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Uno degli alimenti caratteristici della dieta italiana è il vino, preferibilmente rosso. Infatti, nella iconografia tradizionale della cucina italiana, tramandata in tutto il mondo, è spesso presente, sul tavolo imbandito con la tovaglia a scacchi bianca e rossa, accanto ad un piatto di spaghetti fumanti al pomodoro fresco, una bottiglia di vino rosso. L’Italia può fregiarsi di essere una delle maggiori produttrici di vino, e di superba qualità, visto che il clima e il territorio, uniti ad una sapiente tecnica millenaria, consentono la coltura di numerosi vitigni. Largo spazio al consumo di vino? Assolutamente no.
Per anni ha tenuto banco il cosiddetto “paradosso francese”, che poi si è visto essere una bufala dal punto di vista scientifico. Non si riusciva a spiegare la bassa incidenza di eventi cardiovascolari tra i francesi, nonostante il largo consumo di formaggi e di burro. Poiché i francesi assumevano buone quantità di vino, principalmente rosso, si è pensato che questa bevanda, e in particolare una sua molecola, il resveratrolo, potesse essere un fattore cardio-protettivo. Il resveratrolo è un anti-ossidante contenuto nell’uva rossa, ma per poter avere un qualche effetto sul nostro organismo, dovrebbe essere presente in concentrazioni di almeno 10 mg/l di sangue, un quantitativo che si può raggiungere bevendo circa 20 litri di vino al giorno, una quantità insostenibile. Inoltre, diversi studi hanno constatato che il resveratrolo, in età adulta e avanzata, non esercita alcuna azione protettiva nei confronti delle malattie tipiche dell’invecchiamento.
Tenendo conto che il vino contiene etanolo, la molecola che conferisce il grado alcolico della bevanda, e che ogni grammo di etanolo comporti circa 7 calorie, va da sé che in un regime dimagrante è bene togliere queste bevande, almeno per i primi tempi, visto che un calice da soli 125 ml di vino contiene circa 90 calorie.
Il consumo di bevande alcoliche può risultare utile o dannoso a seconda della sua entità che, se eccessiva, porta inevitabilmente ad alterare l'equilibrio della dieta, sostituendo con alcol altri fondamentali consumi alimentari, oltre ad esporre al rischio delle conseguenze tossiche degli abusi di alcol.
Bisogna sempre ricordare che il vino è un alimento a tutti gli effetti: mentre l’acqua “si beve”, il vino “si gusta” in limitate quantità: non più di 2 calici al giorno per gli uomini e 1 per le donne, assunti sempre durante i pasti.
Vincenzo Andrea Borriello
Biologo Nutrizionista