in Mostra

Angelo Cesselon - Pittore di cinema - Centenario dalla nascita 1922/2022

Villa Rendano, Cosenza
Via Triglio 21, 87100

Mostra d’Arte
Un omaggio al maestro Angelo Cesselon in occasione del centenario della sua nascita (1922 - 2022)
Opere tratte da bozzetti originali per manifesti cinematografici

12 Giugno: Inaugurazione. Ore 19.30
13 giugno: visita guidata. Ore 11,00 - 12,30

Archivio Cinema Cesselon - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Info: 3393966432

In occasione di
inBLOOM
Moda e Cinema tra Bellezza, Fragilità e Rinascita
Concorso di Moda e Cinema - 26ma Edizione

Inaugurazione ModaMovie: Domenica 12 giugno,
Lunedì 13 giugno ore 11.00, 12.30. Visita guidata
Villa Rendano, Via Triglio, 21 Cosenza

Angelo Cesselon - Pittore di Cinema
Centenario dalla nascita 1922/2022
Mostra d’Arte
Villa Rendano, Cosenza
Via Triglio 21, 87100

 

Angelo Cesselon. Mogli e buoi 1950 250Cosenza ospita un’importante evento artistico dedicato a uno dei più grandi maestri della pittura di cinema del dopoguerra. Sabato 12 giugno 2022, alle ore 19.30, s’inaugura la mostra “ Angelo Cesselon - Pittore di cinema - Centenario dalla Nascita 1922/2022”. Un omaggio all’artista in occasione del centenario della sua nascita. L’evento è inserito nelle manifestazioni legate al Festival/Concorso di Moda Movie (6/13 giugno 2022).
I manifesti esposti hanno come tema alcuni tra i più importanti film del primo dopoguerra e testimoniano il valore di questo pittore veneto, che dipinse centinaia di bozzetti e locandine cinematografiche. La bella mostra, allestita negli spazi di Villa Rendano, a Cosenza, è curata dalla Dott.ssa Alessandra Cesselon, storica dell’arte, curatrice dell’Archivio Cesselon e figlia dell’artista.
In essa saranno visibili i volti degli attori più noti del cinema internazionale e legati a film indimenticabili. Alcune opere sono ispirate da nostalgiche foto di scena e riguardano volti noti e personaggi del cinema tra gli anni '40 e '60. Fra questi i bellissimi ritratti degli attori italiani: Totò, Gina Lollobrigida, Walter Chiari, Lucia Bosè.
La visita a questa esposizione è un’occasione culturale importante per la città e si contrappunta con immagini di moda e di cinema della rassegna di Moda Movie, arrivata con successo alla ventiseiesima edizione e curata con passione da Sante Orrico.
Le immagini rappresentano un tuffo nella nostalgia per i cultori del genere e un’opportunità da non perdere per tutti gli appassionati d’arte e cinema. L’artista, dopo un'approfondita ricerca espressiva personale, approda a una pittura realistica che spazia dall’acquerello alla tempera. Luce, ombre e colori mettono in evidenza l'importanza dei toni, e la forza del cromatismo. Queste opere esprimono una particolare purezza artistica e trasmettono forti emozioni e, in alcuni casi da esse trapelano tensioni e risoluzioni. La mostra rappresenta un omaggio a uno dei grandi interpreti della storia del cinema, in occasione del centenario della sua scomparsa. Sarà possibile ammirare una selezione dei suoi celebri "bozzetti". In questo caso si tratta di stampe da dipinti che erano stati realizzati a tempera su carta e dai quali erano tratti i manifesti cinematografici dei film più famosi. Affascinanti e indimenticabili i volti di divi stranieri come: Ava Gardner, Marilyn Monroe e Paul Newman. L’illustre cartellonista del cinema italiano operò dal dopoguerra agli anni ’70 ed è conosciuto e stimato in tutto il mondo per il suo personale linguaggio stilistico. I suoi ritratti, ricchi d’intensa psicologia, sono basati sulla sintesi compositiva e la brillante intensità dei colori. Cesselon rimane un'icona intramontabile nel campo dell'arte figurativa del ‘900.

 

LA FORMA DELLA BELLEZZA
La grande pittura di figurazione italiana
The Bank Contemporary Art Collection

Gualdo Tadino (Perugia), Chiesa monumentale di San Francesco

11 giugno - 2 ottobre 2022

presentazione: sabato 11 giugno ore 11.00, Sala Consiliare del Comune di Gualdo Tadino
piazza Martiri della Libertà, 4

con il curatore Cesare Biasini Selvaggi e il collezionista Antonio Menon

 a seguire inaugurazione nella Chiesa monumentale di San Francesco, Corso Italia - sede della mostra

 

Invito La Forma della Bellezza 250Dopo il successo delle mostre “Seduzione e Potere. La donna nell’arte tra Guido Cagnacci e Tiepolo”, “Luciano Ventrone. Meraviglia ed Estasi” e “La stanza segreta. Capolavori della figurazione contemporanea dalla Collezione Massimo Caggiano”, aprirà i battenti nella Chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino, dall’11 giugno al 2 ottobre 2022, LA FORMA DELLA BELLEZZA. È un’altra esposizione-evento che consentirà al pubblico di ammirare una strepitosa selezione di capolavori provenienti da The Bank Contemporary Art Collection, la più importante collezione di pittura figurativa italiana contemporanea sugli ultimi 25 anni di produzione, sia per la qualità delle opere scelte sia per l’ampiezza del panorama artistico che vi è documentato con oltre 130 artisti presenti.
La mostra, promossa dal Polo Museale città di Gualdo Tadino e da The Bank Contemporary Art Collection e con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino, è a cura di Cesare Biasini Selvaggi, e sarà inaugurata sabato 11 giugno alle ore 11.00.

La collezione
The Bank Contemporary Art Collection raccoglie circa 800 opere di oltre 130 artisti diversi. È la più importante collezione di pittura figurativa italiana contemporanea sugli ultimi 25 anni di produzione. Perché, per The Bank, la pittura è il linguaggio più antico al mondo e perché il bello sopravvive alle mode. Anche il luogo dove si può ammirare la sua collezione è straordinario: un’ex filiale di banca rimasta chiusa a Bassano del Grappa per diverso tempo, trasformata dieci anni fa in una galleria-museo. Qui ogni tanto, lungo il percorso espositivo, fanno ancora capolino casseforti e cassette di sicurezza blindate. Ma The Bank non è solo un importante osservatorio nazionale sui talenti italiani della pittura del nostro tempo. È anche un centro di mecenatismo che sostiene gli artisti ritenuti meritevoli sia attraverso l’acquisizione di opere sia promuovendoli presso musei, fondazioni, istituzioni culturali in Italia e all’estero.

La mostra
Ancora una volta, pertanto, la trama del racconto nella Chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino corre tra le pagine o, meglio, tra le sale di una collezione dei nostri giorni. Lungo il percorso della mostra si ricostruisce una storia del collezionismo dei nostri tempi, scritta come in un rapporto di buon vicinato, tra un pittore e l’altro; una storia dei meccanismi di produzione e di acquisizione delle opere d’arte. Ma, soprattutto, s’impone la storia della pittura di figura italiana negli ultimi 25 anni, con qualche artista che si già si allena a resistere al giudizio inesorabile del tempo.
In mostra si raccontano così due generazioni d’artisti: quella dei nati tra il 1960 e i primi anni settanta e quella seguente. Il contesto di riferimento di partenza è quello degli anni novanta, quelli del grunge, delle camicie di flanella, dei Nirvana, di American Psyco (1991), Natural Born Killers (1994), Pulp Fiction (1994), di Uma Thurman e del cinema tarantiniano. Di Gioventù cannibale, antologia di racconti horror italiani tra i primi titoli di Stile Libero, la collana Einaudi inaugurata nel 1995 che ha cambiato il modo di leggere del nostro Bel Paese.
«Ho fortemente voluto questa mostra per continuare a leggere e rileggere le novità e, in parte, la tenuta della pittura contemporanea italiana, la sua immanenza (in particolare di quella figurativa) attraverso quella sorta di ricorsività evolutiva e costante che ha rotto l’assunto che per scrivere il futuro si possa solo guardare avanti. È la pittura che squaderna, recupera, rielabora e parla dell’umanità attraverso la sua cultura visiva, costituita da elementi estetici ma, soprattutto, nutrita quotidianamente dal confronto con l’Io, il pensiero, i legami sociali, con il “luogo del pittore”, con il suo fare poetico d’individuo», dichiara Cesare Biasini Selvaggi, curatore della mostra.


Gli artisti in mostra
Andrea Martinelli compie la sua ricerca ossessiva sul ritratto, sulla rappresentazione dell’uomo, sul racconto di storie attraverso i volti di personaggi che sono o figure vicine all’artista o che incontra e che, in qualche modo, lo rimandano sempre a qualcosa della sua vita passata. Ognuno di loro è ciò che Martinelli definisce il volto della memoria.
Giovanni Frangi, Marco Petrus e Luca Pignatelli sono una generazione di artisti che ha cominciato a muovere i primi passi nella Milano della metà degli anni ottanta, quando il capoluogo lombardo era già un polo culturale nazionale attrattivo per la pittura intorno alla presenza di un intellettuale come Giovanni Testori. Essi vivono insieme l’esperienza dell’Officina milanese, termine coniato dal critico Alessandro Riva. Tra i generi della figurazione è la pittura di paesaggio ad accomunarli, oscillando tra restituzione oggettiva delle forme, così come sono nella realtà, e tanta visionarietà.
Alessandro Papetti, artista dalla proverbiale rapidità del gesto pittorico e dai tipici blu e viola dei suoi notturni, è un discendente in linea retta dell’esistenzialismo di Alberto Giacometti e di quello milanese di pittori come Gianfranco Ferroni e Bepi Romagnoni, applicato in atmosfere che sanno dei luoghi oscuri narrati dalla scrittore statunitense James Ellroy.
Negli ultimi quindici anni si è definita un’ulteriore generazione di artisti a cui appartengono, lungo il percorso espositivo, Sergio Padovani, Cristiano Tassinari, Romina Bassu, Giovanni Gasparro e Chiara Sorgato. Non tutti tra loro sono giovanissimi dal punto di vista anagrafico, bensì per la loro tipologia di ricerca formale dall’identità instabile e per l’utilizzo di nuovi supporti e formule espressive sviluppati in maniera autonoma (la pittura spazia dalla fotografia all’installazione; l’olio e l’acrilico si mescolano con resine, bitume, smalti, ecc., per definire una dimensione “altra”; al supporto su tela si aggiunge quello su lino, stoffe da parati, ecc.). L’elemento comune dell’indagine di questi talenti diversi e delle loro espressioni ineguali fa riferimento a un’interpretazione della realtà che va ben oltre la percezione visiva naturalistica. Addentrandosi negli spazi dell’incoscienza, dell’invenzione, del sogno, della fantasia e dei grovigli della memoria individuale e collettiva, questi autori trasfigurano più di quanto non interpretino.
In mostra un focus sarà dedicato a Sergio Padovani, straordinario pittore autodidatta di cui The Bank possiede il corpus più significativo di opere. Da circa un decennio Padovani è autore di apparizioni al di là del reale, ma tutte comprese nella realtà. Poiché, attraverso l’apparenza delle cose e del colore, egli manifesta un’acuta sensibilità naturalistica nella sua riflessione sul destino umano e sul significato della vita in un’epoca priva di certezze. È un pittore di evanescenti verità che, alla tranquilla oggettività delle esistenze, preferisce visioni di incubo e di follia, nutrendo un repertorio iconografico d’origine medievale. È un nostalgico della qualità e del “ritorno al mestiere”: senza mai rinunciare alle tecniche tradizionali, Padovani è un inesauribile sperimentatore, tra bitume e resine che contaminano la materia pittorica classica per definire il perimetro di una dimensione “altra”, sacra. È il regista di una figurazione del già-detto come ipotesi del come dirlo, che ha il suo percorso nella dialettica tra umano e divino, yin e yang, nell’ombra dalle tonalità fredde, talora cupe, dalla quale egli distingue l’essenza della sua personalissima umanità nella carnalità di corpi resi deformi, incompiuti, fasciati dal Mistero in cui sono immersi dalla testa ai piedi.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Edizioni Kappabit.

 

INFORMAZIONI
mostra: LA FORMA DELLA BELLEZZA. La grande pittura di figurazione italiana The Bank Contemporary Art Collection
sede: Chiesa monumentale di San Francesco, Corso Italia, Gualdo Tadino (Perugia)
apertura al pubblico: 11 giugno-2 ottobre 2022
curatore: Cesare Biasini Selvaggi
catalogo: Edizioni Kappabit
presentazione: sabato 11 giugno ore 12.00, Sala Consiliare del Comune di Gualdo Tadino (Piazza Martiri della Libertà, 4) con Cesare Biasini Selvaggi e il collezionista Antonio Menon
inaugurazione: a seguire nella Chiesa monumentale di San Francesco (Corso Italia), sede della mostra
orari mostra: da martedì a domenica e festivi 10.00 - 13.00; 15.00 - 19.00
per informazioni: Polo Museale città di Gualdo Tadino 075.9142445 – polomusealegualdotadino.it – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
INGRESSO LIBERO

 

 

In occasione della Festa della Repubblica, quattro giorni di apertura per la mostra
YŌKAI
Le Antiche Stampe dei Mostri Giapponesi
a cura di Paolo Linetti

MONZA | VILLA REALE
SINO AL 21 AGOSTO 2022

Mostra Yokai Villa Reale di Monza 0 250In occasione della Festa della Repubblica, la Villa Reale di Monza osserverà un’apertura straordinaria ed anche la mostra YŌKAI. Le antiche stampe dei mostri giapponesi, in corso sino al 21 agosto nel suo Belvedere, sarà aperta al pubblico per l’intera giornata del 2 giugno ed eccezionalmente anche il venerdì mattina, osservando dunque da giovedì 2 a domenica 5, tutti i giorni, l’orario 10.30 – 20.00.

Per l’occasione, giovedì pomeriggio alle 17.30, si terrà, in anteprima assoluta, la presentazione del nuovo libro di Paolo Linetti, curatore della mostra, “Il segreto dell’Onda di Hokusai”, in uscita a fine giugno per i tipi di Skira. L’appuntamento è gratuito, ma non comprende la visita all’esposizione.
La grande onda di Hokusai è diventata l'opera giapponese più iconica e più rappresentata al mondo e Paolo Linetti, nel volume, propone vecchi e nuovi studi sull’artista, andando a ricostruire la tecnica compositiva con cui eseguiva le sue opere più importanti, richiamando a livello subliminale, i modelli classici dei più famosi artisti rinascimentali.
In Hokusai, l’incredibile preparazione scientifica e matematica si coniuga con una straordinaria creatività fantastico-onirica. Ogni sua opera è preceduta da un'attenta analisi dei soggetti rappresentati e da un meticoloso studio delle proporzioni e delle posizioni. Questo però non tarpa le ali della sua fantasia, che gli permette di dare vita a mostri terrificanti, a meravigliose creature chimeriche o anche a scenari di paesaggi favolosi.
Hokusai affermò che qualunque figura potesse essere disegnata attraverso una riga e un compasso; la stessa affermazione che secoli prima, in Germania, aveva fatto Albrecht Dürer nel suo Trattato sulla misura con il compasso, la riga per le linee, i piani e i corpi solidi.
Secoli e continenti separano questi due artisti, eppure c’è un collegamento che li unisce, nel codice che sta alla base dello schema costruttivo della famosa Grande onda al largo di Kanagawa.
Questo volume non vuole essere una nuova dettagliata biografia o un elenco commentato delle opere di Hokusai, ma è un originale lavoro di ricerca condotto dall'autore per capire la motivazione di queste fascinazioni generali e trovare le ragioni più profonde che hanno potuto portare a tali straordinari risultati.

Nello stesso lungo fine settimana, oltre a poter visitare la Reggia di Monza (aperta da giovedì 2 a domenica 5 giugno dalle 10.30 alle 18.30, con possibilità di fare visite guidate), sarà possibile alzarsi in volo su una grande mongolfiera, che volerà sul bellissimo parco che circonda la villa. Il pallone aerostatico sarà in funzione nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, dalle 18.30 alle 20.30. Informazioni e prenotazioni sul sito https://reggiadimonza.it/

 

INFORMAZIONI MOSTRA
YŌKAI. Le antiche stampe dei mostri giapponesi
Monza, Belvedere della Villa Reale (viale Brianza 1)
30 aprile - 21 agosto 2022

Orari
Venerdì 15,00 – 20,00
Sabato e domenica 10.30 – 20.00

Biglietti
Intero € 10,00 | Ridotto € 8,00 | Gratuito per i bambini sino a 6 anni
Biglietto cumulativo Mostra Yokai + Villa Reale € 15,00
Ridotto Scuole € 5,00

Sito internet MOSTRA YOKAI www.mostrigiapponesi.it
Catalogo mostra: Skira (skira.net)
Catalogo sezione speciale Loputyn: Hop! (stay-hop.com)

 

I RIFLESSI DELL’ESISTENZA
Zanbagh Lotfi
20 maggio – 24 settembre 2022

inaugurazione venerdì 20 maggio, ore 18.00

I RIFLESSI DELL’ESISTENZA è il titolo della mostra di Zanbagh Lotfi che si inaugura alla Crumb Gallery, a Firenze, venerdì 20 maggio, alle ore 18.00.

Firenze Locandina 250Zanbagh Lotfi artista iraniana, classe 1976, presenta in questa sede le sue ultime opere, realizzate dall’inizio del lockdown ad oggi, a Firenze, nella sua casa-studio, un luogo generalmente condiviso e frequentato da altri artisti. Un periodo in cui si è ritrovata improvvisamente da sola; un periodo di cambiamenti che l’ha portata a riflettere sul suo rapporto con la pittura. Ne sono nati tantissimi quadri, una sorta di diario, “un’autoriflessione, in cui mi guardavo letteralmente come in una sorta di specchio” racconta Zanbagh nel saggio in catalogo di Rory Cappelli, Pinocchio nel ventre della balena, messaggi (colorati) da un mondo nascosto (collana NoLines). Le immagini si sovrappongono in composizioni dense e potenti dove il colore gioca un ruolo fondamentale. Ed è proprio il colore con cui l’artista si confronta di più: negli anni, la sua pittura è sempre stata quasi monocromatica, dominata dal contrasto tra il bianco e il nero per arrivare progressivamente a toni più sfumati. In questi dipinti, invece, i verdi, i rosa, i viola, i gialli, i blu, gli arancioni, le tinte fosforescenti sono entrati in modo prepotente, portandola ad usare anche tecniche diverse come, ad esempio, l’olio. “Mi piace sporcare la tela e poi iniziare a dipingere sulle macchie di colore, cercando di creare un ordine tra tutte le cose che ho messo lì sopra” continua Zanbagh. “Ogni volta è una sfida con me stessa. Non so mai se riesco a finire, a volte un quadro non riesco a vincerlo, altre volte ci riesco dopo due anni, altre volte ancora in una notte si risolve tutto.”
Prendono corpo costruzioni fatte di campiture cromatiche tra le quali affiorano o si nascondono, oggetti e figure umane che rispondono a un’azione o a una domanda. Fumo una sigaretta, My land my soul, Qui passa una tempesta, Come i fiori appassiti, sono solo alcuni dei titoli delle venti opere, di diversi formati, in mostra alla Crumb Gallery, dove spesso è la stessa artista ad essere, in prima persona, la protagonista, raffigurata in un autoritratto, testimone di quel preciso momento.
La narrazione rimane da sempre la costante della produzione pittorica di Zanbagh Lotfi, autobiografia e storia collettiva si fondono, si sovrappongono. Tornano ricordi del passato, di una sua precedente vita a Teheran, che si mischiano al presente in una sorta di Cloud Atlas.

Zanbagh Lotfi è nata nel 1976 a Teheran, in Iran. Si è laureata in pittura e illustrazione all’Università d’Arte di Teheran. Nel 2003 si trasferisce in Italia dove si diploma in Pittura pressoZanbagh Lofti foto 250 l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Attualmente vive e lavora fra Firenze, Verona e Teheran. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Tra i progetti più recenti: “The blue night of Wennfeldhaus in a magic box”, Wennfeldhaus Artist Residency, Germania (2020); “I’m just killing time”, Galleria Richter Fine Art, a cura di Eva Comuzzi, Roma (2019); “Landina. Esperienze di pittura en plein air”, Laveno Mombello (2019), a cura di Lorenza Boisi; “È stato forse ieri”, Galleria Richter Fine Art, Roma, a cura di Saverio Verini (2017); “Visioni ritrovate”, Marco Rossi Arte Contemporanea, Verona (2016); “La prima notte di quiete” varie sedi, a cura di Cristian Caliandro, Verona (2016); “Mont(G)na”, Isolo 17 galleria d’arte contemporanea, Verona (2015); “Imago mundi”, Luciano Benetton Collection, Fondazione Cini, Venezia (2015); “Here now”, Aun Gallery, Teheran (2012).

Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto e Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea.

CRUMB GALLERY
Via San Gallo, 191 rosso | 50129 Firenze
giovedì, venerdì e sabato: dalle 16.00 alle 19.00
gli atri giorni su appuntamento – tel. + 39 347 3681894
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.crumbgallery.com

Presentazione “Maggio diocesano della cultura”
La valle del Sarno set di mostre, convegni e presentazioni di libri

locandina generale Maggio dicoesano della cultura 250Le sculture di Onofrio Pepe, le foto d’epoca delle fabbriche dell’Agro nocerino-sarnese, la pubblicazione “Amore senza lividi” e l’esperienza giornalistica e di scrittura di Giovanni Grasso saranno le protagoniste del “Maggio diocesano della cultura” promosso dalla Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. Location degli eventi la Curia vescovile di Nocera Inferiore ed il Battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore a Nocera Superiore.

La conferenza stampa di presentazione della rassegna si è tenuta questa mattina nel Museo diocesano San Prisco di Nocera Inferiore, nella sala dedicata alle opere di Angelo Solimena. Il direttore del Museo Salvatore Alfano ha parlato di una iniziativa che vuole segnare un tempo di rinascita per il territorio: «Abbiamo scelto maggio perché è un periodo simbolicamente forte, di rinascita. Proponiamo una serie di iniziative culturali per offrire a quanti hanno vissuto questi anni di sospensione dovuti alla pandemia momenti di discussione, dibattiti e mostre. Ringraziamo il vescovo Giuseppe Giudice perché per primo ha creduto e voluto questo programma».

Il primo appuntamento è per sabato 14 maggio, alle ore 19.00, presso la Curia diocesana. Sarà inaugurata la mostra fotografica sulla storia industriale dell’Agro nocerino sarnese. L’esposizione dal titolo “Quando suonavano le tufe” è curata dal MuDiF-Museo Didattico della Fotografia e tratta da immagini conservate nell’archivio storico fotografico dell’associazione Il Didrammo APS.
La mostra sarà preceduta da un convegno sul tema “Per un’impresa sostenibile” durante il quale interverranno il professore Giuseppe Palmisciano, il presidente del Consorzio imprenditori di Fosso Imperatore, Alfonso Vicidomini, e Veronica Petti, direttore generale di Petti conserve SPA.

Rosario Petrosino, direttore del Museo didattico della fotografia, ha curato l’allestimento della mostra fotografica “Quando suonavano le tufe”: «È una esposizione di immagini che raccontano la storia attraverso le storie. Sono le storie delle nostre industrie, dei nostri operai, delle nostre contrade e trattano delle principali industrie presenti sul territorio: da quella manifatturiera, conserviera a quella pastaia. Un concentrato della storia industriale dagli inizi del ‘900 agli anni Ottanta».

Il 21 maggio alle ore 19.00 sarà aperta al pubblico la mostra di sculture dell’artista Onofrio Pepe, originario di Nocera Inferiore e fiorentino d’adozione. L’esposizione si terrà nel Battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore a Nocera Superiore. Alla conferenza stampa è intervenuto il curatore Teobaldo Fortunato: «È il grande ritorno di uno dei padri della scultura contemporanea non soltanto italiana, ma europea. Il fatto che queste 12 stele vengano da piazzale Michelangelo in un luogo fantastico qual è il battistero, tra l’altro terra natale del maestro Onofrio Pepe, è un evento altamente significativo. È importante perché temi classici e sculture contemporanee possono rivivere e convivere nello stesso luogo, il battistero di Santa Maria Maggiore, che è un grandissimo monumento della cristianità. La mostra resterà aperta fino a settembre quando presenteremo il catalogo con i contributi del direttore Alfano, di Dominique Fuchs, curatore collezioni e arredi del Museo Stibbert di Firenze, e di Samuele Caciagli, responsabile dell’area tecnica dell’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze». Le 12 stele provengono da piazzale Michelangelo di Firenze, mentre la Deposizione dal museo dell’Opera del Duomo di Firenze.

Il 23 maggio alle ore 19.00, presso la Curia nocerina, ci sarà la presentazione del libro "Amore senza lividi – Storie di guerriere senza paura", di Chiara Nocchetti e Benedetta De Nicola, a cui seguirà un dibattito sulla violenza di genere. Sabato 28 maggio alle ore 11.00, sempre presso la Curia vescovile di Nocera Inferiore, ci sarà la consegna Premio Euanghelion, arrivato alla XIV edizione, al giornalista e scrittore Giovanni Grasso.

L’iniziativa è promossa dalla Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno e gode del patrocinio della Regione Campania, della Regione Toscana, dei Comuni di Nocera Inferiore e Nocera Superiore, dell’Opera di Santa Maria del Fiore. È realizzata dal Museo San Prisco, dal Mensile Insieme, dagli Uffici diocesani Comunicazioni sociali e Beni culturali, dal MuDiF, con il sostegno di alcuni partner privati.

 

 

2022 Marino IOTTI Locandina Invito 200

Dal 23 aprile all' 8 maggio sarà ospite nei nostri spazi del Circolo degli Artisti di Albissola Marina (SV) con una sua Personale l'artista Marino IOTTI.
L'inaugurazione sarà sabato 23 aprile alle 17 e l'orario di apertura, dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica 10 - 12,30 e 16 - 19,30.

"le opere di Marino Iotti continuano un'originale ricerca nell'affascinante dimensione dell'informale"
Achille Bonito Oliva
"il ritmo del segno che cresce nella dimensione fisica della materia"
Claudio Cerritelli
"un equilibrio cadenzato e puntuale"
Francesca Baboni
"un reticolo sottile di graffi e ferite, di incise ragnatele, di sigle sommarie ed incerti alfabeti"
Giuseppe Berti
"i riverberi dei pigmenti minerali, il guizzo creativo del pennello, il movimento sinuoso e avvolgente della pittura"
Marinella Paderni
"il valore del segno e del colore"
Massimo Mussini
"il luogo di infinite vite e di misteri non ancora svelati"
Sandro Parmiggiani

 


Marino Iotti nasce a Reggio Emilia nel 1954, e ancora giovanissimo dà inizio a un percorso pittorico che arriverà ad interessare autori e critici come Achille Bonito Oliva, Claudio Cerritelli,
Francesca Baboni, Giuseppe Berti, Marinella Paderni, Massimo Mussini e Sandro Parmiggiani.

Apprende le basi tecniche frequentando i corsi che il Prof. Giulio Soriani teneva alla Piccola Accademia di Regina Pacis, e successivamente con lo scultore Ugo Sterpini.
Nel 1978 inizia la sua attività espositiva a Scandiano (RE) con “Studio aperto”, uno studio/galleria che voleva essere punto di incontro e confronto tra gli artisti.
Anche se sempre più affascinato dalla pittura aniconica, Iotti dedica una parte dei primi anni Ottanta allo studio della pittura italiana del Novecento. Numerosi sono i ritratti dipinti, dalla forte impronta psicologica, ispirandosi ad artisti come Casorati, Funi, Sironi. Studio che consente all’artista di rafforzare le proprie capacità tecniche. Ma è con artisti come Graham Sutherland e Giacometti, che avviene il graduale passaggio ad un linguaggio dapprima simbolico (con temi quali l’ecologia e l’orrore per la guerra) per passare poi ad una pittura astratto/informale. L’incessante ricerca è il dato che caratterizza tutta l’opera di Marino Iotti; una ricerca continua, mai forzata e sempre in divenire, uno studio appassionato dei sottili equilibri che il colore ed il segno possono ancora trasmettere.
Nell’ultimo decennio inizia la collaborazione con la Saletta Galaverni di Reggio Emilia, dove presenta due personali nel 2004 e nel 2009, e con la Galleria Nickel di Seebruck in Germania, dove espone nel 2002 e nel 2004 più altre mostre collettive.
Altre mostre significative: nel 2002 “Infinite Voci” nella Rocca di Scandiano; nel 2005 “Quel nulla di inesauribile segreto” Chiesa della Madonna a Cast Sotto; nel 2007 “Racconti interiori” Spazio Tadini di Milano; nel 2008 “Nel segno della Natura” Sede del Parco nazionale dello Stelvio – Prato allo Stelvio (Bz); nel 2011 ” Risonanze del Visibile” Chiostri di San Domenico Reggio Emilia, “La complessità del frammento” Galleria Meridiana, Pietrasanta - “Scartches” Galleria Marelia, Bergamo; nel 2012, “90 artisti per una bandiera” Chiostri di San Domenico Reggio Emilia, Palazzo Ducale di Modena, Complesso del Vittoriano, Roma 2013; nel 2014 Triennale di Roma,Galleria13,ReggioEmilia.
Nel corso degli anni, Marino Iotti ha tenuto numerosi laboratori con bambini di scuole materne comunali della provincia di Reggio Emilia, e con persone affette da disagio mentale. Esperienze stimolanti sia dal punto di vista sociale che da quello creativo.

SECOND LIFE: Tutto torna
Arte, bellezza e sostenibilità ambientale
la mostra nata dalla “call to action” di Alia Servizi Ambientali SpA
arriva a Pistoia

Palazzo Comunale di Pistoia – Sala Maggiore

8 - 29 aprile 2022

1o premio ferronetti mariarita 032c bassa 250Si apre oggi a Pistoia, presso il trecentesco Palazzo di Giano, nella Sala Maggiore, la mostra itinerante “Second life: tutto torna”, dedicata al rapporto tra arte e sostenibilità ambientale che espone al pubblico le opere vincitrici del concorso omonimo lanciato da Alia Servizi Ambientali SpA, visitabile con ingresso gratuito fino al 29 aprile.
La mostra - inaugurata alla presenza degli Assessori all'educazione e formazione, Alessandra Frosini, ed alle politiche ambientali e rifiuti, Gianna Risaliti, il curatore della mostra, prof. Marco Meneguzzo docente di storia dell’Arte all'Accademia di Brera, il Presidente di Alia Servizi Ambientali SpA, Nicola Ciolini, il Direttore Relazioni Esterne, Comunicazione e Sostenibilità, Giuseppe Meduri e Valentina Grieco per Evolve Maire Tecnimont Foundation - nasce da una call lanciata da Alia nei mesi scorsi e rivolta a giovani artiste e artisti sotto i 29 anni, chiamati a confrontarsi, utilizzando qualsiasi tipo di materiale e di supporto, con i temi molto sentiti e dibattuti della sostenibilità ambientale e del recupero di materia.
Tra le circa trenta opere in mostra nel Palazzo Comunale, selezionate come finaliste del concorso tra quasi cento progetti, spiccano le tre vincitrici, scelte da una giuria di affermati critici, storici e direttori delle principali istituzioni toscane. No one should die for fashion, realizzato con la pratica del ricamo su una camicia e un paio di jeans, è il progetto che si è aggiudicato il primo premio. Firmato dalla giovanissima Mariarita Ferronetti, classe 2000, è un grido d’allarme sull’impatto del fast fashion; prendendo spunto dal disastroso crollo del Rana Plaza in Bangladesh, edificio commerciale di otto piani in cui persero la vita 1129 persone, utilizza capi che provengono dallo stesso paese e sono stati prodotti proprio nell’anno del crollo. L’autrice è stata premiata per aver saputo interpretare con una sintesi efficace, semplice, forte e immediata le implicazioni non solo ambientali, ma anche sociali della tematica proposta. Sub Respiro (2020), seconda opera classificata, è un progetto video di Miriana di Martino che invita a riflettere sull’impatto degli imballaggi nell’ambiente. Realizzato durante il periodo del lockdown, porta lo spettatore ad immergersi in un fondale marino pieno di rifiuti: il respiro, simulato nella parte sonora del video, diventa sempre più affannoso man mano che i rifiuti aumentano, e più forte è la sensazione di sentirsi intrappolato e impossibilitato nelle azioni, senza nessuna via d’uscita. Tensioni attive, installazione di Alice Bertolasi, realizzata attraverso reazioni chimiche, è invece la terza classificata, premiata per la capacità di rendere tangibile, senza inutili abbellimenti, il processo di degrado degli elementi della vita quotidiana.
In esposizione anche le tre opere che hanno ricevuto menzione speciale: Global Warming, un monito per l’umanità verso gli effetti del riscaldamento globale, realizzato da G.RIOT (un gruppo di giovani artiste: Rellini, Fontani, Socci, Pedrone) usando tecniche pittoriche 3D e incisioni; Abbandonatamente di Noemi Ferrari, opera realizzata con stampa a secco su carta cotone Hahnemühle e pastelli; e Avrei voluto saper cucir, tu sai farlo? un progetto di Ilaria Feoli che espone una coppia di immagini fotografiche con lo scopo di evidenziare la fragilità della natura.
«Tutti questi ragazzi dimostrano con le loro opere che il soggetto della sostenibilità è introiettato, è un qualcosa che hanno dentro, che vivono, e questo permette loro di interpretarlo senza la solita retorica. Questo risultato è importante e sorprendente, per me che appartengo ad un’altra generazione - ha commentato il curatore della mostra, prof. Marco Meneguzzo-, ed allo stesso tempo è benaugurante visto il coinvolgimento personale di ognuno, che potremmo leggere come impegno collettivo delle giovani generazioni».
Gli altri artisti selezionati presenti in mostra sono: Alessandro Armetta, Susanna Bagdzinska Mierzejewska, Dalila Boualoua, Laura Cescon, Gaia D’inzeo, Andrea Di Giovenale, Ilaria Feoli, Noemi Ferrari, Lisa Fornaroli, G. Riot (Gruppo: Rellini, Fontani, Socci, Pedrone), Andrea Gianfanti, Greta Gibilisco, Ambra Grassi (Ember), Giulio Locatelli, Natalia March, Linda Mauri, Matteo Moni, Elisa Pietracito, Roksolana Rogovska, Giacomo Sala, Sara Santarelli, Matilda Stefanini, Lorenzo Temussi, Alice Terragni, Domenico Vandai , Matilda Vit, Zhang Yu.
«Siamo lieti di inaugurare “Second Life” a Pistoia. Da oltre un anno siamo impegnati a fianco dell’Amministrazione comunale per cambiare il paradigma nella gestione dei rifiuti. In una fase storica in cui la transizione ecologica è sempre più al centro del dibattito abbiamo l’ambizione di guidare i processi ed i percorsi verso la sostenibilità, con progetti sul territorio ed innovazione tecnologica sempre a fianco dei cittadini - ha commentato il Presidente, Nicola Ciolini-. Proprio per sensibilizzare le comunità, abbiamo scelto di utilizzare linguaggi diversi, in questo caso l’arte legata alla sostenibilità, frutto del primo contest nazionale dedicato ai giovani artisti under 30».

Il progetto, ideato e promosso da Alia, vuole diventare una tappa fissa annuale; partner dell’iniziativa sono Maggio Musicale Fiorentino, Palazzo Strozzi, MAD Murate art district, Centro Pecci, Pistoia Musei, Officina Giovani, Evolve Maire Tecnimont Foundation, Fondazione CR Firenze, Belvedere Spa, Revet e Scapigliato. La giuria che ha selezionato le opere vincitrici - raccolte anche nel catalogo ufficiale pubblicato da Mandragora e nel portale dedicato https://secondlifecontest.it/ - è formata da: Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, Valentina Gensini, Direttore Artistico centro Murate Art District, Elena Magini, curatrice del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, Chiara Banchini, Direttore Tecnico del Maggio Musicale Fiorentino, Monica Preti, direttrice di Pistoia Musei e Sergio Risaliti, Direttore Artistico Museo Novecento Firenze. Le opere finaliste sono

SECOND LIFE: Tutto torna (8-29 Aprile 2022)
Sala Maggiore del PALAZZO COMUNALE, Piazza del Duomo, 51100 Pistoia
Orari: dal lunedì al sabato 8:00 – 20:00, domenica 10:00 - 18:00.
Informazioni e prenotazioni visite guidate per gruppi (gratuite): Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Modalità di accesso: ingresso gratuito. Non è richiesto il green pass

 

CINZIA NATICCHIONI ROJAS
PERIMETRI DI GHIACCIO
8 aprile – 14 maggio 2022

inaugurazione venerdì 8 aprile, ore 18.00

 

Locandina Mostra Fotografica 250“Spesso si dice che la fotografia congela l'attimo, lo rende eterno: stampando su ghiaccio, io ho cercato di fare il contrario, di lavorare con una immagine fotografica che nasce, prende forma e si consuma, lasciando allo spettatore che assiste dal vivo al procedimento, il ricordo di una immagine viva, vicina nella sua essenza alla natura vitale e caduca che appartiene a noi umani.” Così Cinzia Naticchioni Rojas, artista e fotografa italo-messicana, ci introduce al lavoro che porterà dall’8 aprile al 14 maggio 2022 alla Crumb Gallery a Firenze. La mostra, dal titolo Perimetri di Ghiaccio, esporrà 37 scatti elaborati dalla Rojas sul tema dell’impermanenza e della fragilità della condizione umana.

Le opere che vedremo alla Crumb Gallery appartengono a quattro serie diverse: “Narciso Autoritratto", "Narciso Autoritratto figura intera", "Si sciolgono i ghiacciai" e "Racconti brevi". L’approccio della Rojas alla fotografia è sperimentale e innovativo: tratta il ghiaccio con un’emulsione fotosensibile e poi lo espone alla luce come si faceva con la fotografia analogica, lasciando che l’immagine si trasformi di conseguenza, vista la natura del supporto. L’artista documenta poi i diversi momenti di questo processo attraverso dei video o altre immagini stampate.
Con le sue impressioni manuali sul ghiaccio mette in discussione la convinzione che l'immagine sia, per sua natura, fissa e statica, uguale nel tempo, anzi, come e con il ghiaccio, si assiste a un suo progressivo mutamento fino a che si dissolve totalmente e cessa di esistere. Una metafora della vita e della morte.

“Si sciolgono i ghiacciai” e “Narciso” sono tra i primi lavori che appartengono a questa ricerca. Se il primo si ispira più propriamente al cambiamento climatico globale del pianeta, il soggetto di “Narciso” è più intimo, parte da un autoritratto della Rojas e, come per il personaggio mitologico, l’elemento acqua diventa il mezzo per svelare l’immagine ma allo stesso tempo ciò che ne causerà la sua fine.

La serie “Racconti Brevi”, più recente, è formata da istantanee che documentano l’evoluzione di una stampa manuale su ghiaccio a partire da foto di antiche statue di donne romane. Le statue sono impassibili, statiche, non cambiano nel tempo proprio come le foto, hanno una durata che potremmo considerare eterna rispetto a quella umana. La stampa su ghiaccio, al contrario, è viva, e, a differenza delle sculture, si trasforma nel tempo. Con lo sciogliersi del ghiaccio, la stampa si sviluppa e poi si dissolve, rendendo effimera un'immagine che consideravamo duratura. C’è qui, inoltre, un uso multiplo della fotogra fia: la foto della statua, il suo negativo, la stampa su ghiaccio e la foto del ghiaccio che si scioglie.

La mostra Perimetri di Ghiaccio è accompagnata un catalogo, Collana NoLines, con testi di Rory Cappelli.

Cinzia N. Rojas, architetto, artista e fotografa italo-messicana, vive e lavora in Italia e in Spagna.
Dopo la laurea in architettura consegue un diploma di II livello in Arti Visive presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Successivamente approfondisce la fotografia presso l'Institut d'Estudy Fotografics de Catalunya (IEFC)a Barcellona. Conduce un lavoro di ricerca e sperimentazione sull'immagine e sulle possibilità della fotografia in ambiti ancora poco indagati sia in formato digitale che lavorando in camera oscura.
Nella sua produzione artistica indaga la fotografia nel senso più puro della definizione utilizzando tecniche off-camera in cui rende protagonista la luce e le impronte che questa lascia sulla materia sensibile.
Ha partecipato a diverse mostre e festival in Italia e in Europa e vinto diversi concorsi (Best 15 award, Paratissima Torino; Latin America Fotografia LAF organizzato da American Illustration - American Photography; '2015: ANNO DELLA LUCE' organizzato da PHOS Torino; Menzione d’Onore 12th Julia Margaret Cameron Award). È stata selezionata per la XIV Biennale di Fotografìa di Olot (SP) e per il festival biennale 'Mirades' di Torroella de Montgrì (SP).
Dal 2016 le sue opere sono presenti nella collezione del MUSINF di Senigallia e nel Fondo Malerba per la Fotografia e dal 2022 le troviamo anche nella collezione del Museo de la Mediterranea di Torroella de Montgrì (SP). Il suo lavoro è stato pubblicato sui libri 'Il corpo solitario' Vol. 2 e Vol. 3 a cura di G.Bonomi, e sulla rivista messicana di fotografia Cuartoscuro 171/2021. Ha tenuto workshop di tecniche off-camera e cianotipia presso il museo MAXXI di Roma.

Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto e Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea.

CRUMB GALLERY
Via San Gallo, 191 rosso | 50129 Firenze
giovedì, venerdì e sabato: dalle 16.00 alle 19.00
gli atri giorni su appuntamento – tel. + 39 347 3681894
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www.crumbgallery.com

Dal 2 al 17 aprile, nel nostro spazio di Pozzo Garitta del Circolo degli Artisti di Albissola Marina (SV) sarà nostro ospite Gioxe DE MICHELI.

2022 Gioxe DE MICHELI Locandina Invito 250"Pittura nata, oltre che da un talento ingenito e alimentato dal clima culturale familiare così articolato e di alto livello internazionale vista la professione del padre Mario, nell’alveo della vivace cultura pittorica del Novecento, senza dimenticare come, da maturo artista quale è Gioxe De Micheli, i suoi cicli dedicati al passato (dall’amore per Luca Signorelli al Dürer, da Simone Martini a Pisanello, per citarne alcuni) hanno reso tale tempo antico più vicino a noi, più “umanizzato” raggiungendo un linguaggio proprio, sì rigoroso ma meditato e posto a confronto
con le criticità del quotidiano, sottolineando il bisogno della riflessione e di una ponderazione metafisica, financo poetica.
Ha esposto fin da giovane disegnando molto, ancora oggi è creatore di raffinati fogli di grafica. La sua ricerca è incentrata, in qualche maniera, su come noi possiamo percepire le immagini
rapportandole con la realtà e si avverte, forse non cercata ma presente, una arcana tensione melanconica che prende avvio dal desiderio, dall’utopia di fissare, in una dimensione fittizia
spazio-temporale, la fragilità labile dell’esistenza umana. Gioxe non ha mai fatto parte di alcun “ismo”, o gruppo: è libero nel suo fare arte così rigorosa; è autonomo e originale avendo solide
radici culturali e capacità tecnica raffinata (dall’affresco alla grafica). Personalmente mi ha fatto venire in mente, in qualche modo, un maestro fuori categoria come David Hockney.
Le sue figure, inserite nella campagna astratta, avvicinate da alcuni animali (il Nostro ha una personale sensibilità verso la natura e gli animali da essere, in qualche modo, un “naturalista”)
diventano ideali pure loro: è lo spazio metafisico creato dal Pittore che gli dà dignità universale; eroi moderni, ricchi di una poetica civile che li rende unici perché nati sulla povertà, la fatica, la solitudine dell’affanno, nonché travaglio a volte del vivere contemporaneo.
È un narratore acuto e disincantato, interessato ai grandi temi generali indagati nella trama più intima dove si avverte il suo vissuto personale. Importante è il colore. Le sue paste pigmentose sono stese con grazia e armonia, dettate da attenta meditazione e assillo interiore emozionale dove la memoria, la
storia è il canovaccio da cui partire per nuove narrazioni dedicate alla vita, alla coscienza, all’etica civile. Da laico sente forte il valore del rispetto dell’Uomo, della Natura, del Lavoro, come
ha scritto Renzo Margonari:” … producendo immagini evocative – vocative – narrative, ad alto tasso poetico, che illustrano dubbi e attese del sentire umano attuale (…)” e, tal volta, ciò porta ad essere accantonati nel mondo della critica contemporanea e del mondo consumistico. Nascono, così, composizioni silenti, coerenti. Il suo colore è vivido grazie a una luce mai stridente,
ardente, ma dilatata, leggera, quasi impalpabile (spesso dominano le ocre), vengono meno,a volte, le ombre, ma il chiaroscuro che dà volume è ben preciso e puntuale.
Anche nei suoi quadri più grandi e complessi, De Micheli offre una composizione frontale: forse vuole porsi davanti all’osservatore, è un dialogo diretto tra l’autore e il fruitore in un dialogo autentico e onesto, aperto, diretto e senza diaframmi interpretativi. Spesso i suoi personaggi si possono “leggere”
come autoritratti pensierosi, solitari, introspettivi, riflessivi; personaggi di un suo “teatro” un po’ stranito: viaggiatori, filosofi, pazzi, sognatori, lavavetri, venditori di tappeti, madri impaurite
e il “regista” di tale stesura teatrale rimane nella buca del suggeritore, guardando il fluire dei gesti, delle emozioni.
Narratore di umanità e novelliere di favole della natura: rimando alla luce del suo cielo dove si rincorrono le nuvole, l’albeggiare poetico sul mare, i fiori sbocciati sui rami, il tutto armonizzato
da una melodia dolce data dai passaggi innumerevoli delle varie tonalità di colore su cui è basato il quadro. La sostanza pittorica è magra, rilasciata per grandi campiture un po’ come se Gioxe usasse sempre la tecnica antica dell’affresco: in tal senso mi sembra significativo ricordare che ha realizzato, eseguito murales e affreschi di cui uno dei più importanti è Ex-itinere – trittico dei viaggiatori (cm 200×365) del 1993, compiuto per il Palazzo di Giustizia a Milano. Il malessere della vita quotidiana, sposta l’attenzione di Gioxe De Micheli verso il più debole; la sua ricerca è intensa, seppur non vociata, ma proprio per questo intima nel groviglio labirintico delle problematiche di oggi.
Le sue opere incantano per profondità tematica svolta con leggerezza, a volte sottile ironia, meraviglia e suggestione, avvedutezza, creazione e rivelazione."
Silvia Bottaro


Ad Albissola, al Circolo degli artisti in Piazza del Popolo – sarà stato il 1960, partecipai alla mia prima collettiva. Esposi una teletta, forse un 20 x 30, una piccola motocicletta rossa e arruffata.
Fu la mia prima collettiva e anche la mia prima opera venduta. Ed ebbi un acquirente d’eccezione: Lucio Fontana.
In seguito quante volte avrò esposto ad Albissola? Tante, tante volte, da solo o in gruppo, magari con Giorgio, Gianni, Daniel, Marco, Agostino, al Circolo degli Artisti, ma anche Al Cambusiere, a Pozzo Garitta o nei tanti altri, fervidi luoghi delle estati albissolesi.
Adesso, dopo tanti anni, ritorno al Circolo degli Artisti e lo faccio proponendo un gruppo di dipinti realizzati negli ultimi 5-6 anni e che ruotano attorno a un tema che mi è particolarmente caro, quello del “viaggio”, dell’“esodo”, del “cambio di destinazione”. I protagonisti delle mie opere sono dunque viaggiatori, profughi, ambulanti, esuli in fuga o in attesa di una diversa destinazione. Ora, se da una parte può essere evidente l’allusione al dramma di una umanità calpestata,
offesa, umiliata, dall’altra, attraverso la trasfigurazione, il sentimento poetico, il contrappunto tra realtà e metafora, si dipana una riflessione puramente introspettiva ed esistenziale.
Una riflessione che mi ha portato, da sempre, a tentare di raccontare il mio tempo filtrandolo, però, ed elavandolo dalle brutture e dallo spavento attraverso l’invenzione di un mio linguaggio.
Inventare un linguaggio autonomo, cioè nato dalla ricerca personale, non vuol dire non avere “padri nobili”, ci si arrampica sulla spalla di qualche gigante e poi si prova a crescere su se stessi, scavando, scartando, aggiungendo, immaginando, affinando la cifra stilistica. E, attenzione, inventare un linguaggio autonomo non vuol dire “fare a chi le spara più grosse”, il linguaggio in un artista matura e cresce nella tensione etica e creativa, nella libertà della fantasia, nell’identificazione del mondo poetico, nella ricerca della forma e, infine, nella tenace, paziente quotidianità del mestiere.
Mondo poetico, creatività, forma e contenuto, mestiere, tutto questo fa la qualità di un’opera d’arte, qualità che per essere “riconosciuta” ha bisogno, certo, di qualche strumento di conoscenza, ma questi pur fondamentali strumenti da soli non bastano se manca il profondo sentimento “dell’esistere”, perché è proprio questa terrestre dimensione spirituale che sviluppa la sensibilità “a vedere” e a “sentire”. Dunque la qualità in arte dovrebbe essere contenuta, in parte, già negli occhi di chi guarda. Verrebbe voglia di dire che la qualità la capisce chi se la merita.
Gioxe De Micheli

Dopo aver parlato di Gioxe non possiamo esimerci dal ricordare la grande amicizia e fondamentale collaborazione, nello scorso secolo, fra la nostra Associazione e suo padre Mario De Micheli:

"Mario De Micheli, nato a Genova e vissuto a Milano, è stato un critico d'arte, critico letterario e accademico italiano. Storico delle avanguardie artistiche del '900, ha sostenuto con grande passione l'arte di impegno sociale e civile."

Ecco, nonostante questa sua grande dimensione storico/artistica, o forse proprio per quella, fu molto vicino ad Albisola dettandone e condividendone molte delle esperienze che hanno concorso a renderla culturalmente famosa nel mondo.

Inaugurazione sabato 2 aprile alle ore 17.
Orario di apertura: tutti i giorni dalle 17 alle 19. Lunedì chiuso.

 

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