in Mostra

Taglio del nastro a Pompei per la mostra “Maradona, il genio ribelle”

Sabato 1° aprile alle ore 19,30 sarà inaugurata l’esposizione

con le foto di Sergio Siano e i cimeli originali del Museo Vignati

Immagine1 250Comincia il viaggio che tra immagini e memorabilia racconterà ciò che Maradona è stato per il Napoli, per Napoli ed anche per Pompei: 140 tra i più suggestivi scatti firmati dal fotogiornalista Sergio Siano e circa 100 cimeli originali del campione argentino (tra magliette, scarpe, tute e molto altro) prestati dal Museo Vignati sono l’incredibile ed esclusiva dotazione della mostra “Maradona, il genio ribelle” che sarà inaugurata sabato 1° aprile 2023 (ore 19.30, ingresso su invito) a Pompei, presso il Museo Temporaneo di Palazzo De Fusco, in piazza Bartolo Longo. Da domenica 2 aprile la mostra sarà aperta al pubblico. Ingresso gratuito.

Al taglio del nastro interverranno: il sindaco di Pompei Carmine Lo Sapio, il fotogiornalista e autore Sergio Siano e Massimo Vignati, che cura il Museo Vignati di Napoli con i cimeli di Maradona. Saranno presenti, inoltre, i curatori della mostra Kaos48 (ovvero Fabrizio Scomparin e Stefano Nasti) e l’artista Nello Petrucci ideatore dell’esposizione sulla vita di Diego.

Nel corso della serata è prevista anche la presenza di Corrado Ferlaino, presidente del Napoli degli Scudetti del 1987 e del 1990, e di Gianni Improta, ex calciatore che ha vestito la maglia azzurra negli anni ’70 e nei primi anni ‘80.

“Maradona, il genio ribelle” è realizzata da Art and Change con il patrocinio del Comune di Pompei ed è curata da Kaos48. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al 9 giugno 2023.

Le fotografie di Sergio Siano hanno immortalato le più decisive gesta atletiche di Diego per le vittorie del Napoli, ma anche i suoi momenti più “intimi” in cui El Pibe de Oro rimaneva ad allenarsi da solo al Centro Paradiso, lontano dai riflettori e dall’entusiasmo, talvolta straripante (per usare un eufemismo), dei tifosi napoletani.

Ma anche quegli stessi tifosi e le loro incontrollabili manifestazioni di gioia, in occasione dei trionfi azzurri dell’epoca, sono rimasti impressi nelle immagini del fotoreporter partenopeo. A guardare oggi quelle foto, si capisce che non si limitano a raccontare i successi di una squadra di calcio e del suo leader. Sono, piuttosto, una finestra che si affaccia su un’epoca che non c’è più, scandita dai successi di Maradona, del Napoli e di Napoli.

Ci sono, poi, i cimeli originali del Museo Vignati che fanno della mostra una “stanza delle meraviglie”: si va dalla camicia che Diego indossava il giorno stesso in cui ha messo piede a Napoli al pallone del Mundial ’86; dal giubbotto usato nel riscaldamento prima della semifinale di Coppa Uefa 1989 a Monaco di Baviera al pallone della partita vinta a Torino contro la Juventus nell’anno del primo Scudetto (1987).

Un’attenzione particolare, nel corso della mostra, sarà infine dedicata al rapporto speciale che il campione argentino aveva con la città di Pompei, che raggiungeva spesso per regalare un sorriso ai bambini delle Opere di carità del Santuario mariano.

INFO UTILI

Museo Temporaneo di Palazzo De Fusco

Piazza Bartolo Longo – Pompei (NA)

Inaugurazione 1° aprile 2023, ore 19.30 – Su invito

Dal 2 aprile al 9 giugno 2023 – Apertura al pubblico – Ingresso gratuito

Da martedì a domenica, dalle ore 11.00 alle ore 19.00

Biglietti su: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-mostra-maradona-il-genio-ribelle-574698838697

Giovedì 6 aprile 2023

ore 12.00

 

Bologna

PALAZZO PALLAVICINI

(via San Felice 24)

 

anteprima per la stampa della mostra

 

YŌKAI

Le Antiche Stampe dei Mostri Giapponesi

a cura di Paolo Linetti

7 aprile – 23 luglio 2023

 

Interverranno

Chiara Spinnato, ideatrice della mostra e fondatrice di Vertigo Syndrome

Filippo Giunti, pubblicitario e creatore del brand Vertigo Syndrome

Paolo Linetti, curatore della mostra

Marga “Blackbanshee” Biazzi, illustratrice della sezione speciale

 

Immagine1 250Dopo il grande successo alla Villa Reale di Monza, la mostra Yōkai. Le antiche stampe dei mostri giapponesi arrivano a Bologna, nelle sale di Palazzo Pallavicini, dal 7 aprile al 23 luglio 2023. Ideata e prodotta da Vertigo Syndrome e curata da Paolo Linetti, la mostra presenta al pubblico occidentale il fantastico mondo dei mostri della tradizione nipponica, attraverso più di duecento opere del XVIII e XIX secolo, tra stampe antiche, libri rari, abiti, armi, un’armatura samurai e una straordinaria collezione di netsuke, 77 piccole sculture in avorio un tempo usate come fermaglio. Da non perdere la sala in cui rivivere, dopo trecento anni, il terribile rituale delle cento candele

Galleria dell’Accademia di Firenze

incontro di studio

Lunedì 13 marzo, 17-18.30

 

Percorsi artistici e culturali in occasione del cinquecentenario

di Pietro Vannucci detto il Perugino

e dell’Abate Generale vallombrosano Don Biagio Milanesi

Intervengono

Marco Pierini, Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria

Francesco Salvestrini, Docente di Storia Medioevale, Università di Firenze



Pietro Perugino Assunzione della Madonna e Santi 2480x4259 250La Galleria dell’Accademia di Firenze partecipa alle celebrazioni ufficiali per i 500 anni dalla morte del Perugino (1448-1523) di cui conserva la Pala di Vallombrosa, datata 1500 e commissionata al pittore umbro dall’abate generale vallombrosano Don Biagio Milanesi (1444 -1523) per l’altare maggiore dell’Abbazia. Lunedì 13 marzo, si terrà, dalle 17 alle 18.30, un pomeriggio di studio con interventi di Marco Pierini, Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria e del professor Francesco Salvestrini, Docente di Storia Medievale dell’Università di Firenze. Ingresso libero fino a esaurimento posti. www.galleriaaccademiafirenze.it

Marco Pierini, curatore della mostra Il meglio maestro d’Italia. Perugino nel suo tempo (inaugurata lo scorso 4 marzo alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia e aperta fino all’11 giugno 2023), ci parlerà dell’artista, tra i maggiori del Rinascimento italiano, e della sua attività al tempo della realizzazione della pala di Vallombrosa. Il Prof. Francesco Salvestrini, invece, tratterà della figura storica di Biagio Milanesi, protagonista della vita politica e culturale del Quattrocento, ricordato come raffinato mecenate committente di opere d’arte e del Perugino.

Per l’occasione verrà aperta straordinariamente la Sala del Colosso, per permettere ai visitatori di ammirare la pala di Vallombrosa qui esposta. L’opera fu realizzata fra il 1497 e il 1500, ed è uno degli esempi più rappresentativi del periodo fiorentino del pittore. Raffigura al centro l’Assunzione della Vergine con ai piedi i santi Bernardo degli Uberti, monaco e cardinale vallombrosano, Giovanni Gualberto, fondatore del monastero di Vallombrosa, Benedetto, ispiratore della Regola, Michele, patrono della vicina abbazia di Passignano. Trafugata da Napoleone Bonaparte e trasportata in Francia dopo la soppressione del convento (1810), al suo rientro in Italia nel 1817 fu collocata alla Galleria dell’Accademia. Alla base del dipinto sono presenti i soli due scomparti superstiti della predella, dove compaiono i ritratti di don Biagio Milanesi, committente del dipinto, e del monaco Baldassare di Angelo, figura di spicco dell’ordine. I due scomparti sono riconosciuti come capolavori indiscussi della ritrattistica del tempo.

Second life – Tutto torna”: 30 opere di giovani artisti in mostra

Fa tappa ad Empoli il primo contest italiano su arte e sostenibilità, promosso da Alia e giunto alla seconda edizione.

La mostra, presso il Chiostro degli Agostiniani, è aperta al pubblico dal 9 al 25 marzo

 

Immagine1 250Il percorso della II° edizione della mostra “Second life: tutto torna”, nata dal concorso promosso da Alia Servizi Ambientali SpA, prosegue ad Empoli, un territorio dove sono centrali le tematiche ambientali, dove la scommessa oggi è rappresentata da una raccolta differenziata elevata e di qualità, accompagnata dall’introduzione della tariffa corrispettiva che premia gli utenti.

Lo sviluppo di un concetto e tema centrale oggi, come quello della sostenibilità, artisti under 28 provenienti da tutta Italia, sono le caratteristiche principali del contest che si consolida come il primo concorso artistico a livello nazionale incentrato sul tema “arte e sostenibilità”, con la Toscana come palcoscenico della creatività dei giovani artisti e degli studenti di tutte le Accademie e Scuole d’arte italiane.

La nuova tappa di “Second life: tutto torna” si inaugura oggi, giovedì 9 marzo, presso il Chiostro degli Agostiniani ad Empoli, alla presenza della sindaca di Empoli, Brenda Barnini, Presidente di Alia Servizi Ambientali SpA, Nicola Ciolini, curatore della mostra, prof. Marco Meneguzzo, Direttore del Centro Pecci di Prato, Stefano Collicelli Cagol, Direttore generale della Evolve Marie Tecnimont Foundation, Ilaria Catastini. L’esposizione rimarrà aperta fino al 25 marzo prossimo.

Al concorso, anche quest’anno, hanno partecipato circa cento giovani artiste e artisti, che si sono interrogati sul concetto di sostenibilità, dalla salvaguardia dell’ambiente e del decoro urbano, all’impegno nel dare una seconda vita alla materia in linea con le regole dell’economia circolare: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero.

Le opere - realizzate utilizzando diversi materiali, quali foglie, pietre, ferro, acciaio, tessuto, plastica, oli, candele, pellicole, cenere e tecniche varie – evidenziano interesse verso il tema della sostenibilità e la necessità di essere parte attiva di un processo di consapevolezza dell’emergenza ambientale e di reale cambiamento. Nei lavori in mostra si riconoscono un futuro tecnologico e sostenibile, ma anche una visione contrastante della natura, antropica e “primavera” da vivere, empatia e ragione per controllare gli istinti umani più beceri, fino allo splendore della semplicità delle piccole cose in natura, mobilitazioni silenziose, universali, unite dai sogni che volgiamo alle stelle.

Tra le 30 opere finaliste, selezionate da una prima giuria di giovani curatori ed ora in mostra nel Chiostro, sono state successivamente valutate da una giuria composta da affermati critici, storici dell’arte e direttori delle principali istituzioni culturali toscane, che hanno identificato le tre opere vincitrici e le menzioni speciali. 

Prima classificata Caterina Dondi, artista ventiquattrenne della provincia di Varese, con l’opera “Ordinare Senza Spostare”, serie di fotografie su carta dove si prova ad assecondare l’ambiente (e non di riqualificarlo) nel suo naturale processo di rovina, “ribaltando – come si legge nella motivazione della giuria - il punto di vista usuale sul tema, cercando di rendere “accettabile” e addirittura “bello” il degrado in atto, innescando così un processo di maieutica consapevolezza sul nostro habitat”.

La seconda opera classificata, “Espositore di Luoghi”, arriva da Messina ed è stata realizzata dal ventiseienne Giuseppe Raffaele con tecnica mista (ferro-carta-terra). Nell’opera il concetto di cartolina è capovolto, al fine di far conoscere realtà dimenticate; riceve il premio per “la forza immediata dell’oggetto […]. Si passa dal primato della vista – le cartoline solitamente mostrano un paesaggio naturale o urbano – a quello della mente, che invita a cogliere la vera essenza dei luoghi”.

“Curae” dell’artista milanese Giulia Pirri (classe 1994), si è classificata al terzo posto per “la “gentilezza” intima di un gesto che invita alla “cura” e all’attenzione nei confronti delle cose altrimenti considerate insignificanti, come una foglia caduta. Ricucire le ferite della natura appare un gesto scientemente utopico, ma al contempo necessario per la convivenza sul pianeta” come recita la motivazione della giuria e ribadisce l’artista.

Le tre menzioni speciali sono state assegnate a: Elisa Pietracito, artista ventiseienne della provincia di Firenze, per “Sotto lo stesso cielo” realizzata con filo di rame di scarto cucito a mano su tessuto di riciclo; Edoardo Sessa, ventisettenne di Varese, con la performance “Homologation” ed il giovanissimo artista cinese (classe 2002) Siyang Jiang con l’opera “If you want to live” realizzata con vetro, alluminio, legno, pianta, terra, candele.

Il main partner Evolve Maire Tecnimont Foundation ha selezionato per la menzione specialel’opera di Federico Ferroni “Decay”, realizzata su lastre di ferro che “con una solidità materica d’impatto ben rappresenta la visione globale, l’urgenza di un intervento per la sostenibilità e la valorizzazione dei materiali di recupero, così vicini all’agire della Fondazione Maire Tecnimont”recita la motivazione.

 

Gli altri artisti selezionati, presenti in mostra, sono: Marco Agostini, Lisa Buffagni, Marta Caproni, Floriano Akele Castellanato, Marta Cecchetti, Francesca Colturani, Clarissa Falco, Ilaria Feoli, Federico Ferroni, Liliana Frusi, gruppo Hardchiteptur, Carmine Lo Regio, Celina Moscuzza, Francesca Panella, Valeria Robbe, Natalie Roman Pascale, Marco Rubbera, Lorenzo Scarpellini, Virginia Stevenin, Su Fei, Arianna Tabaro, Xiyu Guo, Zhao Zhenzhi.

«Sostenibilità, salvaguardia dell'ambiente e decoro urbano sono temi centrali della quotidianità di ognuno: è fondamentale averlo chiaro ed è fondamentale divulgare il più possibile il concetto - sottolinea la sindaca di Empoli, Brenda Barnini -. Credo che utilizzare anche il linguaggio dell'arte sia una scelta interessante, a maggior ragione se, come in questo caso, si riesce a coinvolgere e valorizzare giovani talenti e a promuovere il riuso di ciò che apparentemente non serve più. Per questo siamo molto felici di ospitare ‘Secondo life - Tutto torna’ agli Agostiniani, nel cuore di Empoli, e di raccontare questa esperienza innovativa e originale».

«Questa nuova edizione del contest conferma che il tema della sostenibilità, e con esso il rispetto dell’ambiente, è fortemente introiettato nelle nuove generazioni; un tema con cui si confrontano costantemente. Le opere in mostra raccontano come la questione ambientale sia vissuta in modo individuale piuttosto che sociale dai giovani artisti, con attenzioni più intimiste che “politiche”, intendendo con quest’ultimo termine l’aspetto sociale e relazionale delle persone - ha commentato il curatore della mostra, prof. Marco Meneguzzo-.»

L’attenzione alle “piccole cose” non può esistere senza un tempo rallentato che, coscientemente o no, sembra già un’indicazione di soluzione del problema».

«Uno dei migliori risultati in tema di coinvolgimento della cittadinanza è “Second Life: tutto torna” il concorso dedicato alle opere di giovani artisti che scelgono di interrogare la loro vena creativa sul rapporto con la Sostenibilità. Un tema quanto mai attuale, che ci interessa particolarmente – ha commentato il Presidente di Alia, Nicola Ciolini-, e, grazie alle opere in mostra, ci avvicina alla visione del mondo e dell’ambiente che hanno questi giovani artisti, che “invitano” ad evitare sprechi e produzione di rifiuti. Abbiamo lanciato questo progetto, in una fase storica in cui la transizione ecologica è sempre più al centro del dibattito e della sensibilità dei nostri utenti e dei comuni, nostri soci, scegliendo di mettere in campo nuovi linguaggi che parlino a tutti, soprattutto i più giovani – ha concluso – con l’obiettivo di rendere i nostri cittadini i principali attori e protagonisti del cambiamento».

«La Fondazione Maire Tecnimont ha deciso con grande piacere di sostenere per il secondo anno consecutivo il contest animato da Alia – ha dichiarato il Presidente della Fondazione, Fabrizio Di Amato -. L’ingaggio nei confronti di giovani artisti e l’interesse per un punto di vista fresco ma molto lucido dei ragazzi under 28 sui temi della sostenibilità e del futuro, sono punti di forza fondamentali di questa iniziativa che ha il grande merito di avvicinare mondi che spesso non hanno occasioni di contatto e condivisione. Dall’edizione dello scorso anno abbiamo letto un gran bisogno delle nuove generazioni di comunicare la loro preoccupazione per gli impatti generati dalle scelte del passato sul mondo che loro si troveranno a vivere. Vogliamo dare spazio – ha concluso Di Amato – a questo bisogno e rimanere in ascolto attento di quanto hanno ancora da dire».

La sostenibilità è quanto mai attuale. Alia conferma la sua attenzione anche a ciò che questo tema muove nel campo artistico, un driver straordinario per stimolare la curiosità, la riflessione critica, la fantasia di chi osserva ed il coinvolgimento responsabile delle comunità. In quest’ottica la seconda edizione della mostra è arricchita di nuove sedi sul territorio toscano, come questa di Empoli, ed a livello nazionale (Roma presso Evolve Maire Tecnimont Foundation) oltre a laboratori creativi aperti a tutti. Gli adulti sono invitati a partecipare al progetto “l’aRRRRte in città”. Partendo dall’assunto che “l’arte rende più belle le nostre città”, i laboratori hanno lo scopo di diffondere, attraverso le pratiche artistiche, il rispetto dell’ambiente e la necessità di dare una seconda vita alla materia, osservando la regola delle 4R: Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero. I percorsi educativo didattici con le scuole prevedono, invece, riflessioni ed interazioni ludiche con le opere esposte sui temi del riciclo e del riuso.

Le successive sedi dell’allestimento saranno: Peccioli, presso il Palazzo senza Tempo (dal 15 giugno al 30 luglio); Roma presso la sede di Evolve Maire Tecnimont Foundation.

Per maggiori informazioni: https://secondlifecontest.it/

Il progetto, ideato e promosso da Alia, si avvale del patrocinio istituzionale di Regione Toscana, e dei comuni di Firenze, Empoli, Prato, Pistoia, Peccioli e della Conferenza dei Presidenti delle Accademie. Sono partner del progetto Fondazione Palazzo Strozzi, Centro Pecci, Museo Novecento e MAD Murate Art District; Scapigliato Spa, Revet Spa e Belvedere Spa, e main partner Evolve Maire Tecnimont Foundation.

La giuria che ha selezionato le opere vincitrici - raccolte anche nel catalogo ufficiale pubblicato da Mandragora e nel portale dedicato https://secondlifecontest.it/  - è formata da: Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, Valentina Gensini, Direttore Artistico centro Murate Art District, Stefano Collicelli, Direttore generale del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, Sergio Risaliti, Direttore Artistico Museo Novecento Firenze, Cristina Gelli, Direttrice dei Musei di Empoli, oltre al curatore, prof. Marco Meneguzzo, e Giuseppe Meduri, Direttore relazione esterne, comunicazione e sostenibilità di Alia.

 

SECOND LIFE: Tutto torna

9– 25 marzo 2023

Chiostro degli Agostiniani

Via dei Neri, 15 – Empoli

info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ingresso libero

Orario: dal lunedì al sabato 09.00-18.00

Inaugurazione della mostra "Material Minds" dedicata a Mario Malinconico, a cura di Città della Scienza, Hybrid Design Lab, Materias

 

locandina 19 gennaio 250Giovedì 19 gennaio 2023 alle ore 17:30 in Villa Fernandes (via Diaz 144, Portici), il Portici Science Cafè (PSC) inaugura il ciclo di incontri del 2023 ospitando la mostra MaterialMinds dedicata a Mario Malinconico, ricercatore dell'IPCB CNR di Pozzuoli esperto di nuovi materiali e sostenibilità.

La mostra è a cura di Città della Scienza, Hybrid Design Lab, Materias.

L'esposizione raccoglie una serie di materiali e artefatti caratterizzati da sostenibilità e innovatività, tutti risultati di ricerche scientifiche e prodotti di startup italiane.

Dopo i saluti di Vincenzo Cuomo, sindaco di Portici, Antonio Capece, Villa Fernandes bene comune e Vincenzo Bonadies, Associazione BLab/PSC, intervengono Luigi Nicolais, Materias, Carla Langella, Dipartimento DIARC Università degli studi di Napoli “Federico II”, Carla Giusti, Fondazione Idis - Città della Scienza, Giovanna Gomez D’Ayala, Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali (IPCB/CNR) di Pozzuoli e Marco Abbro, KforBusiness.

Ingresso libero

La mostra è visitabile anche nei giorni 20 e 21 gennaio dalle ore 10:00-13:00 e 17:00-20:00.

Info e contatti:

PSC Communication  347 0473498   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

“Second life – Tutto torna”

30 opere di giovani artisti per raccontare la sostenibilità

 

La mostra itinerante nata dal contest per giovani artisti

lanciato da Alia Servizi Ambientali S.p.A.

arriva a Firenze

Palazzo Vecchio - Cortile di Michelozzo

14 gennaio – 12 febbraio 2023

 

Prossime tappe al Cenacolo degli Agostiniani ad Empoli

E poi Peccioli, Pistoia e Roma

 

Immagine1 250“Second life – Tutto torna” è la mostra itinerante che racconta la sostenibilità attraverso l’arte. Lo fa grazie alle 30 opere esposte, che sono state selezionate dal concorso omonimo con cui Alia Servizi Ambientali S.p.A., per il secondo anno consecutivo, ha invitato i giovani artisti italiani sotto i 28 anni ad interrogarsi sui temi della sostenibilità, della tutela dell’ambiente, del decoro urbano e del riciclo. Oltre cento ragazzi hanno accolto la sfida anche quest’anno, offrendo con le loro opere riflessioni e spunti per contrastare la crisi ecologica e ambientale. Una giuria di esperti, guidata da Marco Meneguzzo, docente di Storia dell’Arte all'Accademia di Brera e curatore dell’esposizione, tra questi lavori ne ha scelti 30 e, tra questi ultimi, ha selezionato 3 vincitori e 3 menzioni speciali.

Da domani, 14 gennaio, fino al 12 febbraio 2023, “Second life – Tutto torna” sarà a Firenze, nella splendida cornice del Cortile di Michelozzo di Palazzo Vecchio, progettato dall’artista fiorentino e decorato da Giorgio Vasari. Il concorso “Second life – Tutto torna”, alla sua seconda edizione, era rivolto ai giovani artisti, ma la mostra che ne è nata è destinata invece a tutti noi. Lo scopo dell’esposizione, infatti, è anche quello di sensibilizzare il pubblico verso i temi affrontati, estremamente attuali e scottanti, ed è anche per questo che “Second life” non ha una sede fissa, ma itinerante, e proseguirà il suo viaggio per oltre dieci mesi, spostandosi in varie sedi per tutto il 2023. Ecco tutti gli appuntamenti previsti: dal 6 al 26 marzo 2023 sarà ad Empoli, presso il Cenacolo degli Agostiniani, per poi arrivare al Palazzo Senza Tempo di Peccioli dal 15 giugno al 30 luglio, infine a Pistoia e a Roma, presso la Evolve Maire Tecnimont, la Fondazione main partner del progetto.

Partendo da esperienze personali, dall’osservazione dei nostri paesaggi, da domande sul futuro dell’ambiente e dell’umanità, gli artisti che hanno partecipato al contest di Aliahanno lavorato utilizzando i materiali più disparati, quali foglie, pietre, ferro, acciaio, tessuto, plastica, oli, candele, pellicole, cenere e tecniche varie, ma rigorosamente prestando attenzione alle regole dell’economia circolare: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero. 

Tra i lavori in mostra, segnaliamo le tre opere vincitrici e le tre menzioni speciali. La prima classificata di questa seconda edizione di Second Life è Caterina Dondi, ventiquattrenne della provincia di Varese, con l’opera “Ordinare Senza Spostare”, serie di fotografie su carta dove l’artista ha immaginato di assecondare l’ambiente, e non di riqualificarlo, nel suo naturale processo di rovina, “ribaltando – come si legge nella motivazione della giuria – il punto di vista usuale sul tema, cercando di rendere “accettabile” e addirittura “bello” il degrado in atto, innescando così un processo di maieutica consapevolezza sul nostro habitat. Mettere ordine nel caos significa trovare relazioni prima invisibili tra le cose”. La seconda opera classificata, “Espositore di Luoghi”, arriva da Messina ed è stata realizzata dal ventiseienne Giuseppe Raffaele con tecnica mista, utilizzando ferro, carta e terra. Nell’opera l’artista capovolge il concetto di cartolina, pensata finora come ritratto di un bel luogo, al fine di far conoscere realtà dimenticate. Il premio gli è stato assegnato dalla giuria per “la forza immediata dell’oggetto, preceduta e seguita da una notevole concettualizzazione, che rafforza il senso della prima impressione. Inoltre, si passa dal primato della vista – le cartoline solitamente mostrano un paesaggio naturale o urbano – a quello della mente, che invita a cogliere la vera essenza dei luoghi”. “Curae” dell’artista milanese Giulia Pirri, classe 1994, si è classificata al terzo posto per “la “gentilezza” intima di un gesto che invita alla “cura” e all’attenzione nei confronti delle cose altrimenti considerate insignificanti, come una foglia caduta. Ricucire le ferite della natura appare un gesto scientemente utopico, ma al contempo necessario per la convivenza sul pianeta”.

Le tre menzioni speciali sono state assegnate a Elisa Pietracito, artista ventiseienne della provincia di Firenze, per “Sotto lo stesso cielo”, un’opera realizzata con filo di rame di scarto, cucito a mano su tessuto di riciclo, che rappresenta la costellazione che si vede dall’emisfero boreale, eccetto in quelle zone avvolte dai fumi delle discariche, dove il rame ahimè fa da padrone; ad Edoardo Sessa, ventisettenne di Varese, per la performance “Homologation”, una riflessione sugli spazi verdi urbani, frutto dell’attività umana e dunque ulteriore passo verso la stardadizzazione e la regolazione del mondo intero: infine al giovanissimo artista cinese (classe 2002) Siyang Jiang con l’opera “If you want to live” realizzata con vetro, alluminio, legno, pianta, terra, candele. Tutti materiali che erano stati abbandonati e che, grazie ad un processo di pulizia e di recupero, sono stati trasformati in opera d’arte.

Il main partner Evolve Maire Tecnimont Foundation, inoltre, ha selezionato per la menzione speciale l’opera di Federico FerroniDecay”, realizzata su lastre di ferro che “con una solidità materica d’impatto ben rappresenta la visione globale, l’urgenza di un intervento per la sostenibilità e la valorizzazione dei materiali di recupero, così vicini all’agire della Fondazione Maire Tecnimont” recita la motivazione.

La giuria che ha selezionato le opere vincitrici - raccolte anche nel catalogo ufficiale pubblicato da Mandragora - è formata da: Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, Valentina Gensini, Direttore Artistico centro Murate Art District, Stefano Collicelli, Direttore generale del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, Sergio Risaliti, Direttore Artistico Museo Novecento Firenze, Cristina Gelli, Direttrice dei Musei di Empoli, oltre a Marco Meneguzzo e Giuseppe Meduri, Direttore relazione esterne, comunicazione e sostenibilità di Alia.

 

Gli altri artisti presenti in mostra sono Marco Agostini, Lisa Buffagni, Marta Caproni, Floriano Akele Castellanato, Marta Cecchetti, Francesca Colturani, Clarissa Falco, Ilaria Feoli, Federico Ferroni, Liliana Frusi, gruppo Hardchiteptur, Carmine Lo Regio, Celina Moscuzza, Francesca Panella, Valeria Robbe, Natalie Roman Pascale, Marco Rubbera, Lorenzo Scarpellini, Virginia Stevenin, Su Fei, Arianna Tabaro, Xiyu Guo, Zhao Zhenzhi.

Il progetto, ideato e promosso da Alia, si avvale del patrocinio istituzionale di Regione Toscana, e dei comuni di Firenze, Empoli, Prato, Pistoia, Peccioli e della Conferenza dei Presidenti delle Accademie. Sono partner del progetto Fondazione Palazzo Strozzi, Centro Pecci, Museo Novecento e MAD Murate Art District; Scapigliato Spa, Revet Spa e Belvedere Spa, e main partner Evolve Maire Tecnimont Foundation.

SECOND LIFE: Tutto torna

Palazzo Vecchio, Firenze

14 gennaio-12 febbraio 2023

P.zza della Signoria, Firenze

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ingresso libero

Orari: lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica 9-19; giovedì 9-14.

Modalità di accesso: la visita alla mostra Second Life è a ingresso libero.

 

Cenacolo degli Agostiniani, Empoli

6-26 marzo 2023

Palazzo Senza Tempo, Peccioli

15 giugno-30 luglio 2023

Pistoia e Roma

MNEMOSYNE

Il teatro della memoria

Castello Visconteo di Pavia

20 ottobre 2022 – 26 marzo 2023

 

11 Mnemosyne Il Teatro della memoria Atto II Scena I Larmadio delle curiosità Ph Giacomo Galliina bassa 250Sabato 14 gennaio, nello splendido Castello Visconteo di Pavia, si terrà una visita guidata alla mostra Mnemosyne. Il teatro della memoria, tenuta dal suo curatore, lo storico dell’arte Paolo Linetti, e da Claudio Giorgione, curatore del dipartimento “Leonardo, Arte e Scienza” del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. L’esposizione, in corso sino al 26 marzo 2023, ricostruisce nella Sala del Collezionista dei Musei Civici pavesi, una delle cosiddette Wunderkammer, le “camere delle meraviglie” che si diffusero, soprattutto in Europa, tra il XV e il XVIII secolo. Prima della visita Mario Fabrizio Fracassi, sindaco del Comune di Pavia, Alberto Facchetti, sindaco del Comune di Coccaglio, insieme con Riccardo Canini e Rossella Cavalli, rispettivamente sindaco e vice sindaco del Comune di Dello, parleranno delle collezioni di cui fanno parte numerosi prestiti alla mostra, ovvero gli splendidi vasi ed il preziosissimo acquarietto in avorio con le tartarughe intagliate del Museo d’arte orientale Mazzocchi di Coccaglio, gli animali impagliati e i tanti Naturalia provenienti da Dello.

Mnemosyne era, per i Greci, la personificazione della funzione mnemonica, ed è a questa antica divinità che è dedicato il titolo dell’esposizione. Le wunderkammer, antenate dei moderni musei, poi scomparse con l’avvento dell’Illuminismo, erano le stanze da collezione rinascimentali in cui monarchi, principi, aristocratici, scienziati e persino artisti collezionavano gli oggetti più diversi, cercando di raccogliere in un unico ambiente tutto lo scibile umano. Queste collezioni, create per fini di studio, per diletto personale e per suscitare ammirazione e prestigio, erano composte da esemplari di storia naturale, strumenti, invenzioni meccaniche, carte geografiche, rarità archeologiche, monete, cammei e quanto di più curioso si potesse trovare.

La mostra ripercorre l’intera storia del collezionismo a partire dagli studioli rinascimentali, quegli ambienti nati nei monasteri medievali che divennero d’uso nella Firenze quattrocentesca, grazie soprattutto a Lorenzo il Magnifico. In questi ambienti, destinati ad attività intellettuali, gli sfondi e le pareti erano importantissimi, perché avevano la funzione di ambientare le opere e gli oggetti esposti, mettendoli in dialogo come attori su un palco, da qui il titolo dell’esposizione: Il teatro della memoria.

Ma come sarebbe stata la wunderkammer o lo studiolo di un collezionista del XVII secolo se fosse vissuto fino ai giorni nostri, sempre attento a mostrare l'evoluzione del mondo e dei nuovi confini? Lo spettacolare allestimento della mostra, studiato per suscitare lo stesso stupore che provocavano le “camere delle meraviglie” di qualche secolo fa, vuole proprio rispondere a questa domanda.

Così, durante la visita di sabato - accanto agli “Artificialia”, ovvero le creazioni dell'uomo, come opere d'arte, statue, gioielli, quadri, reperti archeologici, ai “Naturalia”, come conchiglie, coralli, animali esotici, ma anche elementi bizzarri e mostruosità della natura, le “Scientifica”, strumenti e opere dell’ingegno umano, e le “Exotica”, manufatti provenienti dal lontano Oriente oppure dalle terre al di là delle Colonne d'Ercole - si troveranno in mostra anche meraviglie di oggi, come le bellissime creazioni del collettivo R.E.M.I.D.A., che ripropongono in chiave contemporanea lo splendore e la simbologia delle vanitas secentesche, gli stupefacenti mobili e lampadari della designer Valentina Giovando, straordinari esempi di “artificialia” moderni per la maniacale perizia nella cura dei dettagli e per lo stupore d'insieme che suscitano o le opere di Elena Carozzi, carte da parati e tappezzerie di lusso dipinte a mano, che decorano le pareti della wunderkammer del Castello Visconteo e, proprio come accadeva nelle “camere delle meraviglie”, hanno il ruolo fondamentale di ambientare le opere esposte, mettendole in dialogo tra loro come attori su un palco. Visitando l’esposizione, si avrà infatti l’impressione di assistere ad una messa in scena teatrale vera e propria.

Il costo della visita guidata è di 3 euro, a cui va aggiunto il prezzo del biglietto d’ingresso all’esposizione. Per partecipare occorre prenotarsi scrivendo all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

ALBEDO O CHIARDILUNA

Daniela De Lorenzo

13 gennaio - 11 marzo 2023

inaugurazione venerdì 13 gennaio, ore 18.00

 

 

image002 250Crumb Gallery inaugura la programmazione espositiva del 2023, venerdì 13 gennaio, con la mostra Albedo o chiardiluna, un progetto inedito, realizzato appositamente per l’occasione dell’artista Daniela De Lorenzo.

Albedo o chiardiluna racconta, come sottolinea Mirco Marini nel testo in catalogo (collana NOLINES, a cura di Rory Cappelli), la delicata relazione tra spazio e tempo attraverso la storia dell’arte, la scultura e il montaggio. Al centro di questa serie fotografica, Daniela De Lorenzo pone l’iconografia di un’opera quattrocentesca quale San Giorgio e la principessa di Paolo Uccello, un’opera dalla rigida struttura prospettica ma permeata di un’atmosfera onirica, dal sapore fiabesco. Le tre figure principali - la principessa, a sinistra, il drago, al centro, e il san Giorgio a cavallo, sulla destra, concatenati dal guinzaglio e dalla lancia, che li legano indissolubilmente - si muovono, come su un palcoscenico, all’interno di quinte teatrali, create dalle diagonali che definiscono la geometria dello spazio e creano la profondità del paesaggio. Una rappresentazione caratterizzata da una dimensione surreale, sospesa, dominata dal riverbero misterioso del cielo, in cui il chiarore della falce di luna si contrappone alla nuvola a spirale che minaccia una tempesta. De Lorenzo si muove all’interno del quadro, taglia, rimonta, sostituisce, fa slittare i piani sottostanti, alterando i personaggi e gli elementi paesaggistici, come in un montaggio cinematografico. Non vuole re-interpretare o quanto meno raccontare, piuttosto si interroga su cosa sta sotto la superficie, cosa ne possa emergere. Così Albedo è la parte più interna dell’agrume, quella bianca e spugnosa che vedi solo se ne togli la buccia ma è anche, in fisica, la luce riflessa da un corpo, rispetto a quella che lo colpisce, come lo è d’altronde, quella che emana la luna. In ognuna delle dodici fotografie, di cui si compone questo progetto, l’artista “evoca un tempo instabile all’interno della narrazione lineare dell’opera di Paolo Uccello”, alza il velo sul visibile e sul rappresentato, ne scompone l’ordine, i campi visivi, ci mette davanti a una lettura diversa, a un’altra percezione, ne illumina le parti nascoste, a dimostrare che il reale, o quello che crediamo tale, non è mai uguale.

La ricerca di Daniela De Lorenzo, sin dai primi lavori, è sempre stata associata alla pratica del fare, all’uso di materiali diversi che plasma nel profondo, dalle prima sculture, della fine degli anni ’80, a quelle realizzate successivamente con il feltro, dai ricami alle ceramiche, dai video alle performance, alla fotografia che, nel suo percorso, si confronta costantemente con la scultura stessa. E anche qui, in Albedo o chiardiluna, San Giorgio e il drago, le immagini disposte sulle pareti, si relazionano e si completano con sonni, un’opera composta da due piccole sculture in gesso con cera e pigmenti, collocate al centro della stanza, quasi fossero il punto di fuga dell’intera visione del progetto, il luogo da cui si genera. Sonni è il ricordo di un lavoro in gommapiuma, a cose fatte, del 1998, e sulle sue superfici si individua ancora la memoria di ciò che è stato, di un tempo che non è più e che l’artista rielabora per infondergli una nuova vita e un nuovo senso. Così le opere della De Lorenzo raccontano la propria instabilità, riflettono sullo spazio, sulla memoria, sulle possibilità interpretative delle immagini e del tempo.

Albedo o chiardiluna rimarrà aperta fino all’11 marzo 2023.

 

Daniela De Lorenzo vive e lavora a Firenze. Attiva dalla metà degli anni ‘80, inizia la sua ricerca ponendosi ai margini della scultura.  Alla luce della consapevolezza della crisi delDaniela De Lorenzo ritratto 250 ‘progetto’ i materiali diventano effimeri e il suo lavoro avanza dentro alla propria provvisorietà. 

Dopo la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1988, inizia un percorso, volto ad un’analisi temporale ed identitaria, supportata innanzitutto dalla scultura, ma che a partire dal 1995 instaura un rapporto costante con la fotografia, al punto che i due poli vivono di un continuo gioco di rimandi e corrispondenze segrete. Fotografia prima, video e performance dopo, generano tangenze e sovrapposizioni di linguaggi che le permettono di seguire i passaggi attivando un tempo/movimento sospeso, una specie di durata istantanea che sottrae il tempo alla logica di un cambiamento irreversibile.

E’ presente in numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero ed ha esposto in prestigiosi spazi espositivi su territorio nazionale ed internazionale come il Kunstverein di Kassel, la Neue Galerie di Graz, il Museo Pecci di Prato, Galerie im Martin Gropius Bau di Berlin, Le Papesse di Siena, il Mart di Rovereto, il Mambo di Bologna, la Triennale di Milano, la Galleria Nazionale di Roma e il Maxxi l’Aquila. La Fondazione Olivetti di Roma, La Gallera di Valencia, il Museo 900 e il Museo Marini di Firenze.                                                                                                                                                                   Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche, tra queste: Galleria d'Arte Moderna di Bologna, Museo Luigi Pecci di Prato, PAC di Milano, Neue Galerie di Graz, Masi di Lugano, Centro del Carmen di Valencia, Museo degli Uffizi di Firenze, la Galleria Nazionale e il Maxxi di Roma.

 

Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto e Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea.

 

CRUMB GALLERY

Via San Gallo, 191 rosso | 50129 Firenze

giovedì, venerdì e sabato: dalle 16.00 alle 19.00

gli altri giorni su appuntamento – tel. + 39 347 3681894

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. |www.crumbgallery.com

La Galleria dell’Accademia di Firenze

presenta

in occasione del Cinquantesimo anno dalla loro scoperta

 

I BRONZI DI RIACE

un percorso per immagini

fotografie di Luigi Spina

a cura di Carmelo Malacrino,

direttore del Museo Archeologico Nazionale Reggio Calabria

20 dicembre 2022 – 12 marzo 2023

 

image002 250La Galleria dell’Accademia di Firenze, in collaborazione con il MArRC, Museo Archeologico Nazionale Reggio Calabria, ospita dal 20 dicembre 2022 al 12 marzo 2023, la mostra I BRONZI DI RIACE un percorso per immagini, fotografie di Luigi Spina, a cura di Carmelo Malacrino, direttore del MArRC, realizzata per il Cinquantesimo anno dalla loro scoperta, un evento straordinario che ha segnato la storia del patrimonio artistico del nostro paese.

 

“Nell’ambito del programma di DAVID 140, che celebra i 140 anni del capolavoro di Michelangelo nella Tribuna del nostro museo - racconta Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze - abbiamo voluto riunire, anche se solo virtualmente, le sculture degli Eroi più belli e potenti dell’arte: le statue emerse dal mare di Riace, restaurate ed esposte per la prima volta proprio a Firenze, raccontate qui dai bellissimi scatti di Luigi Spina, e il nostro David, per festeggiare, insieme a Carmelo Malacrino e al MArRC, due compleanni importanti. Un’occasione unica per creare una significativa e proficua collaborazione tra due istituzioni del MiC- Ministero della Cultura, come le nostre.”

"Riportare l'immagine dei Bronzi di Riace nella città in cui furono esposti per la prima volta al pubblico sarà una grande emozione” commenta il Direttore Malacrino. “A cinquanta anni dalla loro scoperta questi due "capolavori del Mediterraneo" continuano ad attrarre in Calabria centinaia di migliaia di visitatori da ogni parte del mondo. Ringrazio la direttrice Hollberg per aver voluto riunire due icone dell'arte: i Bronzi di Riace e il David di Michelangelo. Una suggestiva offerta espositiva e un concreto esempio di sinergia fra grandi musei italiani.”

Le due magnifiche statue in bronzo furono scoperte il 16 agosto 1972, durante una battuta di pesca subacquea nei pressi di Riace Marina, a 8 metri di profondità. Dopo un avventuroso recupero, i due guerrieri - due figure maschili nude, convenzionalmente chiamate A e B, oppure il “Giovane” e il “Vecchio”, di dimensioni leggermente superiori al normale - furono trasportati al Museo Nazionale di Reggio Calabria, dove vennero sottoposte a un primo intervento di restauro, affidato successivamente, agli inizi del 1975, al Laboratorio della Soprintendenza Archeologica della Toscana. I Bronzi furono esposti per la prima volta al pubblico nel dicembre del 1980, a Firenze, nel Museo Archeologico, e poi, nel 1981, al palazzo del Quirinale, a Roma. Un evento di grande risonanza mediatica, che richiamò folle di visitatori da ogni dove. Gli studi hanno consentito di stabilire che le due opere sono riconducibili al secolo d'oro dell'arte greca, databili intorno alla metà del V sec. a.C., esempio di una sapiente e fine tecnica bronzistica, forse realizzate da due maestri diversi ma comunque per una destinazione pubblica.

Alla Galleria dell’Accademia di Firenze, nelle sale per le mostre temporanee al piano terra, saranno esposte 16 fotografie di grande formato (90 X 134 cm), un lavoro che nasce daA04 luigispina courtesy 5 Continents Editions bassa 250 Carmelo Malacrino e Luigi Spina per celebrare proprio i 50 anni dalla scoperta. Un tributo alla potenza e alla bellezza iconografica dei Bronzi di Riace, capolavori indiscussi dell’arte greca del V secolo a.C. La sequenza delle immagini, otto più otto, dedicate rispettivamente alla statua A e alla statua B, crea, come spiega Spina, un lento e incessante racconto. “Sottolinea l’epidermide bronzea, diversa per ciascun soggetto, che prende forma, densità e lucentezza, e il chiaroscurale dei corpi si tinge dello spettro multiforme del bronzo che, al variare della luce, mostra superfici corporee che dialogano con l’occhio dell’osservatore.” L’obiettivo del fotografo è quello di far emergere aspetti che non sono solo quelli oggettivamente visibili, ma riguardano nel profondo la nostra cultura. 

La mostra è accompagnata da un prezioso volume in tre lingue (italiano, inglese e francese), edito da 5 Continents Editions, nella collana “Tesori Nascosti”, dove le immagini di Spina sono affiancate da una narrazione storica e artistica sulle due statue, con testi di Carmelo Malacrino e Riccardo Di Cesare, archeologo e docente presso l’Università di Foggia, che permette al lettore di immergersi nella storia suggestiva dei Bronzi, tra verità scientifiche e domande rimaste ancora aperte.

LUIGI SPINA. I suoi principali campi di ricerca sono gli anfiteatri, il senso civico del sacro, i legami tra arte e fede, le antiche identità culturali, il confronto con la scultura classica, l’ossessiva ricerca sul mare, le cassette dell’archeologo sognatore (Giorgio Buchner). Ha pubblicato oltre 22 libri fotografici di ricerca personale e ha realizzato prestigiose campagne fotografiche per Enti e Musei. Fra i volumi pubblicati, in diverse lingue e distribuiti in tutto il mondo, si citano il progetto sul Foro romano, L’Ora Incerta, Electaphoto (2014); The Buchner Boxes (2014), Le Danzatrici della Villa dei Papiri (2015), Diario Mitico, Cronache visive sulla collezione Farnese (2017), Canova. Quattro tempi (2020), I Confratelli (2020), tutti editi da 5 Continents Editions; Volti di Roma alla Centrale Montemartini, Silvana Editoriale (2019), Sing Sing, il corpo di Pompei (2020), e Bronzi di Riace (2022) tutti con 5 Continents Editions.

Nel 2020 Artribune l’ha insignito del titolo di miglior fotografo dell’anno. Nel 2022 è tra i finalisti del 73mo Premio Michetti per l’Arte Contemporanea e vincitore del primo Digital Michetti.

Tra le istituzioni culturali nelle quali ha esposto si segnalano: Museo Archeologico di Napoli; Musei Capitolini di Roma; Museo Campano di Capua; Galleria San Fedele, Milano; Museo MADRE, Napoli; Palazzo dell’EUR, Roma; Reggia di Caserta; MACRO, Roma; Galerie Patrick Mestdagh, Bruxelles; MIAFAIR Milano; Postermostra, Lisbona, Kranj, Slovenia; Gallery of Fine Art Uzbekistan; MART Rovereto; Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Sue opere sono conservate ed esposte, in permanenza, al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, Roma; Aeroporto di Capodichino, Napoli; Museo Archeologico Nazionale di Napoli; Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria; Fondazione Michetti, Francavilla al Mare (CH).

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