in Mostra

ITADAKIMASU

LE STORIE NASCOSTE NELLA CUCINA DEGLI ANIME

a cura di Sam di @pranzoakonoha e Silvia Casini

Allo Spazio Varesina 204, un nuovo sabato dedicato

alla cultura e alla tradizione nipponica

 

Sabato 27 dicembre, ore 16.00

Origami a tavola: l’arte giapponese che accoglie

Laboratorio a cura di Kiyoko Miyagoshi

 

5 Origami 250Continuano gli appuntamenti collaterali di Itadakimasu, la mostra che racconta il Giappone attraverso storie, sapori e rituali legati al cibo. InItadakimasu Il Natale giapponese 250 questo percorso dedicato alla cultura quotidiana nipponica, sabato 27 dicembre il pubblico è invitato a partecipare a un laboratorio che unisce creatività e tradizione, esplorando l’arte dell’Origami applicata alla tavola e all’ospitalità giapponese.

Origami a tavola: l’arte giapponese che accoglie è un appuntamento dedicato alla scoperta di come l’antica arte dell’Origami possa essere applicata alla tavola, trasformandola in uno spazio di bellezza, armonia e attenzione ai dettagli. Attraverso un’attività pratica, i partecipanti saranno guidati nella realizzazione di piccoli oggetti di carta — come porta bacchette, sottobicchieri e segnaposti — che raccontano l’ospitalità giapponese e il valore simbolico dei gesti legati al momento del pasto.

Il laboratorio è condotto da Kiyoko Miyagoshi, nata a Himeji e cresciuta a Kyoto, insegnante e divulgatrice di cultura giapponese. Da anni vive in Italia, dove promuove le tradizioni del suo Paese attraverso laboratori dedicati a Origami, Temari e Furoshiki, accompagnando il pubblico in un percorso che unisce creatività, arte e cultura quotidiana nipponica.

L’incontro si inserisce nel programma degli eventi collaterali di Itadakimasu come occasione di approfondimento e partecipazione, offrendo al pubblico un’esperienza che coniuga manualità, estetica e ritualità.

 

Per partecipare

Tutti gli incontri sono a ingresso libero per i possessori del biglietto della mostra, anche se acquistato in una giornata precedente rispetto a quella in cui si svolgono. Il pubblico può anche partecipare solo all’evento collaterale desiderato, senza acquistare il biglietto della mostra, al costo di € 7,00, oppure partecipare all’evento e tornare a visitare la mostra per la seconda volta, al costo di € 8,00. La prenotazione è obbligatoria scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Tutte le informazioni sono disponibili alla pagina degli eventi collaterali su www.mostraitadakimasu.it.

 

INFORMAZIONI

ITADAKIMASU. Storie Nascoste nella Cucina degli Anime

Milano, Spazio Varesina 204 (Via Varesina 204, 20156 Milano, Italia)

15 novembre 2025 – 6 aprile 2026

 

Orari

Dal martedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 19:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)

Sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)

Lunedì chiuso

 

Biglietti

Intero 13,50 € | Ridotto 10,00 € | Ridotto bambini dai 7 ai 12 anni 5,00 €

 

MOSTRA ITADAKIMASU

Tel. +39 333 6811415

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.mostraitadakimasu.it

FB @itadakimasu_mostra | IG @mostraitadakimasu

Vertigo Syndrome
Tel. +39 351 656-0343
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FB @vertigosyndrome | IG @vertigo_syndrome_

Spazio Varesina 204
Tel. +39 331 784 1330
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.spaziovaresina204.it
IG @_varesina204

La mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano” viene prorogata fino al 4 maggio 2026.

Regalatevi un tuffo nella storia tra cibo, cultura e scorci paesaggistici mozzafiato.

 

Locandina 30x42 mostra alimentazione prorogata 250Il Parco Archeologico di Ercolano e la Fondazione Ente Ville Vesuviane annunciano la proroga della mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”, allestita negli spazi monumentali di Villa Campolieto, splendida dimora settecentesca del Miglio d’Oro. L’apertura dell’esposizione viene prorogata al 4 maggio 2026.

Una scelta dettata dal grande gradimento espresso dal pubblico, che ha dimostrato un forte coinvolgimento per il tema dell’esposizione e per l’esperienza immersiva proposta. La proroga rappresenta così un vero e proprio regalo di Natale per il nostro pubblico, che potrà continuare a vivere questo viaggio nella storia del cibo per molti mesi ancora.

Aperta lo scorso 28 marzo, la mostra conduce i visitatori in un percorso immersivo dedicato alla cultura alimentare nell’antica Ercolano, mettendo in dialogo reperti unici, suggestioni visive e la raffinata architettura vanvitelliana del luogo che la ospita. Il cibo, inteso come elemento identitario e sociale, diventa il filo conduttore di un viaggio che unisce presente e passato, grazie anche alla presenza di immagini della moderna Ercolano che dialogano con la quotidianità del mondo romano.

L’allestimento, concepito nel rispetto degli ambienti decorati del piano nobile della villa, utilizza la formula della “stanza nella stanza” per valorizzare sia la collezione archeologica sia gli spazi storici. Il percorso permette di apprezzare reperti organici di straordinaria conservazione – pane, cereali, legumi, frutta, uova, frutti di mare – restituiti in forma carbonizzata dall’eruzione del 79 d.C., insieme a utensili, vasellame e oggetti di uso quotidiano. Un patrimonio che documenta con precisione le abitudini alimentari degli antichi Ercolanesi, dalla produzione allo smaltimento del cibo.

La mostra si inserisce in un progetto avviato nel 2018 con il ciclo “Ercolano 1738-2018. Talento Passato e Presente”, volto a valorizzare gli aspetti più significativi della vita nella città antica attraverso tre esposizioni dedicate rispettivamente agli ori, ai legni e al cibo, ospitate nei luoghi più rappresentativi del territorio: l’Antiquarium del Parco Archeologico, la Reggia di Portici e Villa Campolieto.

INFORMAZIONI PER LA VISITA

Luogo: Villa Campolieto, Corso Resina 283, Ercolano (NA)
Date: 28 marzo – 4 maggio 2026

Orari: 09:00 – 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00)

BIGLIETTI

Biglietto combinato Parco Archeologico di Ercolano + Mostra

  • € 19 intero
  • € 4 ridotto (minori 6–18 anni e soggetti aventi diritto ad agevolazioni secondo normativa statale)
  • Gratuità: minori fino a 6 anni; persone con disabilità e un accompagnatore

Biglietto combinato Villa Campolieto + Mostra

  • € 7 intero
  • Gratuità: minori fino a 6 anni; persone con disabilità e un accompagnatore

Parcheggio: interno gratuito fino a esaurimento posti

Giorni di chiusura della mostra: 24, 25, 31 dicembre.

INFO

Siti istituzionali:
https://www.villevesuviane.net/le-ville/villa-campolieto/
https://ercolano.cultura.gov.it/dalluovoallemele/

Per acquistare online https://www.coopculture.it/it/eventi/evento/dalluovo-alle-mele.-la-civilta-del-cibo-e-i-piaceri-della-tavola-ad-ercolano/

Il pittore del Re. Luigi Norfini nell’Italia del Risorgimento

a cura di Luisa Berretti, Emanuele Pellegrini, Ettore Spalletti

 

Musei Nazionali di Lucca, Casermetta di Villa Guinigi e Palazzo Mansi

Pescia, Museo Palazzo Galeotti

20 dicembre 2025 – 26 aprile 2026

 

Luigi Norfini Vittorio Emanuele II e gli zuavi a Palestro 250Dal 20 dicembre 2025 al 26 aprile 2026 i Musei Nazionali di Lucca, nella Casermetta di Villa Guinigi e nelle sale di Palazzo Mansi, e il Museo Palazzo Galeotti di Pescia ospitano Il pittore del Re. Luigi Norfini nell’Italia del Risorgimento, la prima grande mostra monografica dedicata a Luigi Norfini (Pescia 1825 – Lucca 1909), in occasione del bicentenario della nascita.  

Figura centrale nella costruzione dell’immaginario risorgimentale e protagonista della vita culturale toscana di fine Ottocento, Norfini torna oggi al centro dell’attenzione con un progetto che ne riscopre la modernità e il ruolo di interprete della nuova identità nazionale. 

Curata da Luisa Berretti, Emanuele Pellegrini ed Ettore Spalletti, l’esposizione rappresenta un’occasione unica per rivivere una stagione cruciale dell’arte italiana. Dislocata in più sedi, trova il cuore del progetto nella Casermetta del Museo Nazionale di Villa Guinigi: qui sono riuniti, per la prima volta, numerosi dipinti del maestro, messi a confronto con opere dei protagonisti della pittura del Risorgimento – come Giovanni Fattori, suo amico e coetaneo, Silvestro Lega, Telemaco Signorini - insieme a prestiti provenienti da musei di Milano, Torino e Firenze e da collezioni private, molti dei quali mai esposti al pubblico. Tra questi, alcuni sono di proprietà degli eredi del pittore, senza i quali questo progetto non si sarebbe potuto realizzare con la stessa completezza.      

Il percorso, il cui allestimento è a firma di Luigi Cupellini, trova un ideale completamento nelle opere di Norfini conservate nella collezione permanente del Museo Nazionale di Palazzo Mansi, sempre a Lucca, e in quella del Museo Civico di Palazzo Galeotti a Pescia, recentemente riallestito, dove si trovano dipinti e disegni dell’artista. 

  

Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Giuseppe Bezzuoli, Norfini partecipò alle Guerre di Indipendenza come volontario a Curtatone, realizzando una serie diLuigi Norfini Umberto I di Savoia a cavallo 250 disegni direttamente sul campo che restano tra le testimonianze più vive del Risorgimento. Legato alla Casa Savoia e alle istituzioni accademiche fiorentine e lucchesi, di quest’ultima ricoprì anche il ruolo di direttore, svolse un’intensa attività pubblica, organizzando mostre e promuovendo la salvaguardia del patrimonio artistico. A Lucca, città della maturità, divenne un punto di riferimento per la cultura figurativa locale e nazionale. 

Una vicenda tutta da riscoprire: quella di un artista capace di dare un volto all’Italia che stava nascendo, autore di grandi quadri di battaglia e raffinato ritrattista della nuova borghesia e dei primi sovrani d’Italia. Nel corso di oltre mezzo secolo, Norfini contribuì a definire il linguaggio visivo della Toscana ottocentesca, unendo impegno civile e sensibilità artistica. 

Tra le opere emblematiche spiccano soprattutto le due monumentali battaglie in prestito rispettivamente dal Museo Nazionale del Risorgimento di Torino e da quello di Milano: la prima, intitolata Vittorio Emanuele II e gli zuavi. Vittoria di Palestro (1863), che verrà restaurata in occasione della mostra dal Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale, e la seconda, Carlo Felice Nicolis, conte di Robilant, ferito alla mano sinistra continua a dare ordini alla sua artiglieria, detta anche La Battaglia di Novara (1859). Il dialogo tra i due grandi dipinti offrirà l’occasione di immergersi letteralmente nelle passioni e negli ideali del Risorgimento italiano.

Organizzata in sezioni tematiche, l’esposizione, oltre a mettere in luce la storia e la carriera del pittore, a partire dagli esordi, attraversa la storia italiana dall’Unità ai primi anni del Novecento, evocando i protagonisti e gli episodi che ne segnarono il cammino – da Silvio Pellico a Vincenzo Gioberti e Giuseppe Giusti. Accosta opere suggestive e poco note: accanto alle grandi tele raffiguranti episodi di battaglie delle guerre di Indipendenza, presto entrate in possesso del re Vittorio Emanuele II, sono esposte opere di Ademollo, Fattori, Lega e Signorini, creando un confronto inedito e stimolante. Arricchiscono inoltre il percorso dipinti significativi, come la Visita del Re Vittorio Emanuele al Castello di Brolio (ca. 1870), eseguiti per i Baroni Ricasoli a Brolio, nel Chianti, per i quali decorò il Castello, testimonianza del forte legame con Bettino Ricasoli, e la tela Il Duca di Monmouth che chiede perdono (1873), realizzata per il collezionista inglese Frederick Stibbert, appartenente al filone di carattere storico e una serie di ritratti della nascente borghesia, nonché gli ultimi, suggestivi, interni di studio. La mostra ha rappresentato anche un’opportunità per restituire nuova vita agli spazi rinnovati di Villa Guinigi e di Palazzo Galeotti di Pescia, e, in quest’ultimo caso, per presentare al pubblico opere restaurate ed emerse dai depositi per l’occasione.

Saranno organizzate attività didattiche e laboratori per le scuole a cura dei servizi educativi dei musei, e visite guidate condotte da specialisti, oltre a laboratori dedicati alle scuole, per avvicinare il pubblico di tutte le età alla figura di Norfini e al contesto del suo tempo. 

In occasione dell’esposizione sarà pubblicato un catalogo edito da Maria Pacini Fazzi Editore. 

 

Luigi Norfini 

Pittore, patriota e maestro, Luigi Norfini (Pescia, 1825 – Lucca, 1909) fu interprete d’eccezione del suo tempo. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Giuseppe Bezzuoli e Luigi Mussini, l’artista conobbe il fermento culturale che animava la Toscana dell’Ottocento, stringendo amicizie con i protagonisti della pittura del momento, tra cui Giovanni Fattori e Silvestro Lega. Norfini visse in prima persona il Risorgimento: nel 1848 partì volontario per combattere a Curtatone, un'esperienza fondamentale per la sua vicenda umana e la sua pratica artistica. Le grandi tele che dedica alle battaglie di Novara, Palestro e San Martino raccontano l’Italia che nasce ma anche la dignità e il coraggio degli uomini e le donne che la stavano costruendo. Il suo talento fu presto riconosciuto e apprezzato anche dai Savoia: realizzò infatti diversi dipinti per i primi sovrani d'Italia, tra cui il grande ritratto di Vittorio Emanuele II per la sala del Trono del Palazzo del Quirinale. Accanto alla pittura di storia, Norfini fu un raffinato ritrattista della nascente borghesia italiana: banchieri, avvocati ed eruditi che si affidarono al suo pennello capace di cogliere, con eleganza e modernità, l’essenza dell’individuo. Direttore del Regio Istituto di Belle Arti di Lucca per oltre vent’anni, membro di numerose accademie e insignito di svariati premi, Norfini fu un instancabile promotore di cultura e apprezzato maestro, lasciando un’impronta decisiva nei numerosi allievi con cui mantenne relazioni profonde e affettuose per tutta la vita. 

La mostra è promossa dai Musei nazionali di Lucca, Direzione Regionale Musei della Toscana del Ministero della Cultura, dal Comune di Lucca, dalla Scuola IMT Alti Studi Lucca, dal Museo Palazzo Galeotti, Pescia, e dal Comune di Pescia. È realizzata con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, della Direzione Generale Musei, della Regione Toscana e della Fondazione Caript. 

Info mostra:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Tel + 39 334 6537619

https://museitoscana.cultura.gov.it/

 

Sedi mostra

 

Lucca, Museo nazionale di Villa Guinigi 

Via della Quarquonia 4, Lucca | Tel. 334 6537619 –  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

sito webhttps://cultura.gov.it/luogo/museo-nazionale-di-villa-guinigi

Ingresso: 6,00 €; cumulativo: 10,00 €; ridotto (18-25 anni): 2,00 € 

gratuito: minori di 18 anni e agevolazioni di legge

Orari di apertura: martedì-sabato: dalle 12.00 alle 19.30 (ultimo ingresso 18.00);

1ª e 3ª domenica del mese e aperture straordinarie.

Lucca, Museo nazionale di Palazzo Mansi - (2° piano) itinerario mostra

Via Galli Tassi 43, Lucca | Tel. 0583 55570 –  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

sito web: https://cultura.gov.it/luogo/museo-di-palazzo-mansi

Ingresso: 6,00 €; cumulativo: 10,00 €; ridotto (18-25 anni): 2,00 € 

gratuito: minori di 18 anni e agevolazioni di legge

Orari di apertura: venerdì e sabato: dalle 12.00 alle 19.30 (ultimo ingresso 18.00);

1ª e 3ª domenica del mese.


Pescia, Museo Palazzo Galeotti

Piazza Santo Stefano 2, Pescia |Tel. 0572 492257 –  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

sito web:  www.museoliberoandreotti.it

Ingresso: Pescia Musei (Museo Libero Andreotti + Museo Palazzo Galeotti) 5,00 €; ridotto (minori di anni 25, maggiori di anni 65, gruppi di almeno 10 persone, SIMUP), € 3, gruppi di almeno 10 persone – SIMUP;

gratuito: minori di 18 anni, insegnanti, persone con disabilità e accompagnatore, guide turistiche e interpreti turistici, docenti e studenti universitari, giornalisti iscritti all’Albo, membro dell’ICOM

Orari di apertura: martedì e giovedì: dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.30.

Sabato e domenica: dalle 15.30 alle 18.30

 

ITADAKIMASU

LE STORIE NASCOSTE NELLA CUCINA DEGLI ANIME

a cura di Sam di @pranzoakonoha e Silvia Casini

Allo Spazio Varesina 204 un nuovo incontro per approfondire

storia, gesti e ritualità della cultura giapponese

 

Sabato 13 dicembre 2025, ore 16:00

Il linguaggio nascosto del kimono con Chiara Bottelli

 

70 Chikanobu Yoshu Princess Yuki Cherry Blossoms in Kinkaku ji Temple Yamashiro Province 1884 copia 250Proseguono gli eventi collaterali della mostra Itadakimasu - Le storie nascoste nella cucina degli anime che fino al 6 aprile 2026, allo Spazio Varesina 204 di Milano, racconta la cultura giapponese attraverso storie, sapori e riti della tavola.

Sabato 13 dicembre, alle 16.00, la nipponista e ricercatrice tessile Chiara Bottelli guiderà un incontro dedicato al kimono e al suo ricchissimo linguaggio simbolico. Un abito il cui nome si traduce semplicemente in “cosa da indossare”, ma racchiude un mondo di allusioni, valori e racconti intrecciati tra arte, natura e tradizione.

Nel corso dell’appuntamento, il pubblico esplorerà il significato dei motivi floreali e delle decorazioni, scoprendo come ogni kimono parli di stagioni, storie e tradizioni culturali del Giappone. L’incontro offrirà un affondo affascinante sulla poetica del vestire giapponese, dal legame con rituali come l’hanami ai modelli cerimoniali e nuziali più raffinati, fino alla dimensione più sottile dell’“arte della seduzione” nipponica, dove l’eleganza vive nei dettagli, nei gesti misurati e nella potenza del non detto.

 

Per partecipare

Tutti gli incontri sono a ingresso libero per i possessori del biglietto della mostra, anche se acquistato in una giornata precedente rispetto a quella in cui si svolgono. Il pubblico può anche partecipare solo all’evento collaterale desiderato, senza acquistare il biglietto della mostra, al costo di € 7,00, oppure partecipare all’evento e tornare a visitare la mostra per la seconda volta, al costo di € 8,00. La prenotazione è obbligatoria scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Tutte le informazioni sono disponibili alla pagina degli eventi collaterali su www.mostraitadakimasu.it.

 

INFORMAZIONI

ITADAKIMASU. Storie Nascoste nella Cucina degli Anime

Milano, Spazio Varesina 204 (Via Varesina 204, 20156 Milano, Italia)

15 novembre 2025 – 6 aprile 2026

 

Orari

Dal martedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 19:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)

Sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)

Lunedì chiuso

Biglietti

Intero 12,50 € | Ridotto 10,00 € | Ridotto bambini dai 7 ai 12 anni 5,00 €

MOSTRA ITADAKIMASU

Tel. +39 333 6811415

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FB @itadakimasu_mostra | IG @mostraitadakimasu

Bestiario: Animali Sacri

Rita Pedullà

Galleria CasaAbitata – Via Montebello 22/24R, Firenze

6 dicembre – 10 gennaio 2026

Inaugurazione | sabato 6 dicembre | ore 17.00

 

Rita Pedullà Scimmia 250CasaAbitata, laboratorio visivo e galleria d’arte e design nel cuore di Firenze, inaugura sabato 6 dicembre alle ore 17.00 la nuova mostraRita Pedullà Zebra 250 personale di Rita Pedullà, Bestiario: Animali Sacri, che resterà visitabile fino al 10 gennaio 2026 nella sede di via Montebello 22-24/r.

Con questa esposizione, Pedullà, nota per la sua capacità di trasformare la materia pittorica in immagini cariche di simboli e risonanze emotive, propone un percorso poetico sul rapporto tra uomo e animale, tra simbolo ed esperienza sensibile, con una selezione di grandi opere su carta kraft e nera in cui le figure animali diventano strumenti per esplorare istinto, memoria, emozione, fragilità, slanci e libertà primordiale.

Nel corpo del suo lavoro, Rita Pedullà costruisce un vero e proprio bestiario emotivo, dove il tratto si alterna tra gesto istintivo e attenzione minuziosa, mentre macchie, colature, velature dorate e superfici nude rimandano tanto alla pittura rupestre quanto ai bestiari medievali e a una dimensione archetipica dell’immagine. “Ogni animale nasce da un’urgenza”, afferma l’artista. “Non li dipingo per raccontare loro, ma per raccontare ciò che in noi si muove quando li guardiamo”. Questi ultimi sono colti in un frame di movimento o nella quiete statica di chi osserva: non solo soggetti da ammirare, ma esseri che guardano noi con un rapporto di simpateticità, portando ognuno di noi a riconoscersi nelle loro libertà e nelle loro schiavitù, nei loro atteggiamenti e nelle loro fragilità.

Chi sceglie di vivere a contatto con la natura sa, più di altri, che non passerà giorno senza un incontro speciale: una farfalla che si posa lieve, un falco che attraversa in silenzio il cielo blu, un cerbiatto che corre tra le vigne, un usignolo che canta nella notte… Ciascuno di questi animali porti con sé un messaggio: di forza, di speranza, di gioia, un segno da interpretare. Quando restiamo connessi all’universo, la vita si fa armoniosa, e la meraviglia torna a essere parte dei nostri giorni. In questa mostra gli animali dipinti sono creature sacre: a volte umane, a volte selvatiche. Li offro al vostro sguardo, perché possiate leggerci la vostra storia, la vostra emozione, la vostra interpretazione”, afferma Rita Pedullà.

Come in molte culture e religioni, gli animali sacri rivestono un ruolo speciale, spesso fungendo da collegamento tra l’umanità e il divino. La loro simbologia permette di esplorare virtù, vizi e forze naturali – dalla purezza della colomba al coraggio del leone fino all’ambiguità del serpente – trasformando ogni figura in un’icona aperta in cui osservazione, interiorità e materia cromatica si intrecciano, invitando lo spettatore a completarla con il proprio vissuto. La stessa carta su cui sono dipinti gli animali, nuda e con la sua superficie irregolare, evoca le pareti delle grotte preistoriche e le pagine dei bestiari medievali, sottolineando il legame tra memoria, simbolo e esperienza sensibile, e conferendo al bestiario di Pedullà una dimensione allegorica, poetica e profondamente umana.

Animali Sacri propone, negli spazi di CasaAbitata, anche le incisioni e acqueforti dedicate al mondo animale di Laura Felici e gli origami zoomorfi di Simone Popovich.

In occasione dell’inaugurazione di sabato 6 dicembre, il percorso di Animali Sacri si arricchisce delle composizioni sonore di Katia Presti, della lettura performativa di Alessia Mandola e delle animazioni di Martin Conradi, in una serata in cui linguaggi diversi si incontrano e si sovrappongono trasformando la galleria in un ambiente abitato da forme, simboli e suggestioni visive.  

L’artista

Rita Pedullà nasce in Calabria nel 1966. Dopo il diploma in Arti Grafiche all’Istituto d’Arte di Firenze e gli studi in Scenografia all’Accademia di Belle Arti, si dedica inizialmente alla grafica, per poi concentrarsi esclusivamente sulla pittura dal 1992. Nel suo lavoro costruisce un linguaggio materico e simbolico, in cui le emozioni, i ricordi e la memoria si trasformano in immagini evocative. Ha esplorato temi legati alla natura, all’identità, al corpo e all’anima, sviluppando opere che riflettono stati d’animo, viaggi e momenti intimi. Vive in un borgo del Chianti, dove trova il suo “rifugio creativo” e una profonda connessione con la natura. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia, ottenendo riconoscimenti come il Premio Arte Mondadori (2006) e il Premio Marchionni — sezione Grafica (2017), e le sue opere sono state acquisite da enti pubblici come la Corte dei Conti di Potenza. Il suo lavoro crea un immaginario coerente e riconoscibile, in cui la pittura diventa specchio dell’anima e della vita.

CasaAbitata

CasaAbitata, diretta dal graphic designer Andrea Del Sere, è galleria, laboratorio e spazio di progettazione che continua la sua attività ospitando mostre, incontri, workshop e progetti di ricerca capaci di mettere in relazione arte, design e sperimentazione. “Il nostro lavoro – spiega Del Sere – richiede la creazione di progetti dal contenuto artistico ed emozionale, coinvolgendo professionisti e artisti per dar vita a proposte che uniscono design, grafica, arte e ricerca visiva”. Nella nuova sede la galleria prosegue la sua vocazione come luogo espositivo, spazio di comunicazione e scuola di pittura con un calendario di mostre, presentazioni e attività dedicate al pubblico.

Casa Abitata:

tel. 339 7668958 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.casaabitata.it

 

“Hands” di Nello Petrucci approda in Kenya con due opere iconiche

Mani che emergono dal suolo e che spezzano catene: i lavori eseguiti insieme ai bambini di Malindi

 

Hands Petrucci Malindi Kenya 1 250Mani che emergono dal suolo, che proteggono e accompagnano messaggi di pace, giustizia e speranza scritti da bambini. Ma anche mani capaci di spezzare il ferro delle catene, come simbolo di liberazione da qualsiasi forma di oppressione. Sono queste le ultime declinazioni del progetto artistico “Hands”, realizzate dall’artista Nello Petrucci presso il “Museum Heritage Complex” di Malindi (Kenya), nell’ambito del percorso umanitario e culturale “Art Helps People”.

Il museo nazionale kenyota diventa, quindi, teatro privilegiato di un nuovo intervento artistico firmato dallo street artist italiano, già riconosciuto per il suo impegno sociale e la sua visione umanistica. Petrucci ha realizzato le due opere simboliche insieme agli studenti della scuola primaria di Malindi, dando vita a un dialogo creativo tra memoria, libertà e speranza.

Mani che mergono dal suolo. La prima delle due opere, realizzata nel cortile d’ingresso del Museo, vede protagoniste mani che emergono dal suolo «simbolo universale di desiderio, sogno e rinascita» ha spiegato l’artista originario di Pompei. Un gesto forte, nato dal coinvolgimento dei bambini, che hanno contribuito con messaggi di pace, giustizia e speranza impressi sugli scalini dell’edificio storico. Un incontro artistico che diventa anche un momento educativo e comunitario, capace di unire linguaggi, culture e generazioni.

Mani che spezzano catene. All’interno del Museo, in posizione permanente, campeggia invece un grande pugno che spezza delle catene. «Un’immagine potente – ha detto Petrucci – che celebra la libertà, la dignità umana e la memoria storica del territorio, invitando i visitatori a riflettere sul valore dell’emancipazione e sulla lotta contro ogni forma di oppressione». L’opera diventa così un simbolo identitario per la città di Malindi ed è un omaggio alla resilienza delle comunità africane.

Il simbolismo delle Mani. «L’arte – afferma Nello Petrucci – deve essere un ponte, non un confine. Per questo, portando il progetto “Hands” a Malindi, ho voluto coinvolgere i bambini perché è attraverso le nuove generazioni che possiamo costruire un futuro libero, consapevole e capace di trasformarsi. Le mani rappresentano l’essere umano, il suo coraggio e la sua ricerca di senso; spezzare le catene significa liberare lo spirito e la società».

Hands e Art Helps People. Il progetto “Hands”, nato dalla convinzione che l’arte possa educare, guarire e generare cambiamento, dopo esperienze in Europa e in altre aree del mondo, approda ora in Kenya come parte del più ampio percorso di Art Helps People, l'iniziativa umanitaria e culturale promossa da Petrucci per sostenere comunità e giovani attraverso l’espressione artistica.

L’Archivio Andrea Marescalchi

presenta

Acquilunio” di Emanuele Caprioli

sulle tracce di Andrea Marescalchi

a cura di Valeria D’Ambrosio e TAB Take Away Bibliographies

5 dicembre 2025 - 4 gennaio 2026

Firenze | Museo Sant’Orsola | Via Guelfa 21

Inaugurazione: giovedì 4 dicembre 2025 | h 17-19

 

Andrea MarescalchiSenza titolo farfalline teoria della potenza del continuo 250In occasione dei dieci anni dalla scomparsa di Andrea “Bobo” Marescalchi, l’Archivio Andrea Marescalchi presenta “Uno, qualcuno, chicchessia: sulle tracce di Andrea Marescalchi”, un progetto di valorizzazione dell’archivio realizzato con il contributo di Toscana in Contemporanea 2025, promosso dalla Regione Toscana.

All’interno del progetto si inserisce la mostra “Acquilunio”, prima personale di Emanuele Caprioli a Firenze (Milano, 1993) nata dal dialogo con l’opera di Andrea Marescalchi (Roma, 1954 - Firenze, 2015), che sarà ospitata negli spazi del Museo Sant’Orsola a Firenze, aperta al pubblico dal 5 dicembre 2025 al 4 gennaio 2026. A cura di Valeria D’Ambrosio, l’esposizione indaga la relazione dinamica tra agenti umani e non umani come condizioni che favoriscono la creazione di fenomeni naturali. Il punto di partenza è una duplice esplorazione, che racconta di un’esperienza umana in bilico tra concretezza ed effimerità: l’acqua e la luce, forze elementari che attraversano il tempo e collegano tracce di storie, presenze essenziali ma spesso invisibili che connettono la nostra realtà, attraversano l’aria che respiriamo e modellano i contorni del paesaggio, contribuendo a definire il tessuto dell’ambiente che viviamo.

Due nuove produzioni site-specific di Caprioli si relazionano con due lavori di Marescalchi – Senza titolo [Farfalline], un’opera della metà degli anni Novanta di piccole dimensioni, su carta, che racconta il suo rapporto con l’inchiostro e la matematica e l’altra, Cascata, differente per tecnica, di grandi dimensioni, realizzata gli ultimi anni della sua vita– aprendo così un confronto visivo sul tempo e sulla continuità dei gesti. Le opere di Marescalchi non si lasciano infatti leggere secondo periodi o fasi, ma come un unico corpo in movimento, dove temi, forme e passioni riaffiorano nel tempo trasformandosi.

La mostra è l’esito di una residenza d’artista svolta tra luglio e ottobre 2025 presso l’Archivio Andrea Marescalchi, durante la quale Caprioli ha lavorato con la guida di TAB – Take Away Bibliographies, approfondendo materiali, opere e documenti d’archivio. Il percorso di ricerca, condiviso tra artistə, curatorə e designer, ha dato origine non solo alla mostra ma anche a una pubblicazione, a cura di TAB, che raccoglie riflessioni, testi e materiali prodotti nel corso della residenza.

Archivio Andrea Marescalchi

L'Associazione Culturale Archivio Andrea Marescalchi è nata nel 2017 a seguito della scomparsa dell’artista Andrea Bobo Marescalchi. l’AAM si occupa di promuovere l’attività archivistica delle opere e la diffusione e conoscenza dell’opera di Marescalchi. L’Archivio permette la consultazione di opere e materiali relativi al lavoro dell’artista utili alla realizzazione di mostre, cataloghi, pubblicazioni e ricerche di carattere tecnico artistico. L'obiettivo dell’archivio è di rendere il patrimonio artistico e documentario di Bobo più facilmente consultabile, offrendo un accesso immediato e strutturato al suo lavoro. Negli anni successivi alla scomparsa di Marescalchi, l’Archivio si è impegnato nella realizzazione di mostre personali e collettive, inviando opere del pittore in Europa e in America per esposizioni organizzate da enti privati e pubblici.

Andrea Marescalchi (Roma 1954 - Firenze 2015)

Studia al liceo classico e al liceo artistico, si iscrive all’accademia di belle arti che abbandona dopo pochi mesi. Collabora per 11 anni con Alighiero Boetti e Sol Lewitt. Attività espositiva dal 1989. Alcune mostre: Centre d’art contemporaine, Martigny. Doppio gioco, Galleria Bonomo, Roma, Bari, Spoleto. One man show, Autorimessa, Roma. Dialogues de paix, ONU, Ginevra. Meditation, Medersa Ibn Youssef, Marrakesh. Andrea Marescalchi, Galleria Seno, Milano. Continuità, Arte in toscana 1990 2000, Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Donna donne, palazzo Strozzi, Firenze. Pizzinini Marescalchi, Ciastel Colz, la Villa, Bolzano. Andrea Marescalchi, Galleria Santo Ficara, Firenze. La scimmia, l’immagine, il suo doppio, Art for the World, Milano. 8x8 64, Bibo’s place, Todi. Made in Filandia 2014, Esercizi, Pieve a Presciano

Emanuele Caprioli (Milano, 1993)

Vive e lavora a Milano. Collabora con elementi essenziali e arcaici: luce, aria, fuoco, acqua e i fenomeni connessi come la condensa, la neve, l’alba, il tramonto e I miraggi. Indaga ed evoca le tensioni invisibili tra gli agenti atmosferici di un luogo e il pubblico, il quale è spesso parte dell’opera e attivatore di queste dinamiche invisibili. Cofondatore del collettivo Provinciale11, ha partecipato a mostre personali e collettive tra cui Centro Artistico Alik Cavaliere, Orto Botanico di Palermo, Charlottensborg Palace, Galleria Arrivada e Oto Lab e a residenze artistiche presso Archivio Marescalchi, VIR Viafarini-in-residence, Residenza Poietica / Fondazione Merz, Dolomiti Contemporanee e Tagli.

Museo Sant’Orsola Firenze (museosantorsola.it / @museo.santorsola)

È un nuovo luogo di cultura a Firenze che aprirà ufficialmente le sue porte alla fine dell’anno 2026 dopo i grandi lavori di ripristino dell’antico convento di Sant’Orsola. Dal 2023 organizza delle mostre d’arte contemporanea in questo spazio ancora in cantiere. La mostra Acquilunio si inserisce alla fine del percorso della terza esposizione a cura del museo The rose that grew from concrete (fino al 04 gennaio 2026).

Il progetto è realizzato grazie al contributo di Toscanaincontemporanea2025 promosso dalla @regionetoscana

Uno, qualcuno, chicchessia: sulle tracce di Andrea Marescalchi

Un progetto dell’Archivio Andrea Marescalchi

A cura di Valeria D’Ambrosio e TAB Take Away Bibliographies

Con la collaborazione di Emanuele Caprioli

Graphic design: Dania Menafra

Ph/video credits: Giulia Lenzi

Con il contributo di

Regione Toscana

Car valet Leonardo

Hen House Studio

FRONTIERE

Conversazioni in San Francesco – XII Edizione

FRANCESCO ANSELMI e RENATA FERRI

Borderlands. Un viaggio americano

 

Domenica 30 novembre | ore 18

Lucca, Chiesa di San Francesco

 

Biglietti gratuiti prenotabili online, sul sito www.fondazionecarilucca.it,

a partire dalle 12 di martedì 25 novembre

 

 

Ritratto Anselmi2 250Borderlands. Un viaggio americano, con il fotografo Francesco Anselmi e la giornalista Renata Ferri, in programma domenica 30Renata Ferri Ilaria Magliocchetti Lombi 250 novembre alle 18, è l’ultima tappa delle Conversazioni in San Francesco, ideate e promosse dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Nei tre appuntamenti precedenti – con Michela Ponzani, Edoardo Albinati e Francesca d’Aloja, Dario Fabbri – la rassegna ha esplorato il tema complesso e attualissimo delle frontiere, intese non solo come linee di divisione ma anche come luoghi di passaggio, incontro e trasformazione.

All’interno di questo percorso, la frontiera emerge come una soglia che riguarda tanto gli spazi quanto le persone. La si attraversa quando si affrontano cambiamenti profondi: lasciare una casa, iniziare un nuovo lavoro, superare un dolore, vivere o concludere un amore, abbandonare certezze e legami radicati. Nel fenomeno migratorio, questa dimensione intima si intreccia con quella politica e sociale, al distacco dalle proprie radici si sommano le incognite di un viaggio impegnativo, segnato dall’incontro con lingue, diritti, consuetudini e valori diversi.

L’appuntamento conclusivo Borderlands, il progetto fotografico di Francesco Anselmi, è il racconto della frontiera, ambientato sul lato americano del confine tra Stati Uniti e Messico, area storicamente molto significativa. Sono immagini realizzate tra il 2017 e il 2020, dove lo sguardo del fotografo supera l’approccio emergenziale spesso associato ai territori liminari, restituendo la complessità di una striscia di terra lunga poco più di 3.000 chilometri, con persone, abitudini e storie differenti: un luogo attraversato da tensioni ma anche ricco di vita, relazioni e umanità.

Da decenni crocevia di migranti e viaggiatori e abitato da comunità molto diverse tra loro, questo territorio appare nelle immagini di Anselmi come un’entità autonoma, quasi un mondo a parte, distinto dai due Paesi che separa. Una zona in cui le frontiere non sono solo barriere o linee di demarcazione, ma spazi in continuo mutamento, dove convivono contraddizioni, incontri e possibilità.

Sarà possibile prenotare i biglietti online, sul sito www.fondazionecarilucca.it, a partire dalle 12 di martedì 25 novembre.

Francesco Anselmi, nato nel 1984, vive attualmente a Torino.

Si è diplomato presso l’ICP di New York, ricevendo una borsa di studio dalla New York Times Foundation. Nel 2012 ha avviato una documentazione a lungo termine sulle conseguenze della crisi economica greca, che lo ha portato a ricevere il Chris Hondros Fellowship Fund nel 2013 e il Visura Grant per Outstanding Personal Project nel 2016. Da allora, il suo lavoro si concentra sui cambiamenti in corso che coinvolgono le aree di confine nella società occidentale, dall'Europa agli Stati Uniti d'America. È stato finalista due volte del premio Oskar Barnack (2014/2019) e ha ricevuto il Visa D’or per la Stampa Quotidiana nel 2019 al Visa pour l’Image di Perpignan.
Il lavoro di Francesco è stato pubblicato da The Wall Street Journal, Zeit, Liberation, Le Monde, L'Espresso, Courier International, Internazionale, XXI, Leica Fotografie International, tra gli altri, ed esposto in numerose sedi e festival internazionali. Nel 2024 ha pubblicato Borderlands, la sua prima monografia, con l'editore tedesco Kehrer Verlag.


Renata Ferri è nata a Roma e vive a Milano.

Giornalista, dal 2005 è caporedattore photoeditor di iO Donna il femminile del Corriere della Sera. Dal 2010 al 2018 ha ricoperto lo stesso ruolo anche per Amica, il mensile femminile dello stesso gruppo editoriale, Rcs Mediagroup.

Dal 1991 al 2005 ha diretto la produzione fotografica di Contrasto con un team di più di 40 autori. Insegna in istituti universitari, scuole di fotografia e corsi specialistici dedicati.
Ha partecipato a numerose giurie italiane e internazionali, incluse due edizioni del World Press Photo (2011 e 2012). Dal 2010 al 2015 ha tenuto un blog di storie fotografiche su il post.it Dal 2024 scrive costantemente su iO Donna e Amica, carta e web, di arte, fotografia, femminismo. Cura progetti editoriali ed espositivi di singoli autori e collettivi per cui ha collaborato con istituzioni Italiane e internazionali, tra cui il MAXXI, Palazzo Reale, Gallerie d’Italia, Complesso del Vittoriano.
Ha pubblicato numerosi testi e monografie, tra cui, la più recente, Guardami come se mi amassi – Look at me like you love me, Allemandi.

 

 

 

l’Archivio Andrea Marescalchi

presenta

Acquilunio” di Emanuele Caprioli

sulle tracce di Andrea Marescalchi

a cura di Valeria D’Ambrosio e TAB Take Away Bibliographies

giovedì 4 dicembre 2025 - 4 gennaio 2026

Firenze | Museo Sant’Orsola | Via Guelfa 21

Inaugurazione: giovedì 4 dicembre 2025 | h 17-19

 

1997 Bobo studio via toscanella Museo Riz à Porta 1997 1 250In occasione dei dieci anni dalla scomparsa di Andrea “Bobo” Marescalchi, l’Archivio Andrea Marescalchi presenta “Uno, qualcuno, chicchessia: sulle tracce di Andrea Marescalchi”, un progetto di valorizzazione dell’archivio realizzato con il contributo di Toscana in Contemporanea 2025, promosso dalla Regione Toscana.

All’interno del progetto si inserisce la mostra “Acquilunio”, prima personale di Emanuele Caprioli (Milano, 1993) nata dal dialogo con l’opera di Andrea Marescalchi (Roma, 1954 - Firenze, 2015), che sarà ospitata negli spazi del Museo Sant’Orsola a Firenze. A cura di Valeria D’Ambrosio, l’esposizione indaga la relazione dinamica tra agenti umani e non umani come condizioni che favoriscono la creazione di fenomeni naturali. Il punto di partenza è una duplice esplorazione, che racconta di un’esperienza umana in bilico tra concretezza ed effimerità: l’acqua e la luce, forze elementari che attraversano il tempo e collegano tracce di storie, presenze essenziali ma spesso invisibili che connettono la nostra realtà, attraversano l’aria che respiriamo e modellano i contorni del paesaggio, contribuendo a definire il tessuto dell’ambiente che viviamo.

Due nuove produzioni site-specific di Caprioli si relazionano con due lavori di Marescalchi – Senza titolo [Farfalline], un’opera della metà degli anni Novanta di piccole dimensioni, su carta, che racconta il suo rapporto con l’inchiostro e la matematica e l’altra, Cascata, differente per tecnica, di grandi dimensioni, realizzata gli ultimi anni della sua vita– aprendo così un confronto visivo sul tempo e sulla continuità dei gesti. Le opere di Marescalchi non si lasciano infatti leggere secondo periodi o fasi, ma come un unico corpo in movimento, dove temi, forme e passioni riaffiorano nel tempo trasformandosi.

La mostra è l’esito di una residenza d’artista svolta tra luglio e ottobre 2025 presso l’Archivio Andrea Marescalchi, durante la quale Caprioli ha lavorato con la guida di TAB – Take Away Bibliographies, approfondendo materiali, opere e documenti d’archivio. Il percorso di ricerca, condiviso tra artistə, curatorə e designer, ha dato origine non solo alla mostra ma anche a una pubblicazione, a cura di TAB, che raccoglie riflessioni, testi e materiali prodotti nel corso della residenza.

Archivio Andrea Marescalchi

L'Associazione Culturale Archivio Andrea Marescalchi è nata nel 2017 a seguito della scomparsa dell’artista Andrea Bobo Marescalchi. l’AAM si occupa di promuovere l’attività archivisticaUno qualcuno chicchessia Foto Giulia Lenzi 250 delle opere e la diffusione e conoscenza dell’opera di Marescalchi. L’Archivio permette la consultazione di opere e materiali relativi al lavoro dell’artista utili alla realizzazione di mostre, cataloghi, pubblicazioni e ricerche di carattere tecnico artistico. L'obiettivo dell’archivio è di rendere il patrimonio artistico e documentario di Bobo più facilmente consultabile, offrendo un accesso immediato e strutturato al suo lavoro. Negli anni successivi alla scomparsa di Marescalchi, l’Archivio si è impegnato nella realizzazione di mostre personali e collettive, inviando opere del pittore in Europa e in America per esposizioni organizzate da enti privati e pubblici.

Andrea Marescalchi (Roma 1954 - Firenze 2015)

Studia al liceo classico e al liceo artistico, si iscrive all’accademia di belle arti che abbandona dopo pochi mesi. Collabora per 11 anni con Alighiero Boetti e Sol Lewitt. Attività espositiva dal 1989. Alcune mostre: Centre d’art contemporaine, Martigny. Doppio gioco, Galleria Bonomo, Roma, Bari, Spoleto. One man show, Autorimessa, Roma. Dialogues de paix, ONU, Ginevra. Meditation, Medersa Ibn Youssef, Marrakesh. Andrea Marescalchi, Galleria Seno, Milano. Continuità, Arte in toscana 1990 2000, Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Donna donne, palazzo Strozzi, Firenze. Pizzinini Marescalchi, Ciastel Colz, la Villa, Bolzano. Andrea Marescalchi, Galleria Santo Ficara, Firenze. La scimmia, l’immagine, il suo doppio, Art for the World, Milano. 8x8 64, Bibo’s place, Todi. Made in Filandia 2014, Esercizi, Pieve a Presciano

Emanuele Caprioli (Milano, 1993)

Vive e lavora a Milano. Collabora con elementi essenziali e arcaici: luce, aria, fuoco, acqua e i fenomeni connessi come la condensa, la neve, l’alba, il tramonto e I miraggi. Indaga ed evoca le tensioni invisibili tra gli agenti atmosferici di un luogo e il pubblico, il quale è spesso parte dell’opera e attivatore di queste dinamiche invisibili. Cofondatore del collettivo Provinciale11, ha partecipato a mostre personali e collettive tra cui Centro Artistico Alik Cavaliere, Orto Botanico di Palermo, Charlottensborg Palace, Galleria Arrivada e Oto Lab e a residenze artistiche presso Archivio Marescalchi, VIR Viafarini-in-residence, Residenza Poietica / Fondazione Merz, Dolomiti Contemporanee e Tagli.

Museo Sant’Orsola Firenze (museosantorsola.it / @museo.santorsola)

È un nuovo luogo di cultura a Firenze che aprirà ufficialmente le sue porte alla fine dell’anno 2026 dopo i grandi lavori di ripristino dell’antico convento di Sant’Orsola. Dal 2023 organizza delle mostre d’arte contemporanea in questo spazio ancora in cantiere. La mostra Acquilunio si inserisce alla fine del percorso della terza esposizione a cura del museo The rose that grew from concrete (fino al 04 gennaio 2026).

Il progetto è realizzato grazie al contributo di Toscanaincontemporanea2025 promosso dalla @regionetoscana

Uno, qualcuno, chicchessia: sulle tracce di Andrea Marescalchi

Un progetto dell’Archivio Andrea Marescalchi

A cura di Valeria D’Ambrosio e TAB Take Away Bibliographies

Con la collaborazione di Emanuele Caprioli

Graphic design: Dania Menafra

Ph/video credits: Giulia Lenzi

Con il contributo di

Regione Toscana

Car valet Leonardo

Hen House Studio

In collaborazione con

Museo Sant’Orsola

Numeroventi

Colla

info | 3341024953

infoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.archiviomarescalchi.com

facebook e instagram @archivioandreamarescalchi

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