Chi è un eroe?

Chi è un eroe? Se volessimo considerarla una domanda semplice, diremmo che un eroe è una persona di grande coraggio che è pronta a sacrificarsi per gli altri.

Ma proviamo a renderla una domanda difficile.

Riproviamo.

Chi è un eroe?

LAPILLI achille2Adesso che abbiamo fatto una domanda difficile, cerchiamo di riflettere. Da dove viene la parola eroe? Etimologicamente, questa parola proviene dal greco, ἣρως, collegato al verbo latino “servo”, col significato di preservare. Infatti, il compito degli eroi è di preservare l'umanità, di proteggere dal male gli uomini più deboli.

Un eroe è quindi un uomo o una donna con caratteristiche superiori, abilità che non possiede nessun altro (mentali o fisiche) che gli permettono di compiere delle gesta memorabili.

Tuttavia, le abilità e i superpoteri non bastano per fare un eroe. Nella figura dell'eroe sono racchiusi tutti i valori morali di un popolo, le fondamentali qualità di un ottimo cittadino, in modo che gli uomini normali possano ispirarsi al suo valore e alle sue gesta. L'eroe diventa così quasi un dio, vicino al popolo, pronto a proteggerlo nel momento del pericolo e a ricordargli in tempi di pace per cosa vale la pena lottare e cosa bisogna diventare.

Questa qualità dell'eroe, però, lo rende mortale.

Non sto parlando di kryptonite, sto parlando di qualcosa di molto più semplice. Del tempo. Un eroe, per quanto si possa parlare di lui come di una figura immortale, è soggetto allo scorrere del tempo e alle idee e credenze di un popolo.

Proviamo a fare un esempio:

Nella carta d'identità di un eroe della mitologia greca ci sono principalmente il coraggio, il valore militare, l'astuzia, l'onore. In molti casi si tratta non di semplici esseri umani, ma di semidei, come Ercole, uno degli eroi più conosciuti, figlio di Zeus e di Alcmena, una fanciulla umana.

Ma questi sono i valori esclusivamente della cultura greca che rendono l'eroe tale solo agli occhi del popolo che riesce a comprendere il suo valore e il suo sacrificio. Atti di così grande coraggio richiedono un "pubblico" che possa prima comprenderli e poi condividerne il significato. Questo spiega perché ogni popolo ha la sua figura guida e ad ogni epoca ha il suo eroe. Basta guardare in successione Achille, Ulisse ed Enea per capire quanto questi tre uomini gloriosi sono diversi tra loro, perché sono portavoci di popoli diversi. E si potrebbe continuare a parlare dei cavalieri cristiani, degli eroi romantici, degli antieroi del novecento, e troveremo sempre valida l'idea che l'eroe è il frutto di un determinato tempo, luogo, società e mentalità. Con lo stesso ragionamento possiamo arrivare a parlare dei supereroi, protagonisti dei fumetti letti dai bambini e dagli adulti. Tra questi, mi piacerebbe parlare di quello che più ha fatto parlare di sé negli ultimi tempi, Deadpool, al quale è stato dedicato un film uscito al cinema proprio questo mese.

Possiamo tranquillamente dire che il kalòs kai agathòs con Deadpool èLAPILLI Deadpool thumbs up andato a farsi benedire. Appare per la prima volta nel 1991 e per la sua parlantina viene subito sovrannominato "il mercenario chiacchierone". Questo insolito personaggio sembra sovvertire i dogmi dei supereroi, rovesciare un'intera tradizione Marvel. È volgare, profano, violento, e per renderlo ancor meno eroico è un mercenario. Inoltre nel film ci sono vari indizi della sua pansessualità, caratteristica anomala per un supereroe che dovrebbe essere portavoce dell'esempio - sbagliato - dell'uomo forte, virile ed eterosessuale. Già così si può intuire la differenza tra tanti supereroi dal cuore d'oro, pronti a sacrificarsi per il prossimo. A Wade Wilson (vero nome di Deadpool) non importa niente di essere un eroe e lo ripete più volte, quasi lo stesse ripetendo a se stesso. La sua moralità sembra essere legata esclusivamente al denaro che riceve come ricompensa per le missioni, eppure si mostra dal primo momento come un uomo positivo, allegro e divertente con un lavoro fuori dagli schemi. Questo personaggio è uno dei pochi nei fumetti ad essere consapevole di essere in un fumetto e a parlare direttamente con il lettore. Questa rottura della quarta parete avviene anche nel film, quando Deadpool racconta di come ha conosciuto Vanessa, una prostituta, con la quale aveva cominciato una relazione strettamente sessuale che, da rapporto superficiale, diventa un amore forte e sincero. La loro relazione è molto approfondita nel film nei suoi aspetti più divertenti e in quelli drammatici, quando la scoperta del cancro di Wade li farà allontanare. Pur di salvarsi dal cancro Wade decide di sottoporsi a degli esperimenti che non solo lo cureranno dal cancro ma che gli conferiranno anche dei poteri sovrumani. Abbandona quindi Vanessa e si presenta nella clinica gestita dal dottor Francis Freeman. Gli intenti filantropici della clinica però si rivelano falsi; la struttura è in realtà una fabbrica di mutanti in cui i pazienti vengono sottoposti a stressanti esperimenti per far attivare il Gene X, che attiverà i poteri. L'ultimo di questi dolorosi esperimenti attiva il fattore rigenerante che però si lega alle cellule cancerogene e farà rigenerare in modo anomalo la massa tumorale. Il risultato sarà un corpo completamente sfigurato. Tuttavia la mutazione ha reso le sue funzioni mentali e motorie più forti, nonché Wade praticamente invincibile, visto che ogni ferita sul suo corpo può rimarginarsi senza lasciare traccia. Inoltre gli ha conferito forza, resistenza, agilità, velocità di riflessi e di pensiero e longevità.

In cerca di vendetta, Wade indossa la maschera e diventa Deadpool, in ricordo degli amici perduti nella clinica e delle torture subite dal dottor Francis.

LAPILLI Deadpool coverNel film, il corpo sfigurato di Wade dà la possibilità di vedere un lato profondamente umano di questo eroe contro le regole. Senza la maschera, Deadpool torna ad essere l'uomo fregiato che non ha il coraggio di riavvicinarsi alla donna che ama e la sua insicurezza lo avvicina molto agli spettatori, lo fa diventare un amico, uno di loro. Sotto il costume rosso c'è un uomo che ha commesso degli sbagli, che ha fatto delle scelte disperate e che è accecato dal desiderio di vendetta. Questi sentimenti però non sono mai espressi con tensione drammatica, tutto resta goliardico, e comicamente volgare.

Deadpool crea quindi una parodia del dramma di un uomo moderno, un uomo che vive i piccoli piaceri di New York e i grandi drammi della vita, la malattia, la depressione. I suoi valori e difetti sono vicini a quelli del lettore - o dello spettatore - che, divertito, non può far altro che applaudire alle gesta poco eroiche di questo stravagante personaggio.

Michela Oliviero

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