in Mostra

  Il Vangelo di Andrea Guida in mostra a Posillipo

Locandina Mostra Posillipo 100Dal 16 al 31 marzo 2022 presso la Sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale è allestita la Mostra “Ecce Homo. Il Vangelo nelle opere di Andrea Guida”. Un percorso quaresimale attraverso le opere del primo periodo del pittore meridionalista, scomparso nel 2016 all'età di 90 anni, che con la sua denuncia artistica raccontò l’umanità e la sofferenza della civiltà contadina descritta da Carlo Levi nel libro “Cristo si è fermato ad Eboli”. Fuori dai temi che hanno caratterizzato la sua arte pittorica la mostra racconta attraverso il dramma delle figure la passione e la morte di Cristo quale spaccato del dolore e della sofferenza che coinvolge l’intera umanità. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del programma del Festival della Teologia “Incontri”, realizzato nel mese di agosto nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, su iniziativa dell’Azione Cattolica e dell’Associazione “fabbrica di idee”, con il patrocinio anche dell'UCSI Campania e della stessa PFTIM. La mostra itinerante realizzata in collaborazione con la Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia dopo le tappe estive ad Agropoli, Caggiano e Teggiano conclude così il suo itinerario proprio nel complesso San Luigi a Posillipo. Evento finale dell’esposizione sarà il convegno “La ricerca dell’umano, la scoperta del divino” in programma il 31 marzo alle ore 17.00 che vedrà la partecipazione del Decano della Sezione San Luigi, padre Mario Imperatori SJ, della Presidente dell’Azione Cattolica di Napoli Maria Rosaria Soldi, del figlio di Andrea Guida, Antonio, del direttore del Festival e curatore della mostra Vito Rizzo, del direttore della Scuola di Arte e Teologia padre Jean Paul Hernandez SJ e della condirettrice Giuliana Albano.

 


MODULOPOLI,
la città ideale che rinasce dall'arte e dal cartone


Locandina Modulopoli 250

Al via dal 19 al 27 marzo la mostra dell’artista Federico Marcoaldi che dà voce alla creatività di 100 bambini e bambine e 100 artisti, tra economia circolare e ritorno all’autenticità delle relazioni.

Verrà inaugurata il 19 marzo (presentazione stampa 18 marzo), nella suggestiva cornice dell’ex Fornace Gola (via Alzaia Naviglio Pavese 16 a Milano), la “Personale-Collettiva” di Federico Marcoaldi che affronta il tema – mai tanto attuale come in tempo di pandemia – delle emozioni e delle relazioni social(i) legate al “vivere la città”.

Personale, perché i 300 moduli che compongono l’opera sono frutto del lavoro di Federico Marcoaldi.

Collettiva, perché questa metropoli ideale non vuole, non può, essere lui solo a costruirla.

Un progetto che è frutto del pensiero reuse & recycle, utilizzando cartone dismesso vengono creati i “moduli” che poi diverranno il media di espressione per gli artisti.

100 artisti - 100 bambini e bambine - 300 moduli - 600kg di cartone riciclato

 

Agata ZDANOWICZ” amante dei colori - pittrice.

2022 Agata ZDANOWICZ Banner 250Nata il 2 luglio 1980 a Poznan in Polonia. Si è laureata all’Accademia di belle Arti nel 2008 con la specialità di grafico multimediale. Ma il suo vero amore è la pittura.

Nonostante le varie difficoltà dell’infanzia ed adolescenza, Agata, con la sua forza ha proseguito sempre con le sue opere.

Ebbe come professori Jacek Psuja, un artista molto innovativo e Marszalek, un artista conosciuto prevalentemente per i suoi manifesti e illustrazioni.

I Quadri di Agata sono uno studio dei colori. Li ricerca e li compone con grande sensibilità.

La sua opera “Il ballo delle anime” del 2016 è un ventoso quadro che con la sua espressione dei colori azzurro celesti parla di libertà nel vento

La recente opera “Lava di sole “, del 2021, è un quadro dai colori molto particolari. È una miscela fra il blu, verde e giallo che insieme la fanno apparire molto “raggiante ”.

Questa prima mostra al Circolo degli Artisti raccoglie il lavoro di molti anni e la sua più recente crescita artistica e per questo é felice di esporre in una galleria aperta ai giovani artisti.

Con il titolo “Un mondo nuovo” parla dei cambiamenti   del mondo e il colibrì simboleggia l'amore per la vita, la gioia e anche capacità di superare le difficoltà.”

Inaugurazione sabato 12 marzo alle ore 17.

Orario di apertura:tutti i giorno dalle 16 alle 19. Lunedì chiuso

Circolo degli Artisti
Pozzo Garitta, 32 17012 Albissola Marina (SV)

www.circoloartistialbisola.it
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Pastorino Mostra banner 250Sabato 19 febbraio a domenica 6 marzo, saranno nosti ospiti gli artisti savonesi Gianluca CUTRUPI e Paolo PASTORINO con la Mostra "RELOAD" a cura di Paola GARGIULO.

"Paolo Pastorino ( Savona, Italia – 1974 ) Imprenditore informatico e artista designer, figlio d’arte, si esprime attraverso molteplici supporti tra cui la scultura, la pittura e l’arte digitale. Le sue opere sono frutto di un’elaborata e complessa tecnica multidisciplinare, che passa dalla ceramica, al 3D digitale all’uso di colori con tecniche avanguardistiche, dove lo studio della forma e del colore sono i protagonisti indiscussi. Fin da piccolo ha modo di frequentare nella fabbrica di ceramiche della famiglia importanti artisti di calibro internazionale che sviluppano in lui enormi stimoli e tecniche creative.
Il suo è un alfabeto contemporaneo contaminato dalla cultura urban e pop-surreale, dalle cromie rigorosamente a tinte unite classiche del mondo pop e da un utilizzo preciso di metalli preziosi.
Le sue opere sono ospitate in molte gallerie d’arte italiana e in collezioni private.

 

www.paolopastorino.com
www.urbantoi.com
www.instagram.com/art.paolo.pastorino
twitter.com/pastorinoart

Gianluca Cutrupi (Savona, Italia - 1970) ingegnere ed industrial designer, con il suo lavoro riesce mirabilmente a coniugare manualità plastica e innovazione. Gli studi compiuti con importanti insegnanti ed artisti del panorama culturale albisolese, gli consentono di sviluppare la sua poetica personale di grande sensibilità, che si ritroverà nei suoi animali di ceramica, le sue sfere e i suoi piatti da parata e, per ritornare ai buoni frutti della ceramica, grandi pere e ciliegie trasformate in veicoli di luce e suggestioni luminose. Le sue opere sono in molte collezioni private sia in Italia che all’estero.
www.kelyfosgallery.com Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. "
Inaugurazione sabato 19 FEBBRAIO alle ore 17.
Orario di apertura: da mercoledì a venerdì dalle 15,30 alle 19 - sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 19

La Materia del Gesto. Carmine Di Ruggiero
a cura di Ferdinando Creta

19 febbraio > 3 aprile 2022
Opening 19 febbraio ore 10:30
Museo Arcos - Corso Garibaldi - 83100 Benevento
Orari visita museo: dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 18:30
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ADWEB01 2 250Al Museo Arcos – Sezione Arte Contemporanea, con il Patronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli, sabato 19 febbraio alle ore 11,00 sarà inaugurata una personale del maestro Carmine Di Ruggiero dal titolo La Materia del Gesto. Interverranno l’artista, il Presidente facente funzioni della Provincia di Benevento Nino Lombardi, il direttore artistico del Museo Arcos Ferdinando Creta e il Presidente di Sannio Europa Giuseppe Sauchella. La mostra, promossa dalla Provincia di Benevento con il supporto di Sannio Europa.
“L'esperienza artistica di Carmine Di Ruggiero – scrive Massimo Bignardi nel 1992 - si muove nei precisi confini disegnati da un assunto di Pascal, al quale spesso l'artista ricorre: 'Due eccessi, escludere la ragione, ammettere solo la ragione'. Il confronto penso che si delinei nei movimenti tra luce, superficie esplosiva di colore, sostanzialmente identificabile, spesso fenomenica e la luce, lo scuro, l'assenza di colori. La ragione che trova conferma nel giorno e la notte, il luogo del sogno, dell'inconscio. La pittura di Di Ruggiero ha questo doppio canale che corrisponde, anche, al suo difficile approccio con la città, con Napoli.”
“È uno spazio dell'immaginario collettivo che si dibatte tra contraddizioni e dualismo connaturati nell'animus del napoletano - osserva l'artista in un'intervista del 1985 - che ama dibattersi tra Vico e Pulcinella, tra Luca Giordano e 'Rossi pittatutto', tra Croce e la vita rutilante e inventata dei vicoli, tra il 'barocchetto' e i problemi degli altiforni dell'Italsider, tra camorra e perbenismo, tra la cultura viva e aperta e quella dei rimpianti per una serenata a Maria”. “Sempre consapevole – scrive Angela Tecce nel 2000 – della peculiarità della sintassi e dell’equilibrio interni all’universo di ciascun dipinto Carmine Di Ruggiero, all’apice del suo rigoroso iter creativo opera una 'riduzione' agli elementi percettivi minimali: colore, forma, spazio”.
Carmine Di Ruggiero è una personalità centrale non solo all'interno della cultura artistica meridionale italiana, ma anche di quella nazionale ed europea.
Allievo di Emilio Notte frequenta l'Accademia di Belle Arti di Napoli partecipando contemporaneamente alla vita artistica. Le primeDi Ruggiero in laboratorio 250 personali sono del 1960 alla Galleria Cancello di Bologna e del 1961 alla Galleria Traghetto di Venezia. Pittore astrattista già nel 1952 aderisce all'Informale con un gesto pittorico dinamico e veloce, giocato su abili accostamenti di minore o maggiore luce che gli permettono di indagare sui rapporti tra materia e forma. Nel 1964 è invitato ad esporre alla Biennale di Venezia che gli apre le porte del mondo artistico internazionale. Nel 1976 fonda il gruppo 'Geometria e ricerca' con Barisani, De Tora, Piccini, Tatafiore e Testa. Oltre a numerose collettive e personali in gallerie private italiane, espone anche in importanti spazi pubblici a Napoli come al Museo Pignatelli nel 1982 e nel 1991 alla rassegna 'Fuori dall'ombra. Nuove tendenze nelle arti a Napoli dal 1945 al 1965' a Castel Sant'Elmo. È tra i protagonisti della mostra itinerante "Gener-azioni" nel 1997 e della rassegna "Napoli 1950-1959" a Palazzo Diamanti a Ferrara nel 2000. Nel 2009 partecipa alla mostra 'Tracce segniche' con Auriemma, De Tora e Ferrenti a Castel dell'Ovo a Napoli. Del 2018 è l’ultima mostra al Pan di Napoli a cura di Rosario Pinto. E’ stato titolare della cattedra di Pittura all'Accademia di Napoli e direttore dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e di Napoli. La mostra nel rispetto delle norme Covid sarà visitabile fino al 3 aprile 2022.

 

AGATHA ON THE ROAD/IN VIAGGIO CON AGATA
a cura di Fondazione OELLE Mediterraneo Antico
e dell’Università degli Studi di Catania
con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania, della Biblioteca Regionale Universitaria di Catania e del Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci

L'anteprima si svolgerà giovedì 3 febbraio 2022 alle 10.00
al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane
Palazzo Centrale dell’Università
e Palazzo Sangiuliano, e proseguirà alle ore 11.00
alla GAM-Galleria d’Arte Moderna di Catania

alla presenza di
Francesco Priolo (Magnifico Rettore Università degli Studi di Catania)
Germana Barone (presidente del SiMuA e del CUG Università di Catania)
Ornella Laneri (presidente Fondazione OELLE Mediterraneo Antico)
Nicola Laneri (professore di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente, Università degli Studi di Catania)
Carmelo Nicosia (direttore Fondazione OELLE Mediterraneo Antico)
Irene Aprile (soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Catania)
Adriana Pizzino (direttrice Biblioteca Regionale Universitaria)

 

Foto Mostra Catania 250Agatha on the road / In viaggio con Agata è una mostra diffusa, un percorso che dall’archeologia approda all’arte contemporanea e che si snoda tra le sedi dell’Università di Catania (Palazzo centrale dell’Università e Palazzo Sangiuliano) e la GAM-Galleria d’Arte Moderna di Catania. Al pubblico saranno presentate le diverse forme di materialità religiosa insite nella festa popolare di devozione a sant’Agata e, in particolare, quegli aspetti archeologici che legano la festa ai simbolismi arcaici insiti nella tradizione dei culti al femminile del Mediterraneo antico che, a Catania, sono ravvisabili nei culti di Iside, Demetra e Kore. In particolare, in una delle sale della mostra saranno presenti oggetti legati al culto di Demetra, Kore e Iside provenienti dalla stipe votiva di San Francesco, da aree archeologiche di Catania antica e dal sito di Occhiolà-Grammichele. Il percorso espositivo si conclude attraverso fotografia, scultura, video, sound art, comprendendo racconti paralleli di autori contemporanei che puntano verso una visione “altra” del culto agatino, mettendone l’accento sul rapporto tra Agata e le strade, Agata e i suoni, Agata e la popolazione di una città senza filtri.

L’ingresso alle televisioni sarà consentito a partire dalle 09:30.
Per accedere alla press preview è necessario essere muniti di Green Pass rafforzato e mascherina FFP2.

 

 

 

 

 

 

Ὀδυσσεύς /Odisseo

opere di Roberta Conigliaro

 

25 novembre 2021 – 8 gennaio 2022

 

In questa vita dal destino imperscrutabile

siamo tutti viaggiatori.

Ogni giorno avanziamo nel nostro cammino

e non sempre la direzione è nota.

Roberta Conigliaro

 

Roberta Conigliaro Il confine a 2017 250Giovedì 25 novembre 2021, Crumb Gallery Firenze inaugura la mostra di Roberta Conigliaro, un progetto dall’ambizioso titolo di Ὀδυσσεύς, Odisseo, che tanto risuona di mitologia ed esplorazioni (aperta fino all’8 gennaio 2022).

In un allestimento particolarmente suggestivo, l’artista siracusana espone 10 sculture e un disegno di grandi dimensioni. Sono donne, uomini e bambini forse in fuga dalla morte, che attraversano il Mediterraneo, forse diretti incontro a una nuova alba, piena, almeno nei sogni, di vita e di speranza. Sono donne, uomini e bambini che fanno anche riflettere sul significato profondo dell’essere, dei luoghi, del cammino, della meta. Sono tutto questo le opere di Roberta Conigliaro che libera la poesia dell’anima in forme incise nella pietra calcarea, nella pietra saponaria, realizzate con la terracotta, il legno, il ferro, il gesso, il bronzo. C’è il Sogno d’acqua delle conchiglie che come sentinelle osservano il mare insieme alla donna che le guarda dal basso quasi fossero, per la loro impossibilità, inarrivabili divinità. C’è la valigia, in La sosta, che racchiude miraggio e disperazione. C’è l’attesa, forse in mare, forse nel limbo di un rifugio temporaneo, nelle figure appena accennate racchiuse nella pietra saponaria di Sospesi. C’è tutta la narrazione biblica della ricerca in L’arca e la capacità di percepire al di là dell’ovvio della donna di In ascolto, figura solitaria, racchiusa in una forma che pare una conchiglia. Sono tante le donne di Roberta Conigliaro nelle opere esposte a Crumb Gallery: donne che interrogano, che riflettono, che paiono abbracciare la sofferenza del mondo per trasformarla in qualcosa di prezioso. Il cammino delle donne di Conigliaro, accompagnate dai loro uomini e dai loro bambini, oppure sole, è sempre una traversata alla scoperta di sé stesse e del mondo. Un’Odissea.

“La mano di Roberta Conigliaro sa essere potente pur senza mostrare ogni cosa; così le forme - nella scultura come nel tratto deciso del disegno - ci chiamano senza eccederci, prediligono l’evocazione nel volto abbozzato, nello sguardo che non si sottrae ma si fa interiore, è rivolto dentro e da dentro accende”. Evidenzia Giuseppina Norcia, scrittrice e grecista, nel testo pubblicato nel catalogo della mostra (Collana NoLines, diretta da Rory Cappelli). All’interno del volume, le immagini delle opere sono accompagnate da poesie di Roberta Conigliaro, tra cui alcune inedite.

Roberta Conigliaro è una scultrice siracusana. Si trasferisce nel 1989 a Roma per motivi di studio. Si laurea in Psicologia e lavora per alcuni anni in campo psichiatrico. Parallelamente inizia a lavorare l’argilla creando le prime sculture. In seguito, sperimenta la lavorazione della pietra: marmo, pietra calcarea, pietra saponaria. Comincia ad esporre nel 2002. A partire dal 2016 ha portato in giro per l’Italia un suo progetto dal titolo “due sponde un solo mare” sul tema delle migrazioni, con sculture disegni e poesie. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro di poesie dal titolo “Anima errante” con la casa editrice Scatole parlanti.

Principali mostre: “La scuola dei Generi”, galleria Cà d’Oro Roma; “Riparte 2002”, International Art Fair Roma; 2004 mostra personale, galleria “l’arco e la fonte”, Siracusa; “Profondo rosa” 2006 e 2007 (catalogo Giorgio Mondatori Editore); fiera Art Verona; fiera di Innsbruck 2008 ; Tour “euart 2009”, Miami, Boston, Dubai; fiera Berlinerliste 2009, Berlino; 2010 mostra personale, studio Vera, palazzo Doria Pamphilj, Roma; 2011 mostra personale “sud”, galleria quadrifoglio, Siracusa; fiera Affordable art fair 2012, Milano; 2013 mostra personale “un’esile scia di silenzio”, dialogo con la poesia di Antonia Pozzi, Antico Oratorio della Passione di Sant’Ambrogio, Milano; mostra personale itinerante “due sponde un solo mare”: 2016 museo regionale Agostino Pepoli a Trapani e Palazzo Montalto a Siracusa, 2017 galleria Milan Arts and Events Center Milano, 2018 galleria Olio su tavola, Lucca; 2021 mostra personale “Arte in teatro”, Teatro Comunale Siracusa.

www.roberta-conigliaro.it

Giuseppina Norcia è scrittrice, grecista e divulgatrice culturale e cura itinerari, drammaturgie e performance narrative sul mito e l’anima dei luoghi. Realizza progetti didattici con istituzioni e università, conduce laboratori di narrazione, collabora da vent’anni con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, presso la cui Accademia è docente di drammaturgia antica. È autrice di racconti.

Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto e Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea.

 

 

 

 

CRUMB GALLERY

Via San Gallo, 191 rosso | 50129 Firenze

su appuntamento – tel. + 39 347 3681894

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www.crumbgallery.com

WhatsApp Image 2021 11 12 at 16.05.40 245Si inaugura venerdì 19 Novembre alle ore 16.30 al PAN Palazzo delle Arti di Napoli la mostra di Filippo Romito La Poesia delle Cose a cura di Rosario Pinto e Giovanni Cardone. In collaborazione con l’ Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, si potrà visitare la mostra fino al 5 Dicembre 2021.  Come scrive Rosario Pinto : Se dovessimo provare a dire un giudizio non propriamente ed esclusivamente ‘artistico’ della sua ricerca creativa, vorremmo poter dire che Filippo Romito è un poeta-pittorico dell’umanità, un’umanità che non viene osservata con lo spirito indagatore della analisi antropologica (come avrebbe potuto saper fare, ad esempio, la pratica ‘verista’ ottocentesca di matrice ‘positivista’) ma con una sensibilità partecipativa, piuttosto, quella appunto che nasce dalla rilevanza esperienziale di cui la pittura può farsi portatrice quando non decide di proporsi come mera esibizione di tecnicismi o, peggio, di derive indebitamente semplificatrici, come, purtroppo ha inteso affermare tutta la stagione della cosiddetta ‘deriva postmoderna’. Sfugge, peraltro, la pittura di Romito alla riconducibilità del suo portato ad una limitante appartenenza ‘stilistica’, e, di più, si rende senz’altro indisponibile a poter essere costipata entro la perimetrazione asfissiante di una profilatura ‘di scuola’. Lo scarto logico tra ‘raffigurazione’ e ‘rappresentazione’ richiederebbe l’invocazione di una valutazione opportuna della caratura eidetica che assumono le immagini create da Romito; e noi ci studiamo di porre l’accento su tale dato di non mero dettaglio, individuando in questa opportunità di ermeneutica eidetica della sua ricerca, il tentativo del Nostro di scendere in un affondo descrittivo particolarmente intenso,  procedendo a rendere, pertanto, la sua pittura una vera e propria pagina di testimonianza storica ed umana, di cui emerge, tutt’altro che insignificante, una convincente calettatura ‘concettuale’. In tal modo, insomma, la figura umana, per Filippo Romito, ci restituisce non soltanto le fattezze fisiche del soggetto, ma anche la sua profilatura morale, procedendo, in aggiunta, a rendere quel personaggio, quella figura, dei testimoni viventi di un’epoca, le tracce vigorose che si stampano nella memoria e nel tempo. E qui Romito, potremmo anche dire, recupera alle ragioni dell’arte contemporanea tutto il vigore espressivo della migliore e più autentica pittura pompeiana: egli, artista vesuviano a pieno titolo, che va a rendere la consistenza massiva delle cose come vibratile opportunità di specchiamento della vita, riuscendo quasi a ‘fermare il tempo’, senza che, però, per questo, egli debba procedere a creare una sorta di statue di cera. Tutt’altro, infatti, sono le sue figure ed i soggetti che egli ritrae e cui dà vita e spessore storico, dimostrando come lo scorrere del tempo abbia potuto ulteriormente affinare la sua pratica già eccellente della delibazione figurativa andandola a corredare, in estensione, di una carica di vibratile umanità sempre più convincente e profonda. Mentre Giovanni Cardone dice : L’artista Filippo Romito, pertanto, dà per certo che il complesso dei sentimenti relativo alle tradizioni, alle idee, alla cultura degli uomini, si ripercuote fortemente sul gusto figurativo e lui ne è un interprete di grande valore. La sua peculiare interpretazione pittorica va ben oltre la rappresentazione del vero e il soggetto diventa perciò un pretesto per un ricco gioco cromatico e disegnativo. La modulazione del segno e del colore poi è una prerogativa estremamente personale che ne decreta la sua inconfondibile sigla stilistica. Nelle sue ultime opere penso che ognuno di noi può rivedersi e nel contempo può rivedere l’altro, attraverso un vero percorso di rinascita per l’uomo e per la pittura che grazie a Romito ci fa comprendere la sua vera essenza.

 

2021 Antonio Cursano al Circolo degli Artisti Locandina Invito 250Da sabato 13 a domenica 28 novembre 2021, al Circolo degli Artisti di Albissola Marina (SV) si iene la mostra dello scultore Antonio Cursano.

Antonio Cursano nasce a Nyon Oise in Francia il 1 luglio 1969 e vive a Savona.

Avvicinatosi alla pittura materica per caso, cerca di esprimere la sua visione della vita con l’uso della materia, plasmandola e arricchendola di brillanti colori.

Di seguito grazie all’incontro con il Maestro e caposcuola della Scultumaieutica Cesare Crugni e alle sue doti naturali, trova uguale espressione nella scultura del marmo, eseguendo opere informali, dalle linee morbide e calde. Espone in varie mostre nella sua città, partecipa alla mostra internazionale di arte contemporanea presso la galleria Arte Satura nella città di Genova, partecipa a numerosi concorsi, tra questi Cairo Mondadori Editore, espone alla biennale di Genova, espone presso palazzo Flangini alla mostra contemporanea di Venezia, organizza una mostra personale nella sua città presso Studio Design Altre Dimore.

NOTA CRITICA

"Secondo il filosofo tedesco Friedrich Hegel la forma è l’apparizione sensibile dell’idea, si tratta di quel manifestarsi del contenuto nella materia che si configura in modo sempre nuovo e diverso. Le opere di Antonio Cursano si affermano perentorie, come atto apparentemente definitivo di quell’idea

L’atelier dell’autore è il sentiero che conduce alle forme rivelate nel corpo dell’opera, qui scultura, ora pittura fortemente materica, percorso che ci persuade a lacerare gli ultimi veli per un ascesa cosciente e introspettiva. Ma il viaggio verso l’unità indivisibile non è immediato, infatti le geometrie e le linee si compiono e non si compiono e restano in trasformazione, e di questa continua metamorfosi, Cursano ce ne porta a tracce evidenti attraverso anche altre forme, quelle prodotte e indotte dai colori e dai volumi. È proprio nei quadri del “pittoscultore” che la sovrapponibilità di materie, forme e olio diviene l’insieme uno dell’opera costituendone la fonte intelligibile. D’altra parte, nelle sculture di Antonio scardina i limiti e avanza nell’oltre della rappresentazione classica adducendo nell’osservatore viandante, ora errante negli abissi, ora devoto pellegrino del Sublime, una presa di coscienza netta e pulita. Sui bordi luminosi, sui riflessi degli orli materici si consuma quindi la rivelazione : qui scorre lo sguardo prolungato e attendo, là si muove il pensiero insistente e volitivo, qua si annuncia il fuori linguaggio dell’opera.

Da ogni quadro da ogni scultura scaturisce di fatto una duplice forza di movimento: quella di apollo, Dio delle muse, tendente a scagliante palle di fuoco e quella di Maia, forza generatrice della leggerezza ermetica, del risveglio. Ne segue inevitabilmente la decisione dello scultore di non ridurre l’opera alle misure dei canoni classici e la scelta esecutiva del pittore di avvitare volumi materici e cromatici.

Coraggio! Altra dote dell’artista che si sfida tra il volgersi al culto della bellezza e l’agire intrepido innanzi al pericolo della materia fluida e solida. Dimensione di scintille, appunto, scintille!

E come scrisse il poeta Alekos Panagulis:

Ogni scintilla

Promessa di fuoco

E ci sono migliaia di scintille

Qualcuna di queste

Accenderà il fuoco"

                                 Silvio Straneo, 1 maggio 2021

Apertura tutti i giorni dalle 16 alle 19

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