Cronaca

Professore, aiutatemi a uscire dal tunnel della droga

 

Foto Nicola Incampo 250In un pomeriggio qualunque, in una strada come tante, si consuma un incontro che scuote, che ferisce e che fa pensare. Un insegnante in pensione esce di casa per una passeggiata e si imbatte in un volto noto, invecchiato prima del tempo, scavato, consumato. È un suo ex alunno. Non ci sono convenevoli. Lo sguardo è diretto, la voce tremante:

“Professore… aiutatemi a uscire dal tunnel della droga.”

Una frase semplice, ma capace di squarciare il velo d’indifferenza che spesso accompagna le nostre vite. In quell’appello c’è tutto: disperazione, ricordo, dignità, paura.

E soprattutto: speranza.

Sì, perché chi chiede aiuto sta ancora combattendo. E questo va ascoltato.

Un incontro, una ferita, una responsabilità collettiva

L’ex alunno, che chiameremo Marco, ha poco più di trent’anni.

Era uno di quei ragazzi che faceva fatica a stare fermo, ma aveva occhi vivi, una curiosità istintiva. Non era il primo della classe, ma aveva un’intelligenza autentica. Oggi ho visto la stessa persona, ma piegata dalla sofferenza, segnata dalle scelte sbagliate. Eppure ha trovato il coraggio di parlare.”

Quell’incontro fortuito ha aperto uno squarcio su una realtà che in Italia è troppo spesso nascosta sotto il tappeto: la dipendenza da sostanze, il disagio giovanile, il fallimento delle reti educative e sociali. Non è solo una storia personale. È una lente su qualcosa di molto più grande.

Secondo i dati diffusi dal Dipartimento per le Politiche Antidroga, nel 2024 in Italia circa 560.000 persone facevano uso regolare di sostanze stupefacenti. Tra queste, oltre 300.000 sono under 35. E non si parla solo di “droghe pesanti”: crescono in modo allarmante anche l’abuso di psicofarmaci, cannabis sintetica e nuove sostanze psicoattive.

Il problema? I servizi di assistenza spesso non riescono a intercettare per tempo i soggetti a rischio. Troppe famiglie si ritrovano sole, disorientate, senza strumenti per riconoscere i segnali d’allarme. La scuola, che dovrebbe essere presidio educativo e di prevenzione, è sovraccarica, mal supportata, e talvolta impotente davanti a problemi così complessi.

Marco non ha chiesto soldi, né ha inventato una scusa. Ha chiesto aiuto. Diretto. Senza filtri. “Professore, aiutatemi”. Questo ci dice qualcosa di potente: la scuola, nonostante tutto, resta un punto di riferimento. Anche dopo dieci, quindici anni. L’insegnante non è solo colui che spiega storia, matematica o religione. È qualcuno che lascia un’impronta, che viene ricordato nei momenti di crisi.

Marco lo sapeva. Per questo è tornato lì, a quel volto familiare.

Ho subito contattato i servizi sociali della zona. “Ho capito che non potevo essere io a salvarlo, ma potevo fare da ponte”.

E proprio questo è il punto: nessuno può farcela da solo, ma ciascuno può diventare un nodo nella rete.

L’incontro tra Marco è anche una denuncia silenziosa: delle istituzioni assenti, dei servizi territoriali spesso sguarniti, del pregiudizio che ancora accompagna chi vive un problema di dipendenza.

Non basta punire. Non serve solo dire “smettila”. Serve ascolto. Serve vicinanza. Serve ricostruire reti umane, comunitarie, che sappiano riconoscere il disagio prima che si trasformi in tragedia.

E soprattutto serve educazione emotiva, sin dalle scuole primarie. Serve dare ai giovani parole per descrivere quello che sentono, strumenti per affrontare frustrazioni, fallimenti, paure. Perché spesso chi cade nella droga non cerca lo sballo, ma una tregua.

Marco oggi è in contatto con un centro di recupero. Non sarà facile. Nulla è garantito. Ma ha fatto il primo passo, il più importante: ha parlato. Ha chiesto aiuto. E lo ha fatto non a un medico, non a uno psicologo, ma a un insegnante. Una figura che non vedeva da anni, ma che nella memoria era rimasta come un punto fermo.

Questo significa che una società che ascolta è una società che salva.

C’è un’Italia che cade, e un’Italia che tende la mano.

Il futuro dipende da quale delle due vogliamo alimentare.

Ogni storia come quella di Marco è una possibilità di cambiamento. Una possibilità di svegliarci, di fare rete, di tornare a credere che nessuno si salva da solo, ma che tutti possiamo essere strumenti di salvezza per qualcun altro.

Cosa gli ha lasciato questo incontro?

Mi ha ricordato perché ho scelto di insegnare. Perché a volte, anche dopo vent’anni, un solo ‘aiutami’ può valere tutta una carriera.”

 

Nicola Incampo

Responsabile della Conferenza Episcopale

di Basilicata per l’IRC e per la pastorale scolastica

Angelo Cesselon. Immagini di sogno a Villa Altieri

Anteprima a Roma della mostra del Maestro del Manifesto del Cinema

 

angelo cesselon arabesque with sophia loren 250Nella prestigiosa Villa Altieri a Roma, si è svolta con successo l'anteprima della futura mostra dei Manifesti di Cinema di Angelo Cesselon (1922- 1992). Esposte una serie di locandine di alcune delle più interessanti pellicole cinematografiche del dopoguerra. La manifestazione d'apertura è avvenuta il 17 novembre 2025, alla presenza delle istituzioni e di un pubblico attento ed interessato. La dott.ssa Alessandra Cesselon, storica dell'arte e figlia dell'artista, ha presentato, con un' interessante disamina, lo stile e le caratteristiche peculiari delle opere di un maestro che ha segnato con i suoi colori e ritratti la pittura dei manifesti cinematografici del '900.

 Angelo Cesselon è uno dei principali pittori di cinema italiani, e le sue opere sono una testimonianza del valore culturale del cinema e della pittura che lo rappresenta: ll manifesto cinematografico. Un genere originale, nato nel '900, che partendo dall' arte figurativa, rappresenta un settore  importante della Pop Art.

Tra queste opere di Cesselon, spiccano film con i ritratti di tre bellissime dive del cinema: "Arabesque" di Alfred Hitchcock con la bella Sophia Loren, "Anna di Brooklyn" con una ammiccante Gina Lollobrigida e "Il Gattopardo" di Luchino Visconti con il dolce volto di Claudia Cardinale, che ci ha recentemente lasciato.

Nelle stessa occasione è stato recitato il corto teatrale "L'uomo dei sogni di carta. Una donna per un'artista" , dedicato a Angelo Cesselon e Lina Forte, amata moglie del maestro, che tanto ha contribuito al suo successo. Protagonisti della performance, hanno dato la voce ai personaggi: Henos Palmisano, Alessandra Cesselon, Francesca Arelis Lollobrigida e Silvano Iadanza.

Dal 17 al 26 novembre 2025 - Villa Altieri, Viale Manzoni 47 a Roma è visibile una selezione di stampe dell’artista Angelo Cesselon (1922/1992), in attesa della mostra dal titolo "Angelo Cesselon I Colori del cinema" in programma nei prossimi mesi.

Con la collaborazione e patrocinio della Città Metropolitana di Roma. Consigliera Metropolitana Tiziana Biolghini. Con la partecipazione di Stefano Veglianti, Elena Capparelli. A cura di Archivio pittura di Cinema Angelo Cesselon. Dott.ssa Alessandra Cesselon,  Retecultura, ASP Polvere di stelle. Musica e Cultura a cura di Henos Palmisano e Michele Martuscello.

Contatti: Archivio Cinema Angelo Cesselon  -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Un messaggio di fraternità e speranza in vista del centenario

PAPA LEONE XIV IN PREGHIERA SULLA TOMBA DI SAN FRANCESCO

fra Giulio Cesareo: «Ci ha esortato a continuare ad essere segni di speranza, pace e fraternità»

 

Papa ad Assisi 20 11 2025 250ASSISI (PG)  – Questa mattina, Sua Santità Papa Leone XIV ha compiuto una visita privata alla Tomba di san Francesco. Il Santo Padre si è fermato in un momento di preghiera silenziosa dinanzi al sepolcro. La visita, avvenuta in un clima di raccoglimento, si è svolta alla presenza della comunità dei frati del Sacro Convento, radunati in preghiera insieme a lui.

In vista del grande anniversario della morte di san Francesco, che la Chiesa si prepara a celebrare nel 2026, il Pontefice ha voluto ricordare come la testimonianza del Santo di Assisi, uomo di fraternità, pace e speranza, sia più che mai attuale e necessaria per il nostro mondo.

Papa Leone XIV ha esortato i frati, custodi della memoria di Francesco, a continuare a essere segni viventi di questi valori, portando nel mondo un messaggio di riconciliazione e speranza.

fra Giulio Cesareo, OFMConv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento, subito dopo la partenza del Santo Padre, ha condiviso la gioia della comunità per questo incontro proprio dalla Tomba del Santo:

«Abbiamo sperimentato una gioia immensa nell'accogliere il Santo Padre qui nella cripta. Dopo aver pregato in silenzio dinanzi alla tomba di Francesco, ci ha rivolto una parola di grande conforto, ricordandoci che ci stiamo preparando al grande anniversario della morte di Francesco. Ci ha esortato a continuare a essere, attraverso la nostra vita, quei segni di speranza, pace e fraternità di cui il mondo ha tanto bisogno. Siamo profondamente grati a papa Leone per questo invito a proseguire con fede e serietà la nostra missione, camminando insieme verso il centenario francescano».

La visita del Pontefice rappresenta un forte incoraggiamento per l'intera famiglia francescana e per tutti i fedeli a riscoprire la figura di san Francesco come guida per costruire ponti di dialogo e per seminare pace in un'umanità bisognosa di luce.

Il video con il commento di fra Giulio Cesareo è disponibile a questo link: https://youtu.be/-cssRzWKpVA
Le foto dell’arrivo di papa Leone e dell’accoglienza di fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento, sono disponibili a questo link: https://bit.ly/MEDIA_PRESS_KIT 

 

Cultura senza barriere:

il Parco Archeologico di Ercolano sempre più inclusivo

Tecnologia e accoglienza per i ragazzi con autismo

 

micoloro 250Il Parco Archeologico di Ercolano, in collaborazione con l’associazione #micolorodiblu Onlus e Coopculture, prosegue nel suo impegno per rendere il patrimonio culturale accessibile e accogliente per tutti, con una serie di iniziative dedicate all’inclusione e alla partecipazione dei ragazzi con disturbi del neurosviluppo, in particolare autismo.

All’interno del progetto “Cultura senza barriere”, il Parco propone quattro giornate speciali, pensate come occasioni di incontro, scoperta e gioco inclusivo:

  • 3 dicembre 2025Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità
  • 16 febbraio 2026Lunedì di Carnevale
  • 2 aprile 2026Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo
  • 10 maggio 2026Festa della Mamma

Durante queste giornate, i visitatori potranno partecipare a visite guidate inclusive (ore 9:00 – 13:00), articolate in quattro turni orari da un’ora ciascuno (massimo 25 partecipanti per gruppo). La visita dura circa un’ora e mezza. Le attività, gratuite con biglietto ordinario d’ingresso al sito, incluse riduzioni e gratuità a norma di legge, sono su prenotazione tramite il portale https://www.coopculture.it/it/prodotti/cultura-senza-barriere/ o via e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..
L’iniziativa è aperta a scuole primarie e secondarie di I grado, famiglie con bambini, e a tutti coloro che desiderano vivere un’esperienza di visita innovativa e accessibile. Si consiglia abbigliamento comodo.

Tecnologia e inclusione: un’esperienza immersiva per tutti

Protagonista dell’esperienza sarà l’applicazione, denominata “Avventura a Ercolano”, guida digitale interattiva, progettata da esperti del settore educativo e neurodiversità per favorire il coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi con autismo o altre difficoltà cognitive.
Disponibile su tablet forniti dal Parco o scaricabile liberamente sul proprio tablet Apple iPAD al link https://ercolano.cultura.gov.it/accessibilita/; la guida utilizza tecnologie di realtà aumentata e beacon interattivi per accompagnare i visitatori in un viaggio personalizzato tra le meraviglie dell’antica Ercolano.

Attraverso giochi, attività e approfondimenti, i partecipanti potranno:

  • ricomporre virtualmente i mosaici antichi,
  • partecipare al lancio del giavellotto nella Palestra,
  • raccogliere monete sulla terrazza di Balbo,
  • restaurare reperti archeologici,
    e molto altro ancora.

Gli esperti del patrimonio e il personale di supporto all’utilizzo dell’app accompagneranno i gruppi lungo il percorso nella città antica, trasformando la visita in un’esperienza condivisa, ludica e formativa.

Un Parco aperto a tutti

Il progetto “Cultura senza barriere” nasce con l’obiettivo di rendere il patrimonio culturale uno spazio realmente inclusivo, dove la tecnologia diventa strumento di partecipazione, conoscenza e divertimento.
Il Parco Archeologico di Ercolano conferma così la propria vocazione a essere un luogo accessibile a tutti, nell’ottica di un’accoglienza inclusiva e senza barriere.

Unica, maestosa, universale.

LA DIVINA COMMEDIA OPERA MUSICAL

Teatro PalaPartenope NAPOLI

 

Immagine1 250Una produzione unica per dimensioni, qualità e ambizione. Un cast di cinquanta tra attori e tecnici. Trecento costumi realizzati ad hoc per lo show. Un maestoso impianto scenico che sorregge l’universale racconto dantesco che rapisce intere generazioni. LA DIVINA COMMEDIA OPERA MUSICAL (https://www.divinacommediaopera.it/) si appresta a vivere una nuova entusiasmante stagione live tornando in scena nelle più prestigiose venue del nostro Paese. L’acclamato kolossal prodotto da Mic International Company farà tappa al Teatro PalaPartenope di Napoli, sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio 2026, distribuito da Patagonia Group. Biglietti disponibili su Ticketone.

Dopo aver incantato con ripetuti sold-out il pubblico italiano e internazionale, e conquistato nel 2025 anche l’Oriente con una applauditissima tournée presso i più importanti teatri della Cina, LA DIVINA COMMEDIA OPERA MUSICAL riprende la forma dello spettacolo di voci, danze e tecnologia in un allestimento così straordinario da farle guadagnare la medaglia d’oro dalla Società Dante Alighieri, il titolo per ben due volte di miglior musical al Premio Persefone edizioni 2019 e 2020, e la partecipazione istituzionale nel 2021 con il riconoscimento del Senato della Repubblica, il patrocinio del Ministero della Cultura, oltre al sempre costante patrocinio morale della Società Dante Alighieri. Successo, riconoscimenti e presenze di grandissima valenza.

Per la regia di Andrea Ortis, che assieme a Gianmario Pagano ha curato anche i testi, e con le musiche composte da Marco Frisina, la più grande opera d’ingegno letterario di tutti i tempi torna on stage e si rianima di fiammante potenza e mirabile bellezza.

L’edizione 2026 si arricchirà di numerose novità a completamento di testi innovativi e quadri scenici realizzati e pensati dal regista e dal team creativo per rendere l’opera musical un moderno kolossal teatrale. “La Divina Commedia Opera Musical” vi aspetta in tour: sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio 2026 al Teatro PalaPartenope di Napoli (via Corrado Barbagallo, 115/b).

Sabato 31 gennaio 2026 ore 16.30. Biglietti disponibili al link https://www.ticketone.it/event/la-divina-commedia-opera-musical-teatro-palapartenope-20169938/

Sabato 31 gennaio 2026 ore 21.00. Biglietti disponibili al link https://www.ticketone.it/event/la-divina-commedia-opera-musical-teatro-palapartenope-20170053/

Domenica 1 febbraio 2026 ore 17.00. Biglietti disponibili al link https://www.ticketone.it/event/la-divina-commedia-opera-musical-teatro-palapartenope-20170372/

 

SINOSSI

 

Dante nell’immortalità della sua opera che continua a essere la più potente descrizione dell’animo umano, per peccati, debolezze, paure e ossessioni. Dante e il suo viaggio senza tempo che va avanti da più di sette secoli, la Divina Commedia. In essa il Poeta si ritrova ad affrontare e superare una prova che mai nessuno aveva concepito prima, l’attraversamento da uomo dei tre regni ultraterreni: l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.

 

Nel primo, naviga tra le rovine spaventose della dannazione eterna: è una discesa agli inferi senza ritorno. Nel Purgatorio, il percorso è inverso: c’è la possibilità dell’espiazione con il passaggio definitivo al Paradiso, dove una donna, la sua Beatrice, è il volto della luce e l’ancora al cui pensiero lui si aggrappa nei momenti di maggiore sconforto. La Divina Commedia Opera Musical sviluppa il cammino allegorico e segue Dante nella ricerca tormentata di sé stesso in un’epoca che - per confusione morale e politica - lui non vuole accettare. Lo spettacolo utilizza diversi linguaggi espressivi nel segno tracciato dal padre della lingua italiana.

 

Il Dante viaggiatore in scena diventa la proiezione fisica della sua voce e rappresenta la maturità dell’irrequieto e sofferente poeta che, a metà della sua vita, ha trovato nella scrittura la salvezza. Ricorda così, con tenerezza, lo smarrimento e la paura provati difronte a una selva oscura e a tre fiere: è l’incipit del capolavoro che sul palcoscenico viene “sfogliato” come un libro animato. Dante, scortato e rincuorato dalla guida di Virgilio, suo maestro e suo autore, passa, girone dopo girone, nell’Inferno, dai tormenti della Città di Dite ai sospiri dell’amore infedele, ma eterno, di Francesca; dai mari tempestosi e mortali di Ulisse alle foreste pietrificate di Pier delle Vigne fino ai laghi ghiacciati dove sconta la sua condanna nelle tenebre più fitte il conte Ugolino. Usciti «a riveder le stelle», oltre Lucifero, Virgilio conduce Dante in Purgatorio. 

 

La visionaria regia di Andrea Ortis dà allo spettacolo un potere avvolgente, di crescente tensione. Le musiche di Marco Frisina si fondono ai testi di Gianmario Pagano e Andrea Ortis. Le scene mobili costruite sui disegni di Lara Carissimi portano il pubblico in un’atmosfera magica rafforzata da proiezioni in 3D di ultima generazione. Splendide le coreografie acrobatiche di Massimiliano Volpini nella preziosa cornice delle luci di Valerio Tiberi e delle proiezioni di Virginio Levrio.

 

 DESCRIZIONE DELLO SPETTACOLO

 

All’inizio dello spettacolo, Dante si ritrova solo nella selva, assalito da dubbi e incertezze. Maria anima il mondo. La relazione tra la donna e l’uomo dà un senso alle perplessità intime e che dà inizio al viaggio del poeta. Il suo cammino però viene interrotto bruscamente dall’incontro con le fiere. È Virgilio, consegnato alla scena da un’apparizione carica di mistero a prendere per mano Dante, conducendolo, con fermezza e protezione paterne, all’interno del Purgatorio. Insieme vengono traghettati dall’eccentrico Caronte, uomo grottesco e visibilmente folle che schernisce malamente le anime che traghetta verso le sponde opposte dell’Acheronte. La sua enorme barca in scena color petrolio è mortifera, immersa in una palude dai riflessi color petrolio. È Caronte che apre le porte a una sequela di straordinari incontri. Dante conoscerà Francesca da Rimini, incarnazione formidabile della passione amorosa che nel peccato di lussuria trova la propria dannazione, costretta a vivere nella tempesta infernale e irrimediabilmente abbracciata all’amato Paolo. Alla compassione per chi morì d’amore, segue il terrificante passaggio attraverso la città di Dite, in cui l’aggressione di demoni infernali, volanti, o striscianti, minaccia l’avanzata di Dante.

 

Sempre al fianco del suo amato Maestro Virgilio, il poeta fiorentino approda nella mortifera foresta dei suicidi, che allo spettatore appare pietrificata, lugubre. Qui avviene l’incontro con Pier delle Vigne, altro personaggio storico, accusato in vita di tradimento: suicidatosi a causa di un onore irrimediabilmente compromesso, si presenta a Dante come tronco, impressionante immagine di sterilità e negazione della vita. Solo Dante riuscirà ad animarlo, anche se per poco, dandogli la possibilità di raccontare col canto la propria pena. Dante, profondamente scosso dalla crudeltà dei destini con cui entra in contatto, acquisisce una nuova consapevolezza. Poco dopo incontrerà sul proprio cammino Ulisse. Il loro incontro sarà reso in scena da contenuti visual animati in 3D. È il ghiaccio a chiudere il cerchio del passaggio infernale: con Ugolino, Dante raccoglie la disarmante testimonianza di un padre che divora i propri figli e ne rimane scosso e raggelato, tanto quanto la landa desolata all’interno della quale si consuma l’incontro con l’ultimo dannato.

 

 Dopo le immagini a tratti opprimenti, dalle forti tinte emotive del primo atto, Dante si ritrova immerso in uno scenario più rarefatto. Sulla spiaggia del Purgatorio incontra Catone, che con il proprio racconto canta la forza morale di chi non cedette al compromesso e si batté in modo integerrimo, in difesa della propria libertà di pensiero contro Cesare. Tra sfumature cangianti e paesaggi carichi di magia, Dante si imbatte in una processione di anime in preghiera, tra cui vi è Pia de’ Tolomei, vittima di femminicidio ad opera del marito. Dopo un malinconico canto notturno che incornicia Dante e Virgilio nell’unico momento di sosta lungo il viaggio, l’Angelo della Penitenza permette il passaggio attraverso la Porta del Purgatorio. Così Dante e Virgilio incontrano gli amici poeti Guido Guinizzelli e Arnaut Daniel.

 

A illuminare come un faro nella notte il percorso, le brevi e topiche apparizioni di Beatrice rinfrancano la fiducia di Dante, che adesso più che mai percepisce prossimo l’avvicinamento, come spinto da una felicità ancora incosciente. Sarà proprio Beatrice a distrarlo dal momento solo il viaggio. Da solo Dante approda dunque nel paradiso terrestre, in cui la stravagante e leggiadra figura di Matelda lo conduce al fatidico incontro con l’amata. Una solenne processione introduce e sancisce il momento emozionante in cui Beatrice diventa luce che rischiara e guarisce dalle tenebre, simbolo di quell’Amor che move il sole e l’altre stelle, unica possibile chiave di accesso alla felicità: solo nell’incontro con la donna e con l’amore, Dante - o meglio - l’uomo, ritrova sé stesso, scioglie i nodi della selva, e trova Dio.

 

NOTE DI REGIA

 

«Un mondo che nasce da un libro, un libro che è scritto… parte da qui questa grande avventura, proprio da… un libro, o “il libro” o “i libri” o come si voglia, la più grande opera d’ingegno letterario di tutti i tempi. Ed è dalla sua lettura che si scopre come tutto sia possibile, e lo è, sempre, quando, leggi… la lettura apre un mondo libero, uno spazio non spazio in un luogo non luogo, dove, al lettore, tutto è concesso… immaginare, costruire, smontare, fermarsi e colorare… quello della lettura è un non tempo, una sospensione creativa fertile, alla quale ognuno, può, se vuole… partecipare. E non v’è timore, in uno spazio libero, di immaginare il proprio Dante, che scrive e cancella, pensa e si attarda, sbaglia, si blocca e… riparte come un fiume in piena… non v’è paura nel riferire i suoi pensieri, le speranze raccolte, le disillusioni feroci… diventando, anche, lui, in lessico teatrale… slancio in avanti evoluto, contemporaneo, pioniere. La condizione di quest’uomo e del suo genio è la condizione stessa del suo limite, della sua profonda umanità; e in teatro, il teatro lo rende “presente”, solo tempo possibile a teatro, unica scelta ammessa, per questo vero, tangibile, credibile, all’interno di una storia che nel suo sviluppo, inizia (Inferno), si evolve (Purgatorio) e si compie (Paradiso) consegnando a tutti una Divina Commedia intatta e completa. Questa verità teatrale, costruita su scenografie versatili, coreografie acrobatiche, costumi suggestivi, proiezioni in 3D di ultima generazione, condotta su musiche orchestrali emozionanti, è pelle, carne e sangue di un uomo modernissimo, attuale, vivente. Questa verità teatrale riduce le distanze, porta con sé il genio fiorentino attorno e addosso a chi, oggi, con occhi giovani si affaccia curioso e affamato… a vivere la propria, personale, libera… “commedia”».

Andrea Ortis, regista

SALUTE, ECCO LE VINCITRICI DI “SCRITTURE IN ROSA”, IL CONCORSO LETTERARIO AL FEMMINILE CHE VUOLE DARE VOCE A MILIONI DI PAZIENTI CON BPCO, CAREGIVER E PERSONALE SANITARIO

 

Respiriamo Insieme Premiategiuria 250La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una patologia polmonare cronica che provoca un'ostruzione parziale e persistente delle vie aeree, colpisce 330 milioni di persone a livello globale, risultando così la terza causa di morte. Secondo l’American Lung Association si stima che, entro il 2050, i casi nelle donne aumenteranno 5 volte più velocemente rispetto a quelli maschili (47% contro il 9%). Da qui nasce “Scritture in Rosa”, il primo concorso letterario dedicato alle pazienti, caregiver e personale sanitario impegnato nella lotta alla malattia. “La diagnosi precoce è il primo passo per migliorare le prospettive di vita. Educare le pazienti a riconoscere i segnali può rallentare il progresso della patologia”, ha dichiarato Simona Barbaglia, Presidente dell’Associazione Respiriamo Insieme Aps

Promuovere la salute, unire l’amore per la scrittura e dare impulso alla prevenzione. Tre categorie (pazienti, caregiver e personale sanitario) per nove premiati nella prima edizione del concorso letterario Scritture in Rosa, promosso dall’Associazione Respiriamo Insieme Aps, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla crescente diffusione della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) tra le donne. La Bpco è una patologia polmonare cronica che colpisce 330 milioni di persone nel mondo, risultando la terza causa di morte. Entro il 2050 si stima – da uno studio dell’American Lung Association - che i casi di diagnosi nelle donne aumenteranno del 47%, rispetto al 9% negli uomini. Le principali cause? L’abuso di fumo e l’aumento dell’inquinamento. Ed è proprio dall’esigenza di dare maggiore visibilità e consapevolezza rispetto ai rischi che nel corso del 2025 è nata la prima edizione del concorso letterario al femminile “Scritture in Rosa per dare emozione al respiro”, un progetto realizzato con l’obiettivo di raccontare le esperienze delle donne che hanno a che fare con la BPCO, la loro storia fisica ed emotiva.

Mercoledì 19 novembre, presso la Libreria Spazio Sette di Roma, in occasione della Giornata Mondiale della BPCO si è tenuta la cerimonia di premiazione dei nove racconti vincitori di questa prima edizione del concorso letterario.  Compito della giornalista scientifica Annalisa Manduca, che ha presentato la cerimonia, fare gli onori di casa e sottolineare l'importanza di promuovere la prevenzione. Ad essere premiate, per la categoria «Pazienti BPCO», al primo posto Valentina Coluccino (San Vitaliano, NA), seguita da Ivana Dolciami (Città di Castello, PG) e Annamaria Nigro (Cisterna di Latina). Per la categoria «Caregiver»: Ilaria Di Donato (Lanciano Chieti), Teresa Averta (Vibo Valentia) e Rita De Fazio (Napoli). Per la sezione «Personale sanitario»: Alessia Morelli (Roma), Alessandra Spagnolo (Genova) e Laura Pini (Brescia).

“La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva non è solo una «malattia maschile», è in realtà sempre più diffusa tra le donne e causa 3,23 milioni di vittime ogni anno. È fondamentale fare sensibilizzazione su questa patologia – ha evidenziato la Presidente di Respiriamo Insieme Aps Simona Barbaglia – Il grande successo del concorso Scritture in Rosa, che ha raccolto 60 racconti da tutta Italia, di cui 28 selezionati tra i migliori e 9 proclamati vincitori, dimostra quanto questo tema tocchi da vicino la vita quotidiana di molte donne e quanto sia importante offrire loro uno spazio reale in cui condividere esperienze e difficoltà legate alla malattia. Scritture in Rosa vuole essere un punto di partenza per accendere i riflettori su questa patologia che, ogni anno, colpisce migliaia e migliaia di donne in tutto il mondo. La diagnosi precoce è il primo passo per fermare la malattia e migliorare le prospettive di vita. Respiriamo insieme lavora proprio in questa direzione: fare prevenzione per educare le pazienti e chi sta al loro fianco”.

 

Un appuntamento culturale che ha avuto il plauso anche della Commissione Affari sociali e Sanità della Camera dei Deputati.

 

“Ho accolto con piacere l'invito a essere parte della giuria di questa nuova edizione di "Scritture in Rosa", un'iniziativa che non è semplicemente un "concorso letterario", ma un vero e proprio spazio di espressione e di condivisione di vite e di esperienze – ha aggiunto l’Onorevole Ilenia Malavasi, membro della Commissione XII Affari sociali e Sanità - Sappiamo come la Bpco, purtroppo, sia una patologia che impatta profondamente la quotidianità di chi ne è affetto e di chi si pone loro accanto e confesso che, in più occasioni, leggere i racconti selezionati abbia significato per me entrare in contatto con emozioni profonde: si parla di familiari, caregiver, badanti, operatori sociosanitari, medici, infermieri e ogni parola e molti racconti, rivelano storie di resilienza straordinarie, segnate dalla complessità del vivere, curare e assistere in presenza di questa patologia. Sono storie di legami profondi, intensamente umani, tracce di dignità e di bellezza della vita che si riscontra anche in percorsi di cura e sofferenza. L'arte e la narrazione sono strumenti potenti, capaci di creare consapevolezza e, ancora di più, di umanizzare i percorsi di cura, stabilendo legami: l'atto di raccontare è, spesso, solitario, ma l'esito è sempre una relazione, perché ogni storia, una volta letta da altri, smette di essere unicamente propria per diventare condivisa. E la condivisione è esattamente ciò che annulla le distanze e le solitudini”.

 

L’iniziativa ha avuto anche il sostegno della Senatrice Elena Murelli, membro della Decima Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato della Repubblica e Segretaria della Presidenza di Palazzo Madama.

Sono onorata di aver fatto parte di questa iniziativa e ringrazio l’Associazione Respiriamo Insieme con la Presidente Barbaglia – dichiara la Senatrice Elena Murelli - per l’impegno con cui pone al centro la salute respiratoria delle donne e valorizza la scrittura come strumento di elaborazione e consapevolezza. Raccontare la propria storia, dare voce all’esperienza personale, rendere visibile il dolore, la forza o la resilienza significa anche offrire uno sguardo empatico su cosa voglia dire convivere con una malattia dal punto di vista femminile. Dare spazio alle parole delle pazienti, dei caregiver e delle professioniste sanitarie è un passo fondamentale per promuovere un’assistenza più attenta, più umana e più vicina ai bisogni di chi ogni giorno affronta la BPCO. Questo concorso rappresenta un segnale importante nella direzione di una medicina davvero orientata alla persona e alla sua storia”.

 

Il progetto “Scritture in Rosa per dare emozione al respiro” è organizzato dall’Associazione Respiriamo Insieme Aps, con il patrocinio di Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri e la Società Italiana di Pneumologia, realizzato con ALI-Associazione Librai Italiani, MOOX e Digital Solutions, con il contributo non condizionante di Chiesi Italia.

 

“L’appuntamento di oggi è un momento speciale per celebrare il talento e il coraggio delle donne che convivono con la BPCO – ha aggiunto Raffaello Innocenti, CEO & Managing Director di Chiesi Italia - Con Scritture in Rosa abbiamo voluto supportare un progetto che crea uno spazio di ascolto e condivisione, perché la scrittura non è solo espressione artistica, ma anche un ponte verso consapevolezza e inclusione. Essere qui significa ribadire il nostro impegno: contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone, promuovendo un approccio alla salute che tenga conto delle differenze di genere e che ponga al centro la persona, con la sua storia, le sue relazioni e le aspirazioni per il futuro”.

 

Tra i giurati del concorso, oltre alla Presidente Simona Barbaglia, figurano anche la Segretaria di Presidenza del Senato della Repubblica Elena Murelli e la deputata e membro della Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati Ilenia Malavasi. In giuria anche il Presidente dell’Associazione Aipo Claudio Micheletto, la professoressa Gianna Camiciottoli pneumologa e Coordinatrice del Comitato scientifico di Respiriamo Insieme e già responsabile Unit Asma Grave AIU, la Presidente eletta Sip-IRrs  Paola Rogliani, la direttrice del Patient Advocacy Lab di ALTEMS Università Cattolica del Sacro Cuore Maria Teresa Petrangolini, la giornalista e conduttrice radiofonica e televisiva Annalisa Manduca, il Presidente di ALI Confcommercio Paolo Ambrosini e il vice Aldo Addis, le scrittrici Sara Rattaro e Mariapia Valadiano, la giornalista di Radio 24 (Il Sole 24ore) e conduttrice del programma “Il Cacciatore di libri” Alessandra Tedesco, Maria Pia Foschino Barbaro di SIP IRS, Maria Leone consulente legale Associazione Respiriamo Insieme Asp. Per il partner Chiesi Italia: Giovanni Gigante, Senior Director Medical Affairs e Benedetta Luoni, Communication Lead.  Il concorso ha vinto il bando To take a breath di GSK.

Banco Alimentare, i Lions della Zona 1 e volontari uniti

per sostenere il centro La Tenda del Rione Sanità

L’appello della Presidente della Zona 1 del Distretto 108YA, Rossella Fasulo:

Un impegno condiviso per rispondere all’emergenza alimentare”

colletta alimentare 250Napoli – Nell’ambito del Service a cui ha aderito il Distretto 108YA, Governatore Giuseppe Naim, la Zona 1, sotto la guida della Presidente Rossella Fasulo, rinnova e rafforza il proprio impegno a favore delle persone in difficoltà sostenendo, anche quest’anno, l’attività del centro La Tenda del Rione Sanità.
Da iniziativa del solo Lions Club Napoli Host, il Banco Alimentare diventa un'attività di Service della Zona 1 frutto della sinergia tra Lions Club Napoli Host, Napoli Megaride, Napoli 1799 e Napoli Europa Gianpaolo Cajati con i presidenti Antonella Della Corte, Hubert Bowinkel, Alberto Paudice e Enzo Capone. In particolare, questo è il terzo anno che il Napoli Host si occupa dell’associazione La Tenda destinando all'associazione i contributi raccolti da iniziative di beneficenza e generi alimentari raccolti durante la colletta alimentare, nonchè facendo ricevere contributi dalla Fondazione Internazionale dei Lions per l’integrazione delle attrezzature per la mensa
Questa scelta conferma la volontà dei Lions di essere presenti in modo concreto e tempestivo sul territorio, offrendo un aiuto tangibile a chi vive situazioni di fragilità e rafforzando il legame con una realtà, come la Tenda, che ogni giorno rappresenta un presidio fondamentale di accoglienza e supporto. Questo anche grazie alla preziosa attività di Oscarino Spano, socio del Lions club Napoli Host e volontario della Tenda.

Il numero delle persone che ogni giorno si rivolge al centro La Tenda è in costante aumento – spiega la Presidente Rossella Fasulo – e la mensa, talvolta, non riesce a garantire pasti caldi a tutti semplicemente perché manca la materia prima. Per questo abbiamo scelto di unire le forze come Zona 1 e come centro La Tenda, convinti che solo un’azione collettiva possa far fronte a un’emergenza che cresce sotto i nostri occhi. E la strategia è stata vincente: abbiamo raccolto circa una tonnellata di generi alimentari. Voglio ringraziare per tutto questo, i volontari del centro La Tenda, Mario, Tina, Nando e Monica.”

Il centro La Tenda del Rione Sanità rappresenta una delle realtà più attive e preziose del territorio: non solo mensa, ma anche doposcuola per i bambini, ambulatorio medico, posti letto e dormitorio per i senza dimora. Una struttura che ogni giorno offre sostegno, accoglienza e dignità a chi vive condizioni di fragilità.

La Presidente Fasulo rivolge infine un appello alla cittadinanza: “L’iniziativa del Banco alimentare continuerà fino al primo dicembre, il cuore di Napoli è grande e lo dimostra ogni volta che è chiamato alla solidarietà. Chiediamo a tutti di continuare a donare generi alimentari e prodotti di prima necessità non solo in occasione del Banco Alimentare, ma anche dopo. Il centro La Tenda ha bisogno del sostegno continuo della comunità, perché ogni giorno ci sono persone che attendono un pasto caldo. L’impegno della Zona 1 del Distretto 108YA è quello di realizzare altre iniziative a sostegno della Tenda e di chi ha bisogno”.

La Real Commissione per l’Italia consegna al Patriarca di Gerusalemme dei Latini il donativo raccolto in occasione del Giubileo Costantiniano

Immagine1 250Nell’ambito del Pellegrinaggio Costantiniano Internazionale in occasione dell’Anno Giubilare 2025, organizzato dalla Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, d’intesa con le Reali e Magistrali Volontà, venerdì 12 settembre 2025 presso Palazzo Taverna a Roma, è stata svolta una Cena di Gala di Beneficenza con 250 partecipanti - alla presenza del Gran Maestro, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria; del Gran Prefetto, S.A.R. il Principe Don Jaime di Borbone delle Due Sicilie e Landaluce, Duca di Noto, Presidente della Real Deputazione; e della Reale e Magistrale Famiglia - i cui i proventi netti erano destinati, attraverso il Patriarcato Latino di Gerusalemme, a favore della popolazione di Gaza, duramente colpita dal conflitto in atto, «con la vivida Speranza che possa essere di conforto soprattutto per bambini, seguiti con costante trepidazione dal Santo Padre», come ha auspicato S.A.R. il Gran Prefetto. Martedì 18 novembre 2025 si è svolto a Roma un incontro di consegna del donativo al Patriarca di Gerusalemme dei Latini, S.Em.R. il Signor Cardinale Pierbattista Pizzaballa, OFM., alla presenza delle alte cariche della Real Commissione per l’Italia e della Fondazione San Giorgio Italia ETS. «Questa azione caritatevole contribuirà ad alleviare i bisogni della comunità Cristiana di Gaza. Insieme, con generosità e impegno, possiamo portare speranza dove ce n’è più bisogno, seminare il futuro e trasformare vite», ha dichiarato S.A.R. il Gran Maestro.

Oltre al Presidente, ai Luogotenenti per l’Italia Settentrionale, per l’Italia Centrale e per l’Italia Meridionale Peninsulare, e al Cancelliere della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, hanno presenziato all’incontro di consegna del donativo: S.E. Don Riccardo Paternò, Conte di Montecupo, Principe di Cerenzia, dei Duchi di San Nicola e Pozzomauro, Balì Gran Croce di Onore e Devozione in Obbedienza, Gran Cancelliere e Ministro degli Affari Esteri e degli Interni del Sovrano Militare Ordine di Malta, nonché Balì Gran Croce di Giustizia e Consigliere della Real Commissione per l’Italia dell’Ordine Costantiniano; S.E. Antonio Zanardi Landi di Veano, Balì Gran Croce di Onore e Devozione in Obbedienza e Ambasciatore del Sovrano Militare Ordine di Malta presso la Santa Sede, nonché Cavaliere Gran Croce di Giustizia dell’Ordine Costantiniano e Vice-Presidente della Fondazione San Giorgio Italia ETS; e il Prof. Giuseppe Schlitzer, Cavaliere Gran Croce di Merito, Delegato per Roma e Città del Vaticano della Real Commissione per l’Italia dell’Ordine Costantiniano.

A Roma l'investitura dei nuovi "Araldi di San Pio"

Solenne Investitura degli Araldi di San Pio Nel Cuore del Giubileo e alle Soglie del Natale 4 250In un clima di fervore spirituale che precede la chiusura del Giubileo e l'arrivo del Santo Natale, l’Associazione Araldi di San Padre Pio da Pietrelcina annuncia la solenne cerimonia di investitura dei nuovi Araldi di San Pio, un evento significativo per la comunità dei fedeli. La celebrazione si terrà sabato 22 novembre alle ore 16:30 presso la Chiesa di Santa Rita da Cascia alle Vergini, in Via dell’Umiltà 83, a Roma. La Santa Messa e il rito dell’investitura saranno concelebrati da Monsignor Lorenzo Pelati, Rettore della Chiesa, e da Don Nicola Gagliarde, attuale Presidente e Guida Spirituale degli Araldi di San Pio. Durante la funzione, il Priore Giovanni Pimpinella procederà alla consacrazione e all'investitura ufficiale dei nuovi membri.

L'evento vedrà la partecipazione di numerosi membri storici dell’Associazione e di personalità del mondo accademico e scientifico come il professor Cesare Iafrate, il professor Antonio Giordano e il professor Domenico Lamorte, oltre alla presenza di fedeli e devoti, tra cui Marisa, nipote di Padre Marciano Morra. L’Associazione è stata fondata per iniziativa dell’Arcivescovo Andrea Mugione e di Padre Marciano Morra, ultimo frate ad essere stato vicino a San Pio e storico coordinatore dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio a livello internazionale; oggi è guidata da Don Nicola Gagliarde, dal Priore Giovanni Pimpinella e dal Decano Magistrato Mario Dantino, che ne è anche il portavoce ufficiale.

Tutti i fedeli sono invitati a partecipare e a condividere questo momento di autentica comunione cristiana.

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