Cronaca

Dal 16 al 20 gennaio a Rimini Fiera, organizzato da IEG, apre “SIGEP World”

 

Si inaugura a Rimini l'appuntamento leader mondiale per le eccellenze del Foodservice

 

IMG 3685 250Tutto pronto alla Fiera di Rimini, per l’apertura dei battenti di SIGEP World – The World Expo for Foodservice Excellence, organizzato da Italian Exhibition Group (IEG). Il taglio del nastro per la partenza della tradizionale prima manifestazione di apertura del ricco programma che annualmente IEG propone alla Fiera di Rimini avverrà venerdì 16 gennaio 2026. Sarà poi possibile visitare Sigep World fino a martedì 20 gennaio e poter così aggiornarsi sul meglio delle 6 filiere presenti: gelato, pasticceria, cioccolato, panificazione, pizza e caffè. Filiere che, sulla base delle principali elaborazioni delle associazioni di categoria, valgono complessivamente oltre 40 miliardi di euro tra consumi interni, export e indotto, confermandosi comparto strategico per l’economia nazionale. Questa edizione di SIGEP WORLD 2026, proporrà non singoli settori, ma un ecosistema che fa business, tra le filiere globali del foodservice, hotellerie premium e bar hi-tech. Saranno presenti oltre 1.300 espositori con +33% di presenze estere e nuovi Paesi espositori dall’Europa all’Asia, dal Medio Oriente alle Americhe, top buyer da 75 Paesi e l’India Guest Country. Quest’anno il Sigep si presenta con un ancor più grande interesse per l’alimentazione italiana avendo appena ottenuto la Cucina Italiana, il riconoscimento da parte dell’UNESCO quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità, dando così un maggior sviluppo al trend che con la nostra potenzialità ristorativa, alberghiera ed extralberghiera ci permette di stimolare la capacità attrattiva del Gusto per trainare il Turismo, offrendo una new economy di esperienze enogastronomiche attraverso forme incentivanti che man mano stanno portando a mettere in luce sempre più l’Italia, invogliando a conoscere anche le zone interne dello Stivale da nord a sud, facendo scoprire ai turisti usanze, tradizioni, storia e cultura del cibo con le sue tante varianti e tipicità di prodotti di eccellenza che solo le nostre terre, condizioni climatiche e posizionamenti geografici della nostra nazione sono in grado di proporre insieme alla Cucina più buona del mondo.

 

La Campania sarà protagonista al Sigep World 47a edizione, con tutte le sue cinque provincie, con complessive 76 aziende.

Da Napoli 39 aziende: Associazione Verace Pizza Napoletana; Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria; BARBERA Caffè Spa; Caffè Kenon; Caffè Barbaro; Caffe' Moreno Srl; Caffè Kremoso;  Medcaffè Srl; S. Passalacqua Spa; Caffen Srl; Coni Perfetto Srl; Coni Galasso Srl; Iavazzo Srl; Italcilde Srl; Caporaso Group Srl; Galano Sorrento azienda agricola Srl; Elmeco Srl; Horecanews.it – Vendingnews.it  - Fabio Russo Srl; Caputo il mulino di Napoli; Coppola Enterprice Srl; Formalactis Srl; Molini Ambrosio Domenico Srl; Opallestimenti; Oleificio F.lli Punzo Srl; Tradizione campana Srl; Manna Forni Srl; Nolano Srl; Parthenope forni; Boccia Confetti Srl; Deart polistirolo Srl; Eklere; Isma Srl; FRA.GI. Srl – Mammmà; Mullmix Italia Srl; mullumix Srl; Dolciaria Acquaviva Spa; Fresystem Cupiello; NA Menù; Porritiello rame & acciaio dal 1934 Srl.

Da Salerno 25 aziende: Belair – Belladonna Srl; Accademia Maestri Pasticceri Italiani; Booxit Italia; Decor Srl; Feio Srl – Caffè Karoma; Infusi personalizzati; Flex Packaging al Spa; Carpino Srl; Medac Srl; F.lli Tedesco Srl; Compagnia Mercantile d’Oltremare Srl; Sacar forni Srl; Artecarta Italia Srl; Cellophane &  paper Srl; Officina grafica Società Cooperativa di Lavoro; APA dolci – Antica Pasticceria Artigianale Srl; Canditi Crispo Srl; Decora – Karma Srl; CDFOOD Srl; IDCAM Srl - Viva Dolce; IGLOO; ICE Catering Srl; San Giorgio Spa; CORBARA Srl; SIBILL Srl.

Da Caserta 6 aziende: Caffè Toraldo; AROMA – macchine da caffè; Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP; RISPO Frozen Food Srl; SORI' Italia Srl; WAAGE Srl

Da Avellino 5 aziende: MDF veicoli industriali Srl; I.CO. cialde Srl; Molino Scoppettuolo Srl; Mecnosud Srl; Santorelli 1936 Srl

Da Benevento l’azienda: Monteforte Contract 

SIGEP Vision, cuore culturale della manifestazione, offrirà una visione completa ed approfondimenti sui trend globali, trasformando dati, scenari e idee in notizia e strumento per decision maker. International Start-Up Village, proporrà nuovi hub tematici, progetti speciali su hotel, sostenibilità delle filiere e bar innovativi, grandi competizioni mondiali e nazionali. Tra gli appuntamenti confermati, il SIGEP Vision Talk che inaugurerà il programma della Vision Plaza offrendo uno scenario aggiornato sui trend globali del foodservice con dati e case history di successo da Europa, Stati Uniti e India. Mentre “The European restaurant market. Opportunities and future prospects” porta sul palco della Vision Plaza una lettura aggiornata delle opportunità e dei trend del mercato europeo della ristorazione fuoricasa. Il cuore dell’edizione 2026 di Sigep World, sarà le “FILIERE CHE SI INCONTRANO”: il dialogo tra le filiere. Il gelato guarda alle catene, la pizza si struttura come modello industriale, bakery e pasticceria si confrontano con nuovi ingredienti e processi, il caffè incrocia sostenibilità, tecnologia e competenze. Un racconto che supera la logica dei singoli settori per restituire una visione integrata del fuoricasa. In questo contesto, SIGEP World 2026 introduce nuovi hub tematici che ampliano il raggio d’azione della fiera. Il Kitchen Equipment Hub accende i riflettori sulle tecnologie per cucine e laboratori professionali; il Frozen Product Hub fotografa un segmento in forte crescita, sempre più centrale per catene e format organizzati; il Digital District riunisce soluzioni per pagamenti, gestione dati, automazione e customer experience, oggi decisive nel fuoricasa.

Dati assolutamente confortanti sono quelli presentati per accogliere e sviluppare al meglio l’interessante manifestazione fieristica:

Gelato Artigianale: Fatturato vicino ai 3 Miliardi e consumi estivi in crescita.

Nel 2024 il fatturato del settore del gelato artigianale in Italia ha sfiorato i 3 miliardi di euro, in crescita tra lo 0,5% e l’1% rispetto al 2023, confermando il ruolo del nostro Paese come mercato di riferimento in Europa. E i dati sono positivi anche per quest’anno visto che secondo i numeri di CREST-Circana e dell’Associazione Italiana Gelatieri, elaborati dall’Osservatorio SIGEP i consumi di gelato artigianale in Italia (a valore) nel 2025 hanno registrato un incremento di circa +3% rispetto all’estate 2024, periodo in cui si concentra almeno il 70% del giro d’affari annuo del settore.

 

Pastry & Chocolate: dolci di ricorrenza, segmento premium in crescita e mercato del cioccolato in ripresa.

Nel comparto della pasticceria artigianale, secondo Confartigianato nel 2024 erano attive in Italia oltre 54.000 imprese, di cui 38.000 artigiane (circa il 71%). Una manifestazione fieristica che quest’anno, con il recente riconoscimento da parte dell’UNESCO della Cucina Italiana Patrimonio Immateriale dell’Umanità, aggiunge un senso ancor più elevato di interesse alle proposte della gastronomia e del turismo enogastronomico che sempre più umano, integrato e responsabile segna una grande crescita con un valore aggiunto del Pil del nostro Paese.

 

Pane: 13,4 Miliardi di fatturato e consumi più selettivi.

Nel 2024 il consumo annuo pro capite di pane in Italia è stato di circa 41 kg, in lieve aumento (+1,6%) rispetto al 2023, ma ancora inferiore alla media europea di 70 kg, con picchi intorno agli 80 kg in Paesi come Germania e Austria. Il fatturato complessivo del comparto della panificazione – che comprende pane, pizze e prodotti similari – è stimato in 13,4 miliardi di euro, di cui circa 8,4 miliardi attribuibili al solo pane.

 

Pizza: 2,7 Miliardi di pezzi l’anno e oltre 15 Miliardi di fatturato.

La pizza continua a essere uno dei piatti simbolo del foodservice italiano. Secondo le elaborazioni su dati CNA Agroalimentare e Coldiretti, in Italia si producono ogni anno circa 2,7 miliardi di pizze, che richiedono oltre 200 milioni di kg di farina, 225 milioni di kg di mozzarella, 30 milioni di kg di olio d’oliva e 260 milioni di kg di salsa di pomodoro.

Nel 2024 le pizzerie attive in Italia sono state 88.793, in aumento di quasi il 25% rispetto all’anno precedente, per un fatturato complessivo superiore ai 15 miliardi di euro. Il consumo pro capite sfiora gli 8 kg l’anno, con una frequenza media di almeno una pizza a settimana per gran parte della popolazione.

Caffè: Quasi 6 Miliardi di fatturato e export in ripresa.

Dopo gli anni condizionati dalla pandemia e dalla volatilità dei mercati internazionali, il 2024 ha segnato una fase di consolidamento per il comparto del caffè. Secondo le elaborazioni del Consorzio Promozione Caffè e UCIMAC, la produzione italiana nel 2024 ha sfiorato le 431.000 tonnellate, con volumi stabili (+0,6%) e un incremento del valore alla produzione dell’8,5%, pari a circa 4,36 miliardi di euro. Nel settore della torrefazione operano circa 1.000 aziende distribuite su tutto il territorio nazionale, con un’occupazione diretta stimata in circa 7.000 addetti e un giro d’affari complessivo che nel 2024 ha raggiunto circa 5,7 miliardi di euro, di cui 2,6 miliardi derivanti dall’export e 3,1 miliardi dalle vendite sul mercato interno.

Le importazioni di caffè nel 2024 hanno registrato un aumento dell’1,6% in volume, arrivando a circa 703,5 milioni di kg, per un valore intorno ai 2,6 miliardi di euro. L’Italia si conferma terzo Paese al mondo per l’import di caffè verde (dopo Stati Uniti e Germania) e primo produttore di caffè tostato in Europa, davanti a Germania e altri Paesi UE.

Attrezzature e macchine da cucina: Italia quarto produttore mondiale.

Nel 2024 la domanda mondiale di attrezzature di cucina professionale ha superato i 100 miliardi di euro, in crescita dell’8% sul 2023. Il mercato si è quadruplicato in meno di vent’anni, passando da poco più di 25 miliardi nel 2005 agli attuali livelli. La produzione globale è concentrata in quattro Paesi, che rappresentano circa il 50% del totale: Cina, Germania, Stati Uniti e Italia.

Giuseppe De Girolamo

 

10 100Stamattina sabato 10 gennaio l'annuncio dato dal vescovo monsignor Domenico Sorrentino in merito al suo successore, monsignor Felice Accrocca, come vescovo delle diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, unite in "persona episcopi". 

La cancelliera della diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino, suor Alessandra Rusca ha letto il decreto di nomina di monsignor Sorrentino come amministratore apostolico delle due diocesi fino all'insediamento del nuovo vescovo; il cancelliere della diocesi di Foligno, Fabio Cioccoloni ha letto le altre nomine e il delegato, don Giovanni Zampa, già vicario generale, ha letto il saluto del nuovo vescovo alle due diocesi. 

 

FotoSorrentino 250BIOGRAFIA S.E. Monsignor Domenico Sorrentino

Nato il: 16-05-1948   

Ordinato Sacerdote il: 24-06-1972

   

Lo sguardo puntato verso l’orizzonte con il Vangelo tra le mani per costruire, step by step, una Chiesa missionaria, in uscita, spogliata da sovrastrutture e prossima ai più fragili. Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, lo ripete sempre ai suoi collaboratori, ai sacerdoti, ai movimenti, alle aggregazioni laicali, a tutti coloro che, come pastore, incontra nel suo cammino. Un cammino iniziato come vescovo, ben 20 anni fa quando, il 19 marzo del 2001, venne ordinato vescovo da San Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro. Ma la sua formazione e soprattutto la sua fede vengono da lontano. Nato a Boscoreale (Napoli), diocesi di Nola, il 16 maggio 1948, ha compiuto gli studi medi nel seminario vescovile di Nola e nel Seminario Regionale di Salerno, e quelli teologici a Roma, come alunno dell’Almo Collegio Capranica, presso la Pontificia Università Gregoriana, conseguendo il dottorato in Teologia e poi la laurea in Scienze Politiche presso l’Università di Roma. Appare subito evidente la sua spiccata vocazione allo studio, all’approfondimento, alla lettura. E’ un divoratore di libri sacri, testi storici, collane teologiche. Ordinato sacerdote della diocesi di Nola il 24 giugno 1972, come sacerdote diocesano ha espletato diversi incarichi: dal 1972 è stato vicario parrocchiale nella parrocchia Maria SS. Della Stella; dal marzo 1989 parroco di S. Giorgio martire di Liveri. Dal 1972 al 1975 è stato assistente del Movimento Lavoratori dell’Azione Cattolica; dal 1975 al 1985 ha insegnato religione nel Liceo vescovile parificato di Nola. È stato quindi direttore dell’Ufficio Catechistico, vicario per l’Evangelizzazione e la Cultura, canonico teologo e membro del Consiglio presbiterale e del Collegio dei Consultori. Nel 1975 ha fondato, nel Seminario di Nola, la Biblioteca diocesana «San Paolino» di cui è stato direttore fino al 2001. In quest’ultima ha promosso la costituzione del Centro di Studi e Documentazione su Paolino di Nola, che ha prodotto in questi anni una collana di volumi scientifici sulla figura e le opere di questo Padre della Chiesa. È stato direttore dell’Istituto Superiore di Scienze religiose ’Duns Scoto’ (Nola) e professore presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sezione S. Tommaso d’Aquino, dove ha insegnato teologia spirituale, diverse discipline dell’area dommatica e dottrina sociale della Chiesa. Ha promosso in seno alla facoltà Teologica un seminario permanente sulla ’teologia del vissuto’, sottolineando un orientamento della ricerca teologica sensibile al ’luogo teologico’ del vissuto cristiano, e in particolare al vissuto dei santi. Di tale orientamento portano il segno diversi suoi volumi e articoli. Dal 1992 al 2001 ha prestato servizio, coniugandolo con l’insegnamento teologico, presso la Prima sezione della Segreteria di Stato. È membro della Pontificia Accademia Teologica. Ha pubblicato numerosi volumi ed articoli in diverse riviste. Il 17 febbraio 2001 San Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo-prelato di Pompei. A Pompei vive un breve ma intenso periodo caratterizzato dall’Anno del Rosario, che lo vede al fianco di San Giovanni Paolo II mentre questi firma la Lettera Apostolica ’Rosarium Virginis Mariae’. Lo ha accolto poi a Pompei alla fine dello speciale anno. Il 2 agosto 2003 è stato nominato segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Il 19 novembre 2005 è stato nominato vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino (conservando il titolo personale di arcivescovo) facendo il suo ingresso in diocesi l’11 febbraio 2006. Nella Città di San Francesco ha accolto due volte papa Benedetto XVI, Il 17 giugno 2007 per la visita alla Diocesi, e il 27 ottobre 2011 in occasione del venticinquesimo anniversario della Giornata Mondiale di Preghiere per la Pace che vide San Giovanni Paolo II e i leader religiosi del mondo raccolti nella Città serafica. Ha accolto Papa Francesco nelle sue Visite ad Assisi: il 4 ottobre 2013, il 4 agosto 2016, il 20 settembre 2016 e il 3 ottobre 2020. Nella Conferenza Episcopale italiana è membro della Commissione liturgica. È vicepresidente della Conferenza Episcopale umbra. Postulatore della Causa di beatificazione di Giuseppe Toniolo è fra i maggiori studiosi della figura del grande economista leader dell’impegno sociale dei cattolici all’epoca della Rerum Novarum. E’ questa sua importante conoscenza del Beato Toniolo, la convinzione che la tradizione francescana dei Monti di Pietà sia più attuale che mai, insieme alla convinzione che il Vangelo sia la migliore espressione per costruire un mondo più equo e solidale lo portano a lanciare una nuova visione economica, basata sulla spogliazione di sé, come fece San Francesco. Gettando al vento vestiti e denaro, ponendosi “nudo” davanti a Dio e, perciò stesso, anche a fianco di tutti gli “spogliati” della storia, il Poverello di Assisi ripudia l’idolatria del denaro e dell’economia fine a se stessa e getta le basi per un sistema economico condiviso. Per questo nel 2017, con la benedizione del Santo Padre, istituisce il Santuario della Spogliazione nel complesso monumentale del Vescovado-Chiesa Santa Maria Maggiore,  che racconta quel gesto e ne testimonia l’attualità. Un luogo divenuto il fulcro di questo percorso di rinnovamento dove, il 15 giugno 2021, ha presentato il «Premio internazionale Francesco di Assisi e Carlo Acutis per un’economia della fraternità», con il quale monsignor Sorrentino vuole dare il suo contributo al processo innescato dal papa con Economy of Francesco e sostenere ogni anno progetti produttivi e generativi partiti dal basso soprattutto nelle regioni più povere del mondo. Su questa nuova visione dell’economia ha scritto ‘Francesco d’Assisi e l’economia della fraternità’, (2021), un volume in otto capitoli ricco di spunti e bibliografia che è stato presentato al Senato dal professor Luigino Bruni il 23 giugno scorso. Fra le sue pubblicazioni più importanti si ricordano: ‘L’esperienza di Dio. Disegno di teologia spirituale’, (2007); ‘Nella notte una luce’, (2010); ‘Giuseppe Toniolo. Una Chiesa nella storia’, (2012 - 2 edizione); ‘Un Papa di nome Francesco. Riflessioni dalla terra del Poverello’, (2013); ‘Complici nello nello Spirito. La Sala della Spogliazione. Francesco e il Vescovo Guido’, (2013 - 2 edizione); ‘Oggi ho toccato il cielo. Teologia del vissuto di Francesco Saverio Toppi’, (2013); ‘Chiesa come famiglia. Una via di rinnovamento della parrocchia: le Comunità Maria Famiglie del Vangelo’, (2014); ‘Laudato Si’. Dal Cantico di frate Sole all’Enciclica di Papa Francesco’, (2015 - 1 edizione); ‘Vita consacrata e Chiesa particolare. Teologia ed esperienza’, (2015); ‘Tu sei la nostra gioia! Libro del Sinodo della Chiesa di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino’, (2016); ‘Il Santuario della Spogliazione. La Chiesa di Santa Maria Maggiore e il Vescovado di Assisi. Fonti e documenti’, (2017); ‘Crisi come grazia. Per una nuova primavera della Chiesa’,(2019); ‘Originali non fotocopie. Carlo Acutis e Francesco d’Assisi’, (2019); ‘Introduzione del libro: Gli abitanti del Castelletto. Una luce nel buio della shoah’, (2020); Economia Umana, la profezia del Toniolo (2022); Carlo Acutis sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi (2024); Il Cuore nascosto dal Cantico, da sora morte a frate Sole, san Francesco e le strofe nascoste del vescovado (2025);

 

Mons. Felice Accrocca 250BIOGRAFIA S.E. MONS. FELICE ACCROCCA

È nato il 2 dicembre 1959 a Cori, in provincia di Latina, nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno.

Dopo la maturità scientifica ha frequentato i corsi teologici presso il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni. Successivamente ha conseguito la Laurea in Lettere all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e il Dottorato in Storia Ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana.

È stato ordinato presbitero a Cori il 12 luglio 1986, incardinandosi nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno.

Dopo l’ordinazione ha svolto i seguenti incarichi pastorali più significativi: Viceparroco della parrocchia S. Maria Assunta in Cielo, a Cisterna (1986-1989); Parroco della parrocchia S. Luca, a Latina (1989-2004); Moderatore della Curia Vescovile (2001-2003); Parroco della parrocchia S. Pio X, a Latina (2003-2012); Assistente diocesano dell’Azione Cattolica (2003-2007); Segretario del Sinodo Diocesano (2005-2012); Coordinatore della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali e Caporedattore del mensile della Diocesi “Chiesa Pontina”; Direttore della Scuola Diocesana di Teologia “Paolo VI” (dal 1994) ; Vicario Episcopale per la Pastorale diocesana (dal 1999); Responsabile dei seminaristi diocesani (dal 2007); Parroco della parrocchia Sacro Cuore e Amministratore Parrocchiale di S. Pio X, a Latina (dal 2012) e Docente di Storia della Chiesa medievale presso la Pontificia Università Gregoriana.

Partecipa come relatore in molti convegni in Italia e all’Estero, specialmente sul Francescanesimo. Ha all’attivo numerose pubblicazioni, tra libri, articoli e saggi.

Il 18 febbraio 2016 è stato nominato arcivescovo metropolita di Benevento e consacrato il 15 maggio nella parrocchia del Sacro Cuore in Latina. Ha preso possesso canonico dell’Arcidiocesi il 12 giugno del 2016.

Dal 5 dicembre 2020 è Membro della Congregazione delle Cause dei Santi.

Nella sessione del 27 – 29 settembre 2021 del Consiglio Episcopale Permanente è stato nominato Membro della Commissione Episcopale per l’Evangelizzazione dei Popoli e la Cooperazione tra le Chiese e ricopre per lo stesso settore l’incarico come delegato regionale della Conferenza Episcopale Campana.

 

ercolano snow 250Il dato complessivo dei visitatori conteggiati dal Parco Archeologico di Ercolano conferma un significativo incremento delle presenze nel 2025 rispetto all’anno precedente. Nel 2024 i visitatori sono stati 521.426, mentre nel 2025 gli ingressi hanno raggiunto quota 553.611, facendo registrare un aumento assoluto di 32.185 presenze, pari a una crescita del 6,2%. Il dato comprende, tra l’altro, anche il pubblico che ha visitato la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”, ospitata a Villa Campolieto.

Questo risultato positivo si inserisce nel percorso delineato nel tempo dalla mission del Parco Archeologico di Ercolano, che ha contribuito a consolidarne il consenso a livello locale, nazionale e internazionale, rafforzandone l’attrattività e il ruolo nel panorama culturale e turistico, anche grazie all’ampliamento dell’offerta culturale che include la scenografica Villa Sora a Torre del Greco.

Per quanto riguarda il periodo 23 dicembre – 6 gennaio, il confronto tra i dati del 2024 e del 2025 mostra valori in linea, a conferma del ruolo di Ercolano nell'offerta culturale.

Nel complesso, i numeri del 2025 testimoniano una crescita solida e coerente, frutto di una strategia di comunicazione, promozione e valorizzazione del patrimonio e di apertura al territorio, che continua a produrre effetti positivi in termini di partecipazione e interesse del pubblico.

Facciata chiesa 250Nell’ambito delle celebrazioni liturgiche che don Antonio Ascione, parroco del Santuario Diocesano “S. Maria delle Grazie e San Gennaro”Grotta presepe LAPILLI 250 Trecase, ha predisposto in occasione delle Festività Natalizie, martedì 6 gennaio 2026 con l’arrivo dei Re magi al presepe vivente si sono concluse le iniziative natalizie al Santuario Diocesano di San Gennaro.

Nei tre giorni 26 e 27 dicembre 2025 e il 6 gennaio 2026 il Santuario Diocesano di Trecase è stato il cuore pulsante della cittadina alle falde del Vesuvio per l’allestimento del Presepe vivente, tenutosi in Piazza San Gennaro, nelle suggestive cantine del ‘700 dell’edificio della Parrocchia che hanno fatto da naturale scenografia ad un evento che ha coinvolto bambini, giovani, adulti e famiglie della comunità parrocchiale e che ha registrato la presenza di numerosi visitatori proveniente anche da altre città del territorio vesuviano. Attraverso la teatralizzazione delle scene che sono raccontate nei vangeli, il presepe vivente racconta e comunica ciò che successe prima della nascita di Gesù. Non sono mancate iniziative culturali come la rappresentazione sacra “Diritto di vivere” a cura della Compagnia teatrale “Frizzi e lazzi” e del gruppo musicale “Quattro Quarti”, la conferenza “Passeggiando nel Presepe napoletano”, con l’ing. Rosario Gargano, promossa dalla Pro Loco APS di Trecase e dall’Associazione culturale Prometeo e le Musiche della tradizione popolare con la “Paranza d’o’ Lione”, evento organizzato dall’Amministrazione comunale di Trecase.

Il presepe, dichiara don Antonio Ascione, parroco-rettore del Santuario Diocesano “S. Maria delle Grazie e San Gennaro”, è uno dei simboli più efficaci del Natale, perché oltre a rappresentare il mistero di Dio fatto uomo per amore nostro, richiama alla vita semplice e alla fratellanza universale. Soprattutto in questo delicato momento storico abbiamo il compito di diffondere con ogni mezzo questo messaggio. Il presepe è un punto di riferimento del periodo natalizio. Il Santuario Diocesano, con la realizzazione del Presepe vivente, vuole trasmettere nelle famiglie e, soprattutto, nei bambini e nei giovani, un altro messaggio, per dire che il Natale è il giorno del grande incontro: il Figlio di Dio è nato in una grotta povera per aiutarli a immaginare un mondo più bello e più vero. Questa rappresentazione della nascita di Gesù, di Dio che si è fatto uomo per noi, è “la Buona Novella” che ogni anno si fa storia viva. Oltre il significato religioso, il Natale celebra una nascita e quando nasce un bambino, le persone sono felici. Il presepe vivente rappresenta una delle forme che sono utilizzate dalle comunità per rivivere il mistero dell’incarnazione e della nascita di Gesù e che può diventare un’occasione per la trasmissione della fede.

Francesco Manca

Foto Piazza Mercato 250Si è conclusa ieri sera con grande successo la Festa della Befana in Piazza Mercato, che ha fatto registrare oltre 60mila presenze nel corso della manifestazione, confermandosi come uno degli eventi più partecipati e sentiti dalla città.

Un evento che ha visto la partecipazione di 54 espositori, tantissimi artisti e spettacoli per tutte le età, in un clima di festa, sicurezza e pieno rispetto delle regole. Nessun incidente è stato segnalato e l’organizzazione ha garantito ordine e vivibilità per tutta la durata della manifestazione.

Tra gli artisti saliti sul palco anche mr. Hyde e i ditelo voi, accolti con entusiasmo da un pubblico numeroso e partecipe. Tra la gente è stato visto Geolier anche lui per comprare la calza. Importante anche il coinvolgimento dei commercianti del territorio, che hanno tenuto le botteghe aperte contribuendo a restituire vitalità economica e sociale alla piazza.

La manifestazione rappresenta un primo e concreto passo per il rilancio di Piazza Mercato, luogo simbolo della città. Il Sindaco Gaetano Manfredi e l’Assessore al Turismo Teresa Armato hanno ribadito la volontà dell’amministrazione di restituire alla piazza la sua vocazione naturale: il mercato, inteso come spazio di scambio, socialità e identità storica.

Grande successo anche per le iniziative culturali che si sono svolte presso la chiesa di Sant’Eligio, grazie al parroco don Alessandro Overa, dove si sono tenute visite teatralizzate dedicate alla storia del Santo e di Masaniello, eroe simbolo della piazza. Le visite hanno fatto registrare oltre mille presenze, confermando il forte interesse del pubblico per la storia e le radici del territorio.

A commentare l’evento è  il Presidente dell’associazione Asso.Gio.Ca. e vice presidentedel Forum Mercato Orefici, Gianfranco Wurzburger, che ha contribuito in maniera determinante alla realizzazione della manifestazione:

“ Desidero ringraziare di cuore tutti i volontari dell’associazione che, con impegno, passione e spirito di servizio, hanno reso possibile questo grande evento. La Fiera della Befana in Piazza Mercato non è stata solo una festa, ma un segnale forte di speranza e di rinascita per un territorio complesso e spesso dimenticato. Crediamo fermamente che iniziative come questa possano rappresentare un punto di partenza concreto per il rilancio sociale, culturale ed economico della piazza. Obiettivo principale è la realizzazione di una fiera permanente grazie alla fattiva collaborazione tra Comune di Napoli e rete territoriale ”.

La Festa della Befana in Piazza Mercato si chiude dunque con un bilancio estremamente positivo, ponendo le basi per una nuova stagione di eventi e progettualità dedicate a uno dei luoghi più storici e antichi della città.

“Convivium: Sapori di Pompeii”

L’anima green di Pompei raccontata in video

Al via la prima puntata sul canale YouTube del Parco

 

Convivium 250Cibo, archeologia e verde a Pompei raccontate attraverso un nuovo format per il web “Convivium: Sapori di Pompeii”, dedicato alla valorizzazione del patrimonio vegetale del Parco.

Uno show culinario-culturale, puntata pilota di un programma che partendo dalla realizzazione e reinterpretazione di una antica ricetta pompeiana coniuga cultura, cucina e agricoltura sostenibile, per promuovere la conoscenza del patrimonio gastronomico e botanico del territorio, dal passato al presente.

Protagonista di questo primo appuntamento è la cipolla bianca di Pompei, emblema dell’identità agricola locale e ponte narrativo tra archeologia e gastronomia antica e contemporanea.

L’episodio si apre con uno show cooking ispirato alla Patella Lucretiana, ricetta dell’antica Roma a base di cipolle tratta dal De re coquinaria di Marco Gavio Apicio.

Fabrizio Mellino, chef patron del ristorante “Quattro Passi” di Nerano, affiancato dal Direttore del Parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel e dal funzionario archeologo Halinka Di Lorenzo, propone una reinterpretazione contemporanea del piatto utilizzando gli ingredienti vegetali prodotti nel Vivaio della Flora Pompeiana sito nella Casa di Pansa (Regio VI, 6, 1), che fa da ambientazione alla puntata.

A seguire, il programma include due focus scientifici dedicati al passato e al presente della cipolla bianca di Pompei, affidati agli esperti del Parco. Attraverso la presentazione di reperti paleobotanici (a cura dell’archeobotanica Chiara Comegna Ales SPA), viene raccontata la produzione e l’uso delle cipolle a Pompei nell’antichità; un secondo approfondimento (a cura del restauratore di giardini storici Maurizio Bartolini) è invece rivolto alle caratteristiche della varietà oggi coltivata nel Vivaio della Flora Pompeiana, mettendo in luce continuità e innovazioni rispetto alla tradizione agricola storica.

La puntata pilota di questo format è visibile sul canale YouTube del Parco: //www.youtube.com/@PompeiiSites79dc">https://www.youtube.com/@PompeiiSites79dc e ulteriori rimandi social sono stati realizzati attraverso coinvolgenti reel per Instagram e TikTok.

Foro prof. Casavola 250Con profondo cordoglio ricordo Francesco Paolo Casavola, deceduto oggi. Giurista di straordinario rigore intellettuale e uomo delle istituzioni, è stato Presidente della Corte costituzionale, Presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica e Presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. Incarichi che ha svolto con altissimo senso dello Stato, equilibrio e profonda sensibilità culturale.
Il suo pensiero, capace di tenere insieme diritto, storia e responsabilità morale, lascia un segno duraturo nella vita costituzionale e nel dibattito etico e culturale del nostro Paese.
Indimenticabili quelle preziose occasioni in cui ho avuto l’onore di condividere riflessioni nell’ambito della bioetica. 

Lucio Romano
 

Foto Nicola Incampo 250In questi giorni di vacanza ho riletto per l’ennesima volta il romanzo “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas.

E vi dico perché.

Non è nostalgia, o almeno non solo. Non è nemmeno il semplice piacere di tornare a una grande storia d’avventura. Rileggere Dumas oggi è un gesto quasi controcorrente: in un tempo che consuma tutto in fretta, Il conte di Montecristo chiede lentezza, attenzione, memoria. E in cambio offre qualcosa che molti romanzi contemporanei hanno smesso di promettere: una visione del mondo.

La prima ragione è Edmond Dantès. Pochi personaggi della letteratura occidentale hanno una parabola così radicale. Dantès non cambia soltanto destino: cambia identità, linguaggio, postura morale. Da giovane ingenuo e fiducioso diventa il Conte, una figura quasi mitologica, fredda, calcolatrice, apparentemente onnipotente. Rileggerlo da adulti significa accorgersi che non è solo una storia di vendetta, ma una riflessione sul prezzo della giustizia quando viene esercitata senza misericordia. Ogni rilettura sposta la nostra simpatia: a volte per Edmond, a volte per le sue vittime, a volte per nessuno.

La seconda ragione è il tempo. Il conte di Montecristo è un romanzo che prende sul serio il tempo lungo: quello della prigionia, dell’attesa, della preparazione. Oggi siamo abituati a narrazioni dove tutto accade subito, dove il trauma genera immediatamente la reazione. Dumas invece costruisce una vendetta che dura anni, che matura nell’ombra, che si nutre di silenzio e studio. In vacanza, quando il tempo finalmente rallenta, questo ritmo diventa quasi terapeutico. È un promemoria: alcune trasformazioni non possono essere accelerate.

C’è poi il tema del potere. Il Conte è ricco, colto, informato, mobile. Attraversa confini, classi sociali, sistemi giuridici. Riletto oggi, il romanzo parla chiaramente di disuguaglianze: chi ha accesso alle risorse può riscrivere la propria storia, chi non le ha resta schiacciato. Ma Dumas non idealizza questo potere: lo mostra come qualcosa che corrompe, isola, disumanizza. Il Conte vince, sì, ma perde pezzi di sé lungo il cammino.

Un altro motivo è la modernità sorprendente del libro. Intrighi finanziari, manipolazione dell’opinione pubblica, carriere costruite sul tradimento, giustizia piegata alla convenienza politica: Il conte di Montecristo è ambientato nell’Ottocento, ma parla il linguaggio del presente. Rileggerlo oggi significa accorgersi che certi meccanismi non sono mai davvero cambiati, solo resi più veloci e meno visibili.

Infine, c’è una ragione personale, forse la più semplice: alcuni libri crescono con noi. Ogni volta che torno a Il conte di Montecristo sono io a essere diverso. Da ragazzo vedevo l’eroe invincibile. Poi ho visto il vendicatore spietato. Oggi vedo soprattutto l’uomo ferito, incapace di fermarsi, che deve imparare – troppo tardi – che non tutto può essere riparato.

Rileggere questo romanzo in vacanza non è stata una fuga dalla realtà, ma un modo per guardarla meglio. Per ricordarmi che la giustizia senza compassione diventa crudeltà, che il tempo è una forza narrativa e morale, e che le grandi storie non servono solo a intrattenerci, ma a farci domande scomode.

Ed è per questo che, ogni volta che chiudo l’ultima pagina, so già che prima o poi tornerò a riaprirla.

Nicola Incampo

Foto ischia don marco trani n1 altare ischia 250Noi siamo il sogno di Dio. Nella creatura umana ha riposto la sua speranza. Abbiamo la responsabilità di non deludere questa speranza. ComeFoto Giovanni De Simone n3 altare pozzuoli 250 sottolineato dal vescovo di Pozzuoli e di Ischia, don Carlo Villano, questo è il senso dell’essere “Pellegrini di Speranza”, alla base del Giubileo concluso sabato 27 dicembre nella diocesi di Ischia e domenica 28 nella diocesi di Pozzuoli. Papa Leone chiuderà la Porta Santa nella basilica San Pietro a Roma martedì 6 gennaio, nella solennità dell’Epifania.

«Portiamo con noi i segni della presenza di Cristo – ha messo in evidenza il vescovo, durante le celebrazioni eucaristiche presiedute nella chiesa Santa Maria di Portosalvo a Ischia e nella chiesa San Paolo Apostolo a Monterusciello – ogni nostra azione sia segno di questa incarnazione. Nella pagina del Vangelo di Matteo non c’è soltanto la dimensione della identità di Cristo: c’è l’invito ad essere una Chiesa che possa essere sempre più missionaria. Come non vedere in queste vicende umane di Gesù il volto di una umanità nascosta, sola, che deve rifugiarsi in paesi lontani per poter sfuggire ai mali della storia, agli orrori delle persecuzioni, delle violenze, delle guerre, per poter abitare una terra ed un futuro che siano rispettosi di ogni vita umana. In questa fuga per sfuggire ad Erode c’è il volto di ogni perseguitato di questa terra, ci sono i poveri, gli immigrati, tutti coloro che, per mera bramosia di potere di altri, sono costretti a fuggire dalle loro Terre, a lasciare le loro case, le loro famiglie e i loro affetti più cari. Per andare poi dove? In Paesi che forse non vedranno mai perché vittime di altre bramosie e di altri poteri che negano la vita. Anche qui, credo, che occorre chiedere perdono a Dio e agli uomini perché troppo spesso ci abituiamo alla indifferenza e a tutto ciò che ha il sapore amaro dell’ingiustizia».

In occasione della Festa della Santa Famiglia di Nazareth, Villano ha voluto rivolgere il suo pensiero alla tante famiglie dei territori di Pozzuoli e di Ischia, alla ricerca di una casa, di un luogo sicuro dove abitare: «I recenti eventi geologici e gli abbattimenti disposti dall’autorità giudiziaria hanno generato una vera e propria crisi abitativa e di lavoro; anche le giovani coppie che alimentano il sogno del matrimonio si interrogano sulla difficoltà di trovare una casa per la loro nuova famiglia. Saper abitare il sogno di Dio: era questo il desiderio di Papa Francesco quando ha proposto il cammino sinodale a tutta la Chiesa, un cammino che ha accompagnato fino al giorno della sua morte consegnandolo poi nelle mani di Papa Leone».

Il vescovo ha concluso ricordando la significativa esperienza vissuta nel recente Pellegrinaggio giubilare a Roma: «Dobbiamo imparare ad abitare un mondo nuovo: con queste parole ci ha accolti il pontefice. E credo che questa capacità di abitare un mondo nuovo sia lo stesso invito che ci viene da san Paolo nella sua lettera ai Colossesi; il suo, quello di Paolo, è un invito alla comprensione e alla carità, quella carità che viene definita “vincolo di perfezione”. È dalla carità che deriva il nostro saperci accogliere, sostenerci e comprenderci».

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