Cronaca

Grande festa a Roma

Circa 100 persone a “Casina Raffaello” per il compleanno di Carmen D’Elena

 

PHOTO IMG 8932 250Gran successo ha riscosso a Roma la kermesse organizzata per festeggiare i 52 anni di Carmen D’Elena, manager communications, P.R. organizzatrice di eventi e uffici stampa, che ha accolto i circa cento amici più stretti da lei invitati per festeggiare il suo compleanno, affollando la stupenda location “Casina Raffaello” a Roma. La scelta della location, che Carmen cambia di anno in anno per accogliere i suoi tanti amici, quest’anno è stata rivolta alla storica villa romana gestita da “Raffaello Roma eventi”, società catering & banqueting, che si occupa di eventi privati, istituzionali e aziendali, realizzati principalmente in dimore storiche e che ha voluto accogliere l’importante serata. E’ stato un successo scontato, sia per l’acclamatissima protagonista dell’evento, sia per i tantissimi personaggi vip che le sono legati da grande affetto ed amicizia e che sono accorsi per festeggiarla, sia perchè la società che gestisce Casina Raffaello, Società creata da un gruppo di imprenditori che operano nel settore della ristorazione da oltre trent'anni, con attenzione scrupolosa nella ricerca della qualità, professionalità con riguardo alle esigenze del cliente, ha saputo organizzare, con l’impegno del proprio executive chef, una serata di degustazioni spettacolari nella visione e gusto del gran buffet, come anche per i successivi piatti serviti per la cena. A completare il successo della serata sono state le tante aziende di prodotti del food and beverage che si sono prodigate a rendere anche più gustosa la festa.

Protagonisti dell’evento sono stati in vini IGT Rosso e Bianco Venezia Giulia ed i Prosecco “Passaparola” dell’azienda agricola vitivinicola friulana “Pradio” serviti a tavola agli invitati, come anche l’Asprinio spumantizzato offerto dall’azienda Vitivinicola Di Costanzo di Pastorano – Caserta offerto agli ospiti, che ha accompagnato anche la degustazione dei panettoni creati dal pluripremiato Maestro pasticciere Raffaele Caldarelli di Nola. Come anche, gli snack salati con paprica, i Keto Snack salati gusto Pizza e le merendine gusto vaniglia o cioccolato offerti in degustazione da Gianluca Mech, titolare di Tisanoreica, grande amico di Carmen, impossibilitato ad essere presente.

Fra i tanti personaggi del mondo dello spettacolo presenti vogliamo citarne alcuni come: Jasmin Rotolo, Silvia Salemi, Federico Moccia, Manuela Arcuri, Enrico Lo Verso, Sofia Bruscoli, Valentina Vezzali, Nicola Timpone, Francesca Maria Giuliano, Alessandro Strumbo, Domenico Visone, Patrizia De Santis, Giulia Luzi e Emanuela Gentilin con Pietro Monti direttore dell’hotel Mediterraneo di Sorrento. Protagonisti di partecipazione all’evento anche il giornalista Alfredo Mariani che con le telecamere ha documentato le immagini della serata curando anche interviste ai personaggi presenti e altro artefice di supporto alla buona riuscita della serata è stato Dario Duro che da Fiduciario della sezione Napoli dell’A.M.I.R.A. (Associazione Maître Italiani Ristoranti e Alberghi), ha procurato a Carmen alcune aziende che hanno offerto i loro prodotti campani nel corso della serata.

A completare in gran bellezza la celebrazione del compleanno di Carmen D’Elena ci ha pensato il gran maestro pasticciere Raffele Caldarelli che, anche se rammaricato di non poter essere presente per porgere di persona alla festeggiata i suoi migliori auguri, in quanto impegnato per mortivi di lavoro, ha realizzato una mega stupenda torta a lei dedicata, che ha visto tutti i presenti raccogliersi attorno a Carmen, nel momento finale della serata, per partecipare al taglio seguito da un brindisi e dalla degustazione dell’originale “Babà Re”, una crema di Rum con pezzi di Babà frantumato – il primo Babà da bere, creato da Enzo Avitabile titolare di “Terre Pompeiane” a Pompei, che tanto successo sta ottenendo in Italia e nel mondo per la sua particolarità.

Giuseppe De Girolamo

 

DIDASCALIA FOTO: Angela Mancini, Sofia Bruscoli, Carmen d’Elena, Jasmine Rotolo

 

Foto Incampo 2“In molte parti del mondo, il Natale arriva come una promessa di calore, famiglia e serenità. Ma ci sono luoghi in cui questa promessa si infrange contro il suono delle sirene, l’eco delle esplosioni e il gelo della paura. È in questi paesaggi devastati che oggi, 25 dicembre, proviamo a raccontare il Natale dei bambini che vivono in guerra: bambini che dovrebbero pensare ai giocattoli, non ai ripari; ai sogni, non alle fughe; alla neve che cade, non alla polvere che ricopre tutto.

Nelle ore più fredde del mattino, mentre in molte città del mondo le famiglie si svegliano tra il profumo di dolci e la gioia dei regali, in un rifugio sotterraneo decine di bambini aspettano che il rumore sopra le loro teste si calmi. Hanno imparato, in fretta, a distinguere i rumori a cui bisogna correre e quelli in cui si può finalmente respirare.

Qui, dove l’aria sa di umidità e di metallo, il Natale non ha luci né decorazioni. Eppure i volontari hanno improvvisato un piccolo angolo di festa: un cartoncino appeso al muro, qualche disegno fatto a matita, e una manciata di cioccolatini che diventano tesori preziosi.

Una bambina di sette anni stringe una coperta colorata come fosse la cosa più importante del mondo. Accanto a lei, un operatore umanitario si siede e, con un sorriso stanco ma dolce, le dice:

Anche oggi è Natale, sai? E anche se fuori c’è tanta paura, dentro di te c’è un posto che nessuno può distruggere. Quello è il tuo Natale.”

La bambina lo ascolta, e per un attimo, davvero per un solo attimo, i suoi occhi si illuminano.

Gli adulti sanno che non possono cambiare la realtà con un discorso. Ma possono creare un momento, un respiro più lungo tra una sirena e l’altra. E così, nel corso della giornata, molti cercano parole che tengano in piedi la speranza dei più piccoli.

Non vi abbiamo dimenticati.”

Tornerete a giocare fuori.”

La pace arriverà.”

Sono frasi che, dette altrove, potrebbero sembrare vuote. Ma qui sono fondamenta: strutture di protezione emotiva che permettono ai bambini di continuare ad essere bambini, anche solo a metà. 

Un volontario racconta che la parte più difficile è convincere i piccoli che è ancora giusto desiderare qualcosa. “A volte non vogliono nemmeno dire cosa vorrebbero per Natale” spiega. “Pensano che sognare sia inutile. Ma quando finalmente si lasciano andare, chiedono sempre la stessa cosa: tornare a casa.”

Nel cortile di una scuola distrutta, alcuni bambini giocano con un pallone sgonfio. Attorno a loro muri crollati, finestre infrante, detriti. Ma il modo in cui si rincorrono sembra sfidare tutto questo. Ogni risata è un atto di resistenza.

Un educatore osserva la scena e racconta: “Non c’è niente di più potente del gioco, qui. È l’unico momento in cui non pensano alla guerra. È il loro modo di restare vivi dentro.”

Più tardi, i bambini tornano nel rifugio con le guance rosse per il freddo e gli occhi brillanti. A qualcuno viene detto che è ora di lavarsi le mani prima del “pranzo” speciale: una zuppa calda preparata con quello che si è riusciti a recuperare. È un pranzo semplice, povero, ma per loro è comunque festa.

Molti bambini non trascorreranno il Natale con entrambi i genitori. Alcuni ne hanno perso uno, altri vivono da mesi separati da fratelli o nonni. I volontari sanno che il momento più duro della giornata è la sera, quando la nostalgia pesa di più.

È allora che qualcuno racconta una storia: favole inventate, riedizioni di racconti classici, memorie di Natali passati. Storie che diventano ponti tra ciò che era e ciò che, un giorno, potrebbe tornare ad essere.

Una psicologa spiega che il Natale, nei contesti di guerra, ha un doppio volto: riaccende la malinconia, ma anche il desiderio di futuro. “I bambini hanno una forza che sorprende sempre. Anche quando hanno visto troppo, riescono a immaginare un domani diverso. La nostra responsabilità è proteggerla, questa capacità.”

Mentre i bambini cercano tra le macerie un frammento di normalità, il mondo continua a muoversi a velocità diverse. C’è chi festeggia con spensieratezza, chi segue le notizie a distanza, chi fatica perfino a immaginare cosa significhi un Natale sotto le bombe.

Eppure, se c’è un messaggio che arriva forte da questi luoghi, è che la guerra non è mai solo un fatto politico o militare: è un’infanzia interrotta, un gioco lasciato a metà, un abbraccio mancato.

Non serve un grande gesto per cambiare il corso degli eventi, ma serve non dimenticare. Serve continuare a guardare, raccontare, proteggere.

Quando la notte cala e il silenzio – un silenzio sospetto, teso, innaturale – avvolge il rifugio, i bambini vengono messi a dormire su materassini allineati. Qualcuno stringe un peluche, altri un cuscino troppo piccolo.

Fai un desiderio prima di addormentarti” suggerisce una volontaria a un bimbo di cinque anni.

Lui chiude gli occhi, pensa qualche secondo, poi sussurra: “Che domani non ci sia paura.”

Un desiderio piccolo, quasi timido. Eppure è tutto.

Questo è il Natale dei bambini in guerra: un Natale sospeso tra ciò che manca e ciò che rimane, tra la paura che stringe e la speranza che resiste.

Ed è proprio da questa speranza che il mondo dovrebbe ripartire. Perché finché anche un solo bambino, in un rifugio buio, continuerà a desiderare la pace, allora la pace non sarà mai una causa perduta.

Era solo un sogno….

Nicola Incampo

Buone Festività dal Parco Archeologico di Ercolano che rimane sempre aperto nei giorni di festa ad eccezione del 25.12

Il Parco Archeologico di Ercolano augura buone festività a tutti i visitatori, alla comunità locale e a quanti, in Italia e nel mondo, seguono con interesse le attività di tutela, ricerca e valorizzazione del sito.

 

Cartolina Paerco 250In un anno caratterizzato da importanti passi avanti nella conservazione e nella conoscenza dell’antica città, il Parco desidera ringraziare tutti coloro che hanno contribuito ai risultati raggiunti: il pubblico che sceglie Ercolano come luogo di scoperta e bellezza, .studiosi, partner istituzionali, sostenitori, volontari, operatori culturali.

Durante tutto il periodo festivo il Parco rimarrà aperto per tutti i giorni, ad eccezione del giorno di Natale – 25.12 – e continuerà ad accogliere i visitatori con il suo straordinario patrimonio, offrendo occasioni di visita, iniziative culturali e momenti di condivisione pensati per grandi e piccoli.

Nei giorni delle festività natalizie aperti: il Padiglione della Barca, custode di testimonianze straordinarie del profondo legame di Ercolano con il mare, con la lancia militare rinvenuta sull’antica spiaggia; l’Antiquarium, scrigno di vita quotidiana romana, con i legni antichi carbonizzati rimasti miracolosamente intatti nei secoli e i celebri Ori di Ercolano, simbolo della raffinatezza e del gusto degli antichi abitanti.

Per info e acquisto biglietti: https://ercolano.cultura.gov.it/biglietti/

Nella vicina Villa Campolieto sarà visitabile la mostra Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola ad Ercolano organizzata dal Parco Archeologico di Ercolano in collaborazione con la Fondazione Ente Ville Vesuviane; focus sul tema del cibo con un dialogo tra passato e presente.

Biglietti e informazioni https://www.coopculture.it/it/eventi/evento/dalluovo-alle-mele.-la-civilta-del-cibo-e-i-piaceri-della-tavola-ad-ercolano/

Con l’auspicio che le festività siano occasione di serenità e rinnovamento, il Parco Archeologico di Ercolano rinnova il proprio impegno per la tutela del territorio e il dialogo con la comunità, augurando a tutti un nuovo anno ricco di cultura, conoscenza e bellezza.

Buone festività e felice anno nuovo!

NATALE: IL SIGNORE VIENE PER ILLUMINARE LE TENEBRE DEL MONDO
Il messaggio di Natale del Custode del Sacro Convento fra Marco Moroni. Domani su Rai1 il Concerto di Natale dalla Basilica di San Francesco

 

fra Marco Moroni Sala Stampa 250ASSISI (PG) - «Il Natale ci ricorda che il Signore viene per donarci la pace e la sua luce, per illuminare le tenebre del mondo». A dichiararlo è fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento, nel messaggio di Natale pubblicato sui canali social della Basilica di San Francesco in Assisi.

In un momento storico segnato da guerre e crisi di diversa natura, il messaggio del Natale risuona con forza: accogliere la luce del Signore e lasciarla risplendere nelle nostre vite. Anche quest'anno, mentre da un lato la comunità francescana si prepara all'ottavo centenario della morte di san Francesco nel 2026, la Basilica di San Francesco come da tradizione si illumina con suggestive proiezioni, mentre nella piazza inferiore un grande presepe e un maestoso albero accolgono i visitatori.

«Tutti sono attesi ad Assisi per vivere il Natale attraverso celebrazioni, momenti di compagnia e condivisione» - ha aggiunto fra Marco.

Il video con il messaggio integrale è disponibile sul canale YouTube //www.youtube.com/@SanFrancescoAssisi">@SanFrancescoAssisi a questo link https://youtu.be/g5Wq3kvvzvk e in allegato.

Il tema della pace è al centro anche del messaggio che il padre Custode ha rivolto in occasione del Concerto di Natale nella Basilica di San Francesco in Assisi, che sarà trasmesso su Rai1 domani, 25 dicembre, alle 12.30. Dalle ore 13 di domani sarà possibile rivedere il video integrale con il suo messaggio di pace a questo link: https://youtu.be/rqOSsadutsQ 

Questa sera, a mezzanotte, in chiesa inferiore, si terrà la tradizionale Messa nella notte di Natale presieduta da fra Marco Moroni. Domani, 25 dicembre, la Messa solenne nel giorno di Natale sarà presieduta da fra Riccardo Giacon alle 10.30 in chiesa inferiore.
Le altre celebrazioni si terranno sempre in chiesa inferiore alle ore 7.30, 9, 12, 17 e 18.30. È sempre assicurato il servizio delle confessioni: questa notte, dalle 22 alle 23.30, domani e negli altri giorni secondo il solito orario: 7.30-12.30 e 15-19.

Le principali celebrazioni di questi giorni sono animate dalla Cappella Musicale della Basilica di San Francesco - diretta da fra Peter Hrdy, OFMConv - che alle 18.30 di sabato 27 dicembre propone il Concerto di Natale “Alla Luce di una Stella”. Arrivato alla XXII Edizione, il Concerto vedrà l’esecuzione di canti natalizi della tradizione francescana a cura della Cappella Musicale e l’esibizione all’organo di Alessia Cecchetti. L’ingresso è libero.

Per scoprire tutte le iniziative del Natale presso la Basilica di San Francesco è possibile visitare il sito dedicato www.nataledifrancesco.it 

 

L’Università Suor Orsola Benincasa tra i protagonisti

di tre docufilm: “Gesù a Spaccanapoli”,

“Un Natale in casa Croce” e il “Giubileo delle donne”

 

 

Barbara Petrillo con Lucio dAlessandro allinterno del Museo Storico del Suor Orsola 250La Napoli dell’arte presepiale, la storia della cultura napoletana con Benedetto Croce e le donne che hanno fatto la storia di Napoli. Con tre diverse declinazioni l’Università Suor Orsola Benincasa, la più antica libera Università italiana, nell’anno delle celebrazioni dei 2500 anni dalla fondazione di Neapolis, contribuisce a celebrare e raccontare la storia della città con tre diversi docufilm.

“Il Giubileo delle donne”: 24 Dicembre ore 23.25 su Rai Tre

Alla vigilia di Natale, il 24 dicembre alle 23.25 su Rai Tre (e poi on demand su RaiPlay) andrà in onda il docufilm di Simona Cocozza “Il giubileo delle donne”. Il film, interamente realizzato da donne e interamente girato a Napoli, nasce da una straordinaria esperienza realizzata e vissuta dalla Arcidiocesi di Napoli. A metà del 2024 il Vescovo (oggi Cardinale) don Mimmo Battaglia decide di dare un posto di rilievo alle donne con percorsi turistico-religiosi che evidenziassero il ruolo femminile nella fede, nella storia e nella vita della città di Napoli.

Napoli è forse l’unica città nata da una donna e una giornalista, Barbara Petrillo, ‘laureata eccellente’ dell’Università Suor Orsola Benincasa è la voce narrante di un docufilm che racconta come Napoli, nel corso dei secoli abbia vissuto, grazie all’instancabile presenza femminile e al suo stretto rapporto con la fede cristiana, una serie di esperienze che tuttora la qualificano e presentano in tutto il mondo. Da “Le Lazzarelle” (che organizzano e aiutano il rientro nel mondo delle ex detenute) all’Ospedale degli Incurabili, sintesi assoluta del diritto alla cura anche in assenza di speranza, al mantenimento, attivo e creativo, del rapporto con chi non è più fra noi, all’unica Università italiana intestata a una donna: Suor Orsola Benincasa, raccontata dal Rettore del Suor Orsola, Lucio d’Alessandro.

 

Gesù a Spaccanapoli - Viaggio nella città presepe” on demand su YouTube

 

Sacro e profano, fede, storia e antropologia si miscelano anche in Gesù a Spaccanapoli - Viaggio nella città presepe”, il docufilm realizzato dal Master di Cinema e TelevisioneElsabetta Moro e Marino Niola Nelle botteghe di San gregorio armeno Scena docufilm Gesu a Spaccanapoli 250 dell’Università Suor Orsola Benincasa diretto dal produttore premio Oscar Nicola Giuliano. Il docufilm nato da un’idea del Rettore Lucio d’Alessandro, all’interno del progetto “L’arte presepiale come patrimonio immateriale della città di Napoli”, e realizzato con la regia di Gianfranco Pannone, il montaggio di Sergio Scoppetta e lo storytelling degli antropologi Marino Niola ed Elisabetta Moro, condirettori del MedEatResearch Unisob, è disponibile in visione gratuita on demand sul canale YouTube del Suor Orsola (www.youtube.com/unisobna).

“Da oggetto esclusivamente religioso, nel presepe - evidenzia Marino Niola - la rappresentazione della nascita di Cristo diventa un teatro del sacro, una scenografia di moltitudini dove si fondono e si confondono soggetti sacri e soggetti profani. Di questo passaggio l’esempio più noto ed estremo è quello di Napoli dove la Buona Novella prende una caratterizzazione cittadina, folklorica, ambientale, spettacolare, in cui la dimensione sociale finisce per soverchiare quella religiosa. Ma forse è proprio questa piegatura demologica e antropologica a fare di quello partenopeo il presepe più celebre del pianeta. Non c’è museo al mondo (da Londra a New York), né grande collezione privata, che non annoverino tra le loro raccolte un presepe vesuviano”.

 

“Un Natale a casa Croce”: 26 Dicembre ore 23.10 su Rai Tre

 

Dopo la ‘prima’ napoletana al Cinema Filangieri promossa dalla Fondazione Biblioteca Benedetto Croce e dall’Università Suor Orsola Benincasa venerdì 26 Dicembre alle ore 23.15 sempre su Rai Tre (e poi on demand su RaiPlay) andrà in onda il docufilm di Pupi Avati, “Un Natale a casa Croce”. Il film, prodotto da Minerva Pictures, Istituto Luce e Rai Documentari, è un intenso racconto che esplora le vicende umane e intellettuali del filosofo e senatore Benedetto Croce, ponendo al contempo la città di Napoli come protagonista nel periodo compreso tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.

Nell’ambito delle celebrazioni del venticinquesimo centenario della fondazione di Napoli, promosse dal Comitato Nazionale Neapolis 2500 , istituito congiuntamente dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero della Cultura, “Un Natale in casa Croce” farà anche il ‘giro del mondo’ negli Istituti di cultura italiani all’estero con tappe ad Abu Dhabi, Lisbona, Dublino, Cuba, Kiev, Beirut, Istanbul, Cordoba, San Pietroburgo, Praga, Addis Abeba.

 

Saboris Antigus 2025: due mesi di storie e sapori tra i borghi di Trexenta e Sarcidano

Il 20 e 21 dicembre, Mandas ha ospitato gli ultimi appuntamenti della rassegna che ha attraversato la Sardegna centro - meridionale, trasformando il cibo e le tradizioni in strumenti di narrazione culturale e comunitaria.

 

Immagine1 250Dicembre 2025 - Saboris Antigus si è conclusa dopo due mesi di incontri, racconti, degustazioni e momenti di scambio diffusi nei territori di Trexenta e Sarcidano. La rassegna enogastronomica promossa dalla Camera di Commercio di Cagliari e Oristano ha terminato il viaggio che ha fatto delle comunità il proprio centro vitale, tra il 20 e 21 dicembre a Mandas.

Non un semplice calendario di eventi, ma un racconto condiviso che, edizione dopo edizione, ha scelto di partire dalle persone: artigiani, produttori, cuoche e cuochi della memoria, agricoltori, appassionati e custodi di gesti antichi. Figure che hanno prestato mani, voci e storie a una narrazione capace di parlare di accoglienza attraverso il lavoro quotidiano, le passioni personali, i ricordi familiari e il legame profondo con i luoghi.

Ancora una volta, la manifestazione ha mostrato come la ruralità sia una materia viva, capace di evolversi e di aprirsi al futuro senza perdere identità. A Gergei le mani delle artigiane hanno svelato l’antica tecnica di Su Sessineddu, simbolo di condivisione e creatività. A Serri, tra i profumi dei forni e le piazze lastricate, le massaie del gruppo CAS hanno mostrato la maestria nella preparazione di Is Pitzottis e Sa Fregula serresa. Siurgus Donigala ha celebrato Don Vittorio Demuro, aviatore e precursore dell’ospitalità, mentre a Suelli la leggenda di Marinu Monteru ha riportato il borgo al gioco dell’ironia e della poesia popolare, dove l’accoglienza si esprime tra sorriso e parole. Guasila ha aperto le porte alla storia di Rachele Piras, pioniera del teatro sardo, e a Nurri la memoria di Michele Pitzalis, ultimo picca perdas, ha restituito il ritmo antico del lavoro sulla pietra, simbolo di tradizione e generosità collettiva.

La rassegna ha consolidato il proprio ruolo di piattaforma culturale e relazionale, promuovendo scambi tra le comunità locali e delegazioni internazionali, dalla Dalmazia, e ampliando così la rete di relazioni inaugurata nella precedente edizione con Creta. Un progetto capace di rafforzare il senso di appartenenza, valorizzare i talenti locali e raccontare un territorio attraverso storie autentiche. Saboris Antigus accresce così la propria notorietà anche su scala regionale e nazionale, trasformando borghi e comunità in protagonisti attivi della comunicazione.

Con l’ultima tappa di Mandas si è giunti a un momento di sintesi: l’esito di un lavoro corale, coordinato dalla Camera di Commercio di Cagliari e Oristano insieme ai nove Comuni partner, e reso possibile da un sistema di professionalità locali e nazionali che hanno condiviso una visione comune.

Saboris Antigus saluta il 2025 confermandosi come un modello di valorizzazione culturale e gastronomica capace di tenere insieme territori, persone e linguaggi contemporanei, lasciando aperto il racconto verso nuove traiettorie future.

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Al Parco Archeologico di Ercolano proseguono le attività di manutenzione straordinaria e ordinaria: focus sulla Casa del Bicentenario

 

bicentenario 1 250I “prima e dopo” di un restauro aperto e condiviso

La Casa del Bicentenario riaperta finalmente nel 2019, dopo un’importante e delicata fase di recupero per garantire la fruizione in sicurezza, è oggi interessata da un’ulteriore fase di conservazione, durante la quale è possibile offrire, al contempo, ai visitatori la possibilità di osservare da vicino le attività di restauro in corso. Il cantiere oggi si configura, dunque, come un laboratorio a cielo aperto, dove rigore scientifico, trasparenza, valorizzazione e condivisione con il pubblico si intrecciano. L’esperienza, sulla scia dei “close up cantieri”, consente infatti di vivere un momento unico di confronto diretto tra le porzioni già restaurate e quelle ancora da trattare, cogliendo con immediatezza la trasformazione del “prima e dopo”. Un prima e dopo che potrebbe essere percepito all’esterno come un semplice intervento estetico, ma che, nella buona pratica del restauro, implica la complessa riduzione delle cause del degrado e la restituzione delle superfici alla patina del tempo.

Perché “cantieri partecipati”?

La conservazione del patrimonio archeologico “all’aperto” richiede molteplici attenzioni, una cura continua e attenta che il Parco Archeologico di Ercolano attua attraverso un ampio programma di interventi di manutenzione programmata ciclica, che includono opere di riduzione delle cause di degrado e di miglioramento dello stato di fatto. C’è sempre molto fermento dietro queste attività e non sempre è possibile rendere partecipe il visitatore. L’intento di condividere il delicato e importante lavoro che è alla base della conservazione delle superfici archeologiche non è teso solo a soddisfare la curiosità del visitatore ma mira soprattutto a farne comprendere il valore; una missione, questa, per gli operatori tecnici, che non solo migliora la visita di oggi ma rende possibile poter godere del patrimonio archeologico il più a lungo possibile.

I visitatori che accedono in questi giorni alla Casa del Bicentenario hanno sia l’opportunità di ammirare le parti restaurate durante le precedenti campagne di lavori, sia quella di assistere dal vivo alle nuove opere in corso nell’atrio, secondo la formula ormai consolidata del “cantiere partecipato”.

 

Il contesto, il progetto più ampio

 Il progetto di manutenzione straordinaria è finanziato con Legge 190 e rappresenta una tappa importante nella crescita del Parco, seguendo le orme del primo ciclo di manutenzione straordinaria, il cui progetto fu donato al Parco dal Packard Humanities Insitute (PHI) e portato a termine dal Parco stesso nel 2021. La campagna di manutenzione straordinaria in corso rappresenta la continuità della manutenzione programmata, per la quale il Parco si è occupato interamente della progettazione e dei lavori, ma valorizzando gli approcci e l’innovazione sviluppati dal team del Packard Humanities Institute e dai tecnici del Parco in questo ambito, nel corso dell’ultimo decennio. Ciò conferma la volontà di David W. Packard di vedere lo stato italiano prendere spunto dagli avanzamenti ottenuti nell’ambito del partenariato pubblico-privato in atto a Ercolano dal 2001 e portarli avanti sempre più autonomamente.

Un ricordo speciale

Con la ripresa dei lavori alla Casa del Bicentenario, il personale del Parco e il team del Packard Humanities Institute ricordano con profonda commozione e riconoscenza per il lavoro svolto il restauratore Giuseppe Giordano del Consorzio Roma, recentemente scomparso. Il suo apporto professionale e lo spirito collaborativo, testimoniati in particolare nel grande cantiere del 2019 alla Casa del Bicentenario, restano vivi come esempio di dedizione e passione per il mondo del restauro.

 

Foto Nicola Incampo 250In un’Italia sempre più multiculturale, le scuole, le famiglie e gli spazi educativi si trovano spesso a gestire domande che qualche decennio fa erano molto meno frequenti. Una di queste riguarda il Natale: come spiegare una festa così radicata nella tradizione cristiana a un bambino musulmano? Come farlo senza creare confusione religiosa, ma anzi favorendo il rispetto reciproco e la comprensione tra culture?

Spiegare il Natale a un bambino che appartiene a un’altra fede non significa solo dare informazioni: è un atto di dialogo, un esercizio di empatia e un’occasione formativa che può contribuire a costruire cittadini più aperti e consapevoli. E proprio per questo è importante farlo con attenzione, con parole semplici ma precise, e con uno sguardo capace di cogliere ciò che unisce, più che ciò che divide.

La prima cosa da chiarire è cosa rappresenti il Natale per i cristiani. È la festa che celebra la nascita di Gesù, figura centrale per il cristianesimo. Raccontarlo a un bambino musulmano può essere sorprendentemente semplice: nell’Islam, infatti, Gesù – ‘Isa in arabo – è riconosciuto come uno dei profeti più importanti.

Ciò che cambia è il modo in cui le due religioni lo interpretano: per i cristiani è il Figlio di Dio e il Salvatore; per i musulmani è un profeta mandato da Dio, ma non divino. Spiegare questa differenza senza giudizi, con naturalezza, può aiutare il bambino a comprendere che religioni diverse possono condividere storie e personaggi, pur interpretandoli in modi differenti.

Molti educatori suggeriscono frasi semplici come: “Per i cristiani, questo è un giorno speciale in cui ricordano la nascita di Gesù. Anche nella tua religione Gesù è un uomo molto importante, ma viene visto in modo diverso.

Oltre la religione: la dimensione familiare, sociale e culturale del Natale

Il Natale non è soltanto una festa religiosa. Negli anni, si è trasformato anche in un momento culturale condiviso: luci che illuminano le città, mercatini, giornate di vacanza da scuola, cene di famiglia, scambio di regali.

Per un bambino musulmano, gran parte di questi aspetti sono perfettamente comprensibili e comparabili con le festività islamiche. Durante l’Eid al-Fitr, ad esempio, anche le famiglie musulmane si riuniscono, condividono cibo, fanno regali ai piccoli e celebrano un momento di gioia collettiva. Mostrare questi parallelismi aiuta i bambini a vedere le feste degli altri come qualcosa di familiare, non estraneo.

Rendere il Natale un’occasione di racconto culturale – e non un’imposizione – permette inoltre di evitare la sensazione che il bambino “debba” festeggiare qualcosa che non gli appartiene. Molti insegnanti, ad esempio, preferiscono spiegare il Natale come una tradizione del Paese in cui viviamo, così come in altri Paesi si celebrano altre ricorrenze

Nelle classi multiculturali di oggi, il Natale offre un’opportunità pedagogica preziosa: insegnare la convivenza tra differenze. Alcune scuole organizzano attività inclusive, come leggere storie sul Natale e sulle feste del mondo, oppure lasciare che i bambini raccontino le proprie tradizioni.

Questo approccio permette ai piccoli non solo di conoscere il Natale, ma anche di scoprire, ad esempio, cosa significa il Ramadan, cosa si festeggia durante l’Eid al-Adha, o perché la Pasqua è importante per i cristiani. La reciprocità diventa così il cuore dell’educazione interculturale.

Gli psicologi dell’infanzia ricordano che i bambini non hanno pregiudizi spontanei: sono curiosi, aperti e capaci di accogliere le differenze con naturalezza, a patto che gli adulti offrano spiegazioni serene e rispettose. La chiave è evitare contrapposizioni, favorendo invece la comprensione del fatto che ogni famiglia ha le proprie tradizioni, e tutte meritano rispetto

Un modo efficace per descrivere il Natale a un bambino musulmano potrebbe essere questo:

“Il Natale è una festa importante per i cristiani. In questo giorno ricordano la nascita di Gesù, che per loro è una figura sacra. Anche nella tua religione Gesù è molto importante, ma viene visto in modo diverso. Durante il Natale, le persone cercano di essere più gentili, stanno insieme alla famiglia e fanno regali. Non è una festa della tua religione, ma è bello conoscere le tradizioni degli altri, proprio come gli altri possono conoscere le tue.”

Spiegazioni di questo tipo mostrano differenze e somiglianze senza generare confusione identitaria.

Una società che cresce attraverso il rispetto

L’obiettivo finale non è che un bambino musulmano “festeggi” il Natale, né che lo interiorizzi come un evento religioso a lui estraneo. L’obiettivo è che lo comprenda, lo rispetti e lo inserisca nel mosaico di tradizioni che compongono il mondo in cui vive.

In un’epoca in cui le distanze culturali possono generare diffidenze, insegnare ai più piccoli a guardare all’altro con curiosità e rispetto è forse il dono più prezioso che possiamo far loro.

E il Natale, con la sua carica simbolica di luce, famiglia e generosità, può diventare un ponte perfetto per compiere questo passo verso una società più inclusiva.

 

Nicola Incampo

Finale Vesuvius Film Festival 2025 7 250A Pompei si celebra il Cinema con il Vesuvius Film Festival, Presieduto e diretto dall’Arch. Giovanna D'Amodio. La VI edizione del Festival ambientale campano, nasce sotto l'alto patrocinio del Parlamento Europeo, del Ministero dell'Ambiente, dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA, del Consiglio Regionale della Campania, Comune di Pompei, Fondazione Ente Ville Vesuviane. Il concorso cinematografico è un evento “plastic Free”, che promuove la tutela ambientale, la crescita ecosostenibile e l'inclusività sociale.

La kermesse celebra il Cinema e le eccellenze del territorio nazionale ed internazionale. Premiati: Massimiliano Gallo, Adelmo Togliani, Emiliano Canova, Diego Santangelo, Alessandro Panza, Kilian Seavers, Emily Letran, Angela Alioto, Jennifer Glee, J. Robert Schulz, Andrea Ceccomori e Federico Wardal, con le migliori produzioni internazionali. Si è conclusa con uno straordinario successo di pubblico e critica la sesta edizione del Vesuvius Film Festival. Una doppia data all'insegna del grnde cinema, cultura, dell'impegno civile ed ambientale, che ha visto alternarsi sui palchi di Villa Campolieto ed del Teatro Mattiello personalità illustri del mondo del Cinema, dello spettacolo, delle istituzioni e della diplomazia.

LE DICHIARAZIONI. In partenariato con l'Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Dichiarazione del Presidente, Raffaele De Luca: «Sostenere per il secondo anno consecutivo il Vesuvius Film Festival, che nel 2025 celebra la sua sesta edizione, significa accompagnare la crescita di un progetto che contribuisce in modo concreto alla missione del Parco. Il Festival ha la capacità di raggiungere nuovi sguardi e nuove sensibilità, oltre i confini delle attività abituali dell’Ente Parco, trasformando in racconto ciò che ogni giorno ci impegniamo a proteggere.

Attraverso il cinema, la natura e la storia del Vesuvio diventano un linguaggio condiviso: immagini che emozionano, che educano, che aiutano a comprendere la bellezza e la fragilità del nostro ecosistema. È uno strumento potente di sensibilizzazione sui temi della conservazione e della salvaguardia ambientale.

Il nostro compito non è soltanto tutelare questo territorio straordinario, ma anche farlo conoscere, valorizzarlo e promuoverlo in un’ottica di turismo sostenibile, capace di generare rispetto e consapevolezza. In questo percorso, il Vesuvius Film Festival è un alleato prezioso: unisce cultura, paesaggio e comunità, trasformando le bellezze naturali del Vesuvio in un attrattore capace di ispirare e coinvolgere. Rinnoviamo con convinzione il nostro sostegno a questa manifestazione che cresce, si arricchisce e contribuisce, insieme a noi, a costruire un futuro in cui il Vesuvio sia sempre più conosciuto, amato e protetto.»

LA SERATA DI GALA: CINEMA E STELLE. La cerimonia di premiazione del 13 dicembre, tenutasi presso il Teatro Mattiello di Pompei, è stata condotta da Alan De Luca e Brunella Postiglione. Dopo i saluti istituzionali del Presidente dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio Raffaele De Luca, del Direttore della Fondazione Ente Ville Vesuviane Roberto Chianese e del Presidente del Conservatorio di Napoli "San Pietro a Majella" Carla Ciccarelli, hanno avuto luogo le premiazioni in concorso, selezionate dal Comitato tecnico di selezione, presieduto da Alessandro Tartaglia Polcini, componenti: Valeria Doddi, Cristian Miglioranza, Salvatore Pagano, Chiara Atlanta Ridolfi, Lino Marasco, Ludovico Brancaccio, Luca Sivelli, Giovanni Taranto, Saeid Shepharnia, Graziano Marraffa; le premiazioni della sezione “International Movies”, presieduta dal Conte FedericoWardal componenti: Francesco Garibaldi, Ely Galeani; le premiazioni della Commissione Ambiente e Legalità, presieduta da Vincenzo Pepe; la Commissione Diplomazia, presieduta dal Console del Nicaragua Gennaro Danesi; la Commissione Musica Vulcanica, presieduta da Brunella Postiglione. La serata è stata arricchita dalle performance dei rapper Anuby & Sensory , della cantante Margi Ballivo, del corpo di ballo CK Street Dance e di Federico Wardal, ispirata al suo grande Maestro ed amico Federico Fellini, a cui è dedicata la VI edizione, con l'omaggio di una mostra fotografica ad esso dedicata.

Di seguito l'elenco ufficiale dei vincitori e delle menzioni speciali:

VINCITORI CATEGORIE CINEMA Premio Vesuvius Film: "It happens one night" di Emiliano Canova Premio Domus Aurea, Film: "A Muzzarell" di Diego Santangelo. Premio Vesuvius Docufilm: "Il Barocco napoletano" di Massimiliano Gallo. Premio Domus Aurea, Docufilm: "Note Italiane" di Adelmo Togliani. Premio Vesuvius Cortometraggio: "The Measure of a Man" di Alessandro Panza Premio Domus Aurea, Corto: "La Natura" di Kilian Seavers.

MENZIONI SPECIALI Miglior Attrice per "It happens one night”, regia di Emiliano Canova a Rita Rusciano; Miglior Attore per "The Measure of a Man", regia di Alessandro Panza a Claudio Amendola; Miglior Attore per "Il Barocco napoletano", regia di Massimiliano Gallo a Peppe Barra; Miglior Color Correction e CGI per "2054 - Seele" regia di Edoardo Maione. Migliore Attrice per "2054 – Seele”, regia di Edoardo Maione ad Angela Finocchiaro; Migliore Attrice per "L'Amore e basta", regia di Daniele Catini ad Alessandra Di Sanzo; Migliore Attrice per “Small Steps”, regia Nicolò Riboni ad Anna Ferzetti; Migliore Attrice per “Io la vedo così”, regia Umberto Vescera ad Antonella Cappabianca; Riconoscimento dalla direzioneartistica come Migliore Attrice per "L'Amore e basta", regia di Daniele Catini a Raffaella Di Caprio; Riconoscimento dalla direzione artistica come Migliore Attrice per "Lady", regia di Alfio D'Agata ad Elena Russo.

PREMIO VESUVIUS “INTERNATIONL MOVIES” Premiati: "Book of Death" di Emily Letran, regista e Presidente del Los Angeles Tribune Film Festival, "Kamilah the miracle filly" di Angela Alioto, "Chrysalis" di J. Robert Schulz, "I waited for you" di Jennifer Glee, “Anita” di Andrea Ceccomori e del Conte Federico Wardal, Presidente onorario della sezione internazionale.

PREMIAZIONE COMMISSIONI: PREMIO COMMISSIONE AMBIENTE E LEGALITA'. Componenti della Commissione: Vincenzo Pepe, Antonino Salvia, Antonio Tosi, Anna La Rana): Giovanni Cimmino (Presidente AISA), regia di Berto Fiorillo. Premio speciale alla Coldiretti Campania per il progetto di eliminazione del polistirolo nella pesca; COMMISSIONE DIPLOMAZIA E CULTURA: Componenti della Commissione: Gennaro Danesi, Maria Luisa Cusati, Francesco Cossu: Ex aequo tra il video del Consolato dello Zambia "Dangerous Obsession" regia di Philomena M. Nyrenda ed il video del Consolato del Nicaragua "Tornare in Nicaragua" registi Luigi Mezzacappa e Adelina Bottero. Per l'impegno umanitario, il Console del Benin Giuseppe Gambardella; COMMISSIONE MUSICA VULCANICA. Componenti della Commissione: Brunella Postiglione, Fabrizio Venturi, Mariano Apicella, Margi Ballivo. Vincitrice Premio Musica Vulcanica: Selma con il brano “Baraka”; Premio Musica Vulcanica per la Pace: "We want another world" di Antonio Onorato; Premio Musica Vulcanica per la Lirica: "Vissi d'arte" Tosca Puccini, interpretato dal Soprano Maria Pia Garofalo. Premio Migliore Colonna Sonora alla studentessa del Conservatorio “ S.Pietro a Majella” di Napoli”, Gabriella Vatiero con il video “Silent”.

PREMI SPECIALI Premio alla Carriera: all'attrice Gina Perna ed al Conte Giuseppe Cascella. Premio alla Carriera pianistica: Vincent Russo Premio Poadcast per il progetto "Camerino Poadcast" a Nando Paone Premio Giovani Talenti: all'attore Luigi Zeno. Anteprima del Film “Ragù” del regista Mimmo Fontanella

PREMI EDITORIA E GIORNALISMO Riconoscimento a Gino Giammarino per i 25 anni di carriera editoriale, Gennaro Coppola, Produttore TV per la serie “Vista Mare”, Francesco Vitulano e Marcella Del Prete (Radio/TV), Giovanna Scuderi (Agorà Giovani) e Giovanni Taranto per la serie del “Commissario Palomba”.

PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ': 5 dicembre, Conferenza Stampa presso il Castello Mediceo di Ottaviano, sede dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio:

9 dicembre, premiazione della sezione “Istruzione e Società”. La manifestazione ha preso il via il presso la splendida cornice di Villa Campolieto ad Ercolano, con la premiazione della Sezione dedicata ai giovani. Una giornata dedicata al futuro, agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Al tavolo dei relatori e premianti si sono alternati Gennaro Miranda (Presidente Fondazione Ente Ville Vesuviane), Antonino Salvia (Funzionario Ministero Giustizia), Angela Procaccini (Dirigente scolastico), Francesco Gallina (Plastic Free Campania), Don Salvatore Saggiano (Garante dei detenuti Caserta), Luigi Caramiello (Docente di Sociologia dell'arte presso la Federico II), Loredana Amore (Civicrazia). Momento clou è stato il conferimento della borsa di studio per un Master in Comunicazione al vincitore della categoria Università, il regista Raul Quagliata, devoluta dall'associazione Civicrazia. Spazio anche alla dimostrazione pratica delle manovre di primo soccorso, progetto portato nelle scuole e curato dal Professore dell'Istituto De Medici di Ottaviano, Luigi Nunziata Presidente dell'Associazione “Le Fate di Arianna”. Altro progetto presentato, "Parole consapevoli" che verte sull'importante argomento dei giovani e la rete, quindi sul divieto dei cellulari per i minori, ideato da Edoardo Tranchese.

13 dicembre 2025, presso Teatro Mattiello di Pompei. Cerimonia di premiazione del Cinema. Durante la serata hanno avuto luogo le premiazioni in concorso per le categorie: Film, Docufilm e Cortometraggi, presieduta dal produttore cinematografio e regista, Alessandro Tartaglia Polcini; premiazioni in concorso per le tre Commissioni: Ambiente e Legalità, Diplomazia e Cultura, Musica Vulcanica; premiazioni in concorso per la sezione “International Movies”, presieduta dall'attore e Testimonial internazionale, Conte Federico Wardal; premiazioni fuori concorso e premi alla Carriera Alla fine della cerimonia si sono aperti nel foyer del Teatro, le degustazioni offerte da Coldiretti Campania e dell'Istituto Alberghiero De Medici di Ottaviano. A seguire, una cena di gala riservata alle Istituzioni, vincitori, sponsor e stampa, presso Palazzo Rosenthal a Trecase. PAROCINI: Sotto l'alto patrocinio del Parlamento Europeo, Ministero dell'Ambiente, Ente Parco Nazionale del Vesuvio, ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Consiglio Regionale Campania, Comune di Pompei, Fondazione Ente Ville Vesuviane, Fondazione ADASTRA, Corpo Consolare della Campania, Master di Cinema dell'Università Suor Orsola Benincasa, Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli, Centro studi internazionale per l'Ambente TEAM, ISIS De Medici di Ottaviano, Associazione Coldiretti Campania, Associazione Nazionale Mare Vivo, Associazione Nazionale ANILDD.

SPONSOR Al termine della cerimonia, il foyer del teatro ha ospitato degustazioni coordinate dallo Chef Ubaldo Pucillo, Presidente dell'Associazione Cuochi e Territorio "I Pentri", in collaborazione con l'Istituto Alberghiero ISIS De Medici di Ottaviano e Coldiretti Campania. La serata si è conclusa con un'esclusiva cena di gala presso Palazzo Rosenthal a Trecase.

Si ringraziano per il prezioso supporto gli Sponsor e Partner: Semplicemente Broker, S.I.R.A.L. s.p.a, Istituto Carlo di Borbone, HEYTINA, Dream House Pompei. Un plauso alle eccellenze enogastronomiche che hanno deliziato gli ospiti: C'a Stelle, ArtiPasta, Stato Brado, V Mandriani, Sapori di Napoli, Cillo Salumi, Pasticceria Ricce & Frolle, Amaro Genziana di Torrecuso, Lavazza Nims, Maeva Liquori. Si ringraziano inoltre Siroyl, Claudio De Martino Hair Stylist e Giuditta Del Giudice Couture per il supporto tecnico e di immagine.

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