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L’etica del noir e il respiro del vulcano: Giovanni Taranto trionfa al Premio Elsa Morante Nisida 2026

Fb Giovanni Taranto La chiancaIn un panorama letterario sempre più alla ricerca di voci capaci di coniugare il rigore dell'indagine sociale alla potenza della narrazione di genere, l'assegnazione del Premio Elsa Morante 2026 (sezione Nisida) a Giovanni Taranto – con giuria presieduta da Dacia Maraini - segna un momento di profonda riflessione sul ruolo civile della scrittura. Il prestigioso riconoscimento, frutto di un percorso condiviso con le professionalità dell'Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, celebra l'eccellenza de “La Chianca” (Avagliano Editore), un’opera che trasforma il noir in uno strumento di indagine etica universale.

La polifonia del "Giallo Vulcanico"

Giovanni Taranto, figura di spicco del giornalismo investigativo con quarant'anni di militanza in prima linea e una storica vicedirezione a Metropolis Quotidiano, ha saputo codificare un nuovo paradigma letterario: il “noir vesuviano”. Al centro di questo universo si muove il Capitano Giulio Mariani, un protagonista che ha saputo conquistare l'attenzione dei più alti consessi accademici internazionali. La saga è infatti stabilmente inserita nei cataloghi di consultazione della Harvard University e della Firestone Library di Princeton, elevando il folklore e la cronaca vesuviana a dignità di studio mondiale.

"La Chianca": oltre la cronaca di un'indagine

Il romanzo premiato scava con precisione chirurgica nelle ferite aperte della tratta di donne, denunciando come la ferocia del crimine si alimenti di una silenziosa ma pervasiva rete di omissioni, paure e convenienze. La qualità pedagogica della scrittura di Taranto non è nuova ai ragazzi di Nisida: già il precedente capitolo della serie, “Requiem sull’ottava nota” (vincitore del Premio Mysstery 2023), era stato oggetto di progetti di lettura volti alla riabilitazione attraverso il confronto con la legalità.

Il percorso della serie di Mariani è un susseguirsi di traguardi: L'esordio con “La fiamma spezzata” fu selezionato come opera di punta al Salone del Libro di Torino. “Mala fede” ha conquistato il Premio Meridies e il Premio Nazionale “Aghinolfi”. L'intera saga è stata insignita a Massa del titolo di “miglior serie italiana di romanzi crime” e a Pordenone come miglior serie italiana noir, nell’ambito di PordeNoir.

Istituzionalmente, il Capitano Mariani è stato celebrato in sede ONU a New York come simbolo dell'Arma, mentre il sociologo Derrick de Kerckhove ha indicato queste opere come strumenti linguistici necessari per spezzare il fascino dei modelli mafiosi.

Il culmine delle celebrazioni si terrà il 12 maggio presso un Teatro Diana di Napoli già sold out. Giovanni Taranto condividerà il palco con una giuria di assoluto prestigio presieduta da Dacia Maraini e composta da Antonio Calabrò, Marco Cerbo, Enzo Colimoro, Lino Guanciale, David Morante, Tiuna Notarbartolo (direttore dell’evento), Antonio Parlati, Alfredo Rapetti Mogol, Fiorenza Sarzanini e Teresa Triscari.

Accanto al vincitore della sezione Nisida, il parterre dei premiati 2026 riflette la multiformità dell'ingegno italiano:

  • Narrativa Ragazzi: Matteo Bussola con “Il talento della rondine”.
  • Biografia: Luigi Garlando con “Sandro libera tutti”.
  • Impegno Civile: Roberto Saviano con “L’amore mio non muore”.
  • Comunicazione: Rula Jebreal con “Genocidio”.
  • Musica: Ermal Meta con “Stella stellina”.
  • Divulgazione Scientifica: Amalia Ercoli Finzi, Elvina Finzi e Tommaso Tirelli con “Le ragazze della luna”.
  • Narrativa: Titti Marrone con “Primmammore”.

La manifestazione, coordinata da Iki Notarbartolo per l’Associazione Culturale Premio Elsa Morante, vedrà la conduzione di Tiuna Notarbartolo (direttrice dell’evento) e Alessandro Incerto. Il team organizzativo schiera Gilda Notarbartolo alla comunicazione, Umberto Amicucci alla veste grafica e Lisa Terranova all'ufficio stampa.

Realizzato sotto il patrocinio del Comune di Napoli e della Regione Campania, il Premio gode del supporto di Intesa Sanpaolo, DAC, Cira e di una rete di partner d'eccellenza tra cui Dimorra Hospitality, A.R.E.C Campania, Sire Ricevimenti d’autore, Medeaterranea, Ascione Coralli, La Locanda del Cerriglio, Librerie Ubik, Officine grafiche Giannini, Fnism, Il Confronto e Ciaravola.it

Palma Campania: Successo per la scrittrice Michela Buonagura autrice di: ‘’Conto i passi. Storie di disamore’’

(Ventinove Racconti per voce sola raccontano l’amore malato, l’amore sbagliato che ti umilia, ti violenta e molto più spesso di quanto ci creda ti uccide)

 

Foto contoipassiGrande successo a Palma Campania per la scrittrice Michela Buonagura, a dar voce in questo libro, “Conto i passi, storie di disamore”Michela Buonagura.Conto i passi, storie di disamore’’, Metelliana Edizioni, alla sofferenza di donne violate, che reclamano la vita interrotta e le riporta, come una sacerdotessa, dal buio alla luce. A firmare la prefazione a questo prezioso testo è Livia De Pietro che commenta: ‘’ Per chi conosce Michela, sa con quale tenacia denuncia tali problematiche con attività di impegno sociale. I suoi monologhi sono testimonianze di una realtà violenta che quotidianamente riempie le pagine di cronaca e che noi leggiamo con orrore, ma impotenti e incapaci di dare un minimo contributo individuale, chiusi nel nostro particulare.’’ Nella quarta di copertina spiccano dirette e dure le parole dello scrittore Luigi Romolo Carrino: “È alle coordinate più sicure della Terra, è alla latitudine famiglia e longitudine casa che viene esercitata la brutalità più inattesa. Con una lingua essenziale, diretta, fluida, sanguigna, Michela scarnifica la parola per arrivare all’osso della ferocia, disvelando il male che si nasconde dietro il bene esibito.”

“È un lavoro sofferto, ho attraversato il dolore per scrivere questi monologhi. Mi sono calata nei personaggi e nella loro sofferenza. Non è stato facile trovare le parole per poterla esprimere, evitando la mera retorica.” – ha confessato l’autrice alla sua carissima amica, scrittrice e giornalista Adelina Mauro, per continuare: “E’ il mio dovere civico, umano, sollecitare riflessioni su un problema di cui tanto si discute e nulla si fa. Sono a contatto con i giovani quotidianamente e li guido a continue riflessioni sugli stereotipi che si costruiscono. Ed è proprio con loro, con i piccoli e con i ragazzi che bisogna partire per educare al rispetto di genere e a una corretta visione della vita. E anche i media devono fare la loro parte, prevenire la violenza, è un impegno che riguarda tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini”.

Michela Buonagura da sempre è impegnata nella difesa dei diritti delle donne, per l’emancipazione femminile, realizzando e partecipando a numerosi eventi di denuncia sociale sul territorio campano. È stata una delle prime a parlare di violenza sulle donne nel paese in cui vive a Palma Campania. Con Michelangelo 1915 Editore, ha pubblicato la plaquette Occasioni Occasioni (2013) e la raccolta poetica Viaggiamo fuori rotta Viaggiamo fuori rotta (2017). Il libro che racchiude 29 monologhi contro la violenza sulle donne, tratta un tema di grande attualità: le vittime che ogni giorno i media ci rendono note oramai sempre in numero maggiore per violenza fisica e psicologica.

Le donne delle storie di disamore sono mogli, fidanzate, figlie, mamme, ragazze, bambini, donne semplici, di cultura, nella segregazione di uomini posseduti dalla gelosia, frustrazione, alcool, maschilismo. Non c’è spazio per la tristezza o lo sconforto, i personaggi si raccontano con una dolorosa ironia, come se l’autrice avesse dovuto prendere distanza per non straziarsi. Frutto dell’immaginazione e della libera espressione artistica dell’autrice, i monologhi, tutti, indistintamente, entrano nella testa, fanno riflettere e dovrebbero essere letti nelle scuole. Sono segnali di riflessioni per occhi che non vogliono vedere, orecchie che non sentono, voci che non proferiscono. Storie sofferte, vite spezzate e il più delle volte tragiche che escono da una penna garbata, quasi a non ferire ancora, le donne o gli uomini delle sue storie. Sono storie che la cronaca quotidiana non ci risparmia e che la Buonagura riscatta con il grido liberatorio dal silenzio, la voce dell’Io presente che non muore, si fa carezza, canzone, nella penna dell’autrice, come a cullare e lenire il male subito.  Si sente in dovere da donna a donne martoriate ad offrire il suo “fiore”, con il libro. L’autrice ha dedicato ad Alessandra e alle altre donne, il suo libro, con una tale sensibilità da emozionarsi ed emozionare. ‘’Bisogna contrastare, ma soprattutto prevenire la violenza, è un impegno che riguarda tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini. La soluzione può venire solo dall’educazione, dalla cultura, da una presa di coscienza collettiva, da un cambiamento di mentalità. Una goccia nel mare questo mio scritto, ma tante gocce fanno il mare’’. (Michela Buonaguara)

Avellino, al Circolo della Stampa rivive l’epopea dei pastori: Ascolese e Bianco presentano “Transumanze e pascoli”

Sabato 18 aprile alle ore 17,00 l’appuntamento con il volume edito da Delta3. Festa, Corrado e Sallicandro ne discutono con gli autori. Modera Rosa Bianco.

Musiche del Maestro Mayumi Ueda

 

Avellino Libro 250AVELLINO. C’è un’Italia che cammina da millenni lungo i tratturi, con il passo lento delle greggi e lo sguardo rivolto alle stagioni. È l’Italia della transumanza, patrimonio di gesti, saperi e paesaggi che hanno disegnato l’identità delle aree interne. A quella memoria in movimento è dedicato ‘Transumanze e pascoli’, il volume firmato da Fioravante Ascolese e Rosa Bianco, edito da Delta3, che sarà presentato sabato 18 aprile alle ore 17 al Circolo della Stampa di Avellino.

Un libro che attraversa il tempo. Il lavoro di Ascolese e Bianco non è solo una ricostruzione storica. È un viaggio nella vita quotidiana di pastori e comunità, tra riti, fatiche, economia e relazioni che hanno tenuto insieme i territori appenninici. Il libro racconta la transumanza come pratica antica e come metafora: lo spostamento come necessità, l’adattamento come intelligenza, il pascolo come misura del rapporto tra uomo e natura. Lo sguardo è attento all’Irpinia, terra di transiti e di stanzialità, di alture e di valli, dove le tracce di quella civiltà pastorale sono ancora leggibili nei toponimi, nelle feste, nelle architetture rurali, nelle parole.’ Transumanze e pascoli’ unisce così passato e presente. Interroga le radici culturali del territorio per offrire spunti al dibattito di oggi sulle aree interne, sullo spopolamento, sulla custodia del paesaggio. Perché conoscere da dove veniamo aiuta a scegliere dove andare.

A discutere con gli autori ci saranno tre voci diverse e complementari. Gianni Festa, direttore del Corriere dell’Irpinia, porterà lo sguardo del giornalismo di territorio, abituato a raccontare le trasformazioni sociali ed economiche della provincia. Bruno Corrado, dirigente veterinario dell’ASL di Frosinone, offrirà la competenza scientifica e il punto di vista di chi ha studiato da vicino la zootecnia, la salute animale e il legame tra allevamento e ambiente. Silvio Sallicandro, editore Delta3, racconterà il senso di una scelta editoriale che investe sulla memoria come chiave di futuro. A moderare l’incontro sarà Rosa Bianco, insegnante e giornalista, coautrice del volume. Una doppia veste che le consentirà di tenere insieme il rigore del racconto e la passione civile di chi quei luoghi li vive e li insegna ogni giorno.

Le conclusioni saranno affidate agli autori, Fioravante Ascolese e Rosa Bianco, che chiuderanno il cerchio tra ricerca e testimonianza.

La serata sarà accompagnata dalle musiche del Maestro Mayumi Ueda. Un contrappunto sonoro pensato per restituire l’atmosfera sospesa dei pascoli, il silenzio dei tratturi, la malinconia delle partenze e la gioia dei ritorni. Perché la transumanza è stata anche suono: campanacci, richiami, canti. Al termine dell’incontro è previsto il momento della firma delle copie con il pubblico. Un’occasione per trasformare il libro in dialogo, la pagina scritta in incontro reale. Perché parlare di transumanza oggi?

Nel 2019 la transumanza è diventata Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO. Un riconoscimento che non archivia, ma impegna. Significa tutelare, tramandare, studiare. Significa capire che dietro la cartolina del pastore c’è un sistema complesso di saperi ecologici, di economia circolare ante litteram, di coesione sociale. ‘Transumanze e pascoli’ si inserisce in questo solco: fa memoria senza nostalgia, documenta senza accademia, interroga senza retorica. L’appuntamento al Circolo della Stampa di Avellino, storico presidio del dibattito cittadino, diventa così più di una presentazione editoriale. È un invito a riconoscersi in una storia lunga, a misurare quanta di quella sapienza è ancora utile per abitare le aree interne, per dare valore a ciò che resta e a ciò che può rinascere. L’ingresso è libero. La città è invitata.

A Terzigno: ‘’IL FILO NEL VENTO’’ il racconto autobiografico dell’artista Francesco Cirillo

 

IMG 3228 250Al Museo Matt di Terzigno, sarà presentato giovedì 30 aprile alle ore 18,30 il ‘’Il filo nel vento’’ (Il quaderno edizioni) del musicista FrancescoCirillo 200 Cirillo, è un racconto autobiografico che intreccia parola e musica in un’unica, intensa esperienza narrativa. Prenderanno parte all’evento: Francesco Ranieri sindaco di Terzigno, Genny Falciano Assessore alla Cultura, Angelo Massa direttore scientifico Museo Matt. Stefania Spisto presidente de ‘’Il quaderno edizioni’’. Sarà presente l’autore. In questo libro, l’autore attraverso immagini, luoghi e incontri, dall’infanzia ai viaggi, dalla paternità all’insegnamento, ogni capitolo diventa una stazione emotiva in cui tempo, silenzio e ascolto modellano lo sguardo sul mondo. Le composizioni musicali che accompagnano il testo ampliano la narrazione, creando un dialogo continuo tra scrittura e suono. Il libro è un invito ad attraversare e a spiegare la propria storia, senza offrire risposte definitive ma aprendo spazi di risonanza in cui riconoscere il rapporto tra radice e movimento, tra controllo e abbandono, tra terra e cielo. Toccante e sentita la dedica voluta da Francesco Cirillo al suo papà, dedica con cui si apre il libro: ‘’A mio padre, che ha visto in me una direzione quando io vedevo solo confusione. Che ha creduto nel mio passo anche quando era incerto, nel mio suono quando era ancora silenzio. Mi ha insegnato senza spiegare, restando fermo mentre io cercavo il cielo. Se oggi ho il coraggio di lasciare andare il filo, è perché so che lui lo ha sempre tenuto. Questo libro, come la mia musica, esiste perché lui ha creduto in me più di tutti. A firmare la prefazione è Javier Girotto, che ci introduce subito con grazia nella lettura del libro: ‘’Ho letto e ascoltato il lavoro di Francesco e la prima sensazione è stata quella di entrare in uno spazio narrativo in cui parola e suono si fondono fino a diventare esperienza viva. Non si tratta semplicemente di un progetto da leggere o da ascoltare, ma di un luogo da attraversare. La lettura scorre come un audiolibro interiore: chi ascolta si ritrova spettatore e, allo stesso tempo, parte della scena. In alcuni momenti ho avuto l’impressione di trovarmi a teatro, coinvolto in uno spettacolo che prende forma tra racconto e musica, dove ogni parola trova un’eco nel suono e ogni nota amplia il significato del testo. Ci si lascia trasportare senza resistenza, come accade solo quando un’opera riesce a toc- care corde profonde. Questo dialogo continuo tra musica e parola apre varchi verso dimensioni sospese tra Il risultato è un lavoro che invita a un ascolto totale, delle parole, dei suoni e di sé stessi, trasformando la fruizione in un’esperienza immersiva, personale e profondamente umana.’’ Il libro si conclude con una pagina di ringraziamenti dedicati dall’autore, a chi gli è stato vicino durante questo percorso artistico, umano, intenso ed emotivamente incredibile, un’esperienza, conclude l’autore, che vale la pena di vivere: ‘’Questo libro nasce da un percorso umano prima ancora che artistico, e non sarebbe esistito senza le persone che, in modi diversi, lo hanno attraversato. Ringrazio la mia famiglia, per la presenza costante, per la pazienza e per quel sostegno silenzioso che nei momenti in cui la musica e la scrittura chiedono tutto diventa fondamentale. Un grazie sincero va ai musicisti, amici e compagni di viaggio Aldo Capasso, Ciro Iovine, Massimo Russo e Pierluigi Sorrentino, che in questi anni hanno condiviso con me idee, suoni, dubbi e visioni, contribuendo a trasformare intuizioni in realtà. Ringrazio Javier Girotto, che ha letto, ascoltato, consigliato e criticato con onestà: ogni confronto ha dato una forma più chiara e consapevole a questo lavoro. Un pensiero va a James Senese, ai maestri e agli incontri che negli anni hanno lasciato tracce nel mio modo di pensare e creare, spesso senza saperlo. Un ringraziamento speciale ai miei due terzi, Annamaria e Angelo, per la stupenda copertina che accompagna questo viaggio. Infine, grazie a chi attraverserà queste pagine. Ogni lettore completa il percorso iniziato qui.’’ Francesco Cirillo è un sassofonista, compositore e arrangiatore italiano attivo da oltre trent’anni. Laureato e specializzato con lode in Sassofono Solistico e Jazz, ha studiato e collaborato con musicisti di rilievo internazionale, sviluppando una ricerca artistica che intreccia improvvisazione, composizione e narrazione sonora. Performer, docente e formatore sulla didattica digitale, ha pubblicato diversi album a proprio nome e svolge attività concertistica in ambito nazionale e internazionale.  

Roccarainola accoglie “Spalle al muro e una vita davanti”: il 17 aprile Peluso presenta il suo libro al Museo D’Avanzo*

Prefazione firmata dalla giornalista e scrittrice Filomena Carrella. La Pro Loco promuove l’incontro con la città

 

Roccarainola 250ROCCARAINOLA. C’è un momento in cui una storia smette di appartenere solo a chi l’ha scritta e inizia a camminare sulle gambe di una comunità. Per _Spalle al muro e una vita davanti_, il libro di Felice Peluso, quel momento arriva venerdì 17 aprile 2026 alle ore 18.30, al Museo Civico “L. D’Avanzo” di Roccarainola. A promuoverlo è la Pro Loco di Roccarainola, che trasforma la presentazione in un’occasione di incontro e confronto per tutto il territorio.

*Il libro e la prefazione*

A firmare la prefazione del volume è la giornalista e scrittrice Filomena Carrella, voce nota e stimata nel panorama culturale locale. Un sigillo che anticipa la sensibilità e lo spessore del testo. Peluso affida ai social il senso della serata: “Un libro si scrive da soli. Per farlo arrivare alle persone servono altre mani, altri cuori. Voi ci avete messo i vostri. Tra due giorni presentiamo insieme questo pezzo di me”. È il ringraziamento a chi ha lavorato dietro le quinte con quello che lui stesso definisce “un impegno enorme”. Un libro che dal titolo lascia intuire una traiettoria di fatica e di rinascita: spalle al muro, ma con una vita davanti. La serata del 17 aprile.

L’appuntamento è fissato per le 18.30 nelle sale del Museo Civico “L. D’Avanzo”, luogo simbolo della cultura cittadina. A moderare l’incontro sarà Lucia Napolitano, mentre la relazione è affidata a Maria Domenica Cecere, che guiderà il pubblico dentro le pagine e i temi del volume.

Il dibattito si aprirà poi a tre interventi che allargano lo sguardo dal libro alla comunità. Parlerà Anna Maria D’Arienzo, Garante delle disabilità del Comune di Roccarainola, portando il tema dei diritti e dell’inclusione. Interverrà Maria Antonietta Sepe, Vicepresidente Aido sezione Nola-Cimitile, a ricordare il valore del dono e della solidarietà. E ci sarà la voce di Prisco De Vivo, pittore, scultore e poeta, a tessere il filo tra parola scritta e linguaggi dell’arte.

I saluti della città.

A testimoniare la vicinanza delle istituzioni ci saranno i saluti del sindaco Giuseppe Russo e dell’avvocato Giovanni Sirignano, delegato alla cultura. La loro presenza conferma come la presentazione non sia solo un evento letterario, ma un momento che la città riconosce come proprio.

Un pezzo di sé che diventa di tutti.

La copertina di _Spalle al muro e una vita davanti_ parla già prima di essere letta. Un segno che ricorda un infinito, una rosa, colori stesi come emozioni. Dentro, spiega l’autore, c’è “un pezzo di me”. Dal 17 aprile quel pezzo inizia a essere anche di chi vorrà ascoltarlo, discuterlo, farlo risuonare nella propria esperienza.

L’ingresso è libero. L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza. Perché un libro, quando trova altre mani e altri cuori, smette di essere solitudine e diventa comunità.

Trecase celebra l’arte: libro, mostra e musica per un evento multidisciplinare

 

Locandina 17 4 2026 250Trecase - Venerdì 17 aprile 2026 alle ore 18,30 nella biblioteca “Michele Prisco” dell’oratorio “Sac. Giuseppe Tortora” in Via Regina Margherita n. 68, l’associazione culturale Prometeo in collaborazione con il Santuario Diocesano “S. Maria delle Grazie e San Gennaro” Trecase, il Liceo Artistico e delle Scienze Umane “G. de Chirico” Torre Annunziata, l’Associazione Aquilus Productions, la Pro Loco Trecase e il Patrocinio morale del Comune di Trecase promuovono la presentazione del libro di Poesie “To get her (Dalla fine il Principio)” di Elio Parascandolo, (Grausedizioni) e la Mostra di Arti Figurative “There is nothing to read” a cura dei proff. Crescenzio D’Ambrosio e Felicio Izzo.

Saranno presenti al bellissimo e ricco evento: Francesco Manca, Presidente dell’Associazione Culturale Prometeo, don Antonio Ascione, Rettore Parroco del Santuario Diocesano “S. Maria delle Grazie e San Gennaro” Trecase, Raffaele De Luca, Sindaco di Trecase e Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, l’autore Elio Parascandolo che dialogherà con Felice Izzo, Presidente APLI e Vicepresidente dell’Associazione culturale Prometeo.

L’incontro sarà moderato da Filomena Carrella, Giornalista, scrittrice e musicista. Ad allietare l’evento la straordinaria partecipazione del maestro Gino Accardo interprete della canzone classica napoletana di grande affermazione nel panorama della melodia partenopea di tutti i tempi della cultura canora napoletana. Il vernissage della Mostra di Arti Figurative “There is nothing to read” si terrà venerdì 17 aprile 2026 alle ore 19,00.

La Mostra resterà aperta da venerdì 17 aprile a domenica 3 maggio 2026 dalle ore 19,00 alle ore 21,00. Saranno esposte le opere degli artisti: Cinzia Autieri, Biagio Gallo Bigol, Silvio Bisogno, Umberto Carotenuto, Francesco Corinaldesi, Crescenzio D’Ambrosio, Giuseppe D’Auria, A. Derol, Michele D’Uva, Giorgio Cangiano, Ida La Rana, Giuseppe Lombardo, Antonio Mele, Francesco Matrone, Nicola Russo Neotto, Gabriele Maria Russo, Antonio Ruggiero, Linda Romano, Marilena Sorrentino, Aurelio Talpa, Diego Velotti, Bruno Vitiello.

Il Libro: ’To get her. Dalla fine il Principio’’ è una raccolta poetica intensa, in cui l’autore esplora l’amore nelle sue sfumature più intime e profonde. Dal cuore di un soldato in trincea, alla corrispondenza con sua moglie, a un’attesa inquieta su un treno, le poesie seguono le voci dell’essere umano che ricerca la vera natura dell’amore. L’autore coglie l’opportunità di raccontare storie di speranza, ansia, amore e dolore in ogni verso, riannodando le sensazioni interiori dei protagonisti al vero senso della vita, un viaggio interiore tra ricordi carichi di emozione. La raccolta è un vero e proprio inno all’amore incondizionato, sempre più raro, e alla sua abilità di sorreggere la vita. Ma l’amore, come l’autore dimostra, non è solo purezza e gioia; sa essere una strada tagliente e letale ed è proprio grazie a questa meravigliosa e amara consapevolezza che vale la pena viverlo. Elio Parascandolo è nato nel 1996, è laureato in Lingue e Letterature straniere e attualmente è docente di lingue negli istituti superiori di secondo grado.

Nel 2019 l’autore a Reus, Barcellona, scrive e interpreta un’opera teatrale presentata in un contesto istituzionale e mediatico alla presenza della ministra per le Politiche giovanili catalana e della televisione di Stato. Ha collaborato con il gruppo artistico C.I.O.E. – Centro Interdisciplinare Opportunità Espressive – sotto la direzione artistica di Lello Arena, prendendo parte all’edizione 2024 di “Restate a Napoli”, in esclusiva su Raiplay e successivamente all’edi- zione 2024 di Caivano Start e nel 2025 a diversi spettacoli. Dal 2015 è presidente della casa di produzione in forma associata “Aquilus Productions” con la quale nel 2025 è tra i produttori del film ‘’L’ultima cosa bella’’, con la regia di L. Luongo, presentato fuori concorso alla 75ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Inoltre, è attore e produttore esecutivo di diversi prodotti distribuiti su Prime Video. Ha pubblicato ‘’Io Chiedo’’ con Controluna Edizioni nel 2023; ‘’To get her. Dalla fine il Principio’’ è il suo secondo libro.

L’associazione APCVPPC con il patrocinio del Comune di Vico Equense sono lieti di presentare il libro ‘’Louis Armstrong, la leggenda. La musica oltre il razzismo’’ di Filomena Carrella

Venerdì 10 aprile alle ore 10,30

Presso la ‘’Sala delle Colonne’’ S.S. Trinità e Paradiso

Comune di Vico Equense

 

armstrong Carrella 250L’associazione APCVPPC( Associazione Parco Culturale Vico Equense Penisola Sorrentino Costiera Amalfitana) in collaborazione con ilCarrera Amstrong 250 patrocinio del Comune di Vico Equense sono ben orgogliosi di presentare il libro della scrittrice, giornalista e musicista Filomena Carrella: ‘Louis Armstrong, la leggenda. La musica oltre il razzismo .’’(IOD edizioni) ’Ci sono vite che nascono per essere raccontate, come quella di Louis Armstrong. Figlio di una realtà dura ed impietosa, di origini afroamericane in un mondo in cui la discriminazione razziale ergeva una barriera invalicabile, Armstrong ha saputo trasformare le difficoltà in musica, il dolore in speranza e l’umiliazione in riscatto.’’ Inizia così la prefazione firmata dalla nipote dell’autrice Virginia Carrella che continua: ‘’Nella storia della musica, pochi artisti hanno saputo trasformare il panorama musicale e sociale con la stessa intensità di Louis Armstrong.’’ Saranno presenti all’evento: il sindaco di Vico Equense Giuseppe Aiello, il presidente dell’associazione APCVPC Giovannamaria Maglio, l’assessore alla Cultura e al Turismo Annalisa Donnarumma. Dialogheranno con l’autrice: Carmen Matarazzo presidente dell’Associazione ‘’Achille Basile- Le ali della Lettura’’. Olga Izzo Consigliera di parità della città metropolitana di Napoli, Gigi Maresca giornalista e direttore responsabile del nuovo magazine di Azione in Comune ‘’InformAzione’’.

Il libro "Louis Armstrong: la musica oltre il razzismo" (IOD edizioni) scritto con maestria da Filomena Carrella, getta nuova luce su questo straordinario musicista e sul suo impatto duraturo sulla cultura americana e mondiale. Attraverso pagine che palpita la passione e la conoscenza di Carrella, il lettore viene trasportato nel cuore pulsante della vita e dell'arte di Louis Armstrong. Oltre a narrare la grandezza musicale di Armstrong, il libro esplora il suo ruolo pionieristico nella lotta contro il razzismo e nell'apertura di porte fino ad allora chiuse per gli artisti afroamericani. Ma c'è di più in "Louis Armstrong: la musica oltre il razzismo": la voce autentica e appassionata di Filomena Carrella, compositrice, scrittrice e giornalista, conferisce al racconto una profondità e una ricchezza uniche. Attraverso le sue parole, il lettore viene musicalmente trasportato nel suo ruolo pionieristico nella lotta contro il razzismo e nell'apertura di porte fino ad allora chiuse per gli artisti afroamericani. In conclusione, "Louis Armstrong: la musica oltre il razzismo" è molto più di un libro: è un'esperienza che porta il lettore a riflettere sull'importanza della musica come strumento di cambiamento e di unione. Consigliato a tutti coloro che desiderano esplorare le profondità dell'arte e della storia, questo libro sarà senza dubbio un compagno fedele nel vostro percorso di scoperta e di ispirazione. C’è una tromba che suona oltre il silenzio dell’ingiustizia. C’è una voce – roca, calda, inconfondibile – che canta l’anima di un popolo e il sogno di libertà, in Louis Armstrong’’. Con la delicatezza di chi conosce la musica e il coraggio di chi sa guardare in faccia la verità, Carrella racconta non solo la storia di un genio, ma quella di un uomo che ha suonato contro il pregiudizio, che ha sorriso mentre dentro lottava, che ha trasformato la sofferenza in arte immortale. Le pagine scorrono come un assolo jazz: improvvisate ma precise, leggere e profonde. È un libro che si legge con gli occhi ma si ascolta con il cuore. Un omaggio sentito, necessario. Una dichiarazione d’amore alla musica, alla libertà, all’essere umano.’’

L’ultimo capolavoro del saggista Ettore Donadio ‘’La splendida Italia dei poeti’’ Viaggio nella poesia italiana

 

contentDopo il successo della pubblicazione di altri ben validi ed eccelsi libri, il saggista Ettore Donadio ritorna sulle scene con questa sua ultima pubblicazione, ‘La splendida Italia dei poeti’ Viaggio nella poesia italiana, edito dalla Nuova Controcorrente di Carmine Golia. Il presente lavoro mira a ricostruire il senso della letteratura attraverso le opere degli scrittori; un’infinita ricchezza che punta ad esplorare, attraverso le principali linee di tendenza della poetica degli autori italiani, il bisogno dell’uomo di riconoscersi non solo come singolo ma anche in relazione alla comunità di appartenenza e al bisogno di raccontarsi. La letteratura offre una prospettiva unica su diverse culture, storie ed esperienze. Attraverso romanzi, poesie e saggi, gli autori ci permettono di esplorare realtà diverse, ampliando la nostra visione e comprensione del mondo. Questa capacità di trasmettere esperienze umane universali aiuta i lettori a sviluppare empatia e una maggiore consapevolezza delle problematiche sociali e culturali. Nell’Ottocento l’educazione letteraria puntava a costruire l’identità di un popolo. Francesco De Sanctis scrisse, infatti, che la letteratura di una nazione costituisce una «sintesi organica dell’anima e del pensiero d’un popolo». Tra Ottocento e Novecento la letteratura era utilizzata come strumento di omogeneizzazione non solo culturale ma anche linguistica, soprattutto, nei luoghi della penisola dove i dialetti erano predominanti. Il dialetto viene così sostituito del tutto mentre resiste nelle comunità più conservatrici e tradizionaliste, convivendo con l’italiano. La letteratura italiana è storicamente il veicolo principale della lingua italiana con un processo che ha attraversato i secoli, l’italiano è diventato la lingua madre degli italiani. Il percorso tracciato mira, dunque, a valorizzare non tanto l’aspetto stilistico quanto la “funzione eternatrice della poesia”: citando Sant’Agostino “Vivere post obitum vatem vis nosse, viator? Quod legis, ecce loquor; vox tua nempe mea est («Vuoi sapere, viandante, se il poeta vive dopo la morte? Tu leggi, ed ecco io parlo: la tua voce è la mia»), la poesia rivive, anzi, vive letteralmente nella lettura. La contemporaneità, permeata dalle logiche neoliberiste che vive una lacerazione della dimensione culturale, ha bisogno più che mai di valorizzare la letteratura come “sintesi organica” di anima e pensiero. Concludendo, la formazione umanistica mira all’emancipazione dalle forze oppressive non solo esterne ma anche interne e al riconoscimento dei diritti e doveri interiori, fondamento imprescindibile dei diritti inalienabili dell’uomo.

Michela Buonagura: ‘’Conto i passi. Storie di disamore’’

(Ventinove Racconti per voce sola raccontano l’amore malato, l’amore sbagliato che ti umilia, ti violenta e molto più spesso di quanto ci creda ti uccide)

 

Foto CentopassiE’ la scrittrice Michela Buonagura a dar voce in questo libro, “Conto i passi, storie di disamore”Michela Buonagura.Conto i passi, storie di disamore’’, Metelliana Edizioni, alla sofferenza di donne violate, che reclamano la vita interrotta e le riporta, come una sacerdotessa, dal buio alla luce. A firmare la prefazione a questo prezioso testo è Livia De Pietro che commenta: ‘’ Per chi conosce Michela, sa con quale tenacia denuncia tali problematiche con attività di impegno sociale. I suoi monologhi sono testimonianze di una realtà violenta che quotidianamente riempie le pagine di cronaca e che noi leggiamo con orrore, ma impotenti e incapaci di dare un minimo contributo individuale, chiusi nel nostro particulare.’’ Nella quarta di copertina spiccano dirette e dure le parole dello scrittore Luigi Romolo Carrino: “È alle coordinate più sicure della Terra, è alla latitudine famiglia e longitudine casa che viene esercitata la brutalità più inattesa. Con una lingua essenziale, diretta, fluida, sanguigna, Michela scarnifica la parola per arrivare all’osso della ferocia, disvelando il male che si nasconde dietro il bene esibito.”

“È un lavoro sofferto, ho attraversato il dolore per scrivere questi monologhi. Mi sono calata nei personaggi e nella loro sofferenza. Non è stato facile trovare le parole per poterla esprimere, evitando la mera retorica.” – ha confessato l’autrice alla sua carissima amica, scrittrice e giornalista Adelina Mauro, per continuare: “E’ il mio dovere civico, umano, sollecitare riflessioni su un problema di cui tanto si discute e nulla si fa. Sono a contatto con i giovani quotidianamente e li guido a continue riflessioni sugli stereotipi che si costruiscono. Ed è proprio con loro, con i piccoli e con i ragazzi che bisogna partire per educare al rispetto di genere e a una corretta visione della vita. E anche i media devono fare la loro parte, prevenire la violenza, è un impegno che riguarda tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini”.

Michela Buonagura da sempre è impegnata nella difesa dei diritti delle donne, per l’emancipazione femminile, realizzando e partecipando a numerosi eventi di denuncia sociale sul territorio campano. È stata una delle prime a parlare di violenza sulle donne nel paese in cui vive a Palma Campania. Con Michelangelo 1915 Editore, ha pubblicato la plaquette Occasioni Occasioni (2013) e la raccolta poetica Viaggiamo fuori rotta Viaggiamo fuori rotta (2017). Il libro che racchiude 29 monologhi contro la violenza sulle donne, tratta un tema di grande attualità: le vittime che ogni giorno i media ci rendono note oramai sempre in numero maggiore per violenza fisica e psicologica.

Le donne delle storie di disamore sono mogli, fidanzate, figlie, mamme, ragazze, bambini, donne semplici, di cultura, nella segregazione di uomini posseduti dalla gelosia, frustrazione, alcool, maschilismo. Non c’è spazio per la tristezza o lo sconforto, i personaggi si raccontano con una dolorosa ironia, come se l’autrice avesse dovuto prendere distanza per non straziarsi. Frutto dell’immaginazione e della libera espressione artistica dell’autrice, i monologhi, tutti, indistintamente, entrano nella testa, fanno riflettere e dovrebbero essere letti nelle scuole. Sono segnali di riflessioni per occhi che non vogliono vedere, orecchie che non sentono, voci che non proferiscono. Storie sofferte, vite spezzate e il più delle volte tragiche che escono da una penna garbata, quasi a non ferire ancora, le donne o gli uomini delle sue storie. Sono storie che la cronaca quotidiana non ci risparmia e che la Buonagura riscatta con il grido liberatorio dal silenzio, la voce dell’Io presente che non muore, si fa carezza, canzone, nella penna dell’autrice, come a cullare e lenire il male subito.  Si sente in dovere da donna a donne martoriate ad offrire il suo “fiore”, con il libro. L’autrice ha dedicato ad Alessandra e alle altre donne, il suo libro, con una tale sensibilità da emozionarsi ed emozionare. ‘’Bisogna contrastare, ma soprattutto prevenire la violenza, è un impegno che riguarda tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini. La soluzione può venire solo dall’educazione, dalla cultura, da una presa di coscienza collettiva, da un cambiamento di mentalità. Una goccia nel mare questo mio scritto, ma tante gocce fanno il mare’’. (Michela Buonaguara)

 

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