Cronaca

Dio e il diavolo combattono

 

Foto Incampo 2In queste vacanze pasquali ho ripreso a rileggere “I fratelli Karamazov” di Fëdor Dostoevskij, e c’è una frase molto bella che dice: “Dio e il diavolo combattono, e il loro campo di battaglia è il cuore dell’uomo”.

Che significa che ogni persona vive un conflitto interiore tra impulsi opposti: egoismo e amore, distruzione e compassione, menzogna e verità.

C’è una guerra silenziosa che non fa rumore, non lascia macerie visibili e non produce immagini da trasmettere nei telegiornali. Non si combatte con armi né con eserciti, eppure coinvolge ogni essere umano, ogni giorno. È il conflitto interiore tra ciò che costruiamo e ciò che distruggiamo, tra il bene e il male che convivono nel cuore dell’uomo.

Questa idea, antica quanto la civiltà, attraversa culture, religioni e sistemi filosofici. Dalle tradizioni spirituali orientali al pensiero occidentale, fino alla grande letteratura europea, emerge una convinzione comune: il vero campo di battaglia non è fuori, ma dentro di noi. Non si tratta soltanto di una metafora suggestiva, ma di una chiave di lettura della condizione umana.

Ogni individuo sperimenta, in forme diverse, una tensione interna. Da un lato si manifestano impulsi immediati: l’egoismo, la rabbia, l’invidia, la paura. Sono reazioni rapide, spesso istintive, che rispondono a bisogni profondi come la sopravvivenza o il desiderio di affermazione. Dall’altro lato emergono forze più lente ma altrettanto potenti: la coscienza morale, il senso di giustizia, la capacità di empatia, il desiderio di fare il bene anche quando non conviene.

È in questa frizione che prende forma la battaglia quotidiana. Non si combatte una volta per tutte, ma si rinnova continuamente, nelle decisioni più banali come in quelle più decisive. Dire la verità o mentire, tendere una mano o voltarsi dall’altra parte, perdonare o alimentare il rancore: ogni scelta, anche minima, contribuisce a orientare l’esito di questo scontro.

In una società sempre più veloce e complessa, questa dimensione interiore rischia di essere trascurata. L’attenzione è spesso rivolta ai conflitti visibili: guerre, crisi economiche, tensioni politiche. Tuttavia, molti studiosi e osservatori sottolineano come tali fenomeni siano, almeno in parte, il riflesso di squilibri più profondi. Una collettività è fatta di individui, e quando questi perdono il contatto con la propria coscienza, anche il tessuto sociale si indebolisce.

Il linguaggio simbolico ha spesso rappresentato questo conflitto come una lotta tra entità opposte: il bene contro il male, la luce contro l’oscurità, Dio contro il diavolo. Al di là delle interpretazioni religiose, queste immagini continuano a parlare perché danno forma a un’esperienza universale. Non è necessario aderire a una visione spirituale per riconoscere che dentro ogni persona convivono spinte contrastanti.

Secondo alcuni approcci, il conflitto interiore non va eliminato, ma compreso e integrato. Le parti più oscure della personalità, se ignorate o represse, possono riemergere in modo distruttivo. Al contrario, riconoscerle permette di trasformarle, rendendole meno pericolose e più gestibili. In questo senso, la “battaglia” non è soltanto uno scontro, ma anche un processo di conoscenza.

Resta però una domanda centrale: è possibile vincere questa guerra? La risposta, per molti, non è semplice. Non esiste una vittoria definitiva, un punto in cui il conflitto scompare completamente. Piuttosto, esiste un equilibrio dinamico, fragile e sempre da riconquistare. Ogni giorno offre nuove occasioni per scegliere, per correggere, per cambiare direzione.

In questo scenario, la responsabilità individuale assume un ruolo decisivo. Non si tratta di aspirare a una perfezione irraggiungibile, ma di sviluppare consapevolezza. Essere consapevoli significa riconoscere le proprie inclinazioni, interrogarsi sulle proprie azioni, accettare le proprie contraddizioni senza smettere di cercare una direzione più giusta.

Anche il contesto sociale può favorire o ostacolare questo percorso. Ambienti segnati da violenza, ingiustizia o disuguaglianza tendono ad amplificare le tensioni interiori, rendendo più difficile scegliere il bene. Al contrario, contesti basati su fiducia, educazione e solidarietà possono sostenere l’individuo nel suo cammino. Questo non elimina il conflitto, ma ne modifica le condizioni.

Un aspetto spesso sottovalutato è il ruolo delle piccole scelte. Si tende a pensare che il bene e il male si manifestino solo in grandi eventi o decisioni straordinarie. In realtà, è nella quotidianità che si gioca la partita più importante. Un gesto gentile, una parola trattenuta, un atto di onestà: sono questi i momenti in cui il “campo di battaglia” si rivela con maggiore chiarezza.

Infine, c’è una dimensione di speranza che non può essere ignorata. Se è vero che il cuore umano è teatro di conflitto, è altrettanto vero che è anche il luogo in cui può nascere la pace. La capacità di riflettere, di cambiare, di imparare dai propri errori distingue l’essere umano e apre la possibilità di un miglioramento continuo.

In un mondo che spesso cerca soluzioni immediate e risposte semplici, riconoscere la complessità di questa guerra invisibile può sembrare scomodo. Eppure, è proprio da questa consapevolezza che può nascere un cambiamento autentico. Non imposto dall’esterno, ma costruito dall’interno.

Perché, alla fine, il destino di questa battaglia non si decide sui campi di guerra, ma nelle scelte silenziose di ogni individuo. E in quel luogo intimo e invisibile che è il cuore umano, si gioca ogni giorno una delle partite più decisive per il futuro dell’umanità.

Nicola Incampo

Epoch, “Ricordo di Pompeii”: il contemporaneo fa i conti con la città romana

Zuchtriegel: parlare del classico significa che ci sia un “noi” nell’Europa di oggi

 

EPOCH4 COVER2 250“Ricordo di Pompeii” è il titolo, italiano anche nell’originale nonostante la pubblicazione sia in inglese, del nuovo volume monografico di Epoch, rivista indipendente che mette in dialogo il presente con il passato, offrendo una nuova prospettiva su estetica, oggetti e idee. Superando la visione lineare della storia, propone un approccio libero, emotivo e interdisciplinare, volto a costruire nuove narrazioni contemporanee attraverso connessioni con il passato.

Più di 400 pagine tra testi, interviste e un ricchissimo apparato iconografico esplorano la città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. È un ricordo, ovviamente, della Pompei romana, ma è anche un ricordo di un’epoca recente, che molti sentono ancora essere la “loro”, ovvero il Novecento. In una specie di archeologia dell’archeologia, il lavoro collettivo di artisti, scrittori, archeologi e storici analizza i linguaggi della memoria, dai monumenti archeologici alle cartoline, ai film e alla moda, che hanno caratterizzato l’immagine di Pompei nell’era analogica e che oramai sembrano appartenere a un passato lontano: una lontananza che il volume sancisce e certifica attraverso il contrasto con visioni radicalmente contemporanee. Ciò che emerge è un nuovo immaginario della città antica: rappresentazioni insolite di reperti e monumenti celebri, senza tralasciare i gatti di Pompei, le periferie e gli angoli nascosti, ma anche dettagli e oggetti meno noti e apparentemente marginali che acquisiscono una inaudita centralità. Diversi shooting, eseguiti da fotografi dal calibro di Harley Weir, Jonas Lindstroem, Paul Kooiker e Thomas Prior tra molti altri, i co-fondatori della rivista, il direttore creativo Leonard Vernhet e la caporedattrice Francesca Gavin, insieme al fashion director Marc Goehring, mostrano il sito popolato da membri della generazione zeta che mettono in scena una intimità e una bellezza dirompenti, ponendo in tal modo la questione del futuro di Pompei in un mondo che sembra aver perso molte delle certezze e stereotipi che hanno caratterizzato la seconda metà del Novecento. Oltre a testimonianze di artisti come Jeremy Deller e Wade Guyton e di studiosi come Mary Beard e Gabriel Zuchtriegel, direttore degli scavi, Maria Chiara Scappaticcio, dell’Università Federico II di Napoli, Andrea Viliani storico dell’arte e curatore del progetto del Parco di arte contemporanea Pompeii Commitment, il volume raccoglie una serie di saggi e interviste a funzionari, ricercatori e ricercatrici del Parco archeologico di Pompei.

È un’opera che colloca il classico nel XXI secolo” – è il commento del direttore Zuchtriegel.Alla domanda quale posto il ricordo di Pompei possa ancora avere nel nostro presente, l’opera risponde con un amore per l’antico che non nasconde la sua vulnerabilità e precarietà. Ci ricorda che parlare del mondo classico significa parlare del ‘noi’ in un tempo in cui sembra più facile parlare dell’altro o semplicemente dell’io. È, in fondo, la stessa cosa che Goethe ha fatto con il suo Viaggio in Italia, solo che non è l’opera di un singolo genio, ma di un gruppo di persone che vivono una trasformazione profonda del mondo che ci circonda, in questi tempi di crisi geopolitiche e ambientali, globalizzazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale.”

Il volume è articolato in 20 servizi fotografici, 30 interviste, 5 articoli di approfondimento, immagini d'archivio inedite e centinaia di ore di lavoro.

Da parte del Parco archeologico di Pompei, il progetto, che si è svolto in un periodo lungo 19 mesi, è stato seguito da Federica Savarese e Giuseppe Scarpati.

La rivista sarà disponibile a partire dal 10 aprile presso i bookshop del Parco, in diversi punti vendita italiani e on line al seguente link https://epoch-review.com/shop e prossimamente presso i bookshop del sito.

A Pompei il cantiere diventa aula: al via i tirocini formativi per gli studenti della Scuola di Restauro di Botticino nel Parco Archeologico

È iniziato oggi il percorso formativo di sette settimane per il primo gruppo di allievi che si occuperà della manutenzione del Parco insieme al gruppo multidisciplinare di esperti di Ales S.p.A.

 

Pompei Botticino 6 250Pompei — Grazie alla convenzione stipulata tra il Parco Archeologico di Pompei, Ales S.p.A. e Valore Italia, prende avvio un programma di tirocini formativi curriculari destinato agli allievi del corso di Laurea in Restauratore di Beni Culturali della Scuola di Restauro di Botticino.

Sono iniziate oggi le attività di monitoraggio e manutenzione di apparati decorativi nei cantieri attivi nel sito archeologico per il primo gruppo di lavoro composto da due studenti che vivranno un’esperienza formativa immersiva a stretto contatto con uno dei contesti di conservazione più complessi e prestigiosi al mondo.

I tirocini si svolgeranno in cicli di sette settimane, per un totale di 250 ore per ciascuno dei quattordici tirocinanti complessivi, offrendo un’opportunità unica di apprendimento pratico accanto a professionisti impegnati quotidianamente nella tutela del patrimonio pompeiano. Questo permetterà agli allievi della Scuola di Restauro di Botticino di sviluppare competenze tecniche, capacità di osservazione e senso di responsabilità fondamentali per la loro futura professione, trasformando Pompei in una vera e propria aula a cielo aperto.

Gli studenti saranno seguiti dal personale di Ales S.p.A., società in house del Ministero della Cultura, che da anni opera nel settore della conservazione dei beni archeologici e nei servizi di manutenzione programmata per Pompei. Un gruppo multidisciplinare composto da archeologi, architetti, restauratori, ingegneri e operai specializzati, che lavora in costante confronto con i funzionari del Parco per garantire il mantenimento in condizioni di integrità delle strutture murarie e delle superfici decorate – intonaci, affreschi e mosaici.

L’iniziativa rafforza il ruolo del Parco Archeologico di Pompei come luogo di conservazione, ricerca e come laboratorio permanente di formazione professionale, dove la trasmissionePompei Botticino 1 250 delle competenze diventa parte integrante della tutela del patrimonio culturale.

La conservazione del patrimonio archeologico passa anche attraverso la formazione di nuovi professionisti. Pompei è da sempre una palestra per studiosi e ricercatori, un laboratorio straordinario dove il rigore scientifico incontra la pratica quotidiana della tutela. Accogliere studenti e giovani restauratori significa investire nella trasmissione delle competenze e rafforzare collaborazioni che rendono il Parco un luogo di crescita condivisa», dichiara Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei.

Offrire ai nostri studenti l’opportunità di formarsi in un contesto prestigioso come quello del Parco Archeologico di Pompei significa mettere nelle loro mani un’esperienza di alto valore professionale. Qui il sapere teorico si confronta quotidianamente con la complessità reale della conservazione, permettendo agli allievi di crescere in termini di responsabilità e consapevolezza del proprio ruolo grazie alla guida del team altamente qualificato di ALES che li supporterà e guiderà in questi mesi”, ha affermato Salvatore Amura, Amministratore Delegato di Valore Italia - Scuola di Restauro di Botticino.

“Con l’avvio di questo tirocinio formativo, Ales S.p.A. conferma la posizione di rilievo assunta nell’ambito dei   servizi di manutenzione programmata, che rappresentano il primo presidio nella conservazione del patrimonio, e si impegna a trasmettere agli studenti le proprie esclusive competenze, maturate nel corso di oltre dieci anni di esperienza al servizio di una ricchezza inestimabile e altamente complessa come quella del Parco Archeologico di Pompei”, ha dichiarato il Presidente e Amministratore Delegato di Ales S.p.A. Fabio Tagliaferri.

Cultura a Colori” celebra 10 anni con la presentazione del nuovo numero e il premio “Donna è mille culure” al TIN di Napoli

 

Foto Sonia Sodano 250Un traguardo importante quello raggiunto dalla redazione di Cultura a Colori, giornale nazionale che celebra i suoi primi dieci anni di attività come testata giornalistica. L’evento si terrà domenica, 12 aprile 2026 alle ore 11:00, presso il Teatro Instabile di Napoli (TIN), in Vico del Fico al Purgatorio 38. Per l’occasione verrà presentato il nuovo numero cartaceo, che in questi anni si è affermato come spazio di approfondimento, inclusione e valorizzazione delle diversità culturali, pensato non solo per essere letto ma anche per essere collezionato. Questo volume si distingue per una forte identità editoriale e una cura estetica che lo rendono un vero e proprio oggetto culturale. L’edizione dà spazio a diverse realtà editoriali e propone un racconto ampio e articolato del presente, attraversando arte, politica, teatro e spettacolo, sport e moda Made in Italy.

«Dieci anni sono, prima di tutto, un punto di partenza. In questo tempo abbiamo raccontato storie, dato voce a chi spesso non ne ha avuto, costruito una comunità attenta e partecipe. – Ha commentato la direttrice di Cultura a colori, la giornalista e scrittrice Sonia Sodano. – Questo anniversario è il segno di un lavoro condiviso, fatto di passione, ma soprattutto di grande impegno e sacrificio. Abbiamo continuato a lavorare anche quando il Covid ci ha messo in ginocchio e questo Volume 8, rappresenta una ricompensa. È la prova che la cultura resiste, evolve e continua a generare valore. Questo numero è stato pensato come un oggetto da custodire, che racconta la complessità del nostro tempo attraverso una pluralità di voci.»

VENERAZIONE DELLE SPOGLIE MORTALI DI SAN FRANCESCO:
IL RINGRAZIAMENTO DEI FRATI DEL SACRO CONVENTO
ALLA CITTÀ DI ASSISI
fra Marco Moroni:«un tempo di grazia che ha rappresentato una straordinaria opportunità e una preziosa risorsa per il tessuto cittadino nel suo insieme»

 

fra Marco Moroni Sala Stampa 250ASSISI (PG), 8 APR - A circa due settimane dalla conclusione della prima prolungata ostensione pubblica delle spoglie mortali di sanfra Marco Moroni Valter Stoppini 250 Francesco d’Assisi, fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento, a nome di tutti i frati della Basilica, ha indirizzato una lettera di ringraziamento al Sindaco e alla Città di Assisi per la collaborazione e il mutuo supporto durante questo importante evento.

fra Marco sottolinea infatti come il flusso di così tante persone abbia sicuramente comportato alcuni disagi per i cittadini ma allo stesso tempo si è trattato di una grande opportunità sia dal punto di vista spirituale, culturale ed economico per tutto il tessuto cittadino.

Invita pertanto a continuare a vivere in spirito di gratitudine e a sostenere iniziative di solidarietà a favore di chi è nel bisogno, così come è stato deciso e annunciato dalla comunità francescana, perché la vera devozione e l'affetto sincero verso san Francesco trovino espressione nel riconoscere il valore e la dignità di ogni essere umano, chinandosi sulle sue ferite.

Questo il testo integrale della lettera inviata nella mattinata di oggi, 8 aprile:

«Caro Signor Sindaco, cari concittadini di Assisi,

vi scrivo qualche tempo dopo la conclusione dell'ostensione del corpo di san Francesco, evento che ha caratterizzato questo primo scorcio dell’anno centenario, per rivolgere a ciascuno di voi un pensiero di sincera e profonda gratitudine per la preziosa collaborazione dimostrata in quei giorni così particolari. L'impegno dell'Amministrazione comunale e le attenzioni messe in atto da tutta la cittadinanza hanno permesso di mostrare la nostra amata città come un autentico focolare di pace e di fraterna accoglienza.

I riscontri che ancora ci giungono da parte di numerosi pellegrini giunti ad Assisi con le proprie famiglie, parrocchie e comunità sono altamente positivi e sono spesso accompagnati dall’apprezzamento per l’organizzazione, sia in Basilica sia lungo i vari percorsi esterni, oltre che dal ringraziamento per aver potuto vivere l’intera esperienza in serenità.

Noi frati siamo consapevoli che la presenza di un numero così ampio di persone ha necessariamente comportato inevitabili disagi e ha alterato i ritmi della vostra quotidianità. A nome di tutta la comunità vi ringrazio di cuore per la pazienza e per lo spirito di collaborazione con cui avete affrontato queste giornate. Al contempo, riconosco come questo tempo di grazia abbia rappresentato una straordinaria opportunità e una preziosa risorsa, non solo spirituale ma anche materiale, per il tessuto cittadino nel suo insieme.

In questo spirito di profonda comunione, desidero condividere con voi una scelta maturata dalla nostra fraternità del Sacro Convento. A fronte di una proposta che abbiamo voluto offrire come assolutamente gratuita, i pellegrini sono stati davvero generosi e hanno contribuito volontariamente in modo significativo. Tutto quanto ricavato da tali offerte, detratti i costi reali sostenuti per l'organizzazione dell'evento – per il quale attendiamo anche il contributo del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di san Francesco – sarà interamente destinato alle iniziative di solidarietà sostenute dal Sacro Convento. Ciò rientra in uno stile che già da tempo abbiamo assunto: non tutti sanno, per esempio, che, mentre il ricavo netto del negozio di souvenir della Basilica raccolto nei giorni feriali viene utilizzato per i restauri e il mantenimento del complesso santuariale, quello delle domeniche e dei giorni festivi viene regolarmente offerto in beneficenza.

L'ostensione del corpo di san Francesco è stata certamente una sorgente di lavoro, reddito e sostegno per la città. Per questo motivo, vi invito con cuore aperto a unirvi a noi frati in questo flusso di generosità, condividendo una parte dei vostri guadagni con i più poveri e gli emarginati. Come ho già avuto modo di sottolineare durante la conferenza stampa conclusiva, il nostro desiderio principale in questo senso è rivolto a sostenere l'hospice dedicato ai bambini affetti da patologie oncologiche che, auspichiamo, sarà realizzato in tempi ragionevoli dalla Regione.

Vi invito a sostenere questo delicato progetto, ad abbracciare altre iniziative guidate dalla nostra comunità francescana, o semplicemente ad aiutare opere di bene a favore di qualsiasi causa caritatevole che vi stia a cuore.

Possano la luce e la grazia scaturite dalla venerazione delle spoglie di san Francesco ispirare pensieri nuovi e aiutarci a crescere costantemente nell'unità e nella solidarietà. Riconoscere il valore di ogni altro essere umano, chinandosi sulle sue ferite, è il modo più bello, autentico e vero per esprimere la nostra viva devozione a san Francesco e per testimoniare ancora che, solo se il seme caduto in terra muore, porta molto frutto, secondo la parola del Vangelo con la quale abbiamo voluto accompagnare la visita dei pellegrini.

Con profonda riconoscenza e in fraterna preghiera, vi saluto, a nome di tutta la comunità, con le parole che ci ha lasciato san Francesco: il Signore vi dia pace!»

 

L’APCN ha festeggiato a Napoli il suo primato italiano, unendo solidarietà ed eccellenze di gusto

Al Bertolini's Hall, si è tenuto un evento dagli altissimi valori per la gastronomia, il sostegno e la fratellanza denominato “CHARITY DINNER 2026”

 

De Girolamo 250Il ristorante Bertolini's Hall, che collegato alla strada da un ascensore scavato nella roccia, grazie alla posizione che offre un panorama mozzafiato, uno dei più incantevoli della città, in uno dei luoghi più esclusivi nel cuore di Napoli, con la sua eleganza senza tempo e uno stile inconfondibile, ha ospitato una serata che rimarrà indimenticabile agli intervenuti oltre che per le bellezze paesaggistiche dell’intero golfo partenopeo godute dall’alto, anche soprattutto per gli alti valori che l’APCN e l'Associazione Autismo in Movimento Campania hanno voluto unire.

La kermesse organizzata per volontà dello chef Giuseppe Sorrentino, presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi di Napoli e l'Associazione Autismo in Movimento Campania aps, presieduta da Annalisa Vetrano, unitamente all’accoglienza offerta dal Bertolini's Hall, ha voluto essere una serata dove è stato festeggiato lo strepitoso riconoscimento della Cucina di Napoli come migliore cucina italiana del 2026 ed il contributo offerto dagli intervenuti alla cena devoluto all’A.A.M.C.

Dopo i saluti ed il ringraziamento rivolto agli ospiti da Sorrentino, Vetrano e i titolari della struttura si è passati alla cena che, personalmente, sono costretto a definire ECCELLENTE in quanto come sul dirsi la perfezione non esiste. Piatti molto attuali, con una presentazione accattivante, signorile e di ottimo impatto visivo a cui seguivano dei sentori che spingevano ad una degustazione pronta ad ottenere il plauso del gusto, dove si evinceva la bontà dei prodotti utilizzati per una elaborazione realizzata con passione ed arte per far esprimere al piatto una sinfonia di sapori che ottimamente si univano per formare un tutt’uno di primato della cucina. Quella cucina dei cuochi dell’APCN che conferma il titolo nazionale di “Miglior Cucina d’Italia” come assegnato al “Team Culinary Napoli” ai “Campionati della Cucina Italiana” che la Federazione Italiana Cuochi organizza in campo nazionale a Rimini Fiera, nel mese di febbraio, nel corso della manifestazione “Bee & Food Attraction” che ha permesso la conquista dell'Oro Assoluto e del Premio Critica Gastronomica assegnato da una apposita giuria composta da noti giornalisti del settore come Jessica Gravante, Maria Giovanna Labruna direttrice di La Gazzetta del Food, Tiziano Argazzi direttore di Viaggi & Gusti Channel, lo Chef e giornalista Alessandro Circiello che cura, per il sodalizio, i rapporti con le istituzioni ed altri giornalisti, con il coordinamento di Antonio Iacona che da sempre ha curato e cura anche le relazioni con la stampa.

Un momento particolarmente emozionante è stato quando il Team Manager Chef Giuseppe Spina è stato insignito, in via straordinaria, del Premio Monzù istituito dall'Associazione Provinciale Cuochi di Napoli, riconoscimento che premia la dedizione, la professionalità e i risultati eccezionali ottenuti durante la sua carriera e alla guida del Team.

Al bellissimo e riuscitissimo evento, che ha dato vita ad una serata speciale per la solidarietà e l'inclusione, come affermato da Sorrentino: “Quando si agisce con il cuore si vince sempre”, hanno collaborato la Lady Chef Giusy Di Castiglia, il Vicepresidente del Consiglio Direttivo Antonio Papale e la LadyChef responsabile provinciale del Compartimento Federica Sapienza. Presente alla serata anche Dario Duro, fiduciario della sezione Napoli dell’A.M.I.R.A. e numerosi chef tra cui Ciro Cerqua e Salvatore Spruzzo.

Sorrentino e Vetrano, hanno rivolto un sentito ringraziamento a tutti gli sponsor e partner: MAIN SPONSOR Sun's Royal Park, VIM Immobiliare, SATI - Produttori di Soluzioni, Mattia D'Angelo Catering & Banqueting, Garage Vittorio Emanuele, Caseificio Franzese, "Marr dove c'è ristorazione" nella persona di Enzo Di Maio, Domenico Fioretti - Mastro Fornaio, Agri Solaris & Cantine – Benevento, Ittica Nemo – Policastro, Janara, SAIDI - Immagina Realizza Crea, Palazzo Nemo Eventi, Rosanna Vitiello - Wedding Planner & Designer, Autouno Group Marechiaro il sig. Angelo Barbaro, Conad Smcv, Gerli, Divise&Divise – Abbigliamento Professionale, Workline - Abbigliamento Professionale, GDC Strategic Consulting & Representation.

Giuseppe De Girolamo

Salvatore Jimmy Allocca artista

 

Foto Allocca 250L’artista Salvatore Jimmy Allocca dotato di grande passione per la musica ha sempre dimostrato attraverso le sue pubblicazioni di quanto fosse importante la musica come fenomeno di collaborazione, espressione ed emozione. Attraverso concerti, concorsi ed eventi, ha cercato di diffondere la bellezza della musica. Jimmy Allocca è sempre stato motivato dal desiderio di ottenere dalla chitarra quello che cercava.  Nasce come artista, chitarrista, cantante, ed inizia nel 1990 a comporre e produrre i primi brani, influenzato dalla musica anglo - americana degli anni 50’ 60’ e 70’.
Numerosi sono i live nei locali ed eventi di musica Rock e vanta di un'attuale discografia di ben16 album incisi tra il 1990 al 2019.
Rock con influenze psichedeliche blues e country/western accompagnano ancora oggi i suoi progetti live. Sul web è possibile trovare il primo album inciso negli anni 90 dove seguiranno nei prossimi mesi il resto della discografia completa con eventuali raccolte. Jimmy Allocca ritorna sulla scena per rievocare ricordi, emozioni, per rivivere quella musica che stimola passione, piacere. Se la musica è il mezzo che dà voce all’invisibile, l’artista Jimmy Allocca diventa strumento che dà voce all’anima. Musica e anima, caratterizzate entrambe da un’essenza ineffabile. La musica ha le sue radici nell’anima e le radici dell’anima sono in un “altrove” al quale la musica fa ritorno dopo essere stata composta ed eseguita. Entrambe appartengono a una sorta di memoria cosmica e per entrambe il tempo si declina solo al presente.
Convinto che la musica costituisca una dimensione importante del “fare anima”, l’artista Jimmy si muove, tra il mondo interno dell’individuo e l’arte musicale. Emozioni e sentimenti sembrano sigillare le pagine musicali dell’artista Allocca che convinto afferma: ‘’Siamo tutti esseri dotati di una forte sensibilità e la musica ci aiuta a tradurre in realtà quei sogni che aspettano solo di essere realizzati’’.

 

 

 

Gran successo AIBES per il concorso riservato agli istituti alberghieri campani

 

Carmela Luisa Soletti primeggia fra tutti

 

De Girolamo 250L’Istituto Professionale Statale per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera “G. Rossini” di Napoli, ha accolto l’Associazione Italiana Barman e Sostenitori sezione Campania, per disputare la Finalissima 2025/26 della 6a edizione della gara di cocktail riservata agli allievi degli istituti Alberghieri della Campania che, in contemporanea ha visto lo svolgimento finale della 3a edizione del Premio AI…BES. A conquistare il primo posto su tutti è stata Carmela Luisa Soletti del “De Medici” di Ottaviano. La giovane, bella, spigliata, altamente professionale nella presentazione in lingua italiana ed inglese, giudicata da una competentissima giuria della quale facevano parte anche Dario Duro, fiduciario della sezione A.M.I.R.A. di Napoli, Franco Pennacchioni, Paolo Ferretti, Grande Amico di Aibes Campania e figlio dell’Indimenticabile “MIMMO” Ferretti, Maurizio Scott per “Martinotti” e Fierro Amato, giovane Bartender, con il suo elaborato cocktail ha trionfato alla VI^ Edizione del GP Next Generation Bartender 2025/26. La kermesse, riservata agli allievi degli Istituti Alberghieri della Campania, si è chiusa al termine di un circuito di tre tappe più la Finalissima. Le tre tappe, ospitate in modo super professionale e con una eccezionale accoglienza, si sono svolte presso l’Istituto “Striano-Terzigno” di Striano (NA), l’”I. Cavalcanti” di Napoli, il “Ferraris” di Caserta, per poi giungere al “Rossini” di Napoli, dove gli alunni vincitori delle precedenti selezioni hanno disputato la Finalissima del Concorso che, Luigi Gargiulo, fiduciario della sezione AIBES Campania, porta avanti da anni con grande impegno ed orgoglio.

Una competizione che ha permesso di vivere un percorso entusiasmante e stimolante per allievi, professori ed organizzatori con una finale dove, gli allievi giunti in competizione, si sono dimostrati già pronti per palcoscenici molto importanti con performance degne di Bartender affermati.

Grande soddisfazione è stata espressa da Luigi Nunziata, docente di sala e vendita, del “De Medici” di Ottaviano per la conquista del più alto gradino del podio da parte di Carmela Luisa Soletti, ma anche perché Carmela ha preceduto di pochissimo il compagno d’Istituto Giovanni Perillo, già giovane promessa dei Bartender campani, che a sua volta ha staccato con qualche punto in più Alessandro Migliaro del “Domenico Rea” di Nocera Inferiore (SA). Inoltre la vincitrice era già proveniente da un’altra grande vittoria conquistata giorni addietro al Concorso che l’Associazione Maître Italiani Ristoranti e Alberghi organizza annualmente ad Aquileia denominato “Le Donne nell’Arte del Flambé”.

In una classifica per Istituti, mai così equilibrata come in questa edizione, a prevalere è stato il “Rossini” di Napoli sul “De Medici” di Ottaviano (NA) ed il “Domenico Rea” di Nocera Inferiore (SA).

In concomitanza della Finale del GPNGB si è conclusa anche la terza edizione del Premio AI…BES. Ad aggiudicarsi questo premio è stato Christian Cesaro del “Virtuoso” di Salerno, con gli altri allievi ritenuti tutti meritevoli del secondo posto.

Varie Giurie composte da professionisti del settore, per un totale di quindici Giudici tra cui illustri ospiti e Bartender Professionali, per la maggior parte membri di A.I.B.eS. Campania. hanno giudicato gli allievi in gara per: Gusto, Aspetto dei Cocktail, Lingue Straniere, Padronanza dei movimenti ed altre padronanze che questa professione richiede.

L’intera giornata di gare è stata presentata dalla professoressa, Michela Sannino, encomiabile conduttrice oltre che socia AIBES. 

La manifestazione è stata organizzata grazie al supporto di tanti amici e partner e soprattutto grazie alle tre Aziende Main Partner dell’Evento: Bollicine Martinotti, Fabbri 1905 e Maurizio Russo ed alla Dirigente scolastica Teresa Martino, che ha riservato alla kermesse una particolare e lodevolissima accoglienza insieme al suo staff ed a tutto l’IPSEOA Rossini di Napoli.

Un grandissimo ringraziamento, Gargiulo ha doverosamente, voluto rivolgere al gruppo di lavoro di Aibes Campania, che lo ha supportato nel suo impegno. Citazioni particolari sono state rivolte a Alfonso Lazzazzara, Rosario Restino, Pasquale Falco, Massimo Maiorano, Gianni Anselmo, Maurizio Scott, Franco Gargiulo, Tonino Coppola, Raffaele Gargiulo, Franco Russo, Andrea Pinto, Benito Rispoli, Marco Cimmino, Ferdinando Apreda, Luigi Sgaglione presenti in tutte le tappe con sacrifici economici e personali pur di essere di supporto a Gargiulo.

Durante la Finale è stato consegnato al Bartender Professional A.I.B.eS. Franco Russo un Premio Speciale intitolato al compianto “Salvatore Fusco” che l’autore Rosario Restino ha letto con gran commozione.

Prima delle premiazioni, Luigi Sgaglione, campione di Freestyle, il Flair bartender che la sezione Campana dell’AIBES vanta, si è esibito in un applauditissimo show acrobatico tra shaker, bicchieri, bottiglie e liquori che incantando tutti ha dimostrato la sua grande bravura.

La giornata si è chiusa con il taglio di tre grandi e bellissime torte dedicate all’evento.

Notevole è stato, come sempre, il generoso impegno gratuito offerto da Michele De Angelis che con la sua MDA Set Comunication ha realizzato i bellissimi reportage di video e foto. La galleria delle foto del Concorso, con classifiche ed altro sono consultabili sul sito: https://gpbarmandomani.weebly.com

Giuseppe De Girolamo

Vesuvio: oltre 2.600 visitatori a Pasqua, attese presenze analoghe a Pasquetta

 

Sentiero Veuvio 3 250Il Vesuvio registra nei giorni di Pasqua e Pasquetta un primo significativo banco di prova della stagione turistica 2026, confermando la forte attrattività del sito tra turisti italiani e stranieri.

La giornata di Pasqua ha fatto segnare un’affluenza particolarmente rilevante al cratere, mentre per oggi, Pasquetta, si prevedono numeri analoghi, in linea con il trend delle prenotazioni.

Alla luce di questo avvio particolarmente intenso, l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio si prepara ad accogliere i visitatori con un sistema di servizi potenziato, pensato per garantire sicurezza, comfort e qualità dell’esperienza.

In questa prospettiva, a partire dal 3 aprile e fino al 31 ottobre 2026 sarà operativo tutti i giorni il servizio di ambulanza per il primo soccorso.

Accanto al servizio di primo soccorso, l’Ente Parco ha provveduto all’installazione di servizi igienici dedicati ai visitatori e al rafforzamento delle attività di sicurezza e presidio dell’area.

«Il dato di 2.640 visitatori registrati nella giornata di Pasqua conferma in modo chiaro la grande attrattività del Vesuvio e l’efficacia del sistema di accesso programmato – dichiara il presidente, Raffaele De Luca –. Per Pasquetta prevediamo numeri analoghi, segno di una stagione turistica che si apre sotto i migliori auspici. Abbiamo potenziato i servizi per garantire sicurezza, accoglienza e una visita all’altezza delle aspettative».

L’iniziativa conferma il percorso intrapreso dall’Ente Parco per una gestione sempre più attenta e responsabile del sito, capace di coniugare valorizzazione, sostenibilità e cura del visitatore.

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