in Mostra

Musei: chiude con 100mila visitatori la mostra Fumetti nei Musei a Torino

 

Logo MiC 250Grande successo per “Fantasmi e altri misteri”, la prima mostra tematica di “Fumetti nei musei” ai Musei Reali di Torino, conclusa il 2 ottobre 2022 dopo due proroghe e altrettante aperture serali con visite guidate speciali. Sono stati circa 100 mila gli ingressi (95.847) alla Galleria Sabauda per l’esposizione a cura di Mattia Morandi, Chiara Palmieri e Simona Cardinali, che ha raccontato la vitalità dei musei statali tramite le avvincenti storie a fumetti realizzate da 20 brillanti autori italiani.

Spiriti mitologici, abitanti secolari, custodi del tempo, opere e ritratti che prendono vita, anime perdute e storici colonnelli: i personaggi della nona arte protagonisti della mostra sono apparsi singolari, e forse un po' inquietanti, ma anziché spaventare a morte i visitatori - adulti, bambine o bambini coraggiosi – hanno contribuito a raccontare le storie e le collezioni dei nostri musei e parchi archeologici. Storie diverse, ma tutte testimoni della vivacità dei luoghi della cultura, spazi più che mai attuali, anche se i loro abitanti, reali o di fantasia, in carne e ossa oppure oggetti inanimati, provengono da un tempo lontano.

“Fumetti nei Musei” è un progetto editoriale ideato dal Ministero della Cultura per avvicinare le nuove generazioni ai musei e alle istituzioni culturali. La collana gialla con l’ormai iconica civetta è composta da 51 storie a fumetti realizzate da grandi autori e nuovi talenti, ambientate in altrettanti nei musei italiani dello Stato e distribuite gratuitamente alle ragazze e ai ragazzi che partecipano ai laboratori museali e alle visite guidate.

 

ADOLFO DE CAROLIS
e la xilografia nelle Marche
Opere dalla collezione Francesco Parisi

a cura di
Loredana Finicelli e M. Letizia Paiato

 

GABA.MC – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata
Piazza Vittorio Veneto 7 (MC)
dal 28 ottobre 2022 al 28 gennaio 2023
Opening | venerdì 28 ottobre ore 17.00


invito mail de carolis 250Ricorrono quest’anno i 50 anni dalla istituzione dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, un appuntamento che sarà celebrato con una serie di incontri, mostre, attività artistiche, gran parte delle quali organizzate intorno al tema del gioco ma non solo. Il primo degli eventi celebrativi, che segnano l’avvio delle attività artistiche e culturali del cinquantenario è la mostra dedicata ad ADOLFO DE CAROLIS e la xilografia nelle Marche. Nativo di Montefiore dell'Aso ma formatosi tra Bologna e Roma, De Carolis è stato uno dei più importanti rappresentanti di quella particolare declinazione del Liberty italiano che prendeva spunto dalla tradizione rinascimentale e dal preraffaellismo inglese, capace di restituire attraverso la sua variegata attività, che l’ha visto impegnato maggiormente in vasti cicli decorativi piuttosto che nella pittura da cavalletto, quelle atmosfere care al simbolismo europeo.
La mostra indaga un settore della sua attività che lo rese ulteriormente celebre e che gli consentì di riportare in auge una tecnica, la xilografia, totalmente caduta in disuso.
L'Accademia di Belle Arti, presso la sua sede espositiva GABA.MC, presenta un significativo corpus di xilografie, oltre novanta opere provenienti dalla collezione di Francesco Parisi, che mostrano il grande talento artistico di De Carolis nonché quello dei suoi seguaci, chiamati dallo scrittore Ettore Cozzani “la bella Scuola”, accumunati da una tensione idealizzante neomichelangiolesca inconsueta nel panorama grafico italiano.
La mostra include inoltre un’ampia sezione dedicata alla celebre Scuola del Libro di Urbino, la più prestigiosa scuola di illustrazione italiana fondata e guidata dallo stesso De Carolis fino alla sua morte e proseguita, nella didattica, da alcuni suoi fedeli allievi come il marchigiano Bruno da Osimo.
Una terza sezione è dedicata ancora a quegli Xilografi marchigiani che mantennero inalterata nel corso degli anni la grande tradizione dell’incisione su legno come Attilio Giuliani di Ancona e Sanzio Giovannelli di S. Benedetto del Tronto.
Tre sezioni scandiscono la mostra affrontando diverse sfaccettature dell’ampio raggio d’influenza del grande artista marchigiano, fra cui non mancano alcune preziose edizioni originali, come ad esempio Fedra, la tragedia di Gabriele D’Annunzio, pubblicata da Treves Milano nel 1909, a raccontare il clima culturale nel quale lavorava De Carolis, oltre allo stretto legame con il Vate.
La mostra ADOLFO DE CAROLIS e la xilografia nelle Marche. Opere dalla collezione Francesco Parisi è a cura di Loredana Finicelli e Maria Letizia Paiato.
L’inaugurazione della mostra è programmata per venerdì 28 ottobre 2022 alle ore 17.00 e sarà visitabile fino al 28 gennaio 2023. Per la chiusura della mostra, in data 27 gennaio alle ore 17.00 sarà presentato al pubblico il catalogo dell’esposizione con saggi delle curatrici e una prefazione di Francesco Parisi.


INFORMAZIONI
Accademia di Belle Arti di Macerata
Piazza Vittorio Veneto 7 (MC)
www.abamc.it / tel +39 0733 405111
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari di apertura da martedì a sabato dalle ore 17.00 alle 20.00

 

Mercoledì 19 ottobre dalle 11 nella sede del Maschio Angioino
inaugurazione della mostra fotografica
"La guerra dimenticata. A 30 anni dal conflitto in Bosnia" di Mario Boccia

la testimonianza di una delle guerre più cruenti degli ultimi decenni, costruita e alimentata dalla propaganda di odio e differenziazione razziale
La mostra inserita nel progetto #CriticaMente resterà aperta dal 19 ottobre al 10 novembre, dal Lunedì al Venerdì ore 10-17.

logo fondazione valenzi ETS 250La mostra, realizzata presso la sede della Fondazione Valenzi, consiste in una raccolta di 24 foto scattate durante la guerra, in particolare durante il lunghissimo assedio di Sarajevo (1992-1996), dal fotografo Mario Boccia. L’esposizione è divisa in tre sezioni. La prima sezione è dedicata alle immagini di distruzione causata dalla guerra, la seconda alla vita quotidiana durante il conflitto e infine la terza alla "resistenza civile" durante l'assedio della città di Sarajevo.
Oltre alle foto di Mario Boccia verrà proiettato un estratto del documentario “DERT”, di Mario e Stefano Martone, che narra la storia della cooperativa Zajedno (Insieme) di Bratunac (Bosnia Erzegovina), fondata nel 2003 e composta prevalentemente da donne serbe, croate e bosniache che si occupano della raccolta e della lavorazione di frutta.
La mostra si inserisce nel progetto #CriticaMente, finanziato dalla Regione Campania con i fondi FSE nell’ambito di Scuola Viva Azioni di accompagnamento. Il contrasto del conflitto etnico, della propaganda razzista, della denigrazione dei gruppi sociali deboli sono temi centrali del progetto.

Trenta anni fa, la notte tra il 5 e il 6 aprile 1992 cominciava la guerra in Bosnia ed Erzegovina (BiH). Nonostante le tensioni e i conflitti già in atto in altre aree della ex-Jugoslavia, in Bosnia la guerra sembrava impossibile. Il paese era, ormai da decenni, un esperimento riuscito di convivenza pacifica tra popoli e religioni diverse. Eppure, gli appetiti dei paesi vicini e di politici nazionalisti senza scrupoli portarono velocemente il paese al conflitto. La guerra in Bosnia ed Erzegovina (1992-1995) è stata tra le più cruenti degli ultimi decenni con un bilancio di oltre centomila morti e due milioni di sfollati. Popoli che fino a pochi giorni prima convivevano pacificamente si sono ritrovati di colpo uno contro l'altro, da vicini di casa e parenti a nemici. Una guerra costruita e alimentata dalla propaganda di odio e differenziazione razziale portata avanti dalle élites nazionalistiche dell'epoca.

Il fotografo:
Mario Boccia è un fotografo e giornalista specializzato in reportage sociali e di attualità internazionale. È stato corrispondente e inviato de “il Manifesto” da Sarajevo, Belgrado, Pristina, Skopje, Dyarbakir e Baghdad. Dal 1989 al 2011 ha lavorato in scenari di guerra e povertà in tutto il mondo (Balcani, Africa, America Latina, Medio Oriente). Non ama essere definito “fotoreporter di guerra” ma preferisce “fotografo di lamponi” perché, dal 2003, segue le attività della cooperativa agricola “Insieme” che produce confetture e succhi di piccoli frutti nella zona di Srebrenica, il paese del terribile massacro in Bosnia.
Le sue foto sono state utilizzate per promuovere campagne di ONG o Agenzie dell’ONU come: UNHCR, Cooperazione Italiana, OXFAM-Italia, AMREF, LegaAmbiente e molti altri.
L’11 aprile 2022 la sindaca di Sarajevo Benjamina Karic gli ha conferito la “Medaglia d’oro della città di Sarajevo” e sue fotografie saranno in esposizione permanente nel Museo Storico della Bosnia Erzegovina (nella nuova sede in allestimento).

Il documentario:
In una regione ancora sconvolta dalla guerra della prima metà degli anni Novanta, al confine tra Serbia e Bosnia Erzegovina è nata nel 2003 la cooperativa Insieme. DERT racconta la storia della cooperativa e dell'amicizia che l'ha resa possibile, quella tra Rada, Skender e Mario, muovendosi nei luoghi della memoria di un paese segnato dalla guerra. Ma non è un film sulle vittime e sul dolore. È la testimonianza di una straordinaria esperienza collettiva fondata sulla dignità e sul lavoro. Un esempio di convivenza a dispetto di tutti i nazionalismi. Attraverso i ricordi, le riflessioni e il lavoro quotidiano si ricostruisce il contesto storico nel quale è maturata un’esperienza di pacifismo concreto che dimostra l’assurdità delle logiche nazionalistiche da cui sono scaturiti molti conflitti passati e recenti.

“Vissuti Mediterranei” al CMA – Vomero - Napoli

 

10 Controcopertina Vissuti Mediterranei 300Sabato 8 ottobre 2022, alle ore 17.30, al CMA (Centro Musica Arte), Via Cilea, n. 64, Vomero – Napoli, è stata inaugurata la mostra, curata dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello, intitolata “VISSUTI MEDITERRANEI” con opere di: Beatríz Cárdenas, Biagio Cerbone, Alessandro Del Gaudio, Maria Pia Daidone, Samuel Di Mattia, Vittorio Fumasi, Natallia Gillo Piatrova, Alessandra Lama, Franca Lanni, Alessandro Maio, Emidio Mastrangioli, Mauro Molinari, Viviana Pallotta, Silia Pellegrino, Monica Samaria, Giovanna Savona, Aurelio Talpa, Valter Vari.
Nell’ambito delle attività del CMA, di Napoli, si sviluppa quest’esposizione, per giuste comparazioni e acquisizioni, a favore di chi frequenta questo spazio vomerese - brillantemente indirizzato da Daniele Gogliettino -, ed è interessato alla pittura, alla scultura, alla grafica, alla digital art, alla fotografia, alla scultura ..., nonché alla musica, per poter comprendere le ultime istanze di un gruppo di artisti e di artiste, attivi e attive, da tempo, nel campo delle arti visive contemporanee.
Catalogo in distribuzione con poesia inedita di Antonio Spagnuolo.
La mostra resterà aperta sino a venerdì 28 ottobre 2022; orario: lunedì-venerdì:16-20; su richiesta per visite al mattino, telefonare al: 380.141.69.60

Scheda della mostra, a cura di Maurizio Vitiello:

VISSUTI MEDITERRANEI

Nell’ambito delle attività del CMA, di Napoli, si sviluppa quest’esposizione, per giuste comparazioni e acquisizioni, a favore di chi frequenta questo spazio vomerese - brillantemente indirizzato da Daniele Gogliettino -, ed è interessato alla pittura, alla scultura, alla grafica, alla digital art, alla fotografia, alla scultura ..., nonché alla musica, per poter comprendere le ultime istanze di un gruppo di artisti e di artiste, attivi e attive, da tempo, nel campo delle arti visive contemporanee.

******

Questa mostra vede insieme, dopo vari blocchi dovuti al lockdown per problemi dovuti al Covid-19, artisti di diverse regioni italiane, e non solo, che presentano opere in cui sensibilità e motivi di ricerche sono declinati in diversi codici linguistici.
La linea dinamica e vitale dell’arte contemporanea non scema e se si controllano gli studi dei vari segmenti, opportunamente esaminati, approfonditi e analizzati, rileviamo che ci confortano.
Alcuni artisti hanno forti crediti alle spalle e altri stanno rinnovandosi, ripercorrendo, dopo pause temporali per molti motivi, le strade dell’arte, che non hanno intenzione di dimenticare.
Si propone, quindi, come collettiva di prospettiva in cui sono lanciati messaggi da perlustrazioni di “vissuti mediterranei”.
Simboli e figure, astrazioni multiple comprendono respiri e slanci di una mediterraneità e colori e segni posizionano un ventaglio di interpretazioni.
Emergono una coscienza di rilievi e un insieme di proiezioni di vita, nonché si delinea un positivo incontro di comuni esperienze di motivi culturali, differenziati da intervalli di tagli molteplici di riflessioni.
Si notano, tra l’altro, autentiche forze creative sorgive e nonostante le problematiche ai confini dell’Europa - tuttora presenti nel momento in cui scriviamo - s’insegue un’armonia, nonché la voglia di un equilibrio esistenziale.
Su dati memoriali sono state sviluppate essenziali e proficue registrazioni e alimentate talune resilienze, che incanalano la coscienza del mutamento.
Questo momento espositivo ci permette di ricontrollare l’arte azionata da un tema e, nonostante il Covid-19 con tutte le sue varianti, da Delta a Omicron 1, 2, 3, 4 e 5, ... si ridetermina un significativo “corpus”, agitato dalla frontiera di un’inarrestabile voglia di esserci.
Gli artisti “entrano” nel mondo e colgono le “plurime identità” e declinano coscienti operazioni in vari codici linguistici, rilanciando basi formative e riassunti delle esistenze.
Fondamentalmente, emergono pagine di sequenze sociologiche e moti di pulsazioni e vibrazioni, che analizzano il presente e, talvolta, anticipano orientamenti futuri.
Accenti di novità e/o riprove di scattanti indirizzi e di controlli e orientamenti riescono a trapassare incontri per corroborare parabole visive.
Questa pubblicazione può, senz’altro, offrire spunti di lettura sulle varie e diverse interpretazioni del nostro mondo attuale e comprendere le opportunità e i limiti della creatività.
Varchi riepilogativi e stesure autentiche di immagini sono riassumibili e ci potremmo rendere conto della posizione dell’arte contemporanea in Italia, ma non solo, quanto posizioni da rivedere e utilmente migliorare con attendibili richiami e conferme.
L’anno 2022 rivede in campo gli artisti e la loro voglia di posizionarsi nei confronti del pubblico e con una base rinnovata e di accertamenti.
Questa rassegna presenta diversi segmenti, dalla fotografia alla grafica, dalla pittura alla scultura, dalla ceramica alla digital-art e altro ancora, tra nomi storicizzati, consolidati ed emergenti.
Sicuramente, questo breve spaccato, ragguardevole e significativo “corpus”, aggettiva un periscopico controllo su momenti vissuti e filtrati dall’arte contemporanea.
Il catalogo, a corredo, assicura una memoria sui vari codici linguistici di artisti e artiste, provenienti da varie latitudini.
La frontiera della creatività non è stata colpita da battute d’arresto; anzi, proprio il ripetuto lockdown e il conflitto ai confini dell’Europa sono stati, stranamente e straordinariamente, gli involontari e imprevisti supporti, nonché i volani perché i creativi replicassero con produzioni più determinate, più incisive, più autentiche.
Si potranno cogliere algoritmi di passioni, interessi simbolici, “divertissement” metaforici, pensieri allegorici, nonché convincenti originalità, un tempo nascoste, intime, domestiche, utili.
Emergono, quindi, idee, concetti, dottrine estetiche con la portata di valore di azione e di innovazione, che marcano e riannodano il solco tra arte e vita.
Nel dettato della vita c’è la felice combinazione dell’imperio del canale indispensabile dell’arte.
Segmenti, angoli, triangoli, frammenti eccellenti dell’umanità invisibile ci ricordano che l’arte è, fondamentalmente, azione formativa pedagogica e si manifesta come accettabile e congrua partecipazione sociale, nonché formidabile viatico dell’esistenza, incoraggiamento, conforto analitico e certificata ed energica sorgente di sicurezza per sfidare il futuro, sempre più incerto, oggi più di ieri, per svariati motivi.
In questo spazio del CMA un “focus” attendibile batte in una parabola dello “status” dell’arte italiana, e non solo, grazie a presenze, che frequentano con assiduità le nuove frontiere visive.
Gli artisti, “viaggiatori dell’anima”, esplorano “le variegate identità del mondo” e, nel loro capitale di esperienze, puntano a “nuove centralità di ricerche”.
La coscienza dell’artista, che declina conoscenza ed esperienza in vari codici linguistici, rilancia vicende istruttive e incentivi dell’esistenza nello spettro di verifica di assetti di sostegno analitico.
Un appropriato “sentiment”, agganciato e collegato a un “esprit”, può riprogrammare l’arco delle frontiere visive, tessute da segmentazioni, frazioni, inquadrature, segnature, segni, segnacoli, sottolineature, striature, plasticità, risalti, rilievi, duttilità, incisioni, intagli, luci, tagli, angolazioni, spacchi, squarci, agglutinazioni, distingui, purezze, concrezioni materiche, pulsazioni informali, campiture lievi, campi cromatici intensi, elevate astrazioni; insomma, quest’ampio e agglutinante ventaglio visivo riesce a cribrare e a corroborare lo stadio di “confronti e dialoghi sulla contemporaneità”.

******

Beatríz Cárdenas con “Purple rain”, scultura in legno, colori acrilici e vernici, cm. 35 x 45, del 2022, partecipa a questa rassegna di multiple voci confermando la sua attenzione verso il mondo plastico e la sua intenzione a percorrere altre strade dell’arte. Così, continua, tra pittura e produzione plastica, a determinare estrinsecazioni e acute estroflessioni cromatiche e a regolare con nitida partecipazione uno “status” emotivo pregevole. Nell’esclamare colori, rinforzare tagli, specificare linee frecciate prosegue con avveduta e meditata forza. Beatríz Cárdenas continua nel suo percorso geometrico-spaziale sino a rendere cromie in “farfalle di luce” e tagli in contrappunti di resilienze estetiche, che connettono dispositivi bilanciati tra àncora e ala. Gli ultimi esiti della sua produzione nel 2022 sono stati apprezzati, anche, alla BeneBiennale di Benevento, allestita nella monumentale “Rocca dei Rettori,” e alla XLIX Edizione del Premio Sulmona. 0

Biagio Cerbone motiva una fluidità espressiva, tutta sostanziata da colorazioni ludiche e ci trasporta in un immaginario insolito. Le sue rese pittoriche risultano studi di un divenire tra fantasia e realtà. Certamente, intende proseguire a riaffermare una libertà esecutiva che possa penetrare il senso del discutibile. Chiaramente, vuole incidere con un suo personalissimo tracciato. Con “Oltre il buio”, olio su tela e pagine Braille, cm. 70 x 50, del 2017, tenta una riconversione dei sentimenti per approcciare altri lidi, altri confini. L’artista vuole combinare estremi e cerca di risolvere in una rete dispositiva agganci che possano reggere una tenuta figurativa, che però, passi a sostenere una corrente di sciolta e facile acquisizione visiva, preoccupato a restar lontano da altri codici, segnati da incapsulamenti e da determinazioni oggettive. Con chiara trasmissione innesta delle iperboli visive per mantenere viva la sua ricerca di assestamenti.

Maria Pia Daidone nel portare avanti il filone delle “Valigie”, tecniche miste su legno, dal 2008, sempre fortemente richieste, ancor’oggi, attua un lavoro sulla memoria personale e collettiva, con fraseggi intimi e particolarità collettive. Determina nelle opere trasparenze e motivazioni, d’impeccabile preziosità semantica, nonché filigrane emotive, d’indiscussa valenza, che agitano onde intime e incapsulano vertigini. In una conseguenziale logica di approfondimento le sue creazioni vibrano di sentimenti rivolti a sollecitare estroflessioni consapevoli per attivare coscienti realtà. Porta avanti la sua attività con estrema serietà, che sviluppa, tra Londra, Napoli e Cantalupo nel Sannio (IS). Varie e composite risultano le sue produzioni. Ogni suo segmento operativo presenta e propone un’alta qualità, tanto da ottenere il plauso dei più grandi critici italiani.
Difatti, partecipa a diverse rassegne con gli opportuni tasselli creativi, opportunamente richiesti.

Alessandro Del Gaudio, bravo, brillante, sempre. I suoi passaggi tematici trasmettono, immediatamente, un flusso informativo, di sapienza ironica, e una resa interessante, incontrovertibilmente, accattivante. L’artista prosegue con efficacia e con rara eleganza compositiva a distribuire i suoi commenti taglienti e graffianti. Studia il vissuto contemporaneo e lo affronta, da par suo, con decisione e determinazione per determinare una “cifra stilistica” di altissima qualità. La felice produzione dell’artista è profondamente studiata e smaliziata per distinguersi e, contemporaneamente, per riallacciarsi alle infinite possibilità estetiche di un’inesauribile “etica” della fantasia. Attua un convinto doppio passo: in parte, fabbrica sogni e illumina di atmosfere serene e piacevolmente ludiche uno scenario ristretto da “paese dei balocchi”, ma, riesce, d’altro canto, a concretizzare sorprendenti e simboliche logiche critiche.

Samuel Di Mattia con “Bad world”, tecnica mista su tela, cm. 70 x 50, del 2022, è accento riflessivo sul quotidiano del mondo. Con fare composito riesce a dimensionare divagazioni strappate dalla realtà quotidiana e il suo incunearsi nelle dinamiche giovanili è lampante. Intriganti, accattivanti, singolari e preziose sono le sue tele, che s’impongono per caratura e carattere, e non poco. Certamente, il suo “far pittura” è cronaca e storia, nel contempo. Motivazioni “pop” e criteri ragionevoli situano la sua produzione nell’alveo convinto di canali visivi decisamente illustrativi, quasi una sintesi della cronaca “grigia”, “nera”, talvolta “rosa”. Non ci sottolinea una “pace meridiana”, ma quelle radicalità sovversive o di quei manifesti giovanili da “street art”. Ogni sua tela è un cifrario efebocratico. Ogni lavoro è determinato da una somma di complessità segniche e da vicende e storie metropolitane.

Vittorio Fumasi con “Onda mediterranea”, bassorilievo in terracotta smaltata su tavola, cm. 40 x 60 x 14, del 2016, partecipa a questa mostra dalle varie coordinate linguistiche. L’artista, seppur da anni in Calabria, un “salto” a Napoli lo combina; è nella sua prassi di movimento. Non ha dimenticato d’investigare l’anima mediterranea di questa città e, talvolta, la riporta con franchezza in termini precisi della sua interessante produzione plastica. Da scultore decisamente impegnato, ricerca, in maniera indomita, materiali utili a “fabbricare” nuove sospensioni plastiche, nuove elaborazioni, differenziate per taglio e stile. Chiaramente, interpreta momenti decisivi e programma e predispone, ogni volta, un “assett” diverso”. Presente in rassegne importanti e su riviste di qualità il suo nome “viaggia” sicuro tra gli artisti di peso specifico. Vittorio Fumasi rielabora il suo vissuto artistico e determina sempre novità e armonie.

Natallia Gillo Piatrova con “Prometeo”, tecnica mista su tela, cm. 70 x 50 e “Pandora”, tecnica mista su tela, cm. 70 x 50, entrambe del 2022 è in questa esposizione. L’artista bielorussa sperimenta, sempre, nuovi adattamenti e nuove soluzioni su situazioni e circostanze visive emblematiche di supporto emozionale. Con avveduta scioltezza crea immagini d’ampio respiro e di confortante tensione per acquisire soglie di limiti e ventagli di novità propositive. Opera anche sulla memoria e attiva richiami di miti. L'artista vaglia l’esplosività potenziale di un territorio e illumina il suo già lungo percorso di incisive scelte operative oro-geografiche e mantiene ben salda la sua pronuncia informale, rilevante e forte. E’ stata presente, tra l’altro, in questo scorcio d’anno, a “EuroExpoArt” in VerniceArtFair” di Forlì, a “SINTESI 2022 Confronti sulla contemporaneità”, al “Museo Crocetti” di Roma, alla BeneBiennale di Benevento, allestita nella bellissima “Rocca dei Rettori”.

Alessandra Lama presenta “Anime nel vento”, tecnica mista, realizzata con acrilico smalto e olio su tela, cm. 70x50, del 2022. Nel blu il mare, nel rosso e nel bianco anime. L'idea le è stata suggerita dall'immagine dei panni stesi nei vicoli di Napoli: si sublimano nell'idea delle anime attraversate dal vento del Mediterraneo come dei tanti migranti, che si perdono nella profondità del suo mare ed evoca il senso di precarietà della vita, ma, nello stesso tempo, vi si percepisce la capacità di essere flessibile al passaggio del vento come viatico per contrastare le sfide quotidiane. I suoi lavori presenti a “EuroExpoArt” in VerniceArtFair” di Forlì e anche alla BeneBiennale di Benevento, accolta nella splendida cornice della “Rocca dei Rettori”, testimoniano redazioni d’impeto e di livello. Sicuramente, la sua presenza ci sarà in futuro in altre importanti e significative rassegne, così da rendere testimonianze visive di respiro.

Franca Lanni con “Acrofobia”, pittura digitale, prima stampa di tre su Photo Rag Pearl, cm. 70 x 50 e “Dismorfofobia”, pittura digitale, stampa su carta fotografica trasferita su Dibond, 1 su 3, cm. 70 x 50, entrambe del 2022, spicca in questa raccolta di opere. I suoi lavori sono ricercatissime evoluzioni di disciplinate indagini visive e risultano di forte suggestione. E’ nata a Città della Pieve (PG), vive e lavora a Napoli. Ha insegnato Discipline Pittoriche presso Licei Artistici e Istituti Statali d’Arte e ha insegnato Psicologia della Forma e Teoria della Percezione all’Accademia di Belle Arti di Nola. Dal 1970 si interessa di arte nel sociale. Ha partecipato a numerose mostre nazionali e internazionali; ultimamente a “SINTESI 2022 Confronti sulla contemporaneità”, al “Museo Crocetti” di Roma, alla BeneBiennale di Benevento, predisposta nella “Rocca dei Rettori”. E’ presente nei libri di Rosario Pinto: “La pittura napoletana” (ed. Liguori) e “Pittura al femminile in Campania nel secondo cinquantennio del ‘900” (ed. Il Ponte) e nel libro di Francesco Gallo Mazzeo e Pasquale Lettieri “L’occasione critica” (ed. Liguori) e nel libro “La cooperazione dell’Arte” di Stefano Taccone (ed. Iod). Sue opere sono presenti, tra l’altro, nella Pinacoteca del Palazzo Ducale “Sanchez de Luna d'Aragona” di Sant’Arpino (CE), nei Musei Civici di Albano Laziale (Roma), al CAM di Casoria (NA), nel “Museum in Motion” di San Pietro in Cerro (PC).

Alessandro Maio con “Interazioni nel metaverso”, smalti e olio su tela di juta, cm. 70 x 50, del 2022 e “Là dove cresce il rosmarino”, smalti e olio su tela, cm. 70 x 50, del 2013, offre il suo contributo stilistico. Con efficace e caparbia voglia esecutiva dimensiona carature visive di carattere esemplificativo e rilancia in una serialità, egregia, motivi mediterranei incidenti e persuasivi. Con calma redige composte redazioni di consistenti afflati iconici e con cadenze multiple situa motivazioni profonde con radicalità convincenti. Linee semplicemente avvolgenti, segnature fratte, fatture agglutinate da cromatismi scelti “giocano” a governare redazioni pittoriche vive. In un circuito immaginativo s’incendiano passaggi mentali dell’artista, che sostanziano filtrati realismi, che accolgono anche soste, meditazioni, viaggi. Infine, controlla circostanziate prospettive emozionali-psicologiche sino a maturarle e a condensarle in equilibri portanti.

Emidio Mastrangioli con “Natura viva”, olio su tela, cm. 70 x 50, del 2022, si staglia nel suo personalissimo vissuto pittorico. L’artista, nell’ambito di ritrovati motivi di “still life”, continua a lavorare, intensamente, nel suo studio di Sulmona (AQ) e a perfezionare metafisiche disposizioni di eloquenti pause esistenziali. Ci fa pensare ad alcuni esiti su bottiglie di marca di un artista venezuelano, come Arnoldo Diaz, e al più che valutatissimo Giorgio Morandi (Bologna, 20 luglio 1890, Bologna - 18 giugno 1964). Si sta interessando ad allungare i colli delle bottiglie e a verticalizzarle sempre più per raggiungere un ulteriore stato trascendente. Le sue composizioni le gestisce nel tempo dell’asciugatura lunga dell’olio. Gli oggetti risultano un pretesto per fermare il tempo e la pausa rilevata è un ossequio al silenzio. E’ una pittura che avrà altri passi in futuro. Determinata è la sua assoluta caparbietà a perpetuare le scene solite.
Mauro Molinari con “La mia camicia”, tecnica mista, cm. 70 x 50, del 2020, segnala la sua presenza. L’artista è riuscito a delineare e a determinare una consistente e singolare valenza pittorica. Questa sua “cifra pittorica”, ormai conosciutissima, gli permette di alimentare storie, vicende, narrazioni, tra un “velo metafisico” e una corroborante dimensione ludica; potremmo, qui, quindi, parlare di un “linguaggio metafisico ludico”. Le sue figure, brillantemente frammentate da “coriandoli” e segmentate da tratteggi, le fa percorrere in metropoli o le restringe in condomini “sui generis”, tanto per capacitare una dimensione analitica sull’uomo incapsulato in una modernità stringente. Dettaglia con singolari visioni figure deframmentate; insomma, coriandoli segnici tratteggiano la complessità della vita metropolitana, non sempre semplice, che si “finge” nelle trame della laboriosità.

Viviana Pallotta è presente in catalogo con tre immagini, “Striature mediterranee”, opera n. 1, digital art, cm. 70 x 50; “Striature mediterranee”, opera n. 2, digital art, cm. 70 x 50; “Riflessioni marine”, digital art, cm. 80 x 80; tutte sono del 2022. L’artista lavora per pagine elettroniche per incastrare nel flusso di immagini, tra riporti iconici e radici antiche, motivi validi e singolari curiosità. Le sequenze delle elaborazioni eidomatiche classificano un ardore compositivo e con un’intelligente e continua collazione regola declinazioni gioiose di riferimenti epocali e di quotidiane novità. Viviana Pallotta produce, in uno scorrimento continuo di prove, da internauta, le sue osservazioni per cogliere, tra radici vissute e riporti iconici, molteplici identità che classificano le variegate presenze del mondo. Con partecipazione attenta coglie spunti e abbraccia sollecitazioni per sostanziare una teoria di nuove visioni “glocal”.

Silia Pellegrino con “Inquietudine”, olio su tela, cm.70 x 50, del 2007, e “Si pianti un albero per ogni bambino nato”, olio su tela, cm. 70 x 50, propone atti esistenziali di pregnante teoria. E’ ritornata a produrre con maggiore insistenza per non perdere contatti con il mondo dell’arte, che ha sempre attraversato con profonda passione operativa. Con tocchi, volutamente, rapidi ha elaborato, in rapsodica sintesi, un urlo di dolore misto a rabbia, mosso dalla vita difficile, che ci stringe, da molto tempo. E nell’altro dipinto fa sorgere riflessioni. Tenta di classificare le variegate visioni e le alterne presenze del mondo. Silia Pellegrino si guarda attorno e vive le problematicità che il globo fa precipitare sulla nostra vita quotidiana e da artista sensibile s’impegna a coltivare versanti ponderati, non certo risolutivi. Nel continuare la sua rete di equilibrate pronunce sul mondo percorre le strade della critica e della meditazione.

Monica Samaria con “Deep dit”, tecnica mista, cm. 70 x 50, del 2022, attua un’operazione nell’alveo del codice linguistico astratto con la tensione di materiali evidenti. "Deep dit" è una brillante idea, che nasce dall'esigenza di promuovere una nuova pista visiva. I due elementi, la tela e il plexiglas, combinano radice tradizionale e innovazione tecnologica in un rapporto diadico stretto; quindi, tradizione e innovazione si legano in un’offerta di sigla unica per una “cifra artistica”, consistente. Al concetto del "dit" si affianca quello del "deep", che sta a indicare l'idea della "profondità" - idea questa già considerata nello “Spazialismo” -. In "Deep dit" il concetto di "profondità" viene riproposto nel ritaglio sagomato dell'elemento plexiglas, che con la sua trasparenza induce lo sguardo alla visione di una sequenza spaziale. In un gioco di attenzioni si percepiscono periferie della lontananza e/o riverberi di una spazialità retroflessa.

Giovanna Savona con “Dentro un abbraccio”, olio su tela, cm. 70 x 50, e “Intimo pensiero”, olio su tela, cm. 70 x 50, entrambi del 2021, è presente dopo un periodo di stasi. Con pennellate brevi e struggenti s’accosta a una pittura umorale, densa e coerente. Modella parzialità fisiche o figure per incidere con toni fortemente espressionistici nel rispetto di un codice sempre più approfondito. Le sue tele si offrono con motivi d’impatto. L’artista sintetizza con estreme “scalfiture” plastico-cromatiche e traccia motivi “bendati” assoluti o chiasmi corporei. Questa pronuncia estetica divora le fattezze, le ingloba, le stria, le compatta, le distribuisce su nastri cromatici e li segmenta. E’ pittura enormemente drammatica. E’ quasi una risposta prepotentemente aggressiva, tagliente; insomma, diretta. In questa disposizione di sagome declina una volontà di distribuire il senso di una partecipazione motivata e sensibile. Quest’elaborazioni, sinteticamente volute, intercettano risalti e scatti esistenziali.

Aurelio Talpa con “Scarabocchio mediterraneo”, ceramica Raku, cm. 25 x 15 x 5, del 2022, continua la sua lunga ricerca nel laboratorio-studio. Combina aggregazioni estreme. L’artista oplontino è sempre teso a restituire alla materia una forza radicale e presenta una perfetta sintonia del senso profondo della vita. Con esplorazioni materiche innesta colori e determina forme e volumi, sino ad accogliere elementi prospettici per un’analisi. In un’organizzazione curata e con gesto fattuale precisa connotazioni fisiche. d’evidente concretezza per rendere visibile una giusta interiorità determinata da una coscienza tattile. Con avveduta scioltezza lavora la materia e arriva a sviluppare progetti comunicativi d’impatto e consistenza mediatica. Alterna motivi su motivi sino a calcare determinazioni contestuali, che avvalorino frequenze reali. In una teoria di libertà adotta indici di supporto spirituale per sottolineare forze vitali.

Valter Vari con “Verso la libertà”, acciaio, acrilico e plastica, cm. 50 x 30, del 2022, presenta una sua ultima elaborazione, qui reso con due foto. Da fine architetto-artista, procede a investigare su luoghi e circostanze visive. Riesce a focalizzare attenzioni massime e a riscoprire oggetti particolari, quasi destinati all’oblio. L’occhio d’architetto lo aiuta a bilanciare in equilibri serrati proposte visive quanto novità consistenti. In una vertigine di respiro pianifica e regola stesure cadenzate, efficaci. Per Valter Vari è sempre necessario qualificare una ricerca e una produzione attenta. Rimandi materici, linee geometriche, ritagliate corposità diventano forma e consistente sapienza. Il gesto dell’artista in commistioni stilistiche d’indiscusso effetto percettivo saldano gli spazi rappresentativi in scenari dialettici profondi. Di fronte alle opere di Valter Vari si è sollecitati ad afferrare pensieri affabulanti e fremiti energetici.

 

Ettore Sottsass
CATANIA MIA!

a cura di Barbara Radice con Iskra Grisogono
direzione artistica Christoph Radl

Museo Civico “Castello Ursino”, Catania
apertura al pubblico: 21 novembre 2022 - 21 maggio 2023
anteprima riservata alla stampa: domenica 20 novembre ore 10
(è necessario accreditarsi a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Foto Fond. OELLE 250111 fotografie, in bianco e nero e colore, quasi tutte inedite, realizzate a Catania negli anni novanta, raccontano Ettore Sottsass fotografo, uno degli aspetti ancora meno conosciuti e indagati del grande architetto e designer italiano.
Al Museo Civico “Castello Ursino” di Catania sarà presentata dal 21 novembre 2022 al 21 maggio 2023, la mostra di Ettore Sottsass CATANIA MIA!, a cura di Barbara Radice con Iskra Grisogono e la direzione artistica di Christoph Radl.
L’esposizione, che sarà inaugurata domenica 20 novembre alle ore 11.00, è promossa e prodotta dalla Fondazione OELLE Mediterraneo Antico in collaborazione con lo Studio Ettore Sottsass e in partnership con l’Assessorato del turismo dello sport e dello spettacolo del Comune di Catania.
Il percorso espositivo, pensato e realizzato per l'open space del Castello Ursino di Catania, comprende 111 fotografie, in bianco e nero e colore, quasi tutte inedite, scattate da Ettore Sottsass (Innsbruck, 1917-Milano, 2007) negli anni novanta a Catania, una città per la quale ha sempre nutrito interesse e affetto.
Le fotografie in mostra raccontano una Catania vitale: il Barocco, il mercato del pesce, le strade, le scene di vita quotidiana come fotogrammi di una storia della città.
Ettore Sottsass potrebbe essere definito un “fotoreporter della vita”. Ha cominciato a fare foto quando era ragazzo e da allora non ha più smesso. "Ero orribilmente curioso", ha dichiarato lui stesso. Fotografare era un modo di “fermare” la vita oltre che un mezzo per documentarla.
Si ringraziano per la collaborazione lo Studio Sottsass di Milano, il Fondo Sottsass del Centre George Pompidou di Parigi e la Bibliothèque Kandinsky per le alte definizioni dei negativi che custodiscono.
***
L’anteprima riservata alla stampa si terrà domenica 20 novembre, alle ore 10.00
(accrediti all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Alcune opere in mostra con relativi crediti sono disponibili nel press kit digitale, che sarà aggiornato nel corso della mostra.

SKIM
“Genesi - L’armonia del Kaos”
a cura di Simone Teschioni Gallo

Presentazione del catalogo edito dal Centro Di,
del progetto di un film documentario con Malandrino Film
e della realizzazione di due murales a Firenze e a Scandicci

250 Skim Genesi Larmonia del Kaos Simone Cerbai 5 bassaSono stati oltre 42 mila i visitatori della mostra “Genesi – L’armonia del Kaos” dell’artista fiorentino Francesco Forconi, in arte SKIM. Un vero e proprio successo!
L’esposizione, che si potrà visitare ancora sino a lunedì 26 settembre alla Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi, è curata da Simone Teschioni Gallo ed è organizzata e promossa dall’Associazione culturale Dedalus – Giuliano Ghelli.
In quest’ultima settimana di apertura, venerdì 23 settembre alle ore 18.00, si terrà la presentazione del catalogo della mostra, realizzato dall’editore Centro Di, che raccoglie al suo interno non solo le immagini dell’esposizione, ma anche preziosi testi critichi che analizzano l’arte e il linguaggio di Skim, in italiano e in inglese.
“Questa mostra – dice l’artista – ha dell’incredibile, non solo per il numero di persone che l’hanno visitata, ma soprattutto per le emozioni che ha suscitato nel pubblico. Basti pensare alle attenzioni che le sono state rivolte sui social network. Persone di tutto il mondo sono entrate in un mondo skimmato, non pensando di trovare a Firenze così tanto colore e tanta passione. Per me, come artista, vedere tutto questo è stata davvero una grande soddisfazione.”
La mostra, poi, non si esaurirà con la sua chiusura al pubblico. Nel mese di ottobre, infatti, proseguirà il suo percorso sul territorio con la realizzazione di ben due murales, sempre targati “Genesi”, che verranno realizzati rispettivamente a Firenze, presso il Viper Theatre, su una superfice di oltre 100 metri quadrati, e sul territorio di Scandicci. Opere che resteranno a sigillare le relazioni e le collaborazioni istituzionali create con la Città Metropolitana di Firenze, il Comune di Scandicci e il Comune di Firenze.
“Insieme a Skim siamo riusciti a realizzare qualcosa che sognavamo da tempo” dice Simone Teschioni Gallo, curatore della mostra. “Skim è un artista impegnato da sempre nel portare il colore come linguaggio di cultura universale e la sua mostra è stata premiata dalla risposta del pubblico, che è stato davvero più numeroso di ogni aspettativa. Turisti, cittadini fiorentini, ma soprattutto bambini si sono improvvisati artisti anche loro, cimentandosi in veri e propri concerti con il pianoforte skimmato studiato appositamente per l’esposizione. La mostra ha permesso al visitatore di interagire attivamente con questo meraviglioso mondo fatto di forme e colori che è l’universo di Skim.”
In occasione della chiusura della mostra, partirà infine il progetto per un film documentario, che porterà lo stesso titolo dell’esposizione, prodotto dalla Malandrino Film. Fortemente voluto dall’artista e dal curatore, il film ha lo scopo di dare all’esposizione un respiro culturale più ampio, descrivendo non solo quella che è stata l’esposizione di Skim in Palazzo Medici Riccardi, ma l’operazione intera pensata da Teschioni Gallo, che ha portato i colori dell’artista fuori dalla mostra, coinvolgendo l’intera Città Metropolitana.

 

Info: apertura dal lunedì alla domenica – giorno di chiusura mercoledì
Orari: 10:00 – 19:00

 

Amedeo Gabucci in arte Deò in Io Deò Metamorfosiquantica in mostra alla Galleria WeSpace

amedeo gabucci 2 250Venerdì 23 Settembre 2022 si inaugura la mostra Io Deò Metamorfosiquantica di Amedeo Gabucci in arte Deò organizzata e promossa dalla Galleria WeSpace Testo Critico di Giovanni Cardone, si potrà visitare la mostra fino al 7 Ottobre 2022. Nel suo testo critico Giovanni Cardone afferma : Le opere Amedeo Gabucci -Deò si nutrano senza volerlo di quell’esigenza di non annullare l’arte ma di attuare in parte un nuovo pensiero essendo egli un’artista che tende di decantare un epoca dove i valori morali sono ormai perduti, ad un tempo però narra del ‘pensiero’ universale. Ecco perché nelle opere di Amedeo Gabucci la caratteristica principale è l’accumulo di significati. Una pluralità che va di pari passo con la variabile disseminazione di segni, immagini, figure mescolati in un magma che trova proprio nella complessità la sua giustificazione operativa. Per produrre questo effetto di spessore l’artista adotta una tecnica particolare, con materiali diversi magistralmente amalgamati, talora rappresi talaltra distesi, e sovrapposti. Tutto questo lo si può definire l’incontro- scontro tra essere e divenire dove pensiero e azione, parole e immagini sono alle base del linguaggio dell’artista che si rifà principalmente al segno e al gesto che gli permettono di dare forza al suo messaggio. I lavori attuali dell’artista raccontano l’incontro e scontro tra la vita e la morte ovvero: dall’infinitamente piccolo, immateriale, impalpabile, quello yuch che vola dentro di noi con ali leggere, dall’introspezione nella nostra anima più profonda, fino all’infinitamente vasto dei grandi gangli cosmici che ci conducono a scoprire nell’informe magma della vita, il caos primigenio di cui ci parlano gli antichi miti, gli albori di un giorno nuovo. La nascita di una nuova creazione, di un Uni-verso che perennemente si dirige nel segno e nel senso di una Volontà ordinatrice, un kosmoV, ordine – armonia un ordine armonico oppure un’armonia ordinata, si attua in una perenne gestazione universale alla ricerca della materia, ma non della materialità, presente in ogni atto creativo. Le opere di Deò sono una continua riflessione sulla creazione, un canto, un inno al cosmo e a tutto il mondo che ci circonda, è un cantico, incantato e sospeso, di francescana memoria, riletto e interpretato nella sensibilità contemporanea. Amedeo Gabucci in arte Deò con le sue opere vuole farci riflettere sul destino comune, ecco perché coinvolge il fruitore nel comunicare il proprio pensiero a chi lo riceve, oppure a chi è disponibile a farlo divenire proprio.

 

 

 

Mostre, MiC: prorogata fino al 25 settembre l'esposizione Fumetti nei Musei ai Musei Reali di Torino
Grande successo di pubblico, eventi e aperture straordinarie per le Giornate europee del patrimonio 2022

 

Logo MiC 250È prorogata fino al 25 settembre la mostra "Fantasmi e altri misteri" alla Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino. L'esposizione, che dall'apertura a oggi ha già registrato oltre 75 mila visitatori, è stata prorogata in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2022, che offriranno al pubblico anche la possibilità di visitarla, in via straordinaria, la sera di sabato 24 settembre al costo simbolico di 1€.

"Fantasmi e altri misteri - Fumetti in mostra" è la prima esposizione tematica del progetto editoriale ideato e realizzato dal Ministero della Cultura in collaborazione con Coconino Press - Fandango. E dato il successo di pubblico, l'esposizione delle tavole più spaventose della collana continua il suo viaggio insieme ai personaggi e le storie di delle tavole a fumetti, che continueranno ad animare le stanze dello Spazio scoperte con la mostra ispirata all'albo di Lorena Canottiere, "Io fanciullo più non sono", ambientato proprio ai Musei Reali: insieme ai suoi bozzetti originali, è allestita una selezione di tavole tratte dai Fumetti nei Musei, sviluppate intorno al tema dei fantasmi.

La mostra, allestita nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda, è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 19.00.

Info su https://fumettineimusei.it/attivita/fantasmi-e-altri-misteri-la-mostra-ai-musei-reali-di-torino

 

Ado Brandimarte | Giusy Calia | Marco Cingolani
Pierpaolo Lista | Giorgia Mascitti | Patrizia Molinari
Deborah Napolitano | Naoya Takahara | Narda Zapata
FANTASIE DI AVVICINAMENTO
artisti in dialogo con Venanzo Crocetti

a cura di Antonello Tolve

Fondazione Museo Venanzo Crocetti – Roma

 

INVITO 250Sabato 1 ottobre 2022 alle ore 18.30, la Fondazione Venanzo Crocetti di Roma, apre le sue porte alla collettiva Fantasie di avvicinamento, primo progetto di artisti in dialogo con Venanzo Crocetti a cura di Antonello Tolve.
Pensata come un dispositivo polifonico e linguisticamente babelico, Fantasie di avvicinamento. Artisti in dialogo con Venanzo Crocetti vuole essere un momento di riflessione visiva (un saggio visivo) sul modus operandi di un grande maestro dell’arte italiana del Novecento.
Nove importanti artisti internazionali (Ado Brandimarte, Giusy Calia, Marco Cingolani, Pierpaolo Lista, Giorgia Mascitti, Patrizia Molinari, Deborah Napolitano, Naoya Takahara, Narda Zapata), diversi tra loro ma legati da una stessa forza investigativa sui linguaggi del contemporaneo, si muovono in punta di piedi negli spazi del Museo Venanzo Crocetti concependo lavori e operazioni capaci di ripensare l’ampia parabola sperimentale plasmata da un importante magister della scultura.
Si tratta, nello specifico, di un progetto che vuole partire dalle macroaree che disegnano e animano l’assetto museale – Il sacro universale, Cavalieri della pace, L’arte del movimento e del furore, Leonesse, Elegantiae e Uomini all’antica, Busti e ritratti, Fluvialia e Ruralia – per dar vita a un’esposizione fatta di importanti e inevitabili cortocircuiti costruttivi, di dialoghi silenziosi e a tratti impalpabili o anche mancati, di ponti ideografici tra un passato maestoso (ormai eterno e immutabile) e un tempo sempre più aperto alle scelte etiche, estetiche, tecniche, in molti casi labirintiche, delle presenze che lo abitano.
Parola d’ordine, accanto a un’irrinunciabile passione per il presente, è ospitalità che, accanto a alterità, a communitas, a confluenza, a vitalità dell’aggregazione, porta ad accorciare le distanze (non solo temporali, ma anche interpersonali) e a creare una fantasia d’avvicinamento tra il fantasma felice del passato e la luminosità dell’attuale.
La mostra è accompagnata da un Quaderno della Fondazione Crocetti con un testo di presentazione di Carla Ortolani Presidente Fondazione Venanzo Crocetti e una introduzione di Antonello Tolve curatore della mostra.
FANTASIE DI AVVICINAMENTO è visitabile fino al 15 novembre 2022.
FANTASIE DI AVVICINAMENTO è una mostra realizzata con il contributo concesso dalla Regione Lazio,
Direzione Cultura e Lazio Creativo, Area Servizi Culturali e Promozione della Lettura, L.R. n. 24/2019;
Piano 2022.

Si ringrazia il CASALE DEL GIGLIO Società Agricola s.r.l. per la presenza con il Banco di assaggio vini nel
giorno dell’inaugurazione della mostra.

SCHEDA TECNICA
Titolo: Fantasie di avvicinamento
Artisti: Ado Brandimarte, Giusy Calia, Marco Cingolani, Pierpaolo Lista, Giorgia Mascitti, Patrizia Molinari, Deborah
Napolitano, Naoya Takahara, Narda Zapata
A cura di: Antonello Tolve
Inaugurazione: sabato 01 ottobre 2022 ore 18.30
Durata: dal 01 ottobre al 15 novembre 2022
Orari: da lunedì a venerdì 11-13 e 15-19 / sabato 11-19 / domenica chiuso
Luogo: Museo Crocetti - Via Cassia, 492, 00189 Roma RM
Fantasie di avvicinamento è una mostra realizzata con il contributo concesso dalla Regione Lazio, Direzione Cultura e
Lazio Creativo, Area Servizi Culturali e Promozione della Lettura, L.R. n. 24/2019; Piano 2022.
Catalogo: iquadernidellafondazionecrocetti
INFO Museo Crocetti


Sito: www.museocrocetti.it
Tel/Fax: + 39 06-33711468
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Off Canvas sidebar is empty