Cronaca

Locandina ACAI 250Il giorno 29 maggio 2026 alle ore 16.30 si terrà, Il Congresso Straordinario del Centro Comunale A.C.A.I. (Associazione Cristiana Artigiani Italiani) di Torre del Greco, presso “Villa Macrina” in Via Nazionale, 601, Torre del Greco (NA).

L’Associazione Cristiana Artigiani Italiani, fondata nel 1945 per iniziativa dell’allora Monsignor Giovan Battista Montini al secolo PAOLO VI oggi elevato agli onori degli altari come SAN PAOLO VI, grazie al contributo proveniente dalla celebrazione dei congressi territoriali è impegnata nella costruzione di una proposta di sviluppo economico e sociale per il futuro della categoria secondo direttrici che vanno dalla sostenibilità all’innovazione, dalla solidarietà alla pace, dal lavoro sicuro ad una economia a misura d’uomo.

L'associazione rappresenta da oltre ottant'anni il mondo dell'artigianato ispirato ai valori cristiani e alla dottrina sociale della chiesa. Il tema centrale che guiderà i lavori dell’assemblea cittadina è di grande impegno prospettico: "ARTIGIANI DEL FUTURO, CUSTODI DEL CREATO E ANIMATORI DELLA PACE".

L'assemblea sarà presieduta dal Vice Presidente Nazionale di ACAI Gerardo Guida.

Di fronte alle sfide tecnologiche, ambientali, geopolitiche e della globalizzazione economica di oggi, l'A.C.A.I. mette al centro del panorama economico e produttivo del paese l'artigiano, soggetto attivo e dinamico della società capace di produrre non solo beni e servizi riconosciuti tra le eccellenze del made in italy nel mondo ma veri e propri costruttori di comunità. Secondo cui:

L’innovazione, ispirata dalla sapienza e dall’abilità tradizionale delle mani può divenire la leva per lo sviluppo di beni e servizi con il digitale.La sostenibilità; occasione per promuovere un modello di sviluppo circolare rispettoso dell'ambiente e della gestione delle risorse disponibili. L’impegno sociale; per riaffermare il lavoro come strumento di coesione, di dialogo e pace.

All'evento, aperto al pubblico, parteciperanno delegati, artigiani rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, del mondo ecclesiale e dell'economia, tutti insieme per definire una piattaforma comune di azioni per la crescita professionale e spirituale della categoria.

Successo di pubblico alla Chiesa Monumentale di San Sebastiano. Ospite d’onore Amedeo Colella, protagonista assoluta la cultura.

 

Foto 250VISCIANO – Sabato 23 maggio 2026, la Chiesa Monumentale di San Sebastiano in Via Roma ha fatto da cornice alla III Edizione NazionalePHOTO 1 250 del Premio delle Arti Ipazia E.T.S., organizzata dall’Associazione Culturale Ipazia, guidata dal Presidente Avv. Tony Soviero. Una serata incredibile, tra gioia, euforia e grande emozione, che ha registrato un grandissimo successo di pubblico in una location magica e suggestiva.

Sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e con il patrocinio di Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli e Comune di Visciano, l’evento ha confermato la vocazione di Ipazia: valorizzare il talento, celebrare le arti e tenere vivo il legame con la cultura del territorio.

A presentare la serata, con la sua consueta eleganza e poliedricità, la prof.ssa Filomena Carrella, giornalista, scrittrice e musicista. Ad affiancarla nella conduzione Teresa Castaldo, voce calda che ha guidato il pubblico tra i vari momenti della cerimonia.

Ospite d’onore della serata l’eccezionale Amedeo Colella, scrittore e umorista napoletano, divulgatore eccelso della napoletanità nel mondo. Il suo intervento ha incantato la sala, tra risate, riflessioni e l’amore profondo per la sua terra.

PHOTO 2 250Tanti i saluti istituzionali e gli interventi che hanno aperto la cerimonia:

Sabato Trinchese, Sindaco di Visciano

Antonio Soviero, Presidente dell’Associazione Ipazia E.T.S.

On. Massimiliano Manfredi, Presidente del Consiglio Regionale della Campania

Antonio Cioffi, Presidente del Lions Club Acerra – Valle di Suessola

Tra gli ospiti anche Rosa Bianco, giornalista del Corriere dell’Irpinia, che ha seguito la serata con la sensibilità e la professionalità che laPHOTO 250 contraddistinguono.

A portare il respiro artistico dell’evento Marialisa Lazzaro, Direttrice Artistica del Premio, e le esibizioni live del cantautore Vittorino Montanaro e del trombettista Carlo De Luca, che hanno regalato momenti di grande intensità e chiuso la serata con un applauso lungo e sentito.

Momento di grande emozione anche la presentazione del nuovo libro di Filomena Carrella, introdotta da Teresa Castaldo insieme ad un’altra presenza vitale dell’associazione Ipazia, la dottoressa Celeste Sirignano.

Protagonisti assoluti, i vincitori delle diverse sezioni premiate sul palco: Scuole Superiori, Sezione Saggi, Romanzi, Racconti, Poesie.

Chiusura affidata a un riconoscimento speciale alla giornalista e scrittrice Adelina Mauro, premiata da Tony Soviero come Socia Onoraria dell’Associazione Ipazia E.T.S.

A immortalare la magia della serata, gli scatti del famoso fotografo Modestino Annunziata, che ha saputo cogliere ogni emozione, ogni luce, ogni sorriso.

La III Edizione del Premio delle Arti Ipazia E.T.S. si conferma così un appuntamento imprescindibile per la cultura campana: un ponte tra tradizione e creatività, tra istituzioni e artisti, tra Visciano e il mondo.

Foto Nicola Incampo 250Avevo sette anni quando ho fatto la mia Prima Comunione. Era una di quelle mattine in cui tutto sembrava avere un significato: la luce che filtrava dalle vetrate, il profumo dei fiori sull’altare, il suono delle campane che scandiva l’inizio della cerimonia. Per i bambini del catechismo era un giorno atteso da mesi, un traguardo che ci faceva sentire grandi e importanti.
La nostra catechista, una donna dal sorriso gentile e dagli occhi sempre lucidi di emozione, ci aveva preparati con pazienza. Ci parlava di fede, di amore, di sacrificio — parole che allora non comprendevamo fino in fondo. Ma ogni tanto, tra una lezione e l’altra, riusciva a regalarci immagini che restavano impresse, come piccoli semi piantati nelle nostre menti di bambini.
Una di quelle immagini non mi ha mai abbandonato. Ricordo che, indicando il crocifisso appeso alla parete dell’aula, ci disse:
«Quando guardate il crocifisso, non vedetelo solo come un uomo crocifisso. Guardatelo come un abbraccio: una mano che accoglie tutto il mondo, e l’altra che si tende verso Dio».
All’inizio non capii del tutto cosa volesse dire. Ma quell’immagine di braccia spalancate — una verso il cielo, l’altra verso la terra — divenne presto per me una specie di chiave di lettura del mistero della fede.
L’abbraccio che unisce
Il crocifisso, da quel giorno, non fu più un simbolo di dolore, ma di legame. Rappresentava la tensione continua tra due realtà: l’umano e il divino, la fragilità e la speranza, la vita che soffre e quella che redime. Era, in un certo senso, un ponte fatto di carne e amore.
Nella semplicità di quella spiegazione, la catechista ci aveva insegnato qualcosa di profondo: che la fede non si impone, ma si accoglie. Che Dio, per chi crede, non guarda dall’alto, ma abbraccia dal centro del mondo. E che ogni volta che alziamo gli occhi verso il crocifisso, possiamo scegliere se vedere la croce come un peso o come un gesto di tenerezza.
Col tempo ho capito che quell’immagine può parlare a chiunque, anche a chi non è credente. Perché l’abbraccio del crocifisso è anche un richiamo umano, universale: ognuno di noi, in un modo o nell’altro, vive sospeso tra la voglia di appartenere al mondo e il bisogno di cercare qualcosa di più grande.
La memoria come fede
Ripensando a quel giorno, mi rendo conto che i ricordi della prima comunione non appartengono solo all’infanzia, ma a un tempo in cui la vita era tutta da scoprire. C’era la curiosità, la fiducia, la disponibilità ad accogliere. Forse la fede nasce proprio così: da un atto di curiosità che diventa confidenza.
Oggi le chiese sono più vuote, le catechiste meno numerose, e i bambini più distratti. Ma quella frase – «una mano che abbraccia tutto il mondo e l’altra che abbraccia Dio» – resta un piccolo insegnamento che attraversa le generazioni. È un modo semplice per ricordarci che in ogni gesto di amore autentico, in ogni riconciliazione sincera, si realizza quel doppio abbraccio tra la terra e il cielo.

Nicola Incampo

XXVIII Premio Raffaele Allocca: a Saviano la cultura abbraccia i ragazzi e guarda al futuro
Una mattinata di emozioni all’I.C.S. “2 Antonio Ciccone”: La lezione di San Francesco apre la cerimonia

Carrella e Allocca 250SAVIANO – Venerdì 22 maggio l’Istituto Comprensivo Statale “2 Antonio Ciccone” di Saviano ha accolto la XXVIII Edizione del Premio Raffaele Allocca – Borse di Studio, in una mattinata intensa, partecipata e ricca di significato. Un appuntamento che, anno dopo anno, conferma la sua vocazione: stare vicino ai ragazzi, credere nel valore della cultura e nel desiderio di spendersi per gli altri.

Ad aprire la cerimonia è stata la giornalista Filomena Carrella che subito ha invitato al suo fianco, Raffaele Allocca Junior, che con un intervento profondo ha intrecciato il ricordo di San Francesco con l’urgenza dei temi ambientali. Il Santo patrono d’Italia, ha ricordato, è maestro di sobrietà e di cura per il creato: una lezione antica che parla dritta al cuore delle nuove generazioni.
Gli indirizzi di saluto hanno visto la partecipazione di:
Carolina Serpico, Dirigente Scolastico
Enza Lanza, Presidente del Consiglio d’Istituto
Giuseppe Pierro, Presidente della Pro Loco “Il Campanile di Saviano”
Antonio Sapio, Presidente del Rotary Club Marigliano “Adrianea”

Sono intervenuti inoltre:
Avv. Olga Izzo, Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Napoli
Avv. Giovanna Iommelli, Segretaria del Comitato UNICEF Napoli
Rev.do Padre Pasquale Bonacci, Frate Minore del Santuario Madonna della Speranza di Marigliano
Protagonisti indiscussi i vincitori di questa edizione, selezionati dalla Commissione Esaminatrice composta dalle docenti:
Virginia Pastore, Angela Trinchese, Stefania Nunziata.I vincitori premiati sonostati:

1° posto: Angela Notaro – classe 3H
2° posto: Giada Maria Pierro – classe 3H
3° posto: Domenico Falco – classe 3A
Premio Comunicazione: Magda Manzi – classe 3A

Volti emozionati, docenti e amici in prima fila, applausi sinceri. Perché il Premio Allocca non è solo un riconoscimento: è un incoraggiamento a continuare a studiare, a sognare, a mettersi in gioco.

A rendere ancora più solenne la cerimonia la presenza della prof.ssa Stefania Aprea, moglie del dottor Giuseppe Allocca, a testimonianza del legame profondo che la famiglia mantieneFoto gruppo 250 con questa iniziativa nata per onorare la memoria di Raffaele Allocca. Erano presenti anche la dirigente scolastica Palma Miracapillo, la dirigente scolastica Elisa De Luca, la presidente Fidapa di Nola Filomena Tufano e la rappresentante di zona Unicef Maria Michela Angela Nappi.
A condurre con l’eleganza, la bravura e la professionalità che la contraddistinguono, la giornalista, scrittrice e musicista Filomena Carrella. La sua capacità di stare vicino ai ragazzi, di valorizzare ogni intervento, di tenere insieme emozione e rigore, ha dato alla mattinata un ritmo caldo e coinvolgente.

Bellissimo e molto forte anche l’intervento musicale eseguito di: Aliperti Elisabetta, Giorgio Simone e Chi Angelo.
Il Premio Raffaele Allocca va avanti, forte della sua storia e della sua missione: celebrare la cultura come strumento di crescita personale e civile, e dire ai ragazzi che il loro impegno conta, che il loro futuro merita investimento e fiducia.

Una mattinata riuscita, dunque. E un appuntamento che, anche alla XXVIII edizione, ha saputo rinnovarsi, restando fedele allo spirito con cui è nato: premiare l’eccellenza, accendere la curiosità, ricordare che studiare è un atto d’amore verso se stessi e verso la comunità.

images 1L’Istituto Comprensivo “2 Antonio Ciccone” di Saviano, ha aperto le porte dei plessi del circolo didattico di Fressuriello e di Sant’Erasmo a una mattinata diversa dalimages solito: protagonisti gli alunni delle sei classi quinte, ospite lo scrittore e professore Carmine Montella. L’iniziativa fa parte della programmazione del ‘’Maggio dei Libri ‘’ voluta ed organizzata dalla Pro Loco ‘’Il Campanile’’ di Saviano con presidente il professore Giuseppe Pierro.
L’incontro è stato subito un tuffo nella partecipazione. Il professore Carmine Montella ha portato in aula la sua professionalità, ma soprattutto la sua capacità rara di parlare ai ragazzi con semplicità e profondità. Ne è nata un’ora di dialogo vero su temi importanti come la verità, il pregiudizio, l’importanza di aiutarsi sempre.
I ragazzi, entusiasti, hanno fatto domande curiose, interventi attenti, voglia di capire. Sul loro viso si leggeva soddisfazione: segno che l’incontro li ha coinvolti davvero.
Lo scrittore Montella ha chiuso regalando le parole de “Il lungo viaggio”, la storia di una famiglia di topi che arriva in biblioteca e, con l’aiuto di un gatto – loro eterno nemico – scopre i tesori nascosti nei libri. Un invito alla lettura, ma anche alla fiducia nell’altro.

È questa la dote umana più grande dello scrittore: saper accendere la curiosità, mettere a proprio agio, far sentire ogni bambino ascoltato. Una lezione che va oltre le pagine, e che l’Istituto Comprensivo “2 Antonio Ciccone” ha scelto di regalare ai suoi studenti come spunto da portare a casa e da coltivare.
Il messaggio è arrivato forte anche durante la lettura e commento del testo: ‘’ Piazza Garibaldi’’, che parla della storia di un compagno di classe quinta, incompreso che rischiava di abbandonare la scuola. Incontra u compagni di classe coi quali si sfoga contro la maestra ma i compagni come messaggio positivo finale tutti insieme hanno gridato in coro: “LA SCUOLA PER NOI È MAESTRA DI VITA”.
Perché quando la scuola incontra autori così, la lettura smette di essere un obbligo e diventa scoperta. E la scuola, per davvero, diventa maestra di vita.

Il 20 maggio studenti e studentesse protagonisti della valorizzazione del patrimonio culturale

Ercolano 250Si terrà mercoledì 20 maggio, dalle ore 9.30 alle 12.30, nelle sale di Villa Campolieto, la giornata conclusiva della Formazione Scuola Lavoro promossa dal Parco Archeologico di Ercolano in collaborazione con gli Istituti scolastici del territorio vesuviano. Un appuntamento dedicato alla restituzione pubblica dei risultati dei percorsi formativi sviluppati durante l’anno scolastico 2025-2026, attraverso esperienze concrete di studio, ricerca, documentazione, accoglienza, restauro e valorizzazione del patrimonio culturale.

L’iniziativa vedrà la partecipazione di studenti, docenti, tutor e professionisti coinvolti nei diversi progetti, ospitati nella prestigiosa sede della villa vesuviana del Miglio d’Oro, oggi luogo simbolico di dialogo tra formazione, cultura e territorio.

Ad aprire la mattinata saranno i saluti istituzionali della direttrice del Parco Archeologico di Ercolano, Federica Colaiacomo, insieme ai dirigenti scolastici degli istituti coinvolti: l’IIS “Adriano Tilgher” di Ercolano, il Liceo “Gaetano De Bottis” di Torre del Greco, l’IIS “Rocco Scotellaro” di San Giorgio a Cremano, l’IIS “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco e l’IIS “Francesco Saverio Nitti” di Portici.

Nel corso della mattinata saranno presentati gli elaborati finali realizzati dagli studenti nell’ambito dei diversi percorsi progettuali: dal rilievo tridimensionale e dalla digitalizzazione del patrimonio archeologico mediante scanner 3D e tecnologia Matterport, alla mappatura delle infrastrutture wireless del sito archeologico; dalle attività di accoglienza, audience development e mediazione culturale alla produzione di brochure, docu-film, reportage fotografici, interviste e video-racconti dedicati all’esperienza formativa vissuta all’interno del Parco.

Ampio spazio sarà dedicato anche ai progetti di restauro e documentazione dei reperti archeologici, attraverso approfondimenti sulle tecniche di conservazione, fotogrammetria e catalogazione digitale sviluppati insieme ai professionisti del settore e alle visite ai cantieri di restauro. Gli studenti presenteranno opere artistiche, elaborazioni multimediali e percorsi narrativi nati dall’osservazione diretta e dallo studio del patrimonio dell’antica Herculaneum.

«I Percorsi di Formazione Scuola Lavoro rappresentano per il Parco un investimento concreto sulle nuove generazioni e sul loro rapporto con il patrimonio culturale», dichiara Federica Colaiacomo. «Attraverso queste esperienze gli studenti diventano protagonisti attivi di processi di conoscenza, tutela e valorizzazione, maturando competenze professionali, ma anche una più profonda consapevolezza civica e culturale. Il dialogo tra scuola, istituzioni e territorio è una delle chiavi fondamentali per costruire il futuro dei luoghi della cultura».

A conclusione dell’evento, gli studenti prenderanno parte a una visita guidata della mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”, allestita nelle sale affrescate di Villa Campolieto. L’esposizione, dedicata alle abitudini alimentari dell’antica Ercolano, accompagna i visitatori in un percorso immersivo tra reperti organici carbonizzati, archeologia e cultura del cibo nel mondo romano.

L’iniziativa conferma l’impegno del Parco Archeologico di Ercolano nel promuovere percorsi educativi innovativi capaci di connettere il patrimonio culturale con la formazione delle nuove generazioni, valorizzando competenze interdisciplinari e favorendo una partecipazione sempre più consapevole alla vita culturale del territorio.

Foto inaugurazione Villa 250Un pomeriggio di memoria, gratitudine e orgoglio per tutta la comunità di San Gennaro Vesuviano. La Villa Comunale porta ora il nome del Cavaliere e Ufficiale della Repubblica Giovanni Borrelli, uomo di scuola, pedagogista e punto di riferimento morale per intere generazioni.

La cerimonia di intitolazione si è svolta alla presenza del Sindaco Dr. Antonio Russo, dell’Amministrazione Comunale, di Sua Eccellenza Reverendissima il Vescovo Francesco Marino, della Commissione Toponomastica, delle autorità civili e religiose, delle scuole intervenute e di una numerosa cittadinanza. Particolarmente significativa la presenza dell’IC “Cozzolino - D’Avino”, con la Dirigente la dottoressa Stefania De Leo.

“Un gesto di memoria e gratitudine”
A parlare a nome della famiglia è stato il nipote, il Dott. Prof. Rosario Cozzolino, Dirigente Scolastico, visibilmente emozionato e orgoglioso del riconoscimento al nonno.

“Intitolare la Villa Comunale al Cavaliere e Ufficiale della Repubblica Giovanni Borrelli significa custodire nel tempo il ricordo di una persona che ha saputo incarnare valori autentici: dignità, generosità, senso del dovere e attenzione verso gli altri”, ha dichiarato Cozzolino. “Con il suo impegno quotidiano, la sua presenza equilibrata e concreta e il legame profondo con la comunità, egli è stato punto di riferimento umano e morale per intere generazioni”.

Per il nipote, la scelta del luogo non è casuale: “Questa villa, luogo di incontro, di serenità e di vita condivisa, rappresenta oggi il simbolo più autentico della sua eredità: uno spazio aperto a tutti, così come aperto e disponibile è stato il suo cuore verso il prossimo”.

La scuola come missione civile
Il cuore del discorso è stato un elogio al ruolo del nonno nella formazione dei giovani. “Oggi celebriamo una vita interamente dedicata alla crescita delle persone, alla dignità del sapere e alla costruzione del futuro attraverso la scuola. Ha liberato intere generazioni dalla schiavitù dell’ignoranza”.

“Intitolare questa villa al Prof. Giovanni Borrelli, un grande Uomo di Scuola, significa riconoscere che la Cultura e l’Educazione non sono trasmissione di conoscenze, ma missione civile, esempio morale e servizio alla comunità. Ha saputo trasformare l’insegnamento in vocazione autentica, educando generazioni ai valori del rispetto, della cultura, dell’impegno e della libertà di pensiero”.

Con rigore e umanità, ha ricordato Cozzolino, il Prof. Borrelli ha insegnato che “la Scuola è il luogo in cui si formano cittadini consapevoli, donne e uomini capaci di guardare al mondo con spirito critico e cuore aperto”.

Un’eredità che continua
L’intitolazione, ha concluso il Dirigente, è “un gesto di memoria, perché custodisce il ricordo di una figura esemplare di Pedagogista, e di gratitudine, perché il bene seminato nell’Educazione e nella Cultura continua a generare frutti nel tempo”.

“A Lui, alla sua memoria ancora viva nei familiari e in chi l’ha conosciuto, va oggi il nostro più sincero elogio, insieme al riconoscimento affettuoso e sincero di un’intera comunità. Che questa villa diventi simbolo vivo dei valori che egli ha incarnato: Cultura, Dialogo, Dedizione e Amore per i giovani”.

I ringraziamenti della famiglia
A nome della famiglia, il Prof. Cozzolino ha ringraziato il Sindaco Antonio Russo e l’Amministrazione Comunale per aver voluto fortemente questo riconoscimento, il Vescovo Francesco Marino, la Commissione Toponomastica, le scuole intervenute, in particolare l’IC “Cozzolino - D’Avino”, e tutta la cittadinanza presente.

La Villa Comunale di San Gennaro Vesuviano diventa così un luogo che porta un nome e un messaggio: i veri Maestri non smettono mai di insegnare, neppure quando il tempo li consegna alla Storia.

CIMITILE – “Sotto un cielo di primavera” incanta le Basiliche Paleocristiane: vernissage partecipato per la seconda edizione  

Foto Cimitile 250Sabato 16 maggio il Complesso Monumentale delle Basiliche Paleocristiane si è riempito di emozioni, colori e partecipazione in occasioneFoto Cimitile 1 250 del vernissage della seconda edizione di “Sotto un cielo di primavera”.

Una serata intensa e suggestiva, vissuta in un’atmosfera di grande condivisione, dove arte contemporanea e storia si sono incontrate dando vita a un dialogo autentico capace di emozionare il pubblico presente. Tantissime persone hanno scelto di vivere questo momento speciale, lasciandosi accompagnare tra pittura, fotografia, scultura, moda e installazione, in un percorso che ha saputo valorizzare ogni forma d’arte all’interno di uno dei luoghi più affascinanti del territorio.

A rendere l’evento ancora più magico ha pensato, con eleganza e garbo, la giornalista e scrittrice Filomena Carrella, che ha coordinato e condotto l’intera serata magistralmente, accompagnando gli ospiti tra interventi, presentazioni e momenti artistici con la cura e la sensibilità che la contraddistinguono.

Gli sguardi, gli incontri, le emozioni e l’energia condivisa hanno reso l’inaugurazione un bellissimo momento di cultura e partecipazione collettiva. La mostra è curata da Celeste Napolitano e Francesco Avvisati, con il patrocinio del Comune di Cimitile e della Città Metropolitana di Napoli, ed è inserita nel cartellone degli eventi metropolitani 2025/2026.

Cimitile 3 250Presenti al vernissage il sindaco avv. Filomena Balletta e l’assessore alla Cultura avv. Anna Mercogliano, che hanno sottolineato il valore di un’iniziativa capace di portare il contemporaneo nel cuore della memoria paleocristiana.

Gli artisti in mostra

Momenti Artistici  
Stefania D’Avanzo, Enrico [cognome non leggibile], Riccardo De Riggi, Maria Sorrentino, Trio Pentad

Sezione Pittura  
Benito Angelini, Giulia Avilia, Salvatore B., Nicolò Carotenuto, Maria Pia Colletta, An..., Cobra Creativo, Maria De Riggi, Massimiliano..., Raffaella De Stefano, Lina D’Avanzo, Paola..., Antonio Esposito, Rosa Grillo, Gina Grazia..., Giusy Iodice, Salvatore La Rocca, Giovanni..., Liliana Mosca, Fiorenzo Petrillo, Axel Peru..., Roberta Rindone, Lucia Rossi, Christian L..., Salvatore Russo "da Lauro", Felicia Sanse..., Francesca Sgambato, Martina Tammaro, Umberto Di Donna, Anna Maria Vallario, Verde

Sezione Fotografia  
Angela Castorio, Roberta Cozzolino, Tamara..., Paola Mosca, Carla Napolitano, Franz San..., Laura Vecchione

Sezione Scultura  
Nadia Filippi, Alessia Martinisi, Peppe Noc..., Immacolata Policarpo, Ornella Russo, Alessia Borrelli

Sezione Moda  
Alessia Fiorile, Marianna Langellotti, Istituto Superiore C.A. Dalla Chiesa di Afragola con Antonella Rufino, Carolina Di Maio e la Dirigente Scolastica Giovanna Mugione

Info utili
📍 “Sotto un cielo di primavera” – Basiliche Paleocristiane, Cimitile  
📅 Visitabile fino al 23 maggio 2026 – Ingresso gratuito  
🕘 Orari di visita:  
Martedì, mercoledì e domenica: 8:30 – 13:00  
Venerdì e sabato: 18:30 – 22:30 [verifica in loco]

salone torino 2 150Si è chiusa con un grande successo la conversazione sul volume "Guida 100", in occasione delle celebrazioni per un secolo di vita della casa editrice Guida, alsalone torino 150 salone del libro di Torino, alla presenza del presidente Aie Innocenzo Cipolletta e del direttore generale archivi del ministero della Cultura Antonio Tarasco. A tutti i presenti è stato donato il volume sugli archivi Guida e il numero speciale di Spazi culturali dedicato al salone di Torino. Il volume “Guida 100” è stato esposto per tutta la durata del Salone nello stand della Regione Campania voluto dall'assessore regionale alla Cultura Ninni Cutaia.

Per lungo tempo trascurato, l’Archivio della famiglia Guida negli anni recenti è stato oggetto di un primo lavoro di riordino e inventariazione grazie alla tenacia di Diego Guida, promotore delle Celebrazioni del Centenario della nascita della casa editrice Guida, che ha riunito intorno a sé un comitato di studiosi e intellettuali attivi nel campo della valorizzazione archivistica cui è stato affidato il compito di pianificare iniziative di ricerca e di promozione del “Fondo Guida”. Il cospicuo nucleo documentale suddiviso in due serie, quella della casa editrice, dal 1929 al 1959, e quella della Galleria d’arte, dal 1964-1968, ricopre solo una esigua parte dell’immensa mole di carte che compongono l’Archivio dell’Editore. Al suo interno, infatti, gran parte della documentazione – corrispondenza, rassegna stampa, materiale iconografico, bozze di libri pubblicati – risulta ancora priva di un ordine e di una sistemazione adeguate e sarà oggetto di successive valorizzazioni.

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