Cronaca

Leone XIV a Pompei il prossimo 8 maggio. L’arcivescovo Caputo a Maria con te: «Che gioia ricevere sua Santità, tutti i giorni recitiamo il rosario per lui e con lui, invocando la pace»

 

Mons. Tommaso Caputo 250«L’8 maggio celebriamo la Madonna qui venerata ed è uno dei due giorni nei quali annualmente, qui, si recita la Supplica composta da san Bartolo Longo nel 1883. Questa volta ricorderemo anche il 150° anniversario della posa della prima pietra del tempio, l’8 maggio 1876, e sarà una vera gioia poterlo fare col Santo Padre, che proprio in questa data, un anno fa, è stato scelto quale Successore di Pietro, guida e pastore della Chiesa universale». Così l’arcivescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, nell’intervista sul numero in edicola di Maria con te, settimanale mariano del Gruppo Editoriale San Paolo, racconta l’attesa per l’arrivo di Leone XIV il prossimo 8 maggio nella cittadella mariana fondata da Bartolo Longo, canonizzato proprio da papa Prevost lo scorso 19 ottobre. «Non dimenticheremo mai le parole che pronunciò affacciandosi alla loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro, ricordando l’orazione che si era levata qui poche ore prima. Da allora, il pensiero orante per lui è continuo e corale. Ne sosteniamo il cammino con la preghiera che ci è più cara: il Santo Rosario. Preghiamo per lui e con lui, invocando soprattutto pace per il mondo che spesso sembra conoscere solo il linguaggio distruttivo della guerra. La preghiera è il modo più bello per esprimere tutta la gioia che abbiamo nel cuore. Desideriamo che il Papa trovi una Chiesa viva e una città aperta e accogliente. I due milioni di pellegrini che ogni anno visitano il santuario per attingere alla spiritualità del Rosario testimoniano la vitalità del carisma di san Bartolo. Un carisma non solo di fede, ma anche di carità, tuttora attiva nelle numerose opere sociali da lui ideate che accolgono centinaia di bambini, giovani, ragazze madri, donne e minori in difficoltà, persone con disabilità, poveri, immigrati. Saranno proprio loro i protagonisti dell’incontro col Papa. In Campania non c’è città o paese che non abbia una profonda devozione a Maria, venerata con vari titoli. Questa terra è ricca di umanità e di fede, ha una vocazione naturale alla speranza, che riesce a far guardare con ottimismo al futuro malgrado i tanti problemi. La visita del Papa sarà una benedizione per Pompei, per Napoli, per Acerra e per tutta la regione. Incontrarlo ci darà forza e sostegno nell’opera quotidiana a servizio della ricerca del bene comune. Il 5 maggio 1901, nel discorso inaugurale della monumentale facciata del santuario, Longo disse: “Un giorno noi vedremo la bianca figura del Rappresentante di Cristo benedire le genti accolte in questa piazza, acclamanti la pace universale”. Con l’arrivo di Leone XIV quelle parole si concretizzeranno per la quinta volta, dopo le visite di Giovanni Paolo II, nel 1979 e nel 2003, Benedetto XVI, nel 2008, e Francesco, nel 2015».

 

Con il restauro delle opere di Agostino Beltrano sarà ricomposto il Trittico Eucaristico nel duomo di Pozzuoli

 

foto trittico beltrano n1 250È iniziato il restauro delle tele di Agostino Beltrano, “Re Davide” e “Melchisedek”, ritrovate nei depositi del museo di Capodimonte nel 2022foto trittico beltrano n3 250 dal prof. Giuseppe Porzio dell’Università di Napoli l’Orientale, alle quali si aggiungerà a maggio anche la monumentale “Ultima cena”, dell’autore, attualmente nella sacrestia della cattedrale puteolana. Con questo recupero di Beltrano sarà così ricomposto il prezioso Trittico Eucaristico del duomo di Pozzuoli. L’annuncio viene dato contemporaneamente dal vescovo di Pozzuoli e di Ischia, monsignor Carlo Villano e dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt.


«Capodimonte, principale pinacoteca del mezzogiorno, seconda in Italia per importanza dopo gli Uffizi – ha sottolineato Schmidt –, vuole dialogare sempre più con il territorio in particolare contribuendo con il patrimonio dei propri depositi a scrivere la storia dell'arte in Campania attraverso, restauri, restituzioni ed esposizioni anche di lungo periodo. Particolarmente significativa, poiché si collega alla valorizzazione del territorio flegreo, è la prima collaborazione di questo nuovo programma con la Diocesi di Pozzuoli per questo storico riallestimento». Il recupero del trittico puteolano ha fornito inoltre l’occasione per presentare il progetto “Capodimonte diffuso”.

Per il vescovo Villano «questo recupero costituisce un segno di speranza per il nostro territorio flegreo, che nonostante il bradisismo, desidera riappropriarsi della propria vita, ripartendo sempre e di nuovo dalla bellezza dei suoi luoghi e della sua storia. Inoltre tornare all’Eucaristia attraverso l’espressione artistica di Beltrano sarà per ogni visitatore l’occasione per ripensare a quel segno che annuncia la presenza di Dio nella storia, il suo farsi carne, il suo donarsi per amore come vita del mondo. Come canta la tradizione della Chiesa, l’Eucaristia è il segno di unità, il vincolo di carità, il memoriale della morte e resurrezione del Signore, il farmaco dell’immortalità. Un augurio anche per le prossime festività pasquali».

«Seguiremo con attenzione e con cura tutto il processo di restauro del trittico originario che restituirà una ricchezza pittorica adesso non più leggibile», ha dichiarato Paola Ricciardi, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'Area Metropolitana di Napoli, che collabora alla realizzazione di questo progetto di ricomposizione.

Afferma ancora il vescovo: «La collaborazione con il Museo di Capodimonte, la Soprintendenza ABAP dell’area metropolitana di Napoli e l’Università di Napoli l’Orientale è la prova che unendo le forze si possono realizzare grandi cose, che non solo promuovono il bene della società, ma danno testimonianza di come si diventa comunità».

Per info: Direttore Ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici di Pozzuoli Don Roberto Della Rocca – cell. 3331673982

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Le tele di Agostino Beltrano

foto trittico beltrano n2 250Il ciclo delle tele con Melchisedek nell’atto di offrire pane e vino, re Davide in trono e l’ultima cena, fu commissionato per la cappella del Santissimo Sacramento del Duomo di Pozzuoli da fra Martín de León y Cárdenas, vescovo dal 1631 al 1650. Le due tele identificate dal professor Porzio, erano unicamente registrate nell'inventario Causa avviato intorno al 1970. Restano ancora oggetto di studio archivistico le modalità con cui le due opere sono giunte a Capodimonte: non è infatti chiaro se il trasferimento sia avvenuto prima o dopo l'incendio del 1964 che devastò il Duomo. Nella Cattedrale al rione Terra il trittico tornerà accanto alle opere di Massimo Stanzione (di cui fu stretto collaboratore Beltrano, marito della pittrice Diana De Rosa), Artemisia Gentileschi e Giovanni Lanfranco. Il complesso restauro, sostenuto dalla Diocesi di Pozzuoli, grazie al contributo dei fondi 8xMille alla Chiesa Cattolica è a cura dello Studio Ermes di Iriana Suprina Petrovic.

"TRITTICO EUCARISTICO DI POZZUOLI”

AGOSTINO BELTRANO

Ultima Cena

misure 343 x 212

Melchisedek

Re David

misure 179 x 92 Invv. IC 2831, IC 2830

XVII secolo Olio su tela, Da Duomo di Pozzuoli

Calcio e Solidarietà: Fondazione Italiana Diabete e FIGC insieme

per la ricerca di una cura al diabete di tipo 1

 

Durante il match Italia-Irlanda del Nord, lo spot con Massimo Ambrosini e Leonardo Bonucci che inviteranno a donare tramite SMS solidale al 45594 o sul sito fondazionediabete.org

 

ADV TIPO1 1920x1080px 250Bergamo – Questa sera c’è un motivo in più per guardare gli Azzurri affrontare l’Irlanda del Nord a Bergamo nella semifinale play-off delle qualificazioni ai Mondiali 2026: la Federazione Italiana Giuoco Calcio sarà al fianco della Fondazione Italiana Diabete (FID) per sostenere una grande iniziativa di sensibilizzazione. Durante la partita sarà, infatti, trasmesso lo spot “Scendi in campo per la cura del diabete tipo 1”, che vede come testimonial d’eccezione Massimo Ambrosini e Leonardo Bonucci. I due campioni inviteranno tifosi e appassionati a sostenere concretamente la ricerca, contribuendo con una donazione tramite SMS solidale al numero 45594 oppure tramite il sito fondazionediabete.org.

La campagna ha ottenuto il supporto di RAI per la Sostenibilità ESG attraverso i canali di RAI Sport.

“L’unico modo per vincere la partita contro il diabete di tipo 1 è giocare tutti nella stessa squadra”, dichiara Nicola Zeni, Presidente della Fondazione Italiana Diabete. “Questa iniziativa rappresenta un’opportunità straordinaria per portare l’attenzione del grande pubblico su una malattia ancora troppo poco conosciuta e per sostenere concretamente la ricerca scientifica. Grazie al supporto della FIGC e alla visibilità della Nazionale, possiamo coinvolgere milioni di persone in una sfida fondamentale: trovare una cura definitiva per il diabete di tipo 1. Ogni contributo può fare la differenza”.

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, cronica e degenerativa per la quale, ad oggi, non esistono strumenti di prevenzione né una cura definitiva. In circa la metà dei casi si manifesta in età pediatrica o adolescenziale.

In Italia sono circa 250.000 le persone che convivono con questa patologia, costrette a sottoporsi quotidianamente alla somministrazione di insulina e a una gestione complessa della malattia. L’insulina, infatti, rappresenta una terapia salvavita ma non una cura, e non elimina il rischio di crisi ipoglicemiche nel breve periodo né quello di gravi complicanze nel lungo termine.

La Fondazione Italiana Diabete ETS è il principale ente in Italia impegnato nel finanziamento della ricerca scientifica per arrivare a una cura definitiva del diabete di tipo 1.

In 16 anni di attività, FID ha sostenuto circa 50 progetti di ricerca a livello internazionale, per un investimento complessivo di quasi 2,5 milioni di euro. A partire dal 2026, la Fondazione è inoltre l’unico ente italiano a finanziare un consorzio europeo dedicato alle terapie cellulari, una delle frontiere più promettenti nella lotta alla malattia.

Parallelamente, FID è attiva sul fronte dell’advocacy istituzionale e ha promosso la Legge 130/2023, che introduce lo screening per il diabete di tipo 1 e la celiachia nei bambini.

 

 

In tanti alla solenne celebrazione di insediamento nella cattedrale di San Rufino; toccanti momenti in Porziuncola, al Serafico, a San Francesco, sulla tomba di San Carlo Acutis e dalle clarisse; festosa accoglienza in piazza del Comune e saluto delle autorità

MONSIGNOR FELICE ACCROCCA È IL NUOVO VESCOVO

"Francesco, una bomba atomica da far esplodere perché il sogno della pace si avveri”

Foto Accrocca e Sorrentino 250ASSISI,  25 marzo 2026 – “Oggi dico a noi tutti, autorità civili, religiose e confratelli: lavoriamo insieme perché il sogno della pace si avveri. Questo ci aiuterà a trovare vie e percorsi di vita pastorale che abbiano, su questo tema, dei cardini fondanti. Il Signore ci aiuti, la Vergine santa ci sostenga e interceda per noi e con lei intercedano dal cielo i nostri Santi”. È l’appello finale dell’omelia di monsignor Felice Accrocca, nuovo vescovo della Diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino, in attesa della presa di possesso anche della Diocesi di Foligno di sabato 28 marzo. Mercoledì 25 nella Cattedrale di San Rufino il passaggio di consegne - con lo scambio del pastorale - tra monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico della Diocesi, e il nuovo pastore. Poco prima il monsignor Accrocca era salito a piedi per fare il suo ingresso in cattedrale dove, sul sagrato, ha ricevuto l’omaggio di una rappresentanza dell’Ente Calendimaggio e delle due Parti in costume. A seguire, il suggestivo e toccante rito di insediamento con il discorso caloroso del vescovo emerito Sorrentino, la lettura, da parte del delegato generale, don Giovanni Zampa, della lettera apostolica di papa Leone XIV di elezione del nuovo pastore, l'annuncio da parte di Sorrentino dell'insediamento di Accrocca e il passaggio di mitra e pastorale, con i quali il nuovo vescovo sale e siede sulla cattedra della diocesi.

 

Nel resto dell’omelia il nuovo vescovo, partendo dal Vangelo del giorno, ha sottolineato la forza della “Parola di Dio che ci aiuta e ci spinge a riflettere sulle scelte di Dio. L’unico che ha3 Passaggio Pastorale 250 potuto cercare una madre per sé andando a prenderla in un villaggio sconosciuto, non nei centri dell’impero: una ragazza povera, perché, come disse il Signore stesso a Samuele quando si recò a Betlemme, per ungere un nuovo re Dio non guarda ciò che guarda l’uomo: l’uomo guarda l’apparenza, Dio guarda il cuore. E Maria, donna di fede, si mette nelle sue mani e si affida a Dio perché operi attraverso di lei. Mi chiedo oggi perché a me – ha chiesto monsignor Accrocca - ?. Perché gli studi francescani che sono stati menzionati anche nella bolla papale non bastano. Perché a me? Non lo so. Dio lo ha permesso e io mi affido a lui, serenamente. Non ho programmi, mi sembra irrispettoso presentarmi con programmi già fatti: ci conosceremo a poco a poco e indicheremo assieme mete nuove: non ho progetti né programmi, ma ho un sogno: salendo in città, venendo dalla Porziuncola, poco prima della prima rotonda, ci accoglie una scritta: ‘benvenuti in Assisi città della pace’. Ecco – ha continuato - sogno una chiesa di pace, per la città della pace. Una pace tra noi, innanzitutto, perché dobbiamo fare della chiesa un coro, dove le voci si accordano insieme, dove le diversità siano valorizzate. d’altronde diceva Tonino Bello, ‘la pace è la convivialità delle differenze’.  Vorrei che questa città contribuisse a instaurare una pace diversa nel mondo in un momento in cui il mondo è su un crinale pericoloso: la guerra si ammanta di parole come giustizia e libertà, ma gli interessi sono altri e a muoverli sono poche persone, a spese degli anelli deboli della catena che sono i primi a morire”.

“Prima al Vescovado – ha aggiunto - ho fatto vedere ai giornalisti il Cristo di Benevento spezzato dalle bombe, che ha resistito a tanti terremoti e fu raso al suolo dal fuoco amico, dopo che era stato firmato l’armistizio. Fu sventrato da una deflagrazione, da un ordigno, e mi chiedo allora: cosa succede nelle viscere di una persona? Cosa succede oggi in cui la guerra nasce per motivi economici e di potere? Vorrei richiamare Rufino da Bologna, autore del “De Bono Pacis”, scritto qualche decennio prima di Francesco. Nel libro dice: ‘la terra è data a tutti gli uomini’, non possono esserci pochi che sprecano e molti che soffrono. E la situazione attuale dice qualcosa di molto doloroso e pericoloso: vorrei avere la forza che Francesco ebbe predicando da Bologna: chi lo vide, uno studente croato che lo raccontò decenni dopo disse ‘la persona era spregevole, la faccia senza bellezza, con un abito sudicio, ma Dio dette tanta forza alle sue parole e famiglie scosse dalla guerra furono piegate a patti di pace’. Noi abbiamo la bomba atomica di Francesco e dobbiamo far esplodere questa bomba come fece lui con gesti paradossali ma evangelici, perché il Vangelo – ha proseguito - ha le sue ragioni che la ragione non ha. Ai potenti e a chi procura tanta sofferenza vorrei dire: possano incontrare Dio ora come Padre prima di doverlo incontrare come giudice”.

5 Abbraccio 250Commovente l’abbraccio con monsignor Sorrentino che, in apertura della celebrazione, gli aveva rivolto queste parole: “Caro fratello Felice metti i piedi, e non è certo nuovo per te, in una terra di Santi: il patrono San Rufino, i compatroni San Rinaldo a Nocera e beato Angelo a Gualdo, San Francesco e Santa Chiara, tanti altri che li hanno seguiti fino al giovanissimo Carlo Acutis. Santi, che attirano il mondo, come ancora s’è visto per l’ostensione appena conclusa dei resti morali del Padre Serafico. Una Chiesa, la nostra, davvero privilegiata. Non potrei tuttavia fingere - le parole di monsignor Sorrentino - dopo vent’anni di ministero, che essa non conosca le odierne fatiche della fede. E si vedono tutte, se solo lo sguardo passa dal numero impressionante di pellegrini, alla vita quotidiana, tra le strade e le case, dove i bimbi diminuiscono e con essi il futuro, e dove la fede perde colpi nella tenuta del matrimonio, nella perseveranza cristiana degli adolescenti e dei giovani, nell’altezza etica della cultura e dei media sempre meno sintonizzati con il Vangelo. Cristo, insomma, non va più dato per scontato. Il Vangelo va riannunciato, come e più del tempo di Francesco”.

SALUTO DEI FRATI A SANTA MARIA DEGLI ANGELI

Prima della messa per la presa di possesso a San Rufino, monsignor Accrocca aveva simbolicamente visitato la città in sei tappe, a partire dalle ore 15.30 con la preghiera in Porziuncola: ad accoglierlo il custode della Basilica di Santa Maria degli Angeli e vicario episcopale per la Basilica, padre Massimo Travascio e dal provinciale dei Frati Minori, fra Francesco Piloni: “La Provincia Serafica dei Frati Minori di Umbria e Sardegna accoglie con profonda gioia il nuovo pastore monsignor Felice Accrocca, studioso appassionato e conoscitore autentico del francescanesimo, la cui lunga esperienza accademica presso l’Istituto Teologico di Assisi testimonia un legame vivo e fecondo con il carisma di san Francesco”, le parole di fra Piloni. “Nel giorno dell’Annunciazione, che richiama anche il 25 marzo 1569, quando fu posta la prima pietra della Basilica di Santa Maria degli Angeli - aggiunge padre Travascio - questo inizio assume un valore ancora più significativo. Nell’ingresso del vescovo nella sua nuova diocesi proprio alla Porziuncola riconosciamo un segno provvidenziale, e alla Beata Vergine degli Angeli tutta la Fraternità francescana affidiamo il suo ministero perché sia ricco di ogni grazia e benedizione”. Dopo la preghiera e l’omaggio floreale in Porziuncola nella Cappella del transito il nuovo vescovo ha salutato uno ad uno i frati della comunità francescana.

ACCOGLIENZA AL SERAFICO

Alle ore 16 il vescovo ha incontrato, al Serafico di Assisi, la presidente della struttura, Francesca Di Maolo, accompagnata dal cappellano, fra Alfredo Avallone, da alcuni ragazzi e dagli operatori. “L’inizio del cammino di monsignor Accrocca, con lo sguardo rivolto ai più fragili, mostra fin da subito il tratto del suo ministero. La visita al Serafico lo conferma: non un gesto simbolico, ma l'impronta di un futuro che sceglie la prossimità”, le parole di Di Maolo. Il vescovo ha preso la parola sottolineando come Fra Ludovico da Casoria, (Fondatore del Serafico n.d.r.) “è stato un uomo che ha tradotto in maniera concreta il concetto dell'amore. Grazie – ha aggiunto - per quello che siete e per quello che fate”. Uscendo dopo il discorso ha salutato uno ad uno i ragazzi.

PREGHIERA A SAN FRANCESCO E SALUTO DEL CUSTODE

È seguita la preghiera nella Basilica di San Francesco, dove monsignor Accrocca è stato accolto dai francescani conventuali e dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni.7 Bolla 250 "Come frati - le sue parole - abbiamo il privilegio di conoscere e apprezzare mons. Felice Accrocca da molto tempo, soprattutto per la sua profondissima competenza negli studi francescani, sempre messa a disposizione con chiarezza e particolare capacità divulgativa. Negli incontri con lui abbiamo potuto anche riconoscere la sua empatia a livello interpersonale e intuire la sua bella sensibilità pastorale, segnata sicuramente dall'amore per Francesco d'Assisi e la sua spiritualità".

PREGHIERA SULLA TOMBA DI SAN CARLO ACUTIS E INCONTRO CON I GIORNALISTI

Terzultima tappa del pomeriggio, la preghiera al Santuario della Spogliazione dove monsignor Accrocca, è stato accolto dal Rettore del Santuario, padre Marco Gaballo, dai genitori di San Carlo Acutis e da una rappresentanza di giovani, per un breve momento di preghiera e un breve momento con la stampa “Dobbiamo pregare per la pace del mondo prima che scoppino altre guerre e trovare la via per sprigionare Francesco. Francesco è un ‘pazzo’ e dobbiamo trovare il modo di slegare questa pazzia. Assisi è una città prodigiosa, si vede da lontano un asse che va da San Francesco a Santa Chiara: Francesco è attuale perché ci ricorda il Vangelo ed è ora che noi cominciamo a fare scelte evangeliche. Il Vangelo non ci consente scelte di testa: parafrasando Pascal, il Vangelo ha delle ragioni che la ragione non ha e noi dobbiamo lasciarci spiazzare dal Vangelo che non ci consente di ragionare con il buonsenso umano. Francesco è una bomba atomica che dobbiamo innescare. Per fare questo – ha aggiunto - dobbiamo fare scelte paradossali: la povertà oggi è una scelta paradossale come anche la non violenza.  Sono convinto che noi abbiamo la bomba atomica e che se provochiamo la scissione dell’atomo qualcosa può cambiare”. Rispondendo a una domanda sul suo impegno per le aree interne ha sollecitato i politici a “fare scelte di lungo periodo che vanno oltre al proprio mandato”.


SALUTO ALLE CLARISSE DEL PROTOMONASTERO DI SANTA CHIARA

Alle ore 17.30 la preghiera nella Basilica di Santa Chiara e il saluto alle Clarisse del Protomonastero, dove il vescovo è stato accolto dal ministro provinciale dei Frati Minori, insieme al vicario della comunità dei frati padre Mario Macrì e dalla clarissa esterna suor Chiara Paola.

ACCOGLIENZA IN PIAZZA DEL COMUNE DA PARTE DELLE AUTORITÀ

Prima dell’arrivo a San Rufino, in piazza del Comune l’accoglienza e l’incontro con le autorità civili e militari: a portare i saluti il sindaco della Città di Assisi, Valter Stoppini, insieme alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. “Con grande gioia - le parole di Stoppini - le diamo il benvenuto ad Assisi. Una città aperta al mondo, dove società civile e comunità religiosa convivono per custodire e promuovere il messaggio e i valori di San Francesco. Lei ha seguito il Poverello ben prima di diventare nostro vescovo, come studioso e biografo ha dedicato anni a raccontare la sfida che ha lanciato all’intera società e oggi siamo onorati di accoglierla qui”. “Accogliamo con profonda partecipazione e rispetto - ha aggiunto Proietti - l’ingresso di monsignor Accrocca. È un momento importante per tutta la nostra comunità regionale, che riconosce nel ruolo del vescovo un riferimento spirituale, culturale e civile”.  

Nel suo saluto monsignor Accrocca ha sottolineato come “questo nostro incontro segna, nella semplicità, un momento importante, nel quale convengono insieme Istituzioni diverse, poste – ognuna con la propria autonomia e con un proprio fine – a servizio del bene comune. La Chiesa, infatti, non è e non vuole essere estranea alla società in cui vive: vorrebbe anzi costituirne la coscienza critica, ciò che comporta – da parte sua – conoscenza e rispetto delle leggi, un’attenzione vigile a che vengano perseguite legalità e giustizia e siano salvaguardati i valori autentici della persona umana, con un’azione volta a servizio di ogni uomo, a partire dai più deboli, la consapevolezza della necessità di rimanere fuori da ogni interesse di parte, il distacco da quanto esula dalle proprie competenze e finalità. Quanto a me stesso - ha concluso - chiamato da Dio a un compito che sento superiore alle mie capacità, non ho ora che ‘un desiderio da esprimere e un permesso da chiedere’, quello ‘di poter servire’ non soltanto la Chiesa di Dio che è in Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, ma la città tutta e l’intero territorio diocesano ‘con disinteresse, con umiltà e amore’ (Paolo VI, discorso all’ONU), nel rispetto delle legittime autonomie e dei fini e compiti propri di ciascuna istituzione. Avverto il vostro servizio tanto prezioso per me e per il mio ministero, mentre sento e faccio mie le parole ispirate dei padri conciliari, quando affermarono che «promuovere l’unità corrisponde all’intima natura della Chiesa» (Gaudium et Spes, n. 42). A questo vorrei dedicarmi con tutte le mie forze: possano Iddio, la comunità ecclesiale e la vostra benevolenza e collaborazione sostenermi in questo proposito".   

Pasqua e Pasquetta al Parco Archeologico di Ercolano

 

pasqua5apr26IG 250Il Parco Archeologico di Ercolano è lieto di annunciare l’apertura del sito in occasione delle festività pasquali, offrendo al pubblico l’opportunità dipasquetta6apr26IG 250 vivere un’esperienza unica tra storia, cultura e suggestioni senza tempo, in uno dei luoghi più straordinari al mondo, patrimonio UNESCO.

Domenica 5 aprile, in concomitanza con la prima domenica del mese, l’ingresso al Parco sarà gratuito, come previsto dall’iniziativa del MiC Domenica al Museo. Lunedì 6 aprile, in occasione della Pasquetta, il sito sarà regolarmente aperto secondo le consuete modalità di accesso.

Durante entrambe le giornate sarà inoltre possibile visitare, presso Villa Campolieto, la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano” dedicata agli usi alimentari degli antichi ercolanesi, che accompagna i visitatori alla scoperta delle abitudini quotidiane, dei rituali conviviali e delle testimonianze materiali legate alla cultura del cibo nel mondo romano. La mostra è a pagamento ed è regolarmente aperta nei giorni di Pasqua e Pasquetta, per ulteriori dettagli e per acquistare online https://www.coopculture.it/it/eventi/evento/dalluovo-alle-mele.-la-civilta-del-cibo-e-i-piaceri-della-tavola-ad-ercolano/

Nella giornata di lunedì 6 aprile i visitatori potranno inoltre vivere un’esperienza immersiva grazie a “VENI, VIDI, HERCVLANEVM – Virtual Reality Experience”, un progetto sperimentale che, ancora prima dell’accesso al sito archeologico, consente di intraprendere un viaggio nel tempo attraverso l’utilizzo di visori di realtà virtuale.

La partecipazione all’attività è gratuita, previo acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito, con riduzioni e gratuità secondo la normativa vigente.

È richiesta la prenotazione obbligatoria:

  • online: coopculture.it
  • call center: +39 081 0106490 (dal lunedì al sabato, ore 9:00–17:00)

Un invito a trascorrere le festività pasquali all’insegna della scoperta, tra le meraviglie di Ercolano, dove il passato continua a vivere e a raccontarsi con linguaggi sempre nuovi.

I DATI SU ABUSO DI ALCOL, DROGHE
INFEZIONI SESSUALMENTE TRASMESSE


4 LOCANDINA SPORTELLO 250Le più recenti analisi epidemiologiche evidenziano come abuso di alcol, consumo di sostanze stupefacenti e diffusione delle infezioni sessualmente trasmesse (IST) rappresentino oggi fattori di rischio rilevanti per la salute pubblica, soprattutto tra i giovani. In questo contesto si inserisce l’impegno dell’Associazione V.O.L.A. ETS, che da anni collabora con ANLAIDS Campania e con altri Enti del Terzo settore nella promozione di iniziative dedicate alla prevenzione delle IST, dell’abuso di alcol e dell’uso di droghe.
Per quanto riguarda il consumo di alcol, in Italia nel 2023 circa 8 milioni di persone dagli 11 anni in su risultavano consumatori a rischio, di cui 5,5 milioni uomini e 2,5 milioni donne. I dati dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano inoltre che tra i gruppi più esposti figurano i minori e i giovani: tra i consumatori a rischio spiccano in particolare i 16-17enni, mentre il consumo episodico eccessivo continua a rappresentare un indicatore di forte criticità.
(Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Alcohol Prevention Day 2025, dati riferiti al 2023).
Anche il consumo di sostanze stupefacenti continua a coinvolgere una quota significativa di giovani.
A livello nazionale, i dati più recenti confermano che la cannabis resta la sostanza più diffusa. La Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze 2025, riferita ai dati 2024, segnala tra gli studenti una lieve diminuzione dei consumi rispetto all’anno precedente, ma su livelli ancora elevati: cannabinoidi dal 22% al 21%, nuove sostanze psicoattive dal 6,4% al 5,8%, cannabinoidi sintetici dal 4,6% al 3,5%, stimolanti dal 2,9% al 2,4%, cocaina dal 2,2% all’1,8%, allucinogeni dal 2,0% all’1,2%, mentre gli oppiacei restano stabili all’1,2%. (Fonte: Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le Politiche contro la Droga e le altre Dipendenze, Relazione annuale al Parlamento 2025, dati 2024).
Proprio sul fronte delle droghe sintetiche l’attenzione deve restare alta. La stessa Relazione annuale 2025 segnala che nel 2024 il Sistema Nazionale di Allerta Rapida per le Droghe (NEWS-D) ha identificato 79 Nuove Sostanze Psicoattive circolanti sul territorio nazionale, confermando un mercato in continua evoluzione. (Fonte: Dipartimento per le Politiche contro la Droga e le altre Dipendenze, Relazione annuale al Parlamento 2025, dati 2024).
Il fenomeno delle dipendenze in Campania, evidenzia dati che richiedono particolare attenzione. Il Rapporto Tossicodipendenze 2023 della Regione Campania mostra che tra i nuovi utenti dei servizi per le dipendenze la cocaina risulta sostanza primaria d’abuso nel 44,6% dei casi, mentre l’accesso ai servizi per uso primario di cannabis riguarda circa il 30,1% dei nuovi utenti; il rapporto segnala inoltre che nel tempo è aumentata la proporzione di persone che richiedono trattamento per uso di cocaina. (Fonte: Regione Campania, Rapporto Tossicodipendenze 2023, pubblicato nel 2024, dati anno 2023).
Secondo i dati più recenti del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia le nuove diagnosi di infezione da HIV continuano a rappresentare un problema di sanità pubblica. Nel 2024 sono state registrate 2.379 nuove diagnosi di HIV, pari a circa 4 nuovi casi ogni 100.000 residenti, un’incidenza comunque inferiore alla media dei Paesi dell’Europa occidentale, pari a 5,9 casi per 100.000 residenti. I dati epidemiologici indicano inoltre che la trasmissione sessuale rappresenta oggi la modalità di contagio nettamente prevalente e che una quota significativa delle diagnosi continua a essere effettuata in  fase tardiva.
(Fonte: Istituto Superiore di Sanità – Centro Operativo AIDS, Sorveglianza HIV/AIDS, aggiornamento 2025 su dati 2024).
In Campania, i dati epidemiologici confermano una situazione che richiede particolare attenzione.
Negli ultimi anni si registrano mediamente circa 300 nuove diagnosi di HIV all’anno, collocando la regione tra quelle con il maggior numero di nuovi casi a livello nazionale. Il report regionale sulle nuove infezioni da HIV indica che nel 2024 sono stati segnalati 204 nuovi casi, con un andamento complessivamente stabile rispetto agli anni precedenti. Il report evidenzia inoltre che gli uomini rappresentano circa l’80% delle nuove diagnosi, che la trasmissione sessuale è responsabile di oltre il 95% dei casi e che nel 2024 i late presenters, cioè i pazienti che arrivano tardivamente alla diagnosi, sono stati il 59%, in aumento rispetto al 56% del 2023 e al 43% del 2022.
(Fonte: Regione Campania – Report nuove infezioni HIV anno 2024, pubblicato nel 2025).
Questi dati confermano che alcol, droghe e comportamenti sessuali a rischio sono fenomeni spesso interconnessi e mostrano con chiarezza la necessità di rafforzare le attività di informazione, prevenzione e accesso precoce ai test, promuovendo servizi territoriali di ascolto, orientamento e supporto rivolti soprattutto alle fasce più giovani della popolazione. Per questo la prevenzione non può limitarsi alla sola risposta sanitaria, ma deve includere anche percorsi educativi, relazionali ed emotivi, capaci di rafforzare la consapevolezza, la responsabilità e la capacità di scelta dei giovani.

DICHIARAZIONE DEL CUSTODE DEL SACRO CONVENTO PER L’INSEDIAMENTO DI MONS. FELICE ACCROCCA

 

Sala Stampa foto accrocca 150ASSISI (PG) - Oggi, 25 marzo, in occasione dell’insediamento e inizio del ministero episcopale di Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Felice Accrocca come Arcivescovo Vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, a nome della comunità dei frati, ha dichiarato:

«Come frati abbiamo il privilegio di conoscere e apprezzare mons. Felice Accrocca da molto tempo, soprattutto per la sua profondissima competenza negli studi francescani, sempre messa a disposizione con chiarezza e particolare capacità divulgativa. Negli incontri con lui abbiamo potuto anche riconoscere la sua empatia a livello interpersonale e intuire la sua bella sensibilità pastorale, segnata sicuramente dall'amore per Francesco d'Assisi e la sua spiritualità».

Padre Oscar Romero

 

Foto Nicola Incampo 250In un tempo in cui la scuola è chiamata non solo a trasmettere conoscenze, ma anche a formare coscienze, la scelta di proporre agli studenti figure esemplari assume un valore decisivo. Tra queste, quella di Oscar Romero si distingue per forza e attualità. Non un eroe distante e irraggiungibile, ma un uomo che ha saputo trasformare la propria fede e il proprio ruolo in un impegno concreto per la giustizia, fino al sacrificio estremo.

Nato in El Salvador nel 1917, Romero visse inizialmente una carriera ecclesiastica considerata prudente, lontana da posizioni radicali. Tuttavia, gli eventi drammatici che colpirono il suo Paese negli anni Settanta — segnati da repressioni militari, violenze e profonde disuguaglianze sociali — segnarono una svolta decisiva nel suo percorso umano e spirituale. La sua nomina ad arcivescovo di San Salvador, nel 1977, coincise con una presa di coscienza sempre più netta: la neutralità, di fronte all’ingiustizia, non era più possibile.

Da quel momento, Romero divenne una delle voci più forti e scomode dell’America Latina. Attraverso le sue omelie, trasmesse anche via radio, denunciava apertamente le violazioni dei diritti umani, le torture, le sparizioni e le ingiustizie perpetrate ai danni della popolazione più povera. Non si trattava di discorsi ideologici, ma di richiami concreti alla dignità della persona, fondati su una visione etica e profondamente umana.

Per questo motivo, la figura di Romero rappresenta oggi un modello educativo di straordinaria efficacia. Portarlo in classe significa offrire agli studenti un esempio reale di responsabilità personale e civile. In un contesto sociale spesso dominato da modelli superficiali o orientati al successo individuale, la sua testimonianza invita a riscoprire il valore dell’impegno per il bene comune.

L’importanza pedagogica di Romero non risiede soltanto nella sua storia, ma anche nella sua capacità di parlare al presente. I temi che ha affrontato — la giustizia sociale, la difesa dei diritti, il coraggio di denunciare il male — sono ancora oggi al centro del dibattito globale. In questo senso, la sua figura può diventare uno strumento prezioso per sviluppare nei giovani uno spirito critico e una coscienza etica più consapevole.

Dal punto di vista didattico, Romero si presta a molteplici percorsi interdisciplinari. In storia, consente di approfondire il contesto dell’America Latina durante la Guerra Fredda e le dinamiche dei regimi autoritari. In educazione civica, offre spunti per riflettere sul concetto di cittadinanza attiva e sui diritti umani. In religione, rappresenta una testimonianza concreta di fede vissuta come servizio agli altri. Anche in letteratura o filosofia, le sue parole possono essere analizzate come espressione di un pensiero profondamente etico.

Il momento più tragico e simbolico della sua vita resta il suo assassinio, avvenuto il 24 marzo 1980 mentre celebrava la messa. Un evento che sconvolse l’opinione pubblica internazionale e che ancora oggi rappresenta una delle immagini più forti del sacrificio per la verità. La sua morte, tuttavia, non segnò la fine del suo messaggio: al contrario, contribuì a renderlo universale.

Nel 2018, Romero è stato proclamato santo da Papa Francesco, un riconoscimento che ha confermato ufficialmente ciò che molti già percepivano: la sua vita è stata una testimonianza autentica di impegno e coerenza. Ma al di là del riconoscimento religioso, ciò che continua a colpire è la sua straordinaria umanità, fatta di dubbi, scelte difficili e coraggio quotidiano.

Per un insegnante, proporre Romero non è soltanto un atto didattico, ma una scelta educativa profonda. Significa invitare gli studenti a interrogarsi su cosa significhi davvero “stare dalla parte giusta”, su quanto sia importante non restare indifferenti e su come ciascuno, nel proprio piccolo, possa contribuire a costruire una società più giusta.

In un mondo attraversato da nuove forme di disuguaglianza e da sfide globali complesse, la lezione di Padre Oscar Romero resta più attuale che mai. Non offre soluzioni facili, ma indica una direzione chiara: quella del coraggio, della responsabilità e della verità. Ed è proprio questa, oggi, una delle lezioni più preziose che la scuola può trasmettere alle nuove generazioni.

Nicola Incampo

Venerazione delle spoglie mortali di san Francesco: ieri sera in Basilica il rito della reposizione nella tomba
La celebrazione alla presenza dei soli frati del Sacro Convento e le campane della Basilica hanno chiuso ufficialmente il mese di ostensione

 

Assisi Conclusione 250 ASSISI (PG), 23 MAR - Con la chiusura del portone della Basilica alle 18.45, è iniziata la preparazione della conclusione della primachiesa inferiore 250 ostensione pubblica e prolungata delle spoglie mortali di san Francesco. In serata, la celebrazione del rito della reposizione ha chiuso ufficialmente il mese dell’ostensione nella chiesa inferiore della Basilica. Alle 21.30 il suono delle campane ha dato inizio al rito presieduto dall’amministratore apostolico delle diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, alla presenza dei soli frati del Sacro Convento.

Celebrazione raccolta, commossa, intima e privata, ha segnato profondamente la comunità dei frati radunati attorno alle spoglie mortali del loro fondatore e padre. La celebrazione, breve e intensa, dopo l’ascolto del Vangelo della parabola del seme (Gv 12) - che è stata la chiave interpretativa teologico-spirituale di tutto l’evento dell’ostensione - e l’Ammonizione VI, è proseguita con la processione di tutti i frati presenti, la traslazione delle reliquie in cripta e si è conclusa con la benedizione solenne del presule.

Momento di altissima emozione è stato il canto dell’inno dell’ostensione (Su questo colle, testo di fra Marco Moroni e musica di fra Peter Hrdy) da parte dei frati e “l’ultimo omaggio” che ciascuno di essi ha rivolto alle spoglie del Santo. Dopo la reposizione della teca in plexiglass all’interno dell’urna in bronzo dorato, vi è stata inserita anche la documentazione richiesta dalla legislazione canonica; la cassa è stata chiusa a chiave alle 22.30 circa. È seguita l’apposizione dei sigilli dell’urna di metallo, il suo inserimento all’interno del sarcofago in pietra nel pilastro al di sotto dell’altare maggiore e la saldatura dei sigilli della grata di metallo che lo chiude. Il tutto si è concluso intorno alle 23.30.

La comunità dei frati ringrazia ancora una volta tutto il personale della Custodia Generale del Sacro Convento, i volontari, le istituzioni e i sostenitori che hanno permesso in vario modo questa grande esperienza condivisa di fraternità, preghiera e solidarietà rese possibili dall’amore per il Santo di Assisi.

«Desidero altresì - ha dichiarato fra Giulio Cesareo, OFMConv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento - ringraziare in modo particolare Officina della Comunicazione che ha seguito per conto della nostra comunità francescana le riprese dei momenti salienti accaduti in questo mese».

In questi primi giorni della settimana, sono in corso i lavori per riportare la chiesa inferiore e la cripta alle condizioni abituali di piena accessibilità da parte di pellegrini e turisti. La piena fruibilità è prevista a partire da giovedì prossimo, 26 marzo. Anche gli orari delle celebrazioni e delle confessioni subiscono alcune modifiche temporanee, comunicate già sulla pagina Facebook SAN FRANCESCO D’ASSISI

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