Cronaca

Seminare… il proprio futuro: i detenuti di Aversa diventano operatori agricoli

Conclusi con gli esami finali i due percorsi promossi dall’Università Popolare di Caserta: il riscatto passa per la formazione professionale mirata al reinserimento sociale. Attestati regionali per chi ha coltivato fragole e imparato a confezionarle per la vendita a Km 0

 

consegna attestati Universita Popolare 250CASERTA – Da detenuti a operatori agricoli. E ad addetti al confezionamento. È il percorso formativo che l’Università Popolare di Caserta e la Casa circondariale di Aversa hanno portato avanti con successo in questi mesi e che si è concluso con gli esami finali e la consegna degli attestati di formazione professionale rilasciati dalla Regione Campania nelle scorse ore.

Non è il primo risultato dell’ente casertano nel sistema penitenziario. Qualche settimana fa un’altra storia di riscatto ha visto insieme l’Università Popolare di Caserta e il Carcere militare giudiziario di Santa Maria Capua Vetere “Caserma Ezio Andolfato”, unico istituto di questo tipo attivo in Italia dal 2005: venti detenuti hanno difatti conseguito la qualifica di manutentore del verde. Quello di Aversa è dunque un nuovo capitolo, scritto con la stessa coerenza e determinazione, che conferma la vocazione dell’ente a portare la formazione professionale là dove può fare la differenza più concreta.

“L’Università Popolare di Caserta è stata tra le prime in Italia a credere nell’importanza di portare la formazione professionale all’interno delle strutture penitenziarie”, racconta Nicola Troisi, alla guida dell’ente casertano. “Crediamo che il reinserimento in società passi obbligatoriamente per un’alternativa concreta. Fornire competenze spendibili è uno dei modi che abbiamo per perseguire questo obiettivo: trasformare la detenzione in una reale occasione di riscatto e ridurre il rischio di recidiva”.

I due corsi – Operatore Agricolo e Addetto al Confezionamento dei prodotti alimentari – sono stati condotti all’interno della struttura penitenziaria dai docenti Nicola Duffreducci e Angelo Miranda, che con spirito di abnegazione hanno coinvolto gli allievi-detenuti in un percorso che unisce competenza tecnica e progetto di vita. Il risultato pratico è la coltivazione di fragole e altri prodotti agricoli nei terreni interni all’istituto, con il successivo confezionamento per la vendita a Km 0 nel territorio di Aversa: una filiera breve, certificata, capace di generare lavoro reale.

Anche la scelta della tipologia di corso non è casuale. Continua Troisi: “Investire in figure come l’operatore agricolo e l’addetto al confezionamento significa guardare a un sistema agroalimentare locale che ha bisogno di professionalità formate e certificate. La filiera corta, il Km 0, la sostenibilità: sono temi che il mercato del lavoro chiede con sempre maggiore urgenza. E noi vogliamo che i nostri allievi siano pronti a rispondere a questa domanda”.

Il percorso è stato reso possibile dalla collaborazione delle istituzioni della Casa di Reclusione di Aversa. A credere fortemente in questa opportunità la direttrice Stella Scialpi, la comandante della Polizia Penitenziaria Francesca Acerra, il dirigente dell’area trattamentale Angelo Russo, la responsabile Anna Bonacci e la direttrice del CPI di Aversa Marisa Schiano, che hanno condiviso la visione e sostenuto il progetto con convinzione.

“Abbiamo trovato ad Aversa, come a Santa Maria Capua Vetere, un’istituzione che ha creduto in questo progetto e un gruppo di persone che lo ha abbracciato con serietà. Il carcere, inteso come luogo di rieducazione e riscatto, può davvero trasformare la pena in un percorso di reinserimento sociale e di riumanizzazione. Siamo certi che continueremo a costruire percorsi simili, di utilità concreta e grande impatto”, conclude Troisi.

Filicudi (Isole Eolie): gli abitanti protestano sull’ubicazione del dissalatore!

Filicudi 1 250Dalla comunità di Filicudi. È emerso che il Comune di Lipari stia procedendo alla realizzazione di un impianto di dissalazione a Filicudi, finanziato con il PNRR, imponendo delle scelte per le quali non si è confrontato con la volontà degli isolani tantomeno adottando le corrette procedure legali. I tecnici inviati dal Comune di Lipari si sono già presentati sui terreni privati a Filicudi Porto, dove dovrebbe essere realizzata l'opera, senza che siano stati avviati ancora i relativi espropri. Gli abitanti di Filicudi sono a favore del dissalatore, ma chiedono che sia realizzato in un luogo più adatto e sostenibile. Il Comune di Lipari sta agendo in maniera non trasparente e senza rispettare le esigenze di chi vive e lavora nell’isola. Tant’è che secondo la decisione municipale, il dissalatore dovrebbe ricadere su un terreno adibito a Lido, punto di ristoro e servizio per i tanti bagnanti e visitatori dell’Isola che vengono attratti anche dalla possibilità di avere servizi confortevoli. La scelta di questo sito potrebbe avere un impatto negativo sulla spiaggia che bambini e anziani, filicudari e turisti, usano per godere del mare e del sole in quanto di facile accesso, che non è una prerogativa delle altre spiagge di Filicudi. Come a Panarea anche il progetto del dissalatore di Filicudi, pur non essendo di grandi dimensioni, presenta seri problemi per l'ambiente, il patrimonio storico e la comunità: - Inquinamento acustico delle pompe, che comprometterebbe la vivibilità delle abitazioni confinanti - Alterazione dell’ecosistema del mare e della poseidonia, con la produzione di salamoia, additivi e liquami scaricati in mare, che potrebbe ulteriormente compromettere la balneazione nell'unica zona facilmente accessibile dell'isola - Impatto sulla zona archeologica subacquea di Capo Graziano - Impianto altamente energivoro, che senza un’analisi costi benefici non consente di capire quanto l'acqua costerà agli isolani in futuro. La preoccupazione degli abitanti ricade inoltre sulla incognita dell'efficiente funzionamento o meno del dissalatore, visto che altri impianti in Sicilia hanno avuto numerosi problemi nell'attività. E se venissero interrotte le attuali forniture idriche, contando su una macchina che non funziona e di difficile manutenzione, chi fornirà l'acqua all'isola? La comunità di Filicudi chiede di poter consultare gli atti del progetto, prima dell'inizio dei lavori, richiesta che finora è stata più volte ignorata dal Comune di Lipari.

Lettera firmata: la Comunità di Filicudi!

Giovanni Taranto: triplo trionfo nazionale per il Commissario Palumbo e tour d'onore per il Capitano Mariani

 

Foto Giovanni Taranto 250NAPOLI – Il panorama del crime e del noir italiano celebra il consolidarsi di una delle sue voci più rilevanti. Giovanni Taranto, scrittore eFestival Giallo 250 giornalista di Torre Annunziata con un poderoso curriculum nella cronaca nera e investigativa, ha siglato una nuova eccezionale "tripletta" letteraria: tre anni, tre racconti e tre premi nazionali per il suo commissario Palumbo.

Il nuovo successo è legato alla nuova indagine del poliziotto della “omicidi” napoletana: “La maledizione del capitone”.

L’importante riconoscimento è arrivato il 6 marzo 2026. La cerimonia presso la prestigiosa sede dei Musei di Mineralogia e Zoologia dell'Università Federico II. In occasione del "Festival degli Animali in Giallo" (spin-off del Festival del Giallo Città di Napoli), Taranto si è aggiudicato il primo posto del concorso letterario "Corvo Nero". Organizzato da Gialli Crime (Anita Curci Comunicazioni) e Homo Scrivens di Aldo Putignano. Il premio è dedicato a opere che pongono gli animali al centro della trama thriller.

L'opera vincitrice, "La maledizione del capitone", è stata lodata per la sua trama avvincente e misteriosa. Ambientata nel Vesuviano di metà anni Settanta, la storia narra di un rito natalizio spietato: la sfida di Salvatore Vuolo, detto ’o brillocco per la sua ricchezza accumulata con l'usura, nel catturare a mani nude il capitone più grande della pescheria locale. La morte di Vuolo, avvenuta durante l'ordalia la notte del 23 dicembre davanti a una folla sbalordita, viene archiviata come attacco cardiaco, ma non convince il Commissario Palumbo. Il poliziotto, indagando tra riferimenti alla tradizione e simbologie popolari, scava nelle vite di una moglie gelosa, di un’amante inasprita, di un medico connivente, di pescivendoli indebitati e di un giovane studente di biologia.

Alla cerimonia era presente anche Maurizio de Giovanni, intervenuto per presentare la trasposizione a fumetti dei suoi "Bastardi" edita da Bonelli: anche lui incuriosito dal “giallo del capitone”.

Il successo del "Corvo Nero" corona un percorso iniziato con altri due trionfi del Commissario Palumbo: il Premio nazionale Gialli.it 2025: vinto con il racconto “La vendetta è un piatto che va consumato freddo”. Ambientato nel Vesuviano, il caso riguarda l'apparente suicidio di un imprenditore legato alla malavita, rivelatosi poi un omicidio dai moventi misteriosi e stratificati; il Concorso Gialli.it/Gialli Mondadori: vinto l'anno precedente con “Il piano perfetto”, incentrato sull’omicidio di un’avvenente usuraia legata a un boss emergente.

Proprio per l'alto gradimento riscontrato, è già stata ipotizzata una trasposizione cinematografica o televisiva delle indagini di Palumbo ambientata nella terra oplontina. Lo stesso Taranto ha espresso l'auspicio che i suoi personaggi possano presto passare "dal romanzo al set". Nel frattempo, le indagini di Palumbo legate all’ordalia del capitone verranno pubblicate nei prossimi mesi da Homo Scrivens.

Parallelamente ai successi dei racconti su Palumbo, l'attività letteraria di Taranto prosegue con vigore attraverso la serie dedicata al Capitano Mariani (Avagliano Editore), iniziata nel 2021 con “La fiamma spezzata” (il cui “strillo” fu firmato proprio da Maurizio de Giovanni) e proseguita poi con “Requiem sull’ottava nota” e “Mala fede” (con lancio firmato da Carlo Lucarelli). L'autore è attualmente impegnato in un tour di presentazioni in tutta Italia per promuovere l'ultima indagine, intitolata "La chianca". Imperniata sul traffico di carne umana e lo sfruttamento delle donne, l’opera è impreziosita sulla quarta di copertina dal lancio di Cecilia Scerbanenco: “Un coro da tragedia greca nelle strade di Napoli e del Vesuviano. Il capitano Mariani si cala in un inferno, la tratta delle donne, fatto della miseria delle vittime irretite e di quella degli uomini che soccombono a pulsioni bestiali e crudeli”.

La serie di Mariani ha già ottenuto il premio nazionale come miglior giallo e quello per la “Miglior serie italiana di romanzi crime”. La risonanza di queste opere ha varcato i confini nazionali: sono state oggetto di tavoli tecnici in Senato e fanno parte di progetti di lettura nell’istituto penale minorile di Nisida. Inoltre sono presenti nelle biblioteche universitarie di Harvard e Princeton e hanno ricevuto il plauso dall'ONU a New York.

Mentre si attende la stesura del quinto romanzo dedicato al Capitano Mariani — i cui dettagli restano "top secret" pur promettendo di affrontare piaghe profonde della società italiana — i lettori fantasticano su un possibile incontro tra Mariani e Palumbo.

Ogni nuovo caso è il pezzo di un mosaico più ampio sull'Italia di ieri e di oggi.

Giovanni Taranto continua così a utilizzare la letteratura come potente veicolo di esplorazione dei temi della legalità, confermandosi un maestro della tensione narrativa.

 

Il cold case del mosaico con la coppia di amanti restituito a Pompei,

un tempo dono di un Capitano della Wehrmacht a un cittadino tedesco,

si rivela provenire da una villa romana delle Marche.

I dettagli della vicenda nello studio pubblicato oggi sull’ E-journal di Pompei

 

Mosaico ritrovato5 250I ritrovamenti di reperti, i loro passaggi imprevedibili nel tempo e nelle vicende storiche, diventano alle volte oggetto di vere e proprie indagini investigative, che grazie allo studio e alla ricerca di professionisti dell’archeologia e del restauro conducono alla verità e alla loro giusta collocazione storica. È così il caso del mosaico con scena erotica che era stato trafugato da un capitano della Wehrmacht durante la Seconda guerra mondiale, stando alla ricostruzione del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, e poi consegnato nel mese di luglio 2025 al Parco archeologico di Pompei.

Il mosaico proveniva in realtà da una villa romana nelle Marche, come confermato dai successivi studi avviati dal Parco assieme all’Università del Sannio.

La vicenda ha origine dal dono a un cittadino tedesco, da parte di un capitano, suo amico, che lo portò in Germania dopo esserne venuto in possesso durante la sua attività come addetto alla catena dei rifornimenti militari in Italia nel 1943/44. Gli eredi hanno poi deciso di restituirlo allo Stato italiano.

 In mancanza di dati sulla provenienza del mosaico, il Ministero della Cultura aveva deciso di assegnarlo al Parco archeologico di Pompei, considerando che mosaici simili per tecnica e stile sono noti dall’area vesuviana. Una ricerca approfondita avviata dal Parco ha poi portato a un risultato inatteso: il mosaico non c’entra con Pompei. Le analisi archeometriche eseguite in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università del Sannio suggeriscono che si tratti di una produzione laziale che veniva commercializzata a livello sovraregionale. Ma non solo: un incontro fortunato, in occasione della presentazione del 2025, con Giulia D’Angelo, archeologa di origine marchigiane e co-autrice del contributo pubblicato oggi sull’ E-journal di Pompei, ha condotto alla vera origine del mosaico: proviene da una villa romana di Rocca di Morro, frazione del Comune di Folignano nelle Marche, dove è attestato già alla fine del Settecento.

La ricostruzione della vicenda di questo mosaico dimostra come la tutela del patrimonio culturale non si esaurisca nel recupero materiale dell’opera, ma prosegue con lo studio rigoroso, la verifica scientifica e la restituzione della verità storica. Il lavoro congiunto del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, dei funzionari del Ministero della Cultura, del Parco archeologico di Pompei e delle Università coinvolte ha consentito di ricollocare correttamente il mosaico nel suo contesto originario, una villa romana nelle Marche. Ogni bene trafugato e riportato in Italia rappresenta un frammento della nostra identità che torna alla collettività”, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

«Questa vicenda restituisce a Folignano un frammento prezioso della propria memoria e rafforza il legame profondo tra la nostra comunità e la sua storia più antica – afferma il sindaco di Folignano, Matteo Terrani. Il fatto che l’opera provenga da una villa romana di Rocca di Morro dà nuovo valore a un luogo simbolico che è parte fondamentale della nostra identità. Come amministrazione stiamo lavorando, insieme ad appassionati e volontari, per promuovere iniziative di valorizzazione del sito. Nelle prossime settimane ci recheremo a Pompei per poter visionare il mosaico e incontrare il direttore del Parco archeologico Gabriel Zuchtriegel, che ringrazio per la disponibilità e la professionalità, con l’obiettivo di avviare un dialogo costruttivo e nuove prospettive di collaborazione».

La memoria del manufatto riemerge, tra l’altro, nella produzione del pittore e archeologo ascolano Giulio Gabrielli (1832- 1910) che lo riproduce in un taccuino manoscritto (ca. 1868), oggi conservato nella Biblioteca Comunale di Ascoli Piceno. A corredo dello schizzo, l’autore fornisce annotazioni sul soggetto e sulla località di rinvenimento. Egli interpreta la scena come quella di un uomo “che offre colla d[estra] una borsa di danaro… ad una bella donna che mezza ignuda gli sta davanti”, proponendo come titolo Il congedo di un’etera e riportando che il reperto “venisse trovato in un podere della famiglia Malaspina a Rocca di Morro”.

Nelle more di valutare, insieme alla comunità e agli enti locali del territorio di provenienza future iniziative di valorizzazione (per esempio tramite una mostra)- aggiunge il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti - i risultati delle ricerche sono presentati nell’e-journal degli scavi di Pompei pubblicato oggi  con la soddisfazione che grazie al lavoro interdisciplinare di Carabinieri, funzionari del Ministero della Cultura, archeologi e archeologhe nonché ricercatori e ricercatrici specializzati nell’archeometria, si è riusciti a ricostruire una vicenda travagliata con un lieto fine”.

Grande lavoro di squadra, ricostruire la storia è team work e questo è un esempio di come la dedizione, la professionalità e la passione portano a scoperte inattese non solo a Pompei, ma anche in siti meno noti ma non meno importanti per comprendere e valorizzare il patrimonio classico in tutta la penisola - dichiara il Direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel ZuchtriegelGrazie alle  ultime ricerche emerge una produzione specializzata laziale che esporta mosaici preziosi, realizzati presumibilmente in notevoli quantità, in territori come le Marche, Campania e Puglia; una scoperta di grande interesse non solo per la storia dell’arte romana, ma anche per la storia economica del mondo romano.”

Al seguente link https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/ l’articolo di approfondimento dell’E-journal, oggi pubblicato, a cura di Giulia D’Angelo (Sapienza Università di Roma, Dipartimento di Scienze dell’Antichità), Celestino Grifa (Università del Sannio, Dipartimento di Scienze e Tecnologie; SHerIL, Samnium Heritage Innovation Lab.), Simona Boscia, Andrea Lepore, Chiara Germinario, Mariano Mercurio (Dipartimento di Scienze e Tecnologie, Università del Sannio), Gianluca Frija (Università di Ferrara, Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra), Alessandro Russo, Gabriel Zuchtriegel (Parco Archeologico di Pompei).

 

Ricerche approfondite avviate dal Parco con l’Università del Sannio

ricollocano pezzi di storia.

Conclusa la visita della delegazione del sito UNESCO di Butrinto al Parco Archeologico di Ercolano

 

delegazione Butrinto al Parco 4 250Si è svolta nelle giornate del 2 e 3 marzo 2026 la visita istituzionale al Parco Archeologico di Ercolano della delegazione del sito UNESCO didelegazione Butrinto al Parco 250 Butrinto, composta dagli specialisti della Butrint Management Foundation (BMF).

La delegazione era guidata da Jorida Muho, Executive Director, affiancata da Erjona Qilla (Archaeological Manager and Community Engagement), Ina Hysi (Visitor Manager), Astrit Kore (Facility Manager) e Leonard Husi (Conservation Specialist). Alla prima giornata di lavori ha preso parte anche il Prof. Richard Hodges, membro del Consiglio di Amministrazione di PHI-IPBC e del CdA del Butrint Management Foundation, accompagnato da un suo ospite. Nella seconda giornata si sono uniti ai lavori anche i conservatori-restauratori statunitensi Claudia Chemello e Paul Mardikian.

La delegazione è stata accompagnata per l’intera durata della visita dai funzionari del Parco Archeologico di Ercolano (PAE) e dai professionisti di PHI-IPBC.

Nel corso delle due giornate si sono svolti sopralluoghi presso alcune delle principali aree del sito, tra cui le Terme Suburbane, il criptoportico e i cunicoli del lato est della piscina della palestra, nonché l’area dei cosiddetti “Scavi Nuovi” – Villa dei Papiri. Gli incontri hanno rappresentato un’importante occasione di confronto tecnico e scientifico sui temi della conservazione programmata, della gestione del rischio, dell’applicazione di strumenti GIS alla gestione del sito, delle strategie di gestione dei visitatori e delle iniziative di coinvolgimento del territorio.

Particolare attenzione è stata dedicata allo scambio di buone pratiche in materia di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico, con approfondimenti utili anche alla pianificazione delle future campagne di scavo nell’area orientale del sito.

La visita si inserisce in un più ampio percorso di collaborazione internazionale tra istituzioni impegnate nella gestione di siti di eccezionale valore universale e rafforza il dialogo tra il Parco Archeologico di Ercolano e il sito UNESCO di Butrinto, nella prospettiva di una cooperazione scientifica e strategica di lungo periodo.

A PASQUA SOSTIENI EMERGENCY CON LA “COLOMBA DI PACE”

PER GARANTIRE CURE ALLE VITTIME DI GUERRA

A GAZA, IN UCRAINA, IN SUDAN.

 

DAL 26 AL 29 MARZO SARA’ POSSIBILE ACQUISTARE IL DOLCE PASQUALE NELLE PIAZZE DI TUTTA ITALIA

 

DAL 27 FEBBRAIO IN VENDITA ANCHE ONLINE E NEI NEGOZI DELL’ONG A MILANO, TORINO, ROMA, GENOVA E PISA

 

Emerceny Colomba pasquale 250Un gesto simbolico, come donare una colomba in occasione della Pasqua, può diventare un gesto concreto di cura, pace e speranza: acquistando la Colomba di Pace di EMERGENCY si potranno sostenere le attività umanitarie dell’organizzazione in Italia e nel mondo.

EMERGENCY da più di 30 anni opera in zone colpite dai conflitti e porta cure mediche gratuite alle vittime che, nella maggioranza dei casi, sono civili. Oggi è attiva in 9 Paesi nel mondo e finora ha offerto assistenza a 13 milioni di persone. Acquistare il dolce tipico della Pasqua sarà quindi un modo per supportare il lavoro della ong nei fronti di guerra, come a Gaza, in Ucraina e in Sudan.

 

In un momento storico in cui i piani di riarmo e la prospettiva bellica tornano a essere dominanti nel dibattito politico e nell’immaginario collettivo, la colomba, simbolo universale di pace e armonia, che ha radici antiche in diverse culture e religioni, può diventare veicolo per riaffermare il bisogno di solidarietà e pace, oggi più che mai.

 

I banchetti di EMERGENCY saranno presenti dal 26 al 29 marzo in centinaia di piazze italiane, grazie al supporto di circa 3000 volontari e volontarie.

La colomba, realizzata per EMERGENCY dalla storica pasticceria Vergani, ha un peso di 750 grammi, è composta da ingredienti semplici e di qualità (come farina, lievito madre naturale, burro e uova fresche da allevamento a terra). Farcita con scorze di arancia candite italiane e decorata con glassa di zucchero e mandorle, offre un'impareggiabile alveolatura e fragranza. Il prezzo di vendita è di 20 euro.

Il dolce pasquale sarà consegnato in una shopper omaggio in cotone naturale impreziosita dalla stampa “ESSERE UMANI” realizzata da Massimo Pesce, in edizione speciale in collaborazione con la tipografia atipicapress.

Sarà possibile acquistare la Colomba di Pace anche sul sito dell’ong dal 27 febbraio al 29 marzo (https://shop.emergency.it/) e nei negozi di Milano, Torino, Roma, Genova e Pisa, dal 27 febbraio al 4 aprile.

Tutte le informazioni utili e le piazze dove si potrà acquistare la Colomba di Pace, si possono consultare sul sito: https://www.emergency.it/colomba/.

Torna l’iniziativa “Raccontare i Cantieri”: il giovedì dal 5 marzo a fine luglio 2026 aprono al pubblico i cantieri

di Pompei

 

Cantiere di Oplontis 3 250Torna dal 5 marzo, tutti i giovedì fino al 23 luglio, l’iniziativa Raccontare i cantieri” alla sua quinta edizione, che consente la visita ai cantieri di manutenzione, valorizzazione e restauro in corso presso i siti del Parco archeologico di Pompei. 

19 cantieri, dalla Casa del Labirinto alla Domus di Cesio Blando, passando per la Necropoli di Porta Stabia, l’Insula Meridionalis, le ville di Stabia, la Reggia di Quisisana, il Patrimonio verde del Parco. E ancora, la villa extra-urbana di Civita Giuliana, la Casa di Giulio Polibio, il Restauro architettonico e revisione delle coperture della Villa A, i depositi di San Paolino, gli scavi e messa in sicurezza dell'ingresso antico di Villa dei Misteri e altri ancora. Un calendario fitto di appuntamenti dentro e fuori le mura della città antica.

Un’occasione per conoscere la delicata e al tempo stesso complessa attività di scavo, di messa in sicurezza, restauro e manutenzione, attraverso il racconto e la visione in diretta degli esperti sul campo – archeologi, architetti, restauratori e ingegneri. Ma anche un’occasione di poter fruire in anteprima assoluta di dimore di eccezionale pregio e raffinatezza o di straordinaria condizione di ritrovamento.

L’iniziativa è organizzata dall’Ufficio Tecnico del Parco.

Tutti i possessori della MyPompeii Card, nonché i nuovi acquirenti, potranno prenotare la visita prescelta secondo il calendario disponibile, scrivendo al seguente indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Le prenotazioni dovranno pervenire entro le ore 14.00 del giorno precedente la data scelta. I gruppi di visitatori dovranno essere costituiti da un massimo di 20 persone per turno.

I partecipanti dovranno presentarsi con l’informativa allegata debitamente sottoscritta e prendere visione del cartello informativo predisposto.

Il calendario dei cantieri potrebbe subire variazioni; si invita pertanto a verificare di volta in volta la programmazione aggiornata sul sito.

Ogni settimana, a partire dal 4 marzo, alle 11:00 sarà possibile prenotarsi per accedere ad uno dei cantieri, secondo il seguente calendario: 

    

PROGRAMMA VISITE ‘’Raccontare i cantieri 2026’’

 

DATA

INTERVENTO

LUOGO

05/03/2026

Interventi di messa in sicurezza, manutenzione e restauro della Casa del Labirinto (VI, 11 8-10 )in Pompei Scavi

Pompei

12/03/2026

Restauro e valorizzazione della Domus di Cesio Blando (Regio VII, 1, 40)

Pompei

19/03/2026

Valorizzazione della Necropoli di Porta Stabia: Messa in sicurezza dei fronti di scavo, fruizione e accessibilità

Pompei

26/03/2026

Messa In Sicurezza, Consolidamento E Restauro Del Fronte Dell'Insula Meridionalis Di Pompei Nella Regio VIII, Insule 1 E 2

Pompei

09/04/2026

Interventi di manutenzione straordinaria del Laboratorio di Ricerche Applicate - ex Direzione Fiorelli

Pompei

16/04/2026

Reggia di Quisisana Castellammare di stabia recupero e valorizzazione della Reggia di Quisisana in Castellammare Di Stabia

Castellammare di Stabia

23/04/2026

Lavori di messa in sicurezza delle strutture di Villa San Marco - Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia

30/04/2026

Castellammare di Stabia-Villa Arianna, sostituzione della copertura dell'atrio e manutenzione diffusa delle coperture

Castellammare di Stabia

07/05/2026

Restauro e valorizzazione Domus di Giulio Polibio

Pompei

14/05/2026

Opere di completamento propedeutiche all'allestimento dei Granai Del Foro

Pompei

21/05/2026

Demolizione, scavo e valorizzazione in località Civita Giuliana – F.2 P.lla 72,382 e 395 sub.4

Pompei

(Località Civita Giuliana)

28/05/2026

Manutenzione ordinaria e straordinaria del Patrimonio verde del Parco Archeologico di Pompei.

Pompei

11/06/2026

Restauro Apparati Decorativi Insula Occidentalis,  Casa Di Fabio Rufo (Vii 16, 22), Casa Di Castricio (Vii 16, 17)

Pompei

18/06/2026

Manutenzione straordinario e potenziamento della fruizione delle Aree Sacrali di Sant'Abbondio

Pompei

(Località Sant’ Abbondio)

25/06/2026

Scavi di Oplontis - Restauro architettonico e revisione delle coperture della Villa A.

Torre Annunziata

02/07/2026

Verifica sismica, risanamento e riqualificazione dei depositi di San Paolino situati nell'area logistica di San Paolino

Pompei

09/07/2026

Depositi di Porta Nola

Pompei

16/07/2026

Lavori di messa in sicurezza delle Tombe di Porta Nocera - Lotto 1

Pompei

23/07/2026

Pompei Scavi - Scavi e messa in sicurezza dell'ingresso antico di Villa dei Misteri-  completamento dello scavo dell’ingresso e della via Sepulcralis Superior e interventi per la fruizione e accessibilità.

Pompei

 

Domenica 8 marzo 2026 – Giornata Internazionale della Donna
Ingresso gratuito delle donne nei musei e nei luoghi della cultura statali

 

PA Ercolano 8mar26FB 250Il Parco Archeologico di Ercolano aderisce all’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura in occasione della Giornata Internazionale della Donna, domenica 8 marzo 2026, che prevede l’ingresso gratuito per tutte le donne nei musei e nei luoghi della cultura statali su tutto il territorio nazionale.

Il Parco accoglierà gratuitamente tutte le visitatrici per l’intera giornata, partecipando attivamente alle celebrazioni e alle attività di sensibilizzazione dedicate alla ricorrenza.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per promuovere la partecipazione culturale, valorizzare il patrimonio storico-artistico e rafforzare il ruolo dei luoghi della cultura come spazi di riflessione, dialogo e crescita sociale.

La prenotazione per l'ingresso gratuito al Parco non è richiesta e non è effettuabile online. Il biglietto d’ingresso gratuito va ritirato il giorno stesso direttamente presso la biglietteria. Per ulteriori informazioni: https://ercolano.cultura.gov.it/biglietti/

VENERAZIONE DELLE SPOGLIE MORTALI DI SAN FRANCESCO: CIRCA CENTOMILA PELLEGRINI NELLA PRIMA SETTIMANA
fra Marco Moroni: «Il cuore si riempie di gratitudine. Testimonianza di un profondo momento spirituale»

 

Assisi sala stampa 250ASSISI (PG) - La prima settimana dell'ostensione delle spoglie mortali di san Francesco si conclude con un bilancio che racconta di una Basilica che diventa luogo di incontro vivo e pulsante. Circa centomila persone hanno varcato la soglia della chiesa inferiore per un momento di raccoglimento davanti al corpo del Santo, mentre oltre trentacinquemila fedeli hanno partecipato alle Sante Messe celebrate nella chiesa superiore, testimoniando un desiderio profondo di spiritualità e comunione.

«È trascorsa una settimana da quando abbiamo esposto alla venerazione il corpo di san Francesco e il cuore si riempie di gratitudine - ha dichiarato fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento -. Vedere migliaia di pellegrini attraversare la Basilica con volti sereni, sorridenti, talvolta rigati da lacrime di commozione, è la testimonianza più bella che questo vuole essere un profondo momento spirituale, non uno spettacolo.

Il grande silenzio e il raccoglimento che si respirano davanti alle spoglie del Santo confermano che le persone desiderano vivere un'esperienza autentica di fede. Moltissimi ci ringraziano per l'accoglienza e l'organizzazione, un aspetto a cui tenevamo particolarmente per garantire a tutti di vivere al meglio questo pellegrinaggio.

In questi giorni di provvidenziale bel tempo, desidero rivolgere un grazie immenso a tutti coloro che hanno reso possibile questa settimana di grazia: ai tantissimi volontari, ai nostri frati, a chi lavora con noi, a tutte le forze dell'ordine, alla Prefettura, alla Questura, al Comune e alla Regione. Sono grato anche a coloro che liberamente ci hanno lasciato un'offerta, si tratta di un grande aiuto per sostenere l’importante sforzo organizzativo e logistico dell’ostensione e di un sostegno per le opere di solidarietà che la nostra comunità francescana promuove. È un segno concreto che la carità nata dall'incontro con Francesco continua a portare frutto. Grazie di cuore a tutti».

«Tutti i giorni, già dalle 6.30 del mattino, i pellegrini si ritrovano presso la tenda dell'accoglienza, pronti a iniziare il cammino verso la venerazione, in un clima di gioioso raccoglimento, - spiega fra Riccardo Giacon, economo del Sacro Convento e responsabile della logistica dell’evento - sul volto dei pellegrini è evidente l’entusiasmo e la felicità di essere ad Assisi per venerare le spoglie di san Francesco. L'attenzione verso i più fragili è tra le nostre priorità organizzative. Grazie alla sinergia con il Comune di Assisi, il servizio dedicato ha permesso di agevolare l’accesso a mediamente sessanta persone con disabilità ogni giorno. È un gesto concreto di inclusione, che permette a chiunque di vivere questo momento unico. Si tratta di un'attenzione che si unisce al processo - in corso - di eliminazione delle barriere architettoniche nel complesso del Sacro Convento. Grazie poi al personale sanitario presente lungo tutto il percorso vengono garantiti, al bisogno, interventi di primo soccorso in maniera serena ed efficace». 

La settimana è stata arricchita anche da momenti di approfondimento scientifico. Il professor Philippe Charlier ha condotto, nella serata di lunedì 23 febbraio, delle osservazioni sulle spoglie del Santo, i cui risultati saranno condivisi nei prossimi mesi. Tra le presenze significative, si segnala l'Assemblea ecclesiale della Conferenza Episcopale Umbra, riunitasi sabato 28 febbraio con circa 400 delegati.

Sono ancora possibili le prenotazioni sull’unico portale autorizzato, www.sanfrancescovive.org, dove, grazie all’attenzione responsabile di molti fedeli che non possono più venire, vengono cancellate le prenotazioni e si liberano costantemente dei posti. Ricordiamo che solamente tramite il sito sanfrancescovive.org è possibile prenotare e tutto è in forma gratuita, qualsiasi altra maniera di conseguimento del QR Code di accesso alla venerazione potrebbe essere una truffa.

La prenotazione è sempre necessaria e indispensabile, anche per l’accesso alla chiesa superiore e per la partecipazione alle Sante Messe. Senza di essa non è in alcun modo possibile partecipare e accedere.

L’evento dell’ostensione e altre iniziative del Centenario francescano sono sostenute anche dal Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di san Francesco presieduto dal poeta Davide Rondoni.

Tenendo presente l’attuale scenario internazionale, fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento, afferma: «L’esperienza della venerazione ci ha confermato che le persone amano e sono desiderose di vivere fraternità e accoglienza reciproca. San Francesco risveglia in noi il rispetto per l’altro, ma gli eventi internazionali degli ultimi giorni sembrano contraddire tutto questo. Di fronte alle spoglie mortali di Francesco, Fratello Universale, riconosciuto uomo di Dio da Oriente a Occidente, invitiamo coloro che hanno responsabilità di governo delle nazioni ad ascoltare gli appelli di papa Leone XIV e i desideri dei popoli: abbandonate la via della violenza per abbracciare quella della diplomazia, del dialogo e della pace».

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