Il latte: amico o nemico della nostra salute?

Foto latte 250Ogni giorno milioni di italiani consumano almeno una porzione di latte e suoi derivati e la cucina italiana ha saputo utilizzare questi alimenti per produrre piatti prelibati e famosi in tutti il mondo. Basti pensare alla iconica pizza margherita, che prevede la mozzarella, assieme a pomodoro e basilico per comporre il nostro tricolore ormai presente nelle tavole di tutto il mondo. D’altro canto, si leggono notizie sempre più allarmanti circa i presunti effetti negativi del latte: osteoporosi, aumentato rischio di cancro e così via. Allora il latte è “amico” o “nemico” della nostra salute? E’ bene fare chiarezza, senza farci prendere dagli allarmismi. Una meta-analisi, ovvero un elaborato che comprende l’analisi di numerosi studi presenti nella letteratura scientifica, condotta da due scienziati italiani e pubblicata nel 2014 sulla rivista internazionale “Advances in Nutrition” ha chiarito alcuni aspetti fondamentali: il latte e i suoi derivati sono alimenti proposti per tutte le fasi della vita, specialmente durante l’infanzia e l’adolescenza, grazie al loro contenuto di calcio, fosforo, proteine e altri micro-nutrienti importanti a promuovere lo sviluppo scheletrico, muscolare e neurologico. Nonostante la buona quota di acidi grassi saturi presenti nel latte, al momento la maggioranza degli studi in letteratura evidenzia che il consumo di latte e suoi derivati non incrementa il rischio di comparsa di malattie cardiovascolari o l’incidenza di alcune forme di cancro. Infatti, più di quaranta studi hanno mostrato che non c’è alcuna associazione tra consumo di questi alimenti e aumentato rischio di cancro al polmone, alla mammella o alle ovaie. Per quanto riguarda la temuta osteoporosi, gli studi concordano nell’affermare che una buona dose di calcio sia fondamentale per costituire le ossa, specialmente nel periodo di picco di formazione del tessuto durante l’adolescenza, ma uno studio americano condotto su quasi 40.000 persone ha mostrato che non c’era un maggior rischio di fratture in chi consumava meno di un bicchiere di latte al giorno. Probabilmente perché queste persone optavano anche per altre fonti di calcio, seppur più modeste. La questione rimane aperta. In conclusione il latte e i suoi derivati possono essere tranquillamente assunti in un regime alimentare equilibrato, in circa una-due porzioni al giorno, mentre bisogna fare attenzione per quei casi in cui l’alimento diventa sicuramente un “nemico”, per i sintomi più o meno fastidiosi e più o meno significativi la cui assunzione può comportare:allergia alle latto-proteine e intolleranza allo zucchero lattosio.

Vincenzo Andrea Borriello

Biologo Nutrizionista

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