Libri

SAN GENNARO VESUVIANO – Centodieci anni di pura passione calcistica, con un pallone che ha regalato tante gioie ed accompagnato intere generazioni.

Il libro “Dagli Audaci ai Millennials – Sangennarese, una storia lunga 110 anni” (Michelangelo 1915 Editore), scritto da Francesco Iervolino, Sabatino Nunziata e Antonio Claudio Catapano, con la preziosa collaborazione dello storico del calcio campano Chrystian Calvelli, rappresenta un “unicum” di grande rilevanza sociale e culturale per il territorio di San Gennaro Vesuviano.

Difatti, la squadra di calcio del paese – che quest’anno taglia il ragguardevole traguardo dei 110 anni di esistenza – mai era stata celebrata in passato con una pubblicazione che ne raccontasse le gesta e le varie fasi di rinascita.

Questo libro – la cui prefazione è stata curata da un altro “sangennarese doc”, l’ex calciatore Michele Nappi (Campione d’Italia nella stagione 1982/83 con la Roma) – acquisisce dunque un valore che va ben oltre il semplice prezzo di copertina (€. 20,00), tenuto conto che le vicende calcistiche della Sangennarese si sono spesso accompagnate all’evoluzione sociale, civile e culturale di un’intera comunità.

L’opera gode del patrocinio del Comune di San Gennaro Vesuviano e viene presentata nel prestigioso programma della 413ª edizione della Fiera di San Gennaro Vesuviano dal 1613: l’appuntamento per tutti gli appassionati dei colori biancorossi è fissato presso la sala consiliare di piazza Regina Margherita, alle ore 20:00 di venerdì 18 settembre 2026.

A moderare l’incontro, ci sarà il giornalista e scrittore Angelo Amato de Serpis.

All’evento parteciperanno innumerevoli personaggi (presidenti, dirigenti, allenatori, calciatori e tifosi) che nel corso di questi 110 anni hanno contribuito a scrivere pagine indelebili della storia di questa ultracentenaria squadra di calcio.

 

Dolce&Salato, la scuola dei due maestri autori del libro ha ospitato la presentazione

Con notevole partecipazione di pubblico lo chef Giuseppe Daddio ed il maestro pasticciere Aniello Di Caprio, hanno presentato l’ultimo loro libro “Mangiare Campano”.  Teatro dell’evento, i nuovi ampi spazi creati nella nuova e moderna struttura della scuola di alta formazione “Dolce&Salato” che solo da qualche anno (22-11-23) era stata inaugurata dopo i successi ottenuti nella vecchia struttura, con sede sempre a Maddaloni, dove nel 1998 vide la sua nascita seguita da una considerevole affermazione ottenuta negli anni. La scuola che rappresenta una importante e significativa realtà per tutto il Sud Italia, ha ottenuto sin dai primi anni il riconoscimento dalla Regione Campania come Ente per il rilascio di qualifiche E.Q.F. come "Cuoco", "Pasticciere", "Pizzaiolo", "Operatore di sala e bar" e "Panificatore", valide in ambito Europeo permettendo, ai numerosi allievi che la frequentano ogni anno, di raggiungere importanti obiettivi occupazionali sia in Italia che all’estero, anche attraverso stage trimestrali di approfondimento della professione concordati con note scuole alberghiere, ristoranti stellati ed altro. Il libro appena presentato, terza opera scientifica dei titolari di Dolce&Salato Giuseppe e Aniello, che propone “le nostre radici, i nostri sapori ed il nostro futuro”, trova grande riscontro e rispondenza di interessi culinari ed enologici, anche perché parte da una regione come la Campania che vanta uno dei patrimoni agroalimentari più ricchi e prestigiosi d’Italia (ben 614 specialità tradizionali) sulle circa 5500 PAT specialità alimentari tradizioni che complessivamente vanta l’intera Italia che è leader mondiale  nel patrimonio agroalimentare. “Mangiare Campano” racchiude in sé un viaggio nei sapori autentici della Campania, raccontando un mondo di cultura, di gusto e di innovazione, elementi che sono frutto di storia, tradizioni tramandate nei secoli, sapienza degli avi trasmessa alle nuove leve della cucina, con l’utilizzo di prodotti primari territoriali e stagionali. Quei prodotti che hanno portato al riconoscimento della Dieta Mediterranea come patrimonio immateriale dell’Unesco, quella dieta che il fisiologo statunitense Ancel Keys veniva a studiare a Pioppi nel Cilento sviluppando poi, nell’Università del Minnesota che dirigeva, gli effetti benefici che detti prodotti apportavano nelle patologie cardiovascolari.  Quei prodotti che contribuiscono  a proporre quella Cucina Italiana che ha ottenuto il riconoscimento come migliore al mondo, che vanta poter essere Patrimonio immateriale dell’Unesco  e che racchiude in se storia, convivialità, conoscenza del bello e del buono in un paese che come l’Italia ti porta da una regione all’atra a poter gustare una cucina diversa e non uguagliabile perché ogni prodotto utilizzato rappresenta il vanto di quel territorio con il suo terreno particolare, il suo clima, le sue condizioni di eccellenza che ci rendono una nazione unica al mondo. Non a caso il turismo enogastronomico si incrementa sempre più raggiungendo altissimi numeri, ma anche coloro che giungono in Italia per solo per visitare musei, o solo per conoscere la storia di un paese che ha da raccontarne più di tanti altri, o  ancora solo per godere gli affascinanti paesaggi naturalistici, restano attratti dagli odori che i nostri ristoranti e pizzerie trasmettono ed allora una degustazione ed un apprezzamento alle pietanze proposte non può mancare, anzi diventa d’obbligo. Alla presentazione del volume sono intervenuti Laura Valente, Andrea De Filippo, Luigi Riccio, Floriana Schiano Moriello, l’assessore all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca, Enzo Patierno per il Ministero della Cultura ed ovviamente gli autori e l’editore. Fra i tanti presenti anche Sandra Lonardo, Rosario Lopa portavoce Consulta Nazionale per l’Agricoltura e Turismo e Dario Duro fiduciario della sezione Napoli dell’A.M.I.R.A. con alcuni soci del sodalizio.

Giuseppe De Girolamo

Roccarainola – “Cominciamo con una serata che sia poesia musica e cuore !”

 

Roccarainola – “Cominciamo con una serata che sia poesia musica e cuore !”

È con queste parole, e con le prime volute del flauto di Mario Menichini, che prende vita ieri pomeriggio al Museo Multimediale Ex Chiesa di Santa Maria delle Grazie la presentazione di “Di cielo, di nuvole e di vento” di Monia Gaita. Sulle note di un flauto che abbraccia tutti i presenti e soprattutto sulle note di Nuovo Cinema Paradiso di Nicola Piovani e di Astor Piazzolla, la sala si fa subito intima, quasi un salotto.

“Benvenuti a Microcosmi”, apre Carmine Centrella, presidente del Polo Museale, ricordando come l’incontro si inserisca nella terza edizione della mostra internazionale di Mail Art. Al suo fianco i saluti istituzionali del Sindaco Giuseppe Russo e del Presidente del Consiglio Giovanni Sirignano: “La cultura deve coinvolgere le scuole, la comunità. Il culmine sarà la Damigella del Re”.

“E questo è proprio un salotto culturale”, rincara Mena Sirignano, presidente della Pro Loco, mentre la curatrice Lina D’Avanzo sottolinea l’importanza di fare rete tra le realtà del territorio.

Poi la poesia entra nel vivo. Maria De Risi, attrice della Compagnia “Clessidra”, presta la sua voce ai versi di Monia: letture sentite, che scavano tra le “nuvole” e le “macerie” di cui parla la poetessa.

“Non volevo sciogliere l’enigma dell’esistenza – spiega Monia – ma offrire uno spiraglio. La poesia è salvezza, è consapevolezza, è coraggio per immaginare una nuova alba”.

A dialogare con lei la giornalista Floriana Guerriero: “I tuoi titoli richiamano una natura in tempesta, specchio della sofferenza dell’io. Eppure c’è sempre una possibilità di rinascita”.

Adelina Mauro aggiunge: “È poesia terapeutica. Parla di dolore, emigrazione, di ciò che sentiamo dentro”.

Il prof. Sabato De Luca la definisce “onirica, un flusso di coscienza tra sogno e realtà”, mentre l’artista Prisco De Vivo insiste: “La poesia è raccoglimento, è silenzio che scava nella pietra”.

E in mezzo a tutto questo, un intervento che commuove la sala: quello di Filomena Carrella. “La cultura è libertà, è l’unico antidoto alla violenza. Dobbiamo unire le forze, fare sinergia tra associazioni e comunità”. Poi guardando Monia con un filo di voce commenta:’Quando si è poeti non solo nello scrivere ma nell’animo ! ‘ Parole accolte da un lungo applauso. Sentito e caloroso il saluto di Felice Peluso presidente dell associazione AIDO sez. Nola Cimitle e quello di Alessandra Bosone presidente dell associazione artistica SeminArte per i piccoli genietti .

Tra il pubblico, ad ascoltare con attenzione, le professoresse Filomena Casoria, Lina Vangone, Anna Gioacchino e Lucia Napolitano, insieme a Tony Soviero, presidente di Ipazia.

“Chiudiamo come abbiamo aperto: con la musica”.

Mario Menichini torna al flauto, e mentre le ultime note si perdono tra le volte della chiesa, resta l’idea che ha attraversato tutto il pomeriggio: non c’è conflitto tra progresso e poesia. “L’evoluzione del nostro io – dice Monia – è la vera garanzia di progresso”.

E ieri, a Roccarainola, quell’evoluzione si è sentita. Tra un verso, una nota, un dialogo. Una serata che ha abbracciato tutti i presenti facendoli sentire avvolti da un luogo sacro che rende ancora più mistico e speciale ogni incontro soprattutto quando si unisce arte, poesia e musica. Ha moderato l’incontro la dottoressa Celeste Sirignano con la sua innata dolcezza e il suo grande senso di ospitalità facendo sentire il Museo un accogliente salotto letterario dove il tempo sembra non passare mai e lasciare il passo ai sentimenti che fanno bene al cuore.

 

Cimitile gruppo 250Cimitile – È stata una serata che ha toccato le corde più profonde dell’anima. Ieri sera, nella Sala Consiliare del Comune di Cimitile, il progetto “Raccontami di TE” ha fatto registrare un successo che va oltre i numeri: è stato il trionfo dell’amore per la vita, della forza di una coppia che nonostante tutto va avanti, della memoria che si trasforma in impegno.

Protagonista dell’incontro il libro “Sulle mie spalle, dentro il mio cuore. Rinascere lungo il Cammino di Santiago” di Michele Bisceglia, edito da Franco Di Mauro Editore. Era presente l’avvocato Michele, accompagnato dalla sua bellissima moglie Rossella, mamma della piccola Diana, che oggi continua a vivere negli Unicorni di Diana. Con loro una forte spiritualità ed una immensa luce si percepiva da ogni sguardo e da ogni parola, e’ stata una presenza significativa a sostegno di una storia che può appartenere a tutti.

La musica ha reso l’atmosfera magica: i flauti di Barone Alessio e Menichini Mario hanno accompagnato gli interventi, e quando è risuonata la colonna sonora de Il Signore degli Anelli eseguita dai due eccelsi flautisti tutta la sala è esplosa in un applauso lungo, che sembrava arrivare da oltre, proprio dal sentiero di Santiago.

Si è percepita una spiritualità forte, un dono immenso d’amore che ha avvolto tutti i presenti. Tra il pubblico c’erano la professoressa Lina Vangone, il professore Sabatino De Luca, Felice Granata, insieme ai rappresentanti delle realtà che hanno reso possibile l’evento: Aned Campania, Genitori del Sud Cimitile, Gli Unicorni di Diana Napoli, Gruppo Aido Nola-Cimitile, Ipazia – Associazione Culturale Visciano, Nuovi Orizzonti Cimitile, Terra Mia Cimitile. Un mosaico di persone e associazioni unite dallo stesso intento: dare voce a chi ha trasformato il dolore in cammino.

Ad aprire i lavori i saluti istituzionali dell’Avv.ocato Filomena Balletta, Sindaco di Cimitile, che ha parlato da mamma per questa serata come l avvocato Anna Mercogliano, Assessore alla Cultura hanno aperto il loro cuore da donne . La professoressa Filomena Carrella, giornalista, scrittrice e musicista innamorata del

Profondo

Messaggio di amore che si eleva dal testo . A rendere vivo il dibattito l intervento e il caro saluto della Dott.ssa Celeste Sirignano del Polo Museale di Roccarainola, della professoressa Alessandra Bosone, Presidente dell’associazione artistica SeminArte, e della professoressa Adelina Mauro, scrittrice e giornalista, donne che hanno dato voce al cuore, ai sentimenti che hanno avuto gli occhi che brillavano di emozioni .

Dopo l’intervallo musicale, il dialogo con l’autore è stato condotto con delicatezza dalla Dott.ssa Manuela Morra, psicologa e psicoterapeuta, mentre a moderare l’incontro è stato Felice Peluso, Presidente del Gruppo Aido Nola-Cimitile che fortemente è con grande dedizione ha curato ogni particolare e dettaglio di questa magica serata . Ogni intervento è stato un colpo al cuore, un invito a guardare oltre il muro dei beni materiali per riscoprire il bene più prezioso: la nostra vita, l’autenticità dei rapporti, l’amore con cui osservare l’esistenza.

Il successo di questo libro è tutto qui: nell’amore per la vita, nell’amore di una coppia che continua a camminare nonostante tutto, nella scelta di trasformare l’assenza in presenza. Diana è tra di noi, e continueremo a sostenerla facendo nostra l’associazione Gli Unicorni di Diana, portandola soprattutto nelle scuole per informare il mondo sulla donazione del midollo osseo, ancora troppo poco conosciuta.

Una serata che dovrebbe diventare monito di saggezza per i giovani: il vero tesoro non è ciò che si conquista, ma ciò che si è, ciò che si ama, ciò che si sceglie di ricordare.

Foto Bocciato 250Castellammare di Stabia – C’è una frase in quarta di copertina che riassume tutto “Il bocciato – Un matematico per caso” di Ferdinando Casolaro: “Il valore di una persona si evince da ciò che è riuscito a fare per gli altri, non dai giudizi che subisce da ‘quelli che contano’ perché ‘possessori del potere’”. È il cuore di un libro che non è solo autobiografia, ma atto d’accusa, inno alla rivalsa, e dichiarazione d’amore per Napoli.

L’uomo dietro al titolo

Ferdinando Casolaro parte da una provocazione: mettersi addosso l’etichetta di “bocciato”, uno degli studenti più respinti della scuola italiana, per raccontare il percorso che lo ha portato dall’altra parte della cattedra. Oggi è docente di Analisi Matematica al Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche, membro del board di riviste come Science & Philosophy e Periodico di Matematica. La sua ricerca è partita dagli integrali indefiniti, ma la sua passione più grande, scrive, è diventata la didattica e la formazione delle nuove generazioni di docenti.

Il libro ripercorre Napoli nel dopoguerra, gli anni ’60, i vicoli del centro, il calcio, l’ottimismo e la voglia di libertà di uno “scugnizzo napoletano”. È un’autobiografia articolata e divertente, come la definisce Maria Rosaria Sodano, “dotata di spiccata umanità e di saggia napoletanità”. Ma è anche una denuncia: Casolaro mette a nudo le contraddizioni di una scuola che discriminava socialmente, che premiava l’obbedienza e il silenzio, che condannava chi non si piegava.

La rabbia che diventa comunicazione

A pag. 178 Casolaro si descrive mentre interviene con la camicia che sventola e la cravatta verde, per difendere la Matematica con forza quasi furiosa: “NOOO, la tua scelta deve essere la Matematica!!! La tua attitudine per la Matematica è palese”. È l’immagine di un uomo che non ha perso l’animo, che ha trasformato le ferite scolastiche in carburante. La sua prima bocciatura arrivò a otto anni, in terza elementare, per un episodio banale. Da lì iniziò una lunga stagione di respingimenti. Eppure, scrive, è riuscito a laurearsi in Matematica, a insegnare per 30 anni, a pubblicare, a tenere conferenze. Perché, dice, la speranza nei cambiamenti politici e sociali non basta: bisogna rimboccarsi le maniche e comunicare, raccontare, testimoniare.

La dedica a Filomena Carrella

E proprio sul desiderio di comunicare, di lasciare traccia, si apre un passaggio intimo. Nella copia del libro, l’autore ha voluto dedicarlo alla giornalista, scrittrice e musicista Filomena Carrella, scrivendo di suo pugno:

“Con l’augurio che non ti rammarichi di avere tra gli amici uno degli studenti più bocciati della Scuola Italiana”.

È una dedica che unisce ironia e affetto, ma anche una consegna: affidare a una voce attenta alla cultura, come la tua, la storia di chi la scuola ha provato a mettere da parte.

Un libro per chi non si arrende

“Il bocciato” non consola subito. Prima mette a nudo le delusioni, la mancanza di “diaframma” che rende più veri i dolori, le stagioni in cui si fatica ad accedere alla narrazione. Poi mostra come da quelle ferite possa nascere qualcosa di nuovo: una carriera, una missione, un modo di stare tra gli altri e sulla terra.

È un libro che parla a tutti quelli che si sono sentiti fuori posto, a tutti i “bocciati” di ieri e di oggi. E parla soprattutto a chi, come Ferdinando Casolaro, ha scelto di non tacere, ma di raccontare la propria storia perché diventi strumento per gli altri.

Foto Maradona 250Napoli – C’è un libro che non si limita a raccontare Diego Armando Maradona, ma prova a riaccendere la fiamma di ciò che lui ha rappresentato: la passione sfrenata, accecante, assoluta per il calcio. L’uomo che vinceva le partite più belle, l’uomo che è diventato un mito prima ancora di smettere di giocare. Un libro che andava fatto, per poter parlare di nuovo di lui non solo come campione, ma come genio.

Il volume, scritto dalla scrittrice Angela Anzalone, si impone come un tentativo insieme rigoroso e audace di interpretazione mitopoietica del legame tra Maradona e la città di Napoli. L’autrice non si limita a raccontare un campione, ma ne esplora la trasformazione in figura arcaica e civile, sospesa tra storia e mito, tra cronaca sportiva e narrazione fondativa.

La scelta dell’espressione “dio delfico” non è soltanto suggestiva sul piano letterario: essa rimanda a una dimensione interpretativa in cui il calcio diventa oracolo urbano e il gesto atletico si carica di significati che travalicano il campo da gioco. Napoli, in questa prospettiva, non è soltanto la città che ha accolto Maradona, ma il luogo in cui il mito si è sedimentato fino a diventare identità condivisa, riscatto sociale e grammatica emotiva collettiva.

L’originalità dell’opera di Angela Anzalone risiede nella capacità di tenere insieme livelli di lettura differenti — storico, giuridico, antropologico e simbolico — offrendo una chiave interpretativa che sottrae la figura del campione alla riduzione iconica e consumistica. In un tempo in cui le grandi figure popolari rischiano di essere appiattite nella dimensione dell’intrattenimento, il suo lavoro restituisce complessità a un fenomeno che continua a interrogare il presente.

Il libro si inserisce in un orizzonte di dialogo tra giuristi, studiosi e protagonisti del mondo del calcio, come già emerso nel seminario ospitato dall’Università degli Studi di Salerno, che ha letto Maradona come fenomeno culturale e giuridico totale. Un laboratorio intellettuale aperto in cui è emersa la necessità di una nuova alfabetizzazione culturale dello sport: non più soltanto competizione o spettacolo, ma spazio di produzione simbolica, memoria condivisa e costruzione identitaria.

Il volume restituisce a Maradona non soltanto la sua grandezza sportiva, ma la sua densità simbolica, la capacità di farsi linguaggio collettivo. Un’operazione che, oltre al caso specifico, invita a ripensare il modo in cui raccontiamo i protagonisti della storia contemporanea: non come figure concluse, ma come forme vive dell’immaginario civile.

Ad accompagnare Angela Anzalone in questa tournée editoriale che sta portando in giro con meravigliosi incontri, presentazioni e dialoghi, c’è la professoressa e giornalista del ‘Corriere dell’Irpinia’Rosa Bianco. La sua presenza affianca l’autrice nel viaggio tra le città, contribuendo a creare uno spazio di ascolto e confronto attorno a una figura che ha segnato generazioni.

Perché parlare di nuovo di Maradona oggi significa recuperare l’ottica diversa di chi ha fatto della propria vita una dichiarazione d’amore al calcio. Significa ricordare l’uomo che vinceva le partite più belle, l’uomo che era un mito, e che continua a interrogarci sul rapporto tra genio, passione e identità collettiva.

“Scrivi una favola: la vergogna”

Esce il libro della XII edizione di “Conosci il mondo dei bambini, previeni il bullismo”: quando i ragazzi trasformano il silenzio in parole

 

Foto Scrivi una favola 250Cimitile – C’è un complice silenzioso che spesso alimenta il bullismo: la vergogna. Quella che spinge a cancellare un messaggio, a sorridere per finta, a tacere per paura di essere giudicati “spie” o di deludere i propri genitori. È proprio questo muro che la XII edizione del progetto “Conosci il mondo dei bambini, previeni il bullismo” ha voluto abbattere, dando vita al volume “Scrivi una favola: la vergogna”, pubblicato dall’Associazione Genitori del Sud ETS/ODV.

Attiva da oltre dieci anni sul territorio campano, Genitori del Sud è un’associazione di promozione sociale che lavora quotidianamente nelle scuole con progetti educativi gratuiti, sostenuti da raccolte fondi, donazioni e 5x1000. L’obiettivo è sempre lo stesso: offrire ai ragazzi spazi di espressione libera e autentica, investimento fondamentale nella prevenzione del bullismo e dell’esclusione.

Il libro, patrocinato dalla Fondazione Premio Cimitile e dal Forum delle Famiglie di Napoli, raccoglie testi e illustrazioni realizzati direttamente da bambini e ragazzi delle scuole partecipanti. Favole, racconti ed esperienze vere che mettono a nudo le emozioni legate all’esclusione, alla diversità, al sentirsi “sbagliati”.

«Da oltre dieci anni siamo convinti che per contrastare il disagio giovanile non bastino divieti e punizioni – spiega Giulia Lombardi, Presidente di Genitori del Sud –. Serve una rivoluzione culturale: trasformare i ragazzi da spettatori a protagonisti, sostituendo la logica della competizione con il valore della collaborazione».

Tra le pagine del volume si incontrano storie che colpiscono al cuore: la piccola Sally che insegna che “proteggere non significa trattenere”; l’alunna che rivendica con orgoglio la sua statura definendosi “piccola guerriera”; la favola della coccinella Marine, emarginata per il suo guscio azzurro, che ritrova la luce solo imparando ad accettarsi; il racconto dedicato a Carmine, ragazzo con sindrome di Down, che trova nella famiglia uno scudo d’amore insuperabile.

L’opera è articolata in quattro categorie, dalla Scuola dell’Infanzia alla Secondaria di Secondo Grado, e testimonia una vera “comunità educante” in cui genitori, docenti e istituzioni lavorano insieme. Come ricordava Plutarco, “gli studenti non sono vasi da riempire, ma fiaccole da accendere”.

La cerimonia di premiazione e la presentazione ufficiale del volume si terranno martedì 16 giugno 2026 presso le Basiliche Paleocristiane di Cimitile, nell’ambito della storica rassegna Premio Cimitile. Nel corso della serata saranno proclamati i vincitori e consegnati gli attestati di partecipazione.

Con “Scrivi una favola: la vergogna”, la creatività vince sul silenzio. E le voci dei ragazzi diventano strumento di consapevolezza, inclusione e speranza.

Martedì 19 maggio la presentazione del libro di Filomena Carella, promossa dall’Associazione Culturale Agorà in collaborazione con il Liceo Scientifico Statale “Francesco Severi”

 

Locandina Armstrong Castellammare 250CASTELLAMMARE DI STABIA – Porta la musica di Louis Armstrong dentro le aule di Castellammare l’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Agorà in collaborazione con il Liceo Scientifico Statale “Francesco Severi”. Martedì 19 maggio alle ore 15:00, l’Auditorium del liceo in Viale D’Orsi 5 ospiterà la presentazione del libro “Louis Armstrong, la leggenda. La musica oltre il razzismo” di Filomena Carella, giornalista, musicista e scrittrice.

Un evento che unisce cultura, memoria e impegno civile, pensato per le nuove generazioni. Al centro il racconto della vita e dell’arte di Satchmo, simbolo universale della lotta contro il razzismo attraverso il potere unificante del jazz. Un messaggio che trova nella scuola il luogo ideale per essere trasmesso e discusso.

A dialogare con l’autrice sarà Rossana Colucci, Presidente dell’Associazione Culturale Agorà, da anni impegnata nella promozione di eventi culturali sul territorio stabiese. La collaborazione con il Liceo Severi conferma la volontà di portare la cultura fuori dai circuiti tradizionali, direttamente tra gli studenti.

Il pomeriggio non si chiuderà con il dibattito. Al termine della presentazione, saranno gli stessi allievi del Liceo “F. Severi” a prendere la scena, accompagnando l’evento con le loro esecuzioni musicali sotto la direzione della Prof.ssa Sabrina Staiano. Un passaggio di testimone concreto: dalla leggenda del jazz alle voci e ai talenti di oggi.

Ingresso libero per consentire la più ampia partecipazione di studenti, docenti e cittadini interessati.

L’iniziativa conferma il ruolo attivo di Castellammare di Stabia nella promozione della cultura come strumento di crescita e dialogo. Un appuntamento che mette al centro la scuola e il suo valore di spazio pubblico dove la storia incontra il presente, e la musica diventa linguaggio universale contro ogni forma di discriminazione.

Foto Roccarainola 250"La musica oltre il razzismo” di Filomena Carrella. La splendida location del Museo Multimediale - ex Chiesa S. Maria delle Grazie si è riempita di amici, cultura e musica in una serata che ha fatto volare alto il desiderio di comunità.

Il pubblico ha seguito con attenzione e partecipazione il racconto di una storia che va oltre la musica: quella di un uomo che con la sua tromba ha sfidato la segregazione e parlato al cuore di tutti. Emozionante il momento in cui Filomena ha letto il passaggio centrale del libro: “Latte e cioccolato si sarebbero fusi e il mondo sarebbe stato più felice e più bello”. Una frase che ha dato il tono a tutta la serata.

Grazie a chi ha reso possibile tutto questo:

I saluti istituzionali del sindaco Giuseppe Russo, del presidente del Consiglio Comunale Giovanni Sirignano e del presidente del Polo Museale Carmine Centrella, che hanno sottolineato il valore della cultura come motore di crescita per il territorio.

A moderare con bravura e sensibilità della dottoressa Celeste Sirignano, che ha guidato il dialogo con ritmo e profondità.

A dialogare con l’autrice: Lucia Napolitano, insegnante e presidente ACR; Assunta Miele, psicologa e psicoterapeuta; Salvatore Avella, musicista. Tre voci diverse che hanno mostrato quanto il messaggio di Armstrong sia attuale nell’educazione, nella psicologia, nella musica di oggi.

E un grazie speciale agli ospiti che hanno portato il loro contributo e il loro affetto: Antonio Soviero, presidente IPAZIA; Felice Peluso, presidente AIDO sezione Cimitile-Nola; Adelina Mauro, scrittrice e giornalista; Raffaele Ariola, direttore editoriale del giornale Scisciano; Fiorella Boccucci, musicista e cantante.

Una serata intensa, partecipata, piena di emozioni e di spunti di riflessione. Il pubblico non ha risparmiato applausi e domande, a dimostrazione che le storie vere, quando sono raccontate con passione, sanno ancora unire e smuovere.

Grazie a tutti per aver fatto volare la cultura insieme 🎺

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