Pacchetto infrazioni di giugno: decisioni principali

Bruxelles, 14 giugno 2017. Panoramica per settore

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Con le decisioni sui casi d'infrazione adottate questo mese la Commissione europea (di seguito "Commissione") avvia azioni legali nei confronti di alcuni Stati membri per inadempimento degli obblighi previsti dal diritto dell'UE. Le decisioni qui esposte, relative a diversi settori e ambiti della politica dell'UE, mirano a garantire la corretta applicazione del diritto dell'UE a beneficio dei cittadini e delle imprese.

Le decisioni principali adottate dalla Commissione, raggruppate per settore, sono illustrate di seguito. La Commissione procede inoltre ad archiviare 101 casi in cui le questioni pendenti con gli Stati membri interessati sono state risolte senza che fosse necessario proseguire oltre nella procedura.

Per maggiori informazioni sulla procedura di infrazione dell'UE si rinvia al testo integrale del MEMO/12/12. Per ulteriori informazioni su tutte le decisioni adottate si invita a consultare il registro delle decisioni sui procedimenti di infrazione.

 

  1. Energia

(Per ulteriori informazioni: Anna-Kaisa Itkonen - tel.: +32 229 56186, Nicole Bockstaller – tel.: +32 229 52589)

Una lettera di costituzione in mora e un parere motivato

La Commissione invita la REPUBBLICA CECA e i PAESI BASSI a conformarsi pienamente alla direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia

La Commissione europea ha invitato la Repubblica ceca a recepire in modo corretto nel suo ordinamento interno tutte le prescrizioni della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (direttiva 2010/31/UE). Nell'UE il 40 % del consumo energetico e il 36 % delle emissioni di CO2 sono imputabili agli edifici. Il corretto recepimento della direttiva è fondamentale sia per il conseguimento degli obiettivi dell'UE in materia di energia e clima sia per aiutare i consumatori a risparmiare sulle bollette energetiche e ad accrescere il loro comfort. In virtù del diritto UE, gli Stati membri devono fissare ed applicare requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi ed esistenti, garantire la certificazione della prestazione energetica degli edifici e prescrivere ispezioni periodiche degli impianti di riscaldamento e di condizionamento dell'aria. Gli Stati membri sono inoltre tenuti a garantire che, a partire dal 2021, tutti gli edifici di nuova costruzione siano "a energia quasi zero". Secondo la valutazione della Commissione non tutte le prescrizioni della direttiva sono state soddisfatte. In particolare, la legislazione nazionale non garantisce ancora l'affissione dell'attestato di prestazione energetica negli edifici frequentati dal pubblico, come prescritto. La Repubblica ceca dispone di due mesi per adempiere ai propri obblighi; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE. La Commissione ha inoltre inviato un'ulteriore lettera di costituzione in mora ai Paesi Bassi chiedendo formalmente di garantire il corretto recepimento e l'applicazione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (direttiva 2010/31/UE).

Un parere motivato

Sicurezza delle operazioni in mare: la Commissione invita i PAESI BASSI a recepire pienamente la direttiva UE sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi

La Commissione ha invitato i Paesi Bassi ad assicurare il pieno recepimento della direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare (direttiva 2013/30/UE). Nella suddetta direttiva l'UE ha stabilito una serie di norme che contribuiscono a prevenire gli incidenti e a rispondervi tempestivamente e in modo efficace qualora essi si verifichino. Gli Stati membri devono garantire che le imprese alle quali concedono licenze di esplorazione o di produzione abbiano una solida capacità finanziaria, le competenze tecniche necessarie e risorse prontamente disponibili in caso di necessità. Le imprese sono inoltre pienamente responsabili dei danni ambientali arrecati alle specie e agli habitat naturali protetti. La direttiva doveva essere recepita nel diritto nazionale entro il 19 luglio 2015. In data odierna la Commissione ha inviato un ulteriore parere motivato ai Paesi Bassi in quanto permangono lacune nella legislazione nazionale che recepisce la direttiva. I Paesi Bassi dispongono di due mesi per adempiere ai propri obblighi; in caso contrario la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Una lettera di costituzione in mora

Direttive sull'energia elettrica e sul gas: La Commissione europea ha inviato una lettera di costituzione in mora ai Paesi Bassi, invitandoli formalmente a garantire il corretto recepimento e l'applicazione della direttiva sull'energia elettrica (direttiva 2009/72/CE) e della direttiva sul gas (direttiva 2009/73/CE). Le direttive rientrano nel terzo pacchetto energia e contengono disposizioni giuridiche fondamentali per consentire il buon funzionamento dei mercati dell'energia.

  1. Ambiente

(Per ulteriori informazioni: Enrico Brivio – tel.: +32 229 56172, Iris Petsa – tel.: +32 229 93321)

Pareri motivati

Protezionedella natura: la Commissione esorta la POLONIA a rispettare le norme sulla protezione della natura per quanto concerne il lago Gopło

La Commissione invia alla Polonia un ulteriore parere motivato in merito alla violazione delle direttive uccelli e habitat relativamente ai due siti Natura 2000 lago Gopło e Ostoja Nadgoplańska, nella Polonia centrale. Il caso riguarda l'attività di una miniera di lignite a cielo aperto situata in prossimità di tali siti. Tale attività comporta un abbassamento del livello delle acque sotterranee che può compromettere l'equilibrio idrologico della zona del lago e causare importanti effetti negativi sui siti. Nel primo parere motivato emesso nel gennaio 2012, la Commissione ha invocato l'inadempimento relativo alla valutazione dell'impatto ambientale delle attività minerarie a cielo aperto, in particolare per quanto riguarda l'adeguatezza dei metodi di modellizzazione. Le autorità polacche hanno accettato di correggere il modello idrogeologico e quello nuovo conferma i rischi di importanti effetti negativi. L'autorizzazione ambientale rilasciata per la miniera nel 2007 sulla base della valutazione iniziale è tuttavia ancora valida e, nonostante i risultati del nuovo modello, non sono state adottate misure volte ad una revisione di tale autorizzazione. Per questo motivo la Commissione ha deciso in data odierna di inviare un ulteriore parere motivato e dare alla Polonia la possibilità di considerare in modo soddisfacente i nuovi risultati e adeguare le condizioni di attività della miniera a cielo aperto. Se la Polonia non agirà entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia dell'UE.

Qualità dell'aria: la Commissione richiama la Polonia per omessa comunicazione delle misure per ridurre le emissioni di vapori di benzina

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare un parere motivato alla Polonia, dato che le autorità polacche non hanno comunicato le misure volte a ridurre le emissioni di vapori di benzina. Gli Stati membri erano tenuti a recepire, entro il 13 marzo 2016, una modifica adottata nel 2014 delle norme dell'UE sulla riduzione delle emissioni di vapori di benzina nell'atmosfera durante il rifornimento dei veicoli a motore nelle stazioni di servizio (direttiva 2014/99/UE della Commissione) La Polonia non ha ancora notificato gli strumenti giuridici che recepiscono nel suo ordinamento interno le disposizioni sulle verifiche dei sistemi di recupero dei vapori di benzina. La direttiva succitata costituisce uno strumento essenziale per proteggere la salute umana e ambientale limitando le emissioni nell'atmosfera di composti organici volatili rilasciati dalla benzina. Tali composti sono causa di livelli eccessivi di benzene, sostanza tossica, e della formazione fotochimica di ozono che provoca malattie respiratorie come l'asma. L'ozono inoltre è un gas a effetto serra. La Commissione invia pertanto un parere motivato e concede alle autorità polacche due mesi per rispondere. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà deferire la Polonia alla Corte di giustizia dell'UE.

Borse di plastica: la Commissione invita CIPRO, GRECIA, ITALIA e POLONIA ad attuare le norme dell'UE relative alle borse di plastica in materiale leggero

La Commissione sollecita Cipro, Grecia, Italia e Polonia a ultimare il recepimento nel proprio ordinamento interno della legislazione UE in materia di rifiuti. Nel quadro della lotta allo spreco di risorse e alla dispersione di rifiuti, per rispettare la direttiva sulle borse di plastica in materiale leggero [direttiva (UE) 2015/720], gli Stati membri erano tenuti ad adottare misure volte a ridurre il consumo di borse di plastica in materiale leggero entro il 27 novembre 2016. La direttiva obbliga gli Stati membri a raggiungere questo obiettivo mediante l'applicazione di un prezzo alle borse di plastica in materiale leggero e/o l'introduzione di obiettivi nazionali di riduzione. Alle amministrazioni nazionali è proposta una serie di misure per conseguire gli obiettivi stabiliti di comune accordo, tra questi vi sono strumenti economici, come ad esempio imposte o l'attribuzione di un prezzo. Un'altra possibilità sono gli obiettivi di riduzione a livello nazionale: gli Stati membri devono garantire che l'uso annuale non superi 90 borse di plastica pro capite entro la fine del 2019 e 40 borse entro la fine del 2025. Entrambe le opzioni possono essere conseguite mediante misure obbligatorie o accordi con i settori economici. È anche possibile vietare le borse di plastica, purché tali divieti non vadano al di là dei limiti stabiliti dalla direttiva al fine di preservare la libera circolazione delle merci all'interno del mercato unico europeo. La Commissione verifica, in via prioritaria, se gli Stati membri hanno rispettato l'obbligo di recepire la direttiva in questione. In data odierna la Commissione invia un ultimo richiamo a Cipro, Grecia, Italia e Polonia per la persistente omissione nel notificare alla Commissione le misure adottate. I suddetti Stati membri hanno ora due mesi di tempo per rispondere al parere motivato. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà deferire gli Stati membri in questione alla Corte di giustizia dell'UE.

Una lettera di messa in mora e un parere motivato

Rumore: la Commissione esorta REPUBBLICA CECA e SLOVACCHIA ad adottare misure in materia di rumore ambientale

La Commissione invita Repubblica ceca e Slovacchia a elaborare mappe acustiche strategiche e piani d'azione come previsto dalla direttiva sul rumore (direttiva 2002/49/CE). Il rumore ambientale provocato dal traffico stradale, ferroviario e aeroportuale, dalle attività industriali, dall'edilizia e da altre attività svolte all'aperto, è la seconda causa di morte prematura dopo l'inquinamento atmosferico. La direttiva sul rumore prevede che gli Stati membri adottino mappe acustiche con la rappresentazione dell'esposizione acustica per i maggiori agglomerati, gli assi stradali e ferroviari principali e gli aeroporti più importanti. Tali mappe fungono quindi da base per definire misure antirumore nei piani di azione. La Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora alla Slovacchia nell'aprile 2016, chiedendo di adempiere agli obblighi fondamentali stabiliti nella direttiva sul rumore. La Slovacchia tuttavia non ha ancora adottato né le mappe acustiche strategiche per 445 tratte stradali principali, né i piani d'azione per 2 agglomerati, 462 assi stradali principali e per i 16 assi ferroviari principali, pertanto la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato. La Slovacchia ha ora due mesi di tempo per rispondere; in caso contrario, la Commissione può decidere di deferire la Slovacchia alla Corte di giustizia dell'UE. La Repubblica ceca deve ancora adottare varie mappe acustiche e tutti i piani d'azione per agglomerati, assi stradali e ferroviari principali e per l'aeroporto principale. La Commissione ha pertanto deciso di inviare un parere motivato. Le autorità della Repubblica ceca dispongono ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni presentate dalla Commissione.

Lettere di costituzione in mora

Qualità dell'aria: la Commissione esorta la ROMANIA a garantire il corretto monitoraggio della qualità dell'aria in tutto il territorio nazionale

La Commissione invia alla Romania una lettera di costituzione in mora in merito alle significative carenze nel rilevamento dell'inquinamento atmosferico. L'inquinamento atmosferico, che causa oltre 25 000 morti premature all'anno solo in questo Stato membro, rappresenta un grave rischio per la salute pubblica. Il primo monito riguarda la rete di rilevazione dei parametri atmosferici di numerose zone e agglomerati nonché di tutti i principali inquinanti, tra cui biossido di zolfo, biossido di azoto e ossidi di azoto, particolato, piombo, benzene, monossido di carbonio e ozono, arsenico, cadmio, mercurio, nichel e idrocarburi policiclici aromatici. La corretta rilevazione dei parametri atmosferici è un prerequisito fondamentale al fine di verificare la conformità alle varie norme UE in materia di qualità dell'aria. La legislazione dell'UE sulla qualità dell'aria e un'aria più pulita in Europa impone agli Stati membri di valutare la qualità dell'aria su tutto il loro territorio e di adottare misure volte a limitare l'esposizione dei cittadini agli inquinanti atmosferici. La Romania non ha costituito una rete di rilevazione dei parametri conforme alle norme e alle prescrizioni dell'UE per valutare efficacemente la qualità dell'aria e migliorarla.

Rifiuti: la Commissione invita AUSTRIA e GERMANIA a conformarsi agli obblighi di informazione in materia di norme sui rifiuti

Nel quadro di un'azione orizzontale, la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di Austria e Germania per aver omesso di riferire in merito al recepimento delle norme UE sui rifiuti. Le procedure avviate in data odierna riguardano i dati mancanti nella relazione per il periodo 2013-2015 sul conseguimento degli obiettivi di riciclaggio e recupero dei rifiuti urbani e dei rifiuti da costruzione e demolizione a norma della direttiva quadro sui rifiuti (direttiva 2008/98/CE).

 

  1. Stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali

(Per ulteriori informazioni: Vanessa Mock – tel.: +32 229 56194, Letizia Lupini - tel.: +32 229 51958)

Un deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea

La Commissione deferisce la CROAZIA alla Corte di giustizia dell'UE per non aver recepito correttamente le norme dell'UE in materia di revisione legale dei conti

La Commissione europea ha deciso di deferire la Croazia alla Corte di giustizia dell'UE per non aver pienamente recepito nel suo ordinamento interno le norme europee in materia di revisione legale dei conti. Un corretto e tempestivo recepimento della direttiva sulla revisione legale dei conti (direttiva 2014/56/UE) è un passo importante per potenziare e rafforzare lalegislazione dell'UE in materia di revisione legale dei conti, in quanto essa affronta una serie di carenze emerse nel settore della revisione legale dei conti durante la recente crisi. Il mancato recepimento della direttiva in Croazia non solo impedisce attualmente ai portatori d'interesse, come investitori e azionisti, di beneficiare delle nuove norme che migliorano notevolmente la qualità della revisione legale dei conti, ma va a scapito inoltre del regolare funzionamento dei mercati nazionali e dell'UE. Il quadro giuridico croato inoltre desta preoccupazioni circa la sua affidabilità e credibilità in quanto le prescrizioni più rigorose in materia di indipendenza e obiettività contenute nella direttiva non sono state recepite. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Lettere di costituzione in mora e pareri motivati

Servizi finanziari: La Commissione invita AUSTRIA, DANIMARCA, ESTONIA e FINLANDIA a recepire le norme dell'UE in materia di assicurazioni

La Commissione ha deciso di inviare pareri motivati a Estonia e Danimarca invitandole a recepire pienamente la direttiva Solvibilità II (direttiva 2009/138/CE) e la direttiva Omnibus II (direttiva 2014/51/UE). Tali direttive, che sostituiscono le 14 direttive in materia di assicurazione e riassicurazione note in precedenza con la denominazione "Solvibilità I", mirano a garantire la solidità finanziaria delle compagnie di assicurazione in periodi finanziariamente difficili. Le anzidette direttive sono pienamente applicabili dal 1° gennaio 2016 e il termine di recepimento nell'ordinamento interno era il 31 marzo 2015. Estonia e Danimarca hanno tuttavia omesso di notificare alla Commissione tutte le misure necessarie al pieno recepimento di tali norme nel loro ordinamento interno. L'invito della Commissione avviene in forma di parere motivato e fa seguito a lettere di costituzione in mora da lei inviate ai suddetti Stati membri nel maggio 2015. Esaminate le risposte, la Commissione continua a ritenere che in tali Stati membri il recepimento delle direttive non sia ancora stato completato. Se gli Stati membri interessati non agiranno entro due mesi, potranno essere deferiti alla Corte di giustizia dell'UE. Sulla stessa questione, la Commissione ha deciso di inviare due lettere di messa in mora anche all'Austria e alla Finlandia, invitando le autorità nazionali a recepire pienamente la direttiva Solvibilità II nel loro ordinamento interno. Se Austria e Finlandia non agiranno entro due mesi, la Commissione potrà inviare loro pareri motivati su tale questione.

Pareri motivati

La Commissione invita BELGIO e ROMANIA ad applicare le norme UE sui conti di pagamento

La Commissione sollecita Belgio e Romania a precisare le modalità di recepimento nel loro ordinamento interno della direttiva sui conti di pagamento (direttiva 2014/92/UE), un obbligo che i due Stati membri erano tenuti ad adempiere entro il 18 settembre 2016. La direttiva garantisce il diritto di tutti coloro che soggiornano legalmente nell'UE ad aprire e usare un conto di pagamento di base ad un costo ragionevole, indipendentemente dal luogo di residenza. Essa inoltre accresce la trasparenza delle spese del conto di pagamento e rende più semplice il confronto delle spese stesse e il trasferimento dei conti. La richiesta della Commissione avviene in forma di pareri motivati; se le autorità dei suddetti Stati membri non agiranno entro due mesi, i casi potranno essere deferiti alla Corte di giustizia dell'UE.http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:32014L0092

La Commissione invita CIPRO, SPAGNA e IRLANDA a recepire le norme UE sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità

La Commissione in data odierna ha invitato Cipro, Spagna e Irlanda a recepire pienamente la direttiva 2014/95/UE sulle informazioni non finanziarie per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di alcune imprese e alcuni gruppi di grandi dimensioni. Le informazioni finanziarie e non finanziarie forniscono a investitori e altri portatori d'interesse un quadro completo della situazione e dei risultati delle imprese. Gli Stati membri erano tenuti a recepire la direttiva entro il 6 dicembre 2016. Tuttavia Cipro, Spagna e Irlanda non hanno ancora comunicato le misure di recepimento alla Commissione europea. Se tali misure non saranno comunicate entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire gli Stati membri in questione alla Corte di giustizia dell'UE.  

  1. Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI

(Per ulteriori informazioni: Lucia Caudet – tel.: +32 229 56182, Mirna Talko – tel.: +32 229 87278)

Pareri motivati

Servizi di certificazione: la Commissione invita l'ITALIA a eliminare le limitazioni di stabilimento imposte alle società di attestazione

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare all'Italia un parere motivato, invitandola ad abolire le limitazioni imposte alle società di attestazione [Società Organismo di Attestazione (SOA)]. Le società organismo di attestazione sono organizzazioni private che certificano la capacità finanziaria e tecnica delle imprese italiane che partecipano a lavori pubblici. L'Italia impone l'obbligo di una sede secondaria in Italia per le società di attestazione di altri Stati membri. Tale obbligo costituisce un ostacolo sproporzionato alla libera prestazione di servizi per le imprese stabilite in altri Stati membri, il che è incompatibile con la direttiva servizi (direttiva 2006/123/CE) e con l'articolo 56 del TFUE. Con tale parere motivato la Commissione chiede all'Italia di eliminare detta limitazione. L'Italia dispone di due mesi per notificare alla Commissione le misure adottate al fine di porre rimedio a tale situazione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Elettrotecnica, elettronica e meccanica: la Commissione esorta la FINLANDIA a recepire le nuove norme

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare alla Finlandia un parere motivato, invitandola a recepire pienamente nel proprio ordinamento interno le direttive dell'UE nei settori dell'elettrotecnica, dell'elettronica e dell'ingegneria meccanica. Le direttive in questione perseguono tutte il medesimo obiettivo di rafforzare la sorveglianza del mercato assicurando la rintracciabilità dei prodotti non conformi sul mercato dell'UE. Nel caso di specie la Commissione invita la Finlandia ad estendere il recepimento della direttiva sulla compatibilità elettromagnetica (direttiva 2014/30/UE), della direttiva sugli ascensori (direttiva 2014/33/EU), della direttiva sul materiale elettrico usato entro determinati limiti di tensione (direttiva 2014/35/EU) affinché le norme si applichino anche alle Isole Åland. La direttiva sulla compatibilità elettromagnetica garantisce che gli apparecchi elettrici ed elettronici non generino perturbazioni elettromagnetiche o non ne subiscano gli effetti. La direttiva sugli ascensori stabilisce i requisiti che devono possedere gli ascensori e i componenti di sicurezza per ascensori sul mercato dell'UE, garantendo nel contempo un elevato livello di sicurezza per gli utenti e per il personale di manutenzione degli ascensori. La direttiva sul materiale elettrico usato entro determinati limiti di tensione stabilisce i requisiti essenziali di sicurezza del materiale elettrico destinato ad essere adoperato ad esempio per gli apparecchi domestici, i cavi e le unità di alimentazione. Tutte queste direttive avrebbero dovuto essere pienamente recepite entro il 19 aprile 2016 e ora le autorità finlandesi hanno due mesi di tempo per comunicarne alla Commissione il recepimento; diversamente, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

  1. Giustizia, consumatori e parità di genere

(Per ulteriori informazioni: Christian Wigand – tel.: +32 229 62253, Melanie Voin - tel.: +32 229 58659)

Parere motivato

Abusi di mercato: la Commissione esorta la SPAGNA a recepire le norme UE sulle sanzioni penali applicabili agli abusi di mercato

La Commissione ha invitato la Spagna a recepire la legislazione UE in materia di sanzioni penali applicabili agli abusi di mercato (direttiva 2014/57/UE). Queste norme, unitamente al regolamento sugli abusi di mercato, garantiscono che i mercati finanziari europei siano efficienti, trasparenti e attendibili e contribuiscano al completamento dell'unione dei mercati dei capitali. La direttiva attribuisce alle autorità più ampi poteri di agire contro soggetti responsabili della manipolazione e dell'abuso di informazioni. Gli Stati membri dovranno rendere penalmente perseguibili tali comportamenti, compresa la manipolazione dei parametri, e assicurare che, in tutta Europa, questi reati siano passibili di sanzioni effettive. La direttiva doveva essere recepita nell'ordinamento interno entro il 3 luglio 2016. La Spagna non ha ancora notificato alla Commissione le norme nazionali di recepimento della legislazione  notificato alla Commissione le norme nazionali di recepimento della legislazione UE. Di conseguenza, la Commissione esorta le autorità spagnole a prendere provvedimenti. Se le autorità spagnole non agiranno entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia dell'UE.

 

  1. Migrazione, affari interni e cittadinanza

(Per ulteriori informazioni: Tove Ernst – tel.: +32 229 86764, Markus Lammert - tel.: +32 229 80423)

 

Parere motivato

Migrazione: la Commissione invita la CROAZIA ad applicare pienamente il regolamento Eurodac

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare un parere motivato alla Croazia, invitandola ad attuare correttamente il regolamento Eurodac [regolamento (UE) n. 603/2013]. Il regolamento EURODAC disciplina il rilevamento delle impronte digitali dei richiedenti asilo e dei migranti irregolari fermati in relazione all'attraversamento delle frontiere esterne dell'Unione e la trasmissione di tali dati alla banca dati centrale di Eurodac. La Commissione ha inviato una lettera di messa in mora alle autorità croate nel dicembre 2015 per l'incompleta attuazione del regolamento Eurodac. Le riserve della Commissione non sono state ancora considerate, pertanto la Commissione ha inviato in data odierna un parere motivato. La Croazia dispone ora di due mesi per rispondere, dopo di che la Commissione può decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Lettere di costituzione in mora

Ricollocazione: la Commissione avvia procedure d'infrazione nei confronti di REPUBBLICA CECA, UNGHERIA e POLONIA

La Commissione ha avviato in data odierna procedure d'infrazione nei confronti della Repubblica ceca, dell'Ungheria e della Polonia che non hanno ottemperato agli obblighi di cui alle decisioni del Consiglio del 2015 sulla ricollocazione. Nonostante i ripetuti inviti ad agire formulati dalla Commissione, questi tre paesi continuano a violare i loro obblighi giuridici ed hanno trascurato gli impegni assunti nei confronti della Grecia, dell'Italia e di altri Stati membri. Le decisioni del Consiglio impongono agli Stati membri di impegnarsi a mettere a disposizione posti per la ricollocazione ogni tre mesi al fine di garantire una procedura di ricollocazione rapida e ordinata. L'Ungheria non ha ricollocato nessuno da quando è stato avviato il meccanismo di ricollocazione e la Polonia, dal canto suo, non ha né intrapreso alcuna ricollocazione né ha rispettato alcun impegno dal dicembre 2015. La Repubblica ceca non ha effettuato alcuna ricollocazione dall'agosto 2016 né ha rispettato alcun nuovo impegno da oltre un anno. La Commissione aveva precedentemente annunciato nella 12a relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento presentata il 16 maggio, che gli Stati membri che non avevano effettuato alcun ricollocamento o non avevano assunto alcun impegno per un anno, venendo meno ai loro obblighi giuridici, avrebbero dovuto iniziare a farlo senza indugio ed entro un mese. Come annunciato ieri nella 13a relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento, poiché finora Repubblica ceca, Ungheria e Polonia non hanno intrapreso alcuna azione per ottemperare ai loro obblighi, la Commissione ha deciso in data odierna di avviare procedure di infrazione e di inviare lettere di costituzione in mora a questi tre Stati membri. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

  1. Mobilità e trasporti

(Per ulteriori informazioni: Enrico Brivio – tel.: +32 229 56172, Alexis Perier - tel.: +32 229 69143)

 

Parere motivato

Trasporto ferroviario: la Commissione esorta la SPAGNA a completare il recepimento della normativa che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico

La Commissione ha invitato la Spagna a recepire pienamente la direttiva 2012/34/UE che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico. La direttiva introduce norme dettagliate in materia di imposizione di canoni e di assegnazione della capacità che mirano a garantire l'accesso non discriminatorio all'infrastruttura ferroviaria a tutte le imprese ferroviarie. Essa rafforza inoltre il ruolo degli organismi nazionali indipendenti di regolamentazione del settore ferroviario, introducendo, tra l'altro, il diritto di controllare la struttura e il livello dei canoni come pure le modalità di accesso agli impianti di servizio (come terminali e stazioni) nonché il diritto di effettuare la revisione dei conti dei gestori dell'infrastruttura, delle imprese ferroviarie e degli operatori degli impianti di servizio. La direttiva impone inoltre agli Stati membri di garantire che i gestori dell'infrastruttura cooperino in merito a questioni relative all'assegnazione della capacità e all'imposizione di canoni che si ripercuotono sul trasporto internazionale. La direttiva 2012/34/UE doveva essere recepita nell'ordinamento interno entro il 16 giugno 2015. Sebbene le autorità spagnole abbiano adottato la legislazione che recepisce alcune parti della direttiva, le misure di recepimento notificate dalla Spagna non sembrano essere complete. La Spagna dispone ora di due mesi per notificare alla Commissione ulteriori misure; diversamente la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

 

  1. Fiscalità e unione doganale

(Per ulteriori informazioni: Vanessa Mock – tel.: +32 229 56194, Patrick Mc Cullough – tel.: +32 229 87183)

 

Un'archiviazione

Fiscalità: La Commissione ha risolto con successo un caso riguardante la FINLANDIA in merito all'imposta sugli autoveicoli a noleggio e in leasing

La Commissione ha archiviato in data odierna la procedura di infrazione che aveva avviato nei confronti della Finlandia riguardante l'imposta sugli autoveicoli in leasing e a noleggio. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'UE, all'atto  dell'immatricolazione da parte di un residente in Finlandia di un veicolo a motore noleggiato o preso in leasing in un altro Stato membro, nel caso in cui si possa determinare l'esatta durata d'uso del veicolo, ad esempio in noleggio o in leasing, può essere riscossa soltanto una quota proporzionale dell'imposta sui veicoli. In Finlandia i cittadini erano precedentemente obbligati a versare l'intero importo del bollo auto in anticipo e ad attendere il rimborso dell'imposta rimanente una volta che il veicolo non fosse più immatricolato in Finlandia. A seguito dell'azione intrapresa dalla Commissione nel febbraio 2015, le autorità finlandesi hanno modificato la legislazione, che dal 1º gennaio 2017 è pertanto conforme al diritto dell'UE in materia.

  1. Principi dei trattati

(Per ulteriori informazioni: Alexander Winterstein – tel.: +32 229 93265, Uldis Šalajevs – tel.: +32 229 67560)

 

Una lettera di costituzione in mora

Responsabilità dello Stato in caso di violazione del diritto dell'UE La Commissione ha deciso in data odierna di inviare alla Spagna una lettera di costituzione in mora dato che le sue norme nazionali in materia di responsabilità dello Stato per violazione del diritto dell'UE a motivo della legislazione spagnola sono contrarie ai principi di equivalenza e/o effettività. La legislazione spagnola ha stabilito condizioni di responsabilità meno favorevoli in caso di violazione del diritto dell'UE rispetto alla responsabilità connessa a una violazione della costituzione spagnola. Inoltre essa contiene condizioni procedurali non in linea con la giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia dell'UE. Le disposizioni nazionali contestate rendono eccessivamente difficile accertare la responsabilità dello Stato in caso di violazione del diritto dell'UE, generando pertanto un impatto negativo sull'effettività del diritto dell'UE.

MEMO/17/1577

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