in Mostra

INFORMALE

DIALOGO TRA ITALIA E EUROPA

27 ottobre - 10 dicembre 2023

Via Fatebenefratelli, 34/36

Milano

Inaugurazione: venerdì 27 ottobre 2023, ore 18.00

 

Foto Tornabuono 250La galleria Tornabuoni Arte è lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra “Informale. Dialogo tra Italia e Europa” che si terrà nella sua sede di Milano in Via Fatebenefratelli 34/36 venerdì 27 ottobre, alle ore 18.00.


L'esposizione offrirà una selezione di opere scelte di importanti artisti informali, italiani ed europei, i quali hanno contribuito in modo significativo a plasmare un linguaggio pittorico che ha profondamente influenzato e caratterizzato il secondo Novecento nell’ambito del panorama artistico internazionale. Opere intense, vigorose e allo stesso tempo raffinate, realizzate nel solco di una ricerca che trova nel segno, nella gestualità e nella libertà espressiva svincolata dalla forma i suoi elementi distintivi.

Nato all'alba di una nuova epoca dopo il trauma della Seconda guerra mondiale, l'informale è stato un movimento artistico profondamente Europeo, che ha dato voce ad una generazione segnata da visioni del conflitto, per la quale la figurazione non era più in grado di trasmettere completamente la sua esperienza. “Una realtà nel cui regno l'uomo può finalmente rischiare tutto”, così descrive il critico d'arte francese Michel Tapié il nuovo linguaggio elaborato all'inizio degli anni ‘50 da artisti quali Albero Burri, Lucio Fontana, Jean Fautrier e Jean Dubuffet. Nel loro lavoro segno e materia prevalgono sulla forma per una pittura più libera e autentica, che non rappresenta ma esprime una realtà al di là del mondo visibile.

In mostra, si troveranno così a dialogare importanti opere di artisti italiani come Lucio Fontana, presente con un lavoro tratto dalla serie Barocchi del 1956. In quest’opera è ancora radicata una tensione legata all’utilizzo mirabile della materia pittorica e che già prefigura la sua ricerca dello spazio attraverso i buchi nella tela che, da lì a poco, culmineranno nei primi tagli.

Si prosegue con Alberto Burri, riconosciuto come il principale esponente dell'informale italiano. In particolare, si evidenziano in mostra, opere di notevole suggestione, come Muffa risalente al 1951 ed un Catrame del 1957, tra i lavori tipici di questa fase della sua produzione artistica. A questi due maestri si affiancano opere di artisti di primo piano, come Afro, Tancredi, Emilio Vedova, ai quali si aggiungono interessanti lavori di Renato Birolli, Antonio Corpora e Giuseppe Santomaso, per giungere infine ad opere di Giulio Turcato e Gualtiero Nativi.

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In ambito europeo, si segnalano due lavori di Hans Hartung, T 1957-3 e T 1961 - H16 B, artista che, con la sua pittura, così legata al segno gestuale ed espressivo di forte impatto, ha profondamente influenzato l'intero mondo informale. Completano e arricchiscono l'esposizione l’opera Cortèges (1963) di Jean Fautrier, anch’egli artista cardine del movimento informale Europeo, e lavori d’artisti di rilievo come George Mathieu, Serge Poliakoff, Jean Paul Riopelle, Asger Jorn, così come una selezione di preziose opere su carta di Nicolas De Staël, Jean Dubuffet e Mark Tobey.

All’interno del contesto espositivo, il visitatore potrà perciò immergersi in un'esperienza ampia e diversificata dell'arte informale, comprendendo come alcuni degli artisti più significativi del Novecento abbiano interpretato e vissuto in modo così profondamente personale questo movimento.

Sabato 7 ottobre dalle 11 nella sede della Fondazione Valenzi al Maschio Angioino diciannovesima Giornata del Contemporaneo

la Fondazione Valenzi partecipa come ogni anno al grande appuntamento d’arte contemporanea

 

Locandina Fond. Valenzi 250La Giornata del Contemporaneo dell'Associazione AMACI si terrà quest’anno sabato 7 ottobre 2023, a Napoli è in programma dalle ore 11 alle 18 al Maschio Angioino nella sede della Fondazione Valenzi.  Due gli eventi in programma:

sarà possibile visitare la collezione permanente della Fondazione intitolata “Da Guttuso a Matta. La Collezione Valenzi per Napoli” che comprende opere di grandi artisti napoletani, italiani e internazionali, quali Renato Guttuso, Vincenzo Gemito, Marino Mazzacurati, Carlo Levi, Emilio Notte, Sebastian Matta e altri ancora. Tutti artisti che donarono le loro opere a Maurizio Valenzi.

È previsto sempre sabato 7 ottobre dalle 11, con la presentazione di Maurizio Vitiello, il vernissage della mostra dal titolo "Categorica-Mente", mostra personale di Ludovico Maria Fusco, pittore raffinato proveniente da quella temperie culturale degli anni Settanta che a Napoli sono stati ricchi di tanti fermenti, ma che è stato capace di immergersi in tempi più recenti e in maniera più esclusiva nella pittura.

Save the date: il 14 ottobre dalle ore 11, nell'ambito della mostra Categorica-Mente meeting “Tra pittura e poesia” con le letture di Rita Felerico.
La mostra resterà aperta al pubblico dal 7 al 21 ottobre 2023, dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle 18.

LITURGIE SICILIANE

GLENDA COSTA

28 settembre – 26 novembre 2023

inaugurazione | mercoledì 27 settembre, ore 18.00

 

Glenda Costa MURETTO A SECCO 250Crumb Gallery inaugura il programma espositivo della seconda parte del 2023 con la mostra LITURGIE SICILIANE dell’artista Glenda Costa, che si terrà da mercoledì 28 settembre fino a domenica 26 novembre.

Glenda Costa affonda le radici della sua ricerca artistica nelle tradizioni più profonde della Sicilia, sua terra di origine, ricca di storie, di una cultura millenaria, dalla natura rigogliosa e sensuale. Questo magnetico legame con il paesaggio la spinge a raccontarlo e a raccontarsi attraverso gli elementi naturali. Glenda usa tecniche e materiali diversi, lavora con la pittura e con il ricamo su lenzuoli, sui quali opera lasciando impronte di piante come palme, papiri, fichi d’india, limoni, impronte di pietre, di animali, ai quali affianca, a volte, quelle del suo stesso corpo. Utilizza terre che trova sul luogo, come la terra lavica dell'Etna o quella ocra di Agrigento.

L’artista, che nel suo percorso ha lavorato come ricamatrice per importanti maison di moda, usa lenzuoli siciliani di lino antichi, dimenticati, a volte anche macchiati ma preziosi, unici e intimi. Intimo è il pensiero che nutre la sua visione, intime e fortemente personali sono le sue opere che parlano di storie segrete, ancestrali. Costa si sofferma su ogni piccolo dettaglio, riesce a trasformare in poesia anche dimenticati muretti a secco ricamandone le singole pietre.

“Con l’uso di terre, foglie, elementi naturali - racconta Glenda - e attraverso le loro impronte, accompagnate dai miei ricami, voglio raccontare la bellezza della mia Sicilia, bellezza che colgo, ad esempio, dentro a un limoneto, alla sua luce, quella che rilascia anche nel buio della notte, ne percepisco le connessioni e le sinergie, un prezioso scambio che si trasforma in un’opera d’arte. Come esseri umani siamo strettamente legati alla natura. L’uomo si è evoluto in mezzo alle piante, col passare del tempo si è distaccato per inurbarsi rompendo inconsciamente questo forte legame ancestrale. Quando siamo circondati dalla natura, non possiamo che percepire un benessere psichico, la biofilia. L’uomo non è spettatore o attore ma semplicemente natura.”

Liturgie Siciliane è un progetto che l’artista ha realizzato appositamente per Crumb Gallery a Firenze, un viaggio immersivo nei profumi, nella campagna, allo stesso tempo, selvaggia e magica, una campagna che odora di mare, in un’isola, crocevia e luogo d’incontro di millenarie civiltà. “… quell’aspra terra natìa - usando le parole di Luigi Pirandello - circondata dal mare immenso e geloso:”

La mostra è accompagnata da una pubblicazione, Collana NOLINES, diretta da Rory Cappelli. Si inserisce all’interno della programmazione della Florence Art Week e dell’Eredità delle donne.

 

Glenda Costa nasce a Siracusa il 29 Agosto 1985, vive a Ortigia dal 2016.

Il suo percorso creativo inizia frequentando la facoltà di design e discipline della moda presso l’Università degli studi di Urbino Carlo Bò, dove si laurea nel 2010. Dopo la laurea lavora per un anno come stylist e accessor designer presso Piero Guidi (Urbino). Fino a quando decide di ritornare in Sicilia e si stabilisce a Catania, dove inizia una collaborazione con la stilista Marella Ferrera, entrando in contatto per la prima volta con l’arte del ricamo. Affascinata da questa nuova scoperta nel 2012 si sposta a Roma per frequentare una scuola di alta moda, specializzandosi in ricamo 3D. Nel corso di una sua personale ricerca si rende conto che il ricamo può essere utilizzato anche su materiali “non convenzionali” e inizia così a ricamare tele e antiche fotografie.

Nel 2016 si innamora dell’isola di Ortigia e la sceglie come base creativa per la sua ricerca. Due anni dopo nasce MILK, un brand di abbigliamento dalle forti suggestioni siciliane.

Questa prima linea è solo il preludio di un processo creativo che via via avanza in cerca di nuove amplitudini e maggiori spazi per esprimersi.

Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto e Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea.

 

CRUMB GALLERY

Via San Gallo, 191 rosso | 50129 Firenze

tel. 347 3681894 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. |www.crumbgallery.com

orari: giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 19.00,

o su appuntamento 347 3681894.

 

LUCCA FILM FESTIVAL 2023

presenta

L’isola che non c’è

opere di Giuseppe Linardi

mostra a cura di Alessandro Romanini e Riccardo Ferrucci

Lucca, Palazzo Guinigi

22 settembre – 15 ottobre

Venerdì 22 settembre

ore 12.30 – anteprima per la stampa

ore 17.00 - inaugurazione

 

02 Giuseppe Linardi The Runner olio su tela bassa 250In occasione della prossima edizione del LUCCA FILM FESTIVAL, venerdì 22 settembre, presso Palazzo Guinigi, Lucca, sarà inaugurata la mostra L’isola che non c’è di Giuseppe Linardi, a cura di Alessandro Romanini e Riccardo Ferrucci. La manifestazione è uno degli eventi di punta del panorama culturale italiano, realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, e anche in questa edizione continua la collaborazione storica con Casa D’Arte San Lorenzo attraverso una mostra che si inserisce nella ricca proposta degli eventi collaterali.

L’isola che non c’è raccoglie l’ultima produzione pittorica di Giuseppe Linardi, un progetto dove l’artista analizza e riflette sull’emergenza ambientale, reinterpretando, attraverso un ciclo di opere di formati diversi, capolavori cinematografici che hanno affrontato questo tema e le questioni ad esso connesse: il cambiamento climatico, la scarsità d’acqua, il rispetto della natura. Lungometraggi e cortometraggi più o meno celebri sono la fonte d’ispirazione dei suoi dipinti, che diventano un punto di fuga verso altre realtà, soggetti capaci di farci interrogare sul nostro presente e immaginare un futuro diverso, per noi e per il nostro pianeta.

“La crisi ambientale - afferma l’artista - è diventata talmente incombente e importante che anche il cinema, i grandi attori e registi di fama mondiale, hanno iniziato ad utilizzare le loro pellicole come strumenti di denuncia e di sensibilizzazione. Io ho cominciato a occuparmi dell’argomento circa quindici anni fa, in tempi non sospetti, ma adesso, purtroppo, è così scottante che mi è venuto naturale tornare ad approfondirlo, anche perché ho trovato numerosi punti di contatto tra la mia pittura decodificata e tutta una serie di film sull’argomento.”

“Con questa mostra dedicata alle opere più recenti di Linardi – dichiara l'assessore alla cultura del Comune di Lucca Mia Pisano – Lucca Film Festival dimostra una volta di più il grande spessore di un'offerta culturale che mette al centro la nostra città di temi e produzioni artistiche che rivestono un grande interesse attuale. Qui, in particolare, i visitatori saranno trasportarti in un viaggio pittorico ispirato a grandi classici della cinematografia mondiale, che hanno come fil rouge il tema ambientale, in tutta la sua urgenza. Invito dunque i cittadini, anche i più giovani, a visitare L'isola che non c'è, nella splendida cornice di palazzo Guinigi fino alla metà di ottobre”.

“Lucca Film Festival si caratterizza da anni - commenta Marcello Bertocchini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca – per un approccio multidisciplinare al concetto stesso di arte. Le mostre sono ormai parte dell’anima più genuina di questa manifestazione, forniscono ulteriori prospettive per guardare al cinema e rappresentano un ulteriore capitolo dell’offerta culturale di alto livello che caratterizza la città di Lucca.”

Rapa Nui e Siccità sono opere in cui, proprio come avviene negli omonimi film da cui traggono ispirazione, firmati rispettivamente da Kevin Reynolds e Paolo Virzì, la bellezza del paesaggio si accompagna ad una struggente poesia sulla dissoluzione della natura, su un mondo che precipita nel disordine, rovinato dall’uomo e dalla civiltà. Il documentario Chasing ice di Jeff Orlowski (2012) – sulla storia del fotografo James Balog, che documentò con i suoi scatti gli effetti del cambiamento climatico – dà vita ad un ciclo di dipinti emozionali dedicati al paesaggio, alle montagne e ai ghiacciai, con l’obiettivo di lanciare un grido d’allarme ed educare il grande pubblico alla necessità di salvaguardare le risorse naturali. I meravigliosi video di James Balog comprimono anni in secondi e catturano antiche montagne di ghiaccio in movimento, mentre scompaiono ad un ritmo impressionante: Giuseppe Linardi, grazie ai colori e alle forme, riesce a trasferire sulla tela identiche vibrazioni.

Realizzate con una peculiare tecnica, la pittura decodificata, dove le immagini sono dissezionate, scomposte, dilaniate in migliaia di colpi di pennello – chiamati "codici" dall'artista stesso – quelle di Linardi sono tele di notevole fascino, che sicuramente non lasciano lo spettatore indifferente, anzi lo invitano a soffermarsi con lo sguardo, a perdersi nei particolari e a riflettere. Il titolo L’isola che non c’è, che dà il nome all’esposizione, è un chiaro riferimento ad un ideale di terra, non contaminato e florido, ma l’artista in questo caso vuole porre l’accento anche sul problema dell’innalzamento degli oceani, fenomeno che porterà alla sparizione di intere isole e intere nazioni, che saranno sommerse dall’acqua. Questa purtroppo è una visione di paura che si apre sul nostro futuro. La mostra evidenzia e illustra la grande arte di Giuseppe Linardi e testimonia la sua capacità di suggestionare lo spettatore; ogni quadro diventa un importante spunto di riflessione.

L’Isola che non c’è è accompagnata da una prestigiosa iniziativa editoriale. È realizzata in collaborazione con Casa d’Arte San Lorenzo, promotori dell’evento e con il C.R.A. (Centro Raccolta Arte di San Miniato), con il supporto di FL (Fuori Luogo).

Giuseppe Linardi

Nato a Buenos Aires 1971, giovanissimo si è trasferito a Follonica dove vive e lavora. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Il suo percorso artistico è incentrato su due diversi periodi, la prima fase seguita da una pittura iperrealista che, pur mantenendo la pittura al centro delle sue ricerche, sviluppa altri mezzi: la scultura e l’installazione. Negli ultimi anni, l’artista, nella piena convinzione che ogni idea debba essere sviluppata attraverso mezzi appropriati, realizza vari progetti, essendo volutamente al confine tra astrazione e figurazione.

Oggi "decodifica" è la parola chiave del lavoro pittorico dell'artista. Le immagini che dipingeva in passato, cercando di renderle il più possibile reali, quasi palpabili, vengono ora sezionate, smembrate e ridotte al limite della figurazione. Quella pittura così perfetta, realizzata in modo quasi maniacale, ora esplode e si frantuma in pennellate. Questi segni di frammentati, chiamati "codici" dall'artista stesso (da cui il nome "decodifica" dato alla sua tecnica), sono gli elementi costitutivi della sua nuova ricerca artistica. Si tratta di una tecnica pittorica che gli permette di dipingere più liberamente rispetto al passato, quando si atteneva alle regole della pittura accademica. La sua tecnica attuale è il risultato di una lunga ricerca, di una sperimentazione sui soggetti, di una decostruzione e ricostruzione delle immagini.

Tutte le immagini che dipinge con questa tecnica richiedono una profonda capacità di lettura, uno sforzo visivo che viene ripagato dalla scoperta del soggetto, che si svela lentamente e si arricchisce continuamente di nuovi dettagli. Le opere di Giuseppe Linardi sono un'esperienza ottica unica. Le sue tele luminose sono fonti di sensazioni ottiche sconcertanti come immagini di occhi magici o schermi interattivi.

Davanti ai suoi dipinti gli spettatori rimangono ipnotizzati dalla “decodifica” dei segni che li riporta al caos di alcuni aspetti della vita quotidiana. L'abile manipolazione dei pigmenti dell'artista trasforma le immagini statiche in vibranti animazioni che diventano metafore dell'intricato disegno dell'universo.

Lucca Film Festival

Il Lucca Film Festival negli anni ha omaggiato i grandi nomi del cinema internazionale da Oliver Stone a David Lynch, da Rutger Hauer a George Romero, da Paolo Sorrentino a Willem Dafoe. È uno degli eventi di punta del panorama culturale toscano, realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Con la partecipazione del Comune di Lucca e Vivi Lucca Eventi e con la compartecipazione di Lands of Giacomo Puccini e Camera di Commercio Toscana Nord – Ovest. Banca Generali Private Wealth Management (Paolo Tacchi) e Banca Pictet sono i Main Sponsor della manifestazione e delle mostre. Il festival si avvale inoltre del supporto di Ministero della cultura - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Miur, Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Manifatture Digitali Cinema, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Sofidel, Fondazione Giacomo Puccini e Puccini Museum - Casa Natale, Audi Center Terigi Tenuta del Buonamico, Naturanda, Martinelli Luce, Futuro3D, Tecno Servizi, Ristorante Giglio, Palazzo Pfanner, Teatro del Giglio, ConfCommercio Lucca e Massa Carrara, Grand Universe Lucca, Grand Universe - La residenza, e della collaborazione e co produzione di Over The Real, Teatro del Giglio di Lucca, Fondazione Giacomo Puccini e Puccini Museum - Casa Natale, Casa d'arte San Lorenzo, Accademia Cinema Toscana; Accademia di Belle Arti di Carrara, Istituto Luigi Boccherini e Liceo Artistico Musicale e Coreutico Augusto Passaglia, Liceo Classico N. Machiavelli, ISIS Pertini.

Si ringraziano anche Rai Toscana, Rai Radio 3, Movieplayer.it, Film4 Life, Festival Scope, A.C.S.I. Associazione Centri Sportivi Italiani,  Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA), Trenitalia, Fic, Uicc, Cinit, Ucca, Arci, Fedic, Corte Tripoli, Circolo del Cinema di Lucca,  Cineforum Ezechiele 25:17, Cinema Centrale, Astra e Moderno, Cinema Arsenale, Octocom, Università di Pisa, Università degli Studi Firenze, Fondazione Carlo Ludovico Ragghianti, Pisa al Cinema, Cinema Arsenale, Cineteca Bologna, Cineteca Nazionale, Istituto Musicale Luigi Boccherini, Robert F. Kennedy Human Rights Italia, Associazione Donne all’Ultimo Grido, , SPAM! Rete per le arti contemporanee, Lucca Comics & Games, Photolux Festival, Lucca Classica Music Festival. 

 

L’isola che non c’è

opere di Giuseppe Linardi

a cura di Alessandro Romanini e Riccardo Ferrucci

22 settembre – 15 ottobre

Palazzo Guinigi

Via Guinigi, 21, 55100 Lucca LU

Orari: dal martedì alla domenica dalle 10:30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19:30

Ingresso libero

L’Associazione per l’Arte e la Cultura

presenta

Pezzi di Pace

Felice Limosani

a cura di Sonia Zampini

Palazzo Bartolini Salimbeni

Firenze, piazza Santa Trinita

22 settembre 2023 – 28 gennaio 2024

inaugurazione, giovedì 21 settembre, ore 17.00-19.00

 

01 Felice Limosani Pezzi di Pace 250Pezzi di Pace è l’installazione site-specific creata da Felice Limosani per la corte di Palazzo Bartolini Salimbeni, nel cuore storico di Firenze. Un progetto a cura di Sonia Zampini direttrice della Collezione Roberto Casamonti, visibile al pubblico dal 22 settembre 2023 al 28 gennaio 2024.

Nella corte rinascimentale del palazzo, racchiuso dalle geometrie perfette delle sue linee architettoniche, si ergerà, fino all’altezza delle prime arcate, un obelisco puntato verso il cielo, sospeso sopra uno specchio d’acqua. La superficie dell’obelisco, fatta di una lamina d’acciaio altamente tecnologica, rifletterà tutto quello che lo circonda, cambiando lentamente prospettiva, grazie al suo movimento rotatorio. Felice Limosani, artista che fa della formazione multidisciplinare la sua forza, ha ideato Pezzi di Pace su commissione di Roberto Casamonti, un lavoro dove ogni limite concettuale e fisico viene assottigliato a favore di un’armonia visiva che integra e fa dialogare e accordare tutti gli elementi coinvolti; un’opera metafisica che crea un rapporto magnetico e di totale adesione con lo spettatore, accogliendolo fisicamente in un solenne canone ideale. Limosani ci invita a riflettere sul momento attuale, sul desiderio collettivo di Pace, condizione ambita ma costantemente disattesa per l’incapacità di sedare i conflitti, per la negazione dei diritti, a causa delle tensioni religiose ed etniche, e dei disastri ambientali. Pezzi di Pace, nell’intenzione dell’autore, è un segno, non ha niente di politico, siamo tutti chiamati a contribuire con un pezzetto alla pace attraverso la cultura, la conoscenza, l’educazione, la gentilezza, il rispetto reciproco, valori fondamentali alla sua realizzazione e l’arte è un mezzo. Non a caso, l’artista, ha scelto una forma antica, per questa narrazione, una forma che ripercorre la Storia, come quando l’esercito di Roma occupò l’Egitto e si portò via l’obelisco di Heliopolis, caro agli egizi, come ben descrive Sonia Zampini nel saggio critico che accompagna l’esposizione. In quel caso fu sottratto qualcosa che, oltre a testimoniare la conquista, rappresentava l’identità culturale di quel luogo con tutte le implicazioni legate alla simbologia mitologica che rappresentava. Pezzi di Pace è un ideale congiungimento tra cielo e terra, tra dimensione umana e luogo delle idee; è un desiderio di completare e mettere in equilibrio gli opposti: noi e il mondo, noi e gli altri.

“Ho concepito l’opera Pezzi di Pace - dichiara Felice Limosani - come un’installazione che partendo dall’esperienza estetica si avvale di rimandi poetici, simbolici e metaforici. L’obelisco non è solo un monumento commemorativo, la cui etimologia riconduce al verbo latino monere (ricordare), ma in questo caso vuole essere un simbolo perentorio e assertivo. Si erige nello spazio come una annotazione visiva che senza radicarsi nella terra è sospeso su uno specchio d’acqua. La sua condizione statica quanto estatica rappresenta l’equilibrio tra concretezza e sogno. La rotazione allude al processo continuo ed evolutivo della vita, mescolando riflessi e prospettive, verità e percezione. Simultaneamente l’acciaio, ci parla di forza e resistenza, valori universali che determinano la crescita e lo sviluppo di ogni condizione vivente. Nella superficie levigata e specchiante dell’opera si riflette la realtà e con essa anche l’auspicio alla pace, come condizione che persiste, sempre in atto, sottesa nelle nostre coscienze e nei nostri gesti.”

Sono andato a trovare Felice Limosani al suo studio” racconta Roberto Casamonti. “Ho trovato nei suoi lavori una grande tecnica e una grande abilità ma anche una grande visionarietà intrisa di pensiero e poesia. Considero Limosani un bravissimo artista, un artista vero, ed è mia intenzione rappresentarlo a tutti gli effetti nel mondo dell’arte.

Sono rimasto molto affascinato dal progetto che Felice e Sonia, direttrice della Collezione, hanno elaborato insieme per Palazzo Bartolini Salimbeni. L’obelisco è un simbolo, carico di storia, perfetto per questo luogo, ha un potere quasi ipnotico. Pezzi di Pace è un titolo evocativo, in un periodo storico così buio, dominato da guerre, disastri ambientali e ingiustizie sociali. Vorrei, con questa opera, contribuire, nel nostro piccolo, a far sì che la pace possa compiersi in tutte le sue dimensioni per noi e per le generazioni future.”

Limosani è un unicum” come sottolinea nel bel testo in catalogo Cristiano Seganfreddo, editore della rivista d'arte contemporanea Flash Art, “il suo linguaggio è indefinibile, impossibile incasellarlo, ma la sua poetica è capace di suscitare un senso di stupore che va al di là del luogo e del tempo.”

Per l’occasione sarà pubblicato un volume, Forma Edizioni, sull’opera dell’artista con testi di Sonia Zampini, Felice Limosani, Cristiano Seganfreddo e Jeffrey Schnapp.

 

L’installazione sarà visibile fino al 28 gennaio 2024, secondo i giorni e gli orari di apertura della Collezione.

 

FELICE LIMOSANI - Artista riconosciuto in ambito internazionale, interprete e innovatore delle Digital Humanities, esperto di avanguardie espressive e linguaggi emergenti. Lavora con l'idea di integrare discipline umanistiche e tecnologie digitali attraverso l'arte e il design, per creare sotto forma di esperienze sinestetiche, nuovi livelli di percezione, di conoscenza e di cultura espansa. Basato a Firenze, il suo studio multidisciplinare opera con la status giuridico di Società Benefit per sviluppare inediti modelli di valorizzazione del patrimonio culturale, anche a supporto di contesti sociali, didattici e ambientali. I suoi lavori spaziano dalle installazioni artistiche, alla costruzione di ambienti immersivi fisici e virtuali fino alla curatela di progetti corporate su commissione.

Ricercatore impegnato nel connettere linguaggi estetici e sensoriali con interfacce evolute, tiene conferenze in università e centri studi, collocando il fattore umano al centro delle innovazioni sociali, tecnologiche e culturali. É stato membro del comitato scientifico della Fondazione Matera Capitale della Cultura Europea 2019 e della Fondazione Venezia Museo Multimediale M9. Ha curato per la Triennale di Milano la mostra "Pianeta EXPO 2015 conoscere, gustare, divertirsi".

Harvard University ha acquisito nella sezione digital collections, la sua opera Dante,Il Poeta Eterno, per la custodia e divulgazione a tempo indeterminato.

Ha creato opere su commissione esposte a: Louvre Parigi, Miami Art Basel, Italian Cultural Institute New York, Opera di Santa Croce Firenze - Cappella Pazzi, The White Chapel Gallery Londra, Palazzo Strozzi e Palazzo Vecchio Firenze, Galleria dell'Accademia di Firenze, Accademia di Francia Roma, Triennale di Milano, Padiglione Mies Van der Rohe Barcellona. Esperto di cultura visuale e linguaggi multidisciplinari, ha tenuto lectures e seminari per Stanford University, Central Saint Martins – Università IUAV Venezia, University of the Arts London, Ecal Ecole Cantonale d'Art de Lausanne, YPO Presidents Organization, Domus Academy Milano, Ca' Foscari Venezia, La Sapienza Roma, Istituto Marangoni Milano, NABA Milano.

Il saggio "Italo Globali” (Lupetti 2014), lo ha inserito tra i principali innovatori italiani apprezzati nel mondo. www.felicelimosani.com

L'evento fa parte della programmazione di Florence Art Week.

GALLERIA DELL’ACCADEMIA DI FIRENZE

in occasione delle

GEP – Giornate Europee del Patrimonio 2023

“Patrimonio InVita”

23-24 settembre 2023

presenta

DAL FILO ALL’ARTE

Sabato 23 settembre, ore 17.00

prenotazioni entro venerdì 22

 

e sempre sabato 23 settembre

la Galleria sarà straordinariamente aperta fino alle 22.00

con ingresso dalle 19 fino a chiusura al costo simbolico di 2 euro

 

 

Alessandro Allori Annunciazione Olio su tela 1577 1578 Inv 1890 n.8662 photo Serge Dominge 250Sabato 23 e domenica 24 settembre tornano le GEP – Giornate Europee del Patrimonio, la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa. Per questo particolare evento, la Galleria dell’Accademia di Firenze propone, durante il sabato 23 settembre, alle ore 17.00, Dal filo all’arte, una lettura inedita di alcuni dipinti presenti nelle collezioni del museo. Mediante il linguaggio delle Arti di Filo, andremo alla scoperta dei segreti dei merletti dipinti nelle due Annunciazioni di Alessandro Allori e della stupefacente tecnica del ricamo con seta e fili in oro e argento eseguito da Jacopo Cambi nello splendido paliotto con l’Incoronazione della Vergine. A guidarci in questa visita sarà Adriana Armanni, Fondatrice e Presidente della Corporazione delle Arti, associazione di categoria che tutela e promuove l’insegnamento di Arti di Filo (ricamo, merletto, tessitura e cucito non sartoriale), coadiuvata dalla Storica dell’arte Anna Giovannelli.

La presentazione delle opere in quest’ottica si colloca perfettamente nell’ambito del tema italiano di questa edizione delle GEP, “Patrimonio InVita”, che risponde al “Living Heritage”, promosso dal Consiglio d’Europa e condiviso dai Paesi aderenti, dove si sottolinea l’importanza del patrimonio culturale anche di tipo immateriale, per cui le tradizioni e i diversi saperi si mescolano e si trasmettono, tutelandoli per le future generazioni.

La visita, della durata di circa un’ora, avrà inizio nel transetto sinistro della Tribuna del David, per proseguire al primo piano. Sarà gratuita, si accede con il solo biglietto di ingresso alla Galleria (13 euro). I posti sono limitati, si invita ad effettuare la prenotazione, possibilmente entro venerdì 22 settembre, tramite l’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Nella giornata di sabato 23 settembre l’apertura della Galleria sarà prolungata sino alle ore 22.00 (ultimo ingresso 21.30) ed il costo del biglietto, a partire dalle ore 19.00, sarà di 2 euro. Per ogni biglietto venduto, come avviene dallo scorso maggio, 1 euro verrà donato a sostegno del recupero del patrimonio culturale danneggiato nei territori alluvionati dell’Emilia-Romagna.

A Trecase la collettiva d’arte LA BIBLIOTECA DI BABELE. LA PAROLA DIPINTA

Locandina Mostra La Biblioteca di Babele 250Lunedì 18 settembre 2023 alle ore 19,00 a Trecase, nell’oratorio “Sac. don Giuseppe Tortora” in Via Regina Margherita n. 68, si tiene il Vernissage della collettiva d’arte LA BIBLIOTECA DI BABELE. LA PAROLA DIPINTA. L’evento che si tiene nell’ambito delle celebrazioni civili, a latere di quelle religiose predisposte da don Antonio Ascione, parroco del Santuario “S. Maria delle Grazie e San Gennaro” in Trecase per i festeggiamenti in onore del Santo Patrono San Gennaro 2023 è promosso dall’associazione culturale Prometeo con la collaborazione del Santuario parrocchiale di “S. Maria delle Grazie e San Gennaro” in Trecase, del Liceo Artistico e delle Scienze Umane “Giorgio de Chirico” di Torre Annunziata e il patrocinio morale dell’Amministrazione comunale di Trecase.

La mostra, ingresso libero, curata da Felicio Izzo e Crescenzio D’Ambrosio, è visitabile dal 18 al 22 settembre 2023 dalle ore 19,00 alle ore 21,00. Espongono gli artisti: Biagio Gallo Bigal, Simona Calabrese, Umberto Carotenuto, Crescenzio D’Ambrosio, Silvia TC D’Ambrosio, A. Derol, Michele D’Uva, Michele Fortunato, Anna Guida, Stefania Guiotto, Felicio Izzo, Girolamo Langella, Rosita Langella, Francesco Matrone, Nicola Russo Neotto, Raffaele Panariello, Gennaro Rivieccio, Antonio Ruggiero, Mario Sammarco, Marilena Sorrentino, Aurelio Talpa, Simone Talpa, Francesco Iuliano, Paolo Villani, Raffaele Vitiello.

                                                                                                                                                                                                                          Cesare Bifulco

REALTÀ E SOGNO

DA FATTORI A GUTTUSO

Firenze, Lungarno Benvenuto Cellini 3

13 settembre – 11 novembre 2023

Inaugurazione

mercoledì 13 settembre, ore 18

 

Fattori Carica di cavalleria 1870 80 bassa 250Dal 13 settembre all’11 novembre 2023 la galleria Tornabuoni Arte presenta nella sede di Firenze la mostra "Realtà e sogno. Da Fattori e Guttuso", un viaggio a tutto tondo nell’arte figurativa italiana del XX secolo, tra nature morte, paesaggi e figure umane. Dalle pennellate espressive di Giovanni Boldini alle composizioni evocative di Plinio Nomellini, dalla dinamicità delle forme di Gino Severini al simbolismo enigmatico di Giorgio de Chirico, fino alle suggestive composizioni di Giorgio Morandi, l’esposizione invita il pubblico ad immergersi nella complessità dell'arte figurativa, proponendo una rilettura inedita delle opere di questi grandi maestri del Novecento, che hanno apportato al panorama dell’arte novità fondamentali e che ancora oggi influenzano il contesto contemporaneo.

Ad inaugurare cronologicamente il percorso espositivo è Giovanni Boldini, uno dei principali pittori italiani di fine Ottocento, interprete sensibile della Belle Èpoque e molto vicino all’impressionismo. In mostra troviamo Ritratto della signorina Concha de Ossa, realizzato attorno al 1888, che testimonia la sua spiccata vena di ritrattista, specialmente di figure femminili, quasi sempre donne dell’alta borghesia che Boldini sapeva rappresentare al massimo della loro femminilità e piene di personalità. 

La figura umana la troviamo raffigurata anche nelle opere di Pompeo Borra, del quale la mostra espone Modelle (1936), dove l’artista milanese abbandona l’astrazione purista perBoldini ritratto di dama in nero 250 avvicinarsi all’umanesimo di Piero della Francesca, e in Modèle devant le miroir dans l’atelier di Mario Cavaglieri, olio su tela del 1911, che ritrae – come suggerisce il titolo stesso – una donna di fronte allo specchio di un atelier, delineata attraverso una pittura rarefatta e raffinata. Troviamo, inoltre, Luce nella luce di Giacomo Balla, in cui il personaggio femminile è soltanto un pretesto per realizzare un gioco di riflessi e trasparenze che anticipa i soggetti più futuristi dell’autore, che prevarranno attorno alla metà degli anni Trenta. In Fanciulla bruna e Le stiratrici di Felice Casorati è evidente, invece, l’attenzione alla forma, come anche in Capanno al mare di Mario Tozzi: qui, tuttavia, le figure delle bagnanti raggiungono il massimo grado di sublimazione, diventano idoli, puri oggetti di contemplazione. Non sono soltanto impassibili, ma sono anche l’espressione di un enigma.

Soggetti emblematici dell’arte figurativa, non possono mancare le nature morte come quelle ritratte da Gino Severini – artista poliedrico che partecipò a tutte le diverse fasi della pittura Italiana ed Europea del Novecento – di cui è esposto, in questa sede, Il balcone (La fenetre), facente parte di una serie di quadri realizzati nel 1930 davanti alla terrazza del suo atelier in rue Marie Davy, a Parigi, e Natura morta con galli e pesci del 1936-1937, dove Severini, seguendo la sua peculiare idea pittorica, distacca gli oggetti dal contesto tradizionale per dar loro vita nell'ambiente del dipinto. Tra le opere raffiguranti elementi inanimati spiccano poi le delicate composizioni di Filippo De Pisis, come Vaso di fiori in un interno del 1945, tratteggiate con pochi tocchi, originali e spigliati, dove le forme, disfatte, sono immerse in un’atmosfera poetica. Completa questa sezione, Giorgio Morandi per il quale la natura morta rappresentava uno stile di vita, un filtro attraverso il quale la realtà poteva essere letta, interpretata, sublimata.

Una sezione espositiva sarà dedicata infine ai paesaggi: quelli di Carlo Carrà – che in un primo momento aderì al Futurismo, abbandonandolo poi per approcciarsi alla poetica Metafisica – scenari di una geometria proporzionata e rigorosa come Campagna di Assisi (1940); quelli di Giovanni Fattori, tra i massimi esponenti della corrente dei Macchiaioli, e di Plinio Nomellini; ancora le vedute toscane di Ardengo Soffici e quelle vicine al cubismo del pittore e scrittore Renato Paresce, uno dei protagonisti della pittura italiana a Parigi negli anni ‘20.

“Realtà e sogno. Da Fattori a Guttuso” è un’occasione per ammirare alcune opere di Giorgio de Chirico, padre della pittura metafisica, una delle esperienze più innovative della prima parte del secolo. Tra gli artisti in mostra troviamo infine: Pietro Annigoni, Piero Marussig, Mario Sironi e Alberto Savinio, fra gli iniziatori del movimento artistico del Novecento, infine alcune meravigliose opere del pittore fiorentino Ottone Rosai.

Dopo la conclusione della mostra, dal dicembre 2023 Tornabuoni Arte tornerà come ogni anno a presentare la sua Antologia, una scelta delle più importanti opere di Arte moderna e contemporanea.

 

Il senso del sacro. Custodire il giardino con lo sguardo incantato di Dio. Sesta edizione

 

Locandina Mostra del sacro 6 9 2023 150Nell’ambito delle manifestazioni per le celebrazioni del Santo Patrono, promosse dalla Diocesi di Napoli e dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, sarà inaugurata venerdì 15 settembre alle ore 17.00 nella Cappella Palatina del Maschio Angioino alla presenza dell’Arcivescovo S.E. Mons. Domenico Battaglia e del Sindaco di Napoli, prof. Gaetano Manfredi.

con opere degli artisti:

Gemma Amoroso Enzo Angiuoni Giovanni Ariano Giovanni Antonio Balzano Loretta Bartoli Luciano Basagni Maria Bellucci Teresa Bisogno Maurizio Bonolis Antonio Bove Rosario Buccione Giancarlo Caneva Aldo Capasso Vincenzo Caruso Maria Rosaria Caso Carla Castaldo Bartolo Cavaliere Gioacchino Cennamo Stefania Colizzi Carlo Cottone Bruno D’Angelo Maria Pia Daidone Fortunato Danise Generoso Libero De Cunzo Carmen Delle Donne Massimo Di Febo Giuseppe Di Franco Michele Di Martino Ellen G. Salvatore Esposito Luciano Ferrara Giovanni Ferrenti Francesco Gallo Stelvio Gambardella Rosario Giannisi Raffaele Giustino Mario Iaione Paola Impagliazzo Franco Lista Paola Lista Luciana Mascia Violetta Mastrodonato Arturo Jose Millan Vincenzo Montella Paolo Napolitano Carmen Novaco Bianca Ottaviano Maria Petraccone Silvia Rea Remo Romagnuolo Elena Saponaro Carmela Sbrescia Luciano Sembiante Marcello Specchio Georgi Petrov Stefanov Saverio Testa Eliana Vamvakinòs Lucia Vecchiarelli Rino Vellecco, Franco Zoleo

La mostra è documentata da un catalogo pubblicato per i tipi della Elio de Rosa Editore con coordinamento redazionale di Luciana Mascia e con Testi di Luigi Caramiello, Clementina Gily, Nicola Guarino, Luciana Mascia, Rosario Pinto.

Nel rispetto del disciplinare previsto per l’ingresso al Maschio Angioino, la mostra resterà aperta fino al 15 ottobre e sarà visitabile, con INGRESSO GRATUITO, dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 17.00.

 

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