in Mostra

Dietmar Brixy omaggia Marco Polo

e porta a Venezia la sua variopinta Descrizione del mondo

 

Venezia 250In concomitanza con la 60a Biennale Arte di Venezia, l’artista tedesco Dietmar Brixy, espone a Venezia le sue coloratissime opere riunite sotto il titolo “The Description of the World”. La mostra aprirà al pubblico domani sabato 24 agosto nel prestigioso Salone Sansoviniano della Biblioteca Nazionale Marciana in Piazza San Marco (con entrata al museo sempre tramite il Museo Correr) e proseguirà fino al 21 settembre.

La mostra è stata presentata ai media questa mattina alla presenza dell’Artista.

Il titolo dell’esposizione ovviamente fa riferimento a Il Milione, l’opera del commerciante e viaggiatore veneziano Marco Polo, di cui quest’anno ricorre il 700° anniversario della morte e la cui figura è celebrata nella grande mostra documentaria, allestita nel sontuoso Palazzo Ducale a Venezia, dal titolo “I mondi di Marco Polo. Il viaggio di un mercante veneziano del Duecento”.

Creando una sorta di parallelo temporale, Brixy onora l’anniversario scegliendo di ricordare il Marco Polo viaggiatore con una "lettura" del mondo in chiave contemporanea, operazione potente grazie alla forza evocativa dell’immagine che l’Artista di Mannheim affida alle cromie delle sue opere.

Allo stesso tempo Brixy include nella sua presentazione la collezione della prestigiosa biblioteca con i suoi antichi mappamondi e le carte geografiche: insieme alle pitture murali di Tiziano, Veronese, Tintoretto e altri artisti del Rinascimento veneziano, la mostra temporanea diventa un’esperienza intrigante per il visitatore.

Viaggi e serie artistiche

I viaggi e gli incontri con molteplici culture straniere sono sempre stati una fonte di ispirazione per gli artisti e anche per Dietmar Brixy, essendo egli stesso un viaggiatore e un esploratore. I suoi viaggi lo hanno portato in vari paesi europei, ma anche in Malesia, Messico, India, Bali, Thailandia, Seichelles e Stati Uniti d’America. Negli anni Brixy ha creato un approccio unico per rappresentare le sue esperienze e la sua percezione con le sue opere d’arte e, a Venezia, esporrà un mix di opere scelte tra le serie artistiche “Happy”, “Reflect” e “Journey” e vari Tondi, conosciuti come “Bamboo Bubbles”. Le sue composizioni sembrano un caleidoscopio di colori vibranti che rivela al centro paesaggi fantastici. Questa moltitudine di strutture e di forme consentono al visitatore di immergersi in un mondo sconosciuto, ma familiare. Il fulcro della mostra è una installazione ottagonale alta tre metri tutta da scoprire, poiché capace di rendere tridimensionale il lavoro pittorico di Brixy.

Curata da Tayfun Belgin, già direttore dell’Osthaus Museum di Hagen, la mostra di Brixy appartiene a un progetto di mostre intitolato “At Home Abroad”, che consiste in quattro esposizioni consecutive di artisti contemporanei nel salone Sansoviniano che, in aderenza al tema della 60ª Biennale d’arte veneziana - “foreigners everywhere” - affrontano in modo artistico le tematiche dell’essere straniero. Il progetto artistico è stato creato dall’organizzatore Dirk Geuer in collaborazione con il Ministero della Cultura.

«Esattamente come gli scritti di Marco Polo – commenta l’organizzatore Dirk Geuer – le opere dai colori vivaci dell’artista Dietmar Brixy invitano lo spettatore a confrontarsi con il mondo in quanto luogo di incontri e di convivenza».

Il curatore della mostra, Belgin, aggiunge: «Dietmar Brixy ci presenta un dipinto che percepiamo come un palcoscenico. Ci prende per mano e ci conduce in questo universo in cui voltando lo sguardo da sinistra a destra e dall’alto verso il basso, ci troviamo lo sguardo catturato al centro del dipinto e in un luogo fantastico. Questo potente ritmo cromatico e questa moltitudine di colori tratti dalla natura e dai suoi infiniti fenomeni, ci lascia inizialmente senza parole».

Stefano Trovato, direttore della Biblioteca Marciana di Venezia, osserva che le opere di Dietmar Brixy «aggiungono una nuova sfida esegetica, oltre a quella che da secoli i dipinti del Salone Sansoviniano, con i loro simboli a prima vista misteriosi, impongono ai visitatori».

L’Artista, la tecnica

Nato nel 1961 a Mannheim, in Germania, Dietmar Brixy si forma alla Accademia statale delle arti figurative a Karlsruhe e dal 1991 intraprende con molto successo la sua carriera come artista indipendente. Le sue opere sono state esposte in rinomati musei e sono inoltre presenti a livello internazionale in gallerie e fiere dell’arte fra cui Francia, Stati Uniti D’America e Corea del Sud, e sono presenti in importanti collezioni d’arte istituzionali e private.

Le composizioni espressive di Brixy sono caratterizzate da colori vivaci, che applica sulla tela con pennelli, spatole, pettini e a mani nude in un processo che oscilla tra calma meditativa e vivace dinamismo. Le strutture multistrato, i campi di colore e le forme appaiono nella loro interezza come un caleidoscopio e aprono allo spettatore un mondo che sembra allo stesso tempo strano e familiare. È come se Brixy superasse i confini della realtà. Strato dopo strato, ci trascina in profondità nelle sue composizioni. Come un sipario, le forme ornamentali rivelano un centro delicato e scintillante in cui paesaggi fantastici catturano il nostro sguardo.

L'artista trova la sua ispirazione nella natura, sia nel suo giardino paradisiaco di Mannheim, sia in regioni lontane del mondo. Nell'isola canaria di La Palma, per esempio, l'artista ha scoperto l'onnipresente foglia di fico, che da allora è un motivo ricorrente nei suoi dipinti. L'artista immerge le foglie coriacee in colori a olio diluiti, le applica sulla tela e successivamente le rimuove dallo strato di colore dell'impasto. Gli elementi suggestivi combinano la realtà con il paesaggio astratto come motivo rappresentativo.

Una specialità dell'opera di Dietmar Brixy sono i suoi tondi, le cosiddette “bolle di bambù”. Come un mappamondo che mostra i continenti, gli oceani e il corso della rotazione terrestre, le immagini circolari illustrano l'eterno movimento e il cambiamento permanente della vita. Simboleggiano la crescita e il decadimento della natura, i suoi cicli, ma anche la diversità del mondo e la diversità di culture e identità che confluiscono in un collage armonioso. L'artista cattura l'essenza dell'universo e la esprime su tela sotto forma di vibranti esplosioni di colore e cifrature naturali.

Con l'installazione alta tre metri Endless Journey, creata appositamente per la mostra di Venezia, Brixy trasferisce per la prima volta il suo lavoro pittorico nella terza dimensione. Su otto pannelli, l'artista accende un vero e proprio fuoco d'artificio di colori e forme in un ampio panorama calpestabile, permettendo ai visitatori di sperimentare la sua arte in un modo spaziale completamente nuovo. La sua pianta ottagonale riprende la forma e le dimensioni del dipinto di Tiziano che la sovrasta, entrando così in dialogo con il suo ambiente storico.

Lo stile di Brixy

«Il mio mondo pittorico deve essere aperto allo spettatore in termini di leggibilità», così Brixy formula le esigenze che pone alla propria arte. Quando si rende conto di questo requisito nei suoi dipinti, sembra che i colori si scatenino come in una frenesia. Il colore liberato si fonde in superfici iridescenti e gradienti informi, formando strisce trasparenti, gocce opache o serpeggiando, a volte orizzontalmente, a volte verticalmente, in flussi di colore in rilievo sulla tela. Occasionalmente si ripiega in rigonfiamenti o si riunisce per creare isole tattili dai laghi di colore. Elementi pittorici come questi trascendono la linea sottile tra astrazione e figurazione. Le forme emergono dall'energia di una materia cromatica originariamente informe, a volte ancora fugace, a volte già manifestata. Il pittore è interessato a questo processo di ricerca della forma da parte del colore. «Per me il processo è sempre in primo piano. Voglio essere sorpreso. Voglio abbandonarmi senza riserve alla magia della creazione del quadro», così l’Artista descrive il suo approccio.

Per la sua pittura espressiva applica da sette a nove strati di pittura a olio. Dopo aver preparato la tela con il nero, segue una fase di action painting, durante la quale il pennello lascia tracce casuali di colore sulla tela. Poi applica a mano i segni colorati. Questa è l'ouverture del vigoroso processo pittorico che segue, nel corso del quale l'artista si impegna pienamente con il processo del divenire e del trapassare. Utilizzando vari strumenti, Brixy lavora il colore, lo mescola e lo applica direttamente sulla superficie pittorica da tubi o secchi. Poi strofina, spalma, scava, modella, contorna, applica e rimuove la pittura. L'artista controlla ripetutamente i risultati, li soppesa e interviene. La profondità e l'intensità del colore, la saturazione della superficie e gli spazi vuoti, le ripetizioni o le apparizioni singolari attirano la sua attenzione e stimolano reazioni spontanee nella sua mente sperimentale. Le forme di foglie vengono quindi pressate nella pittura o un quadro viene dinamizzato da colate di colore. Il risultato finale è un'immagine indipendente e libera, un tessuto organico evolutivo caratterizzato da una propria ineluttabile dinamica.

INFO MOSTRA

DIETMAR BRIXY

The Description of the World

24.08.2024 – 21.09.2024

Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia

23.08.2024 ore 17 inaugurazione

Accesso alla mostra tramite il Museo Correr

Piazza San Marco n.52 - Ala Napoleonica

Venezia

Orari di apertura: lunedì - venerdì: 10 - 18 (ultimo ingresso alle 17)

YŌKAI

Mostri, Spiriti e altre Inquietudini

nelle Stampe Giapponesi

 

Sabato 24 agosto nelle sale della mostra la conferenza

Armi leggendarie e leggende sulle armi del Giappone antico

con Riccardo Franci, curatore dell’armeria

del Museo Stibbert di Firenze

 

Domenica 25 ad animare l’esposizione è “Yōkai!”, l’avvincente gioco di ruolo che ci permetterà di impersonare i mostri della tradizione nipponica

 

yokai gioco di ruolo 250Le armi giapponesi e le infinite leggende ad esse legate sono al centro dell’evento collaterale che apre il weekend di Yōkai. Mostri, Spiriti e altre Inquietudini nelle Stampe Giapponesi, l’esposizione in corso al Museo degli Innocenti a Firenze dedicata agli innumerevoli mostri del folklore nipponico. Sabato 24 agosto alle 16 Riccardo Franci, curatore dell’armeria del Museo Stibbert di Firenze, dalle cui collezioni provengono le preziose armi e armature storiche esposte lungo il percorso espositivo, arriva in mostra per parlarci di spade, katane invincibili e non solo nell’incontro Armi leggendarie e leggende sulle armi del Giappone antico. Domenica 25, alle 11.30, per gli appassionati di giochi di ruolo e per tutti coloro che amano le sfide c’è Yōkai! Il gioco di ruolo – Gioca con gli autori, l’avvincente role play ufficiale della mostra, che ci permetterà di impersonare i mostri della mitologia giapponese tradizionale. 

Nella terra del Sol Levante si tramandano numerosissime storie di armi leggendarie. Alcune fanno parte del folklore, mentre altre emergono persino dai testi fondamentali della religione. Diverse spade appartenute a personaggi importanti – e tuttora conservate – sono giunte fino a noi, portandosi dietro misteri e maledizioni che continuano ad alimentare l’immaginario collettivo del popolo giapponese. Inoltre, per la loro natura peculiare, le armi sono sempre state oggetto di credenze e falsi miti che spesso si rivelano frutto di fantasia. Di tutto questo, e di molto altro ancora, ci parlerà Riccardo Franci nelle sale di Yōkai.

Nell’appuntamento di domenica Yōkai!, il gioco creato appositamente per l’esposizione da Moreno Mopollas Pollastri, ci farà correre, combattere e tramare piani diabolici, scoprendo di cosa saremmo capaci nei panni di un Kappa dal muso di scimmia o dentro il sensuale corpo mutaforma di una Kitsune. Lo scopo ultimo di ogni yōkai, nel gioco, è di aumentare la propria influenza nel mondo degli esseri umani, in modo da farsi temere e rispettare da essi. Ma attenzione a non diventare troppo famigerati, perché altrimenti gli altri mostri verranno a cercarci per sfidarci sull’onore e sottrarci la fama! Un match che ci farà immergere in un mondo fatto di tradizioni, intrighi e leggende.

Per partecipare agli eventi collaterali di Yōkai. Mostri, Spiriti e altre Inquietudini nelle Stampe Giapponesi occorre prenotarsi scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Tutti gli incontri sono ad ingresso libero per i possessori del biglietto della mostra, valido per la giornata in corso. Il pubblico può anche partecipare soltanto all’evento collaterale desiderato, senza acquistare il biglietto dell’esposizione, ma soltanto uno dedicato al singolo evento, al costo di € 5,00. 

 

Tutte le informazioni alla pagina degli eventi collaterali del sito www.mostrigiapponesi.it.

In corso fino al 3 novembre 2024, Yōkai presenta al pubblico italiano le creature che popolano l’antico folklore giapponese, attraverso più di centocinquanta opere del XVIII e XIX secolo, tra stampe antiche ancora inedite, libri rari, maschere, armi ed armature. L’esposizione si avvale della collaborazione del Museo Stibbert di Firenze, che ha concesso in prestito per l’occasione un nucleo composto da due straordinarie armature samurai, una delle quali, in acciaio, seta, cuoio, legno e crine, risalente al 1738 e costruita da Myōchin Muneakira, il più abile artigiano di loriche del Giappone del periodo Edo, ma anche elmi e antiche spade tachi, lunghe e incurvate, usate principalmente dalla nobiltà a cavallo.

INFORMAZIONI

YŌKAI. Mostri, Spiriti e altre Inquietudini nelle Stampe Giapponesi

Firenze, Museo degli Innocenti (piazza Santissima Annunziata)

13 giugno – 3 novembre 2024

Orari

Da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)

sabato e domenica dalle 11.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

 

Biglietti

Intero € 16,50 | Ridotto € 14,00 (fino a 18 anni non compiuti, over 65 con documento, accompagnatori di disabili) | Gruppi € 14,00 (min. 15 – max 25 persone + 1 accompagnatore gratuito) | Scuole € 5,00 (2 docenti gratuito)*

*per gruppi e scuole obbligo di prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Giovedì Universitario (con tesserino) e possessori biglietto del Museo degli Innocenti e Museo Stibbert € 13,00

Bambini da 6 a 12 anni € 5,00

Gratuito per bambini sino a 6 anni| disabili con certificato | guide turistiche abilitate | giornalisti accreditati dall’ufficio stampa Davis & Co. | soci I.C.O.M.

Informazioni e prevendita sul sito www.mostrigiapponesi.it

Catalogo mostra: Skira (skira.net)

 

Sabato 24 agosto la mostra ospita l’incontro

Burn the witch. Brucia la strega. Streghe e stregherie nella canzone rock (e non solo) dagli anni cinquanta ai Radiohead:

un viaggio alla scoperta della figura della strega tra rock e dintorni

con il giornalista e critico musicale Paolo Redaelli

 

Paolo Redaelli 24 agosto 250È nel segno della musica l’evento collaterale che Stregherie. Iconografia, fatti e scandali delle sovversive della storia propone questo weekend. Sabato 24 agosto, alle 11, Palazzo Pallavicini ospita l’incontro Burn the witch. Brucia la strega. Streghe e stregherie nella canzone rock (e non solo) dagli anni cinquanta ai Radiohead: un percorso guidato e commentato da Paolo Redaelli, giornalista, critico musicale e autore radiofonico, che ci illustrerà – con l’aiuto di alcuni videoclip – come la figura della strega sia stata descritta, immaginata ed interpretata nella canzone, tra rock e dintorni.

Anche la musica, grazie a molti brani di cantautori e gruppi musicali, ha contribuito al pari di racconti, leggende, film e cartoni animati a dipingere e a fissare bene nell’immaginario contemporaneo la figura della strega. Nell’evento tenuto da Paolo Redaelli, che prende in prestito il titolo, appunto, da un celebre singolo dei Radiohead, Burn the witch, scopriremo proprio come il “personaggio strega” sia stato caratterizzato dalla canzone. Un viaggio affascinante tra suono, poesia, fantasia, realtà e infiniti pregiudizi, che tutt’oggi rimangono.

Gli eventi collaterali, gratuiti per i visitatori della mostra con il biglietto valido per il giorno dell’evento, sono aperti anche al pubblico esterno, ad un costo di € 8,00.

Per parteciparvi occorre sempre prenotarsi scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Dopo aver ricevuto la conferma della disponibilità del posto, è necessario acquistare il biglietto online (per la mostra o per il singolo evento), sul sito www.stregherie.it. Questo confermerà la prenotazione.

Tutte le informazioni alla pagina degli eventi collaterali del sito www.stregherie.it.

Stregherie è aperta dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 20, con ultimo ingresso alle 19.00.

 

 

INFORMAZIONI

STREGHERIE

Iconografia, fatti e scandali delle sovversive della storia

Bologna, Palazzo Pallavicini (via San Felice 24)

17 febbraio – 8 settembre 2024

Orari

Da giovedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

Aperture straordinarie

Giovedì 15 agosto 2024

Biglietti

Intero € 17,00 | Ridotto € 15,00 (fino a 18 anni non compiuti, over 65 con documento, accompagnatori di disabili) | Gruppi € 14,00 (min. 15 – max 25 persone + 1 accompagnatore gratuito) | Scuole € 6,00 (2 docenti gratuito)*

*per gruppi e scuole obbligo di prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Bologna Welcome Card e Card Cultura € 14,00

Giovedì Universitario € 13,00 (con tesserino) | Bambini da 6 a 12 anni € 6,00

Gratuito per bambini sino a 6 anni| disabili con certificato superiore al 75%| guide turistiche abilitate | giornalisti con accredito | soci I.C.O.M.

Sito internet www.stregherie.it

Catalogo mostra: Skira (skira.net)

DIETMAR BRIXY

The Description of the World

a cura di Tayfun Belgin

24.08.2024 – 21.09.2024

Sale monumentali

della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia

Ingresso tramite il Museo Correr

Piazza San Marco 52 - Ala Napoleonica

Venezia

23.08.2024

ore 11-13

23.08.2024

ore 17

Inaugurazione

Dietmar Brixy omaggia Marco Polo e porta a Venezia la sua variopinta Descrizione del mondo

journey 2022 ol auf nessel 160 x 210 cm rid 250In concomitanza con la 60a Biennale Arte di Venezia, l’artista tedesco Dietmar Brixy, espone a Venezia le sue coloratissime opere riunite sotto il titolo “The Description of the World”. La mostra aprirà sabato 24 agosto nel prestigioso Salone Sansoviniano della Biblioteca Nazionale Marciana in Piazza San Marco (con entrata al museo sempre tramite il Museo Correr) e proseguirà fino al 21 settembre.

L’apertura della mostra sarà preceduta venerdì 23 agosto dalla presentazione ai media (dalle 11 alle 13) alla presenza dell’Artista e dall’inaugurazione, prevista alle 17.

Il titolo dell’esposizione ovviamente fa riferimento a Il Milione, l’opera del commerciante e viaggiatore veneziano Marco Polo, di cui quest’anno ricorre il 700° anniversario della morte e la cui figura è celebrata nella grande mostra documentaria, allestita nel sontuoso Palazzo Ducale a Venezia, dal titolo “I mondi di Marco Polo. Il viaggio di un mercante veneziano del Duecento”.

Creando una sorta di parallelo temporale, Brixy onora l’anniversario scegliendo di ricordare il Marco Polo viaggiatore con una "lettura" del mondo in chiave contemporanea, operazione potente grazie alla forza evocativa dell’immagine che l’Artista di Mannheim affida alle cromie delle sue opere.

Allo stesso tempo Brixy include nella sua presentazione la collezione della prestigiosa biblioteca con i suoi antichi mappamondi e le carte geografiche: insieme alle pitture murali di Tiziano, Veronese, Tintoretto e altri artisti del Rinascimento veneziano, la mostra temporanea diventa un’esperienza intrigante per il visitatore.

Viaggi e serie artistiche

I viaggi e gli incontri con molteplici culture straniere sono sempre stati una fonte di ispirazione per gli artisti e anche per Dietmar Brixy, essendo egli stesso un viaggiatore e un esploratore. I suoi viaggi lo hanno portato in vari paesi europei, ma anche in Malesia, Messico, India, Bali, Thailandia, Seichelles e Stati Uniti d’America. Negli anni Brixy ha creato un approccio unico per rappresentare le sue esperienze e la sua percezione con le sue opere d’arte e, a Venezia, esporrà un mix di opere scelte tra le serie artistiche “Happy”, “Reflect” e “Journey” e vari Tondi, conosciuti come “Bamboo Bubbles”. Le sue composizioni sembrano un caleidoscopio di colori vibranti che rivela al centro paesaggi fantastici. Questa moltitudine di strutture e di forme consentono al visitatore di immergersi in un mondo sconosciuto, ma familiare. Il fulcro della mostra è una installazione ottagonale alta tre metri tutta da scoprire, poiché capace di rendere tridimensionale il lavoro pittorico di Brixy.

Curata da Tayfun Belgin, già direttore dell’Osthaus Museum di Hagen, la mostra di Brixy appartiene a un progetto di mostre intitolato “At Home Abroad”, che consiste in quattro esposizioni consecutive di artisti contemporanei nel salone Sansoviniano che, in aderenza al tema della 60ª Biennale d’arte veneziana - “foreigners everywhere” - affrontano in modo artistico le tematiche dell’essere straniero. Il progetto artistico è stato creato dall’organizzatore Dirk Geuer in collaborazione con il Ministero della Cultura.

«Esattamente come gli scritti di Marco Polo – commenta l’organizzatore Dirk Geuer – le opere dai colori vivaci dell’artista Dietmar Brixy invitano lo spettatore a confrontarsi con il mondo in quanto luogo di incontri e di convivenza».

Il curatore della mostra, Belgin, aggiunge: «Dietmar Brixy ci presenta un dipinto che percepiamo come un palcoscenico. Ci prende per mano e ci conduce in questo universo in cui voltando lo sguardo da sinistra a destra e dall’alto verso il basso, ci troviamo lo sguardo catturato al centro del dipinto e in un luogo fantastico. Questo potente ritmo cromatico e questa moltitudine di colori tratti dalla natura e dai suoi infiniti fenomeni, ci lascia inizialmente senza parole».

Stefano Trovato, direttore della Biblioteca Marciana di Venezia, osserva che le opere di Dietmar Brixy «aggiungono una nuova sfida esegetica, oltre a quella che da secoli i dipinti del Salone Sansoviniano, con i loro simboli a prima vista misteriosi, impongono ai visitatori».

L’Artista, la tecnica

Nato nel 1961 a Mannheim, in Germania, Dietmar Brixy si forma alla Accademia statale delle arti figurative a Karlsruhe e dal 1991 intraprende con molto successo la sua carriera come artista indipendente. Le sue opere sono state esposte in rinomati musei e sono inoltre presenti a livello internazionale in gallerie e fiere dell’arte fra cui Francia, Stati Uniti D’America e Corea del Sud, e sono presenti in importanti collezioni d’arte istituzionali e private.

Le composizioni espressive di Brixy sono caratterizzate da colori vivaci, che applica sulla tela con pennelli, spatole, pettini e a mani nude in un processo che oscilla tra calma meditativa e vivace dinamismo. Le strutture multistrato, i campi di colore e le forme appaiono nella loro interezza come un caleidoscopio e aprono allo spettatore un mondo che sembra allo stesso tempo strano e familiare. È come se Brixy superasse i confini della realtà. Strato dopo strato, ci trascina in profondità nelle sue composizioni. Come un sipario, le forme ornamentali rivelano un centro delicato e scintillante in cui paesaggi fantastici catturano il nostro sguardo.

L'artista trova la sua ispirazione nella natura, sia nel suo giardino paradisiaco di Mannheim, sia in regioni lontane del mondo. Nell'isola canaria di La Palma, per esempio, l'artista ha scoperto l'onnipresente foglia di fico, che da allora è un motivo ricorrente nei suoi dipinti. L'artista immerge le foglie coriacee in colori a olio diluiti, le applica sulla tela e successivamente le rimuove dallo strato di colore dell'impasto. Gli elementi suggestivi combinano la realtà con il paesaggio astratto come motivo rappresentativo.

Una specialità dell'opera di Dietmar Brixy sono i suoi tondi, le cosiddette “bolle di bambù”. Come un mappamondo che mostra i continenti, gli oceani e il corso della rotazione terrestre, le immagini circolari illustrano l'eterno movimento e il cambiamento permanente della vita. Simboleggiano la crescita e il decadimento della natura, i suoi cicli, ma anche la diversità del mondo e la diversità di culture e identità che confluiscono in un collage armonioso. L'artista cattura l'essenza dell'universo e la esprime su tela sotto forma di vibranti esplosioni di colore e cifrature naturali.

Con l'installazione alta tre metri Endless Journey, creata appositamente per la mostra di Venezia, Brixy trasferisce per la prima volta il suo lavoro pittorico nella terza dimensione. Su otto pannelli, l'artista accende un vero e proprio fuoco d'artificio di colori e forme in un ampio panorama calpestabile, permettendo ai visitatori di sperimentare la sua arte in un modo spaziale completamente nuovo. La sua pianta ottagonale riprende la forma e le dimensioni del dipinto di Tiziano che la sovrasta, entrando così in dialogo con il suo ambiente storico.

Lo stile di Brixy

«Il mio mondo pittorico deve essere aperto allo spettatore in termini di leggibilità», così Brixy formula le esigenze che pone alla propria arte. Quando si rende conto di questo requisito nei suoi dipinti, sembra che i colori si scatenino come in una frenesia. Il colore liberato si fonde in superfici iridescenti e gradienti informi, formando strisce trasparenti, gocce opache o serpeggiando, a volte orizzontalmente, a volte verticalmente, in flussi di colore in rilievo sulla tela. Occasionalmente si ripiega in rigonfiamenti o si riunisce per creare isole tattili dai laghi di colore. Elementi pittorici come questi trascendono la linea sottile tra astrazione e figurazione. Le forme emergono dall'energia di una materia cromatica originariamente informe, a volte ancora fugace, a volte già manifestata. Il pittore è interessato a questo processo di ricerca della forma da parte del colore. «Per me il processo è sempre in primo piano. Voglio essere sorpreso. Voglio abbandonarmi senza riserve alla magia della creazione del quadro», così l’Artista descrive il suo approccio.

Per la sua pittura espressiva applica da sette a nove strati di pittura a olio. Dopo aver preparato la tela con il nero, segue una fase di action painting, durante la quale il pennello lascia tracce casuali di colore sulla tela. Poi applica a mano i segni colorati. Questa è l'ouverture del vigoroso processo pittorico che segue, nel corso del quale l'artista si impegna pienamente con il processo del divenire e del trapassare. Utilizzando vari strumenti, Brixy lavora il colore, lo mescola e lo applica direttamente sulla superficie pittorica da tubi o secchi. Poi strofina, spalma, scava, modella, contorna, applica e rimuove la pittura. L'artista controlla ripetutamente i risultati, li soppesa e interviene. La profondità e l'intensità del colore, la saturazione della superficie e gli spazi vuoti, le ripetizioni o le apparizioni singolari attirano la sua attenzione e stimolano reazioni spontanee nella sua mente sperimentale. Le forme di foglie vengono quindi pressate nella pittura o un quadro viene dinamizzato da colate di colore. Il risultato finale è un'immagine indipendente e libera, un tessuto organico evolutivo caratterizzato da una propria ineluttabile dinamica.

 

 

INFO MOSTRA

DIETMAR BRIXY

The Description of the World

24.08.2024 – 21.09.2024

Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia

23.08.2024 ore 11-13 presentazione ai media

23.08.2024 ore 17 inaugurazione

Accesso alla mostra tramite il Museo Correr

Piazza San Marco n.52 - Ala Napoleonica

Venezia

Orari di apertura: lunedì - venerdì: 10 - 18 (ultimo ingresso alle 17)

Vuoti di memoria
Sicilia '43: le immagini di oggi
fotografie di Massimo Siragusa
opera sonora di Michele Spadaro


Phil Stern Pavilion – Museo storico dello Sbarco in Sicilia 1943 - Le Ciminiere, Catania
inaugurazione mercoledì 10 luglio 2024, ore 19.00


Apertura al pubblico: dal 10 luglio 2024

 

Fond. OELLE 250Dal 10 luglio apre a Catania, nelle sale del Phil Stern Pavilion–Museo storico dello Sbarco in Sicilia 1943, Le Ciminiere, la mostra Vuoti di memoria Sicilia '43: le immagini di oggi con fotografie di Massimo Siragusa e un’opera di sound art di Michele Spadaro a cura di Ezio Costanzo, prodotta da Fondazione Oelle Mediterraneo Antico ETS in collaborazione con Città Metropolitana di CataniaMuseo storico dello Sbarco in Sicilia 1943 - Le Ciminiere Catania, Phil Stern Pavilion, main sponsor Four Points by Sheraton Catania.
 
Oltre 30 fotografie in mostra di Massimo Siragusa (Catania, 1958) danno forma e significato alla memoria di ciò che è rimasto, ed è ancora visibile, dello sbarco alleato in Sicilia del 1943 che cambiò la seconda guerra mondiale. A parlare nel lavoro inedito di Siragusa sono i segni sui muri degli edifici, i luoghi delle battaglie, i bunker che traspirano angoscia e apprensione, gli oggetti che hanno accompagnato le notti insonni della gente dell’isola. E poi i suoni, del vento e del suo scorrere sui ruderi, i respiri affannosi che ancora pervadono gli spazi della guerra, le onde del mare portatrici di libertà.  Spazi contemporanei del nostro Mediterraneo, osservato al di fuori dal tempo.
Massimo Siragusa si è trasformato in archeologo e ha scavato alla ricerca di questi segni, tra centinaia di segni presenti nelle campagne siciliane che ci riagganciano allo sbarco alleato del 10 luglio 1943. Casematte, bunker, trincee, spiagge, i luoghi delle battaglie più aspre. Al fotografo è stato affidato il compito di creare un rapporto empatico col territorio, che ci offra il punto di osservazione più incisivo per misurarci con le tracce della memoria dei luoghi. 
Luoghi intesi come la sintesi delle tracce che li compongono, coaguli di emozioni e di spunti di riflessione da percepire anche nella dimensione dell’ascolto e dell’attesa, stimolati dall’opera sonora concepita per l’esposizione dal sound artist Michele Spadaro (Catania, 1994). Questo suo ultimo lavoro, dal titolo Reflection in Time, esplora le conseguenze acustiche della riverberazione all’interno di un particolare luogo, i bunker della seconda guerra mondiale situati lungo la costa sud-orientale della Sicilia. 
Il risultato è ottenuto utilizzando un approccio noto come misurazione della risposta a gli impulsi, che consente lo sviluppo di una mappa delle prestazioni acustiche di un luogo, che può poi essere utilizzata a livello statistico o, come nel caso di questa ricerca, per ricreare digitalmente l'effetto del suono in una determinata posizione nello spazio. Queste misurazioni vengono quindi impiegate per generare due scenari sonori differenti e in antitesi, che avvengono nello stesso luogo: quello originale, che mira a raffigurare l'acustica drammatica dovuta all’utilizzo primario dello spazio; e quello contemporaneo, che esprime un’esperienza acustica che persiste in condizioni opposte.  
 
«La storia, che guarda in faccia la realtà, e la memoria, che rappresenta il passato per estrapolazione, sono l’essenza di questo viaggio fotografico che Massimo Siragusa ci restituisce percorrendo i sentieri della guerra in Sicilia. Luoghi intrisi d’inquietudine ma anche di straordinaria bellezza paesaggistica e visiva, pervasi da suoni che giungono a noi da lontano e che Michele Spadaro, con la sua opera sonora, restituisce all’oggi attraverso una mappatura aurale, esplorazione sensoriale dei tempi passati ricca di curiosità ma ancor più d’inquietudine del tempo presente», dichiara Ezio Costanzo, curatore della mostra e storico. 
«La mostra è un’interpretazione attuale, un segno dell’oggi che rimanda a un’estate che ha cambiato la storia, un’impronta – che nessun’onda potrà mai cancellare – impressa 80 anni fa da un giovane fotoreporter americano Phil Stern e ricalcata con rispetto e libertà oggi dal fotografo Massimo Siragusa. Ed è in questo spirito – che anima le scelte di Fondazione Oelle Mediterraneo Antico – che il controverso rapporto tra i luoghi di oggi e le loro memorie sonore, trova la sintesi nell’opera del sound artist Michele Spadaro: nel rispetto per i luoghi che contengono ancora oggi segni cruenti di un passato sempre troppo vicino e possibile; nella libertàdi ridisegnare spazi secondo una visione contemporanea e lucida grazie a quella luce oltre il male che l’essere umano, oggi più che mai, anela», afferma Ornella Laneri Presidente di Fondazione Oelle Mediterraneo Antico ETS.
 
GLI ARTISTI
Massimo Siragusa (Catania, 1958) vive a Roma dove insegna allo IED. Ha esposto in numerosi musei e gallerie in Italia e all’estero, tra cui Polka Galerie a Parigi, Forma Galleria di Milano, Museo di Roma in Trastevere, Auditorium Parco della Musica di Roma, Galleria del Credito Valtellinese di Firenze, Centro di Fotografia nell’Isola di Tenerife, Coalface Gallery di Genk e Photo Vernissage Manege di San Pietroburgo. In campo pubblicitario, ha firmato numerose campagne per diverse aziende. Ha vinto quattro World Press Photo e pubblicato vari libri tra cui Il Cerchio Magico, Credi, Solo in Italia e Bologna.
 
Michele Spadaro (Catania, 1994), sound artist, inizia la sua esperienza suonando musica, per poi svilupparla nella comprensione della tecnologia audio. Per acquisire le conoscenze e le competenze desiderate, completa un corso di diploma in Produzione musicale e ingegneria del suono presso Point Blank London; un BA (Hons) in produzione audio presso l'istituto SAE, Londra, ed è attualmente iscritto a un MMus in Sonic Arts presso la Goldsmiths University. Durante i suoi studi universitari è  coinvolto in progetti che includono programmazione audio per piattaforme XR, inclusa la sua tesi: Efficient Real Time Auditory Display for Virtual Reality Experience (2016), che esplora la percezione psico-acustica dell’udito umano.
 

 
INFORMAZIONI
Mostra: Vuoti di memoria Sicilia '43: le immagini di oggi. Fotografie di Massimo Siragusa e opera sonora di Michele Spadaro
Sede:  Phil Stern Pavilion – Museo storico dello Sbarco in Sicilia 1943 - Le Ciminiere, piazzale Rocco Chinnici, Catania
Inaugurazione: inaugurazione mercoledì 10 luglio 2024, ore 19.00
Apertura al pubblico: dal 10 luglio 2024
Orari: martedì – domenica, 09.00 – 15.30, ultimo ingresso. Lunedì chiuso
Informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
 
 

 

Arriva a Caserta l’Atlante dell’Arte Contemporanea edito da Giunti nel 2024

 

Atlante Giunti 250Arriva a Caserta l’Atlante dell’Arte Contemporanea edito da Giunti nel 2024. Dopo le straordinarie presentazioni a Firenze e a New York, il ponderoso volume sarà il protagonista domani alle 18 nella libreria Giunti al Punto di Caserta.

A presentarlo Enzo Battarra, critico d’arte e assessore alla cultura del Comune di Caserta, l’artista Rino Telaro e lo storico dell’arte Gennaro Accurso.

La presenza tra i relatori di Rino Telaro, artista di forte valenza europea, è legata al fatto che sia lui l’unico artista casertano presente nell'Atlante con numerose pagine in due sezioni, quella internazionale e quella campana.

Proprio in questi giorni è in corso a Caserta una sua ampia mostra retrospettiva alla Training House, una ex palestra in via Ferrarecce. Titolo dell’esposizione è “Carpe Diem”, un invito a cogliere l’attimo, a vivere pienamente la propria esperienza di vita. Il finissage è previsto per domenica 7 luglio alle 19:30.

L’Atlante dell’Arte Contemporanea di Giunti Editore viene incontro al lettore come un’antologia ragionata, da anni strumento privilegiato per collezionisti, galleristi, mercanti e appassionati, i quali, consultandone gli aggiornamenti annuali e i puntuali approfondimenti, affinano la facoltà di orientarsi con sicurezza nel complesso mondo delle arti visive. Questo numero speciale ha inoltre il merito di presentare una selezione di proposte al grande pubblico non solo europeo, ma anche statunitense.

YŌKAI

Mostri, Spiriti e altre Inquietudini

nelle Stampe Giapponesi

Sabato 22 giugno la conferenza

Donne mostruose: yōkai e femminile nella tradizione giapponese

con Marta Fanasca, ricercatrice in Japanese Studies,

dà il via agli eventi collaterali della mostra

 

Ingresso gratuito

 

 

24A Kunimasa Baido Opera del teatro kabuki Meibokou Sendai Hagi 1873 bassa 250Yōkai. Mostri, Spiriti e altre Inquietudini nelle Stampe Giapponesi, la mostra ospitata negli spazi del Museo degli Innocenti di Firenze, dà il via questo weekend al ricco calendario di eventi collaterali che settimanalmente accompagneranno l’esposizione fino alla chiusura, il 3 novembre 2024. Ad inaugurarli, sabato 22 giugno alle ore 16, la conferenza Donne mostruose: yōkai e femminile nella tradizione giapponese in cui Marta Fanasca, ricercatrice internazionale in Japanese Studies ed esperta in questioni di genere nel Giappone contemporaneo, ci condurrà in un intrigante viaggio, tutto rigorosamente al femminile, tra gli stravaganti mostri della tradizione giapponese. L’evento è ad ingresso gratuito, ma per partecipare occorre prenotarsi scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

La parola yōkai raggruppa innumerevoli creature e fenomeni soprannaturali del folklore nipponico, presenze che dall’alba dei tempi “infestano” leggende, racconti, arte e letteratura del Sol levante. Le rappresentazioni di questo pantheon variegato si sono spesso fatte portavoce, nel corso dei secoli, di paure e ansie sociali, di critiche al governo, così come state usate per rappresentare vizi e virtù umani, a volte a fini educativi e moraleggianti. In quest’ottica, occupano una posizione particolarmente interessante le rappresentazioni di yōkai femminili, spesso utilizzate per mettere in luce comportamenti che una femminilità ideale avrebbe dovuto evitare.

Nell’incontro, attraverso un’attenta disamina di opere artistiche e letterarie, Marta Fanasca analizzerà le interpretazioni del femmineo in relazione al soprannaturale, e ci porterà a scoprire come il modo di pensare e rappresentare il femminile sia mutato a seconda dei diversi periodi storici che il Giappone ha attraversato.

Tutte le informazioni alla pagina degli eventi collaterali del sito www.mostrigiapponesi.it.

INFORMAZIONI

YŌKAI. Mostri, Spiriti e altre Inquietudini nelle Stampe Giapponesi

Firenze, Museo degli Innocenti (piazza Santissima Annunziata)

13 giugno – 3 novembre 2024

Orari

Da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)

sabato e domenica dalle 11.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

Aperture straordinarie

Lunedì 24 giugno 2024

Giovedì 15 agosto 2024

 

 

Biglietti

Intero € 16,50 | Ridotto € 14,00 (fino a 18 anni non compiuti, over 65 con documento, accompagnatori di disabili) | Gruppi € 14,00 (min. 15 – max 25 persone + 1 accompagnatore gratuito) | Scuole € 5,00 (2 docenti gratuito)*

*per gruppi e scuole obbligo di prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Giovedì Universitario (con tesserino) e possessori biglietto del Museo degli Innocenti e Museo Stibbert € 13,00

Bambini da 6 a 12 anni € 5,00

Gratuito per bambini sino a 6 anni| disabili con certificato | guide turistiche abilitate | giornalisti accreditati dall’ufficio stampa Davis & Co. | soci I.C.O.M.

Informazioni e prevendita sul sito www.mostrigiapponesi.it

Catalogo mostra: Skira (skira.net)

Trasguardi

Clarissa Lapolla e il teatro

a cura di Pierfrancesco Giannangeli e Benito Leonori

invito mail lapolla 250Arriva alla Gaba.Mc, la galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, una delle più talentuose fotografe di scena dell’ultima generazione. Con la mostra Trasguardi, che sarà inaugurata il 19 giugno alle ore 18.00, viene presentato per la prima volta il lavoro di Clarissa Lapolla dedicato agli aspetti più intimi e segreti di quella particolare vita che prende forma sul palcoscenico, attraverso la documentazione - che diventa opera d’arte essa stessa - di alcuni recenti spettacoli di opera, di prosa e di danza.

Nata nel 1991, Clarissa Lapolla è fotografa di scena e videomaker per il teatro. Al termine degli studi a Milano di fotografia di scena all’Accademia del Teatro alla Scala, porta la sua specializzazione nella sua città d’origine, Bari. Ed è proprio nella sua Puglia che nel 2014 comincia un percorso professionale costruito su molteplici collaborazioni che l’hanno portata a lavorare anche nel resto d’Italia e all’estero. Attualmente collabora stabilmente con la Fondazione Teatro Petruzzelli, il Festival della Valle d’Itria e la Camerata Musicale Barese. Nel suo percorso professionale ha prestato il suo sguardo per il Teatro Stabile di Torino, Great Friends Dance Festival di Newport, (USA), TanzArt Ostwest Festival di Giessen (Germania), Premio Roma Danza, e molti altri. In collaborazione con Pentatone ha realizzato le copertine dei dischi di due importanti cantanti lirici, Franco Fagioli Anime immortali e Javier Camarena Signor Gaetano. Molte delle sue fotografie sono state pubblicate su riviste di teatro d’opera internazionali e fotografia, tra cui sei copertine. Il suo percorso di ricerca fotografica e videografica è in continuo crescendo e la mostra Trasguardi alla Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata ne rappresenta una tappa fondamentale.

Pensata in tre sezioni dai curatori Pierfrancesco Giannangeli e Benito Leonori, la mostra affronta altrettante particolari prospettive dello sguardo sul teatro: quello che accade in quinta, ilClarissa Lapolla 250 movimento e le immagini degli spettacoli. Il particolare allestimento, che prevede un’immersione nel buio per isolare gli scatti e insieme farli dialogare tra loro, permettendo così allo spettatore di apprezzarne ogni dettaglio, rappresenta simbolicamente l’invito a un viaggio all’interno della sala teatrale, passando dalla luce esterna all’unica luce di scena.

Nel catalogo, oltre agli interventi istituzionali del presidente Gianni Dessì e della direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Macerata Rossella Ghezzi, sono presenti gli scritti dei curatori e dell’artista, del regista Leo Muscato, di Michele Punzi, presidente della Fondazione Paolo Grassi e del Festival della Valle d’Itria, e di Monica Sbisà, responsabile dell’Ufficio Stampa della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari.

Trasguardi. Clarissa Lapolla e il teatro

a cura di Pierfrancesco Giannangeli e Benito Leonori

GABA.MC – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata

Piazza Vittorio Veneto 7 (MC)

dal 19 giugno al 3 ottobre 2024

Inaugurazione | mercoledì 19 giugno 2024 ore 18.00

Orari: mart.-sab 16.30 -19.30

ingresso libero

https://www.abamc.it/gaba-mc

 

INFO

ACCADEMIA Di BELLE ARTI DI MACERATA

Piazza Vittorio Veneto 5 (MC)

www.abamc.it

Tel +39 0733 405111

FB: facebook.com/abamacerata

IG: abamacerata

YouTube youtube.com/@abamacerata/videos>

Stregherie, la mostra più divisiva di Bologna, che negli ultimi quattro mesi

ha scatenato sui social una vera “Guerra tra Streghe”, tra visitatori entusiasti

e altri furiosi e scandalizzati, alla fine si è rivelata un successo e

viene dunque prorogata all’8 settembre

 

E intanto, due nuovi eventi collaterali questo weekend:

sabato 8 giugno Abracadabra, visita guidata per bambini

alla scoperta di incantesimi e pozioni;

domenica 9 Il fascino irresistibile delle streghe.

Incontri ravvicinati tra mito, storia e attualità a Bologna e… dintorni

con la ricercatrice antropologica e scrittrice

Morena Poltronieri

 

2 Illustrazione di copertina Artemisia 250La mostra Stregherie. Iconografia, fatti e scandali delle sovversive della storia, in corso a Palazzo Pallavicini, a Bologna, ha polarizzato tra i visitatori due visioni fortemente opposte della rappresentazione della figura storica della strega, e anche di quello che una mostra d'arte dovrebbe rappresentare.

Questa profonda differenze di aspettative tra visitatori entusiasti, un pò commossi e grati per come si è affrontato l’argomento, e una nicchia di visitatori più legati alla rappresentazione della strega nel folklore pagano moderno, alla fine ha decretato il successo della mostra che proprio questo fine settimana ha superato i 20 mila visitatori e ha spinto Vertigo Syndrome, che l’ha ideata e organizzata, a prorogarla all’8 settembre 2024.

L’esposizione curata da Luca Scarlini, che avrebbe dovuto concludersi il 16 giugno, sarà dunque visitabile ancora per tutta l’estate, con le sue splendide incisioni antiche, le inquietanti opere d’arte contemporanea, gli antichi volumi maledetti ed i potenti talismani che apriranno al visitatore una finestra sul mondo arcano e sull’affascinante figura della strega. Tantissimi gli oggetti originali legati al mondo della stregoneria provenienti dal Museum of Witchcraft and Magic di Boscastle, in Cornovaglia, ed eccezionale la collezione di amuleti ottocenteschi, mai più esposta al pubblico dopo la grande Esposizione Etnografica del 1911, concessi dal Museo delle Civiltà di Roma. Infine proseguirà “Indomite”, la mostra nella mostra dell’illustratrice Anna Paolini, e proseguiranno gli eventi collaterali.

Fino al 16 giugno 2024, l’orario della mostra resterà quello consueto: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20, con ultimo ingresso alle 19. A partire dal 17 giugno, e sino alla chiusura dell’8 settembre, sarà invece aperta dal giovedì alla domenica, sempre dalle 10 alle 20 con ultimo ingresso alle 19.

Nel frattempo gli eventi collaterali vi aspettano già questo fine settimana. Si inizia con un appuntamento dedicato ai bambini che prende in prestito il titolo dalla famosissima formula magica Abracadabra! Sabato 8 giugno, a partire dalle 16, i piccoli partecipanti saranno accompagnati in un’avvincente visita guidata dell’esposizione, alla scoperta di pozioni, incantesimi, tradizioni e superstizioni del mondo della stregoneria. Alla fine, grazie ad un divertente laboratorio, potranno mettere in pratica le conoscenze apprese e realizzare il proprio scaccia paure personale. Domenica 9 giugno, sempre alle 16, ecco invece la conferenza Il fascino irresistibile delle streghe. Incontri ravvicinati tra mito, storia e attualità a Bologna e… dintorni: dall’antichità fino ai giorni nostri, tra storia, letteratura, arte e cinematografia, l’appuntamento ci condurrà in un viaggio fantastico alla scoperta della figura della strega e della sua incredibile malia.

Un incontro ricco e coordinato dalle mani sapienti di Morena Poltronieri, che da quasi cinquant’anni è attiva nel campo della ricerca antropologica legata alle simbologie antiche che hanno permeato la cultura ermetica ed esoterica nella storia. Ha studiato i simboli della Dea Madre nelle varie culture, è co-fondatrice e collaboratrice del Museo Internazionale dei Tarocchi e membro del comitato direttivo dell’Accademia Studi Ermetici. I suoi numerosi viaggi hanno dato origine ad una serie di libri dedicati a “I Luoghi Magici di…” tutto il mondo.

 

Gli eventi collaterali, gratuiti per i visitatori della mostra con il biglietto valido per il giorno dell’evento, sono aperti anche al pubblico esterno, ad un costo di € 8,00.

Per parteciparvi occorre sempre prenotarsi scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Dopo aver ricevuto la conferma della disponibilità del posto, è necessario acquistare il biglietto online (per la mostra o per il singolo evento), sul sito www.stregherie.it. Questo confermerà la prenotazione.

 

Tutte le informazioni alla pagina degli eventi collaterali del sito www.stregherie.it.

 

 

INFORMAZIONI

STREGHERIE

Iconografia, fatti e scandali delle sovversive della storia

Bologna, Palazzo Pallavicini (via San Felice 24)

17 febbraio – 8 settembre 2024

Orari

Sino al 16 giugno da martedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

Dal 17 giugno all’8 settembre da giovedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

Aperture straordinarie

Giovedì 15 agosto 2024

Biglietti

Intero € 17,00 | Ridotto € 15,00 (fino a 18 anni non compiuti, over 65 con documento, accompagnatori di disabili) | Gruppi € 14,00 (min. 15 – max 25 persone + 1 accompagnatore gratuito) | Scuole € 6,00 (2 docenti gratuito)*

*per gruppi e scuole obbligo di prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Bologna Welcome Card e Card Cultura € 14,00

Giovedì Universitario € 13,00 (con tesserino) | Bambini da 6 a 12 anni € 6,00

Gratuito per bambini sino a 6 anni| disabili con certificato superiore al 75%| guide turistiche abilitate | giornalisti con accredito | soci I.C.O.M.

Sito internet www.stregherie.it

Catalogo mostra: Skira (skira.net)

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