Cronaca

Chiude con gran successo SIGEP 2026

La manifestazione fieristica riminese di IEG si conferma il Top nel settore

Un successo strabiliante ha coronato la 47a edizione di SIGEP World – The World Expo for Foodservice Excellence, organizzato da Italian Exhibition Group (IEG) alla Fiera di Rimini.

 

IMG 2143 250La Campania è stata protagonista con tutte le sue cinque provincie, con complessive 76 aziende espositrici. Fra queste citiamo il grande, luminoso ed attraente stand realizzato da caffè “Kremoso” l’espresso di Napoli che, ha attirato di continuo il gran pubblico di imprenditori, esperti del settore caffè, ma anche tutti i visitatori della fiera, per far conoscere e permettere a tutti di gustare la bontà di un eccellente espresso napoletano, accolti dal titolare Walter Wurzburger ed il suo staff. Lo stand di “Rispo frozen food srl” di Maddaloni CE, dove Salvatore Varriale ci ha presentato la ricca varietà di prodotti dall’azienda che rappresenta, espressioni della gastronomia classica ed artigianale campana.

Poi l’attrattiva innovazione di questa edizione Sigep con i padiglioni della pizza, emozionanti sin dall’attraversamento dei due percorsi che a mò di tunnel portavano attraverso movimentate immagini ed animati pannelli luminosi ad immergersi nel mondo della pizza. Nei nuovi grandi padiglioni dedicati al prodotto Pizza, che in tutte le sue forme ha acquisito un business mondiale, non poteva mancare in primis l’Associazione Verace Pizza Napoletana con un proprio stand dove si è vista la presenza di tanti grandi maestri pizzaioli, molti dei quali si sono soffermarti dando dimostrazione di come viene da loro continuata e tramandata quell’Arte del Pizzaiolo che ha ottenuto il riconoscimento UNESCO come bene immateriale dell’umanità. Con la presenza di suoi dirigenti, l’AVPN che conta oltre 1.100 pizzerie sparse in più di 60 paesi nel mondo, con numerosi pizzaioli come Domenico Scola ed altri maestri iscritti al sodalizio, ha offerto la dimostrazione dell’Arte nell’elaborare pizze che sono state donate a tutti i visitatori desiderosi di gustare la Vera e Verace Pizza napoletana.

Sin dalla giornata di inaugurazione il Sigep 2026, ha registrato gran numero di presenze di visitatori che con il passare dei giorni è cresciuto in modo impressionante da rendere l’edizione di quest’anno il vero successo per un’organizzazione fieristica di IEG che vede tutti i suoi dipendenti e collaboratori artefici dell’aver realizzato un polo fieristico che potremmo definire “perfetto” se non fosse che la perfezione è per tutti irragiungibile. Alla cerimonia d’apertura sono intervenuti Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, Lorenzo Galanti, direttore generale di ICE Agenzia, Juri Magrini, assessore alle Attività Economiche del Comune di Rimini e Maurizio Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group.

Nelle giornate fieristiche, accompagnati da numeri di crescita di interesse, forniti dalle varie Associazioni, che hanno dato il panorama di importanza, apprezzamento e forte aumento di interesse per queste nostre specialità che risultano essere prime al mondo, sono state tante le dimostrazioni e presentazioni di prodotti Gelato, Pasticceria, Cioccolato, Caffè, Panificazione e Pizza (oltre 1.300 espositori, espressione delle migliori aziende del Made in Italy)

Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, ha esordito: “Ringrazio Sigep World e Italian Exhibition Group per questa bella e importante occasione che dimostra che innovazione, qualità e inclusione possono e devono camminare insieme. Il lavoro è uno straordinario strumento di dignità, autonomia e partecipazione, come testimonia la presenza di Anffas di Mirandola che offre ogni giorno occasioni di maggiore partecipazione a tanti ragazzi. Ho avuto il piacere di visitare diversi stand che danno opportunità ad ogni Persona, valorizzandone i talenti e le competenze. La vera sfida che abbiamo davanti a noi, da qui e per il futuro, è esattamente questa e dobbiamo continuare a investire in questa direzione tutti insieme per rendere più forti le nostre comunità e tutto il Paese”.

Maurizio Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group: “In questi ultimi anni abbiamo rafforzato il ruolo delle fiere come hub delle nostre community industriali. Oggi sono piattaforme di opportunità, di informazion e di formazione a livello internazionale. Anche SIGEP World ha molti fronti aperti nel suo percorso di crescita: la nostra offerta nei padiglioni non è mai stata così ampia di eccellenze italiane e internazionali. SIGEP è già a Singapore, in Cina e da quest’anno anche negli Stati Uniti. Oggi abbiamo qui una grande delegazione dall’India, con le sue istituzioni e i suoi buyers. Le linee guida per lo sviluppo mondiale del brand SIGEP sono molto chiare: rafforzare il suo ruolo di piattaforma globale di riferimento per le filiere coinvolte, con un grande evento centrale qui a Rimini e un network di eventi a supporto nei paesi strategici per il made in Italy.”.

La FIPE ha confermato che: “I Bar italiani sfiorano a valore i 24 miliardi, con uno scontrino medio di 4, 20 Euro. Quasi 6 miliardi di visite nel 2025 nei bar italiani (il 44% a colazione, il 29% nelle pause, il 14% all’aperitivo, il 6% al pranzo, il 3% alla cena e il 4% al dopocena) e un valore di mercato di 23,8 miliardi di euro a fronte di uno scontrino medio che si attesta appena sui 4,20 euro, e una rete composta da 152mila esercizi diffusi sul territorio nazionale: tre comuni italiani su quattro hanno almeno un bar, un’attività aperta in media 14 ore al giorno e spesso sette giorni su sette. Lo rileva l’analisi di Fipe-Confcommercio su dati Tradelab presentata a SIGEP World 2026, nella tavola rotonda 'Il futuro del bar italiano (e prospettive per il 2026)'. Il comparto impiega 367.900 addetti, di cui 284.606 dipendenti, con una forte presenza femminile (58,9%) e giovanile (41,3% under 30) e una quota significativa di lavoratori stranieri (20,8%). Oltre la metà dei dipendenti (57,5%) è assunta a tempo indeterminato; 148.830 bar su 152.650 sono attività indipendenti e solo 3.820 appartengono a catene, un modello che riflette la natura famigliare del bar italiano. Il saldo tra aperture e chiusure nei primi tre trimestri del 2025 è stato negativo (-2.884 unità), il tasso di sopravvivenza delle imprese a cinque anni dall’apertura è del 53%.

Per quanto riguarda il Mercato Ristorazione, Italia e Spagna tengono il passo con un boom per gli ordini digitali.

Fra i dati significativi quello delle Panetterie, Pizze, Focacce e Dolci che rappresentano il 60% dei ricavi, mentre il pane – pur rappresentando a volume il 62,5% della produzione – si ferma al 40%.

Altro dato di rilievo è che nel nostro Paese, 600mila celiaci e un italiano su due si definisce intollerante al lattosio, dati emersi nel talk ‘La filiera del dolce davanti alle nuove esigenze dei consumatori’, organizzato da Fipe a SIGEP World.

A SIGEP World sono state premiate le START-UP più innovative del Food Service.

L’Italia con il trionfo del calabrese Salvatore Ravese ed a seguire Zandonà di Padova e Cinelli di Bologna, ha ben difeso il titolo mondiale di Gelato World Master

Inoltre SIGEP celebra i 10 Pasticcieri italiani alla Coppa del mondo del Panettone, prevista a Milano il 7 e 8 novembre. L’ultimo atto della competizione italiana è andato in scena alla Fiera di Rimini con due categorie. Nella categoria ‘Panettone tradizionale’ si sono classificati Riccardo Manduca (Aprilia, LT), Roberto Moreschi (Chiavenna, SO), Fiorenze Ascolese (San Valentino Torio, SA), Luigi Vetrella (Macerata Campania, CE) e Matteo Papanice (Castellana Grotte, BA). 

Per la categoria “Panettone al cioccolato” i finalisti sono Armando Pascarella (San Felice a Cancello, CE), Pompilio Giardino (Ariano Irpino, AV), Luigi Avallone (Quarto, NA), Andrea Ceracchi (Cori, LT) e Alessandro Slama (Ischia).

Numerosi i convegni tenuti nella grande area Vision Plaza, alcuni particolarmente affollatissimi con un uditorio attento ed interessato. Fra questi, quello il merito al riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO, che è il risultato di un percorso fondato su competenze, ricerca e pratiche professionali che coinvolgono l’intero sistema del cibo Italiano. Relatori: Pier Luigi Petrillo, Professore ordinario di Diritto del patrimonio culturale e Direttore della Cattedra UNESCO dell’Università Unitelma Sapienza a Roma, Maddalena Fossati Dondero, Direttore de La Cucina Italiana dal 2017 e di Condè Nast Traveller Italia dal 2020;  Giacomo Bullo Responsabile della comunicazione ALMA; Federico De Cesare Viola Direttore responsabile di Food&Wine Italia e Travel + Leisure Italia; Sergio Colalucci Presidente della Gelato World Cup; Gennaro Esposito Chef stellato, chef patron del Ristorante Torre del Saracino a Vico Equense e Sal De Riso Presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani ANPI, Maestro Pasticciere della Costa d’Amalfi a Minori. La round table ha analizzato il percorso della candidatura, il lavoro scientifico alla base del dossier e il contributo di chef, maestri dell’arte dolciaria, della formazione e delle filiere gastronomiche nella tutela e nella trasmissione di questo patrimonio. Un confronto tra esperti per approfondire le implicazioni del riconoscimento UNESCO e le responsabilità future legate alla salvaguardia, all’evoluzione e alla valorizzazione di un patrimonio culturale condiviso. 

Altra giornata di super pienone della Vision Plaza, è stata quella della partecipazione del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida che dopo una visita ai vari padiglioni e numerosi stand ha voluto soffermarsi nell’incontro in quest’area organizzato, sulla Cucina Italiana riconosciuta dall’UNESCO Patrimonio immateriale dell’Umanità.

Il ministro ha affermato che: “24 nazioni a Nuova Delhi hanno votato all’unanimità perché l’Italia fosse la prima cucina al mondo riconosciuta per lo stile che rappresenta, per i contenuti culturali, per la storia, per la capacità di recupero e quindi anche per evitare lo spreco alimentare. Da patrimonio immateriale vogliano ottenere anche dei risultati materiali. La nostra cucina è un biglietto da visita, rappresenta intere filiere, rappresenta ricchezza e lavoro che vogliamo aumentare. Le associazioni di categoria ci danno dei dati, ci dicono che grazie a questo titolo otterremo circa 18milioni in più di turisti in Italia per assaggiare e provare quei prodotti che spesso hanno visto nelle trasmissioni televisive, nei film, nei ristoranti italiani all’estero, che possono collegare a dei luoghi dove vengono realizzate le nostre eccellenze, i nostri prodotti, i nostri modi di trasformarle. Questo titolo significherà il poter creare maggiori risultati per una nazione che lo merita. Vogliamo trasformare i consumatori in persone che servono quello che consumano, lavorando come governo insieme a ICE per campagne professionali”.

Ed a seguire, Carlotta Fabbri (presidente gruppo produttori per gelato di UIF), ha voluto annunciare l’impegno preso concordemente con il Ministro Lollobrigida al fine di istituire la formazione verso i giovani negli istituiti alberghieri e di agraria, per portare insieme al Masaf  con la nascita di corsi dedicati, i giovani a conoscere la cultura del gelato artigianale italiano e far capire ai ragazzi cosa vuol dire essere gelatiere e fare un gelato, perché c’è un modo da scoprire.

Fra gli altri convegni della Vision Plaza ricordiamo: La Ristorazione, il nuovo biglietto da visita dell’hotel di lusso.  Con colazioni di lusso in hotel sempre più ricercate, si arriva fino a esperienze da 55 Euro.

L’edizione 2026 ha registrato una forte espansione della componente internazionale, con un +33% di espositori esteri da 45 Paesi accanto a una presenza italiana solida e di eccellenza. Tra i nuovi ingressi figurano Canada, Arabia Saudita, Algeria, Ecuador, Estonia, Serbia, Singapore, Nepal e Repubblica Ceca. Una proposta di respiro globale che ha incontrato una forte risposta dal lato della domanda, confermando l’affluenza della scorsa edizione: operatori da 160 Paesi, con quasi un visitatore su quattro che proviene dall’estero. I top sei Paesi esteri sono: Spagna (8,9%), Germania (6,6%), Romania (4,9%), Francia (4,1%), Grecia (4,0%), Polonia (3,8%). I Paesi più in crescita per continente: Stati Uniti (+2%), Argentina (+40%), Filippine (+78%), Serbia (+29%). Tra i Paesi per la prima volta in fiera molta Africa: Repubblica Democratica del Congo, Tanzania, Zimbabwe, Guinea. Tutti hanno scelto Rimini come punto di riferimento privilegiato per intercettare trend, tecnologie e format emergenti. Decisivo il contributo del Top Buyer Program, grazie alla strategica collaborazione con ICE – Agenzia e MAECI, che ha portato a Rimini 500 buyer da 75 Paesi (rappresentati in particolare da Stati Uniti, India, Canada, Cina, Brasile, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Singapore). L’incontro tra domanda e offerta si è tradotto in 5.650 business meeting, confermando SIGEP World come piattaforma operativa per lo sviluppo internazionale delle imprese.
Guest Country 2026 è stata l’India, con una delegazione di 50 top buyer, rappresentanti istituzionali ed espositori specializzati nelle tecnologie per il gelato, a conferma del dinamismo del mercato indiano nei settori foodservice e hospitality. L’edizione 2026 ha registrato anche un significativo incremento della stampa estera (802 il totale dei giornalisti accreditati), con la presenza di numerosi giornalisti internazionali provenienti da decine di Paesi.

Giuseppe De Girolamo

Napoli. Al Tempio del Volto Santo al via le conferenze sui Padri della Chiesa

Pier Francesco Sacchi Dottori della Chiesa ca. 1516 250Prenderà il via sabato 24 gennaio 2026, al Tempio del Volto Santo, il nuovo anno accademico della Lectura Patrum Neapolitana, l’iniziativa culturale e religiosa promossa dall’Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re, nel solco tracciato dal cofondatore padre Giacinto Ruggiero. Attiva da oltre quarant’anni, la rassegna ha come obiettivo la divulgazione delle opere dei Padri della Chiesa, proponendo ogni anno un ciclo di incontri di alto profilo scientifico e spirituale.L’apertura del 44° ciclo di lezioni sarà affidata alla lectio magistralis di S.E. mons. Enrico dal Covolo, Assessore del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, che presenterà Lettura di Origene. Omelia su Isaia, a cura di E. dal Covolo, R. Fusco e A. Villani, con introduzione di Lorenzo Perrone (LAS, Roma 2025).Il secondo appuntamento è previsto per sabato 28 febbraio: il prof. Alberto Camplani, della “Sapienza Università di Roma”, commenterà Apollinare di Laodicea. Tre omelie sulla Pasqua, a cura di Enrico Cattaneo S.I., con introduzione, testo greco, traduzione e commento (Studia Patristica Mediolanensia 34, Vita e Pensiero, Milano 2025).Sabato 21 marzo interverrà il prof. Lorenzo Perrone, dell’“Alma Mater Studiorum – Università di Bologna”, con la lettura di Le fonti antiche sul Concilio di Nicea, con introduzione, testo greco e note a cura di Samuel Fernandez e traduzione dei testi antichi a cura di Sara Contini (Nuovi Testi Patristici 8, Città Nuova, Roma 2025).Chiuderà il ciclo, sabato 18 aprile, il prof. Massimo Pampaloni (IS PFTIM – San Luigi), che presenterà Evagrio Pontico. Gli otto spiriti della malvagità, edizione e traduzione di due antiche versioni latine a cura di Diego Marchini (Nuovi Testi Patristici 7, Città Nuova, Roma 2024).Sono previsti crediti formativi per gli studenti della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e per i dottorandi dell’Università di Napoli Federico II che parteciperanno alle Lecturae.

Gli incontri, ad ingresso libero,  inizieranno alle ore 17:00 e saranno moderati dalla Prof.ssa Teresa Piscitelli Ordinario di Letteratura Cristiana Antica Nell’Università di Napoli Federico II ed introdotti da Suor Leonia Buono, Superiora Generale della Congregazione religiosa e si terranno presso l’Aula Magna- Casa del Volto Santo in via Ponti Rossi, 54 (Capodimonte).

Antonio Boccellino

 

Concorso di idee lanciato dalla Fondazione diocesana Assisi Santuario della Spogliazione

MUSEO DEL FUTURO, NUOVA INIZIATIVA ESPOSITIVA AL VESCOVADO

Domande di partecipazione entro il 31 marzo 2026, previsti sopralluoghi singoli e open day per gli interessati

 

foto 250ASSISI – Sono aperti i termini per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso di idee per la realizzazione del “Museo del Futuro, dalle radici di Assisi verso un orizzonte di pace, economia umana, innovazione e cura del Creato”, promosso dalla Fondazione diocesana di religione Assisi Santuario della Spogliazione che si occupa del messaggio di evangelizzazione del complesso monumentale del Santuario stesso. Il museo - la cui apertura è prevista per il 12 ottobre del 2026 - sarà costituito da quattro grandi ambienti (hub) dell’antico vescovado, in continuità con il Museo della Memoria 1943-1944, che racconta l’epopea di solidarietà con cui Assisi salvò dalla persecuzione e dalla morte circa 300 ebrei. Il Museo del Futuro vuole raccogliere e “custodire il sogno di un mondo in cui nessun pregiudizio sia possibile, e si costruiscano le premesse perché l’ambiente sia custodito, la pace sia garantita, l’economia diventi umana e solidale, la tecnologia sia liberante e non invasiva”, si legge nel bando pubblicato oggi martedì 20 gennaio 2026.

L’iniziativa museale nasce per promuovere un “umano” degno di questo nome, fraterno e aperto alla luce e all’amore di Dio, secondo il Vangelo di Gesù. Quattro come detto gli gli Hub: HUB Ecologia della Casa Comune – con percorsi educativi e installazioni dedicate alla cura del Creato e alla sostenibilità; HUB Dialogo Interreligioso e Cultura della Pace – con percorsi di incontro, scambio e cooperazione tra fedi e culture diverse al fine di promuovere la pace nel mondo come avvenne con lo storico incontro del 27 ottobre 1986; HUB Economia Umana, Evangelica e Francescana – progetti legati a un’economia di fraternità, inclusività e generatività;  HUB Intelligenza Artificiale al Servizio del bene – applicazioni tecnologiche etiche e creative, al servizio della persona.

La visita museale, prevista alla conclusione del percorso di Francesco di Assisi nel gesto della sua spogliazione (1206), mira a lasciare al visitatore una consegna morale: dopo aver meditato il messaggio della “spogliazione”, che ci invita a spogliarci del nostro “io” egoista e autoreferenziale per essere, come Francesco, Chiara, Carlo Acutis, interamente di Dio, a servizio dei poveri e  del bene comune, che cosa tocca a me in questi quattro grandi ambiti della vita? La visita al Santuario della Spogliazione diventa così impegno etico ed esistenziale.

Il bando è aperto a singoli, società, associazioni, fondazioni, istituzioni culturali, Università, centri di ricerca, artisti, designer e creativi, organizzazioni religiose, aziende tecnologiche e start-up innovative che si occupano di allestimenti museali o valorizzazione del patrimonio culturale che, singolarmente o in partnership anche con studi tecnici, propongano tutto il percorso che, facendo uso anche delle nuove tecnologie, produca in ogni hub quanto sopra descritto secondo una consequenzialità sia in termini ideali che di design.

La partecipazione al bando è del tutto gratuita e la Fondazione Assisi Santuario della Spogliazione si impegna a stanziare 250mila euro complessivi lordi per progettazione e realizzazione, mediante un’operazione di raccolta fondi da parte di benefattori. Il progetto vincitore sarà inaugurato in collaborazione con le autorità civili e religiose, in un evento pubblico che segnerà l’apertura ufficiale del Museo.  

I termini per la presentazione dei progetti scadono il 31 marzo 2026 alle ore 13,00 e un mese dopo sarà pubblicata la graduatoria (30 aprile 2026).  Saranno organizzati open day collettivo e singoli per permettere agli interessati di visionare i luoghi.

Per scaricare il bando e tutte le altre informazioni utili basta accedere al sito web del Santuario alla voce Museo del Futuro www.assisisantuariospogliazione.it.

Per altri dettagli si può scrivere ad: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure telefonare al numero: 075812483 (Dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12).

 

IL MANGA COME LINGUAGGIO DEL PRESENTE

ALL’UNIVERSITÀ DI TORINO UN EVENTO INTERNAZIONALE 

SUL FUMETTO GIAPPONESE

 

Umezawa Shun foto di Andrea DIsanto 250Dal 22 al 24 gennaio 2026 esperti ed esperte internazionali di manga studies a Torino per tre giorni di panel, keynote e incontri. Tra gli ospiti Umezawa Shun, autore pluripremiato di Darwin’s Incident, da cui è stata tratta l’omonima serie di Amazon Prime Video

Il manga non è soltanto intrattenimento, ma un linguaggio complesso capace di raccontare la società, le identità e le trasformazioni culturali del presente. Da questa consapevolezza nasce InTO MANGA – Critical Paths in Manga Studies, il convegno internazionale dedicato allo studio e alla divulgazione del fumetto giapponese come fenomeno culturale, artistico e comunicativo.

L’evento si terrà dal 22 al 24 gennaio 2026 presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università di Torino, nella Sala Lauree del Complesso Aldo Moro (via Sant’Ottavio 18, Torino), e riunirà studiose e studiosi provenienti da università e centri di ricerca di tutto il mondo. 

Per tre giorni, il convegno offrirà un ricco programma di panel, sessioni tematiche, keynote lecture e momenti di confronto interdisciplinare, attraversando ambiti quali letteratura, arti visive, media studies, educazione e studi culturali, con l’obiettivo di analizzare il manga al di là degli stereotipi e valorizzarne il ruolo formativo e sociale.

Tra gli ospiti di rilievo figurano Deborah Shamoon (National University of Singapore), tra le massime esperte internazionali di manga studies, e Umezawa Shun, autore pluripremiato di Darwin’s Incident, da cui è stata tratta l’omonima serie animata recentemente approdata su Amazon Prime Video. Umezawa Shun sarà protagonista non solo di una keynote lecture, ma anche di una sessione di live drawing, offrendo al pubblico un’occasione unica di incontro diretto con il processo creativo del mangaka. 

InTO MANGA è rivolto a studenti e studentesse, docenti, ricercatrici e ricercatori, professionisti del settore culturale, ma anche a tutte le persone interessate ad approfondire il manga come strumento di narrazione e riflessione sul mondo contemporaneo. La partecipazione è aperta al pubblico previa registrazione su Eventbrite.

Il convegno è organizzato con il sostegno della Japan Foundation e con il patrocinio di Aistugia – Associazione Italiana Studi Giapponesi e del Consolato Generale del Giappone a Milano.

STORIE ED EMOZIONI SUL PARQUET

POMA Liberatutti - Pescia

22 Gennaio – 8 Febbraio 2026

Inaugurazione: giovedì 22 gennaio 2026, ore 18.30

 

POMA Liberatutti apre il 2026 con una mostra dedicata al basket.

 

A FANTOZZI Mess Roma 92 93 BASSA 250Dal 22 gennaio all’8 febbraio, la Fondazione ospita Storie ed emozioni sul parquet, un’esposizione di cimeli e materiali storici provenienti da una collezione privata che documenta alcuni dei momenti e dei protagonisti più significativi della pallacanestro italiana.

Sport tra i più seguiti e praticati a livello giovanile, il basket ha attraversato decenni di storia del nostro paese, costruendo un linguaggio comune fatto di squadre, palazzetti, tifoserie e figure capaci di lasciare un segno che va oltre il risultato sportivo. La mostra si inserisce in questa tradizione di racconto, proponendo uno sguardo sul gioco attraverso gli oggetti che lo hanno abitato.

Il piano superiore della Fondazione ospiterà cimeli del mondo della palla a spicchi, esponendo parte di una collezione privata appartenente a Giacomo Tozzini, chef e docente presso l’Istituto alberghiero Ferdinando Martini di Montecatini Terme, ma soprattutto grande appassionato e allenatore di squadre giovanili di pallacanestro, che dal 2010 ha cominciato a collezionare maglie vissute sui parquet del basket italiano sulle spalle di grandi giocatori.

La collezione si compone di oltre 400 maglie da gioco indossate nel corso degli ultimi decenni; 1500 fotografie e migliaia di video; 150 gagliardetti; oltre 100 libri; 20 palloni e alcune medaglie dei Campionati Europei. Di questo patrimonio, la Fondazione POMA esporrà 30 maglie e altri cimeli per 20 giorni, offrendo al pubblico un percorso che restituisce la varietà e la profondità della storia cestistica italiana.

Tra le maglie esposte figurano nomi che hanno segnato intere stagioni del basket nazionale, prima tra tutte quella di Dino Meneghin, spesso definito il più grande giocatore italiano di tutti i tempi, protagonista di una carriera leggendaria con Pallacanestro Varese e Olimpia Milano e vincitore di innumerevoli trofei nazionali e internazionali, tra cui sette Coppe Campioni e numerosi scudetti. La sua costanza e forza sul parquet lo hanno consacrato nell’Olimpo del basket europeo.

Accanto alla sua, la maglia di Alessandro Fantozzi, figura di riferimento nel basket degli anni ’80 e ’90, celebre anche per la sua vittoria all’All Star Game della Lega Basket nella gara del tiro da tre punti del 1991, oltre che per il titolo della CoppaKorac con la Virtus Roma nel 1992.

E ancora la maglia del “Poz”, Gianmarco Pozzecco l’inarrestabile playmaker protagonista della scalata della Roosters Varese, della Nazionale italiana e successivamente della carriera da allenatore fino alla guida della squadra azzurra, simbolo di talento e carisma.

La grande parete di ingresso della Fondazione sarà inoltre riservata alla famiglia Bryant, protagonista di un capitolo unico del basket. Il percorso espositivo comprenderà oggetti legati a Kobe Bryant e a suo padre Joe “Jellybean” Bryant, di cui verrà esposta la canotta indossata in occasione dell’All Star Game della Lega Basket del 1988, figura amatissima per le stagioni giocate nel nostro campionato e per la sua influenza sulla crescita cestistica del figlio. Joe è ricordato per le sue stagioni in Serie A, dove segnò punti memorabili e si guadagnò il rispetto degli appassionati italiani; Kobe, cresciuto in parte tra i nostri parquet, portò sempre con sé il ricordo di quei primi passi nel gioco, creando più tardi una delle carriere più brillanti nella storia dell’NBA.

La mostra verrà inaugurata con il vernissage di giovedì 22 gennaio alle 18.30, alla presenza di Giacomo Tozzini e di alcuni ospiti del mondo sportivo, in un incontro moderato da Lorenzo Mei, giornalista delle pagine sportive de Il Tirreno e narratore televisivo e radiofonico del basket di Montecatini.

Giovedì 29 gennaio 2026 è prevista una cena di beneficenza per famiglie, dirigenti, giocatori e appassionati locali; il ricavato sarà devoluto alla Cestistica Audace Pescia per il miglioramento delle infrastrutture dedicate ai giovani.

La chiusura della rassegna, sabato 7 febbraio alle 18.30, prevede un incontro dedicato a Giovanni Papini, figura di riferimento del basket pesciatino. Nato a Pescia nel 1951, Papini è stato protagonista della scalata dell’Audace Pescia dalla Serie D alla Serie B; come allenatore ha guidato il Pistoia Basket in Serie A1 e altre squadre tra cui Trapani, Capo d’Orlando, Viterbo, Parma, oltre a lavorare nel basket femminile di Livorno e La Spezia, prima della scomparsa prematura nel 2009.

L’esposizione sarà visitabile dal mercoledì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 22.00; la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.30 alle 22.00.


L’ingresso è libero e non è richiesta l’iscrizione alla Fondazione.

 

Fondazione POMA Liberatutti


Sulle sponde del fiume Pescia, nell’omonima città, sorge la Fondazione POMA Liberatutti. Un centro polifunzionale concepito per stimolare il libero pensiero e favorire l’incontro tra iniziative e forme artistiche diverse. Realizzata in un ex opificio ristrutturato, la Fondazione si presenta come una factory culturale.

Lo spazio ospita mostre d’arte, spettacoli dal vivo, conferenze ed eventi che spaziano dalla musica al teatro, alle arti visive, coinvolgendo artisti affermati e giovani talenti. Accanto agli eventi culturali, offre una ricca gamma di attività formative in continua evoluzione: laboratori di scrittura, pittura, scultura; l’apprendimento di lingue straniere; yoga, tai-chi, scacchi e non manca la scuola di cucina, pensata per unire creatività e tradizione gastronomica.

Il Refettorio è il punto d’incontro per eccellenza, più di un semplice ristorante, dove spettacoli e momenti di socialità si mescolano con una cucina di eccellenza.

Guidata da una filosofia inclusiva e libera da vincoli ideologici, la Fondazione POMA è un laboratorio di crescita personale e condivisione, dove il dialogo e la ricerca del bello si intrecciano in ogni attività.

 

POMA liberatutti

Piazza San Francesco 12

51017 Pescia (PT)

Tel. 0572 1770011

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.pomaliberatutti.it

Cultura senza barriere:

23 febbraio 2026 – Una giornata di gioco, scoperta e tecnologia per tutti

 

micoloro 250Il Parco Archeologico di Ercolano propone per il 23 febbraio una nuova giornata speciale nell’ambito del progetto Cultura senza barriere, realizzato in collaborazione con Mi Coloro di Blu Onlus e CoopCulture.
Un appuntamento aperto a tutti coloro che desiderano vivere il patrimonio culturale in modo più libero, partecipato e divertente e pensato per accogliere anche ragazzi con disturbi del neurosviluppo, in particolare nello spettro autistico.

A febbraio l’iniziativa sceglie di mettere al centro il gioco come linguaggio universale, capace di unire bambini, famiglie e scuole in un’esperienza condivisa. Una visita che supera i confini della didattica tradizionale e si trasforma in un’avventura inclusiva, dove ciascuno può sentirsi protagonista.

Visite inclusive: esplorare Ercolano insieme

Nel corso della mattinata, dalle ore 9:00 alle 13:00, si svolgeranno visite guidate inclusive organizzate in turni (massimo 25 partecipanti per gruppo), della durata di circa un’ora e mezza.

I percorsi sono progettati per garantire tempi distesi, linguaggi chiari e un clima accogliente, favorendo la partecipazione attiva e il benessere di tutti.

La partecipazione è gratuita con il biglietto ordinario d’ingresso al sito, incluse le riduzioni e gratuità previste dalla normativa vigente.
Le attività sono su prenotazione tramite il portale
👉https://www.coopculture.it/it/prodotti/cultura-senza-barriere/
oppure via e-mail 👉 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’iniziativa è rivolta a scuole primarie e secondarie di I grado, famiglie con bambini e a chiunque voglia sperimentare una cultura davvero accessibile. Si consiglia abbigliamento comodo.

Gioco e tecnologia: “Avventura a Ercolano”

Cuore dell’esperienza è “Avventura a Ercolano”, la guida digitale interattiva che accompagna bambini e ragazzi alla scoperta dell’antica città attraverso realtà aumentata, giochi e attività immersive.
Pensata per favorire il coinvolgimento anche di visitatori con autismo o difficoltà cognitive, l’app trasforma la visita in un percorso personalizzato e stimolante.

L’applicazione è disponibile su tablet messi a disposizione dal Parco oppure scaricabile gratuitamente su iPad Apple al link
👉 https://ercolano.cultura.gov.it/accessibilita/

Tra le attività proposte:

  • ricomposizione virtuale dei mosaici antichi,
  • lancio del giavellotto nella Palestra,
  • raccolta di monete sulla terrazza di Balbo,
  • simulazioni di restauro di reperti archeologici.

Operatori specializzati ed esperti del patrimonio affiancheranno i gruppi, creando un contesto di scoperta, collaborazione e gioco, dove la tecnologia diventa strumento di relazione oltre che di conoscenza.

Pompei, scene di gladiatori e storie d’amore. La vita vissuta che riaffiora grazie a tecnologie avanzate

Dopo due secoli, nuove scoperte nel corridoio di passaggio dei teatri

“Perché il futuro della memoria dipende dalla tecnologia”

 

graffito e grafica gladiatori 250Una storia d’amore di una donna di nome Erato, Erato amat… (“Erato ama...”), la scena di un combattimento gladiatorio, e tanti altri istanti e sentimenti fissati su una parete nel quartiere dei teatri, al pari di quelli che oggi troveremmo lungo i muri delle strade moderne o nelle chat e sui social. Storie di vita vissuta, amori, passioni, insulti, incitazioni sportive che sarebbero andati perduti per sempre e che, invece, stanno riaffiorando a Pompei grazie alla tecnologia. Succede nel corridoio di passaggio che collegava l’area dei teatri alla via Stabiana. Un muro scavato oltre 230 anni fa, davanti al quale sono passati milioni di visitatori ogni anno e da cui non ci si aspettava nessuna novità, nessun altro racconto e dove invece – attraverso l’impiego di metodologie di ricerca d’avanguardia - emergono quasi 300 iscrizioni, tra quelle già note da tempo (circa 200) e quelle nuove identificate (79).

Il progetto si chiama Bruits de couloir (“Voci di corridoio”) ed è stato ideato da Louis Autin ed Éloïse Letellier-Taillefer dell'Università della Sorbona e Marie-Adeline Le Guennec dell'Università del Québec a Montréal, in collaborazione con il Parco archeologico di Pompei. Come raccontato sull’E-Journal degli Scavi di Pompei https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/, è stato eseguito in due campagne nel 2022 e nel 2025. Così è stato possibile arrivare a una rilettura complessiva della vasta testimonianza di graffiti presenti in questo ambiente di passaggio, attraverso un approccio multidisciplinare che combina epigrafia, archeologia, filologia e digital humanities.

“Vado di fretta; stammi bene, mia Sava, fa che mi ami!” – “Miccio-cio-cio, a tuo padre che cacava hai rotto la pancia; guardate un po' come sta Miccio!” – “Methe, (schiava) di Cominia, di Atella, ama Cresto nel suo cuore. Che ad entrambi la Venere di Pompei sia propizia e che vivano sempre in armonia.” Sono alcuni esempi, tra quelli già precedentemente noti, che attestano la vitalità, la molteplicità delle interazioni e delle forme di socialità, che si sviluppavano in uno spazio pubblico così frequentato dagli abitanti dell’antica Pompei:

“La tecnologia è la chiave che ci apre nuove stanze del mondo antico e quelle stanze le dobbiamo anche raccontare al pubblico – ha commentato il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – Stiamo lavorando su un progetto di tutela e valorizzazione delle scritte, che in tutta Pompei sono oltre 10mila, un patrimonio immenso. Solo l’uso della tecnologia può garantire un futuro a tutta questa memoria della vita vissuta a Pompei.”

La metodologia adottata utilizza una griglia virtuale, documenta legami spaziali e tematici tra le iscrizioni e analizza le pareti del corridoio con RTI (Reflectance Transformation Imaging, tecnica di fotografia computazionale che acquisisce una serie di immagini di un oggetto sotto diverse direzioni di illuminazione). Così, si riesce a vedere ciò che l’occhio nudo non vede e dopo più di due secoli dallo scavo, emergono ancora novità. Al tempo stesso, questa tecnica è fondamentale per la conservazione digitale di una collezione di testimonianze di per sé fragili.

Lo sviluppo di una piattaforma 3D che integri fotogrammetria, dati RTI e metadati epigrafici porterà alla creazione di un nuovo strumento per la visualizzazione congiunta e l’annotazione delle iscrizioni. Per favorire al meglio la conservazione di questo importante complesso di attestazioni epigrafiche pompeiane concentrate in un unico ambiente, portate alla luce nel 1794, il Parco Archeologico di Pompei ha messo in programma la realizzazione di una copertura del corridoio, per consentire finalmente un’adeguata protezione degli intonaci su cui sono state incise le iscrizioni, e per favorire una futura esperienza di visita integrata con l’ausilio delle tecnologie sviluppate dalle nuove ricerche.

IMG 20260117 WA0047 250Si è svolto sabato 17 gennaio 2026, nella Sala Odegitria della Cattedrale di Bari, il convegno nazionale “Alleanza per la Speranza. Le Fondazioni con lo Stato e le Banche per prevenire l’usura”, organizzato in occasione del Trentennale della Consulta Nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II”. L’iniziativa ha riunito istituzioni civili, autorità ecclesiali, rappresentanti del mondo bancario e della magistratura in un dialogo intenso sulle nuove sfide della prevenzione dell’usura e dell’azzardo.

Il convegno si è aperto con l’intervento del giornalista Toni Mira, che ha portato al centro della sala le storie delle persone incontrate in anni di lavoro sul campo. Storie di fragilità, di sovraindebitamento, di usura, di famiglie che hanno rischiato di perdere tutto. «Bisogna sempre partire da loro – ha ricordato – perché solo ascoltando le vite ferite si comprendono davvero gli effetti dei sistemi malati che vogliamo cambiare». Le vicende che Mira ha raccontato, rese possibili dalla libertà che il suo giornale gli ha sempre riconosciuto nel cercare le notizie dove spesso nessuno guarda, hanno mostrato il volto umano delle crisi economiche. Molte di quelle persone, ha sottolineato, sono state aiutate dalle Fondazioni antiusura: «Sono buone notizie che vanno raccontate, non sottaciute, perché mostrano che il riscatto è possibile quando qualcuno tende la mano

Subito dopo, il Presidente della Consulta Nazionale Antiusura, Luciano Gualzetti, ha offerto il quadro istituzionale e il senso profondo del Trentennale. Ci ritroviamo oggi per celebrare i trent’anni della Consulta. Ha ricordato come il Trentennale non sia soltanto un anniversario da celebrare, ma un'assunzione di responsabilità collettiva. «Ci ritroviamo oggi per celebrare i trent’anni della Consulta Nazionale Antiusura – ha affermato – un anniversario che non è soltanto memoria, ma responsabilità condivisa. Trent’anni di ascolto, di accompagnamento, di impegno concreto accanto alle persone e alle famiglie che vivono situazioni di fragilità economica e sociale» Gualzetti ha sottolineato che questo incontro rappresenta un momento in cui istituzioni civili, Chiesa, enti locali e Fondazioni si ritrovano insieme per riaffermare un impegno comune verso le persone più fragili. Ha evidenziato come la presenza delle autorità presenti testimoni che la prevenzione dell’usura non sia un tema settoriale, ma una questione di dignità, di giustizia sociale e di coesione delle comunità. E ha ribadito che l’impegno della Consulta continua e continuerà accanto ai più vulnerabili, perché «la speranza non è un concetto astratto, ma un’azione quotidiana».

La relazione introduttiva di S.E. Mons. Giuseppe Baturi, Segretario Generale della CEI, ha offerto una riflessione ampia e profonda. Ha anzitutto ringraziato le Fondazioni antiusura per il lavoro svolto in questi anni, ricordando che la Chiesa cattolica ha sempre condannato l’usura. Ha sottolineato che non basta “fare del bene” o esercitare la carità: è necessaria una trasformazione dei modelli economici e culturali, perché sono le strutture profonde a dover essere modificate. Ha richiamato l’etica come responsabilità di tutte le persone che operano nell’economia e ha ricordato la vera vocazione della finanza, che non può perdere la sua funzione sociale: il credito come strumento di promozione umana, accompagnato dall’obbligo morale della restituzione.

La tavola rotonda ha poi intrecciato prospettive diverse, restituendo un quadro ricco e complesso del fenomeno. Il Diacono Paolo Giusto ha riportato alle origini della Consulta,IMG 20260117 WA0037 250 ricordando la forza di un’intuizione che ha saputo trasformarsi in rete nazionale. La Prof.ssa Antonella Sciarrone Alibrandi, Giudice della Corte Costituzionale, ha definito le attività delle Fondazioni un modello esemplare dal punto di vista delle alleanze, sempre più necessarie nel campo della prevenzione. Ha aggiunto che la Legge 108/1996 necessita di una revisione, perché se alcune modifiche sono già state introdotte, restano ancora aspetti da aggiornare per rispondere alle nuove forme di vulnerabilità. Ha ricordato che l’usura è un fenomeno sommerso, che le persone spesso non denunciano, e che proprio per questo è fondamentale intervenire prima che qualcuno scivoli fuori dal circuito legale del credito.

Il Procuratore Capo Roberto Rossi ha affrontato il tema della tutela del credito dal punto di vista penale, soffermandosi anche sulla cartolarizzazione del credito speculativo, un ambito delicato su cui – ha osservato – manca ancora una vera discussione politica. Ha inoltre messo in evidenza la questione dell’azzardo legale, definendolo come un sistema che, pur essendo normato, produce vulnerabilità e terreno fertile per forme di indebitamento patologico che possono sfociare nell’usura.

Il Dott. Silvio D’Amico, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha offerto uno sguardo sulle prospettive normative future, soffermandosi anch’egli sulla Legge 108/96. A proposito di prevenzione, ha reso noto un dato significativo: ancora oggi il 2,8% delle famiglie italiane non possiede un conto bancario o postale, una percentuale che sale al 6,2% nel Sud e nelle Isole. Un indicatore che mostra quanto sia urgente rafforzare gli strumenti di inclusione finanziaria per evitare che le persone più fragili scivolino verso circuiti informali e rischiosi.

Il Dott. Gianfranco Torriero, Vicedirettore Generale Vicario dell’ABI, si è soffermato sul tema del merito creditizio, ricordando che troppo spesso accade che il credito venga concesso a chi non avrebbe diritto e negato invece a chi ne avrebbe reale necessità. Ha sottolineato che servono competenza e tempestività nelle valutazioni, perché un credito dato o negato nel momento sbagliato può cambiare il destino di una famiglia. Ha richiamato anche l’importanza dell’educazione finanziaria, indispensabile per rendere le persone più consapevoli e meno vulnerabili.

Il sociologo Maurizio Fiasco ha ampliato lo sguardo sulle fragilità del Paese, ricordando che circa due milioni di persone si trovano oggi in una condizione di rischio finanziario. Tra queste, ha sottolineato, ci sono famiglie che perdono la casa all’asta senza ottenere la liberazione dal debito, rimanendo intrappolate in una spirale di vulnerabilità che può aprire la strada all’usura.

Uno dei momenti più intensi del pomeriggio è stata la proiezione dell’estratto del recente discorso di un estratto del Discorso che Papa Leone XIV ha rivolto alla Consulta Nazionale Antiusura il 18 ottobre 2025: parole che accompagnano e orientano, i volontari delle Fondazioni Antiusura richiamando alla responsabilità, alla misericordia e alla cura delle persone più fragili.

Il commento di S.E. Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari‑Bitonto, ha aggiunto una profondità ulteriore al pomeriggio. Il suo intervento, dal titolo “Sciogliere le catene inique: la misericordia che libera”, ha invitato a leggere l’impegno contro l’usura non solo come un dovere civile, ma come un gesto evangelico: un’opera di liberazione, di prossimità e di speranza concreta. Le sue parole hanno intrecciato il messaggio del Santo Padre con le sfide del territorio, ricordando che la misericordia non è un sentimento astratto, ma un’azione che restituisce futuro a chi rischia di perderlo.

Hanno portato il loro saluto istituzionale la Dott.ssa Antonella Bellomo, Presidente della Fondazione San Nicola e Santi Medici, il Prefetto di Bari, Dott. Francesco Russo, e il Prof. Nicola Grasso, Assessore ai Controlli, alla Legalità, alla Trasparenza e all’Antimafia Sociale del Comune di Bari, che hanno portato la voce delle istituzioni locali e nazionali, confermando l’importanza di un’alleanza stabile e condivisa nella prevenzione dell’usura.

Le celebrazioni del Trentennale sono proseguite domenica 18 gennaio 2026, con la Santa Messa di ringraziamento presieduta da S.E. Mons. Satriano nella Cattedrale di Bari, momento conclusivo di due giornate dedicate alla memoria, alla responsabilità e alla speranza.

L’iniziativa è stata coordinata dalla Dott.ssa Michela Di Trani, Portavoce della Consulta e curatrice del volume La Speranza.

L’Aquila Capitale della Cultura 2026, Giuli: “Ha vocazione eminente di rigenerazione culturale”

Logo MiC social default 250“La felice coerenza dello spirito che alimenterà gli oltre 300 eventi di questa speciale stagione aquilana sul grande palcoscenico della cultura nazionale è un’occasione per proiettare una rinnovata coscienza sociale, morale perfino, sulla Provincia, sull’Abruzzo intero e, via così, per cerchi concentrici sempre più ampi. In varie occasioni, da ultimo come presidente del MAXXI-Roma e del MAXXI-L’Aquila, ho testimoniato la vicinanza personale a questi luoghi del mio cuore e successivamente ho voluto confermare la cura assidua del Ministero della Cultura verso le esigenze materiali e immateriali delle comunità radicate in questo territorio. A tutti voi, a tutte voi, rivolgo il mio auspicio affinché L’Aquila confermi la propria vocazione a essere un luogo eminente di rigenerazione culturale, a esprimere il senso profondo del nostro esistere nella nostra missione pubblica e nella nostra Concordia privata”.

Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenendo alla cerimonia per L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

Altri articoli...

Sottocategorie

Off Canvas sidebar is empty