Cronaca

La neonata sezione UCID Caserta apre il confronto sul ruolo dei cristiani nella vita pubblica, nell’impresa, nella politica, nella scuola e nella società

Foto Pilato 250Si è svolto presso la Biblioteca Diocesana di Caserta l’incontro di studi dal titolo “L’impegno dei cristiani nella sfera pubblica”, promosso dalla neonata sezione UCID Caserta, in collaborazione con la Fondazione “Sossietta Scialla” e con il coinvolgimento del mondo ecclesiale, imprenditoriale, scolastico e associativo del territorio.

L’iniziativa si è tenuta alla presenza di S.E. Mons. Pietro Lagnese, Vescovo di Caserta, che ha portato il proprio saluto e offerto una riflessione di alto profilo sul contributo che i cristiani sono chiamati a dare nella vita pubblica.

Dopo gli onori di casa e i ringraziamenti rivolti ai presenti e ai relatori, ha aperto i lavori l’ing. Giuseppe Pilato, Presidente della neonata sezione UCID Caserta, richiamando il senso profondo dell’impegno dei cristiani nella società: non una presenza di testimonianza astratta o privata, ma una responsabilità concreta nel servire la cosa comune. Il cristiano, ha sottolineato Pilato, è chiamato a vivere la fede dentro la storia, nel lavoro, nell’economia, nella politica, nella cultura e nelle istituzioni, contribuendo alla costruzione del bene comune con coerenza, coraggio e spirito di servizio.

È quindi intervenuto il prof. Giuseppe Scialla, presidente della Fondazione “Sossietta Scialla”, che ha posto l’accento sul tema della politica intesa anche come competizione elettorale eFoto Relatori 250 come spazio nel quale i cristiani cattolici non dovrebbero far mancare il proprio contributo. Una partecipazione, la sua, non letta in chiave meramente partitica, ma come assunzione di responsabilità verso la comunità e verso il futuro del territorio.

A seguire, don Biagio Saiano, vicepresidente del Comitato zonale ANSPI di Caserta, ha evidenziato il ruolo degli oratori e delle realtà associative cattoliche non soltanto come luoghi ludici e ricreativi per i ragazzi, ma come veri centri di formazione umana, spirituale e civile. 

Particolarmente significativo l’intervento di S.E. il Vescovo di Caserta, che ha rivolto il proprio benvenuto alla nuova associazione nella Diocesi, sottolineando l’importanza di una presenza cristiana viva, responsabile e radicata nella dottrina sociale della Chiesa. Il Vescovo ha offerto un percorso di riflessione che, dalla Rerum Novarum fino alla Laudato Si’ e alla Magnifica Humanitas di Leone XIV, ha richiamato la necessità di un impegno cristiano capace di abitare la vita pubblica, l’economia e le relazioni sociali senza separare la fede dalla responsabilità concreta verso l’uomo, il creato e la comunità.

Nel suo intervento, Stefania Brancaccio si è soffermata sul ruolo dei cristiani nel mondo dell’imprenditoria, richiamando i valori del Beato Giuseppe Toniolo come guida per chi fa impresa. L’impresa, è stato sottolineato, non può essere considerata soltanto luogo di lucro, ma deve diventare spazio di elevazione della dignità dei lavoratori, di crescita sociale e di produzione di ricchezza buona. In un territorio spesso raccontato in negativo, anche attraverso categorie come “Terra dei Fuochi” o “cattiva impresa”, Brancaccio ha ribadito la necessità di valorizzare soprattutto l’imprenditoria sana, capace di generare lavoro, legalità e futuro.

Il prof. Giuseppe Fioroni ha invece proposto una lettura storica e politica dell’impegno dei cristiani negli ultimi ottant’anni di vita repubblicana, proprio nel giorno successivo alla Festa della Repubblica. Fioroni ha ricordato il contributo decisivo offerto dai cattolici alla costruzione democratica del Paese, con oltre sessant’anni di storia repubblicana segnati da una presenza attiva, convinta e responsabile. Pur senza negare errori e limiti, ha invitato a non cancellare il patrimonio politico, culturale e istituzionale della tradizione democratico-cristiana, ribadendo che non si può “buttare a mare il bambino con l’acqua sporca”.

L’intervento di don Antonello Giannotti nella sua veste di Assistente Spirituale della neonata Sezione di Caserta, nonché parroco da sempre in prima linea nel supporto della sua comunità, ha riportato il confronto al cuore evangelico e sociale dell’impegno pubblico dei cristiani. La presenza dei credenti nella società, ha evidenziato, non è rivendicazione di privilegio, ma assunzione di responsabilità. Il cristiano è chiamato a servire il bene comune, a testimoniare coerenza etica e a generare speranza nella società. L’impegno pubblico, l’impresa, la professione e il lavoro diventano così luoghi di testimonianza cristiana, nei quali la fede non si separa dalla vita quotidiana, ma orienta scelte, relazioni e responsabilità verso la giustizia, la solidarietà e la dignità di ogni persona.

A concludere il ciclo degli interventi è stata la dott.ssa Adele Vairo, che ha posto al centro della propria riflessione il ruolo della scuola come avamposto di democrazia e fucina di giovani cittadini e cristiani impegnati. Di fronte al crescente disinteresse delle generazioni post-Covid verso la vita pubblica, Vairo ha richiamato la necessità di investire con decisione sulla scuola e sulla formazione. Quando una società è in crisi, ha osservato, occorre fare ciò che fanno le imprese migliori nei momenti difficili: non rintanarsi nel risparmio e nell’attesa, ma investire sulle persone, sulle competenze e sul futuro.

L’incontro ha rappresentato il primo momento pubblico di rilievo per la sezione UCID Caserta, nata con l’obiettivo di promuovere una presenza cristiana qualificata nel mondo dell’impresa, delle professioni, delle istituzioni e della società civile.

Dalla pluralità degli interventi è emerso un messaggio comune: la fede cristiana non può essere confinata nella dimensione privata, ma deve tradursi in responsabilità, servizio, partecipazione e capacità di incidere positivamente nella vita pubblica.

La neonata sezione UCID Caserta intende proseguire su questa strada, favorendo occasioni di confronto, formazione e testimonianza, nella convinzione che il contributo dei cristiani alla costruzione della città dell’uomo sia oggi più che mai necessario. L’appuntamento lasciato ai presenti è quello di rivedersi per un secondo incontro da celebrarsi a breve per riflettere e approfondire gli spunti offerti anche da S.E. il Vescovo sui concetti espressi dalla nuova enciclica “Magnifica Humanitas”

Premiati gli studenti del triennio di tutte le scuole superiori  di Napoli. L'edizione 2026 il cui tema era  'Il coraggio della libertà' è stata dedicata alla Prof.ssa Concetta Lauro. 

Tra gli ospiti Franco Roberti, Maurizio de Giovanni, Maurizio Ponticello, Dino Falconio, Lorenzo Ruggiero, Leandro del Gaudio. 

 

DE GIOVANNI ARMENTANO SERRA 250Sabato 30 maggio, 2026. Sorrisi, applausi e una grandissima emozione questa mattina  nella Sala degli Specchi dell'IstitutoFOTO RICORDO CON I PREMIATI 250 G.Pontano di Napoli dove si è svolta  la quarta edizione del Premio Letterario "G. Pontano".  Protagonisti gli studenti di tutte le scuole di Napoli che hanno frequentato, nell’a. s. 2025-2026, il triennio. Le sezioni in gara quest'anno erano: Poesia inedita,  narrativa inedita, poesia inedita in lingua inglese. L'edizione è stata dedicata alla Prof.ssa Concetta Lauro, così come ha sottolineato in modo molto toccante  la Preside Emma Armentano  nel suo discorso di benvenuto agli ospiti. I primi tre classificati di ciascuna sezione hanno ricevuto dei buoni Amazon:  50 euro al terzo, 100 al secondo, 150 al primo classificato. A loro si sono aggiunte le menzioni speciali per alcuni autori. Ospiti di prestigio hanno letto, premiato e animato con la loro dialettica ed esperienza di vita  la mattinata. Tra questi: Franco Roberti, Maurizio de Giovanni, Dino Falconio, Maurizio Ponticello,  Lorenzo Ruggiero, Leandro del Gaudio. 

"Per noi è stato importante dare ai ragazzi la possibilità di scrivere, di esprimersi, di consegnare agli altri la parte più vera del proprio pensiero, riconoscere dignità alla loro interiorità" ha affermato la Preside Armentano.  E commentando la partecipazione sempre più numerosa di giovani scrittori ha sottolineato: "Non è un fatto marginale ne' soltanto motivo di soddisfazione organizzativa. E' il segno di una esigenza interiore da parte dei giovani alunni che resiste al rumore e alla superficialità: la necessità di affidare la propria voce alla parola, di dare forma al proprio mondo interiore, di trasformare inquietudini e domande e affidarle alla letteratura che da ornamento diventa uno spazio umano di consapevolezza e relazione. Perché ogni volta che un ragazzo trova il coraggio di raccontarsi con sincerità, non compie soltanto un esercizio letterario ma un atto di fiducia verso gli altri e verso la vita stessa". 

Nel ricordare la Professoressa Lauro, la Preside l'ha definita "una donna che ha saputo essere madre impeccabile, amica ideale, docente appassionata e presenza autentica nella vita di tanti ragazzi, ai quali ha donato tempo, ascolto, passione e cura". 

Così il Presidente Pasquale Antonio Serra: "E' importante coinvolgere con tutte le nostre forze  le nuove generazioni perchè si esprimano in modo diverso rispetto ai  nuovi linguaggi dei reels e delle stories su tik tok e sugli altri social.  Ma oltre a scrivere devono anche leggere tanto;  anche se il libro non è di 'carta' ma è un e-book, l'importante è che leggano tanto perchè leggere apre la mente. E quindi il messaggio che sento di dare a questi giovani è 'leggete, leggete, leggete'".

 

I premiati dell'edizione 2026

Sezione poesia:

 

1)      Viviana Ferrone , dal Liceo Giambattista Vico, con “Manchester 1903”

2)      Michela Amore, dal Liceo Pansini, con “Ancorato al cielo” 

3)      Nicola Stella, dal Liceo Buchner di Ischia con “Coraggio e Libertà”, premia

 

Menzione speciale:

  • III Classico; 
  • Marco Scimone, dal Liceo Giordano Bruno, con “Oracoli”
  • Anita Alfieri, dal Liceo Adriano Tilgher , con “Crepe”,

Sezione narrativa:

1)      Andrea Gagliardi, dal Liceo Mercalli, con “Haredi”, 

2)      Matilde Iacono, Liceo Buchner di Ischia, con  “Quel giorno in cui scelsi di sfidare l’alta marea della solitudine”,

3)      Rita Tellone, dal Liceo Umberto, con “A te che aspetti insieme alla polvere”

 

Menzione speciale:

  • Manuela Gargiulo, dal Liceo Pansini, con “Il coraggio della libertà”  
  • Francesca Galdiero, dal Liceo Mercalli, con “Libertà o follia” 

 

 Sezione inglese

1)      Desandi Jayasinghe, dal Liceo Pansini, con “The price of becoming”,  

2)      Virginia Lalli, dall’istituto Pontano, con  “Freedom”,  

3)      Arianna Pappalardo, dal Liceo Buchner di Ischia, con “The Courage of Freedom”, 

Marigliano consegna la Costituzione ai diciottenni: “Un patto di cittadinanza attiva”

In Corte del Comune la Giornata della Cittadinanza con gli studenti degli istituti superiori. Il 3 giugno a Villa Comunale lo spettacolo “Il risveglio della pólis” con l’ISS Montalcini-Ferraris

 

Marigliano 250Marigliano – Questa mattina, nella Corte del Comune, i ragazzi dei tre istituti superiori della città che hanno compiuto o stanno per compiereMarigliano 1 250 18 anni hanno ricevuto una copia della Costituzione della Repubblica Italiana. È il primo atto della Giornata della Cittadinanza, istituita come rito civile stabile in occasione della Festa della Repubblica.

L’iniziativa è nata su proposta degli assessorati alla Cultura, guidato da Annarita Maione, e alle Politiche Giovanili, guidato da Luigi Amato. Dopo i saluti istituzionali e l’intervento del sindaco Gaetano Bocchino, gli studenti hanno ascoltato la dott.ssa Rita Aliperta, giovane magistrata mariglianese vincitrice del concorso in magistratura ordinaria. Aliperta ha parlato dell’anima e dei valori della Costituzione, legandoli all’esperienza e al futuro dei ragazzi.

“Abbiamo voluto parlare ai ragazzi della Costituzione attraverso una figura vicina a loro. Rita è la dimostrazione vivente che i sogni non sono cose astratte, ma si realizzano con impegno e determinazione. Il suo percorso sia di ispirazione: credano nei loro talenti e non abbiano paura di portarli in alto”, ha detto l’assessora Maione.

La consegna della Costituzione è un gesto simbolico ma concreto: un invito ai nuovi cittadini a riconoscersi parte attiva della comunità, consapevoli di diritti e responsabilità mentre entrano nella vita adulta.

La scuola in scena il 3 giugno

Il secondo momento della Giornata è fissato per martedì 3 giugno alle ore 19 alla Villa Comunale. Andrà in scena “Il risveglio della pólis”, rappresentazione realizzata in collaborazione con gli alunni dell’ISS Montalcini-Ferraris e con il dirigente scolastico Domenico Ciccone. Il progetto recupera la funzione civile ed educativa del teatro antico: voce, corpo e parola diventano strumenti per promuovere cittadinanza attiva, pensiero critico e partecipazione consapevole.

“Attraverso la voce e il corpo dei ragazzi, lo spettacolo diventa un invito a educare alla responsabilità della parola, al dialogo, all’impegno nella vita della comunità, creando un ponte tra cultura classica, patrimonio culturale e civismo contemporaneo”.

Marigliano apre così la Festa della Repubblica consegnando ai suoi giovani non solo un libro, ma un compito: portare la Costituzione dentro la vita di ogni giorno.

Le studentesse del “Professionale Moda” del Degni premiate dal Rotary, E-Club Vesuvio

Ist. Degni Foto 250Il 29 maggio 2026, nei locali dell’ex convento dei Carmelitani, oggi sede del Liceo Artistico “Francesco Degni”, si è tenuto il Premio patrocinatoIst. Degni Foto 1 250 dal Rotary E-Club Vesuvio Distretto 2101, nell’anno di presidenza del dott. Mario Trere e del prefetto, avv. Paolo Magliulo. Il Premio, destinato alle allieve del “Professionale-Moda per il made in Italy” ha avuto come tema ispiratore “Il Miglio D'oro, fiore del Mediterraneo". Ben 8 le studentesse premiate, con due primi, secondi e terzi premi ex aequo e due premi “menzione speciale”. Grande riconoscimento alla bravura delle partecipanti, commosse dallo splendido risultato, che tra pochi giorni affronteranno la Maturità. La Dirigente scolastica, dott.ssa Benedetta Rostan, ha ringraziato per l'attenzione dimostrata “Alle le sue ragazze " dal Rotary E-Club Vesuvio e per l'impegno che profonde nella promozione della scuola, strumento strategico per la crescita dell'imprenditoria, la valorizzazione dell'artigianato e del tessuto sociale in generale. La giornata si è conclusa con la visita ai laboratori di Incisione e Oreficeria, in piena attività.

Serata noir, pittura e flauti per il libro di Marzio Di Mezza. Pro Loco in prima linea con “Biblioteca in…movimento”

 

Foto 2 250Saviano – La cultura si misura sul numero di sedie piene e sull’attenzione che resta in sala anche quando l’ultimo flauto tace. Ieri seraFoto 250 all’Archivio Storico di Palazzo Allocca la Pro Loco di Saviano ha vinto su entrambi i fronti: la presentazione de “La stanza 3B. La prima indagine di Ennio Carbone” di Marzio Di Mezza ha regalato un’atmosfera di noir vissuto, tra parole, musica e immagini.

Ad aprire l’incontro la giornalista e scrittrice Filomena Carrella, con la classe e l’autorevolezza che la accompagnano ogni volta che parla di libri. Poi il dialogo vero: Giuseppe Allocca, giornalista e ideatore del Premio Raffaele Allocca per la satira, ha incalzato l’autore con domande simpatiche ma mirate, costringendo Ennio Carbone a uscire dal romanzo e a mostrarsi al pubblico.

In sala Stefania Aprea, professoressa e moglie di Allocca, e il figlio Raffaele Allocca. I saluti istituzionali sono arrivati dal presidente della Pro Loco Giuseppe Pierro, a conferma dell’impegno continuo dell’associazione con il progetto “Biblioteca in…movimento”.

Arte e musica dentro il giallo

La serata è diventata esperienza a più voci grazie a due elementi esterni al testo: una mostra di pittura curata dall’artista Carmine Ciccone, che ha trasformato le pareti di Palazzo Allocca in parte del racconto, e l’esecuzione di due giovani flautisti, Mario Minichini e Alessio Barone, che hanno dato respiro musicale ai passaggi più tesi del libro. A leggere brani scelti del romanzo è stata Nancy Napolitano, giovane e precisa, capace di far sentire la voce di Ennio Carbone senza forzature.

 

Tra il pubblico anche la dott.ssa Celeste Sirignano del Polo Museale di Roccarainola e il maestro Pietro Botta, insieme a tanti amici e lettori abituali della Pro Loco.Foto 1 250

Il punto

Marzio Di Mezza ha portato la sua mitezza e il ritmo di un noir che nasce a Napoli ma parla a chiunque abbia familiarità con i silenzi delle stanze. Giuseppe Allocca ha fatto il suo mestiere di moderatore che scava. Filomena Carrella ha ricordato perché stare “sempre e per sempre per la cultura” non è uno slogan, ma un modo di lavorare.

Alla fine, è restata l’immagine di un Archivio Storico pieno, di una Pro Loco che continua a presidiare il territorio con libri, autori e confronto, e di una serata in cui il giallo è diventato occasione per ascoltare musica, guardare pittura e riconoscersi comunità.

“La stanza 3B” di Marzio Di Mezza, Edizioni Vulcaniche Napoli, è stato presentato nell’ambito di “Biblioteca in…movimento”, a cura della Pro Loco di Saviano.

Foto Nicola Incampo 250In Italia non c’è nulla di più provvisorio del definitivo e nulla di più definitivo del provvisorio”. Questa perla ironica, coniata da Giuseppe Prezzolini nel 1922, descrive con lucidità tagliente un paradosso amministrativo che, un secolo dopo, continua a frenare il Paese: misure temporanee che si eternizzano, soluzioni definitive che evaporano.
Immaginate di aspettare un permesso per anni, solo per scoprire che la norma “provvisoria” che lo regola è diventata legge immutabile, mentre la riforma “definitiva” annunciata con fanfare viene smantellata alla prima crisi.

È questo il cuore dell’aforisma attribuito a Giuseppe Prezzolini, intellettuale toscano tra i più acuti del Novecento.

Nel suo Codice della vita italiana (1922), Prezzolini dedica un capitolo alle leggi per denunciare come l’Italia trasformi il transitorio in perenne e il perenne in effimero.

La frase, non sempre citata verbatim ma cristallizzata in varianti popolari come “Non c’è niente di più sicuro del provvisorio”, cattura un’essenza universale: la burocrazia come arte del rinvio infinito.
Giuseppe Prezzolini (1882-1982), fondatore della rivista La Voce e critico letterario di respiro europeo, non era un ideologo ma un osservatore spietato. Esule negli Stati Uniti durante il fascismo, tornò in Italia nel dopoguerra con lo stesso spirito laico e corrosivo.

Nel Codice, descrive l’Italia come un Paese dove “le leggi provvisorie durano più delle definitive” perché nessuno osa toccarle, per paura di aprire voragini amministrative.

Questo meccanismo, radicato nel parlamentarismo post-unitario, si è perpetuato: pensate ai governi tecnici, dal Ciampi del 1993 al Draghi del 2021, nati “per il tempo necessario” ma rimasti a lungo al timone; o ai decreti-legge, che la Costituzione prevede come eccezione ma che il “Milleproroghe” annualizza dal 1988, accumulando oltre 1.500 norme procrastinate.
L’attualità, nel marzo 2026, amplifica il paradosso. Con l’influenza del secondo mandato di Donald Trump – rieletto nel 2024 e inaugurato nel gennaio 2025 – che spinge riforme deregolamentate negli USA, l’Italia arranca sul Pnrr: fondi europei da 191 miliardi, ma ritardi cronici su digitalizzazione e giustizia, con “provvedimenti urgenti” che si rinnovano senza fine.

Letterariamente, l’aforisma riecheggia Eraclito – “tutto scorre” – ma capovolto: in Italia, il fluire si blocca nel provvisorio.

La frammentazione partitica post-1948 ha favorito leggi omnibus per accontentare lobby, rendendo il provvisorio un comodo escamotage.

La Corte Costituzionale ha bocciato decine di decreti “abuso”, ma il Parlamento li ricicla.
Prezzolini non era pessimista: nel Codice proponeva un “italiano utile”, pragmatico.

Oggi, serve lo stesso: una legge quadro anti-provvisorio, con tempi perentori su decreti e commissariamenti, ispirata a modelli nord-europei.

In un’Italia di classici letterari – da Dante a Calvino – questo aforisma è più di una battuta: è un monito filosofico, che invita non a lamentarsi, ma a cambiare. Rompere il circolo vizioso significherebbe onorare il suo spirito: rendere il provvisorio davvero tale, e il definitivo inattaccabile.

MUSEO KOMAI

Un museo a cielo aperto che unisce arte, territorio e comunità

 

Museo Komai 250Ci sono progetti che nascono da grandi investimenti e altri che prendono vita da un gesto semplice, autentico, umano. Il Museo Komai appartiene a questa seconda categoria: un’idea che nasce dalla sensibilità delle persone, dalla fiducia nella cultura e dalla volontà di costruire qualcosa che possa restare nel tempo.

Nel borgo di Eredita prende così forma il Museo Komai, il museo a cielo aperto ideato dal professore e artista Costabile Guariglia, pensato come un percorso artistico diffuso capace di dialogare con il paesaggio, con la memoria dei luoghi e con la vita quotidiana della comunità.

Un progetto culturale innovativo e ambizioso che si realizza grazie al benestare e al patrocinio del Comune di Ogliastro Cilento, dell’Ente Parco e della Regione Campania, con il sostegno del sindaco Michele Apolito, che ha riconosciuto sin dall’inizio il valore sociale, culturale e identitario dell’iniziativa.

Il Museo Komai non nasce soltanto come spazio espositivo, ma come esperienza collettiva. Un museo aperto, partecipato e diffuso, dove l’arte incontra le famiglie, le case, le strade e gli spazi del vivere quotidiano. Un luogo in cui ogni opera diventa occasione di incontro, riflessione e condivisione.

Tra i primi e più significativi esempi di questa visione vi è la partecipazione della famiglia Abbruzzese-Miglino, alla quale va un sentito ringraziamento per la sensibilità, la generosità e la lungimiranza dimostrate nel sostenere concretamente il progetto.

La loro adesione rappresenta molto più di un contributo materiale: è un atto di amore verso il territorio, un segnale di fiducia verso la cultura e un esempio virtuoso di partecipazione civica. Attraverso CASA CUSTODE Abbruzzese-Miglino, la famiglia diventa parte viva del museo, custodendo non soltanto un’opera, ma un’idea di comunità fondata sulla bellezza, sulla memoria e sulla condivisione.

Con la posa della prima opera prende ufficialmente avvio il percorso del Museo Komai, destinato a crescere nel tempo grazie al coinvolgimento di cittadini, famiglie, artisti e istituzioni.

L’obiettivo è quello di creare un museo realmente aperto a tutti: aperto alle famiglie che desiderano ospitare le opere nelle proprie abitazioni, nei cortili, nei giardini o negli spazi del borgo, trasformando il paese in una galleria d’arte diffusa; aperto agli artisti che vogliono donare una propria opera al museo a cielo aperto, contribuendo alla costruzione di un patrimonio culturale collettivo accessibile gratuitamente alla comunità e ai visitatori.

Il Museo Komai vuole così abbattere i confini tradizionali dell’arte, portandola fuori dagli spazi chiusi e rendendola parte integrante della vita quotidiana. Le opere non saranno soltanto da osservare, ma da vivere, attraversare e custodire insieme.

In un tempo in cui i piccoli borghi cercano nuove forme di valorizzazione culturale e sociale, il Museo Komai rappresenta una visione moderna e coraggiosa: fare dell’arte uno strumento di rigenerazione territoriale, di identità e di appartenenza.

Eredita diventa così un laboratorio culturale a cielo aperto, dove ogni famiglia può diventare custode di bellezza e ogni artista può lasciare un segno permanente nel cuore del Cilento.

Il Museo Komai nasce per crescere insieme alla sua comunità, con l’ambizione di trasformarsi nel tempo in un punto di riferimento culturale capace di unire tradizione, creatività e partecipazione.

Gli ascolti della serata di ieri condotta da Carlo Conti e il ringraziamento dei frati di Assisi
CON IL CUORE, LA GRANDE VITTORIA DELLA SOLIDARIETÀ DEGLI ITALIANI PER GLI ULTIMI

Padre Fortunato: «Grazie agli italiani, grazie alla grande famiglia Rai»

 

cic 2 250ASSISI (PG), 30 MAG – «La prima serata di ieri ci consegna un dato straordinario: gli italiani desiderano stare accanto ai più fragili. San Francesco benedica ogni gesto di amore verso gli ultimi. Porto con me un’affermazione di Sal Da Vinci: “quando fai del bene ti senti benedetto da Dio Padre e dagli uomini”. Continuiamo fino al 30 giugno». A dichiararlo è padre Enzo Fortunato, coordinatore dell’evento “Con il Cuore, nel nome di Francesco”, la maratona di solidarietà dei frati del Sacro Convento di San Francesco in Assisi.

Si conferma il grande successo per il concerto benefico condotto da Carlo Conti in diretta su Rai1 dal sagrato della chiesa superiore della Basilica di San Francesco. Ascolti in crescita rispetto allo scorso anno con picchi di 2.800.000 spettatori e uno share del 18,3%. La replica della serata andrà in onda domenica 28 giugno alle 16 circa su Rai1.

Tra i momenti più toccanti della serata sono state come sempre le testimonianze di chi opera in prima linea nell'accoglienza e nella cura delle persone in difficoltà: tra queste, Pasquale Padulano, volontario del Centro Accoglienza Padre Elia Alleva, noto come Mensa del Carmine, ha raccontato le attività dello storico punto di riferimento a Napoli per l’assistenza ai bisognosi, situato nella Basilica Santuario del Carmine Maggiore.
Fra Diego Dalle Carbonare, Provinciale Superiore Missionari Comboniani Egitto e Sudan, e Suor Elena Rastello, Figlia di Maria Ausiliatrice, hanno raccontato i progetti che saranno realizzati in Sudan. Il Paese è devastato dalla guerra civile: qui si intende ricostruire scuole e sostenere l’educazione di giovani e donne.
Infine, Monica De Angeli, Direttrice generale, e Stefania Sinigaglia, psicoterapeuta, hanno raccontato l’attività della Comunità San Francesco a Monselice (Padova), dove vengono accolte persone con problemi di tossicodipendenza, con particolare attenzione a donne e minori. Qui, il progetto "mamma-bambino" sostiene giovani madri tossicodipendenti con figli piccoli, offrendo un ambiente sicuro e percorsi di autonomia. Monica De Angeli ha offerto un racconto più approfondito nel podcast dei frati della Basilica di San Francesco “Parole Povere”, disponibile su YouTube https://youtu.be/_DifP9YwNzU?si=8rWIl-RB0soQp6nO e sulle altre piattaforme di ascolto.

La maratona di solidarietà continua fino al 30 giugno. Per partecipare basta inviare un sms o chiamare da telefono fisso al 45515, oppure donare online tramite il sitocic 3 250 www.conilcuore.info

«Il grazie della comunità francescana - ha proseguito padre Fortunato - va ai vertici Rai, che da 24 anni sostengono questo straordinario progetto di bene e di bontà. Grazie al direttore Intrattenimento Prime Time Rai, Williams Di Liberatore, al capostruttura Intrattenimento Prime Time 7, Cristiano D’Agostini, e a tutta la grande famiglia Rai, che, come di consueto, ha messo a disposizione le sue migliori professionalità per la realizzazione di questo evento solidale. Grazie a Carlo Conti e ai tanti artisti che hanno voluto prestare e donare la loro voce per san Francesco, assicurando che ogni gesto arriverà direttamente nelle mani di chi soffre e chiede aiuto. Grazie alle Forze dell’Ordine che come sempre hanno garantito lo svolgimento dell’evento in totale sicurezza. Grazie a Eni e Poste Italiane, partner sostenitori dell’iniziativa, per la sensibilità verso progetti che edificano e fanno crescere l’umanità. Grazie alle testimonianze che sono state portate sul palco: ci hanno fatto toccare con mano quello che accade intorno a noi».

L'iniziativa è promossa dalla Custodia del Sacro Convento di San Francesco in Assisi e Rai insieme a Eni e Poste Italiane, partner sostenitori. Partner tecnologico Fibraweb.

«SOSTIENI CON IL CUORE NEL NOME DI FRANCESCO DI ASSISI: FINO AL 30 GIUGNO DONA 2 EURO AL 45515 CON UN SMS DA CELLULARE FASTWEB + VODAFONE, WINDTRE, TIM, ILIAD, POSTEMOBILE, COOP VOCE, E TISCALI. OPPURE 5 O 10 EURO PER LE CHIAMATE DA RETE FISSA TIM, FASTWEB + VODAFONE, WINDTRE, TISCALI E GENY COMMUNICATIONS E 5 EURO PER LE CHIAMATE DA RETE FISSA CONVERGENZE, E POSTEMOBILE». SE VUOI CONOSCERE TUTTI I PROGETTI VISITA IL SITO WWW.CONILCUORE.INFO 

 

PER INFORMAZIONI:

COME DONARE:

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SMS E CHIAMATE DA RETE FISSA – 45515 fino al 30 giugno

IBAN: IT64R0200838278000103746115

 

 

Sala Stampa - Andrea Rossi

Sacro Convento di San Francesco 

Piazza San Francesco, 2 - 06081 Assisi PG

Direttore fra Giulio Cesareo, OFMConv

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Tel. (+39) 075 8190133 | (+39) 328 2012488

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“Sotto un cielo di Primavera”: il catalogo che trasforma l’arte in respiro comune

La nota critica di Filomena Carrella per Celeste Napolitano apre un volume nato dal coraggio, dalla memoria e dal desiderio di armonia

 

Sotto un cielo di Primavera 250C’è un catalogo che non si sfoglia, si ascolta. Si chiama “Sotto un cielo di Primavera – Celebriamo l’armonia della vita”, ed è il frutto di un progetto corale curato da Celeste Napolitano e Francesco Avvisati alle Basiliche Paleocristiane di Cimitile, il 16 e 23 maggio 2026.

Un catalogo ricco, bello, necessario. Dentro ci sono i nomi di decine di artisti che hanno scelto di dialogare con un luogo carico di storia e di luce, trasformando le Basiliche in un palcoscenico contemporaneo. Ma soprattutto dentro c’è un’idea: che l’arte sia il ponte tra la paura e la speranza, tra la perdita e la rinascita.

Celeste e Francesco lo scrivono nelle loro “Pensieri di Armonia della Vita”: l’armonia non abbandona quando la morte incontra la nascita, è la forza cosmica che cerca equilibri nuovi. L’arte diventa mediatrice silenziosa, rallenta il tempo, permette di guardare le piccole cose. Questo volume è dedicato al coraggio, alla crescita, agli ostacoli, alla piccola Maria Chiara, nuova luce per la mamma Celeste, e al ricordo di Antonio che vive nel cuore di Francesco. Una dedica che trasforma il catalogo in atto d’amore.

Tra le pagine c’è anche la mia nota critica per Celeste Napolitano. L’ho scritta perché la sua arte è un cielo di primavera che si apre sull’anima. Perché nei suoi colori il dolore si trasfigura in luce, perché da madre sa donare alla vita lo stesso stupore che mette sulla tela. “Tra i suoi colori nasce una musica dolce: lo stupore di essere madre, la tenerezza di una bimba, la poesia che Celeste dipinge e canta ogni giorno”.

Io sono onorata di essere vicina a loro, a questo gruppo di creatori che hanno aderito alla mostra collettiva, portando linguaggi diversi ma la stessa volontà di rendere il mondo più umano. Ad Alessandro Borrelli, Alessia Forile, Angela Castorino, Anna Coppola, Axel Perugino, Benito Angelini, Carla Napolitano, Celeste Napolitano, Christian Luigi Russo, Ciro Cioffi, Colka Creativo, Ernesto Santaniello, Felicia Sansanverino, Federico Natale, Ferruccio Perillo, Francesca Sgambato, Francesco Avvisati, Franz Sangiovanni, Giulia Graziano, Giuly Avilla, Giovanna Leoncine, e a tutti gli altri nomi che riempiono le pagine del catalogo: grazie. La vostra adesione è la primavera del nostro mondo.

Grazie alla Città Metropolitana di Napoli e al Comune di Cimitile per aver accolto il progetto. Grazie alle Basiliche Paleocristiane di Cimitile, cornice monumentale di rara bellezza che ha ospitato le opere.

Questo catalogo è la colonna sonora di giornate meravigliose. È la prova che quando l’arte mette insieme persone, memoria e desiderio, il cielo torna a essere di primavera.

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