"Anna" - La musica di Giovanni Nuti come Reincarnazione dell’anima in un dipinto sentimentale d'altri tempi.
In Anna, film del 2025, con cui la sublime Monica Guerritore porta in scena la straordinaria Anna Magnani, la musica non è solo accompagnamento, ma un mero atto di reincarnazione.
Non oso soffermarmi sulle questioni tecniche cinematografiche, a mio avviso di enorme capacità espressiva e di sentimento, ma rivolgo principalmente l'attenzione al potere evocativo della sua musica, capace di abbracciare colui che la ascolta, lo intrappola fino ad accompagnarlo in un vortice di emozioni, di sentimenti. Il pubblico, così, diventa parte di quelle scene, capace persino di sviluppare una capacità di Compassio nei confronti di Anna, donna ora finalmente sorella di chi la vede e la accompagna, nonostante il suo emblema simile alle migliori donne letterarie greche, e tutto ciò avviene anche grazie al potere evocativo della musica di Giovanni Nuti e Paolo Daniele.
Fin dalle prime battute, l'impronta di Nuti si trasforma in poesia, non solo attraverso la vicinanza con i versi della più importante poetessa del '900 Alda Merini, in particolare con la musica di "Amore irripetibile" presente già in forma cantata nell'album Una piccola ape furibonda, dando voce ai testi "della poetessa dei Navigli", donna amata e portata in scena da anni proprio da Nuti e dalla Guerritore, con lo spettacolo "Mentre rubavo la vita", un omaggio alle poesie della Merini.
La composizione, dunque, man mano che si procede non solo rispetta lo stile poetico, ma diviene persino teatrale: melodie costruite come versi che amplificano le emozioni in scena, i ritmi che respirano e diventano anima, armonie che si aprono al sentimento e diventano brividi sulla pelle. L’urlo della Magnani diventa arte e risuona e forma concentrazione inerme di fronte allo schermo e l'immagine è preceduta, è completata dal suono.
Intorno a questi, si creano altri temi specifici ed emotivi, brevi cellule melodiche che ritornano come ricordi, dove ogni variazione al pianoforte, negli archi o in forma di sospiri, segue l'evoluzione interiore della protagonista, donando l'anima alle immagini, amplificando le emozioni del lungometraggio, proprio come nel brano di Nuti "Tango estenuato".
Dunque, le musiche adesso diventano non solo poetico teatrali, ma persino confessionali, come in " Anna e Marco", in "Tango estenuante" e "Tango estenuante (ripresa) e in fine in versione intima solo piano. Questi, in particolare toccano il climax poetico e puro dell'anima degli artisti, i quali insieme agli spettatori diventano tutt'uno con la protagonista nel rispetto esistenziale della vita.
Giovanni Nuti, accompagnato dagli straordinari musicisti, in particolare: Massimo Germini alla chitarra, Alberto Melgrati -oboe, Simone Rossetti Bazzaro- violino, viola, José Orlando Luciano- pianoforte , nonché arrangiatore dei brani, insieme a Paolo Daniele, dalla traccia intensa di Emma Morton e dal "Tema di Anna" di Raphael Gualazzi hanno creato un'opera d'arte che ripercorre ed amplifica straordinariamente la passione di Anna e la sua insovvertibile forza d'animo, impresse nella nostra storia, capillarmente interpretata dalla peculiare Monica Guerritore, la quale da sempre dedica la sua vita all'arte.
In questo eco dell'anima, il ricordo diviene memoria e preghiera e la voce di Anna, insieme alla musica di Nuti, continua a vibrare in ognuno di noi per sempre.
Elio Parascandolo