Cronaca

Papa Leone XIV ad Assisi per l’incontro dei giovani, la gioia di monsignor Sorrentino e monsignor Accrocca

 

Mons. Sorrentino Foto 250ROMA – “Apprendo con gioia che il Santo Padre Leone verrà ad Assisi il 6 agosto in occasione del grande incontro internazionale dei giovani “GO! Franciscan Youth Meeting”, per l’ottavo centenario della morte di San Francesco: è davvero bello che il Papa incontri i giovani in una città in cui un giovane si è convertito e ha fatto la differenza”. Lo ha detto l’amministratore apostolico delle diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, dopo che il bollettino della Sala stampa della Santa Sede ha ufficializzato, tra le visite in Italia, quella del 6 agosto ad Assisi. “Oggi in tutto il mondo - le parole di monsignor Sorrentino - il messaggio di Francesco è recepito e conosciuto e che Leone XIV incontri i giovani è un segno grande. Bisogna che essi avvertano, da Francesco a tutti i santi di Assisi, l’ultimo dei quali Carlo Acutis, il santo dei giovani, avvertano un nuovo input che la storia non è pesante, ma è governata da Gesù ed è possibile con lui costruire insieme un futuro più bello e più gioioso. Grazie Santo Padre di questo dono che fa alla Chiesa di Assisi che ricevo ora da amministratore apostolico delle due diocesi sorelle di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno fino all’ingresso del caro fratello Felice”. Anche il vescovo eletto, monsignor Accrocca che si insedierà in Assisi il 25 marzo e a Foligno il 28, ha commentato con gioia e gratitudine l’annuncio. “È una bellissima notizia che ci emoziona e ci rende felici; siamo grati al Santo Padre perché non poteva esserci cornice migliore se non quella dei giovani che, arrivando da tutta Europa per respirare il carisma e la spiritualità di San Francesco, avranno anche la gioia di incontrare papa Leone XIV in questa terra benedetta e speciale”.

VISITA DI PAPA LEONE AD ACERRA
PER INCONTRARE LE POPOLAZIONI DELLA “TERRA DEI FUOCHI”
IN OCCASIONE DELL’UNDICESIMO ANNIVERSARIO
DELLA LAUDATO SI’

SABATO 23 MAGGIO 2026

 

Papa Leone ad Acerra 250A undici anni dalla Lettera enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune, papa Leone celebra l'anniversario il prossimo il 23 maggio 2026 ad Acerra, al centro dei territori inquinati tra Napoli e Caserta.
Il Pontefice conferma e realizza un desiderio di papa Francesco che sorvolando quelle terre nel 2014 - aveva confessato in un libro intervista - fu «un fatto puntuale» che «mi commosse e da allora fu un crescendo attraverso le notizie, una presa di coscienza lenta».
La presenza di papa Leone nelle nostre terre, e in particolare nella diocesi di Acerra, è una «grazia speciale» dichiara il vescovo Antonio Di Donna, perché «il Papa viene ad ascoltare insieme ai vescovi, soprattutto delle diocesi più colpite dall'inquinamento, le sofferenze della nostra gente, e a ricordare le altre Terre dei fuochi d'Italia».
La Visita è perciò «per noi un evento storico che ci riempie di gioia, una iniezione di fiducia e di speranza per le famiglie, in modo speciale quelle dei bambini e dei ragazzi colpiti dalla malattia».
E di sicuro «darà nuova linfa al cammino che le diocesi della Conferenza episcopale campana stanno già facendo da anni per educare i cristiani, adulti e bambini, alla giustizia, alla pace e alla salvaguardia del creato» aggiunge il presule per il quale l’anniversario della Laudato si’ ad Acerra è una esortazione a «verificare lo stato di accoglienza di quel profetico documento».
Ancora di più alla luce anche del pellegrinaggio giubilare della speranza che l’anno scorso le diocesi più colpite dall’inquinamento tra Caserta e Napoli hanno vissuto attraversando a piedi in preghiera quei territori e ricordando insieme nell’ultimo del cammino di sei giorni, dal 16 al 24 maggio 2025, i dieci anni dalla pubblicazione dell’enciclica sulla cura della casa comune.
La visita del Papa è anche «un appello alle Istituzioni perché finalmente venga fatta verità e soprattutto garantito uno sviluppo vero alle nostre terre, con al centro l’uomo integrale e compatibile con la originaria vocazione agricola archeologica e turistica» conclude monsignor Di Donna invitando «tutti a pregare» per questo «momento speciale di grazia».

 

Al via l’ottava edizione di Close-up Cantieri

Un’iniziativa per valorizzare competenze, processi e opportunità nel mondo dei cantieri e della trasformazione del territorio

 

social1 250Il Parco Archeologico di Ercolano rinnova l’appuntamento con Close-up Cantieri, il progetto che apre al pubblico le aree di scavo, restauro e manutenzione, offrendo uno sguardo diretto e privilegiato sul lavoro quotidiano di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico.

Giunta all’ottava edizione consecutiva, l’iniziativa consente ai visitatori di entrare “dietro le quinte” dei cantieri per conoscere da vicino tecniche, metodologie e professionalità impegnate nella conservazione del sito, trasformando l’esperienza di visita in un’occasione di approfondimento e consapevolezza.

Attivo dal 2019, Close-up Cantieri si è consolidato come un appuntamento stabile del Parco, favorendo l’incontro tra tecnici, restauratori, personale interno, studenti e comunità. Il progetto promuove la condivisione di competenze e buone pratiche, puntando su innovazione, sicurezza, sostenibilità ed efficienza organizzativa, nel quadro dei programmi di miglioramento dei servizi culturali e amministrativi dell’Ente.

Ogni incontro propone visite guidate direttamente nei cantieri di scavo e restauro, per osservare sul campo interventi, strumenti e processi che garantiscono la salvaguardia del patrimonio.

📅 Calendario degli appuntamenti

Gli incontri si terranno a giovedì alterni:

  • 26 febbraio
  • 12 e 26 marzo
  • 9 e 23 aprile
  • 7 e 21 maggio

🕘 Orari delle visite

Due turni della durata di 1 ora ciascuno:

  • 10:00 – 11:00 (in italiano)
  • 11:30 – 12:30 (in inglese)

È possibile partecipare a un solo turno per giornata.

🎟️ Modalità di partecipazione

L’attività è gratuita, previo acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito (valide anche riduzioni e gratuità secondo normativa).

Prenotazione obbligatoria:

Partecipazione fino a esaurimento posti.
Gruppi di massimo 15 persone per turno.
Accoglienza e raccolta all’ingresso dell’area archeologica.

Papa Leone XIV Pellegrino di pace a Pompei, Napoli e Acerra

 

Leo XIV 13 October 2025 250L’8 maggio, nel primo anniversario della sua elezione, il Santo Padre sarà in visita pastorale al Santuario di Pompei e nella città di Napoli. Dopo quindici giorni, il 23 maggio, tornerà in Campania per visitare Acerra alla vigilia dell’anniversario della promulgazione dell’enciclica “Laudato si’” sulla cura della casa comune.

Il Santo Padre Leone XIV per due volte in Campania nel giro di quindici giorni, prima a Pompei e Napoli, l’otto maggio, nell’anniversario dell’elezione, e quindi il 23 maggio ad Acerra alla vigilia di un’altra ricorrenza, gli undici anni della Laudato sì, l’Enciclica sulla cura della casa comune di Papa Francesco. Si può vedere, ed è giusto farlo, questo duplice viaggio del Vicario di Cristo come un segno di predilezione verso una terra che rappresenta una sintesi particolarmente viva delle attese e delle speranze, nonché dei drammi e dei ritardi, che ancora ostacolano lo sviluppo armonico e lineare di un popolo in cui è sempre vivo il richiamo di una fede profonda. Come pastori della Chiesa, e in particolare delle tre diocesi che il Santo Padre visiterà nel mese di maggio, avvertiamo perciò forte, e con emozione, il privilegio della scelta di Papa Leone. Ma ciò che scorgiamo in questo segno di così grande attenzione, è qualcosa di ancora più profondo, perché chiama in causa e accresce la responsabilità nostra e delle nostre chiese che vengono a trovarsi al centro, in maniera così diretta e coinvolgente, nella linea di un pontificato che, giorno per giorno, esprime sempre più il suo carattere missionario per l’annuncio della gioia del Vangelo.

Pompei, Napoli e Acerra si rapportano, ognuna per sé e tutte insieme, ai momenti forti che il magistero di Papa Leone ha già fatto vivere e mostrato nei suoi contenuti più importanti e nelle sue prospettive più significative.

Un pontificato nato nell’inconfondibile segno mariano dell’otto maggio, giorno dedicato alla Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei, subito evocata all’atto dell’elezione, insieme a tutti i cardinali partecipanti al conclave, e richiamata poi nel momento del primo saluto alla folla dalla Loggia della Basilica di San Pietro. Celebrare proprio nella città mariana, con la Santa Eucaristia e la recita della preghiera di San Bartolo Longo, il fondatore canonizzato il 19 ottobre, il primo anniversario dell’elezione dona alla ricorrenza il tono specialissimo di un profondo ringraziamento a Dio e di un tenero e delicato affidarsi alla Beata Vergine del Rosario, la preghiera che continua a scandire, in tempi così tormentati e difficili, l’incessante invocazione di pace.

Da Pompei a Napoli, a distanza di poche ore, Papa Leone si troverà, per la prima volta, a contatto con la realtà di una grande metropoli del sud, espressione in senso lato della complessità, ma anche delle nuove prospettive e speranze di un mondo in rapida e continua trasformazione. Più di ogni altra, in Italia e non solo, per la ricchezza e la varietà della sua storia, e la saldezza dei suoi legami con la sede apostolica - con l’impronta missionaria della prima presenza di Paolo, approdato nel Golfo, a Pozzuoli - Napoli, antica capitale nel bacino del Mediterraneo, rappresenta il simbolo di un mondo nuovo in cui temi centrali come quelli dell’accoglienza, del lavoro, del divario sociale e dei fenomeni della malavita organizzata, hanno bisogno di superare e mettere definitivamente alle spalle l’ipoteca dell’emergenza. Città dei giovani e per questo fulcro di una creatività che spinge naturalmente al futuro, sulla scia di San Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e di Papa Francesco, Napoli si appresta ad accogliere a braccia e a cuori aperti Leone XIV, il primo missionario nella Chiesa di Cristo, il papa della “pace disarmata e disarmante”.

Acerra segnerà, a sua volta, la fase più originale e suggestiva di quella che si può considerare un’unica visita pastorale in due tappe. Il richiamo immediato è all’Enciclica di Francesco diventata, per la sua efficacia e la sua profezia, manifesto universale di tutti coloro che considerano la cura e la tutela del creato un impegno fondamentale e perciò irrinunciabile per il futuro dell’umanità. La Terra come casa comune e accogliente per il genere umano non può che essere il riflesso di un’umanità più solidale e legata dai vincoli di quella fraternità universale più volte evocata dal compianto Papa Francesco. La devastazione dell’ambiente, proprio come testimonia la “Terra dei fuochi”, non riguarda solo l’incuria e lo sfruttamento del creato, ma porta a corredo una serie vasta e diffusa di mali sociali che impediscono e stroncano sul nascere prospettive di un reale sviluppo.

Sono proprio questi i terreni sui quali la speranza non può farsi da parte ed è chiamata anzi ad espandersi, contando innanzitutto sulla forza del Vangelo, sul coraggio dei giovani e sulla testimonianza dei cristiani.

È questo, nello straordinario annuncio del viaggio pastorale di Leone XIV in Campania, il nostro accorato appello, mentre il nostro profondo Grazie al Santo Padre è pieno di un orizzonte di salda speranza.

19 febbraio 2026

Card. Domenico Battaglia       

Arcivescovo di Napoli

 

Mons. Tommaso Caputo

Arcivescovo Prelato di Pompei

 

Mons. Antonio Di Donna

Vescovo di Acerra

Pomigliano d’Arco (NA). Successo al Teatro Gloria per Ciro Ceruti: risate, emozioni e una storia d’amicizia fuori dagli schemi

 

Gloria Pomigliano Ceruti 18 2 26 250Una serata di grande partecipazione, quella di mercoledì 18 febbraio 2026 al Teatro Gloria, gremito in ogni ordine di posto per accogliere La tempesta perfetta, lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Ciro Ceruti. Una commedia brillante, ritmata e sorprendentemente profonda, capace di alternare comicità, colpi di scena e momenti di autentica riflessione.

Accanto a Ceruti, un cast affiatato composto da Paco De Rosa, Giovanni Allocca, Laura Borrelli e Floriana De Martino, con la partecipazione di Serena Caputo, Luca Ceruti, Liliana Di Maglie e Gioia Miale. Una squadra che ha saputo valorizzare ogni sfumatura del testo, regalando al pubblico due atti di puro intrattenimento. L’evento è stato organizzato dalla produzione ElPrimero.

Una commedia che racconta un amore diverso

La tempesta perfetta porta in scena un tema insolito e poco esplorato: l’amore che nasce tra due amici. Non l’amore romantico, né quello familiare, né quello omosessuale, ma un sentimento altrettanto potente, capace di attraversare veri e propri uragani emotivi senza incrinarsi.La storia di Gigio e Samuele, protagonisti della pièce, diventa così il pretesto per raccontare una forma di legame spesso sottovalutata, ma profondamente autentica.

Ceruti spiega così la sua scelta: “Tradizionalmente si racconta l’amore di coppia o quello tra genitori e figli. Poche volte si parla dell’amore tra due amici, anche se non sono etero. Mi andava di raccontare questa cosa avulsa. Ho un grande amico con il quale c’è grande affetto. Amor omnia vincit.” Una dichiarazione che racchiude l’essenza dello spettacolo: l’amore, in tutte le sue forme, resta una forza capace di sovvertire ogni logica, proprio come ricordavano Virgilio e Dante.

Il sentimento come motore della storia

La commedia ha alternato sketch, equivoci e situazioni paradossali con risate continue del folto pubblico; allo stesso tempo, è stata l’occasione per interrogarsi su un tema attualissimo: come può un sentimento così irrazionale sopravvivere in un’epoca dominata dall’interesse personale? Ceruti approfondisce: “Il sentimento è una specie di lego formato da tanti pezzettini chiamati emozioni. A volte non ti permette di decidere con razionalità, ma può farti diventare autore di veri e propri capolavori. Nell’immaginario collettivo l’amore lo associamo alle coppie o ai legami familiari, ma raramente all’amicizia. Tra due amici si deve verificare una sorta di ‘tempesta perfetta’. Non è difficile immaginarne la rarità.” Una rarità che, nello spettacolo, diventa la chiave per comprendere la forza del legame tra Gigio e Samuele.

La morale finale: scegliere chi siamo

Il monologo conclusivo, accolto da un lungo applauso, è affidato a Sara, figura simbolica che rappresenta ciò che Gigio e Samuele hanno costruito insieme: un legame capace di generare identità, cura e appartenenza.

Attraverso la sua voce, lo spettacolo riflette sul destino, sulle scelte e su quel “libretto di istruzioni” che ognuno di noi sembra portare con sé:

C’era uno spot televisivo che diceva come natura crea. Qualcuno dice che ognuno di noi nasce con una sorta di ‘libretto di istruzioni’ del nostro essere: preciso, dettagliato e che non lascia libera interpretazione. Sta a noi decidere se dargli credito o scegliere la strada del fai da te.”

Sara riassume poi i destini dei personaggi della commedia: Nadia e Lasagna, che hanno preso l’azienda per poi farla fallire; Paco, che dopo la scuola serale ha sposato un’estetista di Scafati.

E conclude sottolineando ciò che davvero resiste al tempo e alle tempeste: l’amicizia tra Gigio e Samuele, rimasta intatta. Una vera “tempesta perfetta”.

Una chiusura che unisce ironia e profondità, lasciando allo spettatore una domanda semplice ma universale: quanto siamo disposti a difendere ciò che davvero conta?

I prossimi appuntamenti

Il successo al Teatro Gloria apre una stagione intensa per Ciro Ceruti. L’artista sarà:

  • dal 19 febbraio al 1° marzo al Teatro Cilea con Non tutti i mali vengono per nuocere
  • dall’11 al 15 marzo al Teatro Troisi con La tempesta perfetta
  • dal 20 al 29 marzo al Teatro Totò di Napoli con I nuovi poveri

Tre appuntamenti che confermano la centralità di Ceruti nel panorama teatrale campano e la sua capacità di coniugare comicità e contenuto.

Antonio Boccellino

 

Per tutto il mese di venerazione delle spoglie del Santo, previste visite guidate e organizzate nei locali ipogei del Vescovado di Assisi

OSTENSIONE DEL CORPO DI SAN FRANCESCO, IL CANTIERE

DELLA SPOGLIAZIONE APRE LE PORTE

Monsignor Sorrentino: “Qui i pellegrini potranno rivivere alcuni momenti della vita del Poverello”


SorrentinodavantiallaPorta 250ASSISI – In occasione dell’Ottavo Centenario francescano e in particolare dell’ostensione pubblica e prolungata delle spoglie mortali di SanPorta di San Francesco250 Francesco, che si terrà dal 22 febbraio al 22 marzo, la diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino organizza delle visite guidate alla scoperta del Palazzo Vescovile – Santuario della Spogliazione nei luoghi recuperati dove il Santo passò alcuni momenti importanti della sua vita.

Le visite, organizzate in collaborazione con la Fondazione diocesana Assisi – Santuario della Spogliazione, avverranno in quegli spazi ipogei del Vescovado, ancora oggetto di recupero edile ma messi in sicurezza per l’occasione, dove avvenne la spogliazione di San Francesco, dove nel 1225 il Poverello tornò e favorì la riconciliazione tra il Podestà e l’allora Vescovo infine dove nel 1226, quasi due mesi prima di andare a morire alla Porziuncola, venne accolto e curato dal vescovo Guido componendo anche la strofa del Cantico delle Creature dedicata a Sorella morte.

In questi luoghi che il Poverello amava frequentare e dove andava a dialogare con il vescovo Guido è in corso un progetto di valorizzazione che punta al recupero dell’antico episcopio e che ha permesso, tra l’altro, di far tornare alla luce i locali sotterranei e l’antica porta di accesso al Vescovado. “Nonostante i lavori non siano ancora terminati – spiega l’amministratore apostolico monsignor Domenico Sorrentino – permetteremo ai pellegrini venuti in Assisi per venerare le spoglie del nostro Santo, di vedere il cantiere della spogliazione, attraversare la Porta che Francesco, scoprire quanto è forte il legame del Poverello con questi luoghi che varcò e dove compose anche le ultime strofe del Cantico. Sarà una visita immersiva, dal forte coinvolgimento spirituale, affinché ciascuno possa trovare tra queste pietre lo spirito della spogliazione che significa innanzitutto abbandono dei propri egoismi e apertura agli altri. A chi incontra Francesco con la venerazione del corpo, insieme ai messaggi di tutti gli altri santuari assisani – conclude monsignor Sorrentino – offriamo questo ulteriore tassello affinché i pellegrini possano davvero riscoprire, attraverso il nostro Santo, Cristo e il suo Vangelo”.

Modalità di partecipazione alle visite guidate

Le visite organizzate e guidate partiranno lunedì 23 febbraio 2026 dalle 9 alle 12,45 e dalle 14 alle 17,45. Le visite - della durata di circa mezz’ora - avranno questa cadenza: 9,00, 9,45, 10,30, 11,15, 12,00, 14,00, 14,45, 15,30, 16,15, 17,00. Coloro che vorranno partecipare dovranno trovarsi 10 minuti prima dell’inizio sul chiostro interno del Palazzo vescovile - Santuario della Spogliazione. I tour partiranno con un minimo di 15 persone e un massimo di 50 e, dovendo scendere in un’area ipogea non ancora fornita di ascensore, non sono possibili per chi ha problemi di deambulazione. Le visite delle 11,15 e delle 16,15 saranno in inglese.

I luoghi del cibo a Ercolano

Un viaggio tra sapori, botteghe e cucine dell’antica città romana

Partecipa agli Itinerari tematici offerti dal Parco

 

Ercolano social1 250Che sapore aveva la vita quotidiana nell’antica Ercolano?
Quali profumi uscivano dalle botteghe, dai forni, dalle cucine domestiche?

Il Parco Archeologico di Ercolano invita il pubblico a scoprirlo con I luoghi del cibo a Ercolano, un itinerario tematico che accompagna i visitatori in un affascinante viaggio dedicato all’alimentazione e ai piaceri della tavola in età romana.

Un’esperienza immersiva e coinvolgente che intreccia archeologia, storia e vita quotidiana, per raccontare non solo cosa mangiavano gli antichi abitanti, ma anche dove acquistavano, preparavano e consumavano il cibo.

Un itinerario tra strada, casa e bottega

Il percorso si sviluppa attraverso tappe selezionate all’interno dell’area archeologica, toccando alcuni dei luoghi più significativi legati alla cultura alimentare:

  • il thermopolium del Cardo III, punto di ristoro “da asporto” dell’epoca, dove si consumavano pasti veloci lungo la strada
  • il Decumano massimo, cuore pulsante della città, animato da botteghe e attività commerciali
  • le domus con cucine ancora visibili che raccontano le abitudini alimentari familiari
  • un antico forno, dove viene illustrato l’intero ciclo della produzione del pane

L’itinerario conduce anche all’Antica Spiaggia, luogo di grande impatto emotivo, dove le indagini antropologiche sugli scheletri hanno permesso di ricostruire dieta, salute e stili di vita della popolazione, e al Padiglione della barca, dedicato al rapporto con il mare e alla pesca.

Un racconto completo che unisce gesti quotidiani, economia domestica e scoperte scientifiche.

Un’esperienza che continua fuori dal Parco

Acquistando il biglietto integrato Parco + mostra sarà possibile visitare anche la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”, allestita presso la splendida Villa Campolieto, a poca distanza dal sito. La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Ente Ville Vesuviane, amplia il racconto con reperti, ricostruzioni e approfondimenti, offrendo un dialogo unico tra archeologia e una delle più affascinanti ville borboniche del Miglio d’Oro.

Due luoghi, un unico tema: il cibo come chiave per comprendere la civiltà romana.

Biglietti in vendita presso la biglietteria e on line. Per ulteriori dettagli e per acquistare online https://www.coopculture.it/it/eventi/evento/dalluovo-alle-mele.-la-civilta-del-cibo-e-i-piaceri-della-tavola-ad-ercolano/

Date dei percorsi tematici

Febbraio: 20
Marzo: 6 – 20
Aprile: 3 – 17
Maggio: 1

Consigli utili

Si raccomanda abbigliamento e scarpe comode.

Accoglienza e raccolta dei gruppi all’ingresso dell’area archeologica.

BIGLIETTI ON SITE E ON LINE

L’attività è gratuita esclusivamente subordinata all’acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito o biglietto integrato Parco + mostra, anche per le riduzioni e gratuità secondo normativa di legge.

È possibile prenotare l’attività per uno solo dei turni di visita nell’ambito della stessa giornata.

  • online sul sito ercolano.coopculture.it
  • tramite call center al numero +39 081 0106490 (attivo anche per informazioni, dal lunedì al sabato, esclusi i festivi, dalle ore 9:00 alle ore 17:00).

Partecipazione fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per ogni turno di visita è previsto un gruppo di max 25 persone.

 

Cime Tempestose 2026? Urlare non serve!

 

Foto Cesselon 250Emily Brontë si rivolta nella tomba? E Cathy e Heathcliff? Anche loro? Penso di sì.

Sicuramente la drammaticità del romanzo ė qui esacerbata dalla regista Emerald Fennell da un eccesso di tutto! Non ci sono i necessari chiaroscuri, non c'è neanche un crescendo rossiniano della tensione emotiva della vicenda, né tanto meno una crescita autoriale dei personaggi.

Margot sembra una bambola dal trucco eccessivo, labbra sempre semiaperte e occhioni sgranati e Jacob passa dalla delicatezza infantile al sadomaso senza fare una piega. Tutto diviene superfetazione linguistica e narrativa.

Non è un film dal quale si esce soddisfatti.

La più coerente e ben costruita ė la figura di Nellie Dean, interpretata dall'attrice tailandese Hong Chau, la governante, dama di compagnia di Cathy. Unico tocco convincente e coerente in tanto chiasso narrativo.

Tutto urla, diventa grottesco per la mancanza di equilibri dinamici. Si parte sin dall' inizio dalla musica, troppo alta, troppo reiterata, tormentosa ossessione di basso continuo, e si passa alle scene, spesso al limite del surreale. E poi dai costumi sempre super rossi della protagonista, alle scenografie, al trucco e parrucca.

È tutto "troppo”. Adrenalinico, tanto che, purtroppo, la storia d'amore si perde. Qui c'è maestria digitale, emozioni di celluloide, come si diceva una volta, ma non c'è, no, non c'è l'emozione di una grande storia d'amore.

Non è: un film "brutto" in assoluto, ma appunto eccessivo in troppi aspetti. In particolare, per la musica e comunque disequilibrato.

Margot Robbie e Jacob Elordi in "Cime tempestose" erano lì, ma forse non si sono neanche divertiti.

Alessandra Cesselon

Avete mai riflettuto su Don Abbondio?

 

Foto Nicola Incampo 250Tutto comincia su una strada di campagna, al calare della sera. Don Abbondio, parroco del paese, cammina lentamente verso casa, assorto nelle sue abitudini quotidiane. È un uomo che ama l’ordine, la routine e soprattutto la tranquillità. Ma quella sera, come racconta Alessandro Manzoni nei Promessi sposi, la tranquillità viene spezzata da un incontro destinato a lasciare il segno.

Due uomini armati, i bravi di Don Rodrigo, sbarrano la strada al sacerdote. Il messaggio è breve, secco, inequivocabile: il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella non deve essere celebrato. Non si tratta di un consiglio, ma di un ordine. E Don Abbondio capisce subito che disobbedire significherebbe mettersi in grave pericolo.

Secondo quanto emerge dai fatti, Don Abbondio non oppone alcuna resistenza. Non denuncia l’accaduto, non chiede aiuto alle autorità e non informa apertamente i diretti interessati. Al contrario, nei giorni successivi, il parroco tenta di prendere tempo, inventando scuse e facendo riferimento a regole inesistenti pur di evitare le nozze.

Una scelta che, di fatto, blocca il matrimonio e diventa la scintilla iniziale di una lunga serie di eventi: la fuga di Lucia, la rabbia di Renzo, l’intervento dei potenti e il coinvolgimento di altri personaggi chiave della vicenda.

Don Abbondio non è un uomo malvagio. Manzoni lo presenta come una persona comune, senza grandi ideali, che ha scelto il sacerdozio non per vocazione eroica, ma per garantirsi una vita sicura. La sua principale preoccupazione è evitare i guai, soprattutto in un’epoca in cui la legge protegge più i potenti che i deboli.

La paura guida ogni sua azione. Di fronte alla violenza, Don Abbondio preferisce piegarsi piuttosto che rischiare. Anche quando è consapevole di stare commettendo un’ingiustizia, sceglie il silenzio.

Manzoni descrive Don Abbondio con toni spesso ironici: i suoi discorsi confusi, le sue lamentele e il suo continuo giustificarsi suscitano il sorriso del lettore. Ma dietro l’ironia si nasconde una critica profonda.

Don Abbondio rappresenta quella parte della società che, pur non facendo direttamente il male, permette al male di esistere non opponendosi. È il simbolo di chi ha una responsabilità ma non ha il coraggio di esercitarla.

Il comportamento di Don Abbondio risalta ancora di più se confrontato con quello di altri personaggi del romanzo. Fra Cristoforo, ad esempio, affronta Don Rodrigo senza paura, rischiando in prima persona. Renzo, pur ingenuo, non accetta passivamente l’ingiustizia. Don Abbondio, invece, resta fermo, bloccato dal timore delle conseguenze.

Questo confronto serve a Manzoni per mostrare che le difficoltà possono essere affrontate in modi diversi: con il coraggio o con la rinuncia.

Manzoni non condanna Don Abbondio con durezza, ma il suo giudizio è chiaro. La paura non giustifica tutto. Un uomo che ha un ruolo pubblico, come un prete, non può pensare solo a sé stesso. Rinunciare al proprio dovere significa tradire la fiducia degli altri.

Don Abbondio non è il colpevole principale delle ingiustizie del romanzo, ma è uno dei personaggi che più contribuiscono al loro sviluppo proprio perché sceglie di non agire.

La storia di Don Abbondio non parla solo del Seicento. Parla anche di oggi. Ogni volta che qualcuno preferisce il silenzio alla giustizia per paura delle conseguenze, il suo esempio torna attuale.

Nei Promessi sposi, tutto inizia da una decisione semplice e codarda: dire di no al matrimonio per dire sì alla propria sicurezza. Ed è proprio da quella scelta che prende avvio uno dei romanzi più importanti della letteratura italiana.

Nicola Incampo

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