Raito officina del dialogo interreligioso. Il rabbino capo di Roma Di Segni incontra la comunità parrocchiale

LAPILLI Locandina incontro Raito 10 11 16Nel febbraio scorso un imam entrava in una chiesa, saliva sul pulpito e declamava il richiamo alla preghiera, quel canto, quasi un lamento struggente, proprio della religione islamica, suggestivo, che evoca minareti e arsure mediorientali. Succedeva a Raito, in provincia di Salerno.

A nove mesi di distanza il piccolo centro delle costiera amalfitana si conferma officina del dialogo interreligioso. Il  10 novembre ospiterà infatti il rabbino capo della comunità ebraica di Roma Riccardo Di Segni. L’iniziativa è ancora una volta del giovane parroco Don Ciro Giordano. “Le differenze religiose non devono essere giustificazione all’odio e alla violenza e le grandi idee che ci identificano devono essere messe al servizio della collettività”. Così parlava Papa Francesco in visita alla sinagoga di Roma nel gennaio scorso e l’attività pastorale di Don Ciro sembra essere informata proprio a questi principi. Il confronto tra le diversità al servizio della collettività. In un’epoca in cui le appartenenze religiose sono spesso fraintese e motivo di aspre conflittualità, l’incontro di giovedì prossimo è un momento di condivisione di innegabile importanza, un gesto di amicizia, un’esperienza di crescita e formazione.

Si parlerà di Dio. Di un Dio comune, “il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”. Se ne parlerà attraverso una lettura esegetica del capitolo 3 dell’Esodo in cui si narra dell’episodio di Mosè al cospetto del roveto ardente. L’esposizione sarà curata da Rav. Di Segni, uno dei massimi esponenti e divulgatori della tradizione rabbinica. La necessità di una lectio tenuta da un rappresentante della religione ebraica è perfettamente in linea con le prescrizioni del paragrafo 40 del documento redatto in dicembre dalla Commissione vaticana per i rapporti religiosi con l’ebraismo: “I cristiani sono chiamati a rendere testimonianza della loro fede in Gesù Cristo anche davanti agli ebrei; devono farlo però con umiltà e sensibilità, riconoscendo che gli ebrei sono portatori della Parola di Dio”. La comunità parrocchiale di Raito si prepara pertanto all’ascolto riverente e al confronto con chi già Giovanni Paolo II non esitò a considerare “fratelli maggiori nella fede”.

A concludere l’incontro, che si terrà presso la sala convegni dell’Hotel Raito, S.E. Mons. Orazio Soricelli, arcivescovo della diocesi di Amalfi-Cava de’Tirreni e membro della commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo.

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