Cronaca

Foto Prof. Mauro Alvisi 1 200Per fare fronte alla fase di avvio concreto e di sviluppo dell’Osservatorio T.I.P.E.E.C. (Tavolo Internazionale Permanente per l’Economia e l’Etica nella Cooperazione) con Delibera del 20 aprile 2026, il Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di Assisi Strategic Forum, Prof. Antonino Giannone, ha istituito il ruolo organizzativo di Direttore Scientifico Internazionale del T.I.P.E.E.C. (Tavolo Internazionale Permanente per l’Etica e l’Economia nella Cooperazione).

Per la responsabilità di questo ruolo è stato nominato il Prof. Mauro Alvisi, già Membro del CTS, come Co-Coordinatore dell’Area Tematica Meditans che opererà in Staff al Presidente del CTS.

All’Osservatorio T.I.P.E.E.C. saranno inviati i Progetti italiani e quelli provenienti dai Paesi dell’UE, dell’Africa e da altri Paesi.

I Progetti saranno valutatati dal CTS secondo le linee guida per determinare annualmente l’Agenda Mondo Migliore, per contribuire alla costruzione della “Civiltà dell’Amore”.

Assisi, 25 aprile 2026

 

Francesco Manca

Ufficio Stampa

CTS Assisi Strategic Forum

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Signora anziana

Foto Nicola Incampo 250Negli anni, nelle scale di molti condomini, sui balconi affacciati sul cortile, nelle fermate dell’autobus, è difficile non incrociare una figura ricorrente: una signora anziana, seduta sulla panchina o alla finestra, che osserva la vita scorre con uno sguardo che sembra sempre un po’ più triste e un po’ più saggio. Una di queste donne, vicino casa nostra, ripeteva spesso una frase che restava appesa nell’aria come una campana sorda: «Prega il Signore di farti pagare i tuoi peccati su questa terra, altrimenti li pagheranno i tuoi figli e tu lo vedrai da lassù».
Non era una raccomandazione affettuosa, ma una specie di ammonimento che si andava a confondere con il rosario mormorato, il silenzio imposto dalla solitudine, il peso dei rimorsi mai confessati. Eppure, in quella frase c’è un mondo di pensieri, di paure, di teologia domestica che merita di essere raccontato.
Una saggezza popolare dal sapore biblico
Questa frase, apparentemente semplice, rimanda a una tradizione religiosa molto antica. Nella Bibbia, soprattutto nell’Antico Testamento, si parla spesso di una “giustizia” che tocca anche i figli, in certe leggi che parlano di colpe che si estendono fino alla terza e alla quarta generazione. Ma la stessa Scrittura, poi, equilibra questo pensiero affermando che ciascuno è responsabile delle proprie scelte, e che il figlio non deve pagare per l’iniquità del padre. È un equilibrio tra il peso della colpa e il valore della responsabilità personale, tra la consapevolezza che le nostre scelte lasciano un’impronta e la speranza che nessuno sia “condannato in anticipo”.
La signora non citava testi, ma la sua affermazione era come un’eco di queste parole: la paura che i peccati, i tradimenti, le mancanze, le omissioni dei genitori si trasformino in ferite, in fragilità, in difficoltà educative per i figli. Ed è proprio qui che emerge la sua drammatica “saggezza popolare”: la consapevolezza che il male non termina con chi lo compie, ma può investire quanti verranno dopo.
Una preghiera che parla di responsabilità
La frase non è solo una minaccia, ma soprattutto una preghiera. Una preghiera di chi ha paura per i propri discendenti, e che preferirebbe sopportare da solo le conseguenze dei propri errori. La donna diceva, in fondo: “Se dobbiamo pagare, me lo faccia pagare a me, ora, qui, sulla terra; lascia stare i miei figli e i miei nipoti.”
Questa idea, in ambito cristiano, rivela una profonda responsabilità morale: il riconoscimento che le scelte dei genitori, le loro fragilità, le loro assenze possono creare un clima familiare che rende più difficile la vita dei figli. È una consapevolezza che molte madri e padri, silenziosi, condividono tutti i giorni, anche quando non si esprime così duramente. È il timore di aver trasmesso un’eredità affettiva fragile, modelli di vita poco saldi, conflitti non risolti.
Una lezione più moderna
La frase della signora, però, può essere letta anche come un invito a non scaricare la responsabilità sugli altri. La cultura contemporanea, spesso, tende a negare la responsabilità personale, a cercare sempre “colpevoli esterni”, a considerare il male come qualcosa di inevitabile o di sistematico. La donna, invece, assume il peso delle proprie scelte, chiedendo che sia lei a pagare, non chi verrà dopo.
In questo modo, la sua frase diventa anche un antidoto contro la pigrizia morale: un invito a confrontarsi sinceramente con le proprie fragilità, con i propri errori, e a cercare un modo di risolverli, di trasformarli, di non lasciarli come un’eredità maledetta. È un modo di dire che la crescita, la maturità spirituale passano anche attraverso il riconoscimento delle proprie debolezze e il desiderio di cambiare.
Una paura ben fondata
La paura che “i figli paghino per i peccati dei padri” non è solo un’idea religiosa, ma un’esperienza quotidiana per molti. Chi ha vissuto in famiglie segnate da conflitti, da assenze, da fragilità, sa bene quanto le ferite possano trasmettersi di generazione in generazione. È come una cicatrice che si ripete, senza che nessuno ne abbia la piena volontà. La signora, pronunciando quella frase, metteva a nudo questa verità: la sofferenza dei figli non è mai del tutto separata da quella dei genitori.
Ma, e qui sta la sua forza, la sua richiesta non è solo di dolore, ma di redenzione. La donna chiede che, se il dolore deve esserci, sia assunto da lei, perché i suoi figli possano vivere in un modo più libero, più leggero. È un desiderio di protezione, di amore, che si manifesta attraverso una forma di espiazione che la fede cristiana ha sempre considerato preziosa.
Una riflessione per oggi
La parola della signora, ripetuta tante volte, può essere vista come un eco di un pensiero che dovrebbe essere ancora più diffuso: la consapevolezza che le nostre scelte creano un mondo che toccherà anche chi verrà dopo. È un invito a non vivere come se fossimo isolati, ma come se appartenessimo a una catena di relazioni, di piaghe, di affetti. È un modo di dire che la responsabilità non finisce con noi, ma si estende, si trasmette, si ripete, se non la si interrompe.
Forse, in un’epoca in cui la responsabilità personale è spesso negata, la sua frase è ancora più attuale. Perché la sua richiesta è semplice: “Fai pagare a me, se devi, ma lascia i miei figli in pace”. È un desiderio di misericordia, di protezione, di amore che, anche se espressa in modo duro, rivela una profonda dolcezza.
La signora, con la sua frase, ci ha lasciato una lezione: la consapevolezza che le nostre scelte hanno un peso, che il male non è solo nostro, ma può toccare anche chi verrà dopo. E che, forse, la vera espiazione non è solo soffrire, ma cercare di cambiare, di proteggere, di provare a rendere il mondo un po’ migliore per chi verrà. Una frase che, se capita, può diventare un monito per chiunque, una preghiera che sa essere crudele, ma anche tenera.

Nicola Incampo

Università e territorio
Napoli, nasce il collettivo studentesco “Arraggiati

 

Logo Arraggiati 250“Arraggiati” è il nome di un collettivo studentesco nato tra le mura dell’Università Suor Orsola Benincasa dall’iniziativa di un gruppo di studenti e studentesse provenienti dai corsi di Psicologia, Scienze dell’educazione e Scienze della comunicazione. È una realtà che nasce dentro l’università napoletana, ma che fin dall’inizio sembra muoversi come se l’università non potesse più bastare a definire i suoi confini.

Non è un collettivo che si costruisce attorno a posizioni nette. Si struttura piuttosto come uno spazio di attraversamento, dove i temi sociali, culturali e formativi non vengono fissati ma rimessi in circolo, osservati da angolazioni diverse, lasciati aperti. Non la sintesi come obiettivo, ma il processo come forma. Non la risposta, ma la permanenza della domanda.

Gli incontri pubblici, i workshop, i dibattiti e gli eventi di approfondimento sono la sua forma visibile, quasi la sua grammatica. I temi attraversati sono quelli del presente: salute mentale, dinamiche educative, disuguaglianze sociali, condizioni giovanili, diritti civili. La struttura degli appuntamenti è costruita per accogliere voci differenti: studenti, docenti, professionisti, esperti esterni, senza che il confronto venga ridotto a una direzione unica. L’idea non è chiudere il discorso, ma mantenerlo aperto mentre si svolge.

Il rapporto con la città non è accessorio, ma costitutivo. Le attività escono dagli spazi dell’ateneo e si intrecciano con realtà associative e contesti cittadini, in una continuità che rende poroso il confine tra formazione e spazio urbano. Napoli non è soltanto il luogo in cui tutto questo accade: è parte del modo in cui accade.

Sul piano organizzativo, “Arraggiati” si fonda su una struttura orizzontale, priva di gerarchie rigide. La progettazione delle attività avviene attraverso processi condivisi, in cui il coordinamento non precede la partecipazione, ma ne deriva. È una forma che non si dà una volta per tutte, ma si ridefinisce nel tempo, nella pratica.

Il collettivo si inserisce in un più ampio movimento di esperienze studentesche che, negli ultimi anni, hanno contribuito alla nascita di spazi autonomi di produzione culturale negli atenei italiani, trasformando l’università anche in un luogo di sperimentazione sociale, oltre che formativa.

Tra gli obiettivi futuri c’è il consolidamento delle attività già avviate e l’ampliamento delle collaborazioni con altre università, associazioni e realtà culturali del territorio, nella direzione di reti più stabili e durature.

Le informazioni e gli aggiornamenti passano principalmente attraverso i canali social del collettivo, in particolare la pagina Instagram “@arraggiati_culturalmove”.

E forse “Arraggiati”, più che raccontarsi, si lascia intravedere lì: in uno spazio che non smette di interrogare sé stesso, che rifiuta di diventare forma chiusa, definizione stabile, conclusione. Un modo di esistere che resta aperto, mentre accade.

                                                                                

Giusy Sarno

Trentaquattresima giornata di Serie A venerdì 24 aprile 2026 ore 20,45. Stadio Maradona anticipo della giornata. Napoli 4 Cremonese 0.  “le Caramelle di Gigi”          

Foto Calcio Napoli 150Finalmente quattro goal e tanti tiri in porta al Maradona per una partita tra il Napoli e la Cremonese senza storia. Con un palo ed un rigore parato che non hanno tolto niente al risultato finale che ha sottolineato che gli azzurri ci sono per concludere a testa alta questo Campionato connotato dai tanti, anzi possiamo senz’altro dire, troppi infortuni che hanno costretto Mister Antonio Conte a giocare sempre in emergenza e con una formazione rimaneggiata. Vittoria che riporta il Napoli tra le prime quattro della classe in corsa per qualificarsi per la prossima Champions. Centrocampo senza Anguissa con Kevin De Bruyne che sale in cattedra e libera MC Tominay a far goal e così è stato con lo scozzese che nel primo quarto d’ora domina la scena in lungo ed in largo. Positivissimo il rientro di Rrahmani che immediatamente riprende in mano la difesa dando sicurezza all’intero reparto. Hojlund ed Allison Santos fanno scorribande e tiri in porta e goal per il divertimento del numeroso pubblico accorso sugli spalti. Tanti cambi nella ripresa ed il più gradito è stato quello di rivedere Ghilmour che con la sua propositività a centrocampo ha fatto la differenza sostituendo un Lobotka non brillante. Il test Cremonese è valso come un piacevole allenamento in quanto la differenza in campo ed in classifica è stata ben visibile a tutti. Sugli spalti si è molto applaudito pensando alla qualificazione Campions ai possibili rinforzi e sicuramente anche se ci sarà la conferma di Mister Antonio Conte e questi interrogativi che sono il “sale della passione” ci accompagneranno sino alla trentottesima giornata di campionato dove tutti gli interrogativi dovranno poi cadere per divenire certezze e base da cui si partirà per la prossima stagione. Godiamoci questo risultato scacciapensieri e prepariamoci alla prossima sfida con il Como squadra rivelazione del Campionato per affrontarlo sul suo lago senza alcun timore. Forza Napoli Squadra e Città.

Gigi Porcelli

UN NUOVO SACERDOTE PER LA CHIESA DI NOLA

SABATO 25 APRILE 2026 L’ORDINAZIONE DEL DIACONO ALBERIGO REGA

 

Diacono Alberigo Rega 250Sabato 25 aprile 2026, alle 11:00, presso la parrocchia Santa Maria delle Grazie a Quindici, il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, conferirà l’ordinazione sacerdotale al diacono Alberigo Rega.

«Gioiamo per il “sì” al sacerdozio di Alberigo e siamo grati al Signore che non smette di accompagnare la nostra Chiesa diocesana donandoci cuori e mani che celebrando e vivendo l’Eucaristia la indichino, quotidianamente, alla porzione di popolo di Dio affidata, quale fonte e culmine della vita cristiana», sottolinea il vescovo di Nola.

Classe 1969, Alberigo Rega è originario di Bosagro, frazione di Quindici. È stato ordinato diacono il 18 giugno 2018. Diplomato in Ragioneria, nel 2014 ha conseguito il Magistero in Scienze religiose presso l’Istituto superiore di Scienze religiose “Duns Scoto” Nola-Acerra.

L’ordinazione del diacono Rega è vissuta con gioia particolare dalla comunità di Quindici e soprattutto dalla frazione di Bosagro: esattamente cento anni fa, infatti, veniva ordinato un altro sacerdote originario di Bosagro, don Guerino Bossone.

Proprio a Quindici, domani 23 aprile, alle 20:00, presso la chiesa parrocchiale, si terrà una veglia di preghiera vocazionale guidata da monsignor Francesco Iannone, rettore del Seminario vescovile di Nola. Venerdì 24 aprile, invece, alle 19:30, presso la chiesa di San Giovanni Battista a Bosagro, si terrà l’incontro “Il sacerdote: un uomo di Dio nella storia” dedicato al sacerdozio nella teologia della Chiesa e alla sua ricezione nella storia del Vallo di Lauro.

Domenica 26 aprile, alle 19:00, don Rega presiederà la prima Santa Messa presso la chiesa di San Giovanni Battista a Bosagro di Quindici.

foto relatori Caputo 250Questa mattina, nel Salone della Curia della Prelatura, si è tenuta la presentazione della visita di Papa Leone XIV a Pompei. Sono intervenuti l’arcivescovo Tommaso Caputo; il prefetto di Napoli, Michele Di Bari; la sindaca di Pompei, Andreina Esposito; e Mario Casillo, vicepresidente della Regione Campania.

A introdurre la presentazione Angelo Scelzo, già vicedirettore della Sala Stampa vaticana e direttore de “Il Rosario e la Nuova Pompei”.

          Primo a prendere la parola, l’Arcivescovo Caputo che ha reso noti i dettagli salienti della visita (in allegato il testo integrale).

Il prefetto Di Bari ha annunciato che domani sarà approntato il piano di sicurezza per la visita del Papa, un piano suddiviso in tre parti: controllo del territorio, viabilità e presidi sanitari. “Questo - ha aggiunto - comporta una serie di oneri. Devo ringraziare la Regione Campania per tutto quello che ha messo a disposizione per le tre visite papali e i rispettivi sindaci di Napoli, Pompei e Acerra. Si muoveranno centinaia di persone a servizio della visita, a iniziare da migliaia di persone delle forze di polizia, dei vigili del fuoco, dei volontari di protezione civile, ma anche dei volontari delle rispettive diocesi oltre che alcuni volontari che veicoleranno attraverso la Presidenza del Consiglio”. Il Prefetto ha anche rimarcato la grande disponibilità della Città Metropolitana di Napoli  

Il vicepresidente della Regione, Casillo, che ha ricordato l’aver vissuto da studente la visita di San Giovanni Paolo II, nel 2003, ha evidenziato che l’ente ha partecipato ai tavoli organizzativi della Prefettura e questo porta tutti “a essere tranquilli sul piano operativo”. 

La sindaca Andreina Esposito ha espresso l’emozione di tutta la comunità pompeiana per la visita del “Santo Padre, che ci darà l'onore di essere tra noi. È un uomo che ci può indicare la via”.

 

Le parole dell’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo   

 Buongiorno a tutti voi e grazie per la vostra presenza.

Foto Caputo 250Siete anche voi giornalisti parte dell’organizzazione della visita di Papa Leone XIV che, ormai, è sempre più vicina. Mancano due settimane e cresce di giorno in giorno, anzi di ora in ora, l’emozione per un giorno storico che ci viene concesso di vivere. Voi, con il vostro prezioso lavoro, ci aiuterete a far conoscere i dettagli e il programma di un evento che non esito a definire “epocale” perché la visita del Vicario di Cristo è sempre, per una Città, un fatto che segna il passaggio tra un “prima” e un “dopo”.

Nell’entrare del dettaglio della visita del Santo Padre, vorrei ricordare come San Bartolo Longo, in un numero de “Il Rosario e la Nuova Pompei” del 1925, definiva la nostra terra benedetta dalla presenza della Madonna: «Trionfo di Fede e di Carità: ecco Valle di Pompei. È la luce che prorompe dal Cuore di Dio, è il caldo di amore che infiamma il cuore dell’uomo. Carità senza Fede sarebbe la suprema delle menzogne. Fede senza Carità sarebbe la suprema delle incongruenze; Valle di Pompei le ha riunite in un magnifico equilibrio; due ali congiunte in un medesimo volo».

Ricordo queste parole del Fondatore perché il programma della visita di Leone XIV seguirà proprio queste direttrici: la fede e la carità.

Il Papa partirà da Roma alle 8 e giungerà a Pompei cinquanta minuti più tardi. L’elicottero atterrerà nell’Area Meeting del Santuario, ove sarà accolto dal Vescovo e dai rappresentanti delle Istituzioni.

Il Santo Padre raggiungerà a piedi la sala Trapani dove incontrerà il “Tempio della carità” ovvero tutte le persone accolte nelle Opere sociali del Santuario insieme ai religiosi, al personale e agli educatori che se ne prendono cura. Sarà un momento intimo e familiare durante il quale Leone XIV ascolterà alcune testimonianze e rivolgerà ai presenti un breve discorso. I protagonisti dell’incontro con il Papa saranno proprio bambini, giovani, ragazze madri, donne e minori in difficoltà, persone con disabilità, poveri, immigrati. Sono i piccoli del Vangelo i prediletti del Signore Gesù.

Alle 9.30 il Santo Padre lascerà la Sala Trapani e, in auto scoperta, attraverserà le vie adiacenti, Piazza Schettini e Piazza Bartolo Longo. Un quarto d’ora più tardi, all’ingresso del Santuario, il Papa sarà accolto dal Rettore, Monsignor Pasquale Mocerino, che gli porgerà il Crocifisso da venerare e l’acqua santa per l’aspersione. Nella Basilica saranno presenti gli ammalati e le persone con disabilità, che il Papa benedirà e saluterà. Direi che anche quello della fragilità sarà un tema centrale nella visita di Papa Leone.

Leone XIV visiterà poi la Cappella di San Bartolo Longo, dove pregherà davanti alle spoglie mortali del Fondatore, ch’egli stesso ha proclamato santo il 19 ottobre 2025; poi, ancora, incontrerà il clero pompeiano nella Cappella delle Confessioni, là dove milioni di pellegrini, nel sacramento della Riconciliazione, sono nati e continuano a nascere a una nuova vita.

Alle 10.30 poi, in Piazza Bartolo Longo, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa e, al termine, guiderà la recita della Supplica.

Alle 13,00 il Santo Padre consumerà il pranzo.

Alle 15 Leone XIV si congederà da Pompei e partirà, sempre in elicottero, per Napoli.

Molti di voi, nelle scorse settimane, mi hanno chiesto il senso di questa visita. Come sapete il Cardinale Prevost fu eletto successore di Pietro l’8 maggio, una data che sin da subito non è passata inosservata. Quel giorno di un anno fa egli stesso, dopo essere comparso per la prima volta alla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro, lo evidenziò: “Oggi è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei. Nostra Madre Maria vuole sempre camminare con noi, stare vicino, aiutarci con la sua intercessione e il suo amore”.

Nella sua visita il Santo Padre affiderà ancora il suo pontificato alla Madonna di Pompei, la quale, nei tanti titoli che le attribuiamo, è anche invocata come “Regina della Pace”. È per questo giusto definire Papa Leone XIV un “pellegrino di pace”. L’8 maggio pregheremo soprattutto perché abbia pace un mondo che sempre conoscere solo il “lessico” distruttivo della guerra. E pregheremo, con il Santo Padre, in un luogo simbolo: il sagrato del Santuario di Pompei, la cui Facciata, inaugurata il 5 maggio 1901 (125 anni fa), è stata dedicata, per volontà di San Bartolo, proprio alla pace universale. Né possiamo dimenticare che Papa Leone sarà a Pompei in un giorno storico nel quale celebreremo anche il 150° anniversario dalla posa della prima pietra del Santuario. Era l’8 maggio 1876.

Viviamo tutti la visita del Papa con la gioia nel cuore grati al Signore per questo grande dono che ha voluto farci. Con Leone XIV sarà Cristo stesso a passare per le strade di Pompei e a portare speranza agli uomini e le donne che talvolta, tra le pieghe e i problemi della vita, potrebbero smarrire la speranza.

E, invece, Dio ci ha fatti per la gioia. E noi crediamo che l’8 maggio, a Pompei, sarà dispensata a piene mani.

Ultime date per la Virtual Reality Experience

e Apertura Festiva gratuita il 25 aprile

al Parco Archeologico di Ercolano

 

locandina visori orizz 250In occasione della Festa della Liberazione, il Parco Archeologico di Ercolano apre le proprie porte a tutti i visitatori con ingresso gratuito. Il 25 aprile il sito sarà accessibile secondo i consueti orari di apertura (dalle ore 8:30 alle ore 19:30 -ultimo ingresso ore 18:00), offrendo a residenti e turisti l'opportunità di vivere uno dei siti patrimonio UNESCO del Vesuviano in una giornata di festa e memoria collettiva.

Informazioni e aggiornamenti su  ercolano.cultura.gov.it.

     Saranno regolarmente aperti:

  • il Padiglione della Barca, che custodisce testimonianze eccezionali del profondo legame tra Ercolano e il mare, tra cui la lancia militare rinvenuta sull’antica spiaggia;
  • l’Antiquarium, prezioso scrigno della vita quotidiana romana, con i legni antichi carbonizzati, conservatisi in modo straordinario, e i celebri Ori di Ercolano, simbolo della raffinatezza degli antichi abitanti.

Il 25 aprile sarà aperta anche la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”. Allestita negli spazi monumentali di Villa Campolieto (CorsoHerculaneum view lgt 250 Resina 283, Ercolano) – splendida dimora settecentesca del Miglio d’Oro a pochi passi dal sito – la mostra conduce i visitatori in un percorso immersivo dedicato alla cultura alimentare nell’antica Ercolano: reperti organici di straordinaria conservazione, utensili, vasellame e oggetti di uso quotidiano raccontano le abitudini degli antichi Ercolanesi, in dialogo con la raffinata architettura vanvitelliana che fa da cornice all’esposizione.

Orario mostra: 9:00 – 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00)

Biglietto combinato Villa Campolieto + Mostra: € 7 intero

Acquisto online: ercolano.cultura.gov.it/dalluovoallemele

Si avvicinano, inoltre, le ultime date disponibili per VENI, VIDI, HERCVLANEVM, la Virtual Reality Experience che dal mese di febbraio ha trasformato la visita al Parco Archeologico di Ercolano in un viaggio immersivo nell’antica città sepolta dall’eruzione del Vesuvio.

Grazie a questo nuovo progetto sperimentale, il passato non è mai stato così vicino per i fruitori che, grazie ai visori 3D, possono attraversare virtualmente le strade, gli edifici e gli ambienti della Ercolano romana, con un livello di coinvolgimento emotivo e cognitivo del tutto inedito. Si tratta di un’iniziativa innovativa, coinvolgente e accessibile, che consente di entrare idealmente nell’antica Ercolano, esplorarne gli spazi, riviverne atmosfere e dettagli, osservare ambienti e architetture ricostruiti in 3D come se fossero davanti ai propri occhi.

Grazie alla realtà virtuale, i visitatori possono comprendere meglio l’organizzazione urbana, gli edifici e la vita quotidiana della città antica.

Per vivere questo “viaggio”, senza costi aggiuntivi (sarà sufficiente acquistare il biglietto di ingresso), le ultime date disponibili sono: 27 e 29 aprile 2026 e 4 maggio 2026.

L’esperienza è accessibile a ogni tipologia di pubblico, con un’attenzione particolare alle persone con disabilità fisiche, cognitive e sensoriali. Il personale specializzato del Parco accompagna i partecipanti in ogni fase, garantendo sicurezza e piena fruibilità.

Informazioni pratiche

Date disponibili: 27 aprile – 29 aprile – 4 maggio 2026

Giorni: lunedì e mercoledì

Orario: dalle 9:30 alle 12:30

Luogo: Visitor Center del Parco

Modalità: turni da 10 minuti, 2 postazioni per 2 visitatori contemporaneamente

Costo: gratuita, inclusa nel biglietto ordinario di ingresso al sito

Prenotazione obbligatoria

Online: ercolano.coopculture.it

Call center: +39 081 0106490 (lun–sab, ore 9:00–17:00)

Posti limitati. Si consiglia la prenotazione anticipata.


“Raccontami di te”: da Cimitile a Bergamo, quando la letteratura costruisce ponti di accoglienza


Venerdì 24 aprile alle 18:30 nelle Basiliche Paleocristiane la proiezione di “Oltre la scuola” con il CPIA 2 di Bergamo. Un progetto corale delle associazioni del territorio


PHOTO Raccontami di te 250CIMITILE – Succede che una rassegna letteraria nata in provincia di Napoli apra le porte a una scuola di Bergamo. Succede quando a unire è il bisogno di inclusione, di ascolto, di futuro condiviso. Succede con “Raccontami di te”, il progetto che venerdì 24 aprile 2026 alle ore 18:30 porta nella Sala consiliare del Comune di Cimitile, all’interno delle Basiliche Paleocristiane, il docu-film “Oltre la scuola” di Laura Montanari.
L’iniziativa è promossa da Terra Mia APS in collaborazione con il CPIA 2 di Bergamo e nasce da una rete larga di associazioni del territorio: Aned Campania, Genitori del Sud Cimitile, Gli Unicorni di Diana Napoli, Gruppo Aido Nola-Cimitile, Ipazia - Associazione Culturale Visciano, Nuovi Orizzonti Cimitile e Terra Mia Cimitile. Realtà diverse che hanno scelto di lavorare insieme su un’idea semplice e radicale: raccontare storie vere per generare accoglienza.
Il progetto: libri scritti da chi ha vissuto
“Raccontami di te” affronta varie tematiche attraverso la presentazione di libri e altri linguaggi, con una caratteristica precisa: le opere sono firmate da persone che hanno avuto un’esperienza diretta e personale con i temi trattati. La letteratura diventa così testimonianza, strumento di comprensione, spazio sicuro dove le biografie si incontrano. Da qui l’apertura al CPIA 2 di Bergamo, Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti, e al suo racconto per immagini con “Oltre la scuola”.
Il docu-film: la scuola come luogo di cittadinanza
“Oltre la scuola”, diretto da Laura Montanari, è un viaggio dentro le aule del CPIA 2 di Bergamo, dove l’apprendimento si intreccia con l’integrazione, la lingua diventa casa, la scuola si fa comunità. Nel cast del film figurano Licia Pignatelli, Giordano Gerundio, Sarah Faraci e Gianluca Spitaleieri: volti e voci di un’esperienza educativa che supera banchi e programmi per toccare la vita delle persone.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali del Sindaco di Cimitile, Avv. Filomena Balletta, e dell’Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione del Comune di Cimitile, Avv. Anna Mercogliano. Con loro, la Coordinatrice dell’Ass. Terra Mia APS, la dottoressa Giuseppa Pignatelli, e il Presidente del Gruppo Aido Nola-Cimitile, Felice Peluso, a testimoniare la rete di impegno civico che sostiene la rassegna.
Interverranno poi gli autori del docu-film e i docenti Licia Pignatelli, Giordano Gerundio e Sarah Faraci, insieme allo studente del CPIA Pedro Calabria Flores. A moderare il dibattito sarà la Prof.ssa Licia Pignatelli, in un dialogo che metterà al centro storie, metodi e risultati di una scuola che accoglie.
Nord e Sud: l’accoglienza come pratica.
Il valore dell’appuntamento è tutto in questo cortocircuito geografico e umano: una rassegna nata nell’agro nolano che sceglie di ascoltare Bergamo, e una scuola del Nord che si racconta in una delle aree archeologiche più antiche del Sud. Le Basiliche Paleocristiane di Cimitile, luogo di passaggio e di incontro da secoli, diventano cornice simbolica perfetta: qui l’accoglienza è architettura, prima ancora che tema.

“Con l’avvio di questo progetto le associazioni affronteranno varie tematiche attraverso libri e linguaggi diversi”, spiegano i promotori. “Ma il punto fermo è uno: dare parola a chi la storia l’ha vissuta sulla propria pelle. Solo così si costruisce futuro condiviso”.
Dietro “Raccontami di te” c’è un patto tra soggetti che sul territorio lavorano ogni giorno su salute, genitorialità, cultura, volontariato e cittadinanza attiva: Aned Campania, Genitori del Sud Cimitile, Gli Unicorni di Diana Napoli, Gruppo Aido Nola-Cimitile, Ipazia - Associazione Culturale Visciano, Nuovi Orizzonti Cimitile e Terra Mia Cimitile. La collaborazione con il CPIA 2 di Bergamo allarga lo sguardo e trasforma una rassegna locale in un laboratorio nazionale di buone pratiche.
L’appuntamento è per venerdì 24 aprile 2026, ore 18:30, nella Sala consiliare del Comune di Cimitile, all’interno delle Basiliche Paleocristiane. L’ingresso è libero. L’accoglienza anche.

Al via l’iter per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica (IG) della Sartoria Napoletana

Presentato al Consiglio Regionale della Campania il progetto per “blindare” l’eccellenza artigiana contro contraffazioni e svalutazioni

 

PHOTO 1 Sartoria 250Contrastare la contraffazione, certificare una qualità unica al mondo e trasformare il nome "Sartoria Napoletana" da semplice richiamoPHOTO 2 Sartoria 250 commerciale a marchio identitario e protetto. È questo l’obiettivo ambizioso emerso questa mattina presso la sede del Consiglio Regionale della Campania - alla presenza del Presidente Massimiliano Manfredi - durante il convegno “Sartoria Napoletana e Indicazioni Geografiche: tutela, valorizzazione e opportunità”. Ad aprire i lavori, moderati dal giornalista Antonio Vastarelli, è stato un messaggio di Lorenzo Crea, giornalista e co-fondatore de “Le Mani di Napoli”.

L’evento, organizzato dall'associazione “Le Mani di Napoli” e Casartigiani, ha sancito l'avvio ufficiale dell'iter per il riconoscimento dell'Indicazione Geografica (IG) dedicata alla sartoria partenopea, sfruttando i nuovi strumenti normativi europei entrati in vigore il 1° dicembre 2025. Durante l’appuntamento sono state consegnate due targhe per ricordare le figure di Antonio Panico e Mariano Rubinacci: a ritirarle le rispettive figlie.

Un fronte comune per l'eccellenza

Il progetto, nato da una proposta di Damiano Annunziato (vicepresidente di OriGIn), vede la collaborazione sinergica tra il MIMIT, la Regione Campania, il Comune di Napoli, Casartigiani Napoli e OriGIn. L'obiettivo è creare una “blindatura” giuridica che protegga il lavoro dei maestri sarti dalle imitazioni, rafforzando al contempo la filiera attraverso un tavolo tecnico permanente.

«È una giornata storica - ha dichiarato Damiano Annunziato - Le istituzioni ci sono e le norme europee sono pronte. Ora spetta agli artigiani fare rete. L’Indicazione Geografica è l’occasione concreta per garantire un futuro alla nostra arte. È un patto di ferro per il territorio».

Le voci dei protagonisti

Giancarlo Maresca (Presidente Le Mani di Napoli): «La sartoria napoletana è un patrimonio culturale prima ancora che economico; difenderla significa tutelare l’identità di intere generazioni».

Valentino Valentini (Viceministro, via videomessaggio): Ha sottolineato come l'estensione delle IG al comparto artigianale sia un passaggio chiave per la competitività del Made in Italy.

Teresa Armato (Assessora al Turismo e Attività Produttive Comune di Napoli): «I nostri sarti sono rockstar internazionali. Molti turisti vengono a Napoli solo per i loro capi; sono parte integrante dell'identità della nostra città».

Fabrizio Luongo (Vicepresidente Casartigiani Napoli): «Napoli non deve più inseguire il mondo, ma dominarlo nel settore della moda. Con la denominazione geografica, il 'napoletano' diventa una garanzia di origine, aprendo nuove valvole di sviluppo per l’economia e l’occupazione».

Prospettive future

Oltre alla tutela legale, il progetto punta a inserire la Sartoria Napoletana in un calendario di appuntamenti programmati e internazionali, citando come esempio le opportunità legate a grandi eventi come l’America’s Cup. La sfida ora è trasformare l'eccellenza artigiana in un sistema strutturato, capace di coniugare la tradizione del "fatto a mano" con le moderne strategie di mercato globale. Un patto tra maestri sarti, istituzioni e accademia per tutelare l'identità partenopea.

Altri articoli...

Sottocategorie

Off Canvas sidebar is empty