Cronaca

MiC: stanziati oltre 3,6 milioni di euro per i siti italiani UNESCO

 

Logo MiC social default 250Il Ministero della Cultura, guidato da Alessandro Giuli, ha approvato il decreto di finanziamento per interventi a favore dei siti italiani iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. L’importo complessivo delle risorse destinate ammonta a 3.620.374 euro, ripartiti tra due piani gestionali: il primo dedicato ai servizi di assistenza ai siti italiani posti sotto la tutela dell’UNESCO (1.900.374 euro) e il secondo agli interventi di valorizzazione dei siti UNESCO (1.720.000 euro).

Con questo intervento il Ministero della Cultura rafforza l’impegno per la tutela, la valorizzazione e la promozione internazionale dei siti italiani nella lista UNESCO, sostenendo al contempo anche la crescita culturale e turistica dei territori che li ospitano.

Il provvedimento rientra nel programma del Ministero volto alla promozione e tutela del patrimonio culturale nazionale all’estero, nell’ambito della missione “Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici”. I fondi saranno destinati al sostegno di attività di gestione, conservazione e valorizzazione dei siti UNESCO distribuiti sul territorio italiano, con particolare attenzione alla manutenzione e al miglioramento dei servizi di fruizione e assistenza.

Qui l’elenco degli interventi finanziati a favore dei siti italiani iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Scampia si raccoglie in un momento di memoria e speranza: grande partecipazione alla presentazione del libro su Giovanni Paolo II

 

WhatsApp Image 2025 11 11 at 15.49.59 250Una chiesa gremita, un’atmosfera di profonda emozione e un senso condiviso di partecipazione collettiva. Ieri sera, la parrocchia Maria SS.ma del Buon Rimedio di Scampia si è trasformata in un luogo di memoria e rinascita, ospitando la presentazione del volume “Quando Giovanni Paolo II portò il mondo a Scampia. Storia dell’incontro tra un Santo e la periferia”, scritto dal giornalista Massimo Iaquinangelo e dal parroco don Alessandro Gargiulo, edito da Rogiosi che gode della prefazione del Cardinale Domenico Battaglia, Arcivescovo di Napoli, e della postfazione del Prof. Ulderico Parente, storico della Chiesa.

L’evento, molto atteso dal quartiere e introdotto dal parroco stesso, ha visto la partecipazione di figure di rilievo come Monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza Episcopale Campana, il prefetto di Napoli Michele Di Bari, l’editore Rosario Bianco e Domenico Falco, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, che ha moderato il confronto. Presenti anche numerosi sacerdoti, rappresentanti istituzionali e cittadini, simbolo di quanto quell’incontro con Giovanni Paolo II nel 1990 abbia inciso profondamente sulla memoria e sull’identità di Scampia.

Durante la serata, monsignor Di Donna ha condiviso un ricordo personale, ricordando l’esperienza vissuta in prima persona quel giorno storico: «È un testo che ci voleva – ha detto – perché restituisce alla memoria collettiva non solo la cronaca di un evento, ma il senso profondo di una rinascita. Scampia non si è mai arresa, attraversata dal dolore e dalla speranza. Questo libro racconta il cammino di una comunità che ha saputo rialzarsi, grazie alla fede e all’impegno delle nuove generazioni».

Anche il prefetto Michele Di Bari ha sottolineato come quella visita abbia rappresentato un punto di svolta ancora attuale: «Lo storico incontro ha tracciato una strada che non si è mai interrotta. L’azione congiunta di Stato e Chiesa deve continuare, ciascuno nel rispetto delle proprie responsabilità, per superare le fragilità e promuovere un reale riscatto. Scampia non è più il simbolo del degrado, ma un laboratorio di dignità e rinascita».

Il valore editoriale e civile del volume è stato evidenziato dall’editore Rosario Bianco, il quale ha definito il libro «una testimonianza fondamentale per capire quanto il messaggio di Giovanni Paolo II sia ancora vivo e capace di alimentare speranza, soprattutto nelle periferie».

Anche Mimmo Falco, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti, ha espresso gratitudine agli autori, sottolineando che «questo libro è un atto d’amore verso Scampia e le periferie del mondo. È un testo di speranza che mette in luce la capacità di trasformazione di una comunità, offrendo una lezione di coraggio e fede civile».

Uno dei momenti più toccanti è stato l’intervento di don Alessandro Gargiulo, coautore del volume, che ha evidenziato l’aspetto umano e pastorale del messaggio di Giovanni Paolo II: «Tante cose sono state scritte su Scampia, ma questo libro nasce per raccontare la responsabilità e la speranza di un quartiere che ha voglia di cambiare».

Il ricordo di Massimo Iaquinangelo ha infiammato l’atmosfera, rievocando la storica visita papale: «Da quel momento – ha ricordato – le istituzioni non poterono più ignorare il problema di Scampia. Da lì nacque un percorso di cambiamento che ha portato, nel tempo, anche la visita di tre Presidenti della Repubblica e, nel 2015, quella di Papa Francesco. Oggi, i frutti di quel seme di speranza sono sotto gli occhi di tutti».

L’evento si è concluso con una proiezione di immagini d’epoca e un momento di preghiera, guidato da monsignor Di Donna, che ha affidato il quartiere alla Madonna, riprendendo il gesto compiuto da Giovanni Paolo II durante la sua visita. Un appello a proseguire nel cammino di fede e impegno civile, con un accenno anche alla prossima apertura del processo di beatificazione di don Vittorio Siciliani, figura di riferimento spirituale per la comunità.

A chiusura della serata, l’arcivescovo emerito di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, ha rivolto un messaggio di incoraggiamento alla comunità, invitando tutti a mantenere viva la memoria e la speranza. Applausi lunghi e commozione hanno concluso l’evento, testimonianza di un sentimento che unisce il quartiere e alimenta la volontà di guardare avanti, con la certezza che la speranza, anche nelle periferie, può germogliare forte e duratura.

Per scoprire di più sulla storica venuta di san Giovanni paolo II a Scampia, il libro è acquistabile su https://rogiosi.it/product/scampia-giovanni-paolo-ii/

Pompei: il 150° Anniversario dell’arrivo del Quadro della Madonna del Rosario

 

Papa Leone XIV scrive al Cardinale Pietro Parolin Legato Pontificio per le celebrazioni del 13 novembre

 

Il Segretario di Stato celebrerà alle 10.30 sul sagrato del Santuario di Pompei. «Quegli inizi all’apparenza così umili – ha scritto tra l’altro il Santo Padre – portavano in grembo l’avvio di grandi opere di carità, che sono dinanzi agli occhi di tutti. Divenuto in sommo grado roccaforte di quella Pace che costantemente occorre guadagnare e difendere, abbiamo appreso che lo splendido Tempio della Valle di Pompei si prepara con animo riconoscente a rinnovare la memoria dei 150 anni dall’arrivo dell’immagine della Beata Vergine»

 

LOCANDINA 250 12 11 2025Il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede ha appena pubblicato la lettera che Papa Leone XIV ha rivolto al Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, che il Santo Padre ha nominato, lo scorso 12 settembre, Legato Pontificio per le celebrazioni del 13 novembre 2025 presso il Santuario di Pompei, in occasione del 150° anniversario dell’arrivo dell’Icona della Vergine del Rosario, che nel 1875 segnò la nascita del Santuario e della nuova Città. Il Legato Pontificio sarà accompagnato da una Missione Pontificia, composta da Monsignor Pasquale Mocerino, Rettore del Santuario, e da don Enrico Gargiulo, Cancelliere della Prelatura di Pompei.

«Ti incarichiamo volentieri, mentre sarai a presiedere la celebrazione Eucaristica – ha scritto Papa Leone XIV al suo più stretto collaboratore – di salutare a nome Nostro e di benedire l’Arcivescovo Prelato, il clero, i religiosi e le religiose, gli ospiti delle Opere di Carità e i pellegrini nonché le Autorità pubbliche e i fedeli tutti, esortandoli affinché, in questo Tempio della fede e della carità, edificato grazie allo sforzo di tanti uomini, sviluppino l’anima cristologica e contemplativa del Rosario, secondo l’impulso offerto dal recente santo Bartolo e promosso dal Nostro Predecessore Leone XIII, il “Papa del Rosario”» (cfr San Giovanni Paolo II, “Rosarium Virginis Mariae” 8). Nella Lettera, il Pontefice, eletto al soglio di Pietro proprio l’8 maggio scorso, ricorrenza della Madonna di Pompei e giorno della recita solenne della Supplica, ha ricordato che, dall’arrivo della venerata Immagine, si sono legate insieme «il ruolo della Beata Vergine (…) nel mistero del Verbo incarnato e del corpo mistico» e «le funzioni dei credenti»: «Quegli inizi all’apparenza così umili portavano in grembo l’avvio di grandi opere di carità, che sono dinanzi agli occhi di tutti. Divenuto in sommo grado roccaforte di quella Pace che costantemente occorre guadagnare e difendere, abbiamo appreso che lo splendido Tempio della Valle di Pompei si prepara con animo riconoscente a rinnovare la memoria dei 150 anni dall’arrivo dell’immagine della Beata Vergine, in occasione della quale durante il prossimo mese di novembre si terranno importanti celebrazioni».

La celebrazione, presieduta dal Cardinale Parolin giovedì 13 novembre, si svolgerà in Piazza Bartolo Longo, sul sagrato della Basilica, a partire dalle 10.30. Al termine della santa Messa, sarà recitata la Supplica.

L’intera giornata, che si aprirà all’alba con la discesa del Quadro dinanzi al presbiterio, sarà dedicata alla preghiera e alla riflessione sul profondo significato spirituale di questo evento, che segna un secolo e mezzo di fede, di devozione e di storia del Santuario e della Nuova Città di Pompei, fondate da San Bartolo Longo. La tela verrà fatta scendere dal Trono e posta dinanzi all’altare, per la venerazione diretta dei fedeli e il Santuario chiuderà le sue porte solo dopo che l’ultimo fedele avrà pregato dinanzi all’Immagine venerata. La Mamma che va incontro ai suoi figli: è questo il senso profondo di questo rito. Ogni devoto, con il suo carico di dolori, affanni, gioie, speranze e richieste di grazie, potrà avvicinarsi alla Madonna e finalmente pregare e sperare “accanto” a Lei.

Per questo evento, che segna una tappa importante nella storia della città mariana e del Santuario, sono attesi migliaia di fedeli da ogni parte d’Italia e del mondo.

L’evento sarà trasmesso in diretta da Canale 21, visibile sul canale 10 del digitale terrestre, in streaming sul sito canale21.it e su Tv2000, visibile al canale 28 del digitale terrestre.  

In occasione di questa ricorrenza straordinaria, saranno celebrate numerose Messe presso la Sala Luisa Trapani: 7.00 - 8.30 - 13.00 – 15.00 – 16.00 – 17.00 – 18.00 – 19.00 – 20.00.

 

 

“Dipende da te”

 

Foto Incampo 3Nel mondo moderno, dove ogni giorno ci sentiamo sovrastati da problemi globali e decisioni che ci sembrano fuori dalla nostra portata, può sorprendere quanto possa insegnarci una semplice storia raccontata, tanti anni fa, da un sacerdote di montagna diventato poi papa: Albino Luciani, il futuro Giovanni Paolo I. Una storiella che non ha bisogno di grandi scenari per farsi universale, e che ancora oggi si rivela di un’attualità sconcertante.

Un artista di strada teneva tra le mani un piccolo uccello. Davanti al pubblico, sorridendo, chiese:

‘Secondo voi, è vivo o morto?’

Un bambino tra la folla rispose:

‘Dipende da te. Se lo stringi, muore. Se lo lasci andare, vive.’

Nessuna predica, nessuna morale dichiarata. Solo un’immagine. Ma come accade con le vere parabole, è proprio nella sua essenzialità che questa storia colpisce, sfida, lascia qualcosa che continua a lavorare dentro.

Albino Luciani era noto per la sua capacità di parlare in modo semplice senza mai cadere nella banalità. Amava le immagini tratte dalla vita quotidiana e le adoperava con intelligenza pedagogica, soprattutto nei contesti pastorali. Non stupisce, quindi, che usasse questa storiella in occasione del battesimo: un rito che segna un inizio, ma anche un affidamento. Un bambino viene consegnato a una comunità, e con lui la sua crescita umana e spirituale. La sua fede, il suo sviluppo, la sua libertà — tutto, in una certa misura, è “nelle mani” di altri.

Ed è qui che la storiella acquista spessore. L’uccellino che vive o muore non è solo un simbolo della vita fisica. È una rappresentazione della fragilità della libertà, della delicatezza della fiducia, della responsabilità che comporta avere potere — su una persona, su una situazione, sul futuro.

Non si può non pensare, per esempio, ai genitori, agli educatori, agli insegnanti, ai responsabili pubblici: tutti coloro che, nel loro ruolo, hanno tra le mani qualcosa di vivo. E possono, nel modo in cui agiscono, o aiutare quel “qualcosa” a volare… o soffocarlo, anche senza accorgersene.

Il gesto dell’artista — che tiene tra le mani un essere vivente — racchiude una tensione che ogni essere umano prima o poi sperimenta: come tenere senza stringere? Come amare senza possedere? Come guidare senza controllare?

Viviamo in una cultura che ci spinge costantemente al controllo: vogliamo risultati certi, relazioni stabili, carriere prevedibili, sicurezza a ogni costo. Ma la vita vera non si lascia imbrigliare. Come l’uccello nella mano, ha bisogno di spazio, di fiducia, di respiro. E questo comporta anche il rischio che voli via, che si allontani, che si perda. Ma l’alternativa — stringere per paura — è peggiore: equivale a soffocare ciò che volevamo proteggere.

Questa tensione è forse una delle sfide più alte dell’esperienza umana: saper custodire senza dominare, saper lasciare andare senza abbandonare.

Il bambino nella storia risponde con poche parole, ma la sua risposta ribalta completamente la dinamica della domanda. Non si tratta di indovinare, ma di riconoscere che la risposta non è nel futuro, ma nel presente. Non è nel destino, ma nella decisione.

 “Dipende da te” è una frase che pesa. Perché ci spoglia di ogni alibi. Ci ricorda che, per quanto il mondo sia complesso, la nostra libertà — per quanto piccola — è reale. E comporta conseguenze.

In un tempo storico in cui è sempre più facile delegare le colpe (alla società, al governo, alla Chiesa, ai genitori, al sistema), questa storiella ci restituisce alla nostra dignità: non quella astratta del “tutto è possibile”, ma quella concreta del “io posso fare la mia parte, qui e ora”.

La responsabilità non è il peso della colpa, ma la possibilità di essere protagonisti consapevoli della vita.

La bellezza della storiella raccontata da Luciani è che parla a tutti, credenti e non. Ma dentro di essa pulsa anche un messaggio profondamente cristiano: la vita è un dono, e come tale va trattata. Non ci appartiene, ma ci viene affidata. Non siamo padroni dell’altro, nemmeno dei nostri figli, dei nostri successi o delle nostre idee. Siamo custodi.

Nella spiritualità cristiana, l’immagine del “Dio che affida” attraversa tutta la Scrittura: Adamo ed Eva ricevono il giardino, non lo costruiscono; i discepoli ricevono il Vangelo da portare nel mondo, non lo inventano; persino Gesù, nel Vangelo di Giovanni, dice di aver “custodito” coloro che il Padre gli ha dato.

In questo senso, l’uccellino nella mano dell’artista è anche un’immagine del rapporto tra l’uomo e Dio, tra Dio e il mondo. Il potere che ci viene dato è sempre un potere per, mai un potere su.

Giovanni Paolo I, pur avendo regnato per soli 33 giorni, ha lasciato un’impronta profonda. Non tanto per le riforme che non ha potuto avviare, quanto per il suo stile: vicinanza, umiltà, essenzialità.

La sua spiritualità era radicata nella concretezza della vita quotidiana. Non amava i grandi discorsi teorici, ma preferiva le immagini, le storie, gli esempi che potessero raggiungere tutti, senza mediazioni. In questo, ricordava da vicino il modo di insegnare di Gesù.

Non è un caso che, negli ultimi anni, si sia assistito a una riscoperta del suo pensiero, culminata con la sua beatificazione nel 2022. In tempi di disincanto e disillusione, la sua voce mite torna a dire qualcosa di essenziale: la verità non ha bisogno di urlare per essere ascoltata.

La storiella dell’uccellino è ancora oggi un monito e un invito. Nelle nostre mani ci sono molte vite, anche se non sempre ce ne accorgiamo. Nelle mani di un genitore, di un medico, di un insegnante, di un amministratore, persino di un semplice cittadino, passano ogni giorno possibilità di bene o di male.

Non possiamo sempre determinare il corso degli eventi. Ma possiamo scegliere come agire: se stringere per paura o aprire per amore.

In un mondo che corre, che calcola, che accumula, che spesso ferisce, una voce umile ci ricorda:

“Dipende da te.”

E se anche solo una volta al giorno ci fermassimo a pensarci davvero, forse già qualcosa cambierebbe. Non tutto. Ma qualcosa sì. E non sarebbe poco.

 

Nicola Incampo

Responsabile della Conferenza Episcopale

di Basilicata per l’IRC e per la pastorale scolastica

AD ACERRA LA 75^ GIORNATA NAZIONALE DEL RINGRAZIAMENTO
“GIUBILEO, RIGENERAZIONE DELLA TERRA E SPERANZA PER L’UMANITÀ”

SABATO 8 E DOMENICA 9 NOVEMBRE 2025
TEATRO ITALIA – PIAZZA CASTELLO – CATTEDRALE


LocandinaRingraziamento2025 2 250Nei giorni otto e nove novembre la Diocesi e l’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana organizzano ad Acerra due giorni di riflessione e preghiera sulla valorizzazione e la giusta distribuzione dei doni della terra, sul rispetto dell’ambiente e il sostegno ai lavoratori delle campagne.
La Giornata del Ringraziamento della CEI – coordinata dall’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro in collaborazione con le Associazioni di ispirazione cristiana del mondo rurale: ACLI Terra, Coldiretti, Fai CISL, Feder. Agri-MCL, Terra Viva – promuove la seconda domenica novembre di ogni anno in una diversa Chiesa del territorio nazionale questa «occasione opportuna di riflessione ed evangelizzazione».
Il vescovo di Acerra ha «desiderato» nella sua diocesi l’appuntamento convinto che «il lavoro della terra è il primo antidoto al deturpamento del nostro territorio», il cui riscatto «non può prescindere dalla difesa delle campagne e dal rilancio dell’economia agricola» dichiara il presule.
La due giorni si aprirà sabato 8 novembre alle 10 nel Teatro Italia in via Francesco Castaldi con l’introduzione di don Bruno Bignami, direttore Ufficio Nazionale PSL- CEI, sul tema “Giubileo, rigenerazione della terra e speranza per l’umanità”, scelto dai vescovi per la Giornata in questo Anno Santo 2025.
La professoressa Filomena Sacco, docente di Teologia Morale a Napoli, parlerà su “Giubileo della Terra nella Bibbia”, e il generale Giuseppe Vadalà, commissario Unico per la Bonifica della Terra dei Fuochi, interverrà su “Speranza e rigenerazione nelle Terre dei Fuochi”.
Le “buone pratiche” introdurranno la Tavola Rotonda – moderata da Antonio Maria Mira – dei referenti delle Associazioni ACLI Terra, Coldiretti, Fai CISL, Feder. Agri-MCL, Terra Viva.
Il pranzo alle 13.30 nel Seminario in Piazza Duomo, e la visita alla Locanda del Gigante in via Calabricito, precederanno la preghiera del Vespro alle 18 nella Chiesa di Maria del Suffragio in Piazza Castello, dove sabato e domenica ci sarà un Villaggio Agricolo con stands espositivi di prodotti locali e degustazioni tipiche. L’animazione di Dj Animation con la partecipazione dei Suoni Barricati e del sassofonista Mario Moro arricchiranno il pomeriggio di festa, in cui si potranno visitare il Museo della Civiltà Contadina e gli altri musei nel Castello dei Conti.
Domenica 9 novembre alle 11 nella Cattedrale in Piazza Duomo la Messa presieduta dal vescovo Antonio Di Donna, in diretta su Rai 1, e la successiva benedizione dei mezzi agricoli in Piazzale Renella chiuderanno la due giorni di preghiera e riflessione, una vera e propria Festa della Terra.
La Giornata nasce nel 1951 per iniziativa della Coldiretti, quando i contadini intuiscono «durante il secondo dopoguerra» che «nell’agricoltura c’è il valore aggiunto della provvidenza di Dio» e «non resta che ringraziare il Signore» ha affermato don Bignami presentando l’appuntamento.
Nel 1973 i vescovi italiani con il documento La Chiesa e il mondo rurale italiano assumono l’iniziativa per stimolare la riflessione nelle Chiese su evangelizzazione e mondo agricolo.
Nel 2005 la Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace aggiorna il documento del 1973 con la nota Frutto della terra e lavoro dell’uomo. Mondo rurale che cambia e Chiesa in Italia. Ogni anno il Papa ricorda la Giornata all’Angelus domenicale.

UN SOFFIO DI EGITTO IN UN RETROBOTTEGA DI POMPEI

L’ambiente di servizio dello street food

restituisce un contenitore prezioso, invetriato, riutilizzato in cucina

 

Sull’e-journal degli scavi di Pompei pubblicato un articolo di approfondimento a seguito dei recenti interventi di messa in sicurezza e restauro del Termopolio della Regio V

 

Situla Termopolio Regio V 4 250Una situla (vaso) in pasta vitrea, con scene di caccia in stile egiziano, prodotta in Alessandria d’Egitto, stava al centro della cucina delSitula Termopolio Regio V 1 250 Thermopolium della Regio V, lo Street Food scavato parzialmente nel 2020/21. Il contenitore invetriato, solitamente presente in area vesuviana come elemento pregiato di decorazione di giardini e ambienti rappresentativi, qui era stato riutilizzato evidentemente come contenitore da cucina. Le analisi successive ai restauri in corso, si spera, potranno rivelare il contenuto.

I nuovi scavi avviati nel 2023 nell’area della Regio V di Pompei, con la finalità di migliorare le condizioni di conservazione degli ambienti adiacenti al Thermopolium, hanno messo in luce gli ambienti di servizio e il piccolo appartamento al primo piano dove abitavano i gestori dell’attività. Nell’ambiente al piano terra con il piano cottura sono stati rinvenuti ancora al proprio posto gli strumenti utilizzati per la preparazione dei cibi (mortai, tegami) e numerose anfore vinarie di provenienza mediterranea.

“Vediamo qui in atto una certa creatività nell’arredare spazi sacri e profani, cioè l’altare domestico e la cucina, con oggetti che testimoniano la permeabilità e la mobilità di gusti, stili e verosimilmente anche di idee religiose nell’Impero Romano.- spiega il Direttore Gabriel Zuchtriegel - E vediamo questo fenomeno qui non a un livello elitario, ma in una retrobottega di una popina, uno street food di Pompei, vale a dire a un livello medio-basso della società locale, che si rivela però essenziale nella promozione di forme culturali e religiose orientali, tra cui i culti egiziani, ma più tardi anche il cristianesimo.”

Sull’e-journal degli scavi di Pompei https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/ è stato pubblicato un articolo di approfondimento circa gli interventi di cantiere che hanno interessato questi ambienti.

Ambiente retrostante Termopolio Regio V 6 250Al momento dell'eruzione, il vano attiguo al Thermopolium fungeva da ambiente di servizio. Gli spazi erano organizzati in modo funzionale: un piccolo bagno era situato a lato di un ingresso che si apriva sul vicolo cosiddetto dei Balconi, una zona era, invece, destinata allo stoccaggio di anfore e altri contenitori per la conservazione di liquidi. Lo spazio rimanente era occupato da oggetti utilizzati per la lavorazione, la cottura e la conservazione dei cibi.

Tra i reperti più interessanti recuperati la citata situla in faience riccamente decorata, testimonianza degli scambi commerciali e culturali che caratterizzavano Pompei.

Il piano superiore all’ambiente di servizio era suddiviso in due piccole stanze, una delle quali affrescata e decorata in IV stile, con architetture prospettiche illusionistiche e un pavimento colorato di giallo. La stanza era arredata con mobili, forse in parte rivestiti da lastre marmoree policrome, e con oggetti personali conservati in cassette lignee riccamente adornate.

Il progetto di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza di questi ambienti ha previsto anche il restauro degli apparati murari e decorativi emersi nei precedenti interventi, con l'obiettivo di preservarne la bellezza e l'integrità. Per proteggere gli ambienti dall'azione degli agenti atmosferici e conservare adeguatamente i reperti, sono state realizzate apposite coperture amovibili, progettate per integrarsi armoniosamente con il contesto archeologico. Mentre un impianto di illuminazione consentirà , mettendo in risalto i singoli dettagli, di ammirare in maniera più adeguata il contesto.

 

Pellegrinaggio dal 7 al 9 novembre con i sostenitori del progetto delle Olimpiadi del Cuore di Paolo Brosio

Il vescovo Sorrentino a Medjugorje per consegnare l’ospedale della pace

 

Foto 250ASSISI - Un pellegrinaggio a Medjugorje, nel segno del legame con Assisi, anche per visitare l’ospedale della Pace per tutte le religioni e tutte le etnie eretto nei luoghi delle apparizioni mariane di Medjugorje in Bosnia Erzegovina, che sta per diventare una realtà anche grazie alla onlus “Olimpiadi del Cuore”, di Paolo Brosio. A parteciparvi, dal 7 al 9 novembre, oltre a imprenditori, personaggi della cultura e dello spettacolo particolarmente sensibili al progetto, ci sarà il vescovo delle diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino.

L’ospedale avrà un profondo legame con Assisi, dove il valore della pace ha una valenza storica, prima ancora che religiosa, nonostante le sanguinose lotte medioevali e rinascimentali fra Comuni. San Francesco è portatore di valori di pace - come dimostra tra l’altro la mediazione tra il vescovo Guido e il podestà di Assisi poco prima di morire - i frati francescani minori presenti in entrambi i luoghi e senza dimenticare che sia Assisi che Medjugorje sono città dove si sviluppa la fede dei giovani, nella città serafica anche grazie alla presenza di San Carlo Acutis.

Nel corso della tre giorni ci saranno diversi momenti di preghiera alla presenza del vescovo Sorrentino e di monsignor Aldo Cavalli, visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje. Venerdì 7 novembre sarà presentato anche il libro di monsignor Sorrentino, “Il cuore nascosto del Cantico. Da sora Morte a frate Sole, san Francesco e le strofe del vescovado”, edito da Mondadori in occasione degli 800 anni della composizione dell’opera del Poverello.

“Dopo mesi e mesi di lavoro – sottolinea Brosio - sarà presto consegnata l’edilizia sanitaria completata e nei primi mesi del 2026 saranno in funzione i primi reparti, come dal grande obiettivo che ci eravamo dati e che sta per essere realizzato grazie anche al contributo di tanti donatori italiani e alla raccolta fondi delle Olimpiadi del cuore”. Il progetto è relativo alla costruzione in Bosnia Erzegovina di un progetto denominato Mattone del Cuore estero extra Ue nel territorio degli altopiani della Erzegovina, nella zona centrale dei principali comuni nell’ambito di Citluk - Medjugorje. Si tratta di un presidio ospedaliero di pronto soccorso realizzato a favore di tutte le etnie e le religioni e denominato Peace First Aid Hospital per musulmani bosniaci, serbi ortodossi cristiani, cattolici croati e una minoranza di ebrei residenti sia a Sarajevo che in visita a Mostar (capoluogo del cantone della Erzegovina) dove c’è il più autorevole e importante centro documentale ebraico di tutti i Balcani visitato da numerosi ebrei provenienti da tutti i paesi del mondo.

Incrementato il successo del “Premio Nazionale A.M.I.R.A. Progress”

Una IV edizione ricca di talenti premiati che l’Italia può vantare per i numerosi successi ottenuti, ognuno nel proprio campo professionale.

 

ZIF 1550 Premiati e Giuria 250E’ stato un vero successo l’edizione 2025 del Premio Nazionale A.M.I.R.A. Progress che, per questo suo quarto anno, è stato ospitato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II nell’Aula Magna del centro congressi Partenope. Nato da un’idea di due soci onorari dell’Associazione Maître Italiani Ristoranti e Alberghi, il giornalista Giuseppe De Girolamo e l’ex direttore generale dell’ERSAC in Campania Raffaele Beato e subito sostenuta dall’AMIRA di Napoli retta dal fiduciario Dario Duro e con il placet dell’AMIRA nazionale presieduta da Valerio Beltrami, il progetto del Premio si è sviluppato negli anni ottenendo sempre più successi. L’idea sin dal primo anno 2022 è stata quella di creare nell’ambito delle associazioni del food and beverage, non il solito concorso che premia gli iscritti che tutte le associazioni organizzano come anche l’AMIRA, ma di creare un premio che sproni i giovani a seguire l’immagine di cultura e professionalità conquistata sul campo dai personaggi che, scelti da una qualificatissima Commissione Giudicatrice, vengono proposti per essere premiati. Questo premio è quindi il primo in Campania e pensiamo in Italia, che è divenuto un impegno nel proporre ai giovani e meno giovani del settore, ma anche a quelli di tutte le discipline arte, spettacolo, cultura, spazio, gastronomia, sport ed altro, persone che nell’ambito di tutte le professioni, hanno raggiunto degli altissimi livelli nella società per i propri meriti che hanno saputo esprimere, divenendo un concreto esempio per i giovani volenterosi che traendone insegnamenti vogliano impegnarsi a seguire percorsi formativi al fine di raggiungere alte mete anche loro, realizzando così i propri sogni. La Commissione giudicatrice che ha selezionato i premiati di quest’anno era composta da Valerio Beltrami Presidente nazionale dell’A.M.I.R.A., Giuseppe De Girolamo giornalista enogastronomo, Dario Duro Fiduciario A.M.I.R.A. Napoli, Antonio Limone Direttore Generale ASL Caserta, Matteo Lorito Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Marino Niola docente all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Sabrina Reale pianista, docente di pianoforte e Membro del Conservatorio “E.F. Dall’Abaco” di Verona, Nicola Squitieri presidente dell’Associazione Internazionale “Guido Dorso”. I premiati di questa edizione sono On. Marta Schifone Commissione Affari Sociali - Responsabile dipartimento professioni, On. Armida Filippelli Assessore alla Formazione Professionale della Regione Campania, Chiara Marciani Assessore alle Politiche giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli, Luigi Carrino Presidente DAC Distretto Aerospaziale della Campania, Eleonora Cozzella giornalista - scrittrice, Giannola Nonino amministratrice delegata della distilleria Nonino, Fabio Barone pilota romano, da 26 anni presidente del club Passione Rossa - l’uomo più veloce al mondo su una nave, Gennaro Esposito Chef stellato, Michele Avagnale Tenente Colonnello Comandante del gruppo NAS del Meridione d’Italia, Anna Calemme Cantante - vincitrice della V edizione del festival di Napoli - Ambasciatrice della Canzone Napoletana nel Mondo. Due Targhe di Merito sono state assegnate a Marika Talotti, giovane laureata in Laurea Magistrale Scienze Gastronomiche Mediterranee ed a Ciro Caruso, storico maître dell’A,M,I,R,A,, meritoriamente distintosi, direttore del ristorante Paradisoblanco dell’Hotel Paradiso di Napoli. Il premio “AMIRA Progress”, è costituito da una “Lampada” in miniatura, l’artigianale, simbolico, storico e classico attrezzo utilizzato dai maître nel tipico gesto del Flambè e viene assegnato a persone di spicco che hanno dato lustro e diffusione alle iniziative culturali e lavorative del settore dei maîtres ed altro. Il premio viene consegnato in una artistica borsa dipinta a mano, creazione artigianale, ideata e realizzata dalla giornalista Sabrina Abbrunzo. All’evento hanno partecipato circa 200 persone tra cui alcuni premiati dei precedenti anni come Gennaro Sangiuliano, Lello Esposito, Antonio Sasso, Mimmo Falco, Annamaria Colao, Elisabetta Moro, Michele Piccolo, Piero Ferretti, Rosario Lopa e Anna Astarita che da Testimonial hanno consegnato il premio ai nuovi premiati, come anche Amedeo Laboccetta, e Alfredo Catapano. Le premiazione sono state intervallate anche dall’interpretazione di un brano musicale che la Soprano Martina Bortolotti von Haderburg, nativa di Bolzano, ha voluto regalare ai presenti. La cerimonia di premiazione è stata condotta da Vittorio Sagat, che ha introdotto i premiati e le figure che hanno conferito i riconoscimenti. Alla cerimonia di premiazioni, è seguita nelle sale attigue, una degustazione di prodotti tipici dell’enogastronomia, prevalentemente campani, con al termine il taglio di una stupenda torta dedicata ed un brindisi di arrivederci alla prossima edizione 2026. La manifestazione ha ottenuto il patrocino morale di: Regione Campania, Comune di Napoli, Università agli Studi di Napoli Federico II, Associazione Internazionale Guido Dorso, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno Campania/Calabria, Camera di Commercio di Napoli, FIPE Confcommercio Campania, Federmoda Campania e Ordine dei Giornalisti della Campania. Tante le aziende che con i loro prodotti hanno offerto agli ospiti, nel dopo premiazioni, la possibilità di degustare le loro chicche: Piccolo Supermarcati, BabàRe Terre Pompeiane, Tenute Cavalier Pepe, Tenuta Di Costanzo, Ristorante Donna Luisella, Il Mulino della Signora. Ed ancora Luxury Country House, Kremoso, Mennella, Caseificio Colonne, Casa Barone, Baino Panificio e biscottificio, Antica Forneria Molettieri, Caragi, Aican, Gambrinus, Kbirr di Fabio Ditto, Nami Restorant, ‘e curti, 100 Moggi, Copagri, Azienda agricola Luigi Turboli, Tradizione Simonetti con il Cazzimbocchio, Hotel Quadrifoglio, Tenute Bruno, Poppella Pasticceria, Mattia D’Angelo, Davide Botti, 28 pastai Gragnano, Pastificio Bassolino, Commenda Magistrale, Vitis Aurunca, Villa Signorini, Cosa prepara Imma, Carbone’ MEAT HOUSE, Michele Lanzara distributore per Jamon de bellota patanegra 100% iberico, Club amici del sigaro toscano e Vulcan gusto, start up che realizza un prodotto artigianale in argilla a forma di “Vesuvio” in cui si possono cuocere pietanze che vanno dall’antipasto al dolce. Per l’organizzazione e Servizi e appalti hanno offerto il loro apporto
- Ester De Falco – impeccabile nel coordinamento hostess e accoglienza, con il suo team sempre attento e sorridente.

- Salvatore Imposimato – Security Manager, ha garantito la sicurezza dell’evento con discrezione e competenza.

-Il supporto delle scuole è stato gestito da Antonio Esposito Farraioli di Napoli che ha offerto un prezioso contributo nella degustazione e nell’accoglienza, coinvolgendo i ragazzi con entusiasmo.

- Il Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni (Caserta) – ha partecipato attivamente con spirito di collaborazione e grande professionalità.

Le riprese della giornata sono state condotte da Campania Felix Tv – Italia Felix con il suo direttore Raffele Carlino, e Bla Bla Tv di Gianni Testa, gli scatti sono di Mario Zifarelli e Alfredo Coppola.

Giuseppe De Girolamo

“ISPIRAZIONE CONTINUA”, IL NUMERO DI NOVEMBRE DELLA RIVISTA SAN FRANCESCO PATRONO D’ITALIA

 Uno sguardo sulla politica e la società internazionale con Angela Merkel, Josè Roviro Lopez Rivera e fra Francesco Ielpo
 
Copertina rivista novembre 250ASSISI (PG) - «È toccante rendersi conto di trovarsi vicino a qualcuno che, ottocento anni fa, ha preso decisioni così radicali: spogliarsi di tutto, rinunciare ai beni, pur venendo da una famiglia ricca, e scegliere un’altra vita». A raccontarlo è Angela Merkel in visita alla Basilica e al Sacro Convento di San Francesco. L'ex cancelliera federale della Germania racconta le due volte nella terra di san Francesco in veste istituzionale - quando ricevette la Lampada della Pace e quando fu lei a consegnarla - e questa terza visita da libera cittadina: un’esperienza molto più intima e personale. «Ho potuto leggere un po’ i suoi [di san Francesco] scritti, i suoi obiettivi - ha proseguito - e ci si accorge che prima di noi ci sono state tante persone che hanno fatto qualcosa di importante. Questo ci riporta anche al senso profondo della democrazia: costruire su ciò che altri hanno fatto prima di noi». Dalle sfide della politica europea si passa alla coraggiosa testimonianza di Josè Roviro Lopez Rivera, membro della Comunità di Pace di San José de Apartadó, in Colombia. Il suo racconto punta i riflettori su 28 anni di resistenza nonviolenta in una terra segnata da conflitti alimentati da grandi interessi economici. Nonostante la perdita di oltre trecento membri, la comunità continua a rifiutare la vendetta, incarnando un modello di pace e impegno per la giustizia che riecheggia profondamente la dedizione di Francesco verso la fraternità e la cura degli ultimi. Il numero si arricchisce ulteriormente con l'intervista a fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa. Le sue parole offrono uno sguardo profondo e privilegiato sul conflitto israelo-palestinese e sul ruolo dlla comunità cristiana e dei frati; ha sottolineato l'importanza della fede, della solidarietà e anche della semplice presenza, che sono percepite come gesti silenziosi che, pur non cambiando la storia, "indicano un'altra via". Le sue riflessioni sono un invito a coltivare la speranza anche nelle circostanze più ardue, per essere costruttori di pace nella società stando accanto a chi soffre. Dopo l’annuncio ufficiale del 4 ottobre scorso, fra Giulio Cesareo presenta poi il concept, la visione e alcune curiosità/anticipazioni riguardanti la prossima ostensione delle spoglie mortali di san Francesco (22 febbraio - 22 marzo 2026).È presente infine un’intervista esclusiva al fotografo perugino Gabriele Cecconi, particolarmente attento a tematiche ambientali e di disagio sociale, spesso - in realtà - interconnesse.
 

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