Cime Tempestose 2026? Urlare non serve!
Emily Brontë si rivolta nella tomba? E Cathy e Heathcliff? Anche loro? Penso di sì.
Sicuramente la drammaticità del romanzo ė qui esacerbata dalla regista Emerald Fennell da un eccesso di tutto! Non ci sono i necessari chiaroscuri, non c'è neanche un crescendo rossiniano della tensione emotiva della vicenda, né tanto meno una crescita autoriale dei personaggi.
Margot sembra una bambola dal trucco eccessivo, labbra sempre semiaperte e occhioni sgranati e Jacob passa dalla delicatezza infantile al sadomaso senza fare una piega. Tutto diviene superfetazione linguistica e narrativa.
Non è un film dal quale si esce soddisfatti.
La più coerente e ben costruita ė la figura di Nellie Dean, interpretata dall'attrice tailandese Hong Chau, la governante, dama di compagnia di Cathy. Unico tocco convincente e coerente in tanto chiasso narrativo.
Tutto urla, diventa grottesco per la mancanza di equilibri dinamici. Si parte sin dall' inizio dalla musica, troppo alta, troppo reiterata, tormentosa ossessione di basso continuo, e si passa alle scene, spesso al limite del surreale. E poi dai costumi sempre super rossi della protagonista, alle scenografie, al trucco e parrucca.
È tutto "troppo”. Adrenalinico, tanto che, purtroppo, la storia d'amore si perde. Qui c'è maestria digitale, emozioni di celluloide, come si diceva una volta, ma non c'è, no, non c'è l'emozione di una grande storia d'amore.
Non è: un film "brutto" in assoluto, ma appunto eccessivo in troppi aspetti. In particolare, per la musica e comunque disequilibrato.
Margot Robbie e Jacob Elordi in "Cime tempestose" erano lì, ma forse non si sono neanche divertiti.
Alessandra Cesselon