Cronaca

Marigliano celebra il preside Franco Trifuoggi con la seconda edizione del premio dedicato all’ambiente.
Rotary Club “Adrianea” e Amministrazione Comunale uniti nel ricordo del grande saggista: un uomo di cultura, un maestro di vita, un esempio per i giovani



Foto Gruppo Marigliano 250MARIGLIANO – Un uomo dal cuore d’oro. Un preside che ha lasciato il segno. Un saggista che ha amato la scuola, la musica, la famiglia e il futuro. Nella Sala Consiliare del Comune di Marigliano si è svolta la seconda edizione del Premio dedicato al Preside Franco Trifuoggi, per non dimenticare.
Organizzato dal Rotary Club Marigliano “Adrianea” in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, il Premio quest’anno è stato dedicato a un tema che il Preside avrebbe amato profondamente: “L’ambiente, ci riguarda. Agire oggi per il futuro di tutti”. Un concorso scolastico che ha visto protagonisti gli alunni, i dirigenti scolastici e le scuole del territorio, chiamati a elaborare trattati e riflessioni sul bene più prezioso che abbiamo: la Terra.
I saluti istituzionali e la memoria viva
A portare i saluti istituzionali: Antonio Sapio, presidente del Rotary Club “Adrianea” di Marigliano; il sindaco di Nola Andrea Ruggiero; l’assessore alle Politiche Sociali Luigi Amato; l’assessore all’Ambiente Annarita Maione; la dirigente scolastica Angela Buglione dell’I.C. Rossi Doria di Marigliano; la professoressa Marianna De Micco in rappresentanza del Liceo Cristoforo Colombo di Marigliano.

Commovente la testimonianza del figlio Ugo Trifuoggi, accompagnato dalla moglie, la dottoressa Ester Napolitano, che tra emozione e orgoglio ha delineato la figura dell’uomo e dello storico Franco Trifuoggi. A ricordarlo per la collaborazione lavorativa, la professoressa Nunzia Sbriglia, ex docente del Liceo Cristoforo Colombo di Marigliano.
A presentare le regole e le norme del concorso, la dirigente scolastica Elisa De Luca insieme al dottore Vincenzo Caprio.
La famiglia, presente con amore: alla cerimonia la moglie del Preside Trifuoggi, la signora Ghita Caprio; i figli Marco, accompagnato dalla moglie, la professoressa Paola Pirozzi, e la figlia Anna, accompagnata dal marito, l’ingegnere Raffaele Carrella. Con loro, i nipoti Franco Trifuoggi junior e Margherita Carrella.
Tra gli ospiti anche il dottor Giuseppe Allocca, la professoressa Lina De Cicco e la professoressa Rosanna Schettino Boschi.
A moderare con sensibilità e competenza, la giornalista e scrittrice Filomena Carrella, legata al Preside non solo come uomo di cultura, ma anche come guida letteraria fondamentale per la sua formazione da scrittrice.
Un saggista che ha unito i territori: Franco Trifuoggi è stato insignito della cittadinanza onoraria di Tursi per gli scritti dedicati a quel paese lucano e al suo sommo poeta Albino Pierro. Parole che hanno unito territori, storie e identità.

Le parole del Rotary: cultura è servizio
“Il Preside Franco Trifuoggi ha formato generazioni con il rigore e con il cuore”, si legge nell’invito firmato dal Presidente del Rotary Club “Adrianea”, Antonio Sapio, rivolto alle istituzioni e al territorio. “Questo Premio nasce per tenere viva la sua lezione: la cultura è servizio, l’ambiente è responsabilità, i giovani sono il futuro. Agire oggi significa onorare la sua memoria”.
Il Rotary Club “Adrianea” e il Comune di Marigliano rinnovano così un patto con la comunità: tenere accesa la fiamma della cultura, della memoria e dell’impegno civico. I PREMIATI: I GIOVANI, IL FUTURO CHE AGISCE
Primo Premio
“L’alba di un’altra possibilità”
Classe IA AFM – ISS “Manlio Rossi Doria”
Alunni: Daniela Monocchio, Alessia Ciotola, Fatima Di Maio, Angela Muro, Giusy Capasso, Chiara Del Gaudio, Gabriella Califano, Angela Scognamiglio, Noemi Di Palma
Docente: Antonietta Esposito
Motivazione: L’opera si distingue per la capacità di tradurre il tema della tutela ambientale in un messaggio chiaro, concreto e universale, evidenziando con maturità il legame tra responsabilità individuale e benessere collettivo.
Secondo Premio
“Il giorno della semina”
Classe III A R Grafica – Liceo Artistico “C. Colombo”
Attori: Michael Graziano Adriano, Aurora Capasso
Video realizzato dagli alunni della classe
Docente: Angelo Pio Caruso
Motivazione: Per aver sviluppato un cortometraggio creativo e coinvolgente, capace di sensibilizzare in modo efficace sul tema della sostenibilità ambientale.
Terzo Premio ex aequo
“Il verde che non ricordo”
Classe IA AFM – ISS “Manlio Rossi Doria”
Alunni: Aurora Ruggiero, Luigi Cuomo, Giovanni Guercia, Alfonso Calabria, Salvatore Aliperta, Palmira Acierno
Docente: Antonietta Esposito
Motivazione: L’opera si distingue per l’impegno dimostrato, la sensibilità verso le tematiche ambientali e la volontà di promuovere comportamenti sostenibili all’interno della comunità scolastica e sociale.
Terzo Premio ex aequo
“Agisci oggi. Fai volare il futuro”
Classe II A – Liceo Artistico “C. Colombo”
Attori: Patrizio Esposito, Luca De Filippo, Alessia Sota, Emanuela Sposito, Connie Coppola
Montaggio: Miriana Cimmino, Michele Ruggiero
Comparse: Alunni II A Liceo Artistico
Docente: Marianna De Micco
Motivazione: Per l’approccio innovativo e creativo nella rappresentazione del tema ambientale, capace di offrire una prospettiva nuova e stimolante.
Terzo Premio ex aequo
“I piccoli gesti fanno la differenza”
Classe IA AFM – ISS “Manlio Rossi Doria”
Alunni: Anis Ammar Torki, Francesco Coone, Christian Crimaldi, Miryam Parisi, Luigi Porricelli, Denis Pryimachenko
Docente: Antonietta Esposito
Motivazione: Apprezzata la capacità di comunicare valori positivi attraverso un linguaggio semplice ma efficace. Il Preside Franco Trifuoggi vive nelle idee dei ragazzi, nella cura per l’ambiente, nella cultura che diventa azione.
Marigliano non dimentica. Marigliano ringrazia.

“La Sobrietà” di Carlo Fenizi sbarca su prime video: nel cast Amanda Lear e Carmen Russo. Alla produzione il napoletano Raffaele Notaro.
Commedia nera e mockumentary sul lato oscuro del cinema. Scrittore e produttore, Notaro firma la sua prima esperienza cinematografica con Tejo s.r.l.s.



Locandina La SobrietàNAPOLI – È disponibile su Prime Video “La sobrietà”, il nuovo film di Carlo Fenizi, regista, sceneggiatore e docente. Una commedia nera in stile mockumentary che entraRaffaele Notaro senza filtri nel mondo del cinema, tra ossessione per il successo e confini labili tra finzione e realtà.
A produrre e distribuire l’opera è Tejo s.r.l.s. insieme allo scrittore napoletano Raffaele Notaro, qui alla sua prima esperienza cinematografica. Notaro ha prodotto, scritto e sponsorizzato il film, portando sullo schermo la sua cifra narrativa: tagliente, vera, profondamente radicata nel reale.
La trama: il “Metodo Kimba” e il lato noir del successo.
La storia segue Rodrigo, un regista in crisi interpretato da Michele Venitucci. Insieme allo sceneggiatore Cornelio, Rodrigo decide di smascherare Kimba, un’enigmatica actor coach portata sullo schermo da Eva Basteiro-Bertolì. Kimba domina giovani attrici con il suo folle e manipolatorio “Metodo”: esercizi psicologici che sconfinano nel controllo.
Il conflitto: L’incontro tra Rodrigo e Kimba accende lo scontro. L’indagine: per svelare la verità sul “Metodo”, Rodrigo gira un documentario. Ma finisce invischiato nello stesso sistema che vuole denunciare. La svolta noir: tra racconti di ex attrici e un produttore mafioso, la commedia vira al giallo quando minaccia di scoppiare uno scandalo.
Il cast: personaggi eccentrici per un cinema che morde.
Il film gioca con volti noti e ruoli spiazzanti: Suor Maria Loreta è Amanda Lear, la potente produttrice Italia Martinelli è Carmen Russo. Un cast che conferma la natura ibrida dell’opera: mockumentary, commedia, noir. Cinema che diverte e inquieta.
Raffaele Notaro: dalla pagina scritta al grande schermo.
Con “La sobrietà”, Raffaele Notaro compie il salto dal libro alla macchina da presa. Scrittore, oggi produttore e sceneggiatore, firma un esordio che è già dichiarazione di poetica. Il suo sguardo napoletano, abituato a raccontare il lato più scomodo della realtà, trova nel cinema di Carlo Fenizi l’alleato perfetto. Insieme a Tejo s.r.l.s., Notaro ha creduto in un progetto indipendente che non fa sconti al mondo dello spettacolo.
“La sobrietà” è disponibile da oggi su Prime Video. Un film che usa il cinismo per parlare di verità. E che segna l’ingresso ufficiale di Raffaele Notaro nel cinema italiano.

Napoli Est, il riscatto parte da Vigliena: gli studenti della Scialoja Cortese Rodinò diventano "Sentinelle della Memoria"

 

La Sentinella invisibileNAPOLI – Non più periferia dimenticata, ma epicentro di cittadinanza attiva. Stamattina, sabato 9 maggio 2026, il Forte di Vigliena a San Giovanni a Teduccio si è trasformato nel palcoscenico della giornata conclusiva di "NAPOLI EST – I colori della Libertà". Un evento che ha visto gli studenti del plesso Cortese (IC Scialoja Cortese Rodinò) smettere i panni di alunni per indossare quelli di guide turistiche, storici e, soprattutto, custodi del proprio territorio.

Una rete per il territorio

L’iniziativa, inserita nel cartellone del Maggio dei Monumenti e nel Festival dello Sviluppo Sostenibile (ASviS), ha raccolto attorno ai ragazzi una fitta rete istituzionale. Al fianco degli studenti erano presenti Sandro Fucito (Presidente della 6ª Municipalità), Enzo Morreale (Comitato Civico San Giovanni), Gennaro Cavallaro (SOMS) e la storica dell’arte Lucia Impronta, a testimonianza di una sinergia tra scuola e associazionismo che punta alla riqualificazione reale dell'area.

Tra storia e Agenda 2030: il racconto dei ragazzi

Il percorso, iniziato alle 10:00 allo Stradone Vigliena, si è snodato attraverso tappe che hanno unito l’epopea della Repubblica Napoletana del 1799 alle moderne sfide della sostenibilità:

  • Vernissage a cielo aperto: Le mura della fortezza sono state "curate" con un'esposizione artistica realizzata dagli alunni, restituendo colore a un sito troppo spesso ignorato.
  • Guide multilingue: La narrazione storica è avvenuta anche in inglese, segno di una scuola che guarda oltre i confini del quartiere, preparando i ragazzi a una proiezione internazionale.
  • Inclusione totale: Grazie alla metodologia del Service Learning, il progetto ha coinvolto l’intera platea scolastica, inclusi gli allievi con bisogni educativi speciali, dimostrando che la cultura è il primo strumento per abbattere le barriere sociali.

Le parole della Dirigente: "Scuola come motore di cambiamento"

Orgogliosa del traguardo raggiunto la Dirigente Scolastica, Rosa Stornaiuolo, che ha ribadito la centralità della sfida lanciata da Fondazione Napoli 99 e Comune:

"Oggi Vigliena smette di essere un rudere per diventare il simbolo di una comunità che si riappropria della sua identità. Portando i ragazzi fuori dalle aule, abbiamo dato loro le chiavi del quartiere: non sono più utenti passivi della periferia, ma sentinelle consapevoli e orgogliose. È questa la scuola che sogniamo: un presidio di legalità e bellezza che trasforma il territorio".

Una nuova visione per Napoli Est

L'evento, conclusosi alle 13:00, lancia un messaggio chiaro: la rigenerazione di Napoli Est non passa solo per l'urbanistica, ma per la consapevolezza delle nuove generazioni. La tutela delle radici storiche, unita agli obiettivi dell'Agenda 2030, candida il Forte di Vigliena a diventare un hub di cultura e riscatto sociale per l'intera città.

SUCCESSO E GRANDE EUFORIA AL LICEO “ALBERTINI” DI NOLA PER “LOUIS ARMSTRONG. LA MUSICA OLTRE IL RAZZISMO”
Una squadra vincente tra note, diritti e giovani talenti



Foto Albertini 250NOLA – Standing ovation, applausi a ritmo di jazz e tanta emozione. L’incontro “Louis Armstrong. La musica oltre il razzismo” ha trasformatoFoto Carrella l’Aula Magna dell’ISIS “G. Albertini” di Nola in un teatro di libertà, martedì 5 maggio 2026. Un successo annunciato, ma superato da un’entusiasmo che ha travolto studenti, docenti e ospiti.
Al centro della mattinata, il libro di Filomena Carrella, scrittrice, giornalista e musicista, che ha raccontato ai ragazzi come la tromba di un bambino povero di New Orleans sia diventata un’arma contro ogni muro: “Lui era sicuro che, un giorno, latte e cioccolato si sarebbero fusi e il mondo sarebbe stato più felice e più bello…”
Una squadra vincente sul palco e tra i banchi
Il Liceo Musicale “G. Albertini” è stato cuore pulsante dell’evento. Gli allievi si sono esibiti con talento e passione, dando vita alle pagine del libro e dimostrando che la scuola può davvero suonare il cambiamento.
Sul palco, accanto all’autrice e al relatore prof. Nicola Rando, una parata di ospiti che ha acceso la mattinata:
Fiorella Boccucci, musicista e cantante, Avv. Olga Izzo, Consigliera di parità della Città Metropolitana di Napoli, Alessandra Bosone, Presidente dell’Associazione Artistica SeminArte.
A loro si è aggiunta una formazione d’eccezione che ha fatto esplodere il jazz in Aula Magna: Alessandro Granese voce e kazoo, Gaetano Sasso alla tromba, Antonio Pugliese alle percussioni, Ferdinando Manzi al pianoforte. Con loro, la docente Lina Vangone e la giovanissima violinista Cecilia Di Laora.
Presenza speciale, il dott. Ferdinando Casolaro, che ha condiviso con i ragazzi riflessioni e entusiasmo.
Il dirigente in prima fila, dall’inizio alla fine
Determinante la presenza del Dirigente Scolastico, prof. Rosario Cozzolino, che ha seguito l’intera cerimonia. La sua partecipazione costante è stata letta da tutti come il sigillo del successo dell’evento: quando la scuola crede nei progetti, i progetti volano.
“Vedere l’Aula Magna piena di ragazzi che ascoltano, suonano e si interrogano su libertà e diritti grazie alla storia di Louis Armstrong è la risposta più bella al nostro lavoro quotidiano. Il Liceo Musicale Albertini c’è, e oggi ha suonato all’unisono contro ogni forma di razzismo. Sono orgoglioso dei nostri studenti, dei docenti e di tutti gli ospiti che hanno reso possibile questa giornata straordinaria.”
– Prof. Rosario Cozzolino, Dirigente Scolastico ISIS “G. Albertini” Nola
Folta e ricca anche la presenza dei docenti, che hanno accompagnato gli studenti in questo viaggio tra note e diritti civili.
“Tornare tra i banchi con Louis Armstrong è la missione più bella” ha ribadito Filomena Carrella, molto emozionata dall’abbraccio della scuola. “Vedere i ragazzi del Liceo Musicale suonare Armstrong, vedere i loro occhi accendersi mentre parliamo di razzismo, sogni e musica, è la conferma che le note hanno davvero il colore della libertà”.
L’incontro del 5 maggio conferma la vocazione dell’Albertini di Nola: un liceo che forma musicisti, ma soprattutto cittadini consapevoli. Una scuola dove la cultura si fa con le mani, con gli strumenti e con il cuore.
E ieri, all’Albertini, il jazz ha vinto. Insieme ai ragazzi.

ROCCARAINOLA ACCENDE MAGGIO: AL VIA “MAGGIO AL POLO MUSEALE” CON ARTE, MUSICA E LETTERATURA


Sabato 9 maggio si inaugura al Palazzo Baronale con Mariaelena Lazzaro e il suo libro: “Dindada”. L’Amministrazione Comunale e il Gruppo Museale rilanciano: “Cultura, Emozioni, Parole che restano”



Museo Rocca DindadaROCCARAINOLA – C’è una cittadina che ha scelto la bellezza come strada maestra. Che ha indagato con passione la via della cultura e oggi la trasforma in programma, in incontri, in emozioni condivise. Sabato 9 maggio 2026, alle ore 18:30, Roccarainola accende il suo “Maggio al Polo Museale”: tre appuntamenti imperdibili tra arte, musica e letteratura al Polo Museale Luigi D’Avanzo, con il patrocinio del Comune di Roccarainola.
Un progetto fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale e dal Gruppo Museale, che insieme rilanciano il Palazzo Baronale come casa delle idee, presidio di comunità, laboratorio di futuro. “Cultura, Emozioni, Parole che restano” non è solo un claim: è la promessa di un maggio che lascia il segno.
Si parte con “Dindada”: la parola di Mariaelena Lazzaro apre il Polo
Ad inaugurare la rassegna, sabato 9 maggio alle 18:30, sarà la presentazione del libro “Dindada” di Mariaelena Lazzaro. Un esordio che profuma di radici e di volo, ospitato nella cornice storica del Palazzo Baronale.
I saluti istituzionali apriranno la serata con il Sindaco Giuseppe Russo, il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Sirignano e il Presidente del Polo Museale Carmine Centrella: tre voci unite per dire che Roccarainola crede nella cultura come motore di crescita.
A dialogare con l’autrice sarà la Dr.ssa Annamaria Covone, mentre le letture a cura di Maria De Risi e Giovanna Ambrosino daranno corpo e voce alle pagine di “Dindada”. Un rito collettivo, tra fiori di maggio e libri aperti.
Roccarainola: la strada culturale percorsa con passione
Questa rassegna è il frutto di una visione. L’Amministrazione Comunale di Roccarainola, insieme al Gruppo Museale, ha scelto di investire nel Polo Museale Luigi D’Avanzo come luogo vivo, non teca. Un polo che oggi diventa piazza, agorà, salotto buono dove arte, musica e letteratura si incontrano.
Roccarainola indaga questa strada culturale con passione e coraggio. Perché un paese che legge, che ascolta, che si emoziona, è un paese che cresce. Che resta. Che consegna ai giovani “parole che restano”.
Tre appuntamenti per un maggio da vivere
“Dindada” è solo il primo passo. “Maggio al Polo Museale” proseguirà con altri due eventi tra arte e musica, sempre al Palazzo Baronale. Un calendario che trasforma maggio nel mese delle emozioni, nel mese in cui Roccarainola si racconta attraverso i libri, le note, i quadri. Il Comune e il Gruppo Museale firmano così un patto con la cittadinanza: aprire le porte, accendere i riflettori, dare spazio ai talenti e alle storie. Perché la cultura non è un evento: è identità.

Appuntamento sabato 9 maggio 2026, ore 18:30 – Palazzo Baronale, Roccarainola
Mariaelena Lazzaro presenta “Dindada”
Maggio al Polo Museale – Con il patrocinio del Comune di Roccarainola

Le potenze come imperi

 

Foto art. Fabozzi 250Nelle crisi internazionali in atto le grandi potenze, capaci di esercitare un’influenza globale, cercano di plasmare la propria immagine di imperi agli occhi della comunità internazionale. Alcuni di essi ostentano sicurezza e aggressività verso i più deboli altri, invece, cercano di porsi come ago della bilancia dello sviluppo mondiale. Per comprendere pienamente queste due idee di impero è opportuno fare una loro analisi critico-storica. In modo particolare quando parliamo dell’impero come Stato che vuole tenere con la forza le nazioni a lui subordinate possiamo fare riferimento al celebre discorso contro Mitilene di uno dei protagonisti della guerra del Peloponneso: Cleone. Quando, invece, parliamo di grande potenza che si atteggia a impero che vuole essere centro propulsore dello sviluppo e degli equilibri globali evitando spargimenti di sangue allora ci sovviene il discorso di Carlo Luigi Napoleone pronunciato a Bordeaux del 9 ottobre 1852. In riferimento al primo caso, per comprendere quanto detto dal figlio di Cleeneto, è necessario inquadrare la posizione di Mitilene all’interno della guerra del Peloponneso. La città di Lesbo capeggia una rivolta contro l’alleata Atene e passa dalla parte dei Peloponnesiaci. Nel 428 Mitilene dopo aver subito l’assedio di Atene per terra e per mare si arrende. A questo punto Cleone pronuncia il suo famoso discorso sui provvedimenti punitivi da adottare contro la traditrice Mitilene. Nelle parole del leader radicale greco, si evince che Atene debba avere il pugno duro verso i propri alleati perché l’impero è una tirannide e si debbano tenere con la forza i propri Stati satelliti. Lo storico Tucidide, riportando l’orazione di Cleone agli ateniesi, dice che l’auctoritas dell’impero debba essere esercitata “su uomini che tramano insidie e si lasciano dominare contro la propria volontà: essi non vi obbediscono per i favori che fate loro danneggiando voi stessi, ma per il fatto che siete superiori più per la vostra forza che per la loro benevolenza” (III, 37, 2). Il concetto di governo tirannico legato all’esercizio del potere dell’impero era stato già espresso da Pericle che, rivolgendosi agli ateniesi stanchi della guerra contro Sparta, dice: “possedete ormai l’impero come una tirannide, che da un lato si ritiene ingiusto aver conquistato, ma che d’altro lato sembra pericoloso abbandonare” (II, 63, 2). Altra idea di impero, contrapposta a quella di Cleone e Pericle, basata in linea di principio sulla pace e non sulla guerra è quella forgiata dal presidente della repubblica francese Carlo Luigi Napoleone nel suo celebre discorso di Bordeaux dopo il colpo di Stato del 2 dicembre 1851. In esso il capo della repubblica transalpina sostiene testualmente: “L’Impero, è la guerra”. Io invece dico: “L’Impero, è la pace”. È la pace perché la Francia lo desidera e quando la Francia è soddisfatta il mondo è tranquillo”. Secondo Carlo Luigi Napoleone, quindi, il proprio paese è il centro degli equilibri globali e, proprio in virtù di ciò, se in Francia vi è benessere in tutto il mondo c’è armonia e mancanza di conflitti. Il futuro Secondo Impero si erge a pilastro dello sviluppo del pianeta che non sarebbe possibile senza dare prima stabilità e prosperità alla stessa Francia. Il presidente francese, infatti, dice: “Voglio conquistare alla conciliazione i partiti dissidenti e ricondurre nella corrente del gran fiume popolare le derivazioni ostili che vanno a perdersi senza utilità per nessuno. (…) Abbiamo immensi territori incolti da dissodare, strade da aprire, porti da scavare, fiumi da rendere navigabili, canali da portare a termine, le nostre reti ferroviarie da completare”. Inoltre, Carlo Luigi Napoleone legge i tempi in cui vive intravedendo insieme a tanti elementi di benessere anche tante possibili tensioni che potrebbero sfociare in conflitti le cui conseguenze sarebbero incalcolabili (dont les conséquences seraient incalculables!). In realtà il proposito pacifista del presidente transalpino fu successivamente, con l’edificazione del Secondo Impero, parzialmente smentito per i diversi conflitti, dalla guerra di Crimea alla Seconda guerra d’indipendenza italiana, in cui fu coinvolta la Francia.

 Antonio Fabozzi.

                                

Trentacinquesima giornata di Campionato anticipo Como 0 - Napoli 0

Partita di cartello tutto esaurito a tre giornate dal termine.  “Le Caramelle di Gigi".      

Foto Gigi Porcelli 200Il Campionato volge senza emozioni verso il termine e lo zero a zero di Como conferma questa tendenza. Primo tempo per gli azzurri tutto da dimenticare senza un tiro nello specchio della porta avversaria ed una difesa ad oltranza sin dal primo minuto dove il Napoli ha giocato in dieci sino al sessantesimo del secondo tempo in quanto De Bruyne non pervenuto e quindi non entrando mai nella cabina di regia dei partenopei lasciando gli spettatori attoniti ed infastiditi da questa sua prestazione. Al contrario il Como ha fatto la partita correndo in lungo ed in largo illuminato dal suo giovane e bravo regista Nico Paz che giocava a tutto campo lanciando i suoi compagni verso la porta azzurra. In una di queste sue incursioni se non ci fosse stata la bravura di Milinkovic S. a disturbare con una uscita intelligente l’azione avversaria senza toccare il giocatore avversario e dando il tempo a Rrahmani di rientrare e salvare sulla linea la partita avrebbe avuto purtroppo un’altra svolta anche perché lo stesso portiere azzurro ha compiuto una seconda prodezza togliendo dalla porta con una parata importante un tiro deviato in porta dalla difesa azzurra da breve distanza. Con la sostituzione al sessantesimo dell’ombra belga con Anguissa gli azzurri si sono riassestati in campo giocando finalmente in parità di uomini e riprendendo il possesso di palla che ha consentito di controbattere il dominio del Como colpendo anche un palo pieno quasi goal, con Politano a pochi minuti dal temine. Pareggio che muove la Classifica facendo raggiungere al Napoli il punteggio di settanta punti e mantenendo, per ora il secondo posto, potendo essere raggiunto solo dal Milan allo stesso punteggio se i rossoneri batteranno il Sassuolo nella giornata di domenica. Il secondo posto comunque resta un obiettivo del Presidente, del Mister, della squadra e  di tutti i tifosi anche perché nelle ultime tre giornate gli azzurri avranno due partite al Maradona contro il Bologna e l’Udinese intervallate dalla trasferta contro il Pisa già retrocesso in serie B. Durante la partita di oggi il pensiero era rivolto già su futuro del Napoli dove l’augurio  all’unanimità di tutti è che il Presidente attui un importante svecchiamento con  “un largo ai giovani di qualità “ con un inevitabile allontanamento definitivo di giocatori come Lukaku , De Bruyne, Anguissa, JJesus , Meret, Mazzocchi con il suo cuore, e qualche altro giocatore vitale anche per far quadrare il prossimo monte ingaggi. Questo pareggio ha messo in evidenza che questo non gioco praticato dalla squadra non piace né appassiona per cui il cambiamento e lo svecchiamento diventerà necessario e la precedente partita di De Bruyne contro la Cremonese, quasi retrocessa, non ha alcun valore per fare restare il belga in azzurro in quanto forse è arrivato già definitivamente e fisicamente al suo capolinea. Giochiamoci questi ultimi nove punti azzurri da portare a casa per arrivare al secondo posto e continuiamo a sostenere la nostra squadra sino all’ultimo secondo; secondo tradizione dicendo “Ai posteri l’ardua sentenza “ e credendo sempre nel nostro Presidente Aurelio De Laurentis che resta un illuminato imprenditore del Mondo dello Spettacolo a livello Europeo.

Gigi Porcelli

Può essere l’umano …

 Foto Incampo 2C’è una domanda antica quanto l’uomo, ma oggi più attuale che mai: può l’essere umano costruire sé stesso e il mondo prescindendo da Dio? Oppure, nel momento in cui recide questo legame, perde qualcosa di essenziale?

Il dibattito non è nuovo, ma alcune tra le più lucide riflessioni della modernità sembrano convergere su un punto decisivo.

Già nell’Ottocento, Fëdor Dostoevskij formulava una delle provocazioni più radicali della storia del pensiero: “Se Dio non esiste, tutto è permesso”. Una frase spesso citata, talvolta banalizzata, ma che conserva una forza inquietante. Non si tratta semplicemente di affermare che, senza religione, gli uomini diventano automaticamente malvagi. Piuttosto, Dostoevskij mette in luce un problema più profondo: se manca un fondamento ultimo e oggettivo del bene e del male, su cosa si regge la morale?

In una società che si affida esclusivamente alla volontà umana, il rischio è che ciò che è giusto venga deciso di volta in volta dal più forte, dal consenso momentaneo o dall’interesse dominante. La libertà, privata di un orizzonte trascendente, può trasformarsi in arbitrio. Non è la libertà a essere negata, ma il suo significato a diventare fragile.

Nel Novecento, Romano Guardini approfondisce ulteriormente questa intuizione, spostando il discorso dal piano morale a quello esistenziale: “L’uomo è soltanto con Dio e in Dio”. In questa affermazione non c’è soltanto una tesi teologica, ma una visione dell’uomo. L’essere umano non è una realtà chiusa, autosufficiente, completa in sé stessa. È, per sua natura, apertura: agli altri, al mondo, e, in ultima istanza, a ciò che lo trascende.

Secondo Guardini, è proprio questo rapporto con il trascendente a rendere l’uomo pienamente uomo. Senza di esso, non scompare la sua esistenza biologica o sociale, ma si indebolisce il senso della sua dignità e del suo destino. L’uomo rischia di ridursi a funzione, a ingranaggio, a individuo tra individui, senza un significato che vada oltre l’immediato.

Henri de Lubac, infine, offre una prospettiva storica e quasi profetica: “Non è vero che l’uomo non può organizzare la terra senza Dio. Ciò che è vero è che, senza Dio, può solo organizzarla contro l’uomo”. Qui il punto è decisivo. L’uomo è perfettamente capace di costruire sistemi politici, economici e sociali anche senza riferimento a Dio. La questione non è la capacità, ma la direzione.

La storia del Novecento sembra confermare questa intuizione. Le grandi ideologie che hanno cercato di edificare un mondo nuovo, spesso escludendo o negando ogni dimensione trascendente, hanno prodotto in molti casi esiti drammatici. I totalitarismi, le persecuzioni, i genocidi non sono stati semplici errori di percorso, ma il risultato di visioni dell’uomo ridotte e distorte, in cui la persona veniva subordinata a un’idea assolutizzata: lo Stato, la razza, la classe, il progresso.

Le guerre e i crimini contro l’umanità diventano così non solo tragedie storiche, ma anche segnali di un problema più profondo. Quando l’uomo si pone come misura unica e ultima di tutte le cose, senza riconoscere nulla al di sopra di sé, finisce per creare idoli. E questi idoli, inevitabilmente, chiedono sacrifici. Spesso, il sacrificio dell’uomo stesso.

Questo non significa attribuire ogni violenza all’assenza di Dio, né ignorare che anche in nome della religione siano stati commessi errori e atrocità. La storia è complessa e non si lascia ridurre a schemi semplici. Tuttavia, resta aperta una questione fondamentale: quale fondamento può garantire in modo stabile e universale la dignità dell’uomo?

Se la dignità è soltanto una costruzione umana, può essere modificata, limitata o negata. Se invece ha un fondamento trascendente, allora diventa indisponibile, non negoziabile, non sacrificabile. In questo senso, il riferimento a Dio non appare come un limite imposto alla libertà, ma come una condizione che la protegge e la orienta.

Dire che “l’uomo è uomo soltanto con Dio” non significa escludere o sminuire chi non crede. Piuttosto, è un’affermazione che riguarda la struttura profonda dell’umano. Suggerisce che l’uomo trova la sua pienezza non chiudendosi in sé stesso, ma aprendosi a qualcosa di più grande. Non è una diminuzione, ma un compimento.

Oggi, in un’epoca segnata da straordinari progressi scientifici e tecnologici, questa riflessione acquista un’urgenza nuova. L’uomo dispone di strumenti sempre più potenti: può intervenire sulla vita, sull’ambiente, persino sui propri limiti biologici. Ma la domanda decisiva resta: tutto ciò che è possibile è anche giusto?

Senza un criterio che vada oltre l’efficienza, l’utilità o il consenso, il rischio è che il progresso si trasformi in una forza cieca. Non basta chiedersi se possiamo fare qualcosa; dobbiamo chiederci se ciò che facciamo costruisce davvero l’uomo o, al contrario, lo impoverisce.

In questo scenario, le parole di Dostoevskij, Guardini e de Lubac non appaiono come reliquie del passato, ma come provocazioni vive. Esse invitano a interrogarsi sul fondamento della libertà, sul senso dell’esistenza e sulla direzione della storia.

Forse, la vera posta in gioco non è semplicemente l’esistenza o meno di Dio, ma l’immagine di uomo che vogliamo costruire. Un uomo chiuso in sé stesso, misura di tutto e quindi esposto a ogni deriva, oppure un uomo aperto al trascendente, capace di riconoscere limiti e dignità, propria e altrui.

È in questa scelta, silenziosa ma decisiva, che si gioca il futuro dell’umanità.

Nicola Incampo

 

Città Metropolitana, premiati al COMICON i vincitori di “Anime a margine”, il Contest di idee a fumetti sulle adolescenze LGBTQIA+

 

Foto Comicon Gruppo 250Si sono interrogati, hanno scavato dentro se stessi e hanno tirato fuori le loro idee, le proprie emozioni, i propri sentimenti sulle adolescenze LGBTQIA+, esprimendole forse nel linguaggio a loro più congeniale: le tavole di un fumetto. Con coraggio, senza paura. Senza vergogna. E oggi, gli studenti autori dei 5 lavori giudicati più entusiasmanti sono stai premiati al COMICON Napoli 2026, l’ormai notissimo e partecipatissimo Festival della cultura pop partenopeo, nella sua giornata inaugurale.

Si è tenuta, infatti, questa mattina, nella Sala Dino De Matteo, al Padiglione 2 della Mostra d’Oltremare, la cerimonia di premiazione dei vincitori di “Anime a margine”, il concorso di idee a fumetti sulle identità e per il superamento dell'omolesbobitransfobia lanciato dalla Città Metropolitana di Napoli - in stretta collaborazione con la Consigliera di Parità dell’Ente e in partnership con COMICON - dedicato interamente alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio metropolitano.

I vincitori

A convincere la Commissione incaricata di decretare i vincitori gli studenti del Liceo Artistico “Giorgio De Chirico” di Torre Annunziata con due graphic novel, dalFoto Comicon 250 titolo “Sentimenti Rigurgitati” e “Il mio nome è Valeria”, quelli dell’I.S. “Masullo Theti” di Nola con “Anima in Bilico”, del Liceo “Matilde Serao” di Pomigliano d’Arco con “Promessa al Collo” e del Liceo Artistico “Giordano Bruno” di Grumo Nevano con l’opera “I veri colori”.

Ai partecipanti era stata richiesta la creazione di una breve storia a fumetti, in stile occidentale o manga, composta da un minimo di una a un massimo di cinque tavole: elaborati originali e inediti, con il divieto assoluto di utilizzare l'intelligenza artificiale per la loro realizzazione. Così, le autrici e gli autori delle storie hanno scandagliato i temi dell’accettazione di sé, dei corpi nei quali non ci si riconosce, dei rapporti con genitori non in grado di comprendere sentimenti diversi dall’ortodossia eterosessuale, del bullismo nei confronti degli adolescenti lgbtqia+, affrontandoli a volte con levità, altre con rancore, ma sempre con il desiderio di riscatto e libertà.

Oltre ai riconoscimenti assegnati oggi, le opere selezionate diventeranno ora parte di una campagna di sensibilizzazione istituzionale, a partire dalla Giornata internazionale contro l'omolesbobitransfobia, sostenuta dalla rete nazionale Re.a.dy. – di cui la Città Metropolitana è partner – prevista per il prossimo 17 maggio.

“Lavori che hanno toccato il cuore”

Foto Olga Izzo 100“Siamo davvero contenti – ha affermato la Consigliera di Parità, Olga Izzo – di come gli studenti abbiano accolto il nostro invito. I lavori che ci sono pervenuti ci hanno toccato il cuore, hanno offerto la testimonianza della profonda sensibilità dei nostri giovani, al di là dei luoghi comuni che li riguardano. Hanno saputo tirare fuori la loro rabbia, ma anche e soprattutto i loro sogni di una società più giusta”.

Intervenuta alla premiazione - che è stata presentata da Alfio Battaglia, speaker radiofonico dei Corrieri di Kiss Kiss – anche la Presidente dell’Associazione Culturale COMICON, Paola Damiano: “Abbiamo scelto di sostenere questa iniziativa in qualità di partner perché il nostro Festival è un evento da sempre orientato ad un sistema valoriale aperto e inclusivo, che riteniamo debba essere trasmesso ai ragazzi a partire dalla scuola. E quale strumento migliore per diffondere questi valori tra i giovani se non quello del fumetto?”

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