Libri

Trecase celebra l’arte: libro, mostra e musica per un evento multidisciplinare

 

Locandina 17 4 2026 250Trecase - Venerdì 17 aprile 2026 alle ore 18,30 nella biblioteca “Michele Prisco” dell’oratorio “Sac. Giuseppe Tortora” in Via Regina Margherita n. 68, l’associazione culturale Prometeo in collaborazione con il Santuario Diocesano “S. Maria delle Grazie e San Gennaro” Trecase, il Liceo Artistico e delle Scienze Umane “G. de Chirico” Torre Annunziata, l’Associazione Aquilus Productions, la Pro Loco Trecase e il Patrocinio morale del Comune di Trecase promuovono la presentazione del libro di Poesie “To get her (Dalla fine il Principio)” di Elio Parascandolo, (Grausedizioni) e la Mostra di Arti Figurative “There is nothing to read” a cura dei proff. Crescenzio D’Ambrosio e Felicio Izzo.

Saranno presenti al bellissimo e ricco evento: Francesco Manca, Presidente dell’Associazione Culturale Prometeo, don Antonio Ascione, Rettore Parroco del Santuario Diocesano “S. Maria delle Grazie e San Gennaro” Trecase, Raffaele De Luca, Sindaco di Trecase e Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, l’autore Elio Parascandolo che dialogherà con Felice Izzo, Presidente APLI e Vicepresidente dell’Associazione culturale Prometeo.

L’incontro sarà moderato da Filomena Carrella, Giornalista, scrittrice e musicista. Ad allietare l’evento la straordinaria partecipazione del maestro Gino Accardo interprete della canzone classica napoletana di grande affermazione nel panorama della melodia partenopea di tutti i tempi della cultura canora napoletana. Il vernissage della Mostra di Arti Figurative “There is nothing to read” si terrà venerdì 17 aprile 2026 alle ore 19,00.

La Mostra resterà aperta da venerdì 17 aprile a domenica 3 maggio 2026 dalle ore 19,00 alle ore 21,00. Saranno esposte le opere degli artisti: Cinzia Autieri, Biagio Gallo Bigol, Silvio Bisogno, Umberto Carotenuto, Francesco Corinaldesi, Crescenzio D’Ambrosio, Giuseppe D’Auria, A. Derol, Michele D’Uva, Giorgio Cangiano, Ida La Rana, Giuseppe Lombardo, Antonio Mele, Francesco Matrone, Nicola Russo Neotto, Gabriele Maria Russo, Antonio Ruggiero, Linda Romano, Marilena Sorrentino, Aurelio Talpa, Diego Velotti, Bruno Vitiello.

Il Libro: ’To get her. Dalla fine il Principio’’ è una raccolta poetica intensa, in cui l’autore esplora l’amore nelle sue sfumature più intime e profonde. Dal cuore di un soldato in trincea, alla corrispondenza con sua moglie, a un’attesa inquieta su un treno, le poesie seguono le voci dell’essere umano che ricerca la vera natura dell’amore. L’autore coglie l’opportunità di raccontare storie di speranza, ansia, amore e dolore in ogni verso, riannodando le sensazioni interiori dei protagonisti al vero senso della vita, un viaggio interiore tra ricordi carichi di emozione. La raccolta è un vero e proprio inno all’amore incondizionato, sempre più raro, e alla sua abilità di sorreggere la vita. Ma l’amore, come l’autore dimostra, non è solo purezza e gioia; sa essere una strada tagliente e letale ed è proprio grazie a questa meravigliosa e amara consapevolezza che vale la pena viverlo. Elio Parascandolo è nato nel 1996, è laureato in Lingue e Letterature straniere e attualmente è docente di lingue negli istituti superiori di secondo grado.

Nel 2019 l’autore a Reus, Barcellona, scrive e interpreta un’opera teatrale presentata in un contesto istituzionale e mediatico alla presenza della ministra per le Politiche giovanili catalana e della televisione di Stato. Ha collaborato con il gruppo artistico C.I.O.E. – Centro Interdisciplinare Opportunità Espressive – sotto la direzione artistica di Lello Arena, prendendo parte all’edizione 2024 di “Restate a Napoli”, in esclusiva su Raiplay e successivamente all’edi- zione 2024 di Caivano Start e nel 2025 a diversi spettacoli. Dal 2015 è presidente della casa di produzione in forma associata “Aquilus Productions” con la quale nel 2025 è tra i produttori del film ‘’L’ultima cosa bella’’, con la regia di L. Luongo, presentato fuori concorso alla 75ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Inoltre, è attore e produttore esecutivo di diversi prodotti distribuiti su Prime Video. Ha pubblicato ‘’Io Chiedo’’ con Controluna Edizioni nel 2023; ‘’To get her. Dalla fine il Principio’’ è il suo secondo libro.

L’associazione APCVPPC con il patrocinio del Comune di Vico Equense sono lieti di presentare il libro ‘’Louis Armstrong, la leggenda. La musica oltre il razzismo’’ di Filomena Carrella

Venerdì 10 aprile alle ore 10,30

Presso la ‘’Sala delle Colonne’’ S.S. Trinità e Paradiso

Comune di Vico Equense

 

armstrong Carrella 250L’associazione APCVPPC( Associazione Parco Culturale Vico Equense Penisola Sorrentino Costiera Amalfitana) in collaborazione con ilCarrera Amstrong 250 patrocinio del Comune di Vico Equense sono ben orgogliosi di presentare il libro della scrittrice, giornalista e musicista Filomena Carrella: ‘Louis Armstrong, la leggenda. La musica oltre il razzismo .’’(IOD edizioni) ’Ci sono vite che nascono per essere raccontate, come quella di Louis Armstrong. Figlio di una realtà dura ed impietosa, di origini afroamericane in un mondo in cui la discriminazione razziale ergeva una barriera invalicabile, Armstrong ha saputo trasformare le difficoltà in musica, il dolore in speranza e l’umiliazione in riscatto.’’ Inizia così la prefazione firmata dalla nipote dell’autrice Virginia Carrella che continua: ‘’Nella storia della musica, pochi artisti hanno saputo trasformare il panorama musicale e sociale con la stessa intensità di Louis Armstrong.’’ Saranno presenti all’evento: il sindaco di Vico Equense Giuseppe Aiello, il presidente dell’associazione APCVPC Giovannamaria Maglio, l’assessore alla Cultura e al Turismo Annalisa Donnarumma. Dialogheranno con l’autrice: Carmen Matarazzo presidente dell’Associazione ‘’Achille Basile- Le ali della Lettura’’. Olga Izzo Consigliera di parità della città metropolitana di Napoli, Gigi Maresca giornalista e direttore responsabile del nuovo magazine di Azione in Comune ‘’InformAzione’’.

Il libro "Louis Armstrong: la musica oltre il razzismo" (IOD edizioni) scritto con maestria da Filomena Carrella, getta nuova luce su questo straordinario musicista e sul suo impatto duraturo sulla cultura americana e mondiale. Attraverso pagine che palpita la passione e la conoscenza di Carrella, il lettore viene trasportato nel cuore pulsante della vita e dell'arte di Louis Armstrong. Oltre a narrare la grandezza musicale di Armstrong, il libro esplora il suo ruolo pionieristico nella lotta contro il razzismo e nell'apertura di porte fino ad allora chiuse per gli artisti afroamericani. Ma c'è di più in "Louis Armstrong: la musica oltre il razzismo": la voce autentica e appassionata di Filomena Carrella, compositrice, scrittrice e giornalista, conferisce al racconto una profondità e una ricchezza uniche. Attraverso le sue parole, il lettore viene musicalmente trasportato nel suo ruolo pionieristico nella lotta contro il razzismo e nell'apertura di porte fino ad allora chiuse per gli artisti afroamericani. In conclusione, "Louis Armstrong: la musica oltre il razzismo" è molto più di un libro: è un'esperienza che porta il lettore a riflettere sull'importanza della musica come strumento di cambiamento e di unione. Consigliato a tutti coloro che desiderano esplorare le profondità dell'arte e della storia, questo libro sarà senza dubbio un compagno fedele nel vostro percorso di scoperta e di ispirazione. C’è una tromba che suona oltre il silenzio dell’ingiustizia. C’è una voce – roca, calda, inconfondibile – che canta l’anima di un popolo e il sogno di libertà, in Louis Armstrong’’. Con la delicatezza di chi conosce la musica e il coraggio di chi sa guardare in faccia la verità, Carrella racconta non solo la storia di un genio, ma quella di un uomo che ha suonato contro il pregiudizio, che ha sorriso mentre dentro lottava, che ha trasformato la sofferenza in arte immortale. Le pagine scorrono come un assolo jazz: improvvisate ma precise, leggere e profonde. È un libro che si legge con gli occhi ma si ascolta con il cuore. Un omaggio sentito, necessario. Una dichiarazione d’amore alla musica, alla libertà, all’essere umano.’’

L’ultimo capolavoro del saggista Ettore Donadio ‘’La splendida Italia dei poeti’’ Viaggio nella poesia italiana

 

contentDopo il successo della pubblicazione di altri ben validi ed eccelsi libri, il saggista Ettore Donadio ritorna sulle scene con questa sua ultima pubblicazione, ‘La splendida Italia dei poeti’ Viaggio nella poesia italiana, edito dalla Nuova Controcorrente di Carmine Golia. Il presente lavoro mira a ricostruire il senso della letteratura attraverso le opere degli scrittori; un’infinita ricchezza che punta ad esplorare, attraverso le principali linee di tendenza della poetica degli autori italiani, il bisogno dell’uomo di riconoscersi non solo come singolo ma anche in relazione alla comunità di appartenenza e al bisogno di raccontarsi. La letteratura offre una prospettiva unica su diverse culture, storie ed esperienze. Attraverso romanzi, poesie e saggi, gli autori ci permettono di esplorare realtà diverse, ampliando la nostra visione e comprensione del mondo. Questa capacità di trasmettere esperienze umane universali aiuta i lettori a sviluppare empatia e una maggiore consapevolezza delle problematiche sociali e culturali. Nell’Ottocento l’educazione letteraria puntava a costruire l’identità di un popolo. Francesco De Sanctis scrisse, infatti, che la letteratura di una nazione costituisce una «sintesi organica dell’anima e del pensiero d’un popolo». Tra Ottocento e Novecento la letteratura era utilizzata come strumento di omogeneizzazione non solo culturale ma anche linguistica, soprattutto, nei luoghi della penisola dove i dialetti erano predominanti. Il dialetto viene così sostituito del tutto mentre resiste nelle comunità più conservatrici e tradizionaliste, convivendo con l’italiano. La letteratura italiana è storicamente il veicolo principale della lingua italiana con un processo che ha attraversato i secoli, l’italiano è diventato la lingua madre degli italiani. Il percorso tracciato mira, dunque, a valorizzare non tanto l’aspetto stilistico quanto la “funzione eternatrice della poesia”: citando Sant’Agostino “Vivere post obitum vatem vis nosse, viator? Quod legis, ecce loquor; vox tua nempe mea est («Vuoi sapere, viandante, se il poeta vive dopo la morte? Tu leggi, ed ecco io parlo: la tua voce è la mia»), la poesia rivive, anzi, vive letteralmente nella lettura. La contemporaneità, permeata dalle logiche neoliberiste che vive una lacerazione della dimensione culturale, ha bisogno più che mai di valorizzare la letteratura come “sintesi organica” di anima e pensiero. Concludendo, la formazione umanistica mira all’emancipazione dalle forze oppressive non solo esterne ma anche interne e al riconoscimento dei diritti e doveri interiori, fondamento imprescindibile dei diritti inalienabili dell’uomo.

Michela Buonagura: ‘’Conto i passi. Storie di disamore’’

(Ventinove Racconti per voce sola raccontano l’amore malato, l’amore sbagliato che ti umilia, ti violenta e molto più spesso di quanto ci creda ti uccide)

 

Foto CentopassiE’ la scrittrice Michela Buonagura a dar voce in questo libro, “Conto i passi, storie di disamore”Michela Buonagura.Conto i passi, storie di disamore’’, Metelliana Edizioni, alla sofferenza di donne violate, che reclamano la vita interrotta e le riporta, come una sacerdotessa, dal buio alla luce. A firmare la prefazione a questo prezioso testo è Livia De Pietro che commenta: ‘’ Per chi conosce Michela, sa con quale tenacia denuncia tali problematiche con attività di impegno sociale. I suoi monologhi sono testimonianze di una realtà violenta che quotidianamente riempie le pagine di cronaca e che noi leggiamo con orrore, ma impotenti e incapaci di dare un minimo contributo individuale, chiusi nel nostro particulare.’’ Nella quarta di copertina spiccano dirette e dure le parole dello scrittore Luigi Romolo Carrino: “È alle coordinate più sicure della Terra, è alla latitudine famiglia e longitudine casa che viene esercitata la brutalità più inattesa. Con una lingua essenziale, diretta, fluida, sanguigna, Michela scarnifica la parola per arrivare all’osso della ferocia, disvelando il male che si nasconde dietro il bene esibito.”

“È un lavoro sofferto, ho attraversato il dolore per scrivere questi monologhi. Mi sono calata nei personaggi e nella loro sofferenza. Non è stato facile trovare le parole per poterla esprimere, evitando la mera retorica.” – ha confessato l’autrice alla sua carissima amica, scrittrice e giornalista Adelina Mauro, per continuare: “E’ il mio dovere civico, umano, sollecitare riflessioni su un problema di cui tanto si discute e nulla si fa. Sono a contatto con i giovani quotidianamente e li guido a continue riflessioni sugli stereotipi che si costruiscono. Ed è proprio con loro, con i piccoli e con i ragazzi che bisogna partire per educare al rispetto di genere e a una corretta visione della vita. E anche i media devono fare la loro parte, prevenire la violenza, è un impegno che riguarda tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini”.

Michela Buonagura da sempre è impegnata nella difesa dei diritti delle donne, per l’emancipazione femminile, realizzando e partecipando a numerosi eventi di denuncia sociale sul territorio campano. È stata una delle prime a parlare di violenza sulle donne nel paese in cui vive a Palma Campania. Con Michelangelo 1915 Editore, ha pubblicato la plaquette Occasioni Occasioni (2013) e la raccolta poetica Viaggiamo fuori rotta Viaggiamo fuori rotta (2017). Il libro che racchiude 29 monologhi contro la violenza sulle donne, tratta un tema di grande attualità: le vittime che ogni giorno i media ci rendono note oramai sempre in numero maggiore per violenza fisica e psicologica.

Le donne delle storie di disamore sono mogli, fidanzate, figlie, mamme, ragazze, bambini, donne semplici, di cultura, nella segregazione di uomini posseduti dalla gelosia, frustrazione, alcool, maschilismo. Non c’è spazio per la tristezza o lo sconforto, i personaggi si raccontano con una dolorosa ironia, come se l’autrice avesse dovuto prendere distanza per non straziarsi. Frutto dell’immaginazione e della libera espressione artistica dell’autrice, i monologhi, tutti, indistintamente, entrano nella testa, fanno riflettere e dovrebbero essere letti nelle scuole. Sono segnali di riflessioni per occhi che non vogliono vedere, orecchie che non sentono, voci che non proferiscono. Storie sofferte, vite spezzate e il più delle volte tragiche che escono da una penna garbata, quasi a non ferire ancora, le donne o gli uomini delle sue storie. Sono storie che la cronaca quotidiana non ci risparmia e che la Buonagura riscatta con il grido liberatorio dal silenzio, la voce dell’Io presente che non muore, si fa carezza, canzone, nella penna dell’autrice, come a cullare e lenire il male subito.  Si sente in dovere da donna a donne martoriate ad offrire il suo “fiore”, con il libro. L’autrice ha dedicato ad Alessandra e alle altre donne, il suo libro, con una tale sensibilità da emozionarsi ed emozionare. ‘’Bisogna contrastare, ma soprattutto prevenire la violenza, è un impegno che riguarda tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini. La soluzione può venire solo dall’educazione, dalla cultura, da una presa di coscienza collettiva, da un cambiamento di mentalità. Una goccia nel mare questo mio scritto, ma tante gocce fanno il mare’’. (Michela Buonaguara)

 

L’autrice Monia Gaita protagonista con il suo ultimo libro: ‘’Di cielo, di nuvole e di vento’’

 

Foto Monia GaitaAltamente lirico e poetico l’ultimo libro di poesia dell’autrice Monia Gaita, “Di cielo, di nuvole e di vento”, pubblicato con Rubbettino Editore. ‘’Di cielo, di nuvole e di vento’’ affronta diverse tematiche che spaziano dal tormento interiore della poetessa, al sentimento per la terra, in particolare per la terra d’Irpinia; dalla solitudine che accomuna gli uomini e le creature viventi, ai desideri inappagati, recisi, ma tenacemente coltivati, accuditi e custoditi. Lo sguardo narrante si proietta con lucidità di analisi e consapevolezza, sul presente, sui piani multiformi del quotidiano. La parola non è astratta né avulsa dalla realtà, ma dice, denuncia e racconta ciò che accade in un nucleo di appartenenza e aderenza alla storia, una storia intrisa di progresso, ma anche di brutture, egoismi, sopraffazioni. La poesia diventa strumento di emancipazione/rappresentazione civile, lente di ingrandimento, osservatorio privilegiato per interpretare il mondo, la dimensione concreta e materiale che il linguaggio eleva, illumina e redime. Un viaggio esistenziale che fruga anche nei recessi più nascosti alla ricerca di un quid, di un motivo di grazia, di verità e bellezza. La bellezza risiede nell’universo, ma pure i lessemi di cui la poesia si compone, attingono alla bellezza, alla cura, a un esercizio di selezione che implica costruzione, progetto, fede. Un libro che ha fede nella poesia e nella sua attitudine a dire. Un libro che alimenta la voglia di conoscere da vicino le cose, vincere la distrazione che ci anonimizza e inghiotte. Un libro che crede nel potere salvìfico della parola in una società sempre più sciatta, superficiale e vuota. E nel contempo una sfida, in un’epoca che tutto fagocita, a ritrovare il necessario filo di valori e senso dentro i giorni. La quarta di copertina è firmata da Alberto Bertoni professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea e Prosa del Novecento all’Università di Bologna, che ama definire così il libro di Monia Gaita. “La luce e l’accaduto si sono finalmente ricongiunti/ dopo anni di finzione”: è questa la morale in fondo positiva che si può trarre dal nuovo libro poetico di Monia Gaita, che segna l’ulteriore progresso di un processo di maturazione e di presa di coscienza dei propri mezzi espressivi cominciato già qualche anno addietro. A ciò si aggiunga un’altra conquista pure d’ordine etico: la progressiva metamorfosi pronominale dell’io lirico nel noi non meno antropologico-religioso che storico-esistenziale delle pagine conclusive, per un insieme davvero originale entro il contesto della nostra poesia contemporanea.’’ Monia Gaita è nata a Imola (BO) ma vive da sempre a Montefredane, paese d’origine in provincia di Avellino. Giornalista e critica letteraria, ha all’attivo diverse pubblicazioni. Collabora a «Il Quotidiano del Sud» e a importanti riviste web e cartacee. È direttrice della Delta3 Edizioni. Porta avanti nella sua Montefredane, con la Proloco che presiede, il Premio di Cultura “Oreste Giordano”, volto a valorizzare eminenti personalità del mondo giornalistico, della poesia, della scrittura, dell’arte e della scienza.

A Cimitile, l’Associazione ‘’Nuovi orizzonti" per la rassegna ‘’Raccontami di Te’’ ospita l’autrice Melania Liuzzi con il libro: ‘’So che viviamo lo stesso cielo’’

Venerdi 27 marzo alle ore 18,30

 

Raccomandite 250Presso la sala consiliare del Comune di Cimitile, l’Associazione Nuovi Orizzonti di Cimitile, presenta la scrittrice Liuzzi Melania con il libro: ‘’So che viviamo lo stesso cielo’’.(Albatros edizioni). La stagione letteraria “Raccontami di Te”, è un progetto culturale che unisce diverse associazioni del territorio con l’obiettivo di raccontare storie vere, esperienze personali e testimonianze che parlano di vita vissuta. L’iniziativa, patrocinata moralmente dal Comune di Cimitile, vede la collaborazione di Aned Campania, Genitori del Sud Cimitile, Gli Unicorni di Diana Napoli, Gruppo Aido Nola-Cimitile, Ipazia ETS – Associazione Culturale Visciano, Nuovi Orizzonti Cimitile, Terra Mia APS. L’idea alla base del progetto è semplice ma potente: ogni incontro ruota attorno alla presentazione di un libro o di un prodotto narrativo scritto da autori che hanno vissuto in prima persona le esperienze raccontate. Una rassegna che vuole dare spazio alla parola autentica, alle emozioni e ai percorsi di rinascita, toccando temi sociali profondi e attuali. Questa è la volta del romanzo ‘’So che viviamo lo stesso cielo’’. Ad introdurre nel pieno della tematica della serata saranno le letture di tre giovanissimi: Anna Tufano, Antonella Simonelli e Francesca Franzese. Saranno presenti all’evento: l’avvocato Filomena Balletta sindaco di Cimitile, un presenza costante, l’avvocato Anna Mercogliano Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Cimitile, che ha sposato il Progetto sin dalla prima edizione, Felice Peluso Presidente Gruppo Aido_Nola-Cimitile, la dottoressa Alessia Cece psicologa . Modera la dottoressa Paola Trinchese sociologa, presidente dell’associazione Nuovi orizzonti. Melania Liuzzi, napoletana, romantica e sognatrice, attualmente docente di grafica d fotografia, racconta come è nato il suo primo libro: ‘’So che viviamo lo stesso cielo’’ Albatros edizioni. Lasciandosi andare ad una verità sofferta ma ad una decisione che le ha cambiato la vita, spiega come è nata l’idea del libro e poi la pubblicazione. A sostenerla ed incoraggiarla sempre, suo marito Salvatore. ‘’Nel modo più assoluto. Il mio manoscritto non era destinato ad una pubblicazione, né tantomeno ad una condivisione. La mia storia non è altro che frutto di una delusione, di una diagnosi che oggi tuona ancora impetuosa nei miei palpabili ricordi. Mi avevano dato poche speranze di avere un bambino, una difficoltà che non mi avrebbe impedito di combattere, né di rispondere fermamente alle persone che mi domandavano sfacciate quando avrei avuto un figlio, che sarebbe arrivato quando Dio si sarebbe deciso a donarmelo. È stata proprio la fede a salvarmi … anche quando le cose non andavano per il verso giusto mi convincevo: «succederà!». Nei turbamenti che mi accompagnavano, fra gli spintoni che mi avevano scaraventata a terra, ma non uccidendomi, ho fatto la cosa che ritenevo più giusta per quel momento … ho preso il mio pc e ho scritto, perdendomi nel mio immaginario, fantasticando su come poteva essere mio figlio …’’ Oggi quel viaggio nell’immaginario si chiama : ‘’So che viviamo lo stesso cielo’’ e vuole essere un esempio forte e chiaro di non arrendersi mai per i propri sogni, saperli custodire gelosamente e lottare per realizzarli.

All’Arciconfraternita dei Pellegrini, presentazione del libro di Francesco Montalbano “Le misure alternative alla detenzione”

 

Locandina Arciconfraternita 200I reati che coinvolgono i minori sono in aumento a Napoli ed i recenti fatti di cronaca che li riguardano sono sotto gli occhi di tutti. L'incontro proposto intende affrontare il percorso della giustizia minorile con la presentazione del libro di Francesco Montalbano “Le misure alternative alla detenzione”. Si discuterà in modo particolare del recupero del minore una volta che è entrato nel percorso della giustizia minorile. Per evitare che il minore che esce dal percorso della giustizia minorile possa ricadere nelle maglie della giustizia, sono sufficienti queste misure alternative alla detenzione o c'è bisogno anche di altro? Ne parliamo venerdì 27 marzo alle ore 17 all'Arciconfraternita dei Pellegrini con alcuni tra i più importanti operatori della giustizia del nostro territorio, confrontandosi con l'autore del libro. Chiuderà l'incontro il Procuratore Generale della Repubblica Dr. Aldo Policastro.

Nola: L’istituto Comprensivo ‘’Bruno-Fiore-Sanseverino’’ ha incontrato la scrittrice e giornalista Filomena Carrella con il libro: ‘’Louis Armstrong la musica oltre il razzismo’’

 

Pres. libro Amstrong 250 25 3 2026Nella bellissima location dell’Istituto Comprensivo ‘’Bruno- Fiore-Sanseverino’’ di Nola è stato presentato, il libro ‘’Louis Armstrong la musica oltre il razzismo’’, (Iod edizioni) della scrittrice, giornalista e musicista Filomena Carrella. Sono stati presenti all’evento: il professore Enrico Giuseppe Boccia Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo ‘’Bruno-Fiore- Sanseverino’’ di Nola, l’autrice Filomena Carrella giornalista e musicista. I docenti: Carbone Maria, Dubbioso Maria, Manganelli Rosa Maria, Rosella Antonella, Vasco Luigia. Fiorella Boccucci musicista e cantante e due dei suoi talenti che hanno cantato: Emmanuele Manna e Margherita Carrella. Alessandra Bosone docente e presidente dell’associazione artistica ‘’SeminArte’’APS. Felice Peluso Presidente di AIDO sez. Cimitile-Nola. Presenti gli alunni delle classi Prime della scuola media, che sono stati i veri protagonisti della mattinata, tra domande, curiosità, gioia e desiderio di essere parte attiva e centrale dell’incontro. In effetti il libro della Carrella ci mostra Cultura il mondo, con le sue ferite e le sue meraviglie, attraverso lo sguardo di un bambino, diventando la vera forza del racconto. CronacaInprimoIrpiniaUn bambino speciale che si chiama Louis Armstrong, capace di trasformare la passione per la musica in uno strumento di riscatto, in una missione al servizio degli ultimi. Carrella ripercorre la storia del piccolo Louis in un’America segnata fortemente dalle discriminazioni razziali, in cui il colore della pelle rischia di condizionare per sempre il proprio destino. Lo comprende molto presto ‘’Faccia a Pallone’’, come l’autrice ribattezza il piccolo protagonista per il suo viso tondo, quando scopre la differenza tra il quartiere in cui vive e quello in cui vivono i bianchi, gli uomini del colore del latte, che gli appare come un altro pianeta tra auto che sfrecciano veloci e negozi scintillanti o ancora quando sull’autobus è costretto a sedersi nella parte posteriore del mezzo. Un’infanzia non facile, la sua, senza padre, in una famiglia segnata dalla povertà, senza la protezione dei fratelli andati lontano e delle sorelle spesso assenti. Unica presenza costante la madre, grande e grossa come una ciambella, a cui si affiancheranno figure come lo zio e Padre Ed che si prenderanno cura di lui e gli trasmetteranno la passione per la musica. E sarà proprio nel luogo più buio del riformatorio che Louis, sempre più solo e disorientato, troverà se stesso grazie al dono di un tromba da parte di una sentinella, strumento che diventerà il suo portafortuna. Una tromba in cui sembrano confluire ricordi ed emozioni, capace di segnare per sempre la sua esistenza, dalla taverna dello zio che gli aveva insegnato ad apprezzare la musica e gli ripeteva che il jazz è la cioccolata più buona, come dirà lui stesso ai bambini da adulto, alla band tutta sua degli Hot Five con i quali porterà in giro i suoi ritmi. Dopo aver raggiunto la fama, capirà che non può dimenticare gli ultimi della Terra, a partire dai ragazzi che vivono in condizioni di difficoltà e porterà avanti la sua battaglia per loro, viaggiando in tutto il mondo, portando ovunque parole di pace. La capacità dell’autrice è quella di raccontarci la storia di un artista che ha donato la sua vita alla musica come una favola con tanto di folletti che lo aiutano a realizzare i propri sogni, come Folletto Nox che lo accompagna nel suo viaggio nel mondo, donandogli la luminosità delle stelle, insieme a fate e gabbiani magici. Gli stessi personaggi sono accostati continuamente ad animali, da Mamma Balena all’amata May, ape operaia e insieme regina che sa scegliere il miele della vita, a restituirci sempre lo sguardo incantato dei bambini che Louis riesce a conservare anche da adulto. Ma la favola di Louis è, in fondo, quella di ogni ragazzo che riesce a trovare la propria strada e inseguire il proprio sogno, malgrado i momenti di scoramento e sofferenza, malgrado un contesto sociale difficile. Louis “somigliava a un mago: anche senza conoscere tante lingue, riusciva a farsi capire benissimo da tutti. Il suo viso assumeva strane smorfie, fatte da ampi sorrisi e gesti larghi della bocca, accompagnati da mani e da braccia. Poi, come per incanto, riusciva a parlare con gli occhi: li spalancava, li socchiudeva, batteva veloce le palpebre, ne strizzava a ritmo uno per volta”. Louis, che imparerà a usare anche la sua voce come una tromba, diventa un simbolo “l’idolo della musica che soffiava nella tromba tutto il marcio e le speranze della società. Un mito capace di spezzare le catene dell’idiozia, del razzismo e di far capire che il mondo aveva bisogno di tutti i colori, nero e bianco, giallo e rosso, perchè ogni colore era vita”. Un percorso che troverà il suo culmine nel viaggio in Africa da dove provengono tutti i fratelli dalla pelle color cioccolata, “Capì che l’Africa aveva il sapore della sua musica. Aveva il sapore della cioccolata, del desiderio irrefrenabile di cioccolata. Come una musica silenziosa, lo aveva attirato per tanti anni musicista.

 

Michela Buonagura: ‘’Conto i passi. Storie di disamore’’

(Ventinove Racconti per voce sola raccontano l’amore malato, l’amore sbagliato che ti umilia, ti violenta e molto più spesso di quanto ci creda ti uccide)

 

images 1È la scrittrice Michela Buonagura a dar voce in questo libro, “Conto i passi, storie di disamore”Michela Buonagura.Conto i passi, storie di disamore’’, Metelliana Edizioni, alla sofferenza di donne violate, che reclamano la vita interrotta e le riporta, come una sacerdotessa, dal buio alla luce. A firmare la prefazione a questo prezioso testo è Livia De Pietro che commenta: ‘’ Per chi conosce Michela, sa con quale tenacia denuncia tali problematiche con attività di impegno sociale. I suoi monologhi sono testimonianze di una realtà violenta che quotidianamente riempie le pagine di cronaca e che noi leggiamo con orrore, ma impotenti e incapaci di dare un minimo contributo individuale, chiusi nel nostro particulare.’’ Nella quarta di copertina spiccano dirette e dure le parole dello scrittore Luigi Romolo Carrino: “È alle coordinate più sicure della Terra, è alla latitudine famiglia e longitudine casa che viene esercitata la brutalità più inattesa. Con una lingua essenziale, diretta, fluida, sanguigna, Michela scarnifica la parola per arrivare all’osso della ferocia, disvelando il male che si nasconde dietro il bene esibito.”

“È un lavoro sofferto, ho attraversato il dolore per scrivere questi monologhi. Mi sono calata nei personaggi e nella loro sofferenza. Non è stato facile trovare le parole per poterla esprimere, evitando la mera retorica.” – ha confessato l’autrice alla sua carissima amica, scrittrice e giornalista Adelina Mauro, per continuare: “E’ il mio dovere civico, umano, sollecitare riflessioni su un problema di cui tanto si discute e nulla si fa. Sono a contatto con i giovani quotidianamente e li guido a continue riflessioni sugli stereotipi che si costruiscono. Ed è proprio con loro, con i piccoli e con i ragazzi che bisogna partire per educare al rispetto di genere e a una corretta visione della vita. E anche i media devono fare la loro parte, prevenire la violenza, è un impegno che riguarda tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini”.

Michela Buonagura da sempre è impegnata nella difesa dei diritti delle donne, per l’emancipazione femminile, realizzando e partecipando a numerosi eventi di denuncia sociale sulimages 2 territorio campano. È stata una delle prime a parlare di violenza sulle donne nel paese in cui vive a Palma Campania. Con Michelangelo 1915 Editore, ha pubblicato la plaquette Occasioni Occasioni (2013) e la raccolta poetica Viaggiamo fuori rotta Viaggiamo fuori rotta (2017). Il libro che racchiude 29 monologhi contro la violenza sulle donne, tratta un tema di grande attualità: le vittime che ogni giorno i media ci rendono note oramai sempre in numero maggiore per violenza fisica e psicologica.

Le donne delle storie di disamore sono mogli, fidanzate, figlie, mamme, ragazze, bambini, donne semplici, di cultura, nella segregazione di uomini posseduti dalla gelosia, frustrazione, alcool, maschilismo. Non c’è spazio per la tristezza o lo sconforto, i personaggi si raccontano con una dolorosa ironia, come se l’autrice avesse dovuto prendere distanza per non straziarsi. Frutto dell’immaginazione e della libera espressione artistica dell’autrice, i monologhi, tutti, indistintamente, entrano nella testa, fanno riflettere e dovrebbero essere letti nelle scuole. Sono segnali di riflessioni per occhi che non vogliono vedere, orecchie che non sentono, voci che non proferiscono. Storie sofferte, vite spezzate e il più delle volte tragiche che escono da una penna garbata, quasi a non ferire ancora, le donne o gli uomini delle sue storie. Sono storie che la cronaca quotidiana non ci risparmia e che la Buonagura riscatta con il grido liberatorio dal silenzio, la voce dell’Io presente che non muore, si fa carezza, canzone, nella penna dell’autrice, come a cullare e lenire il male subito.  Si sente in dovere da donna a donne martoriate ad offrire il suo “fiore”, con il libro. L’autrice ha dedicato ad Alessandra e alle altre donne, il suo libro, con una tale sensibilità da emozionarsi ed emozionare. ‘’Bisogna contrastare, ma soprattutto prevenire la violenza, è un impegno che riguarda tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini. La soluzione può venire solo dall’educazione, dalla cultura, da una presa di coscienza collettiva, da un cambiamento di mentalità. Una goccia nel mare questo mio scritto, ma tante gocce fanno il mare’’. (Michela Buonaguara)

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