Cronaca

IL RICORDO DI PAPA FRANCESCO NELLE PAROLE DEL CUSTODE DEL SACRO CONVENTO FRA MARCO MORONI
«Non un vuoto: papa Francesco ci ha lasciato un “pieno”!»

 

VATICAN MEDIA 250ASSISI (PG)  - Ad un anno dalla scomparsa di papa Francesco, fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, lo ha ricordato in un messaggio a nome di tutta la comunità dei frati.

«Il 21 aprile dello scorso anno, a un giornalista che mi chiedeva se papa Francesco avesse lasciato un vuoto, risposi senza pensarci troppo: "Ha lasciato un pieno!".
Ne sono ancora più convinto un anno dopo: papa Francesco ci ha aiutati a guardare alla bellezza e alla gioia del Vangelo e ci ha ricordato, non solo con le parole, ma con tanti gesti significativi e a volte sorprendenti, la tenerezza di Dio, la bellezza della fraternità e dell'amicizia sociale, il forte legame che ci unisce a tutta la creazione.
Nelle tre visite qui in Basilica e in tante altre occasioni ha offerto a tutti noi sollecitazioni molto forti a vivere con fermezza e creatività secondo la logica evangelica di Francesco d'Assisi.
Un "pieno" che rimane sicuramente da esplorare, da approfondire e da vivere».

fra Marco Moroni presiederà alle 18 di domani, martedì 21 aprile, la Santa Messa in ricordo di papa Francesco nella chiesa inferiore della Basilica. La celebrazione sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Youtube //www.youtube.com/@BasilicaSanFrancescodAssisi">@BasilicaSanFrancescodAssisi e sulla pagina Facebook SAN FRANCESCO D’ASSISI

fra Marco aveva diffusamente presentato la figura di papa Francesco e il legame con la spiritualità del Santo di Assisi nella puntata 5 del podcast dei frati della Basilica Parole Povere, disponibile a questo link: https://youtu.be/KK2CaBD-fXU?si=MKHnuxRxic1OGhXV 

Anche nel numero di aprile della rivista San Francesco patrono d’Italia viene dedicato uno spazio al ricordo di papa Francesco attraverso le parole di chi ha avuto la possibilità di conoscerlo direttamente. Emanuele Costanzo racconta l'inattesa grazia di una telefonata e di alcuni incontri privati con il Pontefice, testimoniandone il lato mite e accogliente.

Non giudicare mai un libro dalla copertina

 

Foto Nicola Incampo 250Non giudicare mai un libro dalla copertina” è un’espressione che appartiene ormai al linguaggio comune, tanto da sembrare quasi scontata. La utilizziamo per mettere in guardia contro i giudizi affrettati, per invitare alla prudenza, o semplicemente per ricordare che le apparenze non raccontano mai tutta la verità. Ma dietro questa frase semplice si nasconde una storia lunga e significativa, che affonda le sue radici nel mondo dell’editoria e, più in generale, nella cultura occidentale.

L’espressione nasce in un contesto in cui i libri, materialmente, erano molto diversi da come li conosciamo oggi. Tra il XIX e l’inizio del XX secolo, la copertina aveva una funzione prevalentemente pratica: proteggere le pagine e indicare il titolo e l’autore. Raramente era illustrata, e quasi mai era pensata per attirare o sedurre il lettore.

In quel periodo, giudicare un libro dalla copertina sarebbe stato non solo superficiale, ma anche inutile. Opere di grande valore letterario potevano presentarsi con rivestimenti anonimi, mentre testi di scarso contenuto potevano apparire identici agli altri. Da qui nasce l’idea — prima implicita, poi esplicita — che il vero valore di un libro risieda nel suo contenuto, non nel suo aspetto esteriore.

Le prime formulazioni riconducibili a questo concetto compaiono in lingua inglese già nella seconda metà dell’Ottocento. Nel tempo, il detto si è diffuso e adattato a molte lingue e culture, mantenendo intatto il suo significato originario.

Il passaggio dal mondo dei libri alla vita quotidiana è stato naturale. La metafora è potente perché immediata: tutti sanno che per capire un libro bisogna leggerlo, non limitarsi a guardarlo. Allo stesso modo, per comprendere una persona è necessario ascoltarla, conoscerla, darle tempo.

Così, “non giudicare mai un libro dalla copertina” è diventato un invito morale e sociale. Un richiamo contro i pregiudizi, gli stereotipi, le etichette. Un monito a non fermarsi alla prima impressione, che spesso è parziale, distorta o addirittura ingannevole.

Nel corso del tempo, il detto è stato usato in contesti educativi, religiosi, filosofici e civili, assumendo un valore che va oltre la semplice saggezza popolare: quello di una regola di convivenza.

Oggi viviamo in una società dominata dall’immagine. Le “copertine” sono ovunque: nei social network, nei curriculum, nei profili professionali, nelle fotografie accuratamente selezionate. Mai come ora siamo abituati a giudicare rapidamente, spesso in pochi secondi.

Eppure, proprio in questo contesto, il detto conserva una sorprendente attualità. Anzi, diventa ancora più necessario. Ricorda che dietro un’immagine perfetta può esserci fragilità, e dietro un’apparenza dimessa può nascondersi talento, intelligenza, profondità.

Non giudicare un libro dalla copertina significa prendersi il tempo di andare oltre, di leggere le pagine, di scoprire la trama. Significa accettare che la realtà — e le persone — sono più complesse di quanto appaiano.

Il successo duraturo di questo detto sta nella sua semplicità e nella sua verità. In poche parole racchiude una lezione che resta valida in ogni epoca: la conoscenza richiede attenzione, apertura e pazienza.

In un mondo che corre veloce e premia il giudizio immediato, “non giudicare mai un libro dalla copertina” ci invita a rallentare. A guardare meglio. A leggere più a fondo. Ed è forse proprio per questo che, ancora oggi, continua a essere tramandato come un piccolo ma prezioso strumento di saggezza quotidiana.

Nicola Incampo

 

Napoli, Rua Catalana diventa laboratorio nomade: l’intesa tra il Collettivo O.R.A. e il Premio Rua Viva
.Nasce un dispositivo curatoriale di cooperazione aperto e processuale. Linguaggi, pratiche e soggettività si incontrano nello storico borgo dei lattonieri

Foto Carrella e Borreca 250NAPOLI. C’è un punto della città dove il battito dei martelli sui metalli si è trasformato, nel tempo, in ritmo di idee. È Rua Catalana, antico borgo dei lattonieri e delle pratiche artigiane, che oggi torna a essere luogo di costruzione. Non più solo di oggetti, ma di relazioni, visioni, processi. Qui, dall’incontro tra il Collettivo O.R.A. e il Premio Rua Viva, ideato e diretto da Federico Adriano Borreca, prende forma un’intesa che supera la logica della semplice collaborazione per farsi dispositivo curatoriale di cooperazione nomade, aperto e processuale.
Più di una collaborazione: una piattaforma in divenire.
Non un progetto chiuso, ma un campo di attraversamento. È così che si presenta l’accordo nato a Napoli tra le due realtà. Un ecosistema fluido in cui soggettività, linguaggi e pratiche entrano in relazione, attivando dinamiche di scambio, co-autorialità e produzione situata. L’ibridazione tra dimensione individuale e collettiva diventa metodo. Il risultato è la generazione di nuove traiettorie di ricerca e possibilità espressive che non appartengono a un singolo autore, ma a un corpo plurale in movimento.
Il Premio Rua Viva, radicato in uno dei cuori artigiani della città, porta con sé la memoria del fare, la sapienza delle mani, la prossimità con il tessuto urbano. L’incontro con il Collettivo O.R.A. innesta su quella memoria la tensione del contemporaneo: pratiche artistiche, sguardi critici, dispositivi di cura dello spazio pubblico e delle relazioni.
Chi è il Collettivo O.R.A. Promosso su iniziativa degli artisti Costabile Guariglia, Enzo Cursaro e Gianni Grattacaso, il Collettivo si propone come una risposta consapevole alle trasformazioni del sistema dell’arte e alle nuove esigenze che caratterizzano il ruolo dell’artista nel rapporto con il pubblico e le istituzioni. Si associa al Collettivo anche Filomena Carrella, giornalista e scrittrice che apporta il suo valido contributo per la conoscenza e la diffusione e valorizzazione del Collettivo sul territorio. Il progetto è condiviso e sostenuto da un nucleo di artisti — Raffaele Boemio, Anna Crescenzi, Diana D’Ambrosio, Claudia Del Giudice, Francesca Di Martino, Giorgia Madonno, Anna Maria Mirabella, Mina Di Nardo, Tonia Erbino, Mariana Sofia González, Renata Petti, Maria Sara Pistilli, Anna Maria Saviano, Nella Tarantino e Renzo Vassalluzzo — che, insieme ai fondatori, contribuiscono a definire l’Osservatorio come un’esperienza al contempo critica e fondativa.


O.R.A., acronimo che richiama il tempo presente, l’urgenza dell’adesso, è un collettivo curatoriale e di ricerca che lavora sui linguaggi del contemporaneo come strumenti di indagine sociale e politica. La sua pratica è nomade per vocazione: abita i luoghi senza occuparli, li attraversa per attivare connessioni, lascia tracce che diventano possibilità per altri.
Il Collettivo O.R.A. si muove tra arti visive, scrittura, pedagogie radicali e attivazione di comunità. Non produce mostre nel senso tradizionale, ma dispositivi di incontro. Non cerca l’opera conclusa, ma il processo che genera consapevolezza. Lavora sulla soglia tra istituzione e indipendenza, tra centro e margine, convinto che sia proprio in quelle zone di frizione che nascono le domande necessarie.
Negli ultimi anni O.R.A. ha sviluppato progetti in spazi non convenzionali, quartieri periferici, luoghi di lavoro e di memoria, coinvolgendo artisti, ricercatori, abitanti. Il metodo è quello dell’ascolto e della restituzione: ogni attraversamento produce un archivio vivente di voci, gesti, materiali che vengono poi rimessi in circolo.
Rua Catalana come laboratorio
L’ospitalità del Premio Rua Viva in Rua Catalana non è casuale. Lo storico borgo dei lattonieri è già di per sé un archivio di pratiche, una geografia di saperi che resistono alla sparizione. Portare qui un dispositivo curatoriale nomade significa riconoscere che l’artigianato non è solo tecnica, ma forma di pensiero. Significa rileggere la manualità come atto politico, la bottega come spazio di co-autorialità ante litteram.
In questo contesto, l’intesa tra O.R.A. e Rua Viva si fa esperimento di ecologia culturale. Le botteghe incontrano gli studi, i maestri artigiani dialogano con gli artisti, i tempi lunghi del fare si intrecciano con l’urgenza del presente. La produzione diventa situata perché nasce dall’ascolto di un luogo, dalle sue materie, dai suoi corpi, dalle sue storie.
Un campo aperto di possibilità.
Definirla piattaforma in divenire è il modo più onesto per raccontare questa alleanza. Non c’è un manifesto chiuso, ma una direzione: tenere insieme ricerca e relazione, estetica ed etica, singolarità e comune. Le traiettorie si definiranno camminando, come è giusto che sia per ogni pratica nomade.
Da Rua Catalana può nascere un modello replicabile in altri contesti, o forse proprio l’opposto: la dimostrazione che ogni luogo chiede un dispositivo unico, irripetibile. Di certo nasce un invito. A guardare la città come laboratorio diffuso. A intendere la curatela come cura delle relazioni prima che delle opere. A riconoscere che l’arte, quando è processo vivo, non occupa spazi ma li libera.
L’incontro tra il Collettivo O.R.A. e il Premio Rua Viva è già accaduto. Ora inizia l’attraversamento.

*Box - I protagonisti*
*Collettivo O.R.A.*: Collettivo curatoriale e di ricerca. Pratica nomade, lavora tra arti visive, pedagogie e attivazione di comunità. Metodo basato su ascolto, co-autorialità e produzione situata.
*Premio Rua Viva*: Realtà radicata in Rua Catalana, storico borgo napoletano dei lattonieri. Lavora sulla valorizzazione delle pratiche artigiane come patrimonio materiale e immateriale.
*Il luogo*: Rua Catalana, Napoli. Antico quartiere di botteghe e saperi manuali, oggi spazio di sperimentazione tra artigianato e linguaggi contemporanei.
*L’intesa*: Dispositivo curatoriale di cooperazione nomade, aperto e processuale. Piattaforma per scambio, ricerca e nuove possibilità espressive.

Storicità e bellezza, tra il Vesuvio ed il Golfo di Napoli, per i 50 anni di Renata Giusti

La storica, prestigiosa ed accogliente “Villa Signorini” a Ercolano ha ospitato i festeggiamenti

 

De Girolamo 250Splendidamente splendente, nel suo abito giallo dorato, firmato da un grande stilista, ha fatto il suo ingresso a Villa Signorini, per festeggiare i suoi 50 anni di vita, accolta dallo scrosciante applauso dei tanti invitati ed in primis dai suoi figli Karen, Vincenzo, Gaia e dal compagno Giuseppe Pelliccia, la bellissima Renata Giusti definita da tanti “LA VENERE DI ASMARA”.

L’affascinante Renata Giusti è conosciuta nel campo medico per essere la coordinatrice ed educatrice di un importante Centro Medico nella provincia di Napoli. Una donna appassionata, riservata e sempre attenta al rigoroso rispetto delle regole.

L’origine della sua terra natia Eritrea di madre e, di padre Sorrentino naturalizzata italiana da oltre 40 anni, fa sì che Renata rivesta un target di eleganza, garbo e dolcezza, con un buon cuore predisposto alla beneficenza, per la quale si adopera in prima persona per alcune associazioni Onlus e per il bene della sua Comunità in cui vive con i suoi tre figli. Una attività di gran cuore, che esprime in tutto il suo modus vivendi, forse anche respingendo le tante avversità della vita che l’ha vista vedova con la perdita del marito a soli 35 anni.

Particolare e significativo è il nome che Renata porta perché, alla sua nascita avvenuta nel 1976, la nonna che era alla corte del Re di Asmara, capitale dell’attuale Eritrea a seguito della scissione con l’Etiopia avvenuta nel 1993, cogliendo la gioia della nascita di una nipotina “principessina” avrebbe voluto darle un nome significativo e questo venne scelto concordemente con la mamma di Renata attribuendo alla nascitura il nome di “Re-nata; ossia Regina nata”.

Il riferimento di Renata con Asmara e il nostro Paese, trova grande connubio, perché la capitale dell'Eritrea, è spesso descritta come un affascinante associazione e legame tra la cultura africana e l'eredità italiana, tanto da essere soprannominata la "Piccola Roma" o una "città del Mediterraneo trapiantata in Africa". Inoltre Asmara è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2017 per il suo eccezionale patrimonio architettonico modernista e razionalista degli anni '30.

“La Venere di Asmara”, come in tanti amano definirla, ha voluto festeggiare il suo 50 º compleanno nella Storica, prestigiosa ed accogliente “Villa Signorini” a Ercolano, dove dopo e durante la cena, ha partecipato ai balli e musica che il complesso musicale proponeva, richiamando la gioia e la partecipazione della maggior parte dei presenti in sala. Il tutto curato nei minimi particolare dalla stessa festeggiata coadiuvata dal Maître, maestro di sala Guido Avolio, sotto la regia del suo compagno di vita, Giuseppe Pelliccia, con la maestosa guida del PR Dario Duro fiduciario della sezione Napoli dell’Associazione Maître Italiani Ristoranti e Alberghi. A termine cena, anche Nicoletta Romano, aspirante Sindaca della cittadina dell’interland napoletano, accompagnata dai Consiglieri Di Monda e Romano, ha voluto dedicare parole augurali alla festeggiata, complimentandosi con i successi di vita operosa ed operativa sin qui da lei ottenuti, con l’augurio che possano continuare ed amplificarsi per il bene della comunità. Tra tanti applausi, non potevano mancare parole di grande stima e amore rivolte a Renata dal suo compagno: “sono davvero un uomo fortunato a far parte della vita quotidiana di questa splendida donna, che a dispetto dell’anagrafe è di una bellezza eterna e partecipativa alla comunità per il bene comune”. Ad accompagnare la splendida serata e offrirne un ricordo fotografico si è aggiunto il maestro della fotografia, noto come uno dei più noti fotografi di VIP che, con i suoi scatti, precisi ed attenti ai particolari e salienti momenti della kermesse, ha donato alla festeggiata la possibilità di poter rivivere un evento indimenticabile.

I fuochi d’artificio, esplosi illuminando il cielo alle falde del Vesuvio e di seguito il classico taglio della torta, con brindisi finale e consegna agli intervenuti della tradizionale bomboniera, sono stati i momenti finali che Renata ha vissuto e che le auguriamo di ripetere ogni anno fino a raddoppiare almeno il suo primo percorso di vita.

Giuseppe De Girolamo

 

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IL PARCO ARCHEOLOGICO DI ERCOLANO

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PER VILLA SORA E LE TERME-GINNASIO

 

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Importo complessivo dei lavori di restauro

Villa Sora + cd.Terme-Ginnasio, Torre del Greco (NA)

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Villa Sora 250 I siti: Villa Sora e le cd. Terme-Ginnasio

I due siti si trovano a Torre del Greco (NA), a circa 3,6 km da Herculaneum, e rientrano dal 2023 nell’ambito di competenza del Parco Archeologico di Ercolano. Villa Sora è una dimora di epoca romana affacciata sul Golfo di Napoli. L’edificio si erge su terrazze digradanti verso il mare, con pareti finemente affrescate e pavimenti decorati a mosaico e in opus sectile. Le cd.Terme-Ginnasio, esplorate solo in parte, restituiscono i resti di un altro complesso residenziale, liberato di recente da un fitto canneto che ne oscurava la visione da decenni.

Gli interventi di restauro e manutenzione

Villa Sora:

  • Restauro degli apparati decorativi parietali: consolidamento della pellicola pittorica, pulitura, integrazione materica e pittorica
  • Ricollocazione in sede originaria di un dipinto murale distaccatosi, previo consolidamento dei frammenti e assemblaggio su pannello idoneoTerme Ginnasio 250

Terme-Ginnasio:

  • Manutenzione straordinaria degli intonaci degradati o distaccati
  • Monitoraggio e contrasto al degrado causato da agenti atmosferici, microflora e vegetazione, aggravato dalla prossimità al mare

Il Parco Archeologico di Ercolano chiede il supporto di cittadini, imprese e mecenati per portare avanti il suo impegno quotidiano e costante nella tutela di un patrimonio dell’umanità. Ogni contributo, di qualsiasi entità, è prezioso e fa la differenza.

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GIORNATA DELLA TERRA 2026 “QUANTO SEI BELLA!”

Secondo anniversario del progetto ASSISI Terra Laudato Si’

 

2026 Locandina giornata della Terra 250ASSISI (PG) - Il 22 aprile, Giornata della Terra, si festeggia nella città di San Francesco, capitale dell’ecologia integrale, il secondoharmony 02 250 anniversario del progetto ASSISI Terra Laudato Si’. Attraverso questo progetto, in questi primi due anni, la Diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino, la famiglia francescana, la Pro Civitate Christiana e il FAI, animati dal Centro Laudato Si’, hanno portato avanti insieme l’impegno a promuovere i valori dell’ecologia integrale. «Quanto sei bella! Non si può che dire così - ha dichiarato Antonio Caschetto, direttore del Centro Laudato Si’ di Assisi - di fronte al recente scatto che ritrae l’earthset, il tramonto della terra sull’orizzonte lunare, inviato dagli astronauti della missione Artemis II. Vedere questa immagine, in cui siamo fotografati tutti noi, in cui sono rappresentati tutti i nostri affetti, la nostra storia, i nostri pensieri e progetti, commuove il cuore. E ci fa riflettere, ancora di più in questa festa della mamma Terra, quanto sia piccola la nostra casa comune, quanto fragile e quanto preziosa, e quante volte la offendiamo con la nostra violenza e con le nostre assurde guerre. Ci auguriamo che, da Assisi, questa festa ci faccia riscoprire il senso dell’armonia». Quest’anno sono previsti due giorni di festeggiamenti, attraverso una varietà di iniziative che rispecchiano la biodiversità dei carismi di questo progetto. Si aprirà il 21 aprile nel segno di Papa Francesco, di cui ricorre il primo anniversario dalla morte, attraverso due itinerari spirituali nei “luoghi Laudato Si”, aperti gratuitamente a tutti. La mattina, insieme al rettore del Santuario della Spogliazione, fra Marco Gaballo, OFMCap un itinerario sulla conversione ecologica nei luoghi della rinuncia dei beni; il pomeriggio, insieme al guardiano di San Damiano, fra Mauro Botti, OFM, un itinerario sulla contemplazione nel Giardino del Cantico. Il 22 aprile sono previsti tre appuntamenti. La mattina, presso la Cittadella Laudato si’, ci sarà un momento di incontro e di confronto tra i Partner del progetto e la città. Saranno presenti il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, mons. Felice Accrocca, il Custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, fra Marco Moroni, OFMConv, il ministro provinciale dei frati minori, il rettore del Santuario della Spogliazione, fra Marco Gaballo, OFMCap, il guardiano del Santuario di San Damiano, fra Mauro Botti, OFM, il presidente della Pro Civitate Christiana, Mariano Borgognoni, oltre al sindaco di Assisi, Valter Stoppini. Sarà una bella occasione di confronto con le giovani generazioni, con gli studenti dell’Istituto Polo-Bonghi e le classi da remoto che, da varie parti d'Italia, in questi anni hanno partecipato al concorso “Ecologika” sui temi dell’ecologia integrale, in particolare la classe dell’Istituto San Marco di Venezia che ha vinto l'edizione 2024/2025. Si prenderà spunto dalla situazione attuale, attraverso un contributo di Antonello Pasini, fisico del clima del CNR e divulgatore. Il pomeriggio, all’interno del festival dei cammini di Francesco, presso la Sala Stampa del Sacro Convento, alle ore 17 ci sarà la presentazione di Harmony, il libro sull’ambiente scritto da Re Carlo III - quando era ancora Principe di Galles - nella versione in lingua italiana. L'incontro vedrà la partecipazione dei coautori del libro, Ian Skelly e Tony Juniper, seguita da un dibattito che coinvolgerà il direttore generale di C.B.A. (Circular Bioeconomy Alliance), Marc Palahi, il direttore del Centro Laudato Si’ di Assisi, Antonio Caschetto, fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, e Massimo Mercati, Amministratore delegato di Aboca. L’incontro sarà preceduto dai saluti istituzionali di Christopher Trott CVO, Ambasciatore britannico presso la Santa Sede e di altri ospiti istituzionali. A conclusione della giornata, alle ore 21, sarà proiettato il documentario Finding Harmony: A King’s Vision, presentato in anteprima al Castello di Windsor lo scorso gennaio. Un momento dedicato al dialogo tra ecologia, spiritualità e cura del creato, che vedrà la partecipazione del regista, Nicolas Brown, già regista del film The Letter: A Message for Our Earth prodotto dal Movimento Laudato Si’ e dedicato al pensiero e all’opera di Papa Francesco e alla sua enciclica Laudato Si’. Appuntamenti del 21 aprile “L’eredità di Papa Francesco” Per informazioni e prenotazioni: AssisiLaudatoSi.org Ore 10.00 - Santuario della Spogliazione, Itinerario sulla conversione: info e prenotazioni Ore 14.30 - Santuario di San Damiano, itinerario sulla contemplazione: info e prenotazioni Appuntamenti del 22 aprile “Giornata della Terra. Quanto sei bella!” Per informazioni e prenotazioni: www.festivaldeicamminidifrancesco.it Ore 8.30 - La camminata dell’Eremo delle Carceri: Info e prenotazioni. Ore 10.00 - Cittadella Laudato si’, Incontro tra generazioni: info e prenotazioni Ore 17.00 - Sala Stampa del Sacro Convento, Presentazione del libro – “Harmony. Un nuovo modo per guardare al nostro mondo”. Info e prenotazioni. Ore 21.00 - Sala Stampa del Sacro Convento, Film - “Finding Harmony. A King’s vision”. Info e prenotazioni

Parte il riconoscimento del marchio di tutela Sartoria Napoletana e Indicazioni Geografiche

Lunedì il convegno: "Sartoria Napoletana e Indicazioni Geografiche: tutela, valorizzazione e opportunità"

Presso il Consiglio Regionale della Campania, lunedì 20 aprile, sarti e istituzioni saranno a confronto per blindare l’eccellenza artigiana partenopea contro contraffazioni e svalutazioni.

 

Foto 250La sartoria napoletana è pronta a scrivere una nuova pagina della sua storia millenaria. Lunedì 20 aprile, alle ore 10.30, presso la SalaElvira Raviele 250 Nassirya del Consiglio Regionale della Campania (Isola F13), si terrà il convegno: "Sartoria Napoletana e Indicazioni Geografiche: tutela, valorizzazione e opportunità".

L'evento, organizzato da Le Mani di Napoli e Casartigiani, nasce dalla proposta di Damiano Annunziato, Vicepresidente di OriGIn, con un obiettivo chiaro e ambizioso: avviare l’iter per il riconoscimento di un’Indicazione Geografica (IG) dedicata alla sartoria napoletana, garantendo un’etichetta di tutela che salvaguardi il lavoro artigianale e il legame indissolubile con il territorio.

Un fronte comune per il “Made in Naples”

Il progetto vede per la prima volta un fronte istituzionale compatto. Il percorso gode infatti del supporto del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), della Regione Campania, del Comune di Napoli, di Casartigiani Napoli e di OriGIn (Alleanza globale delle Indicazioni Geografiche che lavora per la protezione dei prodotti legati al territorio. “Le Mani di Napoli” è l'associazione che riunisce le eccellenze dell'artigianato sartoriale partenopeo con lo scopo di promuovere la qualità e la tradizione del fatto a mano)

«Ora o mai più - dichiara Damiano Annunziato, vicepresidente OriGIn - la sartoria napoletana ha davanti un’occasione concreta che non possiamo permetterci di perdere. Le istituzioni ci sono, gli strumenti normativi europei e nazionali sono finalmente pronti. Ora spetta ai sarti e agli artigiani fare rete: il futuro della nostra arte dipende dalla scelta di muoversi adesso, insieme».

«La sartoria napoletana è un’eccellenza identitaria di Napoli e della Regione Campania che va tutelata e valorizzata. L’avvio del percorso per l’Indicazione Geografica rappresenta un passo decisivo per difendere qualità, tradizione e lavoro artigianale dalla contraffazione. Sostenere questo percorso significa rafforzare il “Made in Naples” e creare nuove opportunità di sviluppo per il territorio», così l’assessora al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli Teresa Armato.

«La Sartoria Napoletana è un patrimonio culturale prima ancora che economico - sottolinea il presidente de Le Mani di Napoli, l’avvocato Giancarlo Maresca - difenderla significa tutelare il lavoro e l’identità di intere generazioni».

Il viceministro Valentino Valentini evidenzia come «l’estensione delle Indicazioni Geografiche al comparto artigianale rappresenti un passaggio importante per la valorizzazione del Made in Italy, capace di coniugare tutela, sviluppo e competitività».

Per il vicepresidente di Casartigiani Napoli, Fabrizio Luongo, la questione è ormai centrale: «Non è più rinviabile un sistema di regole che tuteli chi opera realmente nella tradizione sartoriale napoletana. Le Indicazioni Geografiche possono offrire una risposta concreta».

Il programma e gli obiettivi

Il convegno analizzerà il quadro normativo che oggi permette ai prodotti artigianali e industriali di godere di tutele simili a quelle dei prodotti alimentari (DOP/IGP). Attraverso gli interventi di esperti giuridici e rappresentanti delle categorie, verranno definite le strategie operative per costruire un marchio di tutela capace di

  • Contrastare la contraffazione e l’uso improprio del nome “Sartoria napoletana”

  • Certificare la qualità e le tecniche tradizionali uniche al mondo

  • Rafforzare la filiera, creando una collaborazione stabile tra maestri sarti, accademia e istituzioni


L’incontro si concluderà con la redazione di un documento programmatico per tracciare la road map verso la certificazione ufficiale.

Saluti istituzionali

Massimiliano Manfredi, Presidente Consiglio regionale della Campania

Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy

Interventi

Modera: Antonio Vastarelli de “Il Mattino”

Teresa Armato, Assessore al Turismo e Attività Produttive del Comune di Napoli

Giovanni Mensorio, Presidente della Commissione Attività Produttive della Regione Campania

Fabrizio Luongo, Segretario Casartigiani di Napoli

Alessandro Sciarra, Avv. specializzato indic. geografiche Partner Bird & Bird

Damiano Annunziato, Direttore Generale “Mani di Napoli”, vicepresidente oriGin

Conclude: Elvira Raviere, Dirigente dell’Ufficio di Gabinetto del MIMIT

Invito all’azione per la categoria

L’invito è esteso a tutti i sarti, le sartorie e gli artigiani del territorio. Per partecipare e accreditarsi è necessario inviare una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Trentaduesima giornata di Campionato domenica 12 aprile 2026 Parma 1 Napoli 1.   “Le Caramelle di Gigi”.                             

 

Foto antonio conte 250Siamo tornati purtroppo con i piedi a terra con un pareggio conquistato a Parma che fa muovere la Classifica di un punto in più ottimo per la qualificazione Champions’ ma che blocca le ali della fantasia del Popolo Azzurro che è costretto a costatare l’impotenza degli azzurri a battere un modesto Parma che passato in vantaggio al primo minuto di gioco per un clamoroso errore della difesa azzurra  si è chiuso in difesa bloccando uno sterile Napoli che ha fatto un lunghissimo ed inoffensivo assedio battendo tutti i record di possesso di palla senza mai tirare in porta facendo dannare tutti i tifosi partenopei per la totale inefficacia realizzativa che regala al termine dei novanta minuti un pareggio, registrato dai più, come una sconfitta e diciamo anche  la fine di uno “Sfizio di Fantasia “ che aveva galvanizzato ,in quest’ ultimo periodo,  tanto l’ambiente azzurro.  Forse mister Conte avrebbe dovuto sostituire molto prima uno spento Anguissa ed uno stanco Politano per ravvivare un Napoli Spento di idee e mai pericoloso con un Hojlund a mezzo servizio. La riflessione terminato questo Campionato sarà come la Società vorrà’ programmare lo svecchiamento della Rosa per mantenere una formazione competitiva ad affrontare le nuove sfide sia Italiane che Europee. Per ora godiamoci questo scorcio finale delle ultime sei giornate cercando di consolidare il secondo posto in Classifica che resta comunque un traguardo di tutto rispetto. Buon divertimento a tutti augurandoci che le prossime formazioni sappiano facilmente tirare in porta da tutte le posizioni per raggiungere l’obiettivo meno possesso di palla sterile e più tiri nello specchio della porta.

Gigi Porcelli

Il Coordinamento Nazionale Corecom alla 174esima Giornata della Polizia di Stato

 

Foto Coord. CORECOM 250Si conferma il ruolo centrale svolto dai Comitati Regionali per le Comunicazioni in materia di educazione digitale e tutela dei minori in rete.IlFoto 1 CORECOM 250 Corecom, nelle  rappresentanze territoriali, ospite ieri ,10 aprile ,alla 174esima Giornata celebrativa della Polizia di Stato.Carola Barbato Coordinatrice Nazionale Corecom ha animato il dibattito nel duplice ruolo di giornalista -moderatrice e Presidente Corecom, guidando l'approfondimento  dedicato alla tutela dei minori nello spazio digitale .Nell'area Pagoda di Piazza del Popolo, a confronto autorevoli esponenti del mondo istituzionale,sociale,scientifico,culturale: G.Costanzo,Capo Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, E.Caffo Presidente e fondatore Fondazione Sos Il Telefono Azzurro ETS,C.Grassi,Federazione  Italiana Medici Pediatri,G.Imparato attore e regista.Padrona di casa,Maria Rosaria Romano,Primo Dirigente della Polizia di Stato e Direttore Seconda Divisione Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica.

Momento d' impatto emotivo, la testimonianza dei coniugi Cascone, genitori di Alessandro vittima di cyberbullismo.

Nel corso del suo intervento Carola Barbato, Coordinatrice Corecom ha sottolineato il valore strategico della cooperazione,l'importanza strategica di far rete.Sostanziali le alleanze, per azioni sempre piu'incisive utili al contrasto dei fenomeni degenerativi della rete.Ha inoltre evidenziato

lo stretto legame che da tre anni stringe i Comitati Regionali per le Comunicazioni alla Polizia Cibernetica. Sinergia supportata in molti ambiti regionali,tra tutti il Corecom della Campania, dalla stipula rinnovata, di un efficace Protocollo d'Intesa.Una sinergia istituzionale, presidio centrale per il  contrasto alla dilagante violenza digitale.

 

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