Cronaca

La Fede

 

Foto Incampo 3La fede non è creta da modellare che può essere plasmata in un modo o in un altro, a seconda dello spirito dei tempi e delle circostanze del momento” ha affermato Mons. Gänswein.

In un contesto culturale segnato da trasformazioni rapidissime, dove i valori mutano con la stessa velocità dei linguaggi e delle tecnologie, la questione dell’identità della fede torna prepotentemente al centro della discussione ecclesiale. Le parole: «La fede non è creta da modellare che può essere plasmata in un modo o in un altro, a seconda dello spirito dei tempi e delle circostanze del momento» non rappresentano solo un ammonimento, ma un vero e proprio manifesto teologico e pastorale.

Esse contengono infatti una domanda fondamentale: fino a che punto è possibile — o opportuno — adattare la fede ai cambiamenti culturali?

E soprattutto: che cosa rimane della fede quando essa viene modellata per risultare più gradevole, più semplice, più al passo con i tempi?

La metafora della creta è potente. In un’epoca in cui identità, relazioni e persino valori sembrano spesso soggetti a modifiche continue, la fede cristiana viene riproposta come realtà non plasmabile a piacimento. Non perché rigida o insensibile alla storia, bensì perché radicata in un fondamento che non muta: il Vangelo. L’idea che la fede debba rispondere alle esigenze dell’epoca non è nuova, ma negli ultimi decenni ha assunto un’intensità particolare. Le pressioni culturali — dall’individualismo ai nuovi modelli etici, dalla comunicazione digitale alla globalizzazione — spingono le comunità credenti a interrogarsi sulla propria capacità di restare comprensibili e rilevanti. Tuttavia, il rischio segnalato da molti pastori e teologi è che questa tensione degeneri in una sorta di “flessibilità identitaria” che finisce per snaturare il messaggio evangelico.

La seconda citazione rafforza questo allarme: «Una fede ridotta, annacquata non ha efficacia. La misura della predicazione è il Vangelo, è Gesù Cristo stesso».

Il richiamo è diretto: una fede diluita non convince, non sostiene e non trasforma.

In un mondo spesso saturo di slogan motivazionali, di spiritualità fai-da-te e di narrazioni psicologiche semplificate, il cristianesimo rischia di essere percepito — o presentato — come uno tra i tanti discorsi di conforto, perdendo così la forza rivoluzionaria che gli è propria.

La storia del cristianesimo mostra invece che il Vangelo ha trovato la sua maggiore efficacia non quando è stato addolcito, ma quando è stato annunciato nella sua radicalità: un messaggio che esige, interpella, cambia, orienta. Molti osservatori sottolineano come, paradossalmente, siano proprio i giovani a essere più attratti da esperienze di autenticità radicale e meno da proposte annacquate. Ciò suggerisce che la coerenza, più che l’adattamento, potrebbe essere la chiave per parlare alle nuove generazioni.

Questo non implica chiusura, immobilismo o nostalgia. Nella storia della Chiesa la capacità di tradurre il Vangelo nei linguaggi del proprio tempo è stata essenziale. Ma tradurre non è sinonimo di trasformare. La questione di fondo non è se la Chiesa debba rinnovare i propri modi di comunicare — cosa non solo necessaria ma inevitabile — bensì se debba cambiare il contenuto del suo annuncio. Ed è proprio su questo crinale che si colloca il dibattito contemporaneo. Da una parte vi è chi ritiene che un’eccessiva rigidità rischi di rendere la fede incomprensibile a una società pluralista. Dall’altra, chi teme che, inseguendo la desiderabilità sociale, si perda di vista ciò che rende il cristianesimo unico: la figura di Gesù Cristo, il suo insegnamento, la sua promessa.

Le due citazioni costituiscono dunque un invito a riscoprire l’essenziale. In un tempo di incertezza diffusa — sociale, economica, culturale — la fede può svolgere un ruolo significativo solo se rimane punto fermo. Una fede solida non per chiusura, ma per fedeltà. Non inflessibile, ma integra. Il messaggio è rivolto alla predicazione, alla catechesi, alle comunità, ma anche ai singoli credenti: ritornare al centro, che non è un’idea, ma una persona — Gesù Cristo. Ed è proprio questa centralità a rappresentare la “misura” con cui valutare ogni scelta pastorale, ogni innovazione comunicativa, ogni tentativo di dialogo con la cultura.  La tensione tra identità e dialogo, tradizione e innovazione, radicalità e accoglienza continuerà a segnare il cammino delle Chiese. Tuttavia, l’appello alla coerenza del Vangelo potrebbe diventare una bussola preziosa. 

In un mondo che cambia, ciò che resta autentico acquista valore. E forse, proprio in questa autenticità non negoziabile, si nasconde la chiave per rendere la fede nuovamente credibile, incisiva e capace di parlare al cuore dell’uomo contemporaneo.

Nicola Incampo

Responsabile della Conferenza Episcopale

di Basilicata per l’IRC e per la pastorale scolastica

LE GEMELLE KESSLER

Foto don Maurizio Patriciello“Terenzio: «Homo sum, humani nihil a me alienum puto». Niente di ciò che è umano mi è estraneo. Al contrario, sempre avverto un senso di responsabilità per le sofferenze che invadono il mondo. In queste ore siamo stati raggiunti dalla notizia della morte delle gemelle Kessler. Per loro abbassiamo il capo e preghiamo. Una vita non comune, la loro: bellezza, fisico statuario, corteggiamenti, successo, gloria, denaro. 

Baciate dalla natura, seppero mettere a frutto i loro talenti. Gli italiani le hanno applaudite e invidiate, osannate e criticate. Gli anni passano per tutti. La vecchiaia ci corteggia fin dal primo giorno, la malattia è in agguato, la morte ci attende al varco. Unica consolazione: su questo strano aereo dobbiamo salirci tutti. Da giovani, le famose gemelle, hanno lavorato tanto e tanto si sono divertite. La giovinezza è il tempo in cui si corre, si progetta, ci si stanca, si sogna. Le occasioni passano, bisogna coglierle al volo. La vecchiaia potrebbe – è solo una domanda - potrebbe, dicevo, essere motivo di riflessione? 

Lo scorrere del tempo, più veloce di quanto pensammo a 20 anni, ci ripropone le domande classiche alle quali nessuno può sfuggire: chi sono? da dove vengo? dove vado? Che senso ha affaticarsi se poi tutto si scioglie come neve al sole? Le nostre care dive si sono suicidate. In questo momento non ci interessa chi e come abbia potuto aiutarle. Per i cristiani la vita è un valore non negoziabile; per chi cristiano non è, il discorso, ovviamente, cambia. 

Se sono convinto di essere venuto dal caso e per caso, perché attendere la naturale evoluzione della parabola della mia esistenza? Chi mi impedisce di romperla per sempre, la clessidra della vita? Perché mettere al mondo il figlio che bussa alla mia porta se non ne me la sento di accoglierlo? Se la sua venuta interrompe i miei progetti? Perché correre in aiuto ai derelitti della terra? Chi li conosce? Chi me lo chiede? Chi me lo impone? Chi parla in questo modo ha le sue ragioni che non possono essere trascurate e alle quali i cristiani devono far fronte. I cristiani, dicevamo. Iniziamo da loro. 

San Paolo: «Nessuno vive per sé stesso e nessuno muore per sé stesso»: ecco una prima verità alla quale non potranno mai rinunciare. Anche se a prima vista costa fatica accoglierla, a lungo andare si rivela una chiave di lettura liberante e benedetta. Traduciamo. Io non sono mio, o, almeno, non sono solamente mio. Ogni uomo è mio fratello: tutto quello che faccio a lui lo sto facendo al figlio di Dio. Anche un bicchiere di acqua fresca che avrò dato a poveraccio non sarà dimenticato. Non sono solamente mio, dunque. Questa convinzione m’ impone di pesare, pensare e meditare parole, gesti, scelte, decisioni. 

Alcuni ragazzini, in questi mesi, sono stati indotti al suicidio per la condotta nefasta di qualche loro amico. “La lingua fa più male delle sberle” si dice al mio paese. Tu mi interessi. Tu non sei il mio inferno, questa è una menzogna. Al contrario, potresti essere - se solo lo vogliamo - il mio paradiso. Tu sei prezioso, non perché sei giovane, bello, attraente, ricco, interessante. Tu sei prezioso perché sei tu, persona unica e irripetibile. Mi sei prezioso perché in te intravedo il volto del Dio. I cristiani di ogni denominazione non possono prescindere dalla serietà e dalla severità della Parola rivelata. Da Dio veniamo a Dio ritorniamo. 

Può essere – ancora una domanda - può essere il tempo della fragilità, della malattia, della vecchiaia un tempo di grazia particolare, nonostante i limiti, i dolori, i rimpianti, i ricordi non sempre belli? Credo di sì, se lo vogliamo. Le artiste di cui parliamo hanno conosciuto la fatica degli esercizi, degli allenamenti, delle prove, senza i quali mai e poi mai avrebbero accettato di esibirsi davanti a quel giudice severo che era il pubblico. “Per mantenermi in forma - disse un giorno Sophia Loren - faccio la fame”. E per presentarci davanti al Giudice Supremo, con serena parresia, non occorre avere almeno le stesse preoccupazioni? Bisogna allenarsi. Santi non si diventa all’improvviso. “Il fine è il primo nell’intelletto e l’ultimo a essere raggiunto”, scrive san Tommaso d’Acquino. 

Da uomo, da cristiano, da prete mi chiedo: qual è il mio fine? Perché mi sono avventurato per questa strada? “Siamo nati per conoscere, amare e servire Dio, e poi goderlo nell’eternità” ci insegnarono da bambini. Per questo motivo ritengo che il primo dovere del cristiano sia quello di rendere grazie. Se lo facciamo, anche quando la vita pesa e si fa fragile, ci accorgeremo che, lentamente, il carico si fa più leggero. Se riusciamo ad abbattere i muri che ci rinchiudono nei ghetti – ideologici, economici, cronologici – e ci apriamo alla comunità, ai poveri, ai derelitti, un grande bene ne verrà per tutti. Il dolore condiviso, come per incanto, peserà di meno. La gioia condivisa, come per miracolo, crescerà a dismisura. 

Nessun giudizio. In fondo, vuoi o non vuoi, ognuno fa quello che meglio gli aggrada. Permettetemi, però, di dire che questa strada, che a prima vista sembra chiamarsi libertà – libertà di cui nessuno di noi è disposto a cedere nemmeno un’oncia – potrebbe rivelarsi più deleteria e problematica di quanto possa sembrare. Abbiamo bisogno di sostenerci e volerci bene; di incoraggiarci e donare speranza. Abbiamo bisogno di ribadire ad alta voce che la vita è un bene prezioso, sempre, dall’inizio alla fine. Questa è la profezia cristiana che non potremo mai tacere, nel pieno rispetto per le scelte altrui.

Care dive della nostra prima giovinezza, riposate in pace.

Maurizio Patriciello

Gran successo a Benevento per “Food & Wine 2025”

Due giornate che l’”Associazione Cuochi & Territorio – I Pentri” ha voluto dedicare al territorio

 

De Girolamo 250Ha ottenuto gran successo l’iniziativa dell’Executive Chef del Ristò del Borgo, Ubaldo Pucillo, presidente della neonata ”Associazione Cuochi & Territorio – I Pentri” che ha fatto decollare il sodalizio da lui guidato organizzando, a qualche mese dalla nascita dell’ACT I Pentri, una importante e costruttiva iniziativa mirata alla salvaguardia del territorio ed alla tradizione dello stesso con innovazione e ricerca nella cultura enogastronomica e nella cultura culinaria, tenendo sempre presenti e senza mai dimenticare le tradizioni.

Il grande evento, denominato “Food & Wine 2025”, è stato ospitato dalle storiche Fabbriche Riunite Torrone Benevento S.p.A. in Viale Principe di Napoli 123 a Benevento. Per due giorni le accoglienti sale della struttura sono state trasformate in una kermesse che ha visto nella prima giornata una tavola rotonda che ha accolto gli interventi di personaggi di spicco del mondo del Food and Beverage, imprenditori, esperti del settore e mass media dell’informazione, terminata con una deliziosa cena di Gala che, organizzata dallo Chef Teo Barbato e dallo Chef Italo Schipani, ha avuto come teatro la Sala Rosa di Fabbriche Riunite Torrone Benevento. Nella giornata successiva con la supervisione dello Chef Italo Schipani si è sviluppata una Masterclass con momenti formativi, guidati da noti maestri dei vari settori di cui la cucina italiana detiene elogi nel mondo.

Gli interventi, tenuti da figure istituzionali, giornalisti, imprenditori ed esperti del mondo vitivinicolo, carni ed altro, nel corso della giornata iniziale di Food & Wine 2025 prima edizione, sono stati moderati dalla Dr.ssa Anna Rubino, Direttrice di Novalis. Sono intervenuti nel primo round del discorso: Carmine Fusco – Commissario CIA Campania e Presidente CIA Benevento, Libero Rillo – Presidente Consorzio Tutela Vini Sannio DOC, Mariano Assini – Co-titolare Azienda Agricola Cà Stelle, Alessandro Marra – Guida Slowine, Gaetano Cataldo – Founder Identità Mediterranea, Lino Ripa – Sommelier O’ Sapurit, Valerio Del Giudice referente AMIRA Sannio – Beneventano. Successivamente hanno preso parte al dibattito, moderato da Nicola De Leonardis, presidente O.P. Terramadre: Salvatore Caretti – Tenuta Caretti, gli Chef Alessandro Camelio – Titolare Stato Brado, Teo Barbato – Executive Chef Masseria Roseto, Sabatino Palumbo – Executive Chef O’ Sapurit,, Annamaria Mastantuono – Biancamela Cucina d’Autore.

La giornata di discussione, con un confronto sulle problematiche per lo sviluppo del territorio beneventano, le aziende enogastronomiche ad esso legate ed il sempre più crescente turismo da meglio accogliere e servire per offrire all’avventore o al turista una bella ed allettante immagine dei luoghi da lui visitati, è stata affidata per le conclusioni a Dario Duro fiduciario dell’AMIRA sezione Napoli, ma che si interfaccia in numerose zone della Campania attraverso i suoi referenti, ed al giornalista enogastronomico Giuseppe De Girolamo – Ambasciatore DOC Italy per la nostra regione.

Più d’una volta è intervenuto Pucillo, presidente dell’Associazione “I Pentri”, al fine di meglio evidenziare lo scopo della manifestazione da lui creata per la salvaguardia e la promozione del patrimonio agroalimentare campano – in particolare beneventano e tutto quanto ad esso legato, esprimendo il proprio compiacimento per la perfetta riuscita dell’evento da lui voluto e rassicurando tutti i presenti nel proprio impegno, nel voler raggiungere considerevoli risultati con la nuova ”Associazione Cuochi & Territorio – I Pentri”.

Lo chef Ubaldo Pucillo, ha diretto anche la seconda giornata programmata con una Masterclass, dove sotto la supervisione dello Chef Italo Schipani, noti/e professionisti del settore si sono espressi affrontando argomenti tecnici e innovativi, confrontandosi ed appassionando studenti ed amanti dell’arte culinaria e degli eccellenti prodotti del territorio. Artefici della giornata conclusiva dell’elogiatissimo evento da parte di tutti, sono stati: Antonello Santoriello, con il miele e le sue applicazioni in cucina; gli Chef Giovanna Cuomo, con Il mondo del formaggio vegano; Marianna Iaquinto con Farine, pizza e Pinsa Romana.; Annamaria Policicchio, con Dolci Gluten Free; Annamaria Mastantuono, con Le erbe spontanee in cucina; Teo Barbato con, scelta e lavorazione delle carni; Alessandro Camelio con Dry aging e uso degli enzimi in cucina; ed il maître Arcangelo Farinato, con Crêpe Suzette Flambé.

Interessantissime le sale di esposizione di numerosi prodotti artigianali con tante aziende che hanno esposto e dato informazioni sui loro prodotti facendoli degustare a tutti liberamente.

Tanti gli alunni degli alberghieri che hanno potuto e voluto vivere questa manifestazione ed in particolare gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Montesarchio, impegnati in attività pratiche, degustazioni e show cooking che hanno dato prova di grande professionalità, creatività e passione. L’organizzare da parte di Ubaldo Pucillo, con questa prima edizione di Food & Wine 2025, un seminario per portarci ad alcune riflessioni sul futuro del cibo è stata un’azione veramente meritoria ed altamente apprezzabile sotto tanti punti di vista. Occorre infatti che associazioni, imprenditori, istituzioni e mass media dell’informazione puntino con maggiore attenzione alla valorizzazione dell’eccellenza delle realtà italiane nel settore agroalimentare ed eno-gastronomico. In questo appuntamento si è parlato di futuro del cibo alla luce delle crisi perduranti, di sostenibilità e territorio, di innovazioni e trend del marketing e della comunicazione, sempre più centrate sul consumo responsabile e sulla sostenibilità di alimenti e bevande.

Tutto questo, in un momento nel quale il cibo impazza sui social, con l’Italia al quarto posto tra i paesi che seguono i consigli degli influencer. Occorre pertanto: attivare campagne istituzionali sul cibo e sulla dieta mediterranea, attivare confronti e seminari come questo ideato da Ubaldo Pucillo che, a mio avviso, sono essenziali, per salvaguardare il nostro futuro ed il futuro del cibo e quindi dobbiamo agire in tal senso.

Giuseppe De Girolamo

“La Notte delle Stelle”: al Castello delle Cerimonie trionfa l’eccellenza mondiale della pizza

Non solo pizzaioli: una guida che consacra i Maestri della Pizza al rango di Chef

 

pizzaioli premiati 250Si è conclusa con successo la terza edizione de “La Notte delle Stelle”, l’esclusivo gala internazionale ideato da Vincenzo Varlese e firmato dalla Guida Chef Stellato di Pizza, che ha l'obiettivo di posizionare i maestri dell'arte bianca al pari dei grandi chef internazionali.

L’evento, articolato tra conferenza stampa, cooking show e talk sulle nuove frontiere della pizza, ha visto la presenza di professionisti e giornalisti del mondo enogastronomico. Tra le presenze istituzionali, il Prof. Domenico Scola, dell’associazione AVPN, e il Presidente dell’Associazione Panuozzo di Gragnano, Ciro Minopoli, che hanno arricchito il dibattito sulla centralità delle filiere territoriali e sulla valorizzazione delle tradizioni campane.

La serata di gala, magistralmente condotta da Ida Piccolo e dal performer internazionale Johnny Parker, è stata impreziosita dagli interventi artistici di Richard Calderone. Il momento più atteso si è concretizzato con la consegna delle Stelle Chef Stellato di Pizza e dei Premi alla carriera, riconoscimenti riservati ai pizzaioli che si distinguono per eccellenza, qualità, servizio e ospitalità.

CHEF STELLATO DI PIZZA 

La Guida ha conferito le prestigiose 3 Stelle a Giulia Luongo, Alban Hoxha, Malja Mirsad, Mario Stasio, Pietro Tangari, Giuseppa Lapolla e Luciano Carciotto, figure simbolo di maestria tecnica, identità gastronomica e capacità imprenditoriale. 

I professionisti insigniti con le 2 Stelle sono Michele Orlando, Irene Malfara, Vincenzo Di Fiore, Andrea Condorelli, Marco Trentinella, Paolino Lino, Daniele Merletti, Alessandro Caliolo, Gianluca Suzubir, Hatem Nijaovi e Antonio Tomas Yegros Colman. Tali pizzaioli si distinguono per qualità costante, ricerca, e una proposta gastronomica capace di connettere tradizione e innovazione. 

La singola Stella, riconoscimento destinato ai professionisti emergenti e consolidati dell’arte bianca, è andata a: Rosa Laspisa, Henry Godoy, Mrad Ida, Gaetano Di Grazia, Matteo Sanna, Marco Nicolosio, Luca Raucci, Francesco Raucci, Giuseppe Barreca, Giorgi Marras, Mario Ragusa, Lucio Massafra, Aniello Scarpato, Antonino Grasso, Maurizio Campo, Marcello Spingola e Antonino Ferrieri. Questi pizzaioli rappresentano l’impegno quotidiano nel preservare l’autenticità del prodotto e l’evoluzione del concetto di pizza come esperienza di qualità. 

Nel corso della cerimonia, svoltasi martedì 25 novembre presso La Sonrisa, sono stati conferiti prestigiosi riconoscimenti speciali. Pippo Paolino e la sua famiglia hanno ricevuto il premio per aver diffuso con passione e continuità la cultura della pizza italiana in Brasile, diventando ambasciatori dell’arte bianca nel mondo. A Maria Cacialli è stato assegnato il Premio alla Carriera per aver portato la tradizione autentica della pizza fritta napoletana oltre i confini nazionali, contribuendo alla tutela del patrimonio gastronomico italiano.

Fulvio Russo è stato premiato quale pioniere della pasticceria molecolare, grazie alla sua capacità di unire innovazione, esperienza sensoriale e visione contemporanea della gastronomia. Antonio Ferrieri, maestro napoletano nell’arte bianca e nella pasticceria, è stato riconosciuto per la sua interpretazione della sfogliatella, icona dolciaria partenopea.

Un riconoscimento all’eccellenza è stato attribuito a Nino Ballerino, simbolo dello street food siciliano e promotore dell’autenticità del panino con la milza. Domenico Scola ha ricevuto il Premio alla Carriera per una vita dedicata all’insegnamento dell’arte della pizza napoletana e alla formazione di nuove generazioni di pizzaioli. Infine, Piero Asaro è stato insignito per la sua attività di divulgazione internazionale della cultura della pizza italiana e per la sua maestria nel freestyle, capace di trasformare l’arte bianca in esperienza performativa.

Gli ispettori della Guida hanno ribadito i quattro pilastri che definiscono l’assegnazione delle Stelle: qualità del prodotto, location, servizio e accoglienza. Un sistema rigoroso e trasparente, ispirato agli standard dell’alta ristorazione, che contribuisce a posizionare il pizzaiolo al pari dei grandi chef internazionali.

La Notte delle Stelle ha reso omaggio a un’arte che non è solo tradizione, ma innovazione, cultura e visione”, ha dichiarato l’ideatore dell’evento Vincenzo Varlese.

Presentata a “Gustus 2025” la novità di “Gelato Italiano Company”

 

Originalità, praticità, eleganza nella forma e nei colori e tanti eccellenti gusti rappresentano l’inedito progetto

 

PHOTO 2 250Ha riscosso gran successo una delle novità del panorama enogastronomico italiano presentate nel corso dell’XI edizione di Gustus - Expo tenutasi alla Mostra d’Oltremare di Napoli. Affollatissimo, si è presentato lo stand “Gelato Italiano Company” dove curiosi, appassionati ed intenditori del buon gelato e operatori del settore, sono accorsi per gustare i sapori mediterranei, Perlato, le Perle di Gelato che sono state definite quasi plebiscitariamente di grande interesse, per l’aspetto offerto dapprima da un colpo d’occhio che ne coglie l’affascinante presentazione e dopo aver colto l’interessante e bell’aspetto presentativo – visivo, ne cattura la bontà del gusto.

Un Progetto inedito, pensato per il B2B e presentato proprio in occasione di Gustus, che promette di introdurre un’innovazione senza precedenti nel modo di concepire la gelateria italiana di pregio.

Nella sua semplicità, l’idea della famiglia Amicarelli, fondatori e titolari di Gelato Italiano Company di Pozzuoli (NA), (con una lunghissima esperienza nel settore e aziende di successo come la pluripremiata “Fantasia Gelati”), è davvero geniale: hanno realizzato un packaging estremamente razionale, ma allo stesso tempo simpatico e gradevole, per confezionare il loro gelato artigianale di altissima qualità. Il segreto è un contenitore in plastica trasparente, dotata di svariati alloggiamenti di forma sferica, delle dimensioni di una classica pallina di gelato; in ciascun alloggiamento, vengono “incastonate” le Perle - appunto - del gelato artigianale di eccellenza realizzato secondo innumerevoli ricette originali (anche gourmet) firmate da Gelato Italiano Company.

Mario Amicarelli e la moglie, Maria D’Ordia, sottolineano che i punti di forza di Perlato sono tantissimi, sia per i Professionisti, che per i loro Clienti. Mario sostiene che “Ristoranti, caffetterie, buvettes, catering e tutte le altre attività che acquisiranno Perlato nella loro offerta gastronomica, potranno proporre un prodotto davvero esclusivo. Innanzitutto, sperimenteranno l'indiscutibile praticità della conservazione di Perlato, visto che il suo packaging consente un notevole risparmio di spazio nello stoccaggio, potendo fare finalmente a meno delle tradizionali, ma ingombranti vaschette. Ogni Professionista potrà curare a piacimento il proprio assortimento di Perle, avendo sempre sottomano un ventaglio di varietà mai sperimentato prima e tutti i gusti che la propria clientela desidera, creando combinazioni e accostamenti praticamente infiniti. Naturalmente, alla base ci sarà sempre l’eccezionale valore del prodotto, che combina materie prime e metodi di lavorazione esclusivi, per un gusto senza paragoni”.

“Io sono una persona pratica” - prosegue la signora Maria – “e questa è prima di tutto un’idea pratica. Pensate soltanto alla convenienza di avere già il gelato perfettamente porzionato in singole Perle, isolate per gusto e guarnizione, che consentirà anche di risparmiare tempo nel servirle. Senza

dimenticare un altro aspetto fondamentale: nel momento in cui verrà servito il prodotto, la massima igiene sarà sempre preservata, perché non saranno più necessari attrezzi di uso promiscuo per attingere alle classiche vaschette; così, si annulla il rischio di contaminazioni e ossidazioni del gelato.

Tutto questo, naturalmente, va a beneficio del consumatore finale, che viene tutelato senza compromessi, mentre assaggia un prodotto di valore assoluto”.

Mario e Maria raccontano che, già a Gustus 2025, l’interesse per Perlato è stato elevatissimo e sono tanti i distributori e i ristoratori che si sono informati su come associare la propria attività al Progetto.

“In questo settore - conclude Maria - si programma con largo anticipo la primavera-estate successiva, quando nel pubblico tornerà ancora più forte la voglia di gelato. E noi siamo pronti per sostenere la domanda di Perlato da parte di chi vorrà sposare la nostra idea”.

Si guarda ovviamente al mercato nazionale, ma anche all’estero, per far arrivare proprio a tutti una nuova dimensione (e una nuova forma, è il caso di dirlo!) del gelato artigianale italiano di eccellenza.

Giuseppe De Girolamo

 

SAVE THE DATE

CON FRANCESCO

Il nuovo progetto culturale e tecnologico di respiro internazionale 

dedicato alla figura e alla vita di san Francesco d’Assisi

in vista dell'ottavo centenario della morte del Santo

PRESENTAZIONE

Venerdì 5 dicembre 2025

alle ore 11.00

Sala Stampa del Sacro Convento di San Francesco in Assisi

Progetto realizzato da

WAY Experience e Genesi

in collaborazione con il Sacro Convento di San Francesco in Assisi


Invito stampa0 250
ASSISI (PG), 25 NOV - WAY Experience e Genesi, in collaborazione con il Sacro Convento di San Francesco in Assisi presentano CON FRANCESCO, un nuovo progetto culturale e tecnologico di respiro internazionale dedicato alla figura e alla vita di San Francesco d’Assisi (1181/1182 – 3 ottobre 1226).

L’iniziativa nasce dal desiderio di raccontare in modo nuovo e profondamente coinvolgente la storia di Francesco, riportandone il messaggio universale attraverso il linguaggio delle tecnologie immersive. Un approccio capace di avvicinare un pubblico sempre più ampio, in particolare le giovani generazioni, offrendo un’esperienza emotiva, empatica ed efficace, in grado di parlare al cuore del nostro tempo.

Il progetto si sviluppa come un’unica grande opera immersiva in Realtà Virtuale, articolata in più scene, all’interno delle quali il pubblico sarà guidato dal racconto di Francesco, voce narrante che accompagnerà i visitatori lungo il percorso umano e spirituale del Santo: dalla conversione radicale alla scoperta della fede, fino a diventare un faro di speranza per l’umanità di ieri e di oggi.

“Intelligenza umana, supporto artificiale”

Il 27 novembre al Palazzo dell’Informazione l’evento Adnkronos sulla sfida dell’AI tra istituzioni, imprese e regolazione europea.

 

Palazzo dell’Informazione – Piazza Mastai, Roma (giovedì 27 novembre, ore 10.00)

 

Programma AI 27.11.2025 001 250Roma  – L’intelligenza artificiale accelera la trasformazione digitale, ridefinendo processi produttivi, organizzazione del lavoro e modelliProgramma AI 27.11.2025 002 250 decisionali. In un contesto competitivo globale, la domanda non è più se adottarla, ma come farlo in modo responsabile e strategico. Da questa esigenza nasce la terza edizione dell’evento “Intelligenza Umana, Supporto Artificiale”, promosso da Adnkronos Q&A, giovedì 27 novembre, ore 10:00, presso Palazzo dell’Informazione, in Piazza Mastai 9 a Roma.

L’incontro riunirà esponenti del Governo, delle istituzioni, del mondo accademico e dell’impresa per un confronto sulle sfide e le opportunità dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale. Un dialogo concreto su come le scelte tecnologiche influenzeranno sistema produttivo, cittadini e competitività del Paese, e su quali condizioni servano per un’adozione dell’AI sostenibile, etica e orientata alla crescita.

La mattinata si aprirà con i saluti di Davide Desario, Direttore di Adnkronos. A seguire, la presentazione della rilevazione Adnkronos da parte dei vicedirettori Fabio Insenga e Giorgio Rutelli, che offrirà un quadro aggiornato sulla percezione e sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in Italia da parte di istituzioni, imprese e cittadini.

Un primo approfondimento sarà dedicato alle scelte strategiche adottate dalle istituzioni italiane per accompagnare l’integrazione dell’AI nei servizi pubblici, nelle politiche del lavoro e nella normativa sulla sicurezza digitale. Interverranno, Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione, e Alberto Barachini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria. Accanto a loro, Eva Spina, Capo dipartimento Digitale, Connettività e Nuove Tecnologie del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Bruno Frattasi, Direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, e Mario Nobile, Direttore generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale, delineeranno le priorità del Paese in termini di governance tecnologica, infrastrutture e sicurezza.

Lo scenario europeo sarà analizzato attraverso il cuore della nuova normativa AI Act, il primo quadro regolatorio al mondo che definisce responsabilità e limiti nell’uso dell’intelligenza artificiale. Porteranno il loro contributo Lucilla Sioli, Direttrice AI Office, Commissione Europea, e Brando Benifei, eurodeputato e co-relatore dell’AI Act, approfondendo come le nuove regole influenzeranno competitività, innovazione e tutela dei cittadini.

Il confronto entrerà nel merito degli investimenti e delle strategie industriali. In una fase storica in cui il tempo è un fattore decisivo per conquistare vantaggi, aziende e big tech stanno ridisegnando modelli di business, prodotti e servizi con l’AI al centro. Condivideranno la propria visione Giustina Secundo, Prorettrice all’Innovazione e Terza Missione Università del Mediterraneo ‘Giuseppe Degennaro’; Nicola Mangia, Market Leader DXC Technology Italia; Flavio Arzarello, public policy manager Meta; Claudio Bassoli, Presidente e AD di HPE Italia;_ Martin Signoux, AI Policy Lead Europe in OpenAI; Hitomi Hamaba, Head of Product & Marketing Lead in Sony, Tommaso Cohen, Chief operating Officer Teamsystem, Diego Ciulli, Head o Government Affairs and public policy Google. Il dialogo offrirà una prospettiva concreta sulle priorità del mercato, tra sviluppo di piattaforme proprietarie e ecosistemi di sperimentazione.

Il focus finale sarà dedicato alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali e al suo impatto sull’organizzazione del lavoro e sul capitale umano. Gabriele Da Rin, Responsabile Relazioni Istituzionali InfoCamere; Federico Chinni, componente Giunta di Farmindustria; Mariangela Amoroso, Medical Lead Sanofi Italia; Carla Masperi, amministratore delegato Sap; Fabio Momola, vice president Engineering; Raffaello Napoleone, presidente IT-EX; Alessandro Moricca, Amministratore unico PagoPa racconteranno casi reali in cui l’AI diventa leva di competitività, innovazione e valorizzazione delle competenze nelle imprese italiane.

L’iniziativa riunisce nello stesso luogo governo, istituzioni, aziende, industry leader e mondo accademico, con un obiettivo chiaro: capire se l’Italia stia sfruttando appieno le potenzialità dell’intelligenza artificiale e se le scelte attuali stiano ponendo le basi per un futuro sostenibile e inclusivo.

Adnkronos Q&A è il format di approfondimento dell’Agenzia Adnkronos che mette a confronto esponenti delle istituzioni, del mondo economico, sociale e accademico su temi di attualità e interesse strategico per il Paese. Ogni appuntamento è pensato come uno spazio di dialogo aperto, con domande dirette, dati, testimonianze e analisi, per stimolare il dibattito pubblico e offrire spunti concreti per l’azione.

Partono i lavori di scavo e consolidamento a Villa Sora

Nuove indagini e avanzamento del fronte nord

 

villa sora 250Il Parco Archeologico di Ercolano annuncia l’avvio dei lavori a Villa Sora, a Torre del Greco: un nuovo e significativo capitolo nel percorso di tutela, ricerca e valorizzazione di uno dei complessi residenziali romani più affascinanti dell’area vesuviana. L’intervento, della durata di circa due mesi, si concentra sull’ampliamento e la sistemazione del fronte settentrionale dell’area coperta della villa, con azioni mirate non solo alla conservazione delle strutture antiche, ma anche all’approfondimento delle conoscenze archeologiche e alla creazione di condizioni ottimali per la futura fruizione del sito.

Il progetto prosegue la linea di ricerca avviata con le indagini del 2016 e gli interventi di manutenzione del 2024, e si configura come fase propedeutica al più ampio programma di “Valorizzazione dell’Area archeologica di Villa Sora”, di cui è in corso l’affidamento della progettazione di fattibilità tecnico-economica.

Elemento centrale di questa nuova campagna sarà lo scavo archeologico dell’ambiente 22, accompagnato a un avanzamento del fronte nord evilla sora 250 dell’attuale passerella, che consentirà di riportare alla luce porzioni dell’edificio finora non esplorate e di recuperare preziose informazioni sulla stratigrafia del sito, con una significativa modifica al percorso di visita.
Tale intervento, insieme a quello previsto per l’ambiente 22, rappresenta un passaggio cruciale per comprendere meglio la distribuzione originaria degli spazi e le fasi costruttive della villa, sepolta dall’eruzione del 79 d.C.

Le operazioni saranno precedute da attività di diserbo e pulitura delle superfici e condotte secondo criteri stratigrafici rigorosi, con particolare attenzione al recupero delle evidenze archeologiche inglobate nei depositi piroclastici.
Lo scavo sarà accompagnato da una messa in sicurezza tramite gradonate, che garantirà la stabilità delle strutture e la possibilità di estendere in futuro le indagini.

Tutela e valorizzazione integrate

Oltre agli scavi, il progetto prevede:

·       l’ampliamento dell’area visitabile e recintata;

·       il prolungamento della tettoia di copertura;

·       la nuova disposizione della passerella sul fronte nord-est, adeguata alla futura estensione dell’area accessibile;

·       interventi di consolidamento e messa in sicurezza dei fronti di scavo.

Il materiale di risulta sarà accuratamente selezionato e setacciato per il recupero di reperti anche di piccole dimensioni. Gli elementi lapidei e laterizi pertinenti alle strutture antiche saranno documentati, puliti e conservati in modo controllato, così da consentirne l’eventuale riutilizzo o ricomposizione. Tutte le attività saranno condotte sotto la supervisione di archeologi e restauratori specializzati, con una documentazione continua e la redazione di un dossier finale.

Particolare attenzione sarà riservata alle superfici decorate, ai pavimenti, ai manufatti mobili e alle murature che emergeranno durante le indagini.

Questo intervento rappresenta il primo passo di un più ampio programma di ricerca, conservazione e valorizzazione dell’intera area archeologica di Villa Sora, finalizzato a rendere sempre più accessibile e comprensibile al pubblico uno dei siti più suggestivi del territorio vesuviano.

 

Si ringraziano l’Amministrazione comunale di Torre del Greco e le forze dell’ordine per la preziosa collaborazione nel supportare il Parco Archeologico di Ercolano in questa delicata fase, in cui la sorveglianza e il controllo dell’area sono fondamentali e richiedono la sinergia che è stata pienamente realizzata.

 

AlUla e Pompei uniscono le forze per plasmare il futuro dei viaggi culturali

 Le destinazioni Patrimonio Mondiale UNESCO collaborano per condividere conoscenze, migliorare la conservazione e ispirare i viaggiatori attraverso la storia e lo scambio culturale.

 

ALULA 6 250AlUla, Arabia Saudita – Due tra le più straordinarie destinazioni culturali al mondo, AlUla nel nord-ovest dell’Arabia Saudita e Pompei nel sud Italia, si uniscono in una collaborazione senza precedenti che ridefinirà il modo in cui i viaggiatori vivono la storia.

Royal Commission for AlUla (RCU) ha recentemente ospitato una delegazione di alto livello del Parco Archeologico di Pompei (PAP), guidata dal Direttore Dr. Gabriel Zuchtriegel, nell’ambito del Quadro di Cooperazione Culturale tra Arabia Saudita e Italia. La visita ha segnato un approfondimento dei legami culturali tra i due siti UNESCO e ha esplorato come le competenze condivise possano migliorare la conservazione, l’interpretazione e l’esperienza dei visitatori.

Immersa tra canyon desertici e rigogliose oasi, AlUla è un museo vivente della civiltà umana. Il suo sito più emblematico, Hegra, è stato il primo luogo in Arabia Saudita inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO ed è sede di tombe monumentali scolpite dai Nabatei oltre 2.000 anni fa. Ad AlUla si trovano inoltre l’antica città di Dadan, le misteriose iscrizioni di Jabal Ikmah e i vicoli in mattoni di terra cruda della Old Town, che unitamente a molte altre testimonianze raccontano oltre 200.000 anni di storia umana.

Nel corso di diversi giorni di incontri, esperti di Pompei e AlUla hanno condiviso conoscenze su come i siti archeologici possano evolvere per rispondere alle aspettative dei viaggiatori moderni, salvaguardando al contempo l’autenticità. Workshop e visite ai siti si sono concentrati su metodi di conservazione, gestione dei flussi di visitatori, narrazione digitale e turismo sostenibile.

Phillip Jones, Chief Tourism Officer di RCU, evidenziando come questa partnership dimostri che le destinazioni culturali possono imparare l’una dall’altra per offrire esperienze più ricche e significative, ha dichiarato: “oggi i viaggiatori non vogliono solo osservare la storia, vogliono sentirsi parte di essa. Attraverso collaborazioni come questa, ci assicuriamo che quando le persone camminano a Hegra o Pompei, si connettano con le storie, l’artigianato e le culture di questi luoghi che hanno plasmato il nostro mondo. Si tratta di preservare il passato ispirando il viaggiatore di domani”.

La visita ha anche evidenziato la natura complementare delle due destinazioni. Mentre Pompei rappresenta un istante congelato nel tempo, AlUla racconta una storia di resilienza e continuità, dove patrimonio, paesaggio e cultura si intrecciano.

Dr. Abdulrahman Alsuhaibani, Vice President of Cultural di RCU, sottolineando come questa diversità offra opportunità straordinarie di apprendimento, ha dichiarato: “l’archeologia urbana di Pompei e l’archeologia ambientale di AlUla presentano due approcci molto diversi per svelare il passato. Combinando queste prospettive, stiamo costruendo nuovi metodi di conservazione e interpretazione dei siti che potranno elevare l’esperienza dei visitatori per gli anni a venire”.

Dr. Gabriel Zuchtriegel, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, evidenziando come la collaborazione tra le due destinazioni vada oltre la scienza, ha dichiarato: “Pompei e AlUla condividono la convinzione che il patrimonio possa essere un ponte tra culture. Siamo uniti dalla missione di proteggere la storia e invitare i visitatori a interagire con essa in modo responsabile, sostenibile e con meraviglia”.

La partnership tra RCU e Italia si estende ben oltre l’archeologia, includendo design, artigianato e educazione. I progetti futuri comprendono la Pompeii G.R.E.E.N. Conference sulla gestione sostenibile del patrimonio e mostre congiunte che celebrano lo scambio culturale tra Arabia Saudita e Italia.

Silvia Barbone, Vice President of Strategic Partnerships di Royal Commission for AlUla (RCU), ha dichiarato: “questa visita rappresenta la prima tappa significativa dalla firma della nostra partnership con Pompei ad AlUla, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Giorgia Meloni, simbolo di un nuovo capitolo nella cooperazione culturale tra Arabia Saudita e Italia. Attraverso questa collaborazione, lavoreremo insieme sulla gestione del patrimonio e sul miglioramento delle esperienze dei visitatori, integrando cultura, paesaggio e agricoltura per garantire che il patrimonio rimanga una risorsa viva, capace di educare, ispirare e sostenere le comunità per le future generazioni”.

Per i viaggiatori, questa collaborazione promette una narrazione più coinvolgente, tecniche avanzate di conservazione ed esperienze immersive che riportano la storia in vita, sia passeggiando tra le vie assolate di Pompei, sia esplorando le antiche tombe di Hegra sotto le stelle del deserto di AlUla.

Su AlUla:

Situata a 1.100 km da Riyadh, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, AlUla è un luogo dallo straordinario patrimonio naturale e umano. La vasta area, che si estende per 22.561 km²,ALULA 7 250 comprende una lussureggiante valle di oasi, imponenti montagne di arenaria e antichi siti del patrimonio culturale che risalgono a migliaia di anni fa, quando regnavano i regni Lihyan e Nabateo.

Il sito più noto e riconosciuto di AlUla è Hegra, il primo patrimonio mondiale dell’UNESCO in Arabia Saudita. Antica città di 52 ettari, Hegra era la principale città meridionale del Regno Nabateo ed è composta da oltre 140 tombe ben conservate, molte delle quali con elaborate facciate scavate negli affioramenti di arenaria che circondano l’insediamento urbano cinto da mura.

Le ricerche attuali suggeriscono che Hegra fosse l’avamposto più meridionale dell’Impero Romano dopo la conquista dei Nabatei da parte dei Romani nel 106 d.C.

Oltre a Hegra, AlUla ospita anche l’antica Dadan, capitale dei regni di Dadan e Lihyan e considerata una delle città più sviluppate del I millennio a.C. nella penisola arabica, e Jabal Ikmah, una biblioteca a cielo aperto con centinaia di iscrizioni e testi in molte lingue diverse recentemente inserita nel Registro Memoria del Mondo dell’UNESCO.  Anche il villaggio della Old Town di AlUla, un dedalo di oltre 900 case in mattoni di fango risalenti almeno al XII secolo, è stato selezionato nel 2022 dall’UNWTO come uno dei World’s Best Tourism Villages.

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