Dolce&Salato, la scuola dei due maestri autori del libro ha ospitato la presentazione
Con notevole partecipazione di pubblico lo chef Giuseppe Daddio ed il maestro pasticciere Aniello Di Caprio, hanno presentato l’ultimo loro libro “Mangiare Campano”. Teatro dell’evento, i nuovi ampi spazi creati nella nuova e moderna struttura della scuola di alta formazione “Dolce&Salato” che solo da qualche anno (22-11-23) era stata inaugurata dopo i successi ottenuti nella vecchia struttura, con sede sempre a Maddaloni, dove nel 1998 vide la sua nascita seguita da una considerevole affermazione ottenuta negli anni. La scuola che rappresenta una importante e significativa realtà per tutto il Sud Italia, ha ottenuto sin dai primi anni il riconoscimento dalla Regione Campania come Ente per il rilascio di qualifiche E.Q.F. come "Cuoco", "Pasticciere", "Pizzaiolo", "Operatore di sala e bar" e "Panificatore", valide in ambito Europeo permettendo, ai numerosi allievi che la frequentano ogni anno, di raggiungere importanti obiettivi occupazionali sia in Italia che all’estero, anche attraverso stage trimestrali di approfondimento della professione concordati con note scuole alberghiere, ristoranti stellati ed altro. Il libro appena presentato, terza opera scientifica dei titolari di Dolce&Salato Giuseppe e Aniello, che propone “le nostre radici, i nostri sapori ed il nostro futuro”, trova grande riscontro e rispondenza di interessi culinari ed enologici, anche perché parte da una regione come la Campania che vanta uno dei patrimoni agroalimentari più ricchi e prestigiosi d’Italia (ben 614 specialità tradizionali) sulle circa 5500 PAT specialità alimentari tradizioni che complessivamente vanta l’intera Italia che è leader mondiale nel patrimonio agroalimentare. “Mangiare Campano” racchiude in sé un viaggio nei sapori autentici della Campania, raccontando un mondo di cultura, di gusto e di innovazione, elementi che sono frutto di storia, tradizioni tramandate nei secoli, sapienza degli avi trasmessa alle nuove leve della cucina, con l’utilizzo di prodotti primari territoriali e stagionali. Quei prodotti che hanno portato al riconoscimento della Dieta Mediterranea come patrimonio immateriale dell’Unesco, quella dieta che il fisiologo statunitense Ancel Keys veniva a studiare a Pioppi nel Cilento sviluppando poi, nell’Università del Minnesota che dirigeva, gli effetti benefici che detti prodotti apportavano nelle patologie cardiovascolari. Quei prodotti che contribuiscono a proporre quella Cucina Italiana che ha ottenuto il riconoscimento come migliore al mondo, che vanta poter essere Patrimonio immateriale dell’Unesco e che racchiude in se storia, convivialità, conoscenza del bello e del buono in un paese che come l’Italia ti porta da una regione all’atra a poter gustare una cucina diversa e non uguagliabile perché ogni prodotto utilizzato rappresenta il vanto di quel territorio con il suo terreno particolare, il suo clima, le sue condizioni di eccellenza che ci rendono una nazione unica al mondo. Non a caso il turismo enogastronomico si incrementa sempre più raggiungendo altissimi numeri, ma anche coloro che giungono in Italia per solo per visitare musei, o solo per conoscere la storia di un paese che ha da raccontarne più di tanti altri, o ancora solo per godere gli affascinanti paesaggi naturalistici, restano attratti dagli odori che i nostri ristoranti e pizzerie trasmettono ed allora una degustazione ed un apprezzamento alle pietanze proposte non può mancare, anzi diventa d’obbligo. Alla presentazione del volume sono intervenuti Laura Valente, Andrea De Filippo, Luigi Riccio, Floriana Schiano Moriello, l’assessore all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca, Enzo Patierno per il Ministero della Cultura ed ovviamente gli autori e l’editore. Fra i tanti presenti anche Sandra Lonardo, Rosario Lopa portavoce Consulta Nazionale per l’Agricoltura e Turismo e Dario Duro fiduciario della sezione Napoli dell’A.M.I.R.A. con alcuni soci del sodalizio.
Giuseppe De Girolamo