Agenda

LAPILLI STEMMA Basilica Assisi 250L’umanità è il tema principale dell’evento il “Cortile di Francesco” che si svolgerà ad Assisi dal 23 al 27 settembre. Tra le 90 personalità della società civile, della cultura, della politica e dell'arte che parteciperanno a questa cinque giorni, ci sarà anche un confronto tra Susanna Camusso e Giorgio Squinzi sulla questione lavoro e umanità il 25 settembre  alle 18.30 nella piazza della Basilica Superiore di san Francesco. Più di 12.000 gli iscritti, completi workshop e eventi dedicati ai bambini che vedranno la partecipazione di Bauman, Toscani e Uto Ughi, ma anche incontri con Pupi Avati, Massimiliano Fuksas, Massimo Cacciari e Philippe Daverio. 

L’umanità è non fare ad altri – sottolinea l’architetto Fuksas - quello che non vorresti venisse fatto a te” mentre il maestro Avati commenta: “la parola umanità significa le tante persone che ti sono state vicine nel tempo e con le quali hai scambiato un’avventura complicata, ma anche meravigliosa, come la vita”.

E' questo lo spirito che animerà le conferenze e i workshop inseriti nel programma ricco di eventi con ben 48 incontri, due concerti e 90 relatori. “È Publio Terenzio Afro – sottolinea padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro convento di Assisi - a regalarci una delle prime definizioni della parola umanità. Uno dei concetti più nobili della nostra civiltà, quasi a volerci indicare la necessità di essere cordiali, benevoli, affabili con gli altri. Un’umanità che trova le sue radici nel nome “Adam” – il primo uomo – che in greco significa tutto l’universo”. Un'umanità che ad Assisi “si ritrova – continua padre Enzo - per diventare fraternità. Francesco d'Assisi l'aveva capito bene e lo ‘teorizza’ nel Cantico delle Creature dove ogni cosa non ci è estranea, non è ‘aliena’ ma ci appartiene”.  

Alla manifestazione tra gli altri saranno presenti Stefano Rodotà, Moncef Ben Moussa (direttore Museo del Bardo di Tunisi), Santiago Calatrava, Giampiero Massolo, i ministri Boschi, Galletti, Giannini e Pinotti e le testimonianze di Gino Strada, Alex Zanotelli e Andrea Iacomini per citarne alcuni. L'ingresso a tutti gli eventi è gratuito, tutte le informazioni sono sul sito www.sanfrancesco.org. Più di 110 i giornalisti accreditati, due sale stampa allestite e cinque postazioni televisive per i collegamenti in diretta.  

LAPILLI biblioteca naz. NapoliIn occasione delle Giornate Europee Del Patrimonio  domenica  20 settembre  Apertura Straordinaria della Biblioteca Nazionale di Napoli  dalle ore 11,00 alle ore 17,00.

L'evento connesso all'Expo 2015 propone  un percorso bibliografico ed iconografico associato alle tematiche dell'alimentazione alla scoperta degli usi e costumi sia della Corte borbonica che della popolazione napoletana nei secoli passati.

In mostra vere rarità bibliografiche, in particolare pregiate testimonianze manoscritte ed a stampa, preziose raffigurazione di sontuosi banchetti e di grandiose “cuccagne”, ma anche curiosità storiche come la descrizioni di antiche ricette e di altri rituali gastronomici  e le splendide tavole che raffigurano una Fiera Napoletana in largo di Palazzo del 1738 allestita dall’architetto Ferdinando San Felice in occasione delle nozze di Carlo Borbone, un vero e proprio Expo del Regno delle due Sicilie.

L'apertura straordinaria offre a turisti e visitatori l'opportunità di un’emozionante ed insolita visita alle sale mirabilmente affrescate ed agli ambienti monumentali che ospitano le storiche collezioni librarie.

Resta aperta eccezionalmente anche la mostra “La conoscenza del Mondo Islamico a Napoli (XVI-XIX secolo)” che presenta una vasta selezione dei pregiati manoscritti turchi ed islamici posseduti dalla biblioteca: varie edizioni antiche  del Corano,  un Atlante Ottomano, unicum nella produzione cartografica islamica, due splendidi codici miniati di metà cinquecento, che  contengono la narrazione del Libro dei Re di Firdawsî ed altri preziosi codici ed autografi.

LAPILLI locandina 250

Fortificazione nata come presidio militare di difesa del Ducato di Amalfi attorno all'anno mille, da tutti conosciuta con il nome di 'Pino', domina la vallata da un piccolo promontorio nel Comune di Pimonte e rappresenta da sempre il punto di riferimento culturale e religioso per le popolazioni locali.

Un castello esteso ben oltre il suo perimetro fortificato che viene abbandonato sul finire del 1300 dagli abitanti che gli preferiscono siti meno impervi. Rimane a presidio del castello una piccola chiesetta in pietra, interna alle mura, che, grazie alla devozione di tanti fedeli, ha conservato il luogo e la sua memoria. Poi il terremoto del 1980, la distruzione e la totale assenza di manutenzione trasformano l'abbandono in degrado.

Oggi la svolta. Occasione un finanziamento europeo veicolato dalla Regione Campania di 600.000,00 euro nell'ambito del PIRAP (progetto integrato rurale delle aree protette) del Parco dei Monti Lattari, e soprattutto l'impegno dell'Amministrazione comunale di Pimonte con il sindaco Michele Palummo e l'assessore Anna Ospizio, che hanno creduto in questo progetto e lo hanno portato a compimento.

Il prossimo 19 settembre l'inaugurazione ed il castello di Pino a Pimonte riaprirà le sue porte per accogliere i visitatori e per farsi ammirare nel rinnovato aspetto e nella ambiziosa sua nuova funzione. Ad accompagnare l’evento la processione della madonna di Pino, balli e canti della tradizione popolare ed una degustazione di prodotti e piatti locali con vino e dolci (locandina dell’evento e prenotazioni sul sito www.comune.pimonte.na.it).

Un polo di aggregazione culturale in un contesto paesaggistico mozzafiato reso possibile da un'opera di trasformazione che ha messo insieme attività di restauro e di salvaguardia con opere di adeguamento impiantistico improntate alla bioedilizia e alla autosostenibilità energetica. L'ingegnere Marco Esposito, progettista e direttore dei lavori dello studio Noema aggiunge: il restauro del castello di Pino costituisce un esempio unico nel suo genere, dove la tecnologia, il restauro e la filosofia dell'"impatto zero' hanno agito in perfetta sintonia. Il castello è illuminato da fari a led, alimentati da un impianto fotovoltaico e minieolico, l'acqua piovana recuperata in un’antica cisterna e riutilizzata, mentre un impianto di fitodepurazione provvede al trattamento delle acque reflue". In altre parole il castello è pronto per accogliere i suoi 'nuovi abitanti' all'interno della cinta fortificata, nella cripta della chiesa, allestita per mostre e convegni e soprattutto nello splendido contesto naturale dei Monti Lattari.

Siamo davvero orgogliosi di 'svelare' questa opera in cui abbiamo messo tutto il nostro impegno sin dall'inizio di questa avventura' - dichiara Anna Ospizio - l'emozione è grande nel pensare di aver riportato la vita al castello di Pino, proprio lì dove la nostra storia ha avuto origine e dove speriamo possa partire una rinascita culturale ed economica legata allo sviluppo turistico e all'accoglienza'.

Il programma dell’evento prevede alle ore 15:00 la partenza della processione dalla chiesa della Beata Immacolata frazione Tralia ed arrivo al castello di Pino (percorso su sentiero a piedi media difficoltà  - 1:30 h);  ore 15:30 Valle Lavatoio passaggio della processione per il castello (percorso su sentiero a piedi media difficoltà – 1:00 h); ore 16:30 al castello, taglio del nastro e a seguire celebrazione della Santa Messa. Alle ore 17:30 manifestazione “Festeggiamo insieme” nel castello con degustazione di specialità locali con balli e canti della tradizione popolare.

L’Amministrazione comunale ha predisposto a partire dalle ore 15:00 un servizio navetta con partenza dall’isola ecologica del Comune di Agerola (ss 366 prima del tunnel). Ingresso libero e gratuito. È necessario prenotarsi all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. indicando se si intende utilizzare il servizio navetta. Informazioni sul sito www.comune.pimonte.na.it - Tel 333/7627621.

Oltre 1000 eventi previsti il 19 e il 20 settembre

LAPILLI Logo MiBACT 250Il prossimo sabato sera in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio molti dei musei e dei luoghi della cultura statali osserveranno un orario prolungato con modalità e variazioni di orario che verranno rese note sul sito www.beniculturali.it. In tale occasione l’ingresso dalle 20:00 fino alla chiusura della biglietteria avrà il costo di 1 euro. Così l’Italia celebra  l’evento voluto dal Consiglio d’Europa nei 47 Stati membri per promuovere la cultura come veicolo di integrazione e conoscenza reciproca.

Domani, giovedì 17 settembre 2015, nel corso di una conferenza stampa che si terrà al Museo Nazionale Romano di Crypta Balbi in via delle Botteghe Oscure, 31 a Roma alle ore 11:30, verranno presentati i principali eventi organizzati i prossimi 19 e 20 settembre dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, le aperture straordinarie di siti normalmente non accessibili al pubblico e resi noti i luoghi della cultura statali che aderiranno all’apertura con orario prolungato.

Giovedì 17 settembre alle ore 10,30 presso la sede dell’Ordine dei Giornalisti della Campania (via Cappella Vecchia 8/b, Napoli) l’iniziativa per la corretta applicazione della Legge 150, il sostegno alla piccola editoria, l’accesso agevolato al microcredito per l’autoimprenditorialità

LAPILLI Logo MUGGiovedì 17 settembre 2015, alle ore 10,30, presso la sede dell’Ordine dei Giornalisti, in via Cappella Vecchia 8/b, Napoli, il Movimento Unitario Giornalisti terrà una conferenza stampa per presentare la propria piattaforma programmatica con la quale avviare la

“Vertenza informazione in Campania”

  1. Corretta applicazione della Legge 150 sugli uffici stampa;
  2. Legge a sostegno della piccola editoria campana;
  3. Accesso agevolato al microcredito per supportare l’autoimprenditorialità con la quale si cimentano tanti colleghi per affrontare la crisi
  4. Soluzioni innovative per la tutela del precariato professionale

“Questi sono solo alcuni dei temi che intendiamo mettere sul tavolo – ha dichiarato il presidente del Mugi, Mimmo Falco – Il nostro auspicio è che la nuova amministrazione regionale voglia fornire la propria disponibilità ad essere l’interlocutore politico ed istituzionale, attento ed attivo, con il quale confrontarsi al fine di contrastare la crisi ormai devastante che colpisce la nostra categoria”.

Interverranno alla conferenza stampa, oltre al presidente del Mugi, Mimmo Falco, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, e i dirigenti del Movimento Unitario Giornalisti, Ciro Pellegrino, Salvatore Campitiello, Massimiliano Musto e Alessandro Sansoni.                                                                     

LAPILLI Peppe LanzettaL’evento speciale del 15 settembre (ore 19,30) che chiude la X edizione di Malazè è “L’ultima notte di Miseno” con Peppe Lanzetta, attore e scrittore, che legge l’Eneide accompagnato dal collettivo musicale La Mescla. Uno spettacolo #tipicamenteflegreo in un luogo suggestivo che racchiude la storia del territorio il Castello di Baia, sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei. L’iniziativa è promossa da Ravello Creative Lab in collaborazione con Malazè e con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali - Polo Museale regionale della Campania e Soprintendenza Archeologia della Campania, il contributo di Sviluppo Campania - Piano Campania SiCura iniziative per il rilancio del comparto agroalimentare della Campania. In programma per gli ultimi due giorni di Malazè numerose iniziative a Pozzuoli e Bacoli. Tra queste lunedì 14 Pizza..Zè alla pizzeria Ammaccam di Pozzuoli e Aperfantastic al Roof&Sky sul lago Miseno. Martedì 15 la pizzeria Pepe in Grani sarà ospite dell’Osteria Abraxas, per l’occasione sarà presentato il progetto l”Origano dei Campi Flegrei”.

Lunedì 14

Bacoli, Fusaro (ore 10), “Conchiglie dei Campi Flegrei” con Legambiente volontariato Campi Flegrei. Escursione tematica sulle conchiglie per accoglierle nel loro ambiente naturale mentre un esperto introdurrà le caratteristiche chiave per l'identificazione. Info: 349.8184313

Bacoli, Villa Cerillo (ore 19), “Sentire il sentiero” a cura di Capo blu e associazione Io ci sto. All’interno dei giardini di Villa (sede della biblioteca del Comune di Bacoli) percorso di cucina ortobotanica “Le erbe nella cucina flegrea” a cura del dottor Franco Esposito. Verrà ricordata la figura del poeta Michele Sovente. Cena a tema nei giardini della Villa. Info: 348.2437550

Bacoli, lago Miseno (ore 19:30), “Aperfantastic” a cura di Asteco e Cielo e Fantastic 4 Cooking. I Fantastic 4 Cooking, al secolo Michele Grande, Fabiana Scarica , Maurizio De Riggi e Giuseppe Di Martino, coordinati dalla giornalista Laura Gambacorta, proporranno a bordo del trimarano Asteco e Cielo un variegato percorso degustativo incentrato sulle eccellenze del territorio. Info: 349.2886327

Martedì 15

Bacoli, Castello di Baia – Museo Archeologico (ore 19,30) Evento Speciale “L’ultima notte di Miseno” con Peppe Lanzetta e La Mescla. Narrano la leggenda e la letteratura che Miseno, figlio di Eolo, fosse il trombettiere dell’esercito troiano. Il suono del suo “cavo bronzo” risuonava con forza nei campi di battaglia ma il suo destino era segnato da una profezia della Sibilla. Miseno, sfidò il Tritone con il suono della sua cava conchiglia e fu per questo motivo annegato dallo stesso dio. La sua morte, però, rappresentò anche il sacrificio umano necessario ad Enea per potere entrare nell’Ade. Enea trovò il corpo del compagno annegato sulla spiaggia flegrea e lo bruciò e seppellì nel luogo che oggi prende il nome di Capo Miseno. La scelta della location, il Castello di Baia, è legata sia alla sua posizione, che lo colloca centro del mito che il legame con la storia e l’arte: il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, ospitato all’interno della struttura custodisce, fra gli altri, reperti trovati nel territorio di Miseno e un bassorilievo che raffigura l’eroe. La terrazza del Castello di Baia, diventa così il luogo ideale per raccontare la leggenda di Miseno. L’attore Peppe Lanzetta e il collettivo di fiati de La Mescla si esibiranno al tramonto al cospetto di Capo Miseno, cercando di evocare l’eco di una musica di guerra e di speranza, connessa al sogno così come al mare che ci ospita. Peppe Lanzetta alterna nella sua carriera cabaret, teatro, cinema, televisione, letteratura. Una voce roca e un viso duro in grado di raccontare con ruvidezza l’affanno della contemporaneità e la rincorsa dell’amore. Ha collaborato fra gli altri con Edoardo Bennato, Tullio De Piscopo, James Senese, Giuseppe Tornatore, Liliana Cavani, Luciano De Crescenzo, Nanni Loy, Mario Martone, Abel Ferrara. La Mescla è il più longevo collettivo musicale dell’ambiente partenopeo ed è composto da musicisti napoletani e non: nato nel 1999-2000 propone la tradizione musicale dei paesi del Mediterraneo, spaziando dalle musiche del Sud Italia ai ritmi del Nord Africa su cui si innestano le sonorità balcaniche, tzigane e klezmer in un percorso ricco di incursioni sia melodiche che rock. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Info: 320.7275544

Pozzuoli, Scalandrone (ore 21) l’Alto Casertano di Franco Pepe incontra i Campi Flegrei di Nando Salemme. Nando Salemme dell'Abraxas apre un nuovo spazio più easy per gli amanti dei sapori e dei profumi locali, il FuocoBistrò, e lo fa invitando per una serata speciale, uno dei più grandi pizzaioli d'Italia e quindi del mondo, Franco Pepe, di Pepe in Grani di Caiazzo, che proporrà qualcosa di speciale e unico con i prodotti di questi unici territori. Il vino in abbinamento sarà il Rosato del Volturno di Terre del Principe. Questa serata, sarà l'occasione per presentare anche un nuovo progetto "l'Origano dei Campi Flegrei" partendo dalle piante del papà di Nando, che attraverso i racconti di famiglia si è risaliti ad una tracciabilità storica di almeno tre generazioni. I semi verranno consegnati a Vito Trotta, responsabile dei Presidi Slow Food Campania e Basilicata, per le analisi del germoplasma. Salvatore Cozzolino, presidente dell'Adi Campania ha ideato un contenitore di ceramica adatto alla conservazione. Il progetto prevede attraverso la partecipazione a serate con i più importanti pizzaioli campani, di raccogliere fondi, destinato ai giovani del territorio che vogliono diventare coltivatori diretti e sposare il progetto "L'Origano dei Campi Flegrei". Info: 081.8549347

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La X edizione di Malazè è stata organizzata dall'associazione Campi Flegrei a Tavola e grazie alla partecipazione di ristoranti, aziende vitivinicole e agroalimentari del territorio e da quarantacinque associazioni e cooperative.


Ristoranti convenzionati. Pozzuoli: Abraxas - l'osteria tra i due laghi, Ammaccàmm - pizzaioli veraci napoletani, La Dea Bendata, il Gozzetto, Grancafè Cannavacciuolo, il Rudere. Bacoli: La Bifora, Capo Blu Wine restaurant, Da Fefè, Ninì - Ristorantino, Turistico Beach Park- Crudo Bar. Giugliano: Officine Nautilus. Aziende vitivinicole. Pozzuoli: Cantine dell'Averno, Cantina Iovino Monte Spina, Contrada Salandra, Matilde Zasso, Vigne di Cigliano. Bacoli: Cantina Piscina Mirabile, La Sibilla. Quarto: IV Miglio, Carputo Vini, Quartum Cantine Di Criscio. Napoli: Agnanum, Cantine Astroni. Marano: Cantine Federiciane - Monteleone. Aziende agroalimentari. Km 0 Flegreo di Monte di Procida, Campi Flegrei Birra Artigianale di Monte di Procida, Caffè Delizia di Bacoli. Sponsor: Vulcano Solfatara, Ricicla Eco Solution, Ba.Co.Gas., Varca d'Oro network, Villa di Livia, Kora Events, Il Gabbiano Eventi, il Gabbiano Hotel, Cala Moresca, Villa Luisa, Vinaria Vino&Sapori, Alma Eventi, Exytus Caffè, Futura srl, Grajales Tabaccheria, Lo Scoglio - il mare tutto l'anno, Abraxas, Hotel Agave, Projeco srl, CozzaMia - il fast food napoletano, Unfiliodolio - cucinaenonsolo, Officine Nautilus, Villa Avellino historic residence. Collaborano: Fipe Confcommercio, Slow Food Campi Flegrei, Slow Food Campania, Federalberghi Campi Flegrei, Ais Napoli, Creactivitas Creative Economy Lab, Adi - Delegazione Campania, Pro Loco Città di Bacoli, Pro Loco Monte di Procida. Media Partner: Radio Club 91. Social Media Partner: Yelp e quarantacinque associazioni.

Pozzuoli, 12 settembre 2015

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Siti di riferimento

malaze.it - ravellosrl.com


E’ possibile scaricare gratuitamente l’App di Malazè con programma completo ed aggiornato, foto e video.

L’App è gratuita ed è stata realizzata da Antonio Manduca.

Foto Fabrizio de Andrè 250Sette artisti per un omaggio a Fabrizio De Andrè, lunedì 14 e martedì 15 settembre al Maschio Angioino.  Il concerto alle ore 21 s’intitola Na strada ‘mmiez’o mare e si avvale della consulenza artistica di Dori Grezzi che sarà presente sugli spalti dell’antico maniero.

L’evento presentato in Sala Giunta di Palazzo San Giacomo dall’assessore alla cultura e al turismo, Nino Daniele e dal milanese Dario Zigiotto, operatore culturale ed ex collaboratore di molti artisti tra questi De Andrè, nell’ambito di Estate a Napoli. L’happening canoro propone una rivisitazione in napoletano a 30 anni dalla pubblicazione di tutti i brani di “Creuzâ de mä”, album capolavoro e successo internazionale, attraverso il quale il cantautore genovese rivoluzionò il concetto di musica popolare e di uso del dialetto nella canzone d’autore.

A salire sul palco per prima sarà Teresa De Sio con la canzone che dà il titolo al concerto ‘Na strada ‘mmiezz’o mare’ che l’artista napoletana nel suo ultimo disco del 2011 (“Tutto cambia”) aveva ripreso in modo sorprendente “Creuza de Ma”, traducendola in lingua napoletana. Annino La posta, giornalista musicale curatore di progetti musicali per il Club Tenco, presente alla conferenza stampa, ha pensato di rivisitare tutti i brani della scaletta musicale constatandone non solo la compatibilità ma anche l’arricchimento musicale che il napoletano conferiva alla fonetica delle canzoni.

Gli altri interpreti, presenti nelle due serate, Francesco di Bella, dopo anni di militanza nei 24 Grana da solo canterà Jamina ; Gerardo Balestrieri, cantautore apolide, con Sidone; Enzo Gragnaniello diciotto album all’ attivo con Mimo Maglionico, Sinan Capudan Pascià; Gennaro Cosmo Parlato, dalla voce tenorile con M’barka Ben taleb, ‘A pittima; Nando Citarella, con il canto dialettale trova la sua naturale collocazione con ‘A dummeneca; Fausta Vetere e Corrado Fogli Nuovo Canto Popolare Da chella riva.

Il concerto verrà registrato in diretta per dar vita ad una produzione discografica che destina i proventi alle attività di Medici Senza Frontiera. Il ricavato, ha detto Anna Celotti dell’organizzazione umanitaria andrà alle popolazioni in fuga (www.milionidipassi.it”). Dieci euro il costo del biglietto. Al tema del mare e dell’immigrazione sono dedicate le immagini di Stefano Renna. 

Le differenze come canta De Andrè in Creuzâ de mä -  ha dichiarato l’assessore Daniele – sono segnate da origini e storia, culture e costumi, mentalità e linguaggi ed appaiono talvolta inconciliabili. Ma né le somiglianze né le differenze sono assolute o costanti. Condividere una visione differenziata; elaborare una cultura intermediterranea alternativa. Non è facile da realizzare. Le vecchie funi sommerse sono spesso rotte, strappate dall’intollerenza o dall’ignoranza. Con la poesia di De Andrè e di Napoli proveremo a riannodarle”.

Ad inizio conferenza, l’assessore Daniele ha espresso solidarietà alla famiglia del ragazzo morto poche ore prime in Piazza Municipio.

Mario Carillo 

FOTO: Fonte internet

 

Dal 15 al 18 settembre "Napoli turca" – una mostra e un convegno

Napoli turca dal 15 al 18 settembre , la città partenopea ospita, presso l’ Università Orientale, il XV Congresso Internazionale di Arte Turca (ICTA), per l’occasione la Biblioteca Nazionale espone una vasta selezione di manoscritti turchi ed islamici, varie edizioni antiche del Corano, un Atlante Ottomano, unicum nella produzione cartografica islamica due splendidi codici miniati di metà cinquecento, che contengono la narrazione del Libro dei Re di Firdawsî ed altri preziosi codici ed autografi. 

Il Convegno

LAPILLI DSC3704Di che si parlerà al convegno: verranno prese in esame le arti turche nel loro complesso inclusa l’architettura che avrà un ruolo di primaria importanza. Verranno considerati gli scavi archeologici turchi e quelli di operatori internazionali che operano in Turchia; l’arte del libro. Alcune giornate saranno dedicate ai rapporti artistici e culturali tra Italia e Turchia che includono gli interessi musicali italiani, si pensi alla figura straordinaria di Giuseppe Donizzetti fratello di Gaetano e Pascià alla corte ottomana, o alle opere dedicate a sultani ottomani come il Maometto II e il Bajazet. Si pensi anche alla presenza ricorrente della figura del “Turco” nell’arte italiana. La Napoli turca: il 15 Congresso di arte turca sembra restituire un ruolo molto importante alla città e al suo storico interesse per il mondo turco. Se nel cosiddetto Secolo d’Oro della potenza Spagnola, Napoli era il principale porto del Mediterraneo occidentale, Istanbul era al tempo governata da Solimano, signore dell’Impero ottomano che dalle coste mediterranee raggiungeva le attuali Polonia e Ucraina. Pur con conflitti, a volte sanguinosi, in quei tempi questi colossi si osservavano reciprocamente studiando le rispettive lingue e culture. Una carta della costa napoletana realizzata per illustrare il Libro del Mare (Kitab-i Bahriye) di Piri Reis, ammiraglio e cartografo ottomano di prim’ordine del XVI secolo, è stata scelta come immagine simbolo dell’intero congresso. Da quell’epoca il rapporto ha avuto in seguito infinite evoluzioni e questa occasione sugella – ora in tempi di pace – gli sforzi antichi di conoscenza reciproca.

La mostra: LA CONOSCENZA DEL MONDO ISLAMICO A NAPOLI (XVI-XIX SECOLO)

· Mostra Bibliografica Iconografica ( a cura di Luca Berardi, con il contributo di Emilia Ambra e Maria Rascaglia)

La mostra documenta la dimensione multiculturale della città di Napoli proiettata nel mediterraneo, centro di convergenza e fusione di diverse culture: il percorso espositivo descrive, attraverso i testi e le opere di grosso interesse storico e scientifico, posseduti dalla Biblioteca Nazionale, i rapporti con il mondo islamico ed i popoli del mondo orientale.

Sono presentate importanti testimonianze, relative al fervore di studi islamici a Napoli a partire dal seicento; si tratta di un 'ampia selezione del cospicuo patrimonio librario napoletano, oggi conservato nella Biblioteca Nazionale, formatosi nei secoli grazie all’incremento delle collezioni conventuali e private. Gran parte dei codici turchi ed arabi rimandano alla biblioteca del convento agostiniano di San Giovanni a Carbonara, vivo esempio della cultura meridionale, umanistico-rinascimentale, da cui provengono rari manoscritti turchi, come un pregiato trattato di Geomanzia (XVI-XVII), e un catechismo seicentesco. Della stessa provenienza ad alcuni codici in lingua araba

contenenti preghiere e scritti religiosi cattolici per lo più di rito maronita, tra questi la Traduzione dei Salmi, cantici e preghiere varie (1729). Notevole per tipologia di testo 4 codici , un vocabolario arabo-italiano, un lessico turco-arabo-persiano, un dizionario arabo-turco realizzati a Napoli presso il convento dal frate libanese Giuseppe Agostino Sahim Gazala.

Si segnalano in mostra due grammatiche turche provenienti dal Collegio dei Gesuiti realizzate da Pietro Ferraguto (1611- una delle prime in Europa ) e Giovanni Battista Montalbano (1622/1632) a fini propagandistici e missionari.

Non mancano poemi amorosi e testi letterari, interessante un Portolano, coniato a Costantinopoli nel 1572, con notizie nautiche e sulla sfere celeste.

La presenza cospicua dei codici arabi nei fondi della biblioteca è documentata in particolare da opere religiose, non mancano testi letterari e giuridici, di sapere medico e scientifico. Si segnala uno splendido “Corano magrebinoforse del 1524, trasferito in Austria per volontà di Carlo VI e tornato a Napoli dopo il trattato di pace di Saint Germain de Près (I guerra mondiale).

Al 1793 risale il "Museo cufico", una raccolta di monete disposte in ordine cronologico per dinastie illustrato dall’abate Vella.

Non molti i manoscritti persiani presenti nelle raccolte della biblioteca, accanto a canzonieri , antologie poetiche e testi religiosi, di notevole pregio artistico alcuni codici miniati, due di essi di metà cinquecento contengono la narrazione del “Libro dei Re” di Firdawsî, opere di enorme valore, splendidi esempi di uso dei colori e motivi ornamentali, il terzo il celebre poema di Gãmî.

Il Percorso Espositivo

si articola in due sezioni speculari : da un lato i manoscritti e rari testi a stampa prodotti dal mondo islamico, che si apre con una selezione di manoscritti del Corano e testi a carattere esegetico; dall’altro manoscritti e pubblicazioni italiane che attestano il tentativo di studiare e comprendere lo studio della cultura islamica a partire dal 500. I volumi sono esposti su base tematica:

1. Viaggiatori in cerca di Manoscritti - documenta l’ interesse bibliofilo verso fonti autentiche della cultura islamica a fine ‘500. Lo stesso Campanella nutriva una sorta di ammirazione per l’impero Ottomano e nell’ambiente culturale dei seguaci di Telesio e Campanella nasce una fervida ricerca di manoscritti islamici. Notevole in questa sezione un Atlante Ottomano, unicum nella produzione cartografica islamica. I libri persiani sono oggetto della ricerca dei fratelli Vecchietti, incaricati dal papa di acquistare manoscritti per la stamperia Orientale Medicea. Tra i codici persiani che Giovanni Vecchietti porterà con sé a Napoli un manoscritto dei Salmi di Davide uno straordinario tentativo di critica sul testo biblico attraverso fonti persiane. In mostra anche manoscritti arabi e greci, una parte si ritiene potrebbe provenire dalle collezioni del mecenate arabista napoletano Mario Schipano, raccolte durante i viaggi da Pietro della Valle: sicuramente altri codici arabi provengono dai viaggi sempre in Medio Oriente dello scozzese George Strachan.

2. Il seicento e l’interesse Missionario : sezione dedicata all’ attenzione per le lingue orientali e la cultura ottomana degli ambienti ecclesiastici ad inizio del 600, in piena controriforma, in particolare con finalità di proselitismo religioso ed a fine secolo durante il nuovo attivismo della Proganda Fide. In mostra dizionari e grammatiche, raccolte di preghiera e testi liturgici che documentano le attività di copia e studio di manoscritti ottomani nei conventi di S.Giovanni a Carbonara e nel Collegio della società di Gesù. Di particolare interesse gli autografi di Pietro Ferraguto (1611) e Giovanni battista Montalbano (ca1630), si tratta delle prime grammatiche turche realizzate in Italia, mai date alle stampe , inoltre da ammirare una monumentale traduzione latina del Corano (1698) ad opera di Ludovico Marracci, arabista e confessore di papa Innocenzo XI.

3. L’Orientalismo meridionale tra curiosità ed impostura: Si parte dallo studio delle tre lingue islamiche classiche arabo, turco e persiano in epoca borbonica sempre da parte degli ambienti ecclesiastici: largo spazio in mostra trova la vicenda dell’abate Vella, paradossale, ma indicativa dell’ambiente culturale nel mezzogiorno tra seicento ed i primi dell’ottocento. Giuseppe Vella, un abate maltese, è autore di una colossale truffa filologica nota come l’ “arabica impostura”, egli riuscì a fingersi grande esperto di lingua araba e numismatica grazie alla scarsa conoscenza di questo settore da parte dell’aristocrazia siciliana e degli ambiente accademici palermitani; infatti Vella pubblicò una serie di volumi con riferimenti a falsi documenti cufici medievali sulla storia della Sicilia, ricostruendo vicende storiche funzionali alla politica borbonica. In mostra un elegante manoscritto dal titolo Museo cufico naniano, evidente plagio del lavoro di Simone Assemani, dono del Vella al re Ferdinando IV. Chiude la mostra una selezione di opere e testi che documentano lo studio scientifico delle lingue delle terre ottomane a Napoli con l’istituzione nel 1806 della prima cattedra di lingue orientali (l’arabo) presso l’università di Napoli, altri testi ricostruiscono i nuovi interessi di studio moderni e la catalogazione dei manoscritti orientali presso l’ allora Biblioteca reale Borbonica, oggi la nostra Nazionale, visitata da illustri studiosi, come l’austriaco Joseph Von Hammer (1825), che hanno contribuito a farne conoscere le pregiate collezioni.

LAPILLI Brochure Milano Expo 15 9 15Nel 2015 il numero di alberi per abitante in Italia è salito a 230, contro i 200 del 2005 e i 140 del 1985. Nel Belpaese, però, la cementificazione del territorio è cresciuta del 166% dal 1950 al 2012, a fronte di aumento della popolazione del 28%: a ogni italiano, quindi, possono essere attribuiti in media ben 350 mq. di superficie costruita e urbanizzata. Sono alcuni dati elaborati dal Dipartimento scienze bio-agroalimentari del Consiglio nazionale delle ricerche (Disba-Cnr) su dati dell’Inventario nazionale forestale e del carbonio, Wwf e Mipaaf che ben rendono la complessità del tema sul quale lo stesso Disba-Cnr ha organizzato l’incontro dibattito previsto il 15 settembre a Milano (ore 10.00) presso Padiglione Italia-Expo ‘La grande bellezza del paesaggio italiano’ al quale parteciperà il Sottosegretario di Stato del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Ilaria Borletti Buitoni.

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