Castellammare di Stabia – C’è una frase in quarta di copertina che riassume tutto “Il bocciato – Un matematico per caso” di Ferdinando Casolaro: “Il valore di una persona si evince da ciò che è riuscito a fare per gli altri, non dai giudizi che subisce da ‘quelli che contano’ perché ‘possessori del potere’”. È il cuore di un libro che non è solo autobiografia, ma atto d’accusa, inno alla rivalsa, e dichiarazione d’amore per Napoli.
L’uomo dietro al titolo
Ferdinando Casolaro parte da una provocazione: mettersi addosso l’etichetta di “bocciato”, uno degli studenti più respinti della scuola italiana, per raccontare il percorso che lo ha portato dall’altra parte della cattedra. Oggi è docente di Analisi Matematica al Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche, membro del board di riviste come Science & Philosophy e Periodico di Matematica. La sua ricerca è partita dagli integrali indefiniti, ma la sua passione più grande, scrive, è diventata la didattica e la formazione delle nuove generazioni di docenti.
Il libro ripercorre Napoli nel dopoguerra, gli anni ’60, i vicoli del centro, il calcio, l’ottimismo e la voglia di libertà di uno “scugnizzo napoletano”. È un’autobiografia articolata e divertente, come la definisce Maria Rosaria Sodano, “dotata di spiccata umanità e di saggia napoletanità”. Ma è anche una denuncia: Casolaro mette a nudo le contraddizioni di una scuola che discriminava socialmente, che premiava l’obbedienza e il silenzio, che condannava chi non si piegava.
La rabbia che diventa comunicazione
A pag. 178 Casolaro si descrive mentre interviene con la camicia che sventola e la cravatta verde, per difendere la Matematica con forza quasi furiosa: “NOOO, la tua scelta deve essere la Matematica!!! La tua attitudine per la Matematica è palese”. È l’immagine di un uomo che non ha perso l’animo, che ha trasformato le ferite scolastiche in carburante. La sua prima bocciatura arrivò a otto anni, in terza elementare, per un episodio banale. Da lì iniziò una lunga stagione di respingimenti. Eppure, scrive, è riuscito a laurearsi in Matematica, a insegnare per 30 anni, a pubblicare, a tenere conferenze. Perché, dice, la speranza nei cambiamenti politici e sociali non basta: bisogna rimboccarsi le maniche e comunicare, raccontare, testimoniare.
La dedica a Filomena Carrella
E proprio sul desiderio di comunicare, di lasciare traccia, si apre un passaggio intimo. Nella copia del libro, l’autore ha voluto dedicarlo alla giornalista, scrittrice e musicista Filomena Carrella, scrivendo di suo pugno:
“Con l’augurio che non ti rammarichi di avere tra gli amici uno degli studenti più bocciati della Scuola Italiana”.
È una dedica che unisce ironia e affetto, ma anche una consegna: affidare a una voce attenta alla cultura, come la tua, la storia di chi la scuola ha provato a mettere da parte.
Un libro per chi non si arrende
“Il bocciato” non consola subito. Prima mette a nudo le delusioni, la mancanza di “diaframma” che rende più veri i dolori, le stagioni in cui si fatica ad accedere alla narrazione. Poi mostra come da quelle ferite possa nascere qualcosa di nuovo: una carriera, una missione, un modo di stare tra gli altri e sulla terra.
È un libro che parla a tutti quelli che si sono sentiti fuori posto, a tutti i “bocciati” di ieri e di oggi. E parla soprattutto a chi, come Ferdinando Casolaro, ha scelto di non tacere, ma di raccontare la propria storia perché diventi strumento per gli altri.
Napoli – C’è un libro che non si limita a raccontare Diego Armando Maradona, ma prova a riaccendere la fiamma di ciò che lui ha rappresentato: la passione sfrenata, accecante, assoluta per il calcio. L’uomo che vinceva le partite più belle, l’uomo che è diventato un mito prima ancora di smettere di giocare. Un libro che andava fatto, per poter parlare di nuovo di lui non solo come campione, ma come genio.
Cimitile – C’è un complice silenzioso che spesso alimenta il bullismo: la vergogna. Quella che spinge a cancellare un messaggio, a sorridere per finta, a tacere per paura di essere giudicati “spie” o di deludere i propri genitori. È proprio questo muro che la XII edizione del progetto “Conosci il mondo dei bambini, previeni il bullismo” ha voluto abbattere, dando vita al volume “Scrivi una favola: la vergogna”, pubblicato dall’Associazione Genitori del Sud ETS/ODV.
CASTELLAMMARE DI STABIA – Porta la musica di Louis Armstrong dentro le aule di Castellammare l’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Agorà in collaborazione con il Liceo Scientifico Statale “Francesco Severi”. Martedì 19 maggio alle ore 15:00, l’Auditorium del liceo in Viale D’Orsi 5 ospiterà la presentazione del libro “Louis Armstrong, la leggenda. La musica oltre il razzismo” di Filomena Carella, giornalista, musicista e scrittrice.
"La musica oltre il razzismo” di Filomena Carrella. La splendida location del Museo Multimediale - ex Chiesa S. Maria delle Grazie si è riempita di amici, cultura e musica in una serata che ha fatto volare alto il desiderio di comunità.
C’è una tromba che ha cambiato il mondo. Ha il suono di New Orleans, il colore del coraggio, la forza di abbattere i muri. È la tromba di Louis Armstrong. Ed è con “Louis Armstrong, LA LEGGENDA. La musica oltre il razzismo” (IOD Edizioni) che Filomena Carrella, scrittrice, giornalista e musicista, racconta come le note possano vincere l’odio.
Il 22 maggio 2026 uscirà in libreria il nuovo libro di Antonio Mattone: “Il casalese di Dio” Don Peppe Diana, storia omicidio e verità. Un volume scritto su invito della Chiesa casalese e del suo vescovo per rispondere a due domande essenziali: chi era il sacerdote di Casale e perché venne ucciso?
C’è un passo che non è solo danza. È respiro, scelta, destino. È con “Il tango di Consuelo” che Antonietta Natalizio torna in libreria, firmando un’opera intensa che porta in copertina tutta la forza del rosso e l’eleganza di un abbraccio. “Una storia di passione, danza e dedizione”, recita il sottotitolo. E non poteva esserci sintesi più fedele.
la soglia del romanzo con parole che sono invito e promessa. Una guida preziosa per comprendere come “Il tango di Consuelo” non sia solo un libro sulla danza, ma un viaggio dentro l’anima umana. La prefazione illumina il senso profondo dell’opera: il tango come metafora dell’esistenza, come dialogo tra corpo e destino.
Nelle pagine di Antonietta Natalizio la voglia di vivere è amore verso un prossimo bene individuato, è fiducia nella propria capacità di rialzarsi, è “forza che permette di superare le avversità”. È continua ricerca della bellezza e dell’armonia, della grazia e della gioia di dare. È, in una sola parola, vita.
Ci sono libri che non si leggono: si percorrono. ‘Transumanza e Pascoli’, (Delta3 edizioni) scritto a quattro mani da Rosa Bianco ( insegnante,
critica letteraria e giornalista) e Fioravante Ascolese, ( insegnante di matematica e discipline scientifiche in Italia e all’estero) è uno di questi. È un sentiero di carta che odora di lana, di latte appena munto, di polvere alzata dagli zoccoli. Ma soprattutto, è un atto d’amore. Un atto politico. Un abbraccio protettivo a quel Sud che troppo spesso dimentichiamo abbia le radici nell’erba.