre azienda di Ivrea firmò materiale pubblicitario di ogni genere a livello internazionale: manifesti, pagine, insegne.

In occasione dei cento anni dalla prima Biennale Internazionale delle Arti Decorative, tenutasi nella Villa Reale di Monza nel 1923, come vetrina della creatività internazionale, e dalla quale ebbe origine la Triennale di Milano, una delle istituzioni culturali più importanti al mondo, l’esposizione monzese rievoca questa straordinaria vicenda e ne racconta i protagonisti e le opere, a partire da immagini d’epoca uniche, che fanno rivivere lo spirito propulsivo del ‘900.

La mostra propone alcuni capolavori che da questa fucina dell’arte uscirono, conservati proprio nelle raccolte dei Musei Civici di Monza, cui si affiancano pezzi inediti provenienti da collezioni private e dalla Società Umanitaria di Milano, l’ente di ispirazione socialista che si impegnava nell’educazione delle classi popolari, per volere della quale l’ISIA fu creata.

L’ISIA DI MONZA

La culla del design Italiano raccontata ai nostri figli

Pannelli didattici e installazioni audio e video, realizzati dall’influencer Rey Sciutto con un linguaggio che parla soprattutto ai giovani talenti creativi e che si ispira a quello dei socialUmberto Zimelli Studio per costume di scena fine anni Trenta pastelli Musei civici di Monza 250 network, accompagnano il visitatore nel percorso espositivo, suddiviso in sezioni dedicate ai vari insegnamenti attivati negli anni dall’istituto: Disegno geometrico, Disegno del mobile, Ferro battuto, Plastica decorativa, Decorazione pittorica, Figura e Copia dal Vero, Ceramica, Tecnica dei metalli preziosi, Tessitura e Ricamo, Grafica pubblicitaria.

“ISIA ACADEMY 1922-1943. Quando i Designer Portavano la Cravatta” è un’opportunità imperdibile per immergersi in un periodo straordinario dell’arte del Novecento italiano. Anche grazie alla cravatta personalizzata ISIA che tutti i visitatori riceveranno, sarà possibile rivivere lo spirito dell’epoca e calarsi nella parte degli studenti che ormai un secolo fa – proprio come i giovani artisti creativi che oggi, tatuati e colorati, affollano le aule e i cortili dei campus e degli istituti d’arte, di grafica e design – frequentavano in giacca e cravatta i corsi dell’ISIA, desiderosi di intraprendere il loro percorso nel mondo del lavoro, progettando e sperimentando con la stessa passione e dedizione degli aspiranti designer, modellatori 3D e illustratori digitali contemporanei, sebbene con strumenti, tecnologie e tecniche diverse.

LA STORIA DELL’ISIA

Sulle spalle degli antichi maestri

L’Istituto Superiore di Industrie Artistiche di Monza nacque nel 1922 per volere di Augusto Osimo, segretario generale della Società Umanitaria di Milano. Dal 1929, con la direzione di Guido Balsamo Stella la scuola ebbe nuovi programmi e furono convocati ad insegnarvi artisti del calibro di Arturo Martini e Marino Marini, che si succedettero alla cattedra di Plastica Decorativa, il pittore Raffaele De Grada, cui fu affidato l’insegnamento di Copia dal vero, natura morta e paesaggio, il pittore Pio Semeghini, cui fu affidata la cattedra di Figura, gli artefici del ferro battuto Alessandro Mazzucotelli, Gino Manara e Nino Vergerio. E ancora il famoso Marcello Nizzoli che insegnava Grafica pubblicitaria, i docenti di tecniche grafiche Ugo Zovetti e di composizione Aldo Salvadori. Inoltre dagli anni Trenta insegnarono a Monza gli architetti razionalisti milanesi.

A differenza del Bauhaus l’Istituto di Monza attraversò gli anni Venti e gli anni Trenta sostanzialmente indenne, se pur con ricorrenti crisi economiche, mentre l’estetica espressa dai docenti e dai manufatti virava dal tardo Liberty al Déco, al Razionalismo.

Nel 1943, con l’inasprirsi del secondo conflitto mondiale, l’ISIA fu costretta a chiudere i battenti a causa della chiamata alle armi di molti allievi e insegnanti, ma nei suoi venti anni di attività lasciò una traccia indelebile, dando impulso alla nascita del design in Italia.

LA MOSTRA NELLE PAROLE DELLE ISTITUZIONI

“Questa mostra – dice il Sindaco di Monza Paolo Pilotto – è un tributo all’”artigenialità” della nostra terra, dove è nato, anche in forma talvolta inconsapevole, quel connubio tra artigianato ed estro creativo che è il design, poi applicato all’arredo nelle sue diverse declinazioni. E’ una storia affascinante che merita di essere raccontata poiché ha contribuito in modo significativo a marcare l’identità del tessuto produttivo della Brianza e a far emergere talenti e firme che hanno lasciato il segno”.

 "La mostra – aggiunge l’Assessora alla Cultura Arianna Bettin – nasce con l'intento primario di rivolgersi ai più giovani, a quella fascia d'età in cui rientravano gli studenti che cent'anni fa iniziavano il proprio percorso di formazione presso l'Università delle Arti Decorative di Monza. Ragazzi - e poi anche ragazze, seppur per breve tempo - nati e vissuti in un contesto storico profondamente diverso dal nostro, in un'Europa ancora traumatizzata dalla Prima Guerra Mondiale e in un'Italia ormai sotto il giogo Fascista, ma che erano animati, come tutti i giovani, da passioni dirompenti e da prolifico spirito creativo. Vogliamo portare i ragazzi a confrontarsi con i protagonisti dell'ISIA come se fossero loro coetanei o i loro professori, anche se ai tempi i designer ante litteram portavano la cravatta, mentre oggi ne fanno volentieri a meno, e le designer erano una importante eccezione, mentre ai giorni nostri sono finalmente presenza accettata e di primario rilievo. Senza dimenticare la dovuta contestualizzazione storica, ma con l'intenzione di rendere più umani e vicini a noi quegli adolescenti e giovani adulti, immortalati prima che si affermassero, segnando così una tappa storica del design italiano".

GLI EVENTI COLLATERALI

Scuola di Natale Vermi Fagiano Archivio Storico della Società Umanitaria Milano bassa 250ISIA ACADEMY 1922-1943. Quando i Designer Portavano la Cravatta” sarà arricchita da numerosi eventi collaterali, conferenze e workshop artistici di fumetto, illustrazione, grafica pubblicitaria, scultura, design di oggetti e molte altre discipline, tenuti da docenti di varie accademie di arti visive, che faranno rivivere ai partecipanti l’emozione di essere guidati da affermati talenti artistici.

Calendario Eventi Collaterali

Domenica 19 novembre

dalle 11 alle 17 con pausa dalle 13.30 alle 14.30

ISIA di Monza oggi: segni moderni, segni contemporanei

Workshop di design grafico tenuto da Sergio Virginio Menichelli di Studio FM Milano

Sabato 25 novembre

ore 11

Introduzione al lavoro del pubblicitario

Conferenza con il pubblicitario Cesare Casiraghi

Giovedi’ 30 novembre

ore 18

UMBERTO BELLINTANI. Dalla Scultura alla grande Poesia

Conferenza di Alberto Crespi in collaborazione con La Casa della Poesia di Monza e Associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza

Sabato 2 dicembre

ore 16

Incontro con Edoardo Tresoldi

Lecture con lo scultore Edoardo Tresoldi

Sabato 9 dicembre

ore 16

Sulla fabbricazione di sculture e modelli: tecniche e materiali

Dimostrazione e incontro con lo scultore scientifico Lorenzo Possenti

Giovedì 25 gennaio

ore 18

La fotografia per l’arte. Il rapporto del fotografo con l’opera d’arte e l’artista. Dagli Alinari a Benjamin, a Ugo Mulas. Dalla storia delle riproduzioni d’arte alle riflessioni sul fare.

Una lezione teorica con indicazioni sulle tecniche di ripresa e l’uso della luce col professore Piero Pozzi

Domenica 28 gennaio

ore 15

Illuminazione per i beni culturali e gli spazi espositivi

Workshop con la Light Designer Lisa Marchesi

Giovedi’ 8 febbraio

ore 18

Dall’Umanitaria all’ISIA di Monza

Conferenza con Claudio A. Colombo, responsabile Archivio Storico della Società Umanitaria Milano e Alberto Crespi, in collaborazione con Associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza

Tutti gli eventi si svolgeranno in Sala conferenze Info e prenotazioni su www.museicivicimonza.it

 

INFORMAZIONI

ISIA ACADEMY.

1922 - 1943 Quando i Designer Portavano la Cravatta

Monza. Musei Civici

10 novembre 2023 - 28 gennaio 2024

Orari

mercoledì 10-13 | 15-18

giovedì 15-18

venerdì, sabato e domenica 10-13 | 15-18

Aperture straordinarie

8 dicembre

1 gennaio

6 gennaio

Biglietti

Intero € 6

Ridotto € 4

Under 18 gratuito

Informazioni sul sito: www.museicivicimonza.it | www.comune.monza.it

Musei Civici di Monza

Tel. 039. 2307126

Al Circolo degli Artisti di Albissola Marina l'inaugurazione della personale "ARMONIE” di Oreste Edgardo Rossi

 

Oreste Edgardo ROSSI locandina 250Da sabato 11 a domenica 26 novembre 2023 sarà nuovamente nostro gradito ospite il pittore di origini piemontesi, ma ormai da tanti anni ad Albissola Marina, Oreste Edgardo ROSSI.

L'inaugurazione della sua personale "ARMONIE" sarà sabato 11 alle ore 17 e l'orario di apertura sarà dal lunedì al sabato dalle 17 alle 19, domenica dalle 10 ALLE 12.

E dall'1 al 30 novembre anche in "Vetrina d'Artista" presso il Centro Artigianale Restauri in via Repetto di Albissola Marina.

ORESTE EDGARDO ROSSI

"Ho esposto per la prima volta nel 1978 al Circolo degli Artisti di Albissola Marina. L'accoglienza favorevole nei confronti dei miei lavori mi ha spinto a progredire, tanto che, negli anni, ho fatto mostre in città della Liguria e del Piemonte, per approdare negli Stati Uniti nel 1992 e nel 2006. Sono seguite altre personali, tra le quali quella presso Palazzo Ducale di Genova. Il 2014 vede un ritorno al Circolo degli Artisti e all'Atelier Gulli di Savona nel 2016. Le mie tele sono prevalentemente ad olio, ma la tecnica mi permette di dare efficacia al disegno usando matite, penne, chine miscelate in modo da dare ai soggetti la stessa luminosità dell'olio insieme con la precisione del tratto.

"ANGELO CESSELON,  I PITTORI DEL CINEMA DEL '900 e  IL LORO STILE INNOVATIVO".  Venerdì 17/11/23 - h.18.30/21.00.

Mangiaparole - Via Manlio Capitolino 7/9  Roma. (Metro Furio Camillo)

 

Foto Cesselon 250Finissage della mostra :
"Angelo Cesselon"
(Dal 22 ottobre al 17 novembre 2023)

Programma
1) Conferenza/dibattito.
Tema: Un flash mob a Roma negli anni '50. La storia della vita artistica e delle opere di Angelo Cesselon (1922/1992) e quella dei suoi colleghi e compagni di avventura, i "Pittori di Cinema" o "Cartellonisti". Un movimento pittorico del ' 900, di grande interesse artistico e culturale, ma ancora poco conosciuto e storicizzato. Vedremo le opere e la qualità dello stile di alcuni dei trenta giovani artisti che dipinsero i piu famosi manifesti di cinema internazionale, ma anche i motivi per cui i loro nomi sono caduti nell'oblio. A cura di Alessandra Cesselon. 

2) Performance teatrale.
"Angelo Cesselon. L'uomo dei sogni di carta"
Letture e recitazione tratte dal corto teatrale scritto e Interpretato da Alessandra Cesselon. Con la gentile partecipazione di Maurizio Sinibaldi, Maria Flavia Del Curatolo.

3) Intervento in video - Testimonianze
  "Angelo Cesselon e i cartellonisti del suo tempo. Alla scoperta di illustri sconosciuti artisti". A cura del dott. Carlo Pavia
Interventi e testimonianze. 

4) Commenti musicali
 A cura del Maestro Osvaldo Bisello.

Realizzazione: ARCHIVIO PITTURA di CINEMA ANGELO CESSELON - Roma
A cura della dott.ssa Alessandra Cesselon

Ospitalità: MANGIAPAROLE, caffè letterario -  A cura di Marco Limiti. 

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