Cronaca

L’evento “Storie di tempo umano, naturale, divino” previsto al Planetario per venerdì 20 marzo 2026, ore 19:30 è annullato e sarà riprogrammato perché il Planetario di Caserta piange la morte del suo curatore scientifico, il professore Luigi Antonio Smaldone.



Smaldone 250Luigi Antonio Smaldone (Oppido Lucano, 27/10/1951 – Napoli, 16 marzo 2026) fu per anni instancabile promotore della istituzione di un Planetario, stendendo un primo progetto sin dal 1995. Ma solo nel 2005 il Comune di Caserta intercettò un finanziamento (Unione Europea Urban II) grazie a quale il Planetario di Caserta fu realizzato e inaugurato il 19 dicembre 2008, conseguendo il primato di primo planetario interamente digitale a platea unidirezionale del Meridione d’Italia. Da allora il prof. Smaldone ha ideato e sviluppato tutti i numerosi interventi di aggiornamento hardware e software del Planetario (in particolare quelli radicali del 2015 e 2023). Da “papà” del Planetario di Caserta, ne ha avuto cura amorevole dedicando tempo, competenze e passione contribuendo in modo cruciale alla costruzione dell’offerta degli spettacoli digitali della cupola, della gran parte dei quali è stato ideatore e realizzatore.

Luigi Antonio Smaldone si laureò con lode in Fisica (indirizzo astrofisico) all’Università “Federico II” di Napoli nel 1976 e dal 1977 al 1985 fu astronomo all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte e poi professore associato (settore astronomia / astrofisica) della “Federico II” dal 1985 alla messa a riposo nel 2016.

Il suo campo di ricerca fu centrato nella fisica solare (brillamenti, fenomenologia quantitativa delle “Regioni Attive” solari, con analisi dati e sviluppo di software relativo, granulazione solare e oscillazioni solari) e nello studio della cometa di Halley. Parallelamente dal 2006 si occupò di didattica della fisica, come autore di pubblicazioni scientifiche, come direttore di master universitari e di scuole di formazione.

Seguendo la sua indole di grande generosità, umana disponibilità e sensibilità verso chiunque, sempre coerentemente mostrata, il prof. Smaldone fu anche ideatore, organizzatore e gestore dei due progetti del N.U.T.S. (Northern Uganda Teachers of Science), una iniziativa di volontariato organizzata dalla Università “Federico II” di Napoli (2006-20070 e 2009-2010) per la riqualificazione professionale dei docenti di fisica in servizio nelle scuole secondarie superiori del nord Uganda, zona devastata dalla guerra nel decennio precedente.

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Planetario di Caserta

piazza G. Ungaretti 1, 81100 Caserta

tel: 0823/344580 + 377 3459177

www.planetariodicaserta.it

www.youtube.com/channel/UCr3OJqGWjlbYiTuhQNtAs8g

‘A SCIGNA

DI GENNARO FRANCIONE

 

 Locandina A Scigna 250‘A SCIGNA racconta il dramma sociale tragicomico, in dialetto napoletano, di una famiglia e di un figlio drogato.

     Il testo affonda in un tema quanto mai scottante nella vita napoletana e in quella mondiale: il problema della droga. Dinanzi al dilagare dei giovani con la scimmia sulle spalle (come si dice nel gergo per i drogati) c'è un esercito di genitori che avanzano nel mondo alla maniera omerica, resi ciechi dal loro ideale di purezza incontaminata sognato per i loro ragazzi. Essi non vogliono vedere e, quando talora lo fanno, è ormai troppo tardi.

     È questo il dramma di Francesco Tramontano, il protagonista della tragedia, un uomo della vecchia Napoli tutto d'un pezzo, perso dietro alle speranze grandiose per l'avvenire del figlio. E tanto è grande la speranza tanto è profondo l'abbattimento alla scoperta della verità sul figlio drogato, quasi tale da portarlo a una forma di momentanea follia.

     È una pazzia oracolare quella stessa che permetteva alla Pizia di predire il futuro, che consente qui a Francesco di scoprire il passato e il senso stesso di un’intera vita.

INTERPRETI                                     PERSONAGGI

FRANCESCO DE CICCO       FRANCESCO TRAMONTANO

NICOLETTA MARTUCCIO       MARIA

GIAN MARCO DE CICCO         ANDREA

FILOMENA LA MANNA           ZIA CARMELA

FLAVIO ASCIONE                     DON SAVERIO

SARA ESPOSITO                       DONNA CAROLINA

FIORE RANAURO                     DON PEPPE O' ZUOPPO

ROBERTO CECCARELLI         FELICE AMATORE

RAFFAELLA GRASSI             MADUNNELLA

FILIPPO DE LORENZO          NICOLA

Scenografia: Sergio Mutone

Grafica: Fiore Ranauro

Musiche: Francesco De Cicco

Assistente alle musiche: Roberto Petruzzi

Fotografia: Michele Ciavarella

REGIA FRANCESCO DE CICCO

AIUTO REGIA NICOLETTA MARTUCCIO

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Dove: PICCOLO TEATRO SAN PIO Via Paolo Stoppa. 10 - 00125 ROMA

Quando: SABATO 28 MARZO ORE 18.00 - DOMENICA 29 MARZO ORE 18.00

Info & prenotazioni: 349 720 0684 - 328 904 8314

“Nu Paese Sotto’ e N’Coppa!”
Una commedia brillante tra equivoci, miracoli e ironia di paese



Locandina Commedia 250L’Associazione Genitori del Sud,  con la ‘’Compagnia del Sud’’  nata dal laboratorio teatrale Adulti, seguito dalla regista Antonietta Rimoli con il supporto del psicologo Felicetta Lombardi, porterà in scena la divertente commedia teatrale “Nu Paese Sotto’ e N’Coppa!” domenica 12 aprile alle ore 18:00 presso il Teatro “Vincenzo Sorrentino” di Saviano.
Lo spettacolo, diretto da Antonietta Rimoli,  è ambientato in un piccolo paese dove le dinamiche della comunità si intrecciano con la fede, la
superstizione e l’immancabile ironia popolare.
La storia ruota attorno al parroco del paese, un personaggio ingegnoso che, nel tentativo di riavvicinare i fedeli alla religione, decide di
attribuire a interventi divini alcune situazioni in realtà orchestrate da lui stesso.
Tra queste, persino l’ottenimento di un lavoro per un giovane del paese viene fatto passare come un vero e proprio miracolo. Da questa premessa nascono una serie di equivoci, situazioni paradossali e momenti esilaranti, che coinvolgono l’intera comunità
del paesello: personaggi pittoreschi, pettegolezzi di piazza, malintesi e reazioni imprevedibili che trasformano il paese in un piccolo mondo “sottosopra”.
La trama dello spettacolo: “Nu Paese Sotto’ e N’Coppa!” è una commedia che, attraverso il linguaggio vivace della tradizione popolare e della comicità napoletana, racconta con leggerezza le dinamiche delle piccole comunità, dove fede, superstizione, amicizie e piccoli intrighi
quotidiani si mescolano dando vita a un racconto divertente e profondamente umano. Tutto è iniziato ben otto anni fa, quando Antonietta Rimoli, già tutor dei laboratori teatrali per bambini, ha voluto fortemente dare vita anche a un percorso dedicato agli adulti. Questo il suo pensiero: ‘’Eravamo un gruppo amatoriale, uniti dal semplice desiderio di stare insieme, condividere una passione e sfidare la timidezza con un copione tra le mani. Le nostre erano prove fatte di risate e sperimentazione, ma già allora si percepiva una scintilla speciale. Il vero "giro di boa" è avvenuto quattro anni fa, con il debutto a Palazzo Papacella: quello che doveva essere un esordio si è trasformato in un successo travolgente che ha forgiato l'identità della Compagnia del Sud.
In questi anni la compagnia è cresciuta costantemente, accogliendo man mano nuovi attori che si sono uniti al nucleo storico, trasformando quello che era nato come un gioco in una realtà teatrale sempre più solida e consapevole. Anche quest'anno, per la nuova messa in scena, avremo l'emozione di vivere nuovi debutti sul palco, segno di una comunità che continua a rigenerarsi e ad aprirsi.’’
Domenica 12 aprile alle ore 18:00, il sipario del Teatro "Vincenzo Sorrentino" di Saviano si alzerà per questa nuova sfida: la commedia brillante "Nu Paese Sotto’ e N’Coppa!".
A guidare magistralmente gli attori in questa nuova avventura è la regista Antonietta Rimoli, che con passione e dedizione ha curato ogni dettaglio della messa in scena, trasformando il laboratorio teatrale in un’esperienza artistica vibrante e coinvolgente. Sotto la sua direzione, il cast darà vita a una storia ricca di ironia e umanità, supportato dal coordinamento della Dott.ssa Felicetta Lombardi, responsabile del progetto.
Questo nuovo traguardo, che segue i successi di "Casa per tutti" e "Le ragazze del muretto", può essere rivissuto anche online: gli spettacoli degli anni passati sono infatti disponibili sul canale YouTube dell’Associazione Genitori del Sud.
L'intero ricavato della serata sarà devoluto alla dodicesima edizione del progetto "Conosci il mondo dei bambini, previeni il bullismo" per sostenere le attività nelle scuole e la collana editoriale dell'Associazione. L'evento gode del patrocinio dell'Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Cimitile e del prezioso sostegno di: Centro Estetico Meta, Pasticceria GF3 (Nola), Laboratorio di Cartapesta Tudisco e Freespirit Hairdressing.
Cast e Produzione:
Direttore Artistico: Aniello Corrado
Regia: Antonietta Rimoli
Responsabile Progetto: Dott.ssa Felicetta Lombardi
Musiche: Francesca Peluso
Costumi: Nicoletta Mungiello
Trucco e Coreografia: Roberta Dragone
Attori: Caterina Giaguinto, Adriana Peluso, Marisa Cimmino, Davide Dragone, Giulia Lombardi, Domenico Trinchese, Rosalba Pagano, Ruggiero Sommese, Luca Sgueo, Michele Visone, Mario Trinchese, Antonio Esposito, Chiara Manzi, Maddalena Faraone, Nicoletta Mungiello, Ciro Orofino, Nicola Esposito e Fatima Sugliano.
Partecipazione straordinaria: Francesco Pascale
Vi aspettiamo a teatro per celebrare insieme questo viaggio lungo otto anni, fatto di crescita, nuovi talenti e grande solidarietà.

 

I dieci anni del Roji, il Japan Fusion Restaurant di Nola che regala un'estasi di sapori e convivialità

 

roji responsabili 250Il segreto di tutto è l’amore, attraverso il quale si coniugano idealmente la passione per una cucina in continua evoluzione e una delicataroji sede nola 150 quanto meticolosa accoglienza.

Roji Restaurant, pioniere del Japan Fusion in Italia, è pronto a fissare una nuova frontiera del gusto: con dieci anni di esperienza alle spalle, nei quali s’è consolidato e rafforzato il rapporto qualitativo con la clientela del territorio e della Campania in genere, è tempo di affrontare nuove avventure e cimentarsi in ulteriori step di crescita.

Nuove partnership, orizzonti più ampi ed una spinta motivazionale che si fonda su basi solide, grazie alle quali il connubio tra la cucina giapponese e la tradizione mediterranea partorisce un’esplosione di sapori. Nel 2016, la genesi: Roji, che letteralmente significa terreno coperto di rugiada, rappresenta il giardino che accoglie e conduce alla sala del tè, un luogo sacro per la cultura nipponica.

Ed il locale di Nola è diventato proprio questo, con un concept rinnovato nel tempo e divenuto uno spazio di transizione per purificare la mente e staccarsi dalla vita quotidiana, simboleggiando autenticità ed estasi.

Chi varca l’uscio del Japan Fusion Restaurant di via Variante 7Bis, a Nola, incrocia più strade che dirigono al Sol Levante: Kaiseki, la cucina rituale e stagionale; Izakaya, l’anima conviviale al sapore di ramen, sukiyaki, yakisoba e fermentazioni; Robata, basata su una speciale ed esclusiva cottura su carboni giapponesi di binchotanNikkei, una fusion nella fusion, dove l’essenza giapponese si confronta con quella sudamericana.

A rendere così speciale l’esperienza gastronomica del Roji ci pensano gli amabili e attenti chef, con in testa i fidati ed esperti timonieri Nathan Whichmann, un autentico asso nella preparazione del sushi e guida indispensabile per i suoi giovani collaboratori, e Daniele Manzo, sous chef, che coniuga tradizione e innovazione, senza dimenticare Lucia Casoria, compagna di Nathan, alla quale è affidato il compito della cura e della rappresentanza femminile.

Cucina giapponese e cucina mediterranea si fondono ed è proprio il caso di dire che sono in ottime mani...

Amabile e dettagliato anche il contributo del personale di sala, pronto a coccolare il cliente e ad accompagnarlo con descrizioni appropriate e ben curate, sia per illustrare la preparazione delle primizie portate ai tavoli, sia nella scelta dei rinomati vini. Un team affiatato e prezioso, guidato dal sales Director Roberto Ricchezza e dalla Maitre di sala Annalisa Auriemma, che possono contare sulle competenze e la professionalità della sommelier Lina Cicatiello e degli altri assistenti Ivan De Lucia e Alessandra Ferrara.

Un meccanismo di grande impatto, ma è chiaro che dietro le quinte – con saggezza e responsabilità – è indispensabile la presenza di personalità di livello: Gina Audia (consorte dell'imprenditore Salvatore Giugliano) è l’amabile e dolcissima padrona di casa, che sa intrattenere e guidare tutti coloro che desiderano immergersi nella cucina “fusion” del RojiGiovanni Napolitano rappresenta l’ammiraglio ideale per affrontare e gestire anche le sfide più avventurose; e, poi, chiaramente, ci sono gli altri soci fondatori del ristorante, Erasmo De Risi e Luigi Policastro, altri pilastri imprescindibili che con sacrificio, entusiasmo e determinazione, consolidano di giorno in giorno l’identità e il segreto del grande successo del Roji.

Certamen Acerranum Decimum

L’IS Alfonso Maria de’ Liguori di Acerra in gioioso fermento per la gara dedicata a Virgilio, poeta simbolo della romanità.

 

Locandina Certanem Acerranum 250Compie 10 anni il Certamen Acerranum, ideato e promosso dal Liceo Statale “Alfonso Maria de’ Liguori” di Acerra, nella consapevolezza che le lingue classiche costituiscono un insostituibile patrimonio culturale, da tutelare e rispettare.

Il 20 e il 21 marzo 2026, al termine di un lungo e articolato percorso di preparazione, si svolgerà la sfida tra giovani estimatori della lingua latina, studenti del quarto e quinto anno dei Licei Classici e Scientifici italiani, che venerdì 20 marzo si incontreranno alle 9:00 nell’Auditorium dell’Istituto acerrano per affrontare traduzione e commento di un brano dell’Eneide virgiliana, scelto dal Prof. Enrico Ariemma, docente di Lingua e letteratura latina presso l’Università degli Studi di Salerno e Presidente della Commissione. Fanno parte della Commissione i docenti Silvia Rosati (Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale “Cristoforo Colombo” di Frattaminore), Grazia Iennaco (Docente del Liceo Classico Statale “Umberto I” di Napoli) ed Emanuele Scartaghiande (Docente del Liceo Statale “Renato Caccioppoli” di Scafati).

Quest’anno, Il Certamen mantiene le Sezioni Laus Italiae, destinata agli studenti di tutti i Licei italiani, alla quale prendono parte 46 studenti provenienti da 16 scuole di Campania, Basilicata, Lazio e Puglia e Acerrae, rivolta agli studenti del de’ Liguori (18 partecipanti), ma per il decimo anniversario si arricchisce di una nuova Sezione, denominata Novae Voces e riservata agli studenti del primo, del secondo e del terzo anno dei licei classici e scientifici italiani, che vede in gara 18 studenti di 3 scuole di Campania, Abruzzo e Calabria. È stato loro richiesto di elaborare un podcast video o un podcast audio originale, dedicato alla figura di Virgilio, alla sua opera e alla sua ricezione nella cultura successiva, evidenziandone l’attualità e il valore universale. «Forsan et haec olim meminisse iuvabit» (Aen. I, 203) «Forse un giorno sarà piacevole ricordare anche questi avvenimenti». Questo verso del Poeta è stato scelto come affermazione del valore che il passato, scevro di nostalgiche interpretazioni, può avere e ha nell’interpretazione del presente.

L'Eneide tutta insegna che ogni nuova costruzione (civile, sociale o personale) comporta dolore e sacrificio. Il poema invita a confrontarsi con le proprie origini — i propri "inferi" personali — per poter tracciare la propria identità all'interno di una comunità più ampia. In quest’ ottica la proposta del Certamen Acerranum rappresenta un invito a considerare la complessità del presente come un’esperienza la cui interpretazione può attingere consapevolezza dalla lezione degli antichi e favorire il formarsi di una coscienza civile che non trascuri mai i valori etici e umani.

Questi temi saranno rimarcati nella Lectio Magistralis del Prof. Ariemma, che sabato 21 marzo alle 9:30 aprirà la Cerimonia di Premiazione, attesissima da tutti i partecipanti. Previsti Premi in denaro e Menzioni di merito.

Il Certamen è patrocinato dal Comune di Acerra, dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, dall’Accademia Nazionale Virgiliana di Mantova, dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, dell’Associazione Italiana di Cultura Classica, dell’Archeoclub d’Italia, nonché del Lions Club Acerra Valle di Suessola e del Rotary Club Acerra-Casalnuovo “Aniello Montano”.

La scrittrice e giornalista Adelina Mauro, con l’avvocato Antonio Soviero, protagonista della Rassegna letteraria “Raccontami di te”!

 

Foto Carrella 1 250Successo per la giornalista e scrittrice, Adelina Mauro, voce attiva del panorama culturale napoletano con il libro ‘’Un infinito mare carminio’’, edito da Michelangelo 1915 Editore. L’appuntamento nella bellissima location della Sala Consiliare del Comune di Cimitile è stato organizzato dall’avvocato Antonio Soviero presidente dell’associazione culturale Visciano Ipazia ETS. La sala gremita da tutti i presidenti delle associazioni culturali che fanno parte del progetto Raccontami di te. Il progetto nato da un'idea di Felice Peluso presidente del Gruppo Aido Nola-Cimitile al quale hanno aderito da subito le Associazioni: Aned Campania rappresentata da Carolina Panico, Genitori del Sud Cimitile, presidente Giulia Lombardi, Gli Unicorni di Diana Napoli presedente Michele Bisceglia, Ipazia Visciano presidente Antonio Soviero, Nuovi Orizzonti Cimitile presidente Paola Trinchese e Terra Mia APS Cimitile presidente Giovanni Petillo. Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Cimitile, l’avvocato Filomena Balletta, dell’assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione l’avvocato Anna Mercogliano, del presidente di Ipazia ETS, dottor Antonio Soviero. La dottoressa Maria Antonietta Sepe vicepresidente di AIDO sez. Nola Cimitile. Filomena Carrella, giornalista, scrittrice e presidente dell’Associazione Culturale Passepartout. A dialogare con l’autrice è stata la giovanissima e spumeggiante dottoressa Celeste Sirignano, componente di Ipazia ETS. Tra i presenti: la scrittrice palmese Michela Buonagura, che ha assunto anche un ruolo di fotografa ufficiale dell’evento. La docente di arte Antonietta Perretta, la docente Pasqualina Vangone referente corpo di sostegno. Si è respirato alla presentazione una festosa aria di gioia, serenità e tanta complicità, proprio nel pieno rispetto della figura dell’autrice Adelina Mauro, che lascia trasparire la sua positività ed il suo ottimismo. Un libro da leggere e da conservare tra gli affetti cari, un libro che è stato definito dalla giornalista Filomena Carrella: -‘’Un infinito mare carminio’’ è il nuovo libro Cuore del nostro secolo, un romanzo scritto per avvicinare i giovani ai sani sentimenti, al rispetto e alla solidarietà. Attraverso i trenta racconti di cui si compone il libro l’autrice diventa portavoce di virtù civiche e sociali, come l'amore per la famiglia e il lavoro. Il libro di Adelina Mauro promuove valori come la bontà, il coraggio e il senso del dovere. Tratta temi forti come l'amore per la famiglia, la solidarietà, il sacrificio, il rispetto e l'educazione. Un libro’’ ha concluso Filomena Carrella: ‘’vicino alle emozioni, alla passione. Il nostro libro Cuore dei tempi di oggi’’. In copertina, un’opera del maestro Eduardo Amato, scelta con cura dall’autrice, che avvolge il libro in un’immagine che ne amplifica la cifra emotiva.

Ventinovesima giornata di Campionato Stadio Maradona sabato 14 marzo 2026 ore 18. Napoli 2 Lecce 1.  “Le Caramelle di Gigi”

 

Foto Gigi Porcelli 150Il Maradona nonostante la pioggia improvvisa alle ore diciotto era tutto gremito in ogni ordine di posti, c’era il solito entusiasmo e grande partecipazione alle parole della mamma del piccolo Domenico Caliendo che annunciava la creazione della Fondazione a nome di suo figlio, poi con il ritorno al sereno metereologico cessava la pioggia ed iniziava la partita con un Lecce che ha aggredito sin dai primi minuti il Napoli particolarmente frastornato e passando in vantaggio al terzo minuto con Siebert e contrastando gli azzurri per tutti i primi quarantacinque minuti ,palla su palla , annullando nel tempo stesso con carattere il gioco del Napoli che non riusciva a creare nessuna azione né a fare alcun tiro nello specchio della porta e con un rientrante Anguissa completamente fuori partita e con un Elmas particolarmente stanco perdeva il controllo del centrocampo . Non ricordiamo mai un primo tempo così brutto a vedersi almeno in questa stagione che ha ammutolito gradualmente la Passione sugli spalti. Nella ripresa Mister Conte corre subito ai ripari cambiando sin dal primo minuto Anguissa con MCTominay ed Elmas con De Bruyne ed i risultati si sono avvertiti  rapidamente perché’ il Napoli pareggia al quarantaseiesimo con Hojlund su assist di Politano e gli azzurri immediatamente conquistano il centrocampo con Gilmour che cresce minuto dopo minuto , risultando il migliore in campo, che riesce a ben dialogare  con i nuovi entrati MC Tominay e De Bruyne creando gioco ed azioni da goal la più bella finalizzata male da Allison Santos che si fa parare una facile azione da goal. Ma il goal resta nell’aria ed al sessantasettesimo Politano finalmente sigla il goal del due ad uno, con un forte tiro, risultato che resta immutato sino al novantacinquesimo dopo che Conte, per un giusto turn over, ha fatto entrare in campo Gutierrez, Mazzocchi e Giovane al posto di Politano, 

Spinazzola ed Allison Santos. L’importante per gli azzurri era raggiungere la terza vittoria consecutiva per riuscire a mantenere il passo con le prime della classe e la Squadra ci è riuscita ed ha centrato l’obiettivo che sicuramente conferma ad oggi gli azzurri come terza forza del campionato a nove giornate dal termine nonostante i tantissimi infortuni che hanno decimato la squadra. Mancano ancora ventisette punti da assegnare per cui bisognerà con la guardia alta mantenere il passo di Inter e Milan senza mai mollare la presa guardandoci sempre le rivali alle spalle dal quarto posto a scendere in classifica. Venerdì prossimo venturo l’avversario Cagliari sarà un’altra sfida strategica prima della sosta del campionato per le Nazionali per cui è d’obbligo, in questo particolare momento, un Forza Napoli Squadra e Città per concludere a testa alta questa complessa ed avvincente stagione nel segno dell’Azzurro Pensiero.

 

Gigi Porcelli

 

‘’Luigi Corrado, in arte LC: dal silenzio alla voce, il percorso di un artista, che trasforma il silenzio in musica!’’

 

artista 150La sua presenza scenica, del tutto artistica si fa spazio sul palco quando appare, già prima di cantare. Nell’attimo poi in cui inizia a cantare tutto diventa magia, tutto diventa un sogno ad occhi aperti.
Dietro le iniziali ‘’LC’’ c’è Luigi Corrado, nato il 30 ottobre 2003 ad Avellino e cresciuto ad Altavilla Irpina. Un giovane che ha fatto della musica non solo una passione, ma uno strumento di crescita personale e professionale.
Fin dall’infanzia, la musica rappresenta per lui un rifugio e un linguaggio autentico. Un’eredità familiare che diventa presto una scelta di vita: esprimersi attraverso le note per dare forma alle proprie esperienze e ai propri pensieri.
Il percorso dell’artista ‘’LC’’ non è stato privo di difficoltà. Durante l’adolescenza ha affrontato episodi di bullismo e isolamento che lo hanno spinto a ridefinire se stesso. Decide di lasciare il liceo scientifico per iscriversi al Liceo Musicale “G. Guacci” di Benevento, dove viene ammesso con il massimo dei voti. È lì che prende forma la sua identità artistica.
Fondamentale nel suo percorso è l’incontro con la musicista e compositrice Fiorella Boccucci, che lo guida nello sviluppo tecnico e interpretativo. La collaborazione con Boccucci segna una svolta: LC impara a gestire la propria vocalità, a controllare l’emozione e a tradurla in espressione musicale consapevole.
Dopo il diploma, sceglie di mettersi alla prova partecipando ai casting di X Factor e Amici, esperienze che gli permettono di confrontarsi con il mondo dello spettacolo e di misurare la propria crescita artistica.
Nei suoi testi emergono temi legati alle relazioni, alla vulnerabilità e alla ricerca di autenticità. La sua scrittura si distingue per un linguaggio diretto e per una sensibilità che evita eccessi retorici, concentrandosi invece sull’esperienza personale e sull’osservazione del reale.
Oggi LC si presenta come un giovane interprete e autore che unisce formazione musicale, introspezione e determinazione. La sua storia racconta come la musica possa diventare uno spazio di libertà e di rinascita, ma anche un percorso di disciplina e consapevolezza artistica.

LA CONTESSA FARNARARO-DE FUSCO. LA FONDATRICE OMBRA DELL’OPERA DI POMPEI

UNA VITA DA SANTA” di Attilio Pepe mette in luce la madre dei poveri, consorte di San Bartolo Longo e sua inseparabile compagna di missione.

 

Copertina libro 250D) Attilio, ci puoi raccontare chi è la contessa Marianna Farnararo-de Fusco?

R)   La contessa Marianna Farnararo De Fusco (1836–1924) è stata una figura chiave nella storia della nuova Pompei. È conosciuta come laMarianna De Fusco 250 consorte di San Bartolo Longo, ma non come Fondatrice del Santuario di Pompei e delle Opere di carità annesse. 

Marianna è oscurata dalla fama del consorte San Bartolo Longo, la biografia “Una vita da santa” rivela invece una donna di straordinaria Fede, di geniali intuizioni e di incomparabile generosità. Rimasta vedova nel 1864, e con 5 figli da crescere, Marianna dovette gestire le ingenti proprietà terriere del defunto marito, il conte Albenzio de Fusco, nella Valle di Pompei. Per l'amministrazione di tali beni si rivolse al giovane avvocato pugliese Bartolo Longo. Questo incontro segnò l'inizio di una collaborazione spirituale e materiale che trasformò radicalmente la Valle di Pompei in quello che oggi è un faro universale di Spiritualità.

D)   La contessa Marianna è poco conosciuta, come si spiega?

R)   In effetti, Marianna De Fusco è stata per un secolo la "grande invisibile" della storia di Pompei. Questa scarsa conoscenza non è casuale, ma dipende da tre fattori principali:

L'ombra del consorte Bartolo Longo: La figura carismatica e comunicativa del marito ha finito per catalizzare tutta l'attenzione. Bartolo Longo era un avvocato, un abile scrittore e un comunicatore moderno; Marianna, per scelta e per cultura dell'epoca, agiva dietro le quinte come motore economico e organizzativo.

L'umiltà come scelta spirituale: può essere descritta come una donna schiva, che preferiva il silenzio. Il suo ruolo era quello di "fondamenta": nonostante sia stata indispensabile con la sua visione e determinazione, è rimasta comunque dietro le quinte.

Il ruolo della donna nell'800: All'epoca, anche le donne più influenti venivano spesso relegate a un ruolo di "consorti" o "sostenitrici". Nonostante la proprietà dei terreni e gran parte dei capitali iniziali fossero i suoi, la firma pubblica sui progetti era quasi sempre quella del consorte San Bartolo.

D) Cosa ti ha spinto a scrivere la biografia “Una vita da santa”?

de Fusco e Longo 250R) La biografia nasce dalla volontà di restituire alla contessa Marianna de Fusco il suo ruolo centrale nella nascita della nuova Pompei. Poi anche per “Rompere” il “Silenzio storico”, con l'obiettivo di far uscire la contessa dall'ombra del consorte San Bartolo Longo, evidenziando come lei non sia stata una semplice figura di supporto, ma la mente strategica e il motore economico dietro la trasformazione della Valle di Pompei nella "città della Fede e della carità". Il libro ripercorre oltre cinquant'anni di dedizione totale verso gli ultimi, quindi il suo operato caritativo, focalizzandosi sul suo progetto di amore instancabile per i bisognosi, i figli dei carcerati e le orfane. Inoltre io definisco Marianna come “un’eroina gentile”, fu una donna moderna che, attraverso le sue "brillanti idee", ha saputo navigare le difficoltà del XIX secolo per realizzare un'opera monumentale di fede e riscatto sociale.

D) Bartolo Longo è stato canonizzato lo scorso 19 ottobre 2025, ora si sta parlando molto, soprattutto in questi ultimi anni, anche della consorte, la contessa Marianna, è arrivato anche per lei il tempo di una decisiva svolta?

R) Sì, il clima è cambiato radicalmente. La canonizzazione di Bartolo Longo del 19 ottobre 2025 ha fatto da catalizzatore: ora che il "fondatore" è agli onori degli altari, l'attenzione si sta spostando inevitabilmente sulla figura che ha reso possibile tutto questo. Siamo quindi in un momento di svolta decisiva per Marianna. Dopo lunghi decenni di silenzio, l’attenzione dei fedeli, il crescente interesse dei cittadini di Pompei, ed anche l’interesse dei discendenti ha spinto per l'avvio formale dei passi necessari alla sua causa. Il 2024, anno del centenario della sua nascita al cielo, e il 2025 hanno segnato, attraverso eventi e manifestazioni in suo onore, dei passaggi di riscoperta fondamentali. Infatti la Chiesa di Pompei, come annunciò lo stesso Arcivescovo Prelato Mons. Tommaso Caputo, ha avviato un percorso di approfonditi studi sulla sua vita affinché si possano accertare le virtù eroiche in vista di una possibile Beatificazione. Questo vuol dire che è avviato anche per lei il cammino verso la santità. Il "tempo di Marianna" sembra essere finalmente arrivato, non più come riflesso della luce del marito, ma come protagonista di una santità laicale moderna e pragmatica.

D) Nonostante avesse dei figli naturali, si è fatta “MADRE” per tanti orfani del suo tempo…

 

R) È proprio questo l'aspetto più straordinario della sua figura: la contessa Marianna non ha vissuto la maternità come un recinto chiuso, ma come un cuore spalancato. Nonostante avesse cinque figli naturali dal primo matrimonio (di cui dovette occuparsi anche come vedova e amministratrice), scelse di diventare la "madre" di migliaia di altri bambini. Ecco come si è manifestata questa sua "maternità sociale". Per quelle centinaia di orfani ed orfane ella non fu “LA CONTESSA, ma “MAMMA CONTESSA”. In un'epoca in cui la nobiltà pensava solo a preservare il patrimonio per i propri eredi, lei investì le sue risorse per creare l'Orfanotrofio Femminile (1887). Per lei non c'era differenza di dignità tra i suoi figli e le bambine abbandonate. Fu pioniera, insieme a Bartolo Longo, nell'accogliere i figli dei detenuti. All'epoca erano considerati "segnati" dal destino o geneticamente portati al crimine; Marianna e Bartolo li accolsero offrendo loro educazione, musica e mestieri, convinti che l'amore e l'istruzione potessero spezzare il ciclo della colpa.  Proprio questo suo aspetto di aver scelto di essere “MADRE DEGLI ORFANI” è uno dei pilastri su cui dovrebbe poggiare oggi la richiesta della sua beatificazione: aver trasformato il dolore e le responsabilità di una madre vedova in un carisma che ha dato una famiglia a chi non l'aveva.

D) Quanto è attuale l’esempio di santità di coppia di Bartolo longo e la contessa Marianna de Fusco?

R) L'esempio di Bartolo Longo e Marianna de Fusco è di una straordinaria attualità, poiché scardina l'idea tradizionale di santità isolata per proporre un modello di santità di coppia. IoMarianna de Fusco e Bartolo Longo Copia 250 li ho sempre definiti un “UNICUM”, perché la loro fu una collaborazione paritaria, in tutto. Nell’era moderna possono essere guardati come modello moderno di co-leadership. E poi non dimentichiamo che questa coppia ha fondato un ordine religioso, le Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario.

D)  Dopo la canonizzazione di Bartolo Longo nell'ottobre 2025, la Chiesa guarda a loro come a un prototipo di coppia laica capace di cambiare la storia partendo dal quotidiano?

R) Mi auguro di sì! anche perché in loro dovremmo vedere quel modello della santità feriale, ovvero quella vissuta nell’aver trasformato un legame nato per motivi pratici (la gestione delle terre di Marianna) in una comunione di missione totale. Sono stati dei Manager della carità, la loro è stata complementarietà reale: Bartolo era l'ispiratore vulcanico, Marianna la roccia organizzativa. Senza la concretezza di lei, i sogni di lui sarebbero rimasti sulla carta. E poi l’accoglienza senza confini: hanno vissuto una sorta di genitorialità che non si è esaurita nei figli di sangue di Marianna, ma si è estesa soprattutto ai figli dei carcerati, rompendo lo stigma sociale dell'epoca. Io credo e sono convinto che il riconoscimento di Bartolo Longo come Santo il 19 ottobre 2025 è solo il primo passo di una visione che la Chiesa vuole proporre al mondo: la santità non è una fuga dalla realtà, ma un modo per abitare la storia e cambiarla, proprio come hanno fatto loro a Pompei.

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