Cronaca

Archeologia, nuove preziose decorazioni da ricerche a Villa Sora nel Parco di Ercolano

 

Ecolano VillaSora Foto MiC 01 250Un nuovo ambiente restituisce decorazioni di alta qualità, apparati pittorici e tracce di un cantiere in attività al momento dell’eruzione del 79 d.C.

A distanza di oltre trent’anni dalle ultime indagini sistematiche, Villa Sora, nel comune di Torre del Greco, torna a raccontare la propria storia. Le nuove ricerche archeologiche avviate nel novembre 2025 stanno restituendo dati di grande interesse su una tra le più significative ville marittime del Golfo di Napoli, offrendo nuove chiavi di lettura su un complesso di straordinaria ricchezza, ancora in larga parte da esplorare.

Il nuovo intervento, condotto dal Parco archeologico di Ercolano, consente di ampliare in modo significativo il quadro conoscitivo della villa, portando all’individuazione di contesti finora non esplorati e a una ricostruzione più puntuale delle fasi di vita della residenza, bruscamente interrotte dall’eruzione del 79 d.C. Le indagini si sono concentrate sul fronte nord-orientale della villa, dove è stato documentato un ambiente di dimensioni contenute, circa 10 mq, ma di eccezionale qualità decorativa.

“I risultati dello scavo di Villa Sora confermano l’importanza della ricerca archeologica come strumento essenziale di conoscenza. Le nuove evidenze consentono non solo di acquisire dati inediti, ma di restituire aspetti concreti della vita quotidiana di una grande villa marittima, improvvisamente interrotta dall’eruzione del 79 d.C. Questo avanzamento della conoscenza offre basi più solide per rafforzare i percorsi di valorizzazione del sito e per rendere più consapevole e articolato il suo racconto al pubblico”, ha commentato il Direttore generale Musei Massimo Osanna.

Il progetto di scavo si inserisce nella Campagna nazionale di scavi archeologici promossa dalla Direzione generale Musei, avviata nel 2024 con l’obiettivo di sostenere una ricercaEcolano VillaSora Foto MiC 03 250 programmata e continuativa sull’intero territorio nazionale. La campagna, rafforzata nel 2025 da uno stanziamento complessivo di 4,8 milioni di euro, consente di dare continuità agli interventi avviati e di ampliare l’azione su scala nazionale. A Villa Sora, il finanziamento di 150.000 euro ha permesso di riattivare un percorso di conoscenza già avviato, ponendo le basi per un più ampio e strutturato programma di studio e valorizzazione dell’area archeologica.

I frammenti pittorici rinvenuti, riferibili alle pareti e al soffitto, restituiscono un programma decorativo di grande raffinatezza. Le pareti, impostate su un fondo scuro scandito da fasce in rosso cinabro, erano animate da elementi figurativi, tra cui aironi disposti attorno a un candelabro dorato. Il soffitto, a fondo chiaro, era ornato da ghirlande, fregi e figure mitologiche: tra queste emergono grifi inseriti in un ricco repertorio ornamentale e la figura di un centauro in movimento, di notevole qualità pittorica.

Di particolare significato è il contesto in cui questi apparati decorativi sono stati rinvenuti. All’interno dell’ambiente erano presenti tre ciste in piombo finemente decorate, riconducibili alla medesima officina, insieme a elementi architettonici in marmo bianco di elevata qualità, tra cui un capitello conservato in eccellenti condizioni. La qualità della lavorazione, realizzata esclusivamente a scalpello, e la presenza di ulteriori frammenti marmorei – tra cui un secondo frammento di capitello – indicano con chiarezza uno stoccaggio intenzionale di elementi destinati a un intervento architettonico in corso. L’insieme di questi dati restituisce l’immagine di un ambiente utilizzato come deposito o spazio di cantiere, confermando l’ipotesi che la villa fosse interessata da lavori edilizi al momento dell’eruzione.

La lettura stratigrafica ha consentito di ricostruire con chiarezza la sequenza degli eventi distruttivi, mettendo in evidenza l’impatto delle colate piroclastiche che investirono le strutture edilizie e provocarono il collasso delle coperture, del soffitto e il successivo cedimento delle pareti. Un quadro che restituisce con forza la violenza della catastrofe.

Edificata intorno alla metà del I secolo a.C. e oggetto di successivi rifacimenti fino al momento della distruzione, Villa Sora si sviluppava lungo la linea di costa con un impianto scenografico, articolato su terrazze digradanti verso il mare. L’estensione stimata del complesso, pari a circa 150 metri lungo il litorale, restituisce l’immagine di una dimora di alto livello, dotata di ambienti residenziali e di rappresentanza di grande raffinatezza.

 

Ultimi posti per Cultura senza barriere

Il 23 febbraio una giornata di gioco, tecnologia e inclusione al Parco Archeologico di Ercolano

 

micoloro 250Mancano pochi giorni e restano gli ultimi posti disponibili per partecipare a Cultura senza barriere, la speciale giornata dedicata a un modo nuovo, accogliente e coinvolgente di vivere il patrimonio culturale, in programma lunedì 23 febbraio, dalle 9:00 alle 13:00, al Parco Archeologico di Ercolano.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con MiColorodiBlu Onlus e CoopCulture, è pensata per famiglie, scuole e bambini, in cui gioco, scoperta e tecnologia diventano strumenti di relazione e partecipazione, trasformando la visita in un’esperienza condivisa, accessibile e divertente per tutti, con particolare attenzione ai ragazzi con disturbi del neurosviluppo e nello spettro autistico.

Visite inclusive tra storia e scoperta

Le attività si svolgeranno in turni di visita guidata (massimo 25 partecipanti per gruppo), della durata di circa un’ora e mezza, con percorsi progettati per garantire:

  • tempi distesi
  • linguaggi chiari
  • ambienti accoglienti
  • partecipazione attiva e serena

Esperti del patrimonio e personale di sostegno accompagneranno i gruppi lungo le strade dell’antica città, tra domus, terme, aree pubbliche, tabernae, il Sacello degli Augustali, la Palestra e la spiaggia, favorendo un approccio esperienziale e collaborativo.

“Avventura a Ercolano”: il sito diventa un gioco

Cuore dell’iniziativa è “Avventura a Ercolano”, una guida digitale interattiva sviluppata per facilitare la comunicazione e l’inclusione, disponibile su tablet forniti dal Parco oppure scaricabile gratuitamente su iPad.

Attraverso realtà aumentata e attività immersive, bambini e ragazzi potranno:

  • ricomporre mosaici antichi
  • simulare restauri archeologici
  • raccogliere monete virtuali
  • cimentarsi in prove e giochi nella Palestra
  • risolvere enigmi e quiz lungo il percorso

Uno strumento coinvolgente, pensato anche per visitatori con autismo o difficoltà cognitive, che rende la scoperta intuitiva, divertente e personalizzata.

Informazioni utili

La partecipazione è gratuita con il biglietto ordinario di ingresso, incluse riduzioni e gratuità previste dalla normativa vigente.
Prenotazione obbligatoria. Posti limitati.

👉 https://www.coopculture.it/it/prodotti/cultura-senza-barriere/
👉 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Si consiglia abbigliamento comodo.

 

COLTIVARE LA STORIA:

NASCE A POMPEI UN’AZIENDA VITIVINICOLA UNICA AL MONDO

 

In uno dei siti più iconici del nostro patrimonio archeologico, la cantina Feudi di San Gregorio e il Parco Archeologico di Pompei stanno dando vita a una azienda vitivinicola unica nel suo genere, con oltre 6 ettari di vigneti coltivati secondo pratiche biologiche e sostenibili, e una cantina situata all’interno dell’area archeologica. Un progetto con finalità culturali prima che commerciali, volto a far rivivere la storia del vino laddove, duemila anni fa, questo prodotto si faceva ambasciatore della civiltà romana nel mondo.

Il progetto nasce dalla convinzione che agricoltura e cultura siano due espressioni della medesima tensione dell’uomo verso la cura: della terra, dello spirito, della comunità. Entrambe, non a caso, derivano dal verbo latino colere, “coltivare”.

Il sito di Pompei offre un’opportunità unica: coltivare su terreni di origine vulcanica, intatti da oltre due millenni, e riscoprire tecniche agronomiche antiche, supportati da una solida collaborazione scientifica con importanti Università. Ma ancora più unica è la forma con cui tutto ciò prende vita: un partenariato sperimentale, in cui pubblico e privato uniscono le forze in nome del bene comune, per portare nel mondo un modello virtuoso del Made in Italy che racconta bellezza, sostenibilità e responsabilità.

POMPEI: UN NUOVO CAPITOLO PER LA VITICOLTURA E LA STORIA

Incontro 3 febbraio 2026 250Presentato il Partenariato pubblico privato per l’avvio dell’azienda vitivinicola del Parco. Un’azienda vitivinicola del Parco con ciclo produttivo completo, che si sta realizzando all’interno dell’area archeologica. Un nuovo capitolo per la viticoltura e la storia del patrimonio naturalistico del sito. Grazie ad una forma speciale di Partenariato pubblico privato il Gruppo Tenute Capaldo, e in particolare le due cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco, affianca il Parco nella gestione e valorizzazione storica dei vigneti all’interno del sito. Forte dell’esperienza acquisita negli ultimi anni su alcuni vigneti già esistenti si costruirà una vera a propria vigna “archeologica” con un’estensione vitata che nel tempo supererà i 6 ettari e con strutture di vinificazione e affinamento da realizzarsi nell’ambito del perimetro del Parco, finalizzate alla produzione di vino. L’esecuzione di questo progetto di lungo termine non è affidata ai classici strumenti di collaborazione pubblico-privato (la concessione o l’appalto), ma sarà garantita da un partenariato in cui il Parco e il Gruppo Tenute Capaldo collabora mettendo a fattor comune le rispettive esperienze e competenze. “Il Parco archeologico fin dagli novanta si è occupato, attraverso gli studi di botanica condotti dal Laboratorio di ricerche applicate interno, di analizzare i vigneti dell’antica Pompei, per indagarne le caratteristiche storico scientifiche, le tecniche di viticoltura e dunque le abitudini alimentari. Da allora sono state attuate azioni di valorizzazione dei vigneti, quale modo per raccontare e far conoscere la città anticà sotto aspetti diversi. – commenta il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel - Oggi il Parco sta investendo in una più ampia forma di valorizzazione nonché di tutela del patrimonio naturale, del paesaggio e dell’ambiente che sono elementi integranti dell’area archeologica. L’azienda vitivinicola fa parte di un più ampio progetto di azienda archeo agricola che sta interessando anche altre attività, quali ad esempio la valorizzazione e coltivazione degli ulivi, i progetti di agricoltura sociale nell’ambito della “fattoria sociale e culturale”. E la strada vincente per raggiungere importanti risultati per tutto il territorio circostante è a nostro parere il coinvolgimento di privati con competenze specifiche, quali partner attivi dei progetti” La nuova azienda vitivinicola – interamente a conduzione biologica – fa leva su un’importante ricerca in merito alle tecniche tradizionali di allevamento della vite e di trasformazione delle uve, in collaborazione con il Prof. Attilio Scienza dell’Università di Milano, oltre a beneficiare delle consolidate competenze agronomiche di Feudi di San Gregorio e del suo responsabile di produzione Pierpaolo Sirch, agronomo di fama internazionale. L’obiettivo è duplice: da una parte, produrre vini autentici di elevata qualità, dall’altra integrare la viticoltura con la storia e il percorso di visita del Parco Archeologico. Sarà un’azienda fortemente inserita nel suo territorio, non soltanto dal punto di vista culturale e produttivo, ma anche dal punto di vista del tessuto sociale, con il coinvolgimento di realtà del c.d. Terzo Settore nelle fasi di lavorazione. Per Feudi di San Gregorio, da 40 anni impegnata nello studio e nella valorizzazione dei vitigni autoctoni campani (tra cui le viti centenarie di Taurasi), il progetto si iscrive nell’impegno volto alla valorizzazione del territorio e delle comunità locali, inserito anche nello statuto societario all’atto della trasformazione in Società Benefit (2021). “Il Parco Archeologico di Pompei è uno dei siti culturali più rilevanti al mondo e rappresenta un pilastro fondamentale dell’identità della nostra regione. Abbiamo quindi aderito a questo progetto con entusiasmo, mettendo le nostre competenze al servizio del Parco per sviluppare insieme un innovativo progetto agricolo e agronomico. Vogliamo far rivivere Pompei non solo come luogo di ricerca e conoscenza, ma anche come centro di produzione e scambio, ritornando alle sue radici storiche. Per questo, occorreranno tempo e investimenti importanti ma la cosa non ci spaventa, anzi: avere il coraggio di percorrere nuove strade, guardando questo progetto millenario con occhi nuovi, accumuna la nostra visione a quella del Parco. L’approccio scelto è fortemente culturale e non speculativo, con una visione lungimirante che guarda oltre il ritorno immediato e pensa al futuro delle generazioni a venire, assicurando un avvenire sostenibile a questo luogo straordinario. Inoltre, ci offre la possibilità di continuare a condividere con il mondo la cultura millenaria del vino”, ha dichiarato Antonio Capaldo, Presidente di Feudi di San Gregorio

Presentata in Vaticano l'edizione 2025-2026 del Premio Francesco d'Assisi e Carlo Acutis 

UN RICONOSCIMENTO PER INSEGNARE L'ECONOMIA DELLA FRATERNITÀ 

Scadenza prorogata al 28 febbraio, messi a bando 50 mila euro

 

6 250VATICANO - “Dare il pane è molto poco, se non diventa pane di ogni giorno, e per questo sulla scia del cambio di paradigma voluto da Papa Francesco prima e portato avanti da Leone XIV poi abbiamo deciso di non fare solo assistenza ma ‘scuola’”. Lo ha detto l’amministratore apostolico delle diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, nel presentare il nuovo bando del premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis, per una economia della Fraternità” per l’edizione 2025/2026; il riconoscimento promosso dalla Fondazione Diocesana Assisi Santuario della Spogliazione sarà assegnato il 16 maggio ad Assisi, nell’ambito della festa per il Santuario. La scadenza del bando è stata prorogata a fine febbraio e ad oggi sono già 33 le domande arrivate da 20 nazioni.

La presentazione si è svolta a Roma, nella sala Marconi di Radio Vaticana, alla presenza, oltreché di monsignor Sorrentino, di Lazarus You Heung-sik, Prefetto del Dicastero per il Clero; padre Giulio Albanese, Direttore Ufficio per le Comunicazioni sociali e Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese del Vicariato di Roma; membro della commissione valutativa del Premio; monsignor Anthony Figueiredo, coordinatore del Premio e Martina Giacomel, Officiale del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale (sezione ricerca e riflessione).

“Abbiamo bisogno - le parole del cardinale Lazarus You Heung-sik - di guardare il mondo con gli occhi di Francesco d’Assisi e Carlo Acutis. Nel giorno del suo insediamento papa Leone ha parlato di un paradigma economico nuovo: viviamo in un tempo con troppe ferite causate dall’odio, violenza e pregiudizi, ma noi vogliamo essere un lievito di comunione e fraternità. Questo premio è fonte di ispirazione per bellezza e santità, è un modello di nuova economia necessario in questi tempi e che sognava anche papa Francesco quando ha lanciato The Economy of Francesco, per creare un’economia diversa che fa vivere e non uccide, include e non esclude, si prende cura del creato e non lo depreda”.

Anche monsignor Sorrentino ha ricordato Economy, sottolineando però come il premio sia nato, almeno sulla carta, prima: “Ho avuto l’idea ispirandomi alle parole di Papa Francesco che venne nel luogo della spogliazione nel 2013 ma che è anche il luogo dove Francesco si è preparato a morire. Nacque in me una visione e, dopo il messaggio del Papa ai giovani del mondo con The Economy of Francesco, ho capito che era il momento di dare un segno concreto di una nuova economia, intitolando il premio ai due Santi, uniti dall’amore per i fratelli: Francesco spogliandosi di tutto e Carlo perché ha declinato il farsi accanto nella sua amicizia e sostegno ai poveri”. 

Giacomel - oltre a portare il saluto di suor Alessandra Smerilli, segretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha sottolineato come “siamo colpiti dalla provenienza e dall’accuratezza di questi progetti: arrivano da tutte le parti del mondo e sono molto chiari, si garantisce inoltre continuità a progetti esistenti e un aspetto interessante è che si favoriscono quelli dei giovani”. A porre l’accento sulle nuove generazioni anche padre Albanese, secondo cui “tenuto conto di quello che sta avvenendo sul palcoscenico della storia, il premio è un antidoto contro gli oscuri presagi, perché vuole rilanciare la cooperazione in un momento in cui il business delle armi è fiorente. E il regolamento è una fonte di ispirazione anche perché rende i giovani protagonisti dell’oggi e non del domani”. A fornire una panoramica del premio è stato infine monsignor Figueiredo, che ha ribadito come “Questo riconoscimento non è assistenzialistico ma generativo: i vincitori del 2022 (presenti alla conferenza stampa da remoto, ndr) vendono i bricchetti di carbone e ci riscaldano le loro case; il premio non è un ‘payout’ per un anno, ma un progetto di lungo periodo”. Quanto ai numeri, “Nel 2022 sono arrivati 30 progetti da 15 nazioni, saliti nel 2025 a 60 da 30 Stati. In cinque anni sono stati presentati più di 150 progetti e oggi la maggioranza viene da Africa e Asia: nel 2025 ha vinto un progetto dall’India, nel 2024 dalle Americhe (con il Brasile, ndr), nel 2023 un progetto dell’Africa, nel 2022 l’Asia con le Filippine e nel 2021 l’Europa (con l’Italia e il premio assegnato al Serafico)”.

Il concorso è rivolto a persone, enti, associazioni e società, di qualunque parte del mondo, e specialmente delle regioni più povere che, per far fronte alla mancanza di opportunità e alle scarse possibilità economiche si mettono insieme, in forme cooperative o comunque di collaborazione, intorno a valide idee progettuali in favore delle fasce deboli per lo sviluppo dei propri territori e delle proprie comunità. I progetti presentati devono rappresentare iniziative che innescano processi economici di compartecipazione. Saranno ammessi anche progetti già avviati (al massimo da cinque anni), come da relativa documentazione richiesta. A parità di giudizio da parte della Commissione valutativa saranno privilegiati quelli più recenti. La domanda di partecipazione, è online sul sito www.francescoassisicarloacutisaward.com. Al vincitore andrà un sostegno di 50mila euro, un’icona con l’immagine di San Francesco e San Carlo Acutis e il foulard della spogliazione realizzato da Brunello Cucinelli.

Religione a scuola: una scelta consapevole che coinvolge la grande maggioranza degli studenti

 

Foto Incampo 2Se quasi due studenti su dieci decidono di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, è altrettanto vero che più di otto su dieci continuano a sceglierlo. Un dato che, letto con attenzione, restituisce l’immagine di una disciplina tutt’altro che marginale nel panorama scolastico italiano, nonostante il dibattito pubblico spesso tenda a metterne in discussione il ruolo e l’attualità.

Negli ultimi anni, l’ora di religione è stata al centro di confronti e polemiche, spesso legati ai profondi cambiamenti culturali e sociali che attraversano il Paese. L’aumento del pluralismo religioso, la crescita delle famiglie non credenti e una società sempre più orientata alla secolarizzazione hanno portato alcuni a ritenere questo insegnamento superato. Tuttavia, la realtà delle scuole racconta una storia diversa: la maggioranza degli studenti continua a riconoscere nell’ora di religione un’opportunità formativa significativa.

L’insegnamento della religione cattolica non si configura soltanto come trasmissione di contenuti legati alla fede, ma come uno spazio educativo aperto al dialogo e alla riflessione.

Attraverso l’analisi dei testi, della storia e dei valori religiosi, gli studenti vengono accompagnati a interrogarsi su temi fondamentali come il senso della vita, la dignità della persona, il valore delle relazioni, la pace, la giustizia e la solidarietà. Questioni che attraversano l’esperienza di ogni individuo e che risultano particolarmente attuali per le nuove generazioni.

In molte realtà scolastiche, l’ora di religione diventa anche un’occasione privilegiata per affrontare temi di attualità e di educazione civica, favorendo il confronto rispettoso tra punti di vista diversi. Lo studio delle religioni e delle tradizioni culturali contribuisce infatti a costruire una maggiore consapevolezza delle differenze, promuovendo l’inclusione e il rispetto reciproco in classi sempre più eterogenee.

Allo stesso tempo, la presenza di una quota di studenti che sceglie di non avvalersi dell’insegnamento rappresenta un elemento di equilibrio e di libertà. La possibilità di scegliere conferma il carattere non obbligatorio della disciplina e il rispetto delle convinzioni personali, principio fondamentale di una scuola democratica e pluralista.

Il dato secondo cui oltre l’ottanta per cento degli studenti frequenta l’ora di religione invita quindi a superare letture superficiali e contrapposizioni ideologiche.

Più che di un’abitudine consolidata, si tratta di una scelta consapevole, compiuta da famiglie e studenti che riconoscono in questa disciplina un contributo importante alla formazione culturale e umana.

In un contesto storico segnato da incertezze, crisi di valori e difficoltà relazionali, l’insegnamento della religione continua a offrire uno spazio di ascolto, di confronto e di crescita.

I numeri lo confermano: nonostante i cambiamenti in atto, l’ora di religione resta una presenza significativa e apprezzata nella scuola italiana, capace di dialogare con il presente e di guardare al futuro.

Nicola Incampo

 

SAN FRANCESCO VIVE: UN NUMERO DA COLLEZIONE DELLA RIVISTA PER RACCONTARE 800 ANNI DI STORIA
Volume già disponibile in cartaceo e in digitale, dal 24 febbraio in edicola con Avvenire.
fra Giulio Cesareo «un’opera comune, e per questo un’autentica espressione culturale dell’eredità di san Francesco: la fraternità»

 

rivista copertina 250ASSISI (PG) – In occasione della venerazione delle spoglie mortali di san Francesco - che si terrà dal 22 febbraio al 22 marzo nellaCS 21FEB 250 chiesa inferiore della Basilica - la rivista mensile San Francesco patrono d’Italia racconta il Santo di Assisi con un numero speciale da collezione per il mese di febbraio. Un volume pensato per esplorare la figura del Santo e il francescanesimo dalle origini ai giorni nostri, un’eredità che continua a ispirare il mondo.

Il numero monografico, dal titolo “San Francesco vive”, si inserisce così nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi. Attraverso tre sezioni tematiche - “Francesco”, “Francesco dopo Francesco” e “Ancora Francesco” - il testo offre un racconto sintetico e approfondito di una storia che da 800 anni parla al cuore dell’umanità. Questa edizione speciale si distingue anche per la sua fattura, con 160 pagine arricchite da contributi inediti e immagini d’arte e documentazione di valore.

Gli abbonati al Mensile riceveranno regolarmente la loro copia, cartacea o digitale, secondo la formula di abbonamento sottoscritta. Per tutti gli altri lettori, il numero è già disponibile in versione digitale dal 1° febbraio sull'App “San Francesco digitale”. Da oggi, 3 febbraio, è inoltre attiva la pagina web rivista.sanfrancescovive.org, dove sarà possibile prenotare la versione cartacea del volume. L'App “San Francesco digitale” è disponibile sia su Google Play
(https://play.google.com/store/apps/details?id=com.sanfrancesco.android.prod)
che su App Store (https://apps.apple.com/it/app/san-francesco-digitale/id1451831141)

rivista avvenire 250La pubblicazione cartacea è inoltre regolarmente in vendita anche presso lo store “Ricordi francescani” della Basilica di San Francesco,Tau store 250 presso la Libreria Internazionale Francescana a lato della Basilica di Santa Maria degli Angeli e presso la Libreria Tipografia Zubboli in Piazza del Comune ad Assisi.

Grazie a una preziosa collaborazione con il quotidiano Avvenire, il numero speciale “San Francesco vive” sarà acquistabile in edicola in abbinamento al giornale a partire dal 24 febbraio. Inoltre, gli abbonati alla rivista Luoghi dell'Infinito riceveranno gratuitamente questa speciale pubblicazione. È un modo concreto per estendere le possibilità di condivisione della figura e del messaggio di san Francesco, un dono di pace e fraternità che ancora oggi illumina il nostro cammino.

«È questo il momento - ha dichiarato fra Giulio Cesareo, OFMConv, direttore del Mensile - per esprimere il nostro grazie verso tutti coloro - autori, esperti, artisti, tecnici, creativi, staff editoriale, uomini e donne, religiosi e non - che hanno realizzato questa preziosa edizione da collezione del mensile “San Francesco”. Un ringraziamento speciale va poi agli amici del quotidiano Avvenire, perché hanno accolto con tanto entusiasmo e disponibilità l’idea di una collaborazione nel nome del nostro Santo. San Francesco vive è proprio un’opera comune, e per questo un’autentica espressione culturale dell’eredità di san Francesco: la fraternità. Ed è molto bello che, proprio nel suo nome e in suo onore, tante energie convergano per realizzare qualcosa che nutre e arricchisce il nostro spirito e la nostra socialità. San Francesco se lo merita!»

Sempre presso lo store “Ricordi francescani” della Basilica di San Francesco è possibile acquistare anche dei prodotti unici legati alle celebrazioni del centenario: medaglie, arazzi e tau.

Il numero di febbraio della rivista verrà presentato ufficialmente durante la conferenza stampa di presentazione dell’ostensione delle spoglie mortali di san Francesco, che si terrà alle 12 di sabato 21 febbraio nella Sala Stampa del Sacro Convento.

#domenicalmuseo di febbraio, 220 mila i visitatori nei musei statali

Logo MiC social default 250Sono stati 220 mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti oggi gratuitamente in occasione della #domenicalmuseo di febbraio, l’iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l’ingresso libero nei luoghi della cultura nella prima domenica del mese.

Di seguito si riportano i primi dati provvisori fin qui pervenuti:

Parco archeologico del Colosseo - Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.120; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.423; Parco archeologico del Colosseo - Foro Romano e Palatino 12.409; Reggia di Caserta 11.363; Gallerie degli Uffizi - Gli Uffizi 10.604; Parco archeologico di Pompei - Area archeologica di Pompei 8.177; Galleria dell'Accademia di Firenze 6.781; Musei Reali di Torino 6.305; Gallerie degli Uffizi - Palazzo Pitti 5.541; Palazzo Reale di Napoli 5.193; Pinacoteca di Brera 4.721; Castel Sant'Elmo e Museo del Novecento a Napoli 4.695; Castel Sant'Angelo 4.367; Museo nazionale romano - Terme di Diocleziano 3.651; Museo archeologico nazionale di Napoli 3.600; Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini 3.204; Terme di Caracalla 3.007; Villae - Villa d'Este 2.955; Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea 2.939; Museo e Real Bosco di Capodimonte - Museo di Capodimonte 2.938; Musei del Bargello - Cappelle Medicee 2.900; Certosa di San Martino 2.690; Palazzo Ducale di Mantova 2.626; Complesso monumentale della Pilotta 2.301; Museo nazionale romano - Palazzo Massimo 2.204; Museo di Palazzo Grimani 1.991; Gallerie degli Uffizi - Loggia dei Lanzi 1.951; Galleria Borghese 1.930; Museo nazionale romano - Palazzo Altemps 1.899; Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes 1.826; Villae - Villa Adriana 1.825; Parco archeologico di Paestum e Velia - Museo e area archeologica di Paestum 1.724; Cenacolo Vinciano 1.720; Gallerie dell'Accademia di Venezia 1.706; Museo nazionale etrusco di Villa Giulia 1.682; Palazzo Farnese di Caprarola 1.653; Castello Svevo di Bari 1.572; Museo archeologico nazionale di Aquileia 1.504; Museo nazionale d'Abruzzo 1.501; Parco archeologico di Ercolano 1.470; Complesso Monumentale e Biblioteca dei Girolamini 1.326; Musei del Bargello - Complesso di Orsanmichele 1.224; Museo delle Civiltà 1.195; Musei del Bargello - Museo nazionale del Bargello 1.170; Pinacoteca nazionale di Bologna 1.125; Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.052; Museo nazionale di Villa Pisani – Stra 1.029; Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro 1.010; Museo archeologico nazionale di Taranto 917; Parco archeologico dei Campi Flegrei - Museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 860; Castel del Monte 856; Museo di San Marco 787; Galleria nazionale dell'Umbria 773; Galleria nazionale delle Marche 748; Museo nazionale di archeologia subacquea dell'Alto Adriatico Grado 732; Basilica di Sant’Apollinare in Classe 698; Castello di Torrechiara 675; Musei nazionali di Genova - Palazzo Reale di Genova 663; Gallerie Nazionali di Arte Antica - Galleria Corsini 621; Parco archeologico dell'Appia antica  - Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 594; Museo archeologico nazionale di Firenze 592; Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia - Necropoli dei Monterozzi e Museo archeologico nazionale di Tarquinia 551; Casa Museo Hendrik Christian Andersen 550; Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia - Necropoli della Banditaccia e Museo nazionale archeologico Cerite a Cerveteri 547; Parco archeologico dei Campi Flegrei - Parco archeologico di Cuma 541; Museo nazionale Collezione Salce sede di Santa Margherita 468; Palazzo Carignano 457; Anfiteatro campano - Santa Maria Capua Vetere 450; Castello Svevo di Trani 402.

A questi dati si aggiungono i 16.513 visitatori del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia e i 5.541 ingressi ai Giardini di Boboli - Gallerie degli Uffizi.

 

Consacrato al “Mama Ines” il successo di “Predestinato”, per Tony Colombo, un trionfo tra fan e grandi numeri

 

Foto Tony Colombo 250La musica napoletana e pop italiana celebra un nuovo capitolo di successo firmato Tony Colombo. L’artista - accompagnato dalla moglie Tina Rispoli e dal manager Giorgio Mascitelli - ha festeggiato il clamoroso riscontro del suo ultimo progetto discografico, “Predestinato”, con un evento sold out al “Mama Ines” di Cercola. Davanti a oltre 800 fan in festa, Tony Colombo ha ribadito il legame indissolubile con il suo pubblico, sancito da numeri che lo proiettano ai vertici delle classifiche nazionali.

Uscito lo scorso 9 gennaio, “Predestinato” (alla cui scrittura e alla produzione c’è la collaborazione con Luca Barbato, autore e produttore con cui Tony Colombo condivide da anni un percorso artistico solido e coerente) non ha tardato a farsi sentire nelle rilevazioni ufficiali. Il disco ha debuttato con forza nella classifica Fimi, conquistando il 2° posto nella classifica “Album Fisici” e il 4° posto nella classifica “Generale Album & Compilation”. L’impatto digitale è stato altrettanto dirompente, superando i 2.8 milioni di streaming su Spotify e piazzando ben tre brani nella sezione “Tendenza” di YouTube: “Nel bene e nel male”, “T’amo pure si nun staje cu mme” e “Tu nun ce staje”.

Durante la serata, circondato da numerosi fotografi, telecamere e giornalisti, Tony Colombo ha espresso profonda gratitudine: «L’amore dei fan mi sorprende sempre. “Predestinato” è il mio ventinovesimo album in 33 anni di carriera; non era facile creare qualcosa di nuovo, ma ci abbiamo messo l’anima. In questo disco ognuno troverà una fotografia che parla della propria vita. Forse ero un “predestinato” a non avere nulla, invece oggi mi sento un uomo fortunato». L’album, distribuito sotto licenza esclusiva “Altafonte Italia”, segna un punto di svolta: è un lavoro maturo, che esplora rinascite e scelte personali senza scendere a compromessi narrativi. A confermare lo spessore del progetto è la qualità dei musicisti coinvolti. Tony Colombo ha saputo circondarsi di eccellenze tecniche come Steve Ferrone e Phil Palmer (nomi storici della musica mondiale) e Maurizio Fiordiliso, BDOG e Marco Zurzolo. L’evento al “Mama Ines” non è stato solo un firmacopie, una festa, ma una vera celebrazione della musica partenopea.

Guidati dal dj e vocalist Gigi Soriani di “Radio Marte”, coadiuvato da Alessio Artesi, moltissimi colleghi ed amici sono intervenuti per omaggiare Colombo: tra i presenti si sono visti volti noti come Stefania Lay, Sergio Donati, Ida Rendano, Marco Calone, Bema, Ciro Renna, Enzo Barone, Ludo Brusco dei Mr. Hyde, Paola Pezone, Emiliana Cantone, Alba, Ciro Rigione, Erry Mariano, Marco Zurzolo, l’attore Ciro Petrone, il mago Jey Lillo, l’influencer Carmine Ruggi, Luca Sepe con la sua Crew, Nico Desideri, Annamaria Viscardi editrice di “Radio Studio Emme”, gli impresari Luigi Salvo e Consuelo Cremato, il patron del “Planet Miami” Massimiliano Ammaturo e molti altri, a testimonianza della stima di cui l’artista gode all’interno del comparto artistico.

“Predestinato” non è solo un titolo, ma la certificazione di una carriera solida che, dopo oltre tre decenni, riesce ancora a rinnovarsi e a dettare i trend del mercato. Con una scrittura intensa e una produzione di alto livello, Tony Colombo conferma di essere uno dei protagonisti più rilevanti del panorama discografico attuale. Nel frattempo aumentano le date relative al tour 2026 di Colombo: 24 e 25 febbraio e poi 3 e 4 marzo al teatro Troisi di Napoli; 24 marzo al teatro Orfeo di Taranto; il 9 aprile al teatro Roma di Portici; il 14 aprile al teatro Garden di Rende (Cosenza) e il 22 e il 23 aprile al Nuovo Teatro Zappalà di Palermo. Il concerto è pensato per una dimensione teatrale più intima, dove Tony Colombo ripercorre i suoi più grandi successi insieme a brani estratti dai suoi progetti più recenti. L’artista è accompagnato sul palco da una formazione completa, con la direzione artistica del maestro Luca Barbato.

Nonno, mi passi il telefono

 

Foto Nicola Incampo 250In un'epoca in cui la tecnologia sembra aver preso il sopravvento sulle nostre vite, i rapporti interpersonali all'interno delle famiglie stanno cambiando. I bambini di oggi crescono circondati da smartphone, tablet e computer, strumenti che possono essere sia di grande aiuto che di ostacolo alla comunicazione.

La scena è familiare: un bambino chiede al padre di passargli il telefono, non per chiamare qualcuno, ma probabilmente per navigare sui social o guardare video. Questo semplice gesto racchiude in sé una riflessione più ampia sul ruolo dei genitori nell'educazione digitale dei figli.

I genitori si trovano spesso divisi tra il desiderio di offrire ai figli tutte le opportunità offerte dalla tecnologia e la preoccupazione per gli effetti negativi che un uso eccessivo può avere sulla loro salute mentale e fisica. Come trovare un equilibrio? Come insegnare ai bambini a usare la tecnologia in modo responsabile?

Secondo alcuni esperti, è fondamentale stabilire regole chiare e limiti all'uso dei dispositivi digitali. I genitori dovrebbero essere modelli di comportamento per i figli, mostrando loro come utilizzare la tecnologia in modo sano e produttivo. Inoltre, è importante incoraggiare attività offline, come il gioco all'aperto, la lettura o le attività artistiche, per favorire uno sviluppo equilibrato.

Tuttavia, non tutti condividono questo approccio. Alcuni ritengono che i genitori debbano adattarsi alle nuove tecnologie e utilizzarle come strumento per migliorare la comunicazione con i figli. In questo senso, i dispositivi digitali possono essere utilizzati per condividere momenti della vita familiare, per imparare nuove cose insieme o per mantenere i contatti con i parenti lontani.

Un esempio concreto di come la tecnologia possa essere utilizzata in modo positivo è l'utilizzo di app educative che aiutano i bambini a imparare nuove lingue o materie scolastiche. Inoltre, i genitori possono utilizzare i dispositivi digitali per creare momenti di svago e divertimento insieme ai figli, come ad esempio giocare a giochi online o guardare film insieme.

Tuttavia, è importante non dimenticare i rischi associati all'uso eccessivo della tecnologia. I bambini che passano troppo tempo davanti a uno schermo possono sviluppare problemi di salute come l'obesità, la miopia o disturbi del sonno. Inoltre, l'uso eccessivo dei social media può portare a problemi di autostima e di relazioni sociali.

In definitiva, la chiave per un uso sano della tecnologia in famiglia sembra essere la consapevolezza. I genitori devono essere consapevoli degli effetti della tecnologia sui figli e prendere misure per garantire un uso responsabile. Allo stesso tempo, è importante non demonizzare la tecnologia, ma piuttosto imparare a utilizzarla come strumento per migliorare la vita familiare.

I consigli degli esperti

  • Stabilire regole chiare e limiti all'uso dei dispositivi digitali
  • Essere modelli di comportamento per i figli
  • Incoraggiare attività offline
  • Utilizzare la tecnologia come strumento per migliorare la comunicazione e l'apprendimento
  • Monitorare l'uso della tecnologia e prendere misure per prevenire gli effetti negativi

Nicola Incampo

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