in Mostra

'Archetipi' di Umberto Leonetti in mostra a Prosperity

L'esposizione sarà visitabile a Napoli dal 18 al 30 giugno

 

archetipi 250Domenica 18 giugno, ore 18:00, presso Prosperity - Associazione di promozione sociale, nata contro lo sfruttamento del lavoro minorile in Oriente, sita a Napoli, in via Santa Lucia, 110, si terrà il vernissage della mostra 'Archetipi' di Umberto Leonetti.

L'esposizione sarà visitabile fino al 30 giugno, il sabato e domenica, solo su prenotazione, dalle ore 15:30 alle ore 19:00.

Il 21 giugno, ore 19:00, Dialoghi tra l'Arch. Francesco Giaccio, il Dott. Ivon Barile e l’artista.

Il 28 giugno, ore 19:00, Dialoghi tra l'Avv. Per Giacinto Di Fiore e l’artista.

Biografia Umberto Leonetti

Umberto Leonetti nasce a Napoli il 15 gennaio del 1951. Le sue prime personali risalgono alla fine degli anni 60 e risentono dell'influenza dei suoi maestri Waschimps e Cajati. Le prime opere sono essenzialmente ispirate al tema degli Angeli.

Le grandi tele prodotte negli anni 70, 'Forze spirituali attive nel mondo della natura', 'Il mio giardino', risultano esposte per la prima volta nel maggio del '79 in una mostra personale allestita nella Galleria d'Arte 'Forum Artis' di Copenaghen e, successivamente, nella Galleria d'Arte Moderna 'De Profundis' di Hermand Livgård in Nyborg Danimarca.

Con 'Androgino', 1974, e 'Ciclo Vitale', 1975, manifesta i suoi interessi verso la ricostruzione dell'essere interiore e avvia gli studi sui processi integrativi dell'uomo, androgino platonico.

Nel 1975 si organizza la prima grande rassegna, alla Galleria d'Arte Moderna Schettini, con circa un centinaio delle sue opere più grandi, tra cui un olio su tela dal titolo 'Per una ricerca attiva di noi stessi' pubblicata sulla rivista 'Uomini e idee', Edizione Schettini, aprile 1975. Avverte la necessità di liberarsi dagli ostacoli materiali limitanti e muove i primi passi nella ricerca dell'Io incontaminato.

Con Rinaldo Reale stabilisce un rapporto di profondo affetto fraterno determinato dagli stessi interessi culturali e dalle ricerche sull'alchimia. Intanto, si organizzano altre sue mostre personali a Roma, a Firenze, a Verona, a Palermo.

A Napoli la seconda più importante rassegna è allestita nella galleria d'arte 'Mediterranea' con significative opere di ispirazione alchemica tra cui le Opera al Nero e Opera al Rosso. Nello sforzo di costruire una più specifica individualità, l'aiuto più efficace gli viene dallo studio di Freud e Jung.

Nascono le opere di ‘La Fr+ di Myriam’, ‘Ibis’ e, agli inizi dell'85, entrato in una fase differente del suo lavoro, utilizza il mezzo espressivo, olio, acrilico, inchiostro, in funzione dei contenuti. Diventa consapevole della possibilità... che un linguaggio subliminale possa essere più direttamente recepito dalle coscienze, che, altrimenti, sarebbero più o meno ostacolate dalle prossimità materialistiche dell'essere.

Parte della collezione degli acrilici tra cui Il Crepuscolo degli Dei e la Genesi, opere dal significato specificamente alchemico, sono esposte nell'anno successivo nella galleria Carolina Monti di Ischia.

Negli anni seguenti dipinge 'Studio sull'Albero della Vita', 'Viaggio dal Centro della Terra all'Ibis', vari studi sulle Trasformazioni e opere con tecniche diverse come 'La Coniuctio' ed una seconda 'Opera al Nero o Sdoppiamento'.

Successivamente, il suo interesse sembra polarizzarsi nella produzione grafica. Si può, però, stabilire che, con la fine dell'anno '85 ed il progressivo esaurirsi della serie degli acrilici, delinea un nuovo modo di intendere, concepire e realizzare l'arte: l'arte sub-liminale, appunto, tendente ad imprimere sinteticamente sulle anime, ed in modo più diretto, una maggiore coscienza dell'Assoluto.

Recentemente, dopo aver elaborato strumenti linguistici, da lui definiti archetipi, vedi 'L'alchimia nelle opere di Umberto Leonetti', Edizione Mazzotta, Milano, 1996, recupera le esperienze del suo passato producendo icone fotografiche di opere precedentemente elaborate. Prosegue un percorso introspettivo volto a rivisitare, nella valutazione delle dinamiche che hanno contribuito ad affermare i suoi valori culturali, il proprio vissuto.

A Napoli l'inaugurazione della mostra d’arte contemporanea “Esasperatismo” 

 

Locandina Vernissage 16 6 2023 250Oggi 16 giugno alle ore 18,00 nel complesso monumentale di San Domenico Maggiore in vico San Domenico Maggiore, 18, l’Associazione Gioventù Cattolica promuove con il Patrocinio del Comune di Napoli la mostra d’arte contemporanea “Esasperatismo” a cura del movimento artistico Esasperatismo Logos e Bidone. Al Vernissage interverranno p. Adolfo Russo presidente della Fondazione Fare Chiesa e Città, Gianni Lepre consigliere del Ministro della Cultura, Emilia Mallardo vedova del fondatore del movimento artistico M° Adolfo Giuliani, Sergio Locoratoro coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli e Gianfranco Wurzburger presidente di Asso. Gio. Ca.

Alla collettiva prenderanno parte oltre 40 pittori, la mostra resterà allestita fino al 25 giugno con ingresso gratuito. 

RAFFAELLA
Icona dell'arte
Museo Civico di Bari
dal 23 giugno al 3 settembre 2023

 

Elisabetta Raineri 250Raffaella Carrà sbarca al Museo Civico di Bari con una mostra che la celebra come icona dell'arte.
L'esposizione, a cura di Maria Paternostro e Silvia Minelli, è stata realizzata lo scorso inverno per lo spazio espositivo fiorentino di Informacittà – L'arte di comunicare e, visto il successo di pubblico, arriva adesso a Bari in una versione ancora più ricca e accattivante per omaggiare una delle star più amate dell'immaginario pop.

La Puglia per la Carrà ha sempre rappresentato un luogo del cuore, soprattutto dal punto di vista spirituale, un amore ricambiato da tutti i pugliesi che proprio nella città capoluogo le hanno dedicato il primo murales italiano, opera di Giuseppe D'Asta.

Maria Paternostro illustra “A due anni dalla sua scomparsa, è doveroso raccontare questa grande donna dello spettacolo, conosciuta ed amata ovunque, attraverso le opere di artisti di tutto il mondo che si sono ispirati alla sua simpatia, empatia, bellezza e professionalità. La Carrà è uno di quei personaggi amati da tutti: sensuale ma mai volgare, intelligente ma mai arrogante, semplice ma mai banale, leggera ma mai superficiale”.

Raffaella Maria Roberta Pelloni, bolognese classe 1943, debuttò in televisione nel 1961 ma il vero successo arrivò nel 1970 con la sua partecipazione a Canzonissima diventando la prima showgirl della tv dell’epoca.
Icona di stile, regina della televisione, il cui inconfondibile caschetto biondo ha segnato la moda e le pettinature degli anni ’60 e ’70, impegnata socialmente e sempre educata e brillante nei programmi in cui ha partecipato o condotto, è stata anche protagonista di numerose campagne pubblicitarie che hanno contribuito a renderla tra i personaggi più amati del nostro paese.

Il percorso espositivo è cospicuo e variopinto. Ci sono opere grafiche di artisti da tutto il mondo: dalla greca Kelly K. al cileno Gabriel Ebensperger, dalla persiana Daria Derakhshan alla francese Zelda Bomba, fino agli italianissimi Simon The Graphic, Il Grande Flagello, Stefano Menicagli, Andrea Giacopuzzi, Elisabetta Raineri, Andrea Mattiello.
Arricchiscono la mostra anche tanti street artist, dalle celebri Lediesis con la loro SuperRaffaella a Carla Bru e i suoi collage, da Laben e i suoi stencil a Miss Quark che si è focalizzata sul rapporto tra la straordinaria carriera della Carrà e i tanti marchi della pubblicità di cui è stata testimonial richiestissima e accreditata.
Una piccola sezione è dedicata anche ai fumettisti con matite prestigiose come Vauro e Donald Soffritti e due disegnatori molto attivi sui social, Audace Social Club e Giancarlo Covino.
Infine, il preziosissimo tributo di Steo Disney con un allestimento delle sue celebri bambole dedicate proprio alla Carrà.

La mostra Raffaella. Icona dell'arte fotografa i cambiamenti dei costumi della società. Come quando Raffaella rese la cucina Scavolini “La più amata dagli italiani”, nessuno slogan fu mai pronunciato da persona più adatta e alla fine, è diventata proprio lei la più amata dagli italiani. E non solo.

RAFFAELLA
Icona dell'arte
dal 23 giugno al 3 settembre
Museo Civico Bari
Strada Sagges, 13 Bari
080.5772362
www.museocivicobari.it
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Gli artisti
Vauro
Vauro Senesi è un vignettista, scrittore, opinionista e attore italiano. Le sue vignette di satira politica sono state pubblicate su importanti testate italiane ed estere (Linus, Satyricon, Cuore, Il Venerdì, Corriere della sera, El Jueves e L’Écho des savanes). Politicamente schierato, si distingue per la satira graffiante e dissacratoria e per un tratto pulito, spesso e caricaturale.

LeDiesis Le street artists italiane più famose al mondo, preferiscono restare anonime e lasciare che la loro arte parli per loro. Il loro obiettivo è quello di rendere omaggio a figure femminili che hanno ispirato e ispirano ancora le nuove generazioni ritraendole con la S fiammeggiate di Superman.

Donald Soffritti Appassionato da sempre di disegno e di fumetti intraprende un percorso artistico che si conclude con il diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1990. Esordisce come vignettista sul quotidiano Il Resto del Carlino per poi debuttare come fumettista nel 1993 su Sturmtruppen. Nel 1997, entra nelle scuderie Disney, iniziando ufficialmente a disegnare storie e copertine per Topolino e Grandi Classici.

Andrea Giacopuzzi
Content creator, come lui stesso ama definirsi, crea immagini ironiche e frizzanti utilizzando i volti della cultura pop e le celebrità del momento. Illustratore, realizza opere grafiche per stampa su carta/tessuto. Tra i suoi clienti Dolce e Gabbana, Moncler, Disney, Chiara Ferragni, Ungaro, Nintendo, Byblos, Ducati e altri.

Gabriel Ebensperger Cileno, tra il 2009 e il 2015 ha illustrato la sezione interviste della rivista Paula, dove, tra il 2014 e il 2015, ha ricoperto anche il ruolo di direttore artistico. Nel 2015 ha lavorato al suo primo libro, il graphic memoir Gay Gigante, che gli è valso il Colibrí Medal Award per la migliore graphic novel del 2016. Ha pubblicato il suo primo libro per bambini, El libro de la tristeza nel 2018, e da poco è uscito un sequel di Gay Gigante: il romanzo illustrato Planetarium.

Il Grande Flagello Account cult, si autodefinisce “L'anello (debole) di congiunzione tra Blob e la Gialappa's”. Creatore di video e immagini ironiche sempre al passo con l'attualità. Satira e arte salveranno il mondo!

Audace Social club
Giovane illustratrice, ironica, pungente, volutamente mordace, stravolge il significato dei luoghi comuni. Il suo progetto è una cassa di risonanza per tutti coloro che sono consci delle imposizioni e dei paradigmi troppo stringenti e vogliono comunicare oltre la linea tratteggiata.

Simon The Graphic Brindisino, Simone Dell’Aglio, compie studi artistici e si la laurea in comunicazione pubblicitaria a delineano il suo futuro lavorativo nel mondo della creatività e della grafica. Nel 2020 disegna la serie “Angeli al microfono” per omaggiare 10 big della musica internazionale prematuramente scomparsi. In un anno e mezzo produce quasi 300 artwork e ritratti in un crescendo che lo porta a produrre le illustrazioni per Sanremo 2022. Dal 2022 collabora con MilanoVibra diventando anche noto come #quellodellecarrà.

Stefano Menicagli Artista digitale conosciuto a livello internazionale. Il suo viaggio creativo è iniziato dalla fotografia per poi arrivare alla manipolazione digitale e l'uso dell'intelligenza artificiale.

Giancarlo Covino Le sue illustrazioni, ispirate alla cronaca, compaiono su diverse pubblicazioni italiane ed internazionali. Dal 2004 al 2006 è inviato a curare una rubrica di illustrazioni satiriche sul portale del Festival Internazionale della Satira di Salerno. Nel 2019 riceve il premio Prix della XI edizione del premio Cartoon SEA, concorso nazionale di umorismo e satira. È invitato, come disegnatore di live sketching, in eventi e convegni.

Andrea Mattiello Artista introspettivo, analista attento e sensibile, seleziona pochi elementi della realtà quotidiana e li utilizza come simbolo di grande contenuto espressivo con una grafica netta, decisa e ben tracciata. L'attuale produzione è rivolta al ritratto, con particolare attenzione al profilo, in cui convivono contaminazioni pop e rimandi alla tradizione dell'arte classica italiana in un mix di linee nette e contrasti di colori saturi.

Kelly Kantanoleon nata ad Atene, terminata la Athens College School, nel 1994 è stata accettata alla Coventry University of Fine Arts in Inghilterra, per poi tornare ad Atene dove ha continuato l'attività artistica fino ad oggi esponendo sia in Grecia che nel Regno Unito. È membro della Camera delle Belle Arti in Grecia (E.E.T.E.).

Zelda Bomba pittrice e disegnatrice francese le cui opere sono state esposte oltre che in patria, anche in Italia e nel Regno Unito. I suoi lavori esplorano temi relativi all'identità e all'espressione in uno stile pop art, ispirato alle controculture e alla fotografia di moda utilizzando una tavolozza di colori audaci con contrasti sorprendenti.

Daria Derakhshan nata da madre italiana e padre persiano, è un’illustratrice e grafica. Le sue illustrazioni dai colori pop riflettono la sua anima libera, divertente e creativa.

Miss Quark street artist nota per i paste up che raffigurano le scarpette rosse, simbolo della lotta contro la violenza e i suoi personaggi pop freschi e leggeri.

Alex Laben street artist che si è dedicato assiduamente alla stencil art in cui ha trasferito una raffinata attenzione nella cura dei dettagli e dei canoni estetici, senza disdegnare sperimentazioni cromatiche o nell'uso di materiali.

Carla Bru pioniera della street art italiana, artista raffinata che usa la tecnica del collage utilizzando ritagli di giornale e dando loro un nuovo significato, creando una nuova forma di arte, l'Art Telling.

Elisabetta Raineri Appassionata di disegno fin da piccola e successivamente di modellazione, ha conseguito il diploma in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Ha lavorato come grafica e pubblicitaria, dal 2010 si avvicina alla pittura digitale e attualmente sperimenta la modellazione 3D.

Steo Disney è celebre nell'ambiente degli amanti delle bambole come creatore dei loro abiti in stile show, grande soiree ed ispirati a quelli indossati da Raffaella Carrà. Ha ideato e realizzato il primo varietà musicale in onda sui social interpretato completamente da bambole, Dollissima. Ha creato per il proprio atelier più di cento riproduzioni in scala 1:6 degli abiti portati da Raffaella nei suoi importanti show e balletti.

 

 

Domenica 18/06/23 alle ore 11.00, presso il Museo Archeologico di Calatia di Maddaloni (CE), sarà inaugurata la mostra Borders, personale dell’artista Italo Mustone

Locandina Borders 250Domenica 18/06/23 alle ore 11.00, presso il Museo Archeologico di Calatia di Maddaloni (CE), sarà inaugurata la mostra Borders, personale dell’artista Italo Mustone. La mostra, patrocinata dal Museo di Arte Contemporanea del Sannio (ARCOS) presenta in correlazione due periodi della produzione dell’artista, una fase storica che comprende opere dei primi anni ’90 e il lavoro più recente che ha visto la luce negli ultimi anni.

La mostra, a cura di Francesco Creta, si sviluppa su una triplice visione che emerge dall’ambiguità semantica della parola borders in inglese. La prima idea è quella di border inteso come frontiera, infatti l’artista nella sua produzione più recente ha scelto la forma circolare del telaio che diviene in questo modo metafora del mondo contemporaneo; la frontiera non è quindi vista come luogo di separazione ma come spazio in cui il colore si amalgama rappresentando la possibile unione e commistione delle popolazioni.

Secondo spunto di riflessione è il border come limite, un limite che l’uomo moderno dovrebbe comprendere e assimilare nel suo rapporto con il paesaggio: infatti la dinamica di transitorietà della vita umana nella produzione degli anni ‘90 di Mustone si scontra con la persistenza del nostro intervento sul paesaggio naturale. Le vedute, realizzate ormai trent’anni fa, evocano atmosfere distopiche in cui l’elemento naturale scompare sottomesso al progresso industriale, interrogando il fruitore sui limiti da non superare e sulla necessità di porci in armonia con il nostro contesto naturale e storico.

L’ultimo border è il bordo della tela, spazio di analisi di molti artisti della contemporaneità, ricerca del superamento della dimensione bidimensionale dell’opera pittorica; qui le sagome di Mustone diventano moderni pittogrammi preistorici, che si mescolano in impasti di colore perdendo la loro forma originaria e mutando la propria identità in una visione sempre più spersonalizzata divenendo precisa rappresentazione delle teorie della “società liquida”. Questa, come teorizzato da Zygmunt Baumann, indica una “concezione sociologica che considera l’esperienza individuale e le relazioni sociali segnate da caratteristiche e strutture che si vanno decomponendo e ricomponendo rapidamente, in modo vacillante e incerto, fluido e volatile.”, come segnalato dalla Treccani.

La mostra, oltre ad evidenziare aspetti ben delineati della produzione dell’artista irpino, propone un dialogo tra l’antico e il contemporaneo, settori spesso considerati inconciliabili ma che presentano molto spesso linguaggi comuni.

Italo Mustone nasce a Trevico (AV), vive e lavora a Benevento, nella sua carriera ha esposto in importanti mostre in Italia e all’estero: Sharjah Art Museum Emirati Arabi; “Inchiostro indelebile" MACRO Museo d’Arte Contemporanea - Roma; “ECHOITALIA” Montreal (Canada); “Hexen Streghe” - ZLB Berlino; Istituto Italiano Di Cultura – Vienna; “Mount Vesuvius" Galleria Nuvole Arte Contemporanea – Montesarchio (BN); “Inchiostro indelebile” Galleria La Recoleta, Buenos Ares (Argentina); “Divina Commedia” ARCOS Museo Arte Contemporanea - Benevento; Collezione Zani - Museo di Como; Dal Pozzo Arte Contemporanea – Alba; Inoltre le sue opere sono presenti in collezione presso: Zentral-und Landesbibliothek di Berlino; Istituto Italiano di Cultura – Vienna; Collezione Zani – Como; Museo MUSPAC di Arte Contemporanea - L'Aquila; Archivio Storico Esposizione Quadriennale di Roma; Archivio Storico Esposizione delle Arti Contemporanee Della Biennale di Venezia.

YŌKAI
Le Antiche Stampe dei Mostri Giapponesi
una produzione Vertigo Syndrome

Domenica 18 giugno
la mostra ospita un laboratorio interattivo
sulle onomatopee giapponesi
dedicato interamente ai più piccoli,
a cura dell’Associazione Culturale NipPop



Yōkai. Le antiche stampe dei mostri giapponesi Allestimento 250Sarà interamente dedicato ai più piccoli l’evento collaterale che questo fine settimana animerà Yōkai. Le antiche stampe dei mostri giapponesi, la mostra in corso a Palazzo Pallavicini, a Bologna, che presenta al pubblico il fantastico mondo dei mostri della tradizione nipponica, attraverso più di duecento opere del XVIII e XIX secolo. Domenica 18 giugno, a partire dalle 16, tutti i bambini dai 6 ai 10 anni potranno divertirsi e imparare insieme grazie ad un laboratorio interattivo sul folklore e sulle onomatopee giapponesi, a cura dell’Associazione Culturale NipPop.
Il laboratorio, condotto da Giulia Colelli, dottoranda del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna, farà riflettere i piccoli partecipanti su un aspetto molto particolare del linguaggio: le onomatopee, che la lingua giapponese, a differenza di quella italiana, usa per rappresentare in forma scritta non solo i suoni, ma anche i sentimenti e gli stati d’animo. Un modo curioso e divertente per acquisire delle competenze metalinguistiche e imparare come lingue diverse descrivano il mondo in modo diverso.
Durante l’incontro verranno letti dei racconti tratti dal libro “Goro goro” di Laura Imai Messina (Salani Editore, 2021), che porteranno i bambini alla scoperta di storie, fiabe e creature del Giappone tradizionale, tra demoni capricciosi e principesse innamorate.
L’evento si svolgerà su più turni, a partire dalle 16 fino alla chiusura dell’esposizione (ore 20). Ogni turno, della durata di circa un’ora, sarà formato da un massimo di 15 partecipanti. La prenotazione è fortemente consigliata scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L’incontro è ad ingresso libero per i possessori del biglietto della mostra, valido per la giornata in corso, ma il pubblico può anche partecipare soltanto all’evento collaterale, senza acquistare il biglietto dell’esposizione, ma soltanto uno dedicato al singolo evento, al costo di € 5,00, oppure partecipare all’evento e tornare a visitare la mostra per la seconda volta, al costo di € 8,00.
Ogni weekend chiunque si presenterà in mostra con un costume da cosplayer avrà diritto a un ingresso ridotto e al salta fila gratis.

Tutte le informazioni alla pagina degli eventi collaterali del sito www.mostrigiapponesi.it

INFORMAZIONI
YŌKAI. Le antiche stampe dei mostri giapponesi
Bologna, Palazzo Pallavicini (via San Felice 24)
7 aprile – 23 luglio 2023
Orari
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Chiuso il lunedì

Biglietti
Dal martedì al venerdì:
€ 14,00
Sabato e domenica:
Intero € 16,50 | Ridotto € 14,00

Gruppi € 13,00 (mon. 15 – max 25 persone + 1 accompagnatore gratuito) | Scuole € 5,00 (2 docenti gratuito)*
*per gruppi e scuole obbligo di prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Bologna Welcome Card e Card Cultura € 13,00
Soci Touring Club € 13,00
Giovedì Universitario € 12,00 (con tesserino)
Bambini da 6 a 12 anni € 5,00
Gratuito per bambini sino a 6 anni| disabili con certificato 75% di invalidità| guide turistiche abilitate | giornalisti con tesserino accreditati presso ufficio stampa| soci I.C.O.M.

Informazioni e prevendita sul sito www.mostrigiapponesi.it
Catalogo mostra: Skira (skira.net)

Una mostra tutta da godere al chiostro dell'Archivio di Stato di Cosenza

Angelo Cesselon (1922 - 1992). Mostra del manifesto d’autore

 

Angelo Cesselon Mostra Cosenza 2023 250Angelo Cesselon è protagonista di un’interessante mostra personale a Cosenza. Fino al 23 giugno 2023. Saranno esposti poster vintage dei film tra gli anni ‘50 e ‘60 dipinti dal magico pennello del maestro della pittura di cinema.

La Calabria e Cosenza rendono omaggio a un artista che ha creato centinaia di interessanti opere pittoriche. I suoi poster, dal cromatismo vibrante e vivace, caratterizzati da ritratti indimenticabili, contengono immagini cult dei più famosi attori del cinema internazionale: dalla bellezza glamour di Marylin Monroe alla maliziosa espressione di Gina Lollobrigida, da Totò a Water Chiari, da Peppino de Filippo alla bellissima attrice francese Pascale Petit. In mostra opere tra gli anni '50 e '60. Evento nell'ambito di ModaMovie 2023. "A volte Ritornano" a cura di Sante Orrico.

L' Archivio di Stato di Cosenza è la location della bella mostra di Angelo Cesselon. L’ allestimento gode dell'armonioso spazio del chiostro cinquecentesco della chiesa di San Francesco, decorato con una serie di affreschi con la storia del santo. Si tratta di dipinti dallo stile tonale e sobrio sui toni dorati. Suggestivo il contrappunto tra gli affreschi classicheggianti e tradizionali e i manifesti dai colori intensi e dalle composizioni originali e innovative create da Cesselon, che si configura come indiscusso maestro della pittura di cinema del ‘900.

L' inaugurazione e presentazione delle mostre è avvenuta il 10 giugno, all' Archivio di Stato, alla presenza degli organizzatori e di personaggi della politica e della cultura; tra i quali: la delegata del Sindaco: Antonietta Cozza, il Direttore Archivio di Stato: Raffaele Traettino, il Presidente BCC Mediocrati: Nicola Paldino, il Direttore ModaMovie Sante Orrico, la Curatrice Archivio Cinema Cesselon, Alessandra Cesselon.

L’evento espositivo durerà fino al 23 giugno e sarà visitabile liberamente da tutti. Una bella manifestazione all' insegna della pittura ma anche della musica, della fotografia e della solidarietà!

THE SEA MEMORY (LOST)

Enrique Martínez Celaya

Con un testo di Giorgio Verzotti

Firenze, Secci Gallery

5 maggio – 29 luglio 2023

 Inaugurazione: venerdì 5 maggio, dalle 18 alle 21

 

The Omen First White Lily plate bassa 250Dal 5 maggio al 29 luglio 2023 la Secci Gallery ospita The Sea Memory (Lost), una mostra personale di Enrique Martínez Celaya, artista americano residente a Los Angeles, che presenta per la prima volta in Italia una selezione delle sue opere pittoriche. Mentre al Museo Marino Marini, sino al 29 maggio, sono esposte le grandi installazioni di “Guardare e aspettare: Enrique Martínez Celaya. Sculture Selezionate 2005-2023”, il mare e i fiori, eterni e permanenti nella loro transitorietà, sono i soggetti dominanti dei dipinti proposti in galleria, realizzati con olio e cera su tela, che esplorano la connessione tra ciò che resta e ciò che svanisce, tra due condizioni temporali opposte: la fugacità e l’eternità.

Per Martínez Celaya l'arte non è solo una pratica culturale, ma anche uno sforzo etico che trasforma il pensiero in azione e ci permette di comprendere meglio il mondo, la natura, ciò che ci circonda e, quindi, anche noi stessi. Per interpretare la realtà, i suoi dipinti si servono di elementi come i fiori, il mare e i fiumi, immagini comuni ed essenziali ma mai banali, superficiali o puramente ornamentali. Dietro l’apparente semplicità, queste opere celano sempre esperienze più profonde, ci parlano di sentimenti, di speranza, di nostalgia, della nostra fragilità.

“Su superfici relativamente grandi, - spiega Giorgio Verzotti nel testo che accompagna la mostra – l’artista dipinge immagini di fiori su sfondi marini: fiori selvatici o da giardino, malvarosa, luminosi narcisi gialli o gigli, girasoli e protee, delineati con attenzione ai dettagli, come si farebbe per un ritratto, ma con una pittura mossa, gocciolante, quasi impetuosa nel definire le onde. L’associazione fra i fiori e il mare ha un valore simbolico, entrambi alludono a ciò che è transeunte, che trascorre, all’effimero. Questi elementi naturali diventano emblemi del divenire e sembra che l’artista li dipinga in grandi dimensioni per poterli fermare, mentre l’agitazione della pittura ne annuncia il destino di provvisorietà.”

Agli occhi di chi lo osserva, il mare è sempre uguale, immutabile, ma in realtà non è mai lo stesso, si trasforma, cambia continuamente con l’infrangersi delle onde, con la direzione della luce, con il passare inesorabile del tempo e con l’erosione delle coste. Allo stesso modo, i fiori sbocciano e muoiono seguendo un ciclo di vita estremamente breve. Noi, con stupore e meraviglia, ne cogliamo la bellezza e il profumo, ma con malinconia, perché consapevoli della loro caducità sappiamo che, tra poco, i petali appassiranno, cadranno e non potremo più sentirne il profumo, che si disperde nell'aria.

Ma la transitorietà non ha senso senza la permanenza, ed è proprio nell’effimero che si rivela ciò che è duraturo, spiega Martínez Celaya in un estratto del suo diario, datato febbraio 2023, che l’artista ha reso pubblico sul suo sito personale. Il binomio fiori/mare acquista quindi una doppia valenza, volge in positivo il tema della precarietà. Il mare, in realtà, è quello che è sempre stato: un riferimento permanente con cui ci misuriamo e ci localizziamo, un’entità che plasma e definisce la civiltà e gli stili di vita, un confine universale e un mezzo per navigare, per collegarci. I fiori, invece, rappresentano la rinascita, la forza della natura, la caparbietà della volontà di essere. Le opere di The Sea Memory (Lost) possono, in questo senso, essere viste come ritratti, dove i fiori sostituiscono la figura umana e il mare, sullo sfondo, simboleggia il tempo. Ci ricordano che siamo solo di passaggio su questa terra ma, allo stesso tempo, sono testimoni della nostra permanenza, della continuità della vita.

L’artista

Enrique Martínez Celaya è un artista, autore ed ex fisico le cui opere sono state esposte e collezionate da importanti istituzioni in tutto il mondo. È Provost Professor of Humanities and Arts alla University of Southern California, Distinguished Professor per l'MFA in Fine Arts all'Otis College of Art and Design e Montgomery Fellow al Dartmouth College. Ha realizzato mostre, progetti e interventi in musei, gallerie ed altri luoghi di cultura, tra cui la Berliner Philharmonie di Berlino, il Museo Statale dell'Ermitage a San Pietroburgo, la Phillips Collection di Washington D.C., la Cathedral Church of St. John the Divine a New York e il Museum der bildenden Künste Leipzig, in Germania. Le sue opere sono presenti in 56 collezioni pubbliche internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art, il Los Angeles County Museum of Art, il Whitney Museum of American Art, il Moderna Museet di Stoccolma, il Museum of Fine Arts di Houston e il Museum der bildenden Künste di Lipsia. Martínez Celaya è autore di numerosi libri, tra cui i due volumi Collected Writings and Interviews, 2010-2017 e 1990-2010, Lincoln: University of Nebraska Press, 2020 e 2011; e The Nebraska Lectures, Lincoln: University of Nebraska Press, 2011. Il suo lavoro è stato oggetto di diverse pubblicazioni monografiche, tra cui Martínez Celaya, SEA SKY LAND: towards a map of everything, Berlin: Hatje Cantz, 2021, Enrique Martínez Celaya e Käthe Kollwitz: Von den ersten und den letzten Dingen, Berlino: Hatje Cantz, 2021, Martínez Celaya, Work and Documents 1990-2015, Santa Fe: Radius Books, 2016, e Enrique Martínez Celaya: Working Methods, Barcelona: Ediciones Polígrafa, 2012.

Martínez Celaya è nato a Cuba e cresciuto in Spagna e a Porto Rico. Ha iniziato la sua formazione artistica formale come apprendista di un pittore all'età di 12 anni. Ha conseguito una laurea in Fisica Applicata e una minore in Ingegneria Elettronica presso la Cornell University e un Master of Science con specializzazione in Elettronica Quantistica presso la University of California, Berkeley. Ha condotto parte delle sue ricerche di fisica presso il Brookhaven National Laboratory ed è titolare di diversi brevetti di dispositivi laser. Ha frequentato la Skowhegan School of Painting & Sculpture e ha conseguito un MFA con il massimo dei voti presso l'Università della California, Santa Barbara, dove è stato anche Regents Fellow e Junior Fellow dell'Interdisciplinary Humanities Center. Nel 1997 è stato insignito del premio Art Here and Now dal Los Angeles County Museum of Art. Nel 1998, Martínez Celaya ha creato la casa editrice Whale & Star, riconosciuta a livello internazionale che pubblica libri di arte, poesia, pratica artistica e teoria critica. Prima dei suoi attuali incarichi accademici, ha ricoperto le posizioni di Roth Family Distinguished Visiting Scholar al Dartmouth College, di Presidential Professor all'Università del Nebraska e di professore associato al Pomona College e alla Claremont Graduate University. Nel 2020 ha ricevuto il titolo di Doctor Honoris Causa dall'Otis College of Art and Design, dove ha tenuto il discorso di inizio anno. È membro della Huntington Library, Art Museum e Botanical Gardens, del Los Angeles Institute for the Humanities e della Robinson Jeffers Tor House Foundation. Fa parte del consiglio di amministrazione dell'Otis College of Art and Design, è stato consulente artistico dell'Anderson Ranch Arts Center dal 2018 al 2021, dove ha ricevuto il National Artist Award nel 2007, ed è membro dell'International Advisory Council della Hispanic Society of America. Ha tenuto conferenze in tutto il mondo, tra cui l'American Academy di Berlino, l'Art Institute di Chicago, la Royal Drawing School e l'Aspen Institute.

 

THE SEA MEMORY (LOST)

Enrique Martínez Celaya

Firenze, Secci Gallery

5 maggio – 29 luglio 2023

Orario: dal martedì al sabato, 10.00 – 13.30/14.30 – 19.00

www.martinezcelaya.com

 

La Galleria dell’Accademia di Firenze

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SAGAS -Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo dell'Università di Firenze

presentano

In punta di pennello

un progetto realizzato con gli studenti del corso di “Comunicazione e Didattica Museale” della Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici 

 

Galleria dellAccademia di Firenze Pietro Perugino Assunzione della Madonna e Santi 2480x4259 250La Galleria dell'Accademia di Firenze e il Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo - SAGAS dell'Università di Firenze presentano In punta di pennello, un progetto che coinvolge gli studenti in un programma di attività, di ricerca e di studio, finalizzato alla valorizzazione e divulgazione delle collezioni del Museo, attraverso una campagna social, che sarà online da mercoledì 5 aprile, con cadenza settimanale. La sfida è stata quella di far dialogare una formazione storico artistica di alto livello specialistico con i nuovi linguaggi espressivi della comunicazione, con l'obiettivo di raggiungere un pubblico sempre più vasto.

In punta di pennello - dichiara Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze - dà il via a una nuova collaborazione, questa volta con l’Università di Firenze, che vede ancora i giovani in prima linea. Già con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti abbiamo avuto modo di realizzare, in passato, varie iniziative di successo come ad esempio Radio Accademia. Con questo particolare progetto, invece, abbiamo messo alla prova gli studenti della Scuola di Specializzazione in beni storici artistici, che si sono impegnati nella narrazione breve di alcune opere pittoriche delle nostre collezioni. Siamo molti soddisfatti dei risultati ottenuti e vi invitiamo a seguirci sui nostri canali social !”

Il progetto nasce all’interno del corso di “Comunicazione e Didattica Museale” della Scuola di Specializzazione in beni storici artistici tenuto dalla prof.ssa Chiara Lachi ed è stato elaborato insieme ad Elvira Altiero, Funzionario Storico dell'arte della Galleria dell'Accademia di Firenze. Si configura come un'esercitazione che va 'oltre la teoria' per cimentare gli studenti in qualcosa di concreto e utile per la loro futura professione. Vuole promuovere e far conoscere i capolavori della collezione di pittura italiana della Galleria, che vanta capolavori dal Duecento all'Ottocento, tramite la realizzazione di una campagna di comunicazione di contenuti storici artistici sui canali social del museo.

A ogni studente, 23 in tutto, è stata assegnata un'opera sulla quale creare un testo divulgativo, spaziando tra artisti di varia epoca e fama (da maestri celeberrimi quali Pontormo, Lorenzo Monaco e Perugino, ad altri meno noti, come Giovanni del Biondo o Eugenio Prati), tecniche differenti (affreschi, tavole, tele) e tipologia (dai piccoli trittichetti a sportelli destinati alla devozione individuale, alle monumentali pale d'altare provenienti dalle maggiori chiese fiorentine).

In punta di pennello - racconta Elvira Altiero - si inserisce tra le azioni intraprese da questa Direzione far conoscere al grande pubblico la straordinaria raccolta di pittura italiana della Galleria. In questo progetto, al quale ho lavorato con Chiara Lachi, abbiamo volutamente stabilito che ogni studente trovasse la propria cifra stilistica per la comunicazione, proprio perché la campagna prevede di dare spazio a più voci. Ciascun testo si presenta come un post a carosello, in cui lo scritto è accompagnato da una sequenza di immagini a scorrimento con i dettagli del quadro, con l'obiettivo di guidare il lettore all'osservazione, dare informazioni, suscitare interesse, curiosità e approfondimenti.”

“Come docente del corso in Didattica e Comunicazione Museale - prosegue Chiara Lachi -, cerco sempre di proporre ai miei studenti e studentesse un'esercitazione che vada oltre la teoria e li faccia cimentare in qualcosa di concreto e utile per la loro futura professione. Per questo sono davvero contenta della collaborazione con la Galleria dell'Accademia, che ha consentito che questa iniziativa si realizzasse. In punta di pennello (il titolo della campagna è frutto di un processo di brainstorming collettivo) ha portato studentesse e studenti a riflettere e scegliere una chiave di lettura delle opere d'arte per elaborare una comunicazione in grado di suscitare curiosità, attirare l'interesse ed essere compresa da tutti. Una bella sfida che li ha trasportati dai banchi dell'università alla vita pulsante del museo!”

Tex, Corto Maltese e un gorilla arrabbiato. Sono alcuni dei “Ri-tratti” di Ada Augeri in mostra al Circolo degli Artisti di Albissola Marina

 

2023 Ada AUGERI al Circolo degli Artisti LOCANDINA INVITO 250Persone e personaggi, cantanti e protagonisti del fumetto, animali e icone pop. La mostra di Ada Augeri che aprirà l'8 aprile alle 17 al Circolo degli Artisti di Pozzo Garitta ad Albissola Marina racconta tutto questo.

Ma lo fa con materiali di riciclo (i nastri delle vecchie cassette vhs) e con altri espedienti tecnici e anche, ovviamente, con la pittura. La mostra s'intitola “Ri-tratti” e sarà visitabile fino al 23 aprile (da martedì a sabato 16-19, domenica 10-12,30 – 16-19).

La mostra – ad ingresso libero – si avvale del sostegno della Fondazione De Mari di Savona.

L'artista

Ada Augeri, nata a Savona, inizia ad esporre le sue opere pittoriche nei primi anni Novanta in gallerie private e spazi pubblici, sia in personale che in collettiva. Fin da allora la sua arte coniuga la pittura tradizionale alla ricerca sui materiali. Una sua fortunata serie di dipinti rilegge la tradizione della pittura medievale e l'arte delle vetrate delle cattedrali con l'utilizzo di colle e plastiche. Successivamente riflette sulla sua natura di madre in una serie di dipinti dedicati alla fase prenatale. E poi ancora si occupa di rileggere architetture singolari sempre con l'ausilio delle colle e delle plastiche.

Ada AUGERI ha lungamente lavorato nel mondo della grafica, disegnando tessuti per le maggiori aziende del settore oppure illustrazioni per numerosi volumi. Ha anche lavorato nell'arredo o riarredo – sempre come illustratrice e pittrice – di locali-bar. Attualmente dirige un laboratorio in piazza Martiri 25r a Savona che promuove la sua filosofia del riciclo come forma d'arte, ma anche incontri e seminari.

Spiega Ada Augeri: «Mi sento rappresentata dalla manualità che ha  accompagnato positivamente tutta la mia vita. Una abilità nel fare che ho sempre coniugato nei più vari modi espressivi. Comunicare attraverso le forme che nascono dai più diversi tipi di oggetti e materiali mi appartiene profondamente. Alla base del mio lavoro c'è il rispetto della matericità delle cose. Mi piace scoprire e reinventare la storia e la funzione di un oggetto. Il mio apporto creativo nasce dall'istinto per la bellezza che avverto negli elementi. Un impulso che raffino attraverso una abitudine a rendere essenziali e al tempo stesso evidenti le caratteristiche che già appartengono alla storia dell'oggetto: incrostazioni, patine, colori dovuti all'uso e al tempo, sono le note da preservare e con cui stabilire un nuovo equilibrio nell'oggetto ri-creato e ri-portato verso un nuovo corso di progettazione ed esistenza».

Inaugurazione sabato 8 APRILE alle 17,00

Orario di apertura,

tutti i giorni, lunedì escluso dalle 16 alle 19

domenica anche dalle 10,00 alle 12,30

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